- 15 ore fa
Categoria
🎥
CortometraggiTrascrizione
00:00:08Grazie a tutti.
00:00:47Grazie a tutti.
00:01:07Grazie a tutti.
00:01:37Grazie a tutti.
00:02:08Grazie a tutti.
00:02:53Grazie a tutti.
00:02:56Grazie a tutti.
00:03:28Grazie a tutti.
00:04:01Grazie a tutti.
00:04:12Grazie a tutti.
00:05:01Grazie a tutti.
00:05:28Grazie a tutti.
00:05:37Grazie a tutti.
00:06:21Grazie a tutti.
00:06:45Grazie a tutti.
00:07:11Grazie a tutti.
00:08:03Grazie a tutti.
00:08:22Grazie a tutti.
00:08:56Grazie a tutti.
00:08:59Grazie a tutti.
00:09:29Grazie a tutti.
00:10:15Grazie a tutti.
00:10:29Grazie a tutti.
00:10:37Grazie a tutti.
00:11:18Grazie a tutti.
00:11:41Grazie a tutti.
00:11:52e a tutti.
00:12:25Grazie a tutti.
00:12:33Grazie a tutti.
00:12:37Grazie a tutti.
00:12:45Grazie a tutti.
00:12:54Grazie a tutti.
00:13:05Grazie a tutti.
00:13:48Grazie a tutti.
00:13:51Grazie a tutti.
00:14:04Grazie a tutti.
00:14:05Grazie a tutti.
00:14:39Grazie a tutti.
00:15:06Grazie a tutti.
00:15:22Grazie a tutti.
00:15:30Grazie a tutti.
00:15:34Grazie a tutti.
00:15:41Grazie a tutti.
00:15:44l'amore normalmente. Leonardo Sciascia è stato l'amico più importante della mia vita. Era un
00:15:54amico che era anche padre perché io cercavo una specie di padre spirituale e lui lo è stato,
00:16:01ignorantissimo com'ero e pieno di furore, cercavo anche un maestro e lo è stato, ma lo è stato come
00:16:08sono i maestri amici. Per esempio Leonardo non mi ha mai detto leggiti questo libro, però parlava
00:16:16talmente tanto di libri e tutta la sua maniera di entrare nel racconto del mondo e della vita era
00:16:23talmente intrisa di letteratura che tu inevitabilmente queste cose le immagazzinavi e poi andavi in giro
00:16:32magari in una bancarella o in una libreria dicevi di questo ha parlato Leonardo e allora ti compravi
00:16:39questo libro e cominciava ad uscire dal tuo abisso di ignoranza. Avere cominciato con Leonardo, con quel
00:16:48libro, non è che questo non abbia influenzato la maniera in cui sono state viste le mie foto.
00:16:57E fu un incontro straordinario, per esempio io quando lo andai a trovare in campagna alla Contrada
00:17:04Nonce dove lui andava tutte le estate anche a scrivere i suoi libri, non gli ho fatto neanche una foto
00:17:11che io fotografavo sempre tutto, non capisco perché non gli ho fatto una foto e che ero rimasto proprio
00:17:18paralizzato da questo incontro in questa casa poverissima. Ci invitò a colazione, io ero con mio nonno
00:17:25e le cose che mi disse cambiarono la mia vita. Per esempio mi fece capire che il mio interesse non
00:17:32era assolutamente di tipo scientifico documentario ma che era di tipo narrativo. In un certo senso mi ha salvato la
00:17:39vita.
00:18:04Ma di queste cose me ne sono successe alcune altre volte insomma. Per esempio quando a Parigi ho conosciuto
00:18:13Cartier-Bresson che era un maestro di tutti, anche il mio anche se io non lo sapevo e che poi
00:18:19è diventato un amico
00:18:21e che ha avuto tanta importanza anche nella mia vita. E lui che mi ha fatto entrare a Magno per
00:18:26esempio.
00:18:30Una volta con molto sarcasmo le ho termine detto è una grande famiglia, no? E io ho aggiunto, l'ho
00:18:39addirittura
00:18:39messo come fascetta in un libro che tracciava la storia di Magno firmata da me che diceva è vero ma
00:18:48Magno è una grande famiglia
00:18:49odio le famiglie.
00:19:04Ci siamo incontrati perché io ho cominciato a lavorare per l'europeo poi a Parigi ho pubblicato il mio libro
00:19:13i siciliani e glielo mandai a Cartier-Bresson con una dedica così molto così ammirativa e umile eccetera.
00:19:24E poco tempo dopo Romeo Martinez grandissimo storico della fotografia mi ha detto
00:19:29Henri è venuto a casa mia abbiamo parlato di te ha detto che vorrebbe conoscerti e anche lì è scoccata
00:19:35una scintilla.
00:19:37siamo diventati amici e lo siamo stati per venticinque anni e probabilmente la cosa di cui parlavo meno
00:19:44era la fotografia. Avevamo talmente tante cose in comune. Una grande persona un grande amico
00:19:50oltre che un maestro immenso ma non solo per me per quattro generazioni fotografi.
00:19:56A presto.
00:19:57A presto.
00:19:57A presto.
00:20:09A presto.
00:20:11A presto.
00:20:12A presto.
00:20:12A presto.
00:20:36A presto.
00:20:37Un'atturata coincidenza forse all'europeo
00:20:39che volevo un fotografo».
00:20:41Roberto Leidi propose a Tommaso Giio di prendere me.
00:20:46Questo ragazzo che è molto giovane però ha fatto questo libro è molto buono, eccetera.
00:20:52E mi presero.
00:20:58Il Fontone Bordere è un vero e proprio mestiere che consiste nell'andare in un posto di cui tu
00:21:04non sai niente, di cercare di capire qualcosa, quando credi di aver capito qualcosa te ne vai
00:21:11via e vai in un altro posto di cui non sai niente e devi cercare di capire qualcosa. Ma era
00:21:17un'avventura
00:21:19incredibile, insomma, una fortuna. Queste sono alcune pagine messe insieme in maniera casuale
00:21:27discontinua e non sistematica di cose che io ho fatto per l'europeo. Questa è l'eruzione del 72.
00:21:34Ecco come la lava divora ponti, case, strade, vignetti. Ecco le tre bocche della lava. Questo
00:21:41cominciava con lo spettacolo, il fiume di lava. Poi il ponte, come se lo mangia, arriva,
00:21:49poi entra poco a poco. Cioè era una roba, l'europeo metteva addirittura la foto degli autori,
00:21:55insomma. Questo per esempio è una cosa fatta in Gile nello stesso contesto di quando siamo
00:22:00riusciti a vedere Allende. Io poi andai vicino, c'era una manifestazione in piazza e lui mi chiese
00:22:08in Italia, presidente. Mi saluta Italia. In realtà poi il Gile ha cominciato a farmi scrivere per il giornale
00:22:20che fu una cosa emozionante però nello stesso tempo conquistai la solitudine perché prima andavo in giro
00:22:29con il giornalista e adesso andavo in giro da solo. Era vista bella questa cosa qui all'interno
00:22:35dell'Arezzoli. Il giornalista era il giornalista, quello che faceva i giornali. Il fotografo anche
00:22:42da un punto di vista contrattuale era fornitore di materiali. C'erano addirittura state sentenze
00:22:48che dicevano che le fotografie diventavano materiale e giornalista quando un giornalista
00:22:54le sceglieva.
00:23:01Ehi là, Giovalin! Come stai? Grazie. Grazie di cosa? Grazie del tuo affetto sempre.
