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CortometraggiTrascrizione
00:00:00Io mi chiamo Paolo Poli.
00:00:02Ti ammaliava e ti vergognava, e però poi ti ammaliava e però poi ti vergognava.
00:00:09Era irraggiungibile perché lui non è un attore, lui ha inventato uno stile.
00:00:17Sotto un gran cappello stile way esplode un largo sorriso.
00:00:23Paolo Poli era eccezionale proprio di per sé, nel senso che era un'eccezione,
00:00:29era fuori da ogni regola, rappresentava proprio un'eccezione in tutto.
00:00:34Che un antista che guardava molto avanti, guardando molto indietro.
00:00:37Toccava anche argomenti scabrosissimi, però lo faceva con una tale leggerezza,
00:00:43accarezzando il tema, tale che nessuno poteva sentirse ne scandalizzato.
00:00:49Ti ricorderai di me in cielo? Non sono fisionomista.
00:00:52Sei bello mio italiano, mi posso anche...
00:00:55Perché era scomodo, perché era scandaloso, perché era teatro puro.
00:01:00Non era un uomo, era un treno. Ha detto un numero sconsiderato di parole,
00:01:06le ha prodotte, le ha regalate a tutti i pubblici teatrali del fine Novecento.
00:01:13Di esire, di esilla, solvet seculum in favilla, teste Davide con Sibilla.
00:01:20Aveva un amore per la gente, un amore per la quotidianità.
00:01:27Lei è stata alla messa, signorina?
00:01:29Sì.
00:01:30Brava.
00:01:31Come Enrico IV diceva sempre,
00:01:32Parigi val bene una messa, è una frase storica molto risaputa.
00:01:36Ne diceva anche un'altra, diceva un pollo in ogni pentola.
00:01:39Ma io penso che più che pensare al benessere del popolo, pensassi a un suo cugino Follivendolo.
00:01:44Era un uomo, secondo me, molto malinconico, malgrado come sono del resto molto spesso i comici.
00:01:53Un altro.
00:01:55Senta, ci vado a piano con quella roba.
00:01:57Oh, non si preoccupi, miss. Io sono abituato agli spiriti.
00:02:01Anna Magnani venne a teatro e si alzò in piedi e dice
00:02:04Come sono bravi, sti frosi. E mi fece l'applauso.
00:02:08Il giorno dopo il teatro era pieno e la sera lei mi portò a cena perché mi vedeva secco, magro.
00:02:17Vieni, pesciolino mio di letto, vieni, noi faremo un disfarsetto insieme.
00:02:22Vieni, si vieni.
00:02:25Vieni, pesciolino mio di letto, vieni, noi faremo un amaretto.
00:02:29Vieni, si vieni al mio coro.
00:02:31Un uomo di genio perché attraverso la comicità c'era qualcosa anche di tragico che veniva fuori
00:02:38e che rappresentava la sua profondità umana perché è stato un uomo di grande spessore umano.
00:02:57Sono l'angelo, celeste e ambasciatore, quindi non porto pena anche se porto penne.
00:03:03Tutto nel mondo sta bene come sta.
00:03:05Il verme è mangiato dal rospo, il rospo dalla viscia, la viscia dal porco,
00:03:10il porco dall'uomo e l'uomo dal verme.
00:03:12È la legge della vita.
00:03:19Arturo, a te quando pensi a Paolo cosa viene in mente?
00:03:23Beh, un maestro sulla scena.
00:03:25Nella vita un ragazzino, un eterno ragazzino.
00:03:28Una meraviglia.
00:03:29Il tuo maestro, insomma, lo consideri...
00:03:31È stato per me un punto di riferimento molto importante perché io l'ho visto dalla ragazzina
00:03:37e quindi mi ha ispirato molto.
00:03:37Poi ce lo racconterai.
00:03:39Cosa stai facendo con questa sabbia?
00:03:41Ah beh, questa è una donna.
00:03:43Una donna.
00:03:43Quella donna sono io.
00:03:45Abbiamo scelto per questo speciale questo titolo perché eravamo in scena con i viaggi di Gulliver
00:03:50e forse proprio a Torino o al Valle di Roma, non ricordo.
00:03:53Ricordo però che un bambino si intrufolò dietro le quinte dicendo voglio vedere quella
00:03:58donna bionda, quella gigantesca donna con il piccolo Gulliver in mano e Paolo disse
00:04:02quella donna sono io.