00:23:14Vieni che ci sediamo, dai. Da quando è che vi conoscete?
00:23:19Da subito. Talmente tanto che non mi ricordo più. Da subito, io credo ai primi del 67 ci siamo
00:23:25conosciuti, quindi sono quasi... A Palermo mi ricordo. No, prima che io venissi qui ci eravamo
00:23:34incontrati una volta a Palermo e tu eri... Con Luciano D'Alessandro. Tu eri con Luciano D'Alessandro
00:23:42e stavate facendo le case. Le case? Io ho grande ammirazione.
00:23:48Eh, va. È per questo che ti abbiamo chiamato. Eh beh, appunto. Ho grande ammirazione perché
00:23:55io non amo la foto di moda. Quasi tutti i fotografi, non tutti, fanno delle fotografie
00:24:07e le donne gli fanno pigliare degli atteggiamenti che non piglierebbero mai. Invece lui è riuscito
00:24:19a fare delle foto serie di moda, come se fossero rapportati.
00:24:26Foto vere, naturali. E poi c'è un'invidia, lo invidio molto, perché io non sono buono a parlare,
00:24:37non sono buono a scrivere, non sono buono a fare conferenze e lui è buono, è bravissimo a fare tutte
00:24:46e quattro.
00:25:03E questo è il finocchietto che abbiamo bollito, abbiamo conservato l'acqua nella quale cuoceremo la pasta.
00:25:15E la ricetta è quella della pasta con le sarde. Però quando non ci sono le sarde, si chiama con
00:25:22le sarde amare.
00:25:23Così come la pasta con suco, che si fa con la carne e cose di questo genere.
00:25:32La gente che non aveva abbastanza per comprarsi la carne andava a comprare dal formaggiaio le croste dure del formaggio.
00:25:42Con Leonardo hai mai cucinato?
00:25:44Non gli piaceva che qualcun altro mettesse cose quando era la sua cucina.
00:25:49Che una volta...
00:25:49Neanche sua moglie, a dire la verità, gli piaceva. Preferiva farlo lui.
00:25:53Una volta io l'ho invitato a casa, a Roma, e lui praticamente ha fatto la spesa, è venuto con
00:26:02tutta la spesa e ha cucinato lui.
00:26:03Forse non si fidava.
00:26:06Comunque io mi ricordo che una delle prime nostre volte, amichevoli, di serate, ci siamo visti a Sant'Elia.
00:26:13Sì.
00:26:14E tu hai cucinato, hai improvvisato.
00:26:19E a un certo punto mi ha detto, ma tu che fai adesso?
00:26:24E io ho detto, ma vorrei fare un film, però devo trovare uno che me lo finanzi.
00:26:32E tu hai fatto una cosa che è stata per me decisiva.
00:26:36Ti hai detto, ma che significa?
00:26:40Se lo vuoi fare, lo fai.
00:26:43Cioè, come quando uno dice, voglio scrivere un romanzo, se uno lo vuole fare, lo fai.
00:26:48Cioè, che prima trovo l'editore dopo scrivere il romanzo, non credo.
00:26:51Esatto, ecco siete.
00:26:52Questa cosa ha lavorato nella mia testa in un modo decisivo.
00:27:14Cioè, come quando uno dice, voglio scrivere un romanzo, se uno lo vuole fare, lo vuole fare, lo vuole fare,
00:27:25lo vuole fare, lo vuole fare, lo vuole fare, lo vuole fare, lo vuole fare, lo vuole fare.
00:27:46Qui ci sono queste due foto che ho marcato per quel reportaggio lì e poi anche per il mio libro
00:27:54sulla geometria e la compassione.
00:27:57I reporter incrociano molto dolore nella loro esplorazione del mondo.
00:28:02Questo qui è proprio uno dei cosiddetti libri di contatto.
00:28:05La cosa affascinante è che qui tu vedi proprio la sequenza delle foto, quella che hai fatta prima o quello
00:28:11che ti ha emozionato e poi vai cercando di risolverla formalmente.
00:28:16Questa è una cosa per me drammatica perché qui ho avuto un grandissimo trauma perché lì morivano 70-80 persone
00:28:25al giorno.
00:28:26E sono andato in una tenda della Croce Rossa, ho scoperto che misuravano e pesavano questi bambini che sembravano usciti
00:28:36da Buchenwald.
00:28:37Guarda, questa foto qui c'è il bambino che sta allattando, lui ha una testa che è già teschio e
00:28:44la madre non ha più latte.
00:28:46E poi li misuravano.
00:28:48Allora ho chiesto, ma perché le misurate, perché le pesate?
00:28:52E mi hanno detto, è perché dobbiamo scegliere.
00:28:56Sulla base dell'età e della loro condizione, scegliamo quelli per i quali possiamo fare qualche cosa e gli altri
00:29:03non ce ne può fare niente.
00:29:04Quelli che sopravviveranno.
00:29:05Esattamente.
00:29:06Come reagisce il fotografo al dolore?
00:29:09Ero proprio bloccato e mi sono scoperto a camminare.
00:29:13E dicevo, ma dove stai andando?
00:29:15E avevo fame.
00:29:16E stavo cercando dove andare a mangiare.
00:29:18E dicevo, vado da padre Bullo che magari mi dà un po' di riso.
00:29:23E per strada ho detto, ma guarda, eri così preso dal fatto che non potevi fotografare, non potevi vivere di
00:29:29fronte a tutto questo dolore.
00:29:31E adesso puoi fuggire dalle tue emozioni, ma non puoi fuggire da te, dal tuo corpo.
00:29:38Se hai fame devi mangiare.
00:29:40Mi sono terrorizzato all'idea che se fossero passati due giorni forse avrei rubato il cibo a quelli che stavano
00:29:47morendo per sopravvivere.
00:29:48E allora mi sono detto, ma non volevi fare il fotografo?
00:29:51Eh, mettila lì, questa compassione.
00:29:54Fai il tuo mestiere.
00:29:55Non significa che sei insensibile.
00:29:58Quasi tutti dicono, io faccio questo perché questo non si ripeta mai più.
00:30:03Ci ho creduto forse dal ragazzo che con la fotografia si poteva migliorare il mondo.
00:30:09Insomma, non si migliora affatto il mondo.
00:30:12L'unica cosa che continua a darmi una responsabilità, come dire, etica, è che le cattive fotografie,
00:30:20per cattive intendo false, ipocrite, autocompiaciute, eccetera, eccetera, lo peggiorano il mondo.
00:30:28Quindi la tua responsabilità c'è.
00:30:30Ricordo sempre questo episodio che riguarda Cartier-Bresson quando giravano il film sul ritorno dei prigioni di quello.
00:30:39E lui era alla cinepresa.
00:30:42A un certo punto ha chiamato il suo assistente e ha detto, continua a filmare tu perché io devo fare
00:30:47una foto.
00:30:48E si mise a fotografare la stessa cena e venne fuori quella cosa lì in cui c'è quell'espressione,
00:30:56quel gesto, quella relazione.
00:30:58La fotografia è un'istantaria, una scommessa con la realtà e con il tempo che sottrae qualche cosa che ha
00:31:07un significato oltre quell'istante.
00:31:22Amiti e sul patrio, diceva Cartier-Bresson.
00:31:26Io purtroppo non credo che ci sia un al di là possibile.
00:31:32Però se dovesse esserci un paradiso e una cena con i miei amici.
00:31:38Cin, cin, cin.
00:31:40Evviva, evviva, evviva.
00:31:42Io ti conosco da 30 anni e io non ho mai avuto dubbi che tu fossi uno scrittore.
00:31:48Cioè tu adesso stai accettando di essere uno scrittore.
00:31:51Ma tu sei nato come scrittore mentre facevi le fotografie.
00:31:56È come dire, continuamente il mondo mi sorprende.
00:31:59Cioè essere disposti alla curiosità più che a giudizio.
00:32:03E beh, forse la sua grandezza sta in questo.
00:32:05Il fatto che tu sia figlio di un piccolo benessere che è un oggetto, questo del limone, ti ha reso
00:32:16positivo.
00:32:17Cioè ti ha anche permesso forse di venire via.
00:32:20La fotografia ha questo dono.
00:32:22È una forma in cui l'oggetto, la letteratura, cioè quello che racconta, coincida.
00:32:27Le affinità elettive, si diceva una volta, con Ferdinando ci si vede meno, ci si vede poco.
00:32:34Si parla forse troppo, si parla forse zero.
00:32:37Però c'è un'affinità elettiva.
00:32:38È una metafora della Sicilia quella che Ferdinando rappresenta.
00:32:42C'è, non c'è, appare luce, l'ombra.
00:32:46Quella fotografia di Borges è una vera fotografia metafisica.
00:32:51Noi lo sappiamo che non ci vede.
00:32:53Ha uno sguardo che va oltre il mondo sensibile.
00:33:00Gli amici sono quelli che ti cambiano la vita.
00:33:05Ti cambiano la vita perché ti fanno scoprire la consonanza umana.
00:33:11Gli amici di Bagheria, certo.
00:33:14E poi Brandi, e poi Leonardo Sciascia, e poi Roberto Leidi,
00:33:19e poi Lamberto Vitale, e poi a Parigi Romeo Martinez e Cartier-Bresson.
00:33:25Attraverso Dominique Fernandez, per esempio, ho conosciuto Kundera.
00:33:30Quante cose mi ha insegnato Milan sulla letteratura,
00:33:35su come pensare il mondo, la politica,
00:33:39sull'ambiguità da cui difendersi delle ideologizzazioni.
00:33:44L'unica volta nella mia vita che mi sono davvero ubriacato
00:33:47è stato a Barcelona invitato a cena da Vasquez,
00:33:53che poi gli inviti a cena da Vasquez in certi ristoranti
00:33:56erano assolutamente epici.
00:33:58Quanto mi manca, Manolo?
00:34:02Cioè siamo quelle persone lì, siamo quello che ci hanno insegnato.
00:34:06Di solito quando torno da un progetto nel quale mi sono molto immedesimato,
00:34:10impegnato, al ritorno ho una crisi.
00:34:13Guardo le foto, le foto mi sembrano sempre uno schifo.
00:34:16Non sono quelle che avrei voluto fare,
00:34:19sono quelle che io potevo fare.
00:34:21A quel punto io ho bisogno di andare con quelle cose da un amico,
00:34:25di confrontarmi con lui.
00:34:27E quante volte l'ho fatto con Cartier-Bresson,
00:34:30quante volte l'ho fatto con Leonardo Sciascia,
00:34:34quante volte l'ho fatto con Carlo Doio,
00:34:35quel meraviglioso anarchico.
00:34:38Carlo spogliava le idee e te le mostrava lì nude.
00:34:53Io sto con Paola da più di 40 anni,
00:34:56non c'è nessuna cosa che io abbia fatto
00:35:00che abbia un minimo di senso,
00:35:02che non sia stata fatta con lei.
00:35:05Ho avuto fortuna.
00:35:25Ricordo che ho scoperto quella frase di Savilio
00:35:28che dice tutto quello che ha un senso.
00:35:31Prima o poi finisce in un libro.
00:35:33Ho fatto libri su tutto quello che ho amato.
00:35:37Gli animali, il mangiare, il dormire,
00:35:41i luoghi che ho scoperto, la Spagna,
00:35:44la Sicilia naturalmente,
00:35:45su cui ne ho fatto 4 o 5.
00:35:47Ma anche quando è capitato di fare la moda,
00:35:50capì presto che lì c'era un racconto.
00:36:08Siamo all'inizio del 1987.
00:36:12Io ero già tornato a Parigi,
00:36:14cominciavo a fare il mio lavoro da freelance,
00:36:17cioè disoccupato in inglese.
00:36:18e ricevo una bizarrissima telefonata.
00:36:23Ci sono Domenico Dolce,
00:36:26insieme a un mio amico
00:36:27stiamo mettendo su una casa di moda.
00:36:31Abbiamo già fatto una prima stagione.
00:36:34Io sono siciliano,
00:36:35ci ispiriamo alla donna siciliana
00:36:37e vorremmo fare un catalogo
00:36:39con un fotografo
00:36:41che non sia un fotografo di moda.
00:36:43Abbiamo visto delle fotografie
00:36:45della Sicilia che ci sono piaciute.
00:36:47Una nostra cliente ci ha detto che sono sue.
00:36:50Le interessa fare questo catalogo.
00:36:52E io ho detto,
00:36:52ma io non l'ho mai fatto.
00:36:54E dice, ma è proprio questo
00:36:55che noi vorremmo.
00:36:56E io gli ho messo in mano
00:36:57i siciliani,
00:36:59le mie libri sulla Sicilia
00:37:01e questi seduti lì
00:37:03mentre io facevo altre cose
00:37:05sfogliavano.
00:37:07A un certo punto
00:37:08Stefano Gambara
00:37:09ha detto questa frase
00:37:11ma è proprio quello
00:37:12che noi vogliamo.
00:37:14Il nostro look
00:37:15col suo feeling.
00:37:17E io sono scoppiato a ridere
00:37:19perché non ero preparato
00:37:21questo slang modaiolo.
00:37:24Però, mentre ridevo
00:37:26ho visto che loro erano
00:37:29offesi.
00:37:30e allora per cercare
00:37:31di recuperare
00:37:32io ho detto
00:37:33va beh, insomma
00:37:34il mio feeling
00:37:36è a disposizione
00:37:37del vostro look.
00:37:38Che dobbiamo fare?
00:37:39Mi hanno fatto vedere
00:37:40due piccole foto
00:37:41polaroid
00:37:42con due ragazze.
00:37:43Dice, noi abbiamo pensato
00:37:44a queste qui
00:37:45io subito ho detto
00:37:46questa
00:37:47ed era marpessa.
00:37:49E siamo partiti
00:37:50per il sud
00:37:51per la Sicilia.
00:37:52Io non sa
00:37:53come si dirige
00:37:54una modella.
00:37:55E poi lei ha fatto
00:37:56una volta
00:37:56una divertente intervista
00:37:58in cui diceva
00:37:59che sostanzialmente
00:38:00la mia maniera
00:38:01di dirigere
00:38:02era
00:38:02buttati lì.
00:38:03Nessuno di noi
00:38:05immaginava
00:38:06neanche lontanamente
00:38:07che questa cosa
00:38:08avrebbe avuto
00:38:09questo successo
00:38:11internazionale
00:38:12incredibile.
00:38:13marpessa capì
00:38:14che io
00:38:15attraverso di lei
00:38:16recuperavo
00:38:17il mio sentimento
00:38:18della donna.
00:38:20In un paesino
00:38:21agricolo
00:38:21della Sicilia
00:38:22l'erotismo
00:38:23aveva degli aspetti
00:38:24anche piuttosto
00:38:25compiti.
00:38:26Quindi
00:38:27senza spendere
00:38:28una linea
00:38:28di psicanalista
00:38:29ho sostituito
00:38:31i miei
00:38:32imperfetti ricordi
00:38:33in qualche cosa
00:38:34di meraviglioso.