00:04:04No, tu sei un uomo vecchio e brutto, quella donna bionda e giovane.
00:04:07Quella donna sono io, diceva Paolo.
00:04:09Il bambino scappò piangendo per tutti i camerini cercando quella donna.
00:04:14Quella donna era lui.
00:04:15E da sciocchi fare le mascalzonate al di fuori della legge quando è tanto più comodo
00:04:20farle al di dentro.
00:04:22Quindi a noi le cose vanno molto diversamente perché una buona legge deve assomigliare
00:04:28a una ricetta di cucina, pochi ingredienti sani e sostanziosi, cioè al massimo 5 o 6
00:04:34frasette chiare e significative, soprattutto niente spezie, cioè niente eccezioni variamente
00:04:41interpretabile, il piatto deve essere digeribile, cioè comprensibile per un bambino di 9 anni.
00:04:48Se il bambino non la capisce la legge non viene adottata.
00:04:53Carmelo Bene da subito ha detto l'attore è la femminilità portata a coscienza.
00:04:59Punto.
00:05:00Punto.
00:05:01Perché la creatività è femminile.
00:05:02Ragazzi, se un dio c'è, ma è donna.
00:05:06I capezzoli nell'essere un maschio sono il ricordo che tutti siamo femmine.
00:05:11Tutti.
00:05:12Quindi quella donna siamo tutti noi.
00:05:25Questi due puttini sono lo Stato e la Chiesa.
00:05:29All'epoca del concordato, 1929, l'anno in cui sono nato io purtroppo.
00:05:35Non perché sono nato purtroppo, ma perché purtroppo c'è stato il concordato.
00:05:40Vedi, come sono carini.
00:05:42Per coloro che non conoscono Firenze o che la conoscono poco alla sfuggita e di passaggio,
00:05:48dirò com'ella sia una città molto graziosa e bella, circondata strettamente da colline armoniosissime.
00:05:57E oltre a Niccolò Machiavelli e a pochi altri intelligenti, nascono anche in Toscana tanti imbecilli.
00:06:10Amava ripetere, l'America cadeva, l'Italia si rialzava e io nascevo in questa famiglia.
00:06:19La famiglia la trovava un po' ovunque Paolo in fondo, no?
00:06:23Da una parte la dissacrava, dall'altra la ricercava.
00:06:26A me mi chiamava il mio bambino, la mia bambina, il nipotino.
00:06:30A te come ti chiamava Paolo?
00:06:31A me chiamava Zanzerino, così.
00:06:35Perché io andavo sempre a vederlo dopo gli spettacoli, come la prima volta che lo vidi
00:06:39e alla fine dello spettacolo eravamo sempre un gruppo di giovani attori, amanti del teatro,
00:06:46mezzi hippie, perché quello era il periodo.
00:06:50E poi infatti eri diventato il suo Arturino, Arturino col ciuffettino.
00:06:57La mamma di Paolo era una maestra, il papà era un carabiniere e Paolo diceva sempre,
00:07:03fortunatissimo perché dell'Ottocento i miei genitori, per cui laici, per cui non mi hanno
00:07:07mai giudicato assolutamente.
00:07:09Anzi, quando la mamma lo scoprì alle prese con una lettura porcellona, aveva scovato,
00:07:14trovato con un libro porcellona, la mamma lo lasciò leggere e Paolo continuò in quella
00:07:18lettura.
00:07:19Mi hanno voluto bene i miei genitori per come ero e non per come avrei dovuto essere, così
00:07:26come dice il libro del Gesuita perfetto.
00:07:29Ho detto Gesuita perché questo Papa viene di lì.
00:07:32Sono scettico, non credo a niente, non mi importa di niente, non mi interessa di niente.
00:07:37Provengo da una famiglia di scettici.
00:07:39Quando nacqui mio padre non ci credeva, non ci ha mai creduto.
00:07:43Mio padre è ancora vivo, io invece sono sempre stato orfano.
00:07:47Mia madre, ci credeva lei, era buona mia madre, mi voleva bene mia madre.
00:07:53Quando da bambino mio padre mi picchiava con la cinghia dei pantaloni, mia madre avrebbe
00:07:58voluto aiutarmi ma non poteva, doveva tenere su i pantaloni a mio padre.