00:38:36Qualcuno ha scritto
00:38:37che quella fotografia
00:38:38che poi ha fatto
00:38:38tanto strana
00:38:39del bambino
00:38:41che fotografa
00:38:42marpessa
00:38:42che mi pigliava
00:38:43in giro
00:38:43facendo una foto
00:38:44con una scatola
00:38:46di fiambiferi.
00:38:47Ho visto che lì
00:38:48c'era una storia
00:38:49ho detto
00:38:49a marpessa
00:38:50posa per lui
00:38:51e io ho fatto
00:38:52due foto
00:38:53e qualcuno ha detto
00:38:55ah ecco
00:38:55quello è
00:38:56un autoritratto
00:38:58del ragazzino
00:38:59non certo
00:39:00che voleva fare la moda
00:39:01ma che voleva
00:39:02fotografare le donne
00:39:03in fondo
00:39:03ho cominciato
00:39:04a fotografare
00:39:05i miei compagni di scuola
00:39:07però
00:39:08c'è anche
00:39:08l'idea
00:39:09del racconto
00:39:10proprio
00:39:10tu di fatti
00:39:11l'hai chiamato
00:39:11marpessa
00:39:12un racconto
00:39:12marpessa diceva
00:39:13che io
00:39:14sostanzialmente
00:39:14raccontavo una storia
00:39:16mettete lì
00:39:16come se aspettasse
00:39:17qualcuno
00:39:18che non viene
00:39:19sto stronzo
00:39:19ed era un gioco
00:39:21era meraviglioso
00:39:22era un gioco
00:39:22dove tu però
00:39:23giocavi anche
00:39:24con la finzione
00:39:25per la prima volta
00:39:26per la prima volta
00:39:27che hai sempre detto
00:39:28la fotografia
00:39:30è trovare qualcosa
00:39:32e qui
00:39:33si è diventato
00:39:34demiurgo
00:39:35però
00:39:35ha cambiato
00:39:36anche la mia maniera
00:39:37di pensare
00:39:38la fotografia
00:39:39infatti
00:39:40in questo
00:39:41consistevano
00:39:42gli stritori
00:39:43con Henry
00:39:43facevo
00:39:44un lavoro
00:39:45minimo
00:39:47ma di messa in scena
00:39:48quindi
00:39:49capì
00:39:50prima di tutto
00:39:50che
00:39:51anche le fotografie
00:39:52fatte
00:39:53sono fotografie
00:39:54trovate
00:39:55e poi
00:39:57anche
00:39:57che
00:39:57questo
00:39:58fondamentalismo
00:39:59dell'invisibilità
00:40:00del fotografo
00:40:01del testimone
00:40:02eccetera
00:40:02è ambiguo
00:40:03è che soprattutto
00:40:05io mi divertivo
00:40:07a farlo
00:40:07e questa è la cosa
00:40:09fondamentale
00:40:39che è un'escalata
00:40:40che è un'escalata
00:40:49I ritorni sono sempre complicati, ogni volta. Prima tornavo più spesso, adesso più raramente.
00:41:02Intanto c'è lo sgomento per sé, questa modifica del luogo, in cui tu riconosci gli spazi nei quali ti
00:41:15muovevi,
00:41:16e dall'altra parte sembra invece che tutto sia andato per aria.
00:41:22Non so se la parola giusta è nostalgia, ma insomma di volontà di recupero di quello che in definitiva ti
00:41:31ha fornato,
00:41:32ti ha fatto dirottare quello che sei e quello che è successo.
00:41:38E' sempre così, il rancore e l'amore vanno insieme, insomma.
00:41:47Ogni volta di fronte a certi sapori, a certi profumi, a una certa luce, dico ma perché me ne sono
00:41:59andato?
00:42:01E poi non passa molto tempo e mi dico ma perché non te ne sei andato prima?
00:42:10Insomma, ricordo che quando sono venuto per la morte di mia madre, poi siamo andati al cimitero,
00:42:21ho fatto un giro lì, perché mi piace sempre andare a vedere la tomba di mio nonno perché c'è
00:42:31scritto Ferdinando Scialla
00:42:33e l'idea di mettermi davanti a una tomba con il mio nome mi diverto.
00:42:39Ma in realtà mi sono accorto che tutti quelli che non incontravo al paese erano lì, c'era stata una
00:42:47migrazione.
00:42:56Grazie, grazie, grazie, grazie.
00:43:00Grazie.
00:43:01Questa la conosci.
00:43:04Chiarafomcio.
00:43:07Questa è una foto pazzesca.
00:43:09Questa è Fernando, giusto?
00:43:11Sì.
00:43:12Questa è il maritiero.
00:43:14Questa era la prima che ti ho fatto.
00:43:17Questa è con quello che tu hai vinto un premio in calcio.
00:43:20Sì, sì, sì.
00:43:21Ma lo ricordo perché me l'hai detto tu.
00:43:23Eravamo, cioè, tu pensa qui sembra che noi siamo gente di montagna.
00:43:28Due chili di neve c'erano in totale.
00:43:31Ah sì?
00:43:31Sì.
00:43:32Ci dico, fammi una fotografia, butto questa nera e mi fai questa fotografia.
00:43:37Volevo dimostrare delle cose, ma non a me o agli altri, a suo padre.
00:43:42Ecco.
00:43:43Questa è sempre una buona motivazione.
00:43:45Grande diaglius.
00:43:46Perfetta.
00:43:47Ma infatti guarda la mia vicenda, anche umana, ma anche professionale, ha avuto uno scossore
00:43:54quando è morto mio padre.
00:43:56Perché quando è morto io ho detto, ma forse tutto quello che ho fatto ho fatto per dimostrare
00:44:00a lui che aveva tolto.
00:44:01Ma adesso che cazzo devo dimostrare cosa, insomma?
00:44:04Siamo d'accordo.
00:44:05Però è cambiato tutto.
00:44:39A Bagheria c'è una… non una leggenda, che se tu sbuccia un limone in questa maniera,
00:44:54vedi, cercando di arrivare sino in fondo senza rompere la spirale della buccia,
00:45:04se ci riesci, alla fine scoppia sempre… non è facile perché rischia di rompersi
00:45:15alla fine, scoppia sempre un grido… è morto un prete.
00:45:24Questo tipo di sbucciatura è pretricida e la praticano tutti, cattolici, cosa… non
00:45:31è una questione ideologica, tutti tentano di ammazzare il prete sbucciando il limone.
00:45:37Ecco me ne mangio un po' perché quante ne ho mangiate da bambino così?
00:45:41Sì… ecco…
00:45:50Alcuni pazzi pensano che sia aspro.
00:45:52È una cosa meravigliosamente dolce per me.