00:08:04Anche per questo sono scettico, porto le bretelle.
00:08:10La mia mamma invece era una maestra montessoriana, faceva ancora il dettato, la dettatura.
00:08:17Una volta la direttrice di dati dice ma signora, non si fa più la dettatura, il bambino deve
00:08:23essere spontaneo.
00:08:24Sì, dice cara signora, è vero, però il bambino spontaneo parla con le 20 parole della
00:08:30mamma.
00:08:30Se non gli si legge un qualche brano di Alessandro Manzoni o di Pascoli, che si leggeva molto
00:08:36allora, il bambino non arricchisce il suo vocabolario.
00:08:41Era bella la mia mamma, era grassa, era un truffo di capelli, io lo sapevo che quell'uomo
00:08:46non era il mio babbo, dice Pina, chiamalo zio, sì sì, mamma.
00:08:50A Maria Ausiliatrice c'è una buona contessa, è una vera mamma per noi bambine, ci fa fare
00:08:56la riverenza, ci fa dire la poesia e mi dice Pina, Pina, sono la tua mamma.
00:09:01Sì sì, signora contessa, monta qui e vedi Luca, la mia mamma era bella grassa, invece
00:09:06lei è secca come un uscio, ha fatto la cura di bellezza e c'è anche una malattia, la
00:09:09pausa, io credo che sia anche un po' bisbestica.
00:09:11Eh brava, ha fatto sei figlioli col pancione e andava continuamente al lavoro.
00:09:17Dice Paolo, fai come credi, il bambino è perfetto, forse sbagliata la società.
00:09:22Quando al tuo senta l'ora, mamma mi fai dormire, l'estasi di quell'ora non te la posso dire,
00:09:28il mio abitin sì bello che mi sta tanto ben, io ti darei fin quello pur di dormirti al sen.
00:09:35Mio padre era un carabiniere, aveva studiato poco e quindi la Befana, Gesù Bambino, non
00:09:44portavano gran vestitini, ma portavano libri.
00:09:49E allora io ho scelto da grande la lingua francese perché c'era un libro con delle brutte
00:09:55illustrazioni, sai, in nero, tipo quelle chiostri, quelle edizioni in erbini e c'era
00:10:01Les Miserables. La Poupé de Cosette. Cosa sarà questa Poupé? Poi vedi la figura e c'era
00:10:10la bambola, la Poupé, la bambola.
00:10:13Vieni dalla nannina, vieni mio solo amore, quella tua testina, che io te la bacio ancora,
00:10:22Dio come tu sei bella, come gentil tu sei, con le tue bionde anella cadenti fino al piede.
00:10:28Non correre tanto cara, perché mi fai tremartami qui presto e impara, come io ti posso da nare.
00:10:34Io ero la sorellina minore, sì, però lui aveva come una predilezione per me, mi tagliò
00:10:41i capelli quando ero piccola, perché dice no, stai meglio capello corto così da maschietto.
00:10:48Io a piangere perché non volevo andare a scuola, perché mi piaceva la coda di cavallo
00:10:52invece, vabbè. Mi disegnava, mi metteva in giardino, ferma così, un'ora ferma, e lui
00:10:59faceva, perché era bravo a dipingere, nella sua adolescenza amava molto la pittura e dipingeva,
00:11:07disegnava molto bene.
00:11:20Sono nato in caserma, mio padre era un carabiniere e da bambino mi regalavano fucili, pistole, una
00:11:29volta mi sparai in un occhio e sono stato un anno con una benda nera che mi dava un'aria
00:11:34piratesca, però sono venuto effemminato ugualmente.
00:11:40Io dal momento in cui l'ho conosciuto, negli anni sessanta, quando ancora, insomma, essere
00:11:48gay non era molto ben voluto dagli altri, lui si dichiarava immediatamente addirittura
00:11:57diciamo parlando di sé come una donna.
00:12:00Soffro disperatamente, ma c'è una dolcezza anche nel dolore, ora sono di nuovo reglietta
00:12:07colpevole.
00:12:08Il cristianesimo è la religione dell'amore, allora perché i soli peccati che non perdona
00:12:13sono quelli del cuore?
00:12:15Perché Dio è nemico della passione?
00:12:18Perché non vuole rivali?