00:46:02Fio del limone…
00:46:04Fio del limone…
00:46:30Ho sempre quella faccia da bandito che avevi in quella foto…
00:46:52Questo pezzo di strada, era la strada che quando ero piccolino facevo con mio nonno
00:46:58col carrettino perché andavamo vicino a Casteldaccia e c'era una fabbrica di pasta a comprare la pasta
00:47:10a pacchi grossi eccetera e questo viaggio era una specie di metafora di avventura perché andavamo
00:47:19lenti ci fermavamo continuamente qualcuno lo fermava gli diceva che tipo era morto cioè era
00:47:27una specie di e passavamo dal profumo della zagara a poco a poco a quello del mare perché qui c
00:47:37'era il
00:47:37mare e questa cosa mi affascinava molto e mi affascinava molto anche il fatto che il viaggio fosse fosse la
00:47:51vita
00:48:03mi capitava di sognare che entravo in una piazza e in quella piazza gremita scoprivo che c'erano le persone
00:48:19tante persone attraverso le quali ho vissuto la vita i vivi i morti i miei cari gli amici i tanti
00:48:33maestri e in tutti
00:48:36mi riconoscevo mi suscitavano ricordi e emozioni pensieri un sogno felice
00:48:58questa è la strada dove io sono nato e cresciuto e questa era la mia casa la persiera sono rimasta
00:49:08diciamo
00:49:09sia pure malandante quelle che erano io ho visto arrivare i primi fornelli a spirito perché la mattina mia
00:49:18madre faceva il carbone per fare il caffè e di fronte c'era c'era quando ero piccola signorannetta che
00:49:26era
00:49:26una famiglia proletaria piena di bambini aveva sei figli il marito era credo un muratore striminzito
00:49:36che non parlava mai gentile e la signorannetta invece era straripante aveva sempre quattro
00:49:44bambini intorno che urlavano lei chiamava bambini un bambino in braccio ed era incinta sempre è una
00:49:50volta che io io soffrivo molto mal d'orecchio in braccio a mia madre è venuta la signora Giuseppina
00:49:57cosa è bambino a mal d'orecchia mi hanno insegnato una medicata ha tirato fuori una tetta gigantesca
00:50:04mi ha seringato nell'orecchio uno schizzo di latte terrificante che non potrò mai dimenticare e qui
00:50:11invece un'altra storia meravigliosa perché qui abitava una famiglia un po più borghese la cui
00:50:18figlia era teresa che era una bella ragazza più alta del soldi eccetera e venivano ogni tanto a fargli la
00:50:27serenata il padre che buttava segni d'acqua eccetera e a un certo punto successe tutta la strada
00:50:36muto lì perché avevano rapito teresa la mattina mentre andava a me solo con una macchina sulla piazza
00:50:44delle armesante uno la strappata alla madre la messa in macchina è andata via e qui c'era a guacinare
00:50:52che
00:50:53erano era una famiglia che commerciava in cose bell'edilizia e lei era usuraia io non capivano mai
00:51:00che cosa significasse però ogni tanto dalla finestra dove studiavo la la sera sentivo dei rumori e c'erano
00:51:08molte persone che portavano mobili uscivano donne che piangevano cioè era un teatro incredibile un teatro
00:51:16assolutamente incredibile poi nell'altro angolo c'era la fontana e la fontana era un luogo capitale
00:51:24perché eravamo soltanto credo tre famiglie che avevamo l'acqua in casa il resto non ce l'avevano quindi le
00:51:32donne
00:51:33anche dall'altra strada venivano qui a riempire secchi di zinco a portarsi l'acqua a casa ed era un
00:51:40luogo sociale
00:51:40forte litigavano io tutte le male parole della mia vita l'ho imparata sentendo litigare le donne alla fontana
00:52:24ci fu un periodo in cui mi sono occupato di fotografia ha cominciato a fare fotografie credo
00:52:31o no sì pensando ad altro però sì in maniera strumentale perché in realtà io pensavo al cinema
00:52:39però non era un mezzo facilmente approcciabile io avevo dieci anni quindi che cosa potete dire
00:52:47quindi io ero andato via da bagheria nel nel 66 e lui era un bambino avevo dieci anni
00:52:55a dieci anni ti arrivava già notizia di questo fotografo di questo ragazzo che se n'era andato via che
00:53:01aveva
00:53:01abbandonato tutto per inseguire il sogno della fotografia era una specie di mito c'era un suo carissimo amico
00:53:08Filippo Lomedico che insieme al fratello gestivano uno dei cinema più importante di bagheria che nell'epoca in cui tu
00:53:17fotografavi per l'europeo
00:53:19Filippo Lomedico tutti i martedì mercoledì adesso non ricordo quando usciva l'europeo andava in edicola il primo numero dell
00:53:27'europeo che arrivava lo comprava lui
00:53:29lo sfogliava per strada arrivava al cinema entrava in cabina dove c'era Mimbo Pintagù e io
00:53:37entrava e diceva
00:53:39questa settimana ruvi c'è nè
00:53:42cosa voleva dire che quella settimana tra gli articoli c'erano due fotografie su mi ricordo foto di Ferdinando
00:53:49e ci mettevamo lì a studiare queste foto e quindi Filippo diceva la sua Pintagù diceva la sua poi veniva
00:53:57Vicenzo Monreale
00:53:58si creava un capannello e si discutevano queste sue fotografie ma come la fici il primo impatto con la sfera
00:54:07creativa dell'immagine
00:54:09per me è stata le fotografie di Ferdinando Scianne che mi sbalordirano perché non sapevo che si potesse fotografare la
00:54:19gente in quel modo
00:54:21soprattutto cogliendo scene di vita quotidiana che io conoscevo
00:54:27cioè il portatore di Irlande
00:54:30io l'avevo visto centinaia di volte ma non avevo mai pensato che si potesse fare questa fotografia qui
00:54:37io mi ricordo di questo tizio me lo ricordo perfettamente
00:54:41era zoppo ti ricordi che era zoppo
00:54:43e di questo si diceva che per non andare militare si era rotto il piede
00:54:50a Martellate
00:54:51l'ho ricordato in Baharia quel personaggio che si è
00:54:53certo
00:54:55quindi c'è tu conoscevi la vita però poi la trovavi distillata in un'immagine
00:55:01certo
00:55:01per esempio questo interno queste cose
00:55:05ho visto un sacco di volte
00:55:07certo
00:55:07io bambino mi mandavano a comprare il vino e entravo a casa di questi mentre magari stavano pranzando
00:55:14e io entravo a vedere un leggerimento
00:55:15e credo che
00:55:16la signora interrompeva mentre quelli continuavano a mangiare
00:55:21scrivissi
00:55:27scrivissi la conclusione perfetta
00:55:30c'era un aspetto che a me piaceva molto la foto in studio quella con la macchina fotografica
00:55:35il banco ottico
00:55:36la foto tessera oppure la foto in pose della famiglia il ritratto della fidanzata o dei fidanzati o degli sposi
00:55:45mi divertiva perché c'era poi quello che oggi chiameremo la fase di post produzione il negativo veniva ritoccato a
00:55:55mano
00:55:55ti ricordi queste cose
00:55:57come no
00:55:59alle donne si faceva una evidenziazione dell'occhio della linea dell'occhio le si rendeva più
00:56:06più belle
00:56:07più netta
00:56:08era un lavoro meraviglioso che durava ore e ore a mano
00:56:11veniva uno blu
00:56:12però ma a fare bene era buono
00:56:15si
00:56:16e tu non sapevi come fare
00:56:18d'altra parte voglio dire qualunque
00:56:21ma a fare bene era bello
00:56:24era un mondo bellissimo
00:56:26era tutto basato sul senso della magia perché era tutto magico
00:56:32sia rispetto alla vita sia rispetto alla morte