00:12:19Quando poi ci sono state le battaglie per i diritti civili, che lui naturalmente non
00:12:29negava, però ha sempre detto che una delle cose belle dell'essere gay era di non essere
00:12:36sposati e di avere una sessualità libera.
00:12:40La bocca buona, anzi bocca d'oro, ce l'avevano i suoi ospiti che se ne servivano nei modi
00:12:46più fantasiosi per complimentarlo delle sue multiformi bellezze, così Lucio ebbe la
00:12:52sua prima esperienza come dire, oscena, ma che cos'è poi osceno?
00:12:56Beh diciamo tutto quello che lo fa venire duro ai moralisti, il ragazzo rimase folgorato.
00:13:01I vari movimenti gay o LGBT gli dovrebbero moltissimo, tutti dovrebbero sapere che civilmente
00:13:11Paolo Poli non è stato solo un Oscar Wilde artista, è stato anche un Oscar Wilde uomo
00:13:20che ha depositato fra le sue parole una forza di reazione alla banalità dell'umano.
00:13:32Una zia ti porta al cinema a vedere una pellicola in bianco e nero?
00:13:36Sì a vedere King Kong, il mio primo amore, vedi quando è lassù in cima al gattacielo
00:13:43arrivano dei cattivi aeroplani, mi ti sciai addosso.
00:13:47Paolo si fa la pipì addosso, inizia a urlare, la zia ti porta in bagno.
00:13:51E poi mi comprò in un negozio uno scimmione di pelo e me lo portai a letto, poi ho continuato
00:14:00tutta la vita, il pelo vero.
00:14:02La cifra caratteristica, la principale, il connotato prevalente di Paolo Poli, attore
00:14:08e autore, autore e interprete potremmo dire di teatro, era la grazia.
00:14:14Lui era capace, giocando ma con una delicatezza impareggiabile sulla sua omosessualità, giocando
00:14:22su quello, lui era capace di rappresentare e di enunciare qualunque situazione scabrosa
00:14:29di qualunque livello con un velo sopra di grazia che lo rendeva accettabile anche dai
00:14:38più, dai meno portati per quel tipo di comicità.
00:14:42Il tuo figaro toscano è una vera indegnità, quanto più lo prendo in mano tanto più mi
00:14:47fa pietà, sembra tripa di vitello, sembra pasta che rinvien, sembra un pezzo di budello
00:14:56mezzo vuoto e mezzo pieno, l'ho palpato, ha carezzato, l'ho succhiato in su e in giù,
00:15:03tempo perso, è rovinato, oramai non tira più.
00:15:07I suoi riferimenti ovviamente erotici non erano mai volgari, anche se lui andava in direzioni
00:15:17che certe volte potevano essere preoccupanti per un pubblico stolto che non poteva leggere
00:15:23al di là delle parole.
00:15:24Dio, Dio, ti ho pregato di darmi la sapienza e tu me l'hai negata, non m'hai voluto concedere
00:15:32la minima grazia, io sono condannata a lavare i pavimenti, null'altro posso fare.
00:15:47tutti i bastoni per uomo sono belli, diversi per modelli e dimensioni, vi sono quelli di grosse
00:15:57proporzioni e quei sottili come dei fuscelli e c'è la canna col cerchio che è d'oro,
00:16:05su cui ci vuole la testa di un moro.
00:16:09Andremo in Africa sicuri e allegri,
00:16:12Andremo a vincere contro quei negri, da tante teste di te non serò, una di queste ti porterò.
00:16:23Libro e moschetto, balilla perfetto, io per il moschetto non avevo nessuna disposizione e mio padre
00:16:32era un carabiniere e mi chiese, ma dice, hai saltata la baionetta? No, babba avevo paura,
00:16:39io non l'ho saltata e mio padre, bravo, hai fatto proprio bene.
00:16:54Venne un tedeschino che si chiamava Siegfriedo, che suonava benissimo, che poi finito all'opera
00:17:00di Dresda, ha continuato a scriverci e quando ballavano con le mie sorelle erano solo due,
00:17:08allora ballavo anch'io con i tedeschi per fare, c'erano almeno tre coppie.
00:17:14Pesso mia bambina il nostro giorno, vado, vinco e torno,
00:17:20il sogno che accadebbe delizioso, vinco, torno e sposo,
00:17:26preparo un bel vestito da regina, presto sarai sottigina.
00:17:46Ho visto morire tanta gente perché i bombardamenti c'erano anche lì,
00:17:53eravamo un po' discosti dalla ferrovia, ma abbastanza da vedere i disastri.
00:17:59però sai, quando siamo molto giovani, la primavera si ha nel sangue, nel cuore
00:18:07e quando vedevo calare dall'alto i paracadute con quella luce che faceva vedere agli aeroplani
00:18:17dove buttare le bombe, quasi mi faceva un'impressione, un trucco scenico.
00:18:23A tua è liberata, è ritornata a noi,
00:18:31a tua è conquistata, risorgono gli errori,
00:18:38va, vittoria va, tu sei non pensato,
00:18:44i piatti chiamano le bombe, quasi mi faceva un'altra solenza,
00:18:54ne sento tantissimaeausa e le fase smettacche,
00:19:02Le prime recite, Paolo, le fa come tutti i bambini, dalle suore all'asilo, sia come attore che come spettatore.
00:19:10Hai a che fare anche tu con Preti?
00:19:12Cioè, meno male perché, guarda, in Italia è forse uno dei pochi paesi in cui esistono tanti teatrini parrocchiali di
00:19:18oratorio
00:19:19che hanno poi portato alla carriera dei veri attori.
00:19:23Perché se non ci fossero stati quei teatrini, dove provavamo?
00:19:26Lui stesso diceva che quell'esperienza infantile l'ha accompagnato per tutta la vita, perché si ritrova quell'ingenuità, quella
00:19:32maniera, no?
00:19:33Sicuramente.
00:19:33Paolo adorava le chiese perché le chiese sono scrigni d'arte.
00:19:37Andare in giro con lui per l'Italia per vedere le chiese.
00:19:39Era un incantamento, era una meraviglia, ti raccontava tutta l'arte in maniera sorprendente.
00:19:44E poi lui stesso diceva che da bambino, mentre le suore stiravano, cuscivano, lui era lì ad occhi aperti, orecchie
00:19:51apertissime,
00:19:52e così ha imparato tutto il leggendario dei santi, i santi che poi sono ritornati nel suo teatro, anzi soprattutto
00:19:58sante.
00:19:58Dimmi quando tu verrai, dimmi quando, quando, quando, e quel giorno tu vedrai, non ci lasceremo mai.
00:20:19Rita.
00:20:21Mi parte di udire una voce, ma forse mi ingannai, e merce che stavo in preghiera, eh, il nemico sempre
00:20:28ci balzella.
00:20:30Rita.
00:20:32E no, stavolta non mi sognai, mi si chiamò per nome, occhio in testa e andiamo a vedere.
00:20:37Il mondo dar non potrà, a me la felicità, e solo in te, e solo in te, la steme mia
00:20:49vivrà.
00:20:54Un'ora sola ti vorrei, io che non so scordarti mai.
00:21:02Adoravo i santi, io, perché facevano qualcosa di più della natura normale,
00:21:11e speravo di diventare santo anch'io da vecchio.
00:21:16Per Saturnino matrimonio e proteazione appartengono a Satana.
00:21:21Per San Gerolamo la maternità è una tumefazione dell'utero.
00:21:25Per Sant'Ambrogio gli uomini sposati dovrebbero arrossire per la condizione peccaminosa in cui vivono.
00:21:32E il concilio di Trento, 1563, minacciò un tema a chi avesse sostenuto lo stato matrimoniale migliore e non peggiore.
00:21:53Paolo diceva, ho imparato più dalla letteratura che dalla vita.
00:21:57La sua cultura era vastissima, infinita.
00:22:00E ha fatto il professore, ha fatto l'insegnante Paolo.
00:22:02Ma sì, questo me l'ha raccontato.
00:22:03Pensa quanto poteva essere divertente avere questo maestro che partiva per la tangente e ti faceva sognare.
00:22:10Era un computer umano, lui tirava fuori anche a cena dei pezzi di letteratura così, come se fossero barzellette, come
00:22:18se fossero aneddoti della sua vita.
00:22:20Poi a scuola come in teatro lui mischiava l'alto e il basso.
00:22:23La cederna lo definì il professorino che canta.
00:22:27Ah, bello.