00:56:36la morte era presente in tutto e nel mondo della fotografia era presentissima perché il destino della fotografia era l
00:56:48'album di famiglia che ancora si faceva
00:56:50ma l'album di famiglia è già un sacrario è già una lapide no
00:56:55e poi la foto del cimitero
00:56:58la foto del cimitero voleva qualcuno quale ci mettiamo no
00:57:03perché in definitiva il suo residuo di permanenza tra i vivi era affidato a quell'immagine lì
00:57:11il racconto comincia quando prendi atto che il ritorno è impossibile
00:57:19quando tu capisci che è finita che tu quella cosa lì non la perderai mai ma non ci tornerai mai
00:57:26allora senti la necessità di ritorno
00:57:29se ci ritornerai non è più come era prima
00:57:31no
00:57:31e quindi scatta il desiderio di raccontare
00:57:35di ricostruire se ce la fai
00:57:38tu hai fatto quelli di bagheria ed è certamente un romanzo fotografico
00:57:43baria se vogliamo è la stessa cosa ma il linguaggio è un linguaggio che insegue il tempo in un modo
00:57:51diverso
00:57:51il linguaggio che insegue il fotografo è iscritto nella contemporaneità
00:57:56mentre invece il regista come lo scrittore ha diritto alla ricostruzione fantastica della memoria
00:58:03i neuroscienziati dicono che la coscienza riceve istantanee
00:58:08lui ha diritto a ricostruire e a far tornare presente qualche cosa che è nella memoria
00:58:16il fotografo è condannato al presente alla contemporaneità
00:58:21tutto quello che c'è nel film è tutto ricostruito ma è tutto vero
00:58:26è come se avessi fatto una semplice fotografia
00:58:51mi è capitato più volte di dire che io amo il sole
00:58:57perché paradossalmente fa ombra
00:59:00è probabilmente il cuore della relazione che c'è tra il fotografo e la realtà
00:59:08noi siciliani ma penso a certi miei amici greci per esempio
00:59:14per noi il sole non è soltanto appunto un fatto di carattere meteorologico o geografico
00:59:25è anche in un certo senso qualche cosa che si porta dietro anche una sua pericolosità
00:59:32il rapporto luce o ombra non è soltanto un fatto di carattere estetico di carattere formale
00:59:41è come un pezzo della tua coscienza della realtà che tu ti porti dietro e che determina la tua stessa
00:59:50maniera di vedere
00:59:52la luce è il lutto
00:59:54cioè l'ombra diventa la metafora di una condizione umana
01:00:00di una condizione storica
01:00:03ho fatto molte fotografie in cui avevo il sole alle spalle
01:00:08davanti a me c'era l'ombra del mio corpo
01:00:12e in un certo senso erano propriamente degli autorritratti
01:00:17mi identificavo forse più in quell'ombra perché si mettevano in relazione col paesaggio
01:00:25piuttosto che in certi ritratti veri e propri
01:00:28l'ombra ti definisce
01:00:32c'è uno scrittore francese importante che ha scritto un libro che si chiama
01:00:39l'uomo che ha perduto la sua ombra
01:00:41in effetti se tu perdi la tua ombra non ci sei più
01:00:46soltanto i fantasmi non fanno ombra
01:00:50noi facciamo ombra
01:00:51il bambino che corre contro una parete di ombre che sono proiettate lì dal sole
01:01:01formano una specie di agorà, di racconto
01:01:04quel bambino non è solo
01:01:06è insieme a quelli dell'ombra
01:01:08e non è soltanto un fatto formale
01:01:11è una maniera di reagire emotivamente
01:01:17direi politicamente c'è una sorta di responsabilità dello sguardo
01:01:24anche se tu fotografi un cespuglio
01:02:09ehi Silvia cosa stai facendo? Stai disegnando delle cose?
01:02:14sì
01:02:15che cos'è?
01:02:16che cos'è?
01:02:17sto facendo una casetta
01:02:19ah ho capito
01:02:22ciao
01:02:23ciao
01:02:24vi lasciano dei compiti poi per il pomeriggio?
01:02:29alcune volte sì e alcune volte no
01:02:31alcune volte sì e alcune volte no
01:02:33ma non sono cose faticose
01:02:35si possono fare no?
01:02:37sì si possono fare
01:02:38io ho sempre pensato che dopo la scuola bisogna soprattutto giocare
01:02:43ciao Fabio mandiamo
01:02:45come ti è sembrata questa mattinata strana no?
01:02:50bene
01:02:52è venuto un fotografo il signor Ferdinando che ci ha fatti alcune domande
01:02:59che ci ha fatto delle foto e siamo arrivati qua
01:03:03ma tu mi hai detto che vuoi fare che cosa?
01:03:07è l'astronomo
01:03:08l'astronomo però hai anche detto ma so che non lo farò mai ma perché hai detto così?
01:03:15perché tutti dicono che cioè non lo farò mai e quindi io so che non lo fanno mai
01:03:20io invece penso che lo farai
01:03:23penso che se tu ci credi per davvero lo puoi fare
01:03:28bisogna crederci a quello che uno vuole fare
01:03:34questo è bellissimo
01:03:57avevo voglia di farvi delle foto
01:04:00me ne ho portate alcune di quelle
01:04:02alcune conoscete forse altre no
01:04:04cupetta ce n'è una di quelle che
01:04:07puoi finitare il mio libro che le avevo fatte in classe
01:04:11guarda questa qui
01:04:13per dimostrare quanto studiavo
01:04:15con quella faccia
01:04:16l'ultima faccia
01:04:17innocente eccetera eccetera
01:04:19i grembiuli
01:04:21carini
01:04:22e di te invece c'è
01:04:24ci sono le foto
01:04:26non lo so se tu le hai viste proprio tutte
01:04:28questa qui è quella che è finita nel libro inglese
01:04:32storia della bellezza in Europa
01:04:34figurati
01:04:35cicola bellissima
01:04:37cicola bella
01:04:38diciamo la verità
01:04:39forse questa non la conoscevi
01:04:40no no
01:04:41questa è nulla
01:04:42ecco
01:04:43e poi
01:04:44qui è la foto con Glorinda che allora era il mio grande amore
01:04:49e qui invece
01:04:51qui sei tu che guardi la tua foto quando avevi 17 anni nel 2002
01:04:57ecco
01:04:58e qui invece quando proiettano il film in Piazza Madrice
01:05:02per me siete le star nella mia vita
01:05:06quando io ho fatto la mostra di Baccheria a Baccheria
01:05:10voi per me siete diventate non soltanto quelle persone che hanno vissuto la mia esperienza
01:05:18esistenziale che mi ha formato ma siete diventati come dire una professore simbolica
01:05:25di quello che ero che avrei voluto essere e che ho tentato di essere
01:05:56così da ragazzino
01:06:00c'era in questo luogo così familiare e nello stesso tempo pieno di leggende, anche oscure.
01:06:10Il mio nonno diceva, sai, le donne quando erano incinte passavano lontano perché si potevano partorire mostri, insomma.
01:06:20Questi mostri avevano questa definizione, però in realtà noi li sentivamo come uno specchio psicologico,
01:06:31uno specchio della natura reale del paese, perché questo è un paese contemporaneamente, diciamo, vitale e mostruoso.
01:06:42Di queste statue adesso non le ho contate di recente, ma ne sono rimaste una settantina,
01:06:48ma a partire dalle stampe di Well, lungo tutto il viale che portava qui da Palermo,
01:06:56erano quasi 600, quindi era una quantità straordinaria.
01:06:59E il fatto stesso che siano state smantellate mostra che c'era una sorta di rancore,
01:07:07non solo di classe, ma addirittura superstizioso nei confronti di quest'uomo e di questa sua affascinante follia.
01:07:17Per me è affascinante.
01:07:19Qui porto le persone in cui voglio far vedere la villa e qui per esempio c'ho una foto con
01:07:26Cartier-Bresson
01:07:27e poi ci ho portato tutti, ci ho portato Borges.