00:22:36Insegnavo letteratura francese malissimo, ero pessimo, perché i bambini quelli piccoli, per esempio, avevano le orazioni funebri di Fenelon.
00:22:48Me le sputavano, non le volevano.
00:22:51Per fortuna nel 600 c'era anche Molière.
00:22:54E allora dove c'era le coquille magnifique, io me le cavavo, ecco, le facevo ridere.
00:22:59Poi magari Baudelaire, Rimbaud.
00:23:01E quelli lì, i grandi, quelli di 18-19 anni, mi seguivano di più.
00:23:07Perché anche gli raccontavo che questa stretta amicizia fra Verlain e Rimbaud era anche un inchiappettarsi.
00:23:42Questi studenti non ti avranno mai dimenticato perché tu li portasti
00:23:46un giorno e non...
00:23:47No, io li portavo tutte le domeniche agli uffizi.
00:23:50Ah, no, agli uffizi, certo.
00:23:52Agli uffizi, io intendevo nella casa chiusa.
00:23:55Nelle case di tolleranza, le femmine portai.
00:23:58Perché dice, i nostri colleghi sono stati tutti...
00:24:02Era nel 58 quando la legge Merlin chiuse le case di tolleranza.
00:24:08Allora li portai al Paradesino, una villetta un po' periferica, chic, Liberty bellissima,
00:24:16con una scala, con il ferro battuto, con tutti i satiri che inseguono le ninfe.
00:24:23Lassù, al primo piano, ci si fa inseguimenti con frusta, ma poco, poco.
00:24:33Ai romani piaceva la viga, più dinamica della vettica.
00:24:38I cavalli vedeviti là, e la viga sentiviti raro.
00:24:44Fu pofea capecciosa sovrana, a cui venne la voglia bazzana.
00:24:49Per tenere tutti gli uomini allerta, circolò con la viga scoperta.
00:24:58Agrippina fei tese l'auriga, per tenerselo sopra la viga.
00:25:03Mentre Claudio, suo vecchio marito, non si mosse neppur con un dito.
00:25:10Poi Cleopatra, regina un po' folle, applicava alla viga le molle.
00:25:16In tal modo, dei carri più rozzi, non sentiva i terribili cozzi.
00:25:24Il più furbo, però, fu Nerone, che di vighe ne aveva un milione.
00:25:30Non volendo durare fatica, scelse quella più larga e più antica.
00:25:35Ai romani piaceva la viga, più dinamica della vettica.
00:25:40I cavalli vedevi tirar, e la viga sentivi tirar.
00:25:45Viva la viga, viva la viga, viva la viga.
00:25:55Per questa sua capacità unica di mischiare l'alto e il basso, il pensiero e lo sberleffo,
00:26:01arrivava assolutamente a tutti.
00:26:04Incantava i bambini, gli adulti, ti spiazzava, ti conquistava.
00:26:08Non sapeva mai quando eri seri, cioè anche nei suoi pezzi, quando andavamo a vedere, che ne so,
00:26:11la rosmunda di Vittorio Alfieri.
00:26:14E c'erano dei pezzi che erano giusti.
00:26:17Poi tutto invece era poi trattato con sottile ironia.
00:26:21Dice, ma allora ci sta prendendo in giro o ci si raccontava?
00:26:23Intanto ci sta raccontando una cosa culturale, però ci fa sorridere.
00:26:27E poi appunto ti spiazzava, ti mandava su e poi ti riportava giù.
00:26:31L'infanzia lui l'ha frequentata fino alla fine.
00:26:36Piaceva moltissimo ai bambini.
00:26:37Prima ho raccontato un aneddoto del bambino, ma che cercava la donna.
00:26:41Le fiabe, le generazioni sono cresciute con la voce di Paolo Poli alle prese con Pinocchio.
00:26:47Tu hai maggiore successo con i bambini che con le persone che tu vorresti raggiungere con questi messaggi.
00:26:53Perché i bambini non sono ancora, voglio dire, condizionati da una cultura.
00:26:56Ok, i bambini sono dei piccoli adulti che sono terribili, hanno una capacità digestiva,
00:27:01bevono il latte che è un alimento completo, che a me mi fa male al fegato per esempio.
00:27:05E trovo che i bambini ci insegnano tante cose, hanno anche una certa brutalità e un cinismo che gli adulti
00:27:13non hanno.
00:27:14E non li acchiappi con le civetterie culturali come invece si può acchiappare anche voi.
00:27:18Rivedendo Paolo Poli, il vecchio Paolo Poli, lo straordinario Paolo Poli delle origini,
00:27:24già veniva fuori tutta la sua cultura, tutta la sua rivoluzione.
00:27:27Una rivoluzione gentile perché è una rivoluzione elegantissima.
00:27:31Lui dimostra che l'ironia, si può vendere in televisione il teatro,
00:27:38si può vendere in televisione la parodia dei cantastorie,
00:27:41o tutta una cosa che erano completamente dimenticate o addirittura erano disprezzate dall'establishmento.
00:27:50Lo sai che i papaveri sono alti, alti, alti, tu sei piccolina, tu sei piccolina.
00:27:57Lo sai che i papaveri sono alti, alti, alti, sei nata paperina.
00:28:02Che cosa ci vuoi far in un campo di crano che dirvi non sono di paperina,
00:28:05col paper andò e vide i papaveri biondi giocare.
00:28:07Gli disse poi beccando l'insalata, lasciando paperina impaperata.
00:28:12Lo sai che i papaveri sono alti, alti, ah.
00:28:18Che cosa ci vuoi far?
00:28:19Ma senti, mago, guarda cosa ha fatto questo bambino.
00:28:22Mi ha cercato tutta la carta spiccicosa, guarda.
00:28:25Sì, mi dico, non si fanno queste cose.
00:28:27Non si fanno queste cose.
00:28:27Perché fai disprezzi alla tua amica?
00:28:29Perché fai disprezzi alla tua amica?
00:28:31Lo sai che le bambine sono più deboli e bisogna proteggerli.
00:28:33Lo sai che le bambine sono più deboli?
00:28:36Non è mezza vero che le bambine sono più deboli, guarda.
00:28:38Ora bene, ora bene, non si fanno.
00:28:40Cos'è il pubblico per te nello spettacolo?
00:28:44È la cosa principale perché così anche adesso, insomma,
00:28:48non lo vedo perché l'abbiamo di dietro.
00:28:50Così siamo un po' circondati, siamo nel centro qui dell'arena
00:28:53come i cristiani con i leoni e loro stanno a vederci zionare tra di noi.
00:28:58Ma il pubblico è tutto perché così è il pubblico che dà quella specie di nervosismo,
00:29:02quella specie di gioia o di squallore, tensione, che a volte con le macchine manca, insomma.
00:29:09Lui era capace di un discorso filato, continuato, nel quale giocava con gli spettatori.
00:29:15Perché una delle caratteristiche del teatro è che chi è sul palcoscenico
00:29:19sente il respiro della sala e questo gli serviva,
00:29:23cosa che non c'è né nel cinema né nella televisione.
00:29:27Sente il respiro della sala.
00:29:28Chi ha un po' di abitudine di palcoscenico sa interpretare sia il colore calore degli applausi
00:29:35e addirittura il suono del silenzio, cioè sa distinguere se una sala è silenziosa
00:29:42perché si è addormentata o perché sta seguendo con grande passione quello che avviene in scena.
00:29:47Ho rivisto il giardino, il giardinetto contiguo, le palme del viale,
00:29:52la cancellata rozza dalla quale mi protese la mano ed il confetto.
00:29:56Piccolino, che fai solo soletto?
00:29:59Sto giocando al diluvio universale.
00:30:02Accennai gli strumenti, le bizzarre cose che modellavo nella sabbia
00:30:05ed ella si chinò come chi abbia fretta ad un bacio e fretta ad eritrare la bocca
00:30:10e mi baciò di tra le sbarre come si bacia un uccellino in gabbia.
00:30:15Ho toccato in un arco di 50 anni di carriera un po' tutta la letteratura alta e bassa
00:30:22e le canzoni con la loro modestia di documento di tutti i giorni
00:30:31ci raccontano che cos'era la storia d'Italia, forse meglio dei libri importanti della storia.
00:30:38Verde il prato, verde il bosco, il color vostro io lo conosco e me non ci badate.