01:07:31Con Borges è stato particolarmente affascinante perché lui non vedeva,
01:07:36gli descrivevamo sti mostri e lui era affascinato.
01:07:40e poi l'attuata e Alberto Sordi che giravano...
01:07:44Il mafioso.
01:07:45Il mafioso, sì.
01:07:46L'attuata anzi è stato quello che ha comprato per la prima volta la mia fotografia,
01:07:51perché io gli portai a fargliela vedere e lui mi ha detto
01:07:55questa fotografia mi piace, lei compone bene, gliela posso comprare.
01:08:00Io gli ho detto ma gliela regalo.
01:08:01No, no, la voglio comprare.
01:08:03E mi ha dato 5.000 lire.
01:08:52A un certo punto è arrivata a me a lì a una lettera in cui tu ci dici
01:08:57io sto andando via e mi piacerebbe rivedervi prima di andare via.
01:09:03E noi siamo rimasti sconvolti.
01:09:05Io stavo facendo, credo, un lavoro, eccetera.
01:09:08Praticamente mi sono fermato e sono venuto.
01:09:11E ti ho trovato effettivamente, provato, perché c'era la tua mostra a Palazzo Reale.
01:09:17Mi ricordo di averti scritto, perché ho scritto, credo, a tre persone,
01:09:21per dire vorrei rivederti, perché avevo la sensazione che stavo andando via,
01:09:30senza angoscia, però con perfetta consapevolezza.
01:09:36Ti dirò che poi un anno e mezzo dopo mi è successa una cosa curiosa,
01:09:41perché per strada, mentre andavo a farmi un esame del sangue,
01:09:45io non mi sono sentito bene, mi sono seduto e mi sono svegliato in un'ambulanza due ore e mezzo
01:09:51dopo.
01:09:52E paradossalmente, quella esperienza lì mi ha ancora di più eliminato qualunque residuo di problema con la morte,
01:10:05perché quelle due ore e mezzo in cui io non c'ero, mi sono sembrate di una perfezione assoluta.
01:10:13Non c'era il prima, non c'era il dopo, non c'era dolore, non c'era piacere, non c
01:10:19'erano illusioni, non c'erano rimpianti.
01:10:23Se questa è la morte, è perfetta.
01:10:26Questo non significa affatto che da allora io viva pensando a che meraviglia questa perfezione.
01:10:34Io vivo il piacere del vivere quotidianamente.
01:10:37Sono ancora lì a fare progetti, a scrivere cose, perché questa è la vita, insomma.
01:10:44La morte è soltanto la morte degli altri, è soltanto e soprattutto la morte degli amici.
01:11:05Non mi ha mai chiesto di farmi una fotografia.
01:11:11Me l'ha chiesto una sola volta, una terribile volta,
01:11:15pochi giorni prima che lui da Milano rientrasse a Palermo per morirvi,
01:11:21e si era fatto tagliare i capelli molto corti.
01:11:25E a un certo punto mi disse
01:11:28Fernà, fammi una fotografia.
01:11:31E io capì subito la tragicità di quella richiesta,
01:11:38perché era come dire
01:11:39mi hai fatto tante fotografie,
01:11:42fammi questa, che è l'ultima.
01:11:56Tu quant'è che loro vedi?
01:11:58No, io non ci sono mai più tornato.
01:12:00Perché anche io.
01:12:01Ci sono tornato, pensa...
01:12:03Per 35 anni.
01:12:04Ti dico che cosa...
01:12:05L'ultima volta è stato,
01:12:07c'era la salma di Leonardo.
01:12:11Anch'io.
01:12:11E io sono arrivato lì,
01:12:14c'era Roberto Calasso,
01:12:16e poi sono entrato
01:12:19e c'era Vincenzo Consolo,
01:12:21che non vedevo dopo la mia lite con lui,
01:12:25che mi si è buttato al collo
01:12:27e ha cominciato a singhiozzare,
01:12:29dicendo mi sei mancato, mi sei mancato.
01:12:32E lì abbiamo fatto pace.
01:12:34Però, sai, la cosa sostanziale è che
01:12:40in qualche modo sia io che tu
01:12:44abbiamo continuato,
01:12:46anche se Leonardo non c'è più,
01:12:48abbiamo continuato a dialogare con Leonardo.
01:12:51Sì, fortemente, però sì.
01:12:53Ma anche nel fare.
01:12:55Ah, certo.
01:12:56Soprattutto nel fare.
01:12:58Io ho fatto due film
01:13:00dove in qualche modo c'entra lui.
01:13:03È certo.
01:13:03la stranezza e l'abbaglio.
01:13:06Ho fatto uno spettacolo teatrale,
01:13:08tutto costruito sulle sue parole
01:13:11in cui si autodescrive.
01:13:13E tu hai fatto tantissime cose
01:13:15che sono in dialogo.
01:13:17Ho creduto di capire
01:13:19quando, dopo, diciamo,
01:13:22un tentativo di fuoriuscita
01:13:23da questo lutto nevrotico
01:13:26che è durato 30 anni, insomma,
01:13:31ho fatto scansire tutte le foto
01:13:34che avevo fatto di lui,
01:13:35che erano quasi 1500,
01:13:37tutte dicono tante,
01:13:38ma non è vero,
01:13:39perché era una specie di...
01:13:41Quando tu ti nasce un bambino,
01:13:42lo fotografa mentre mangia,
01:13:44mentre dorme...
01:13:44Cioè, era un diario dell'amicizia,
01:13:46non l'ho mai fotografato
01:13:50per un'occasione ufficiale.
01:13:51Cioè, per lavoro.
01:13:53L'ho fotografato
01:13:55mentre viaggiavamo insieme,
01:13:56mentre mangiavo a casa mia,
01:13:57mentre si addormentava sul divano.
01:13:59Era così.
01:14:00E a un certo punto
01:14:01mi sono accorto,
01:14:03guardando tutte queste foto,
01:14:07che lui aveva capito
01:14:09che quello era il diario
01:14:13della nostra amicizia,
01:14:15ma un po' anche
01:14:18che costruiva un'immagine della sua vita.
01:14:20Dell'evoluzione del suo personaggio.
01:14:22Del suo personaggio, sì.
01:14:23Sì, io penso che proprio
01:14:24l'ha consegnata a te quella immagine.
01:14:27Quando penso a Leonardo a Parigi,
01:14:30in certe immagini,
01:14:31al Museo Moreau,
01:14:32che tu gli hai fatto,
01:14:33quando penso a Leonardo a Cigliato,
01:14:36sono tutte cose
01:14:39che si sono composte nel tempo
01:14:40e di cui lui è stato anche
01:14:42un po' regista
01:14:43attraverso di te.
01:14:45Assolutamente.
01:14:46Se uno pensa
01:14:48che il ritratto è nato con la pittura,
01:14:51penso soprattutto
01:14:53al periodo in cui esplode
01:14:55e proprio Tiziano
01:14:57e lì è quella cosa
01:14:58che è più vicina anche alla fotografia
01:15:01e c'è per la prima volta
01:15:03questo desiderio di cogliere
01:15:04attraverso gli occhi
01:15:06e l'anima della persona.
01:15:10Sì, l'idea che il ritratto
01:15:12sia
01:15:18un frammento
01:15:19dal quale si può risalire a tutto.
01:15:22Hanno fatto
01:15:23una mostra
01:15:26pensato all'Istituto di Cultura
01:15:28Messicano a Parigi,
01:15:30neanche argentino,
01:15:32su Borges,
01:15:33con molte fotografie.
01:15:34e il gruppo più importante
01:15:36erano le mie.
01:15:37E il direttore della fondazione Borges
01:15:40disse lì
01:15:41che quel mio gruppo
01:15:42di fotografie
01:15:43secondo lui
01:15:45erano quelle che meglio
01:15:46rappresentavano Borges.
01:15:48mi fece molta emozione questa cosa
01:15:51e mi sono ricordato di una cosa
01:15:53che Borges ha scritto
01:15:55ma che mi aveva raccontato
01:15:58quando c'eravamo rivisti a New York.
01:16:01Mi ha detto una volta
01:16:05mentre camminavo
01:16:06mi ha fermato un ragazzo
01:16:07e mi ha detto
01:16:09signor Borges
01:16:10mi scusi se la disturbo
01:16:11la voglio ringraziare
01:16:13perché io
01:16:14ho assistito
01:16:16a una sua conferenza
01:16:17su Stevenson
01:16:19non avevo mai letto
01:16:21Stevenson
01:16:22e dopo quella sua conferenza
01:16:25ho letto tutto quello
01:16:26che ho potuto
01:16:27di Stevenson
01:16:28e lei mi ha fatto scoprire
01:16:30uno scrittore
01:16:31immenso.
01:16:32e Borges commentò
01:16:34in quel momento
01:16:36la mia vita
01:16:37è stata giustificata
01:16:39avevo fatto scoprire
01:16:41Stevenson
01:16:41a un'altra persona
01:16:43e ho detto
01:16:44se è vero
01:16:45che quelle mie fotografie
01:16:47corrispondono
01:16:48a una verità di Borges
01:16:50la mia vita
01:16:51di fotografia
01:16:51è giustificata
01:16:52e vale anche
01:16:54per le foto di Leonardo
01:16:56in una maniera
01:16:56molto più complicata
01:16:57perché
01:16:58le foto di Leonardo
01:17:00sono
01:17:01sono
01:17:02non sono solo
01:17:03foto di Leonardo
01:17:04sono
01:17:06infatti per questo
01:17:07non sono ancora
01:17:08riuscito a farlo
01:17:09su cavolo di libro
01:17:10ma sono anche
01:17:11un autoritratto
01:17:15ma qui dobbiamo
01:17:16dobbiamo suonare
01:17:19credo sì
01:17:21allora vediamo
01:17:22sì eccoci qui
01:17:51eccoci
01:17:58sono molto a disagio molto a disagio
01:18:09è rimasto tutto com'era?
01:18:12E com'è? Non so cos'è. Qui lì a fotografare tutti i bambini, Maria, lui che cucinava, ricordo
01:18:36che mi impressionava perché era lì a scrivere, a volte scriveva degli articoli e
01:18:42continuavo a partecipare alla conversazione, perché lo faceva proprio con la mano sinistra.
01:18:57È diverso da una tomba, perché in una tomba non c'è, invece qui c'è. E questo è molto
01:19:05molto difficile da sopportare. Mi sto rendendo conto che non le ho ancora fatti conti con
01:19:12la morte di Leonardo. Credevo di aver cominciato un po' di anni fa quando ho progettato di riprendere
01:19:23tutte le foto, di fare sto libro che non sono riuscito a fare, perché non mi piace mai.
01:19:29e invece qui mi sta scuotendo abbastanza. Abbastanza.
01:19:47Come diceva Montegna, certe cose succedono una volta ogni 300 anni, per dire mai. È stata
01:20:04una fortuna, per me sicuramente un'enorme fortuna. Come hai certo che è stata una fortuna?
01:20:07Un'enorme fortuna che ha cambiato la mia vita. Tutto è cominciato a regalbuto e poi a
01:20:15cattare in sette. Vabbè, tutto è finito quando è morto. Non è finito quando è morto.
01:20:26Per me sicuramente no. In maniera addirittura malata, però, insomma, ci sono degli amori da
01:20:45cui non si guarisce. Così non è che è una storia di amicizia, soltanto c'era...
01:20:55c'era che era il padre che io cercavo, c'era il maestro, l'amico...
01:21:05Tutto quello di decente che ho combinato io lo devo. Il resto è farina da mio sacco.
01:21:14Vabbè, diamocene perché non mi piace. Non mi piace stare qui.
01:21:19Sì, mi piace, ma non mi piace. È troppo... troppo violento per me.
01:21:27No.
01:21:30No.
01:21:34No.
01:21:42No.
01:21:58La letteratura è tutto. Mi scusi, dottor Regista, ma secondo me la cosa più importante
01:22:09che hanno inventato gli uomini
01:22:10è la letteratura, è la parola
01:22:12se dovessi
01:22:15scegliere un
01:22:17rinascendo
01:22:18che cosa alla quale non tengo minimamente
01:22:20un
01:22:24talento
01:22:24vorrei essere scrittore
01:22:26non fotografo
01:22:27per quanto fotografo è meraviglioso
01:22:30perché non è che tu fai
01:22:32tu ricevi
01:22:33e questa è stata la bellezza
01:22:36di questo mestiere
01:22:37io non ho fatto un cazzo
01:22:38ho soltanto guardato
01:22:40ho schiacciato un bottoncino
01:22:50eh Robert
01:22:51ciao
01:22:53ciao grazie
01:22:55grazie della pazienza
01:22:57a presto
01:23:00a presto
01:23:02ah Robert
01:23:04quella frase
01:23:06quella frase
01:23:08ma sono ricordata
01:23:09il
01:23:10là dove il sole
01:23:13è più forte
01:23:14l'ombra
01:23:15è più nera
01:23:16ecco
01:23:40mi ha fatto piangere
01:23:42questa disgraziata
01:23:44questa disgraziata
01:23:45questo è il più penso
01:23:46della mia vita
01:23:48importantissimo
01:23:49bella
01:23:51bella
01:23:52bella
01:23:53grazie
01:23:56guarda
01:23:57c'è il mio assistente
01:23:58magro
01:24:00ciao
01:24:01ciao
01:24:04come stai
01:24:05come stai
01:24:07come stai
01:24:08se continuo così
01:24:10mi metta a piangere
01:24:11se continuo così mi metta a piangere
01:24:32che meraviglia
01:24:33grande forma
01:24:34grande forma
01:24:36che bucciarda
01:24:39che bucciarda
01:24:40che bucciarda
01:24:40grande forma
01:24:44grazie
01:24:53giovanino
01:24:54giovanino e ferdinando
01:24:55ah che bello
01:24:57sì
01:24:57aspetta
01:25:01aspetti
01:25:02fai una bella
01:25:04ecco qua
01:25:07il braccio lungo
01:25:09il braccio lungo
01:25:12non l'ho riconosciuto
01:25:14perché era rimasto
01:25:14uguale a se stesso
01:25:17io cercavo
01:25:19l'invecchiamento
01:25:20vedi quello
01:25:21era romantico
01:25:21e qui dove
01:25:22via
01:25:23faccio una foto
01:25:25con questi due
01:25:26amici privilegiati
01:25:33questa qui
01:25:34è un regalo
01:25:35della mia vita
01:25:36va bene
01:25:38ecco
01:25:39proprio
01:25:39un regalo
01:25:40della mia vita
01:25:44io mi posso muovere
01:25:45solo se
01:25:46mi dice il regista
01:25:48l'autorizzo
01:25:49se il regista
01:25:50non mi dice
01:25:51che mi posso muovere
01:25:52non mi posso muovere
01:25:53l'autorizzo
01:25:53l'autorizzo
01:25:53l'autorizzo
01:26:18l'autorizzo
01:26:22l'autorizzo
Commenti