00:30:43Si aspettano le solite persone, alle solite ore che ci vengono davanti con la solita faccia,
00:30:48non è facile sbagliare e con identica voce ci dicono le identiche parole
00:30:53e non giova il cambiare, che seppure ti sembrano l'uno all'altro diversi nelle forme o gli aspetti
00:31:00ti diranno tutti alla stessa maniera buongiorno contessa, contessa buonasera.
00:31:04La letteratura ti dà della vita, una visione più luminosa.
00:31:11I grandi scrittori capiscono di più di mia cugina, tanto per dirne una.
00:31:18Ho imparato a leggere e scrivere da me sul libro di cucina, l'Artusi.
00:31:24C'era un cassetto nella tavola di cucina e lì mi sono arrangiato per la goluscità delle frittelle di San
00:31:32Giuseppe
00:31:33e così ho capito che si poteva fare le frittelle con risotto.
00:31:38Sembra una commedia di Goldoni e poi pensa, l'inizio lo intitola prefazio come in chiesa
00:31:48e dice la cucina è una briccontella e spesso e volentieri fa disperare ma dà anche piacere
00:31:57poiché quelle volte che riuscite o che avete superato una difficoltà provate con piacimento e cantate vittoria.
00:32:05C'ha degli incipit come Pinocchio.
00:32:09C'era una volta un re e dirà no, c'era una volta un pezzo di legno.
00:32:14Paolo aveva una cultura secondo me immensa.
00:32:20Lui era laureato, aveva studiato, leggeva moltissimo
00:32:25e pur avendo questa enorme cultura era il contrario di un intellettuale
00:32:31perché lui andava alla ricerca o di testi importanti come Jean Genet
00:32:38o altri di questo tipo rendendoli umani e anche divertenti.
00:32:46e poi andava a ripescare, non so, le poesie di Pascoli
00:32:53tutte cose che magari nella cultura attuale sono un po' fuori moda, diciamo.
00:33:02Nulla, nullina, cosettina, che fai?
00:33:07E dove vai nella notte così sola?
00:33:11Con tal freddo mia povera figola
00:33:14Se non hai tetto, se mamma più non hai
00:33:19Nella mia casa un po' con un letto, un pane, un cuore avrai
00:33:22Era molto bravo a trovare delle canzoni popolari, vecchie o anche meno vecchie
00:33:29completamente scomparse
00:33:31La sua ricerca era sul piano popolare
00:33:36La tua era una ricerca linguistica, una ricerca filologica, una ricerca culturale
00:33:42Perché non lo vuoi dire?
00:33:44Sì, sì, bene
00:33:44Lo fai volontariamente, questo non è che...
00:33:46Certo, ho mille ambizioni culturali, però non si devono vedere
00:33:49Un frate rosso, le Beghine non ne perdono un gesto lento o lesto
00:33:55Dal principio alla fine, dubitosa, Olga Rocco
00:33:59Un frate rosso, un frate rosso, crederlo non posso
00:34:03La leggerezza con la quale sapeva trattare dei temi anche un po' difficili
00:34:09Derivava dal fatto che lui li padroneggiava culturalmente
00:34:12E padroneggiandoli culturalmente giocava, ripeto, un suo ruolo al di là e al di fuori
00:34:18Di ogni consorteria, lobby, compresa quello omosessuale
00:34:22C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico
00:34:26Io vivo altrove e sento che sono intorno nate le viole
00:34:31Sono nate nella selva del convento dei Cappuccini
00:34:36Tra le morte foglie e calceppo delle querce agita il vento
00:34:41Si può vedere tutto dal camionetto di Ossoe a Palazzeschi in Paolo Poli
00:34:47Tutto in una volta sola con una grande sua attenzione per la cultura popolare
00:34:52Che è dimostrata poi nelle canzoni, nel recupero della tradizione, del folk addirittura
00:34:58E che tutto quello poi portava a teatro
00:35:01Insomma una generazione che ha dovuto fingere di commuoversi con pascoli a scuola
00:35:07E che probabilmente c'è anche cascata per un po'
00:35:10Ma che poi lo ha abbandonato, se ne è andato via distante
00:35:13Insomma c'era tanto, tanto, tanto
00:35:16Il mio secolo è il novecento, diceva Paolo
00:35:25In effetti lui il novecento dal suo punto di vista ce l'ha raccontato
00:35:30E che novecento
00:35:31E che novecento, e poi l'ha vissuto, l'ha vissuto il novecento
00:35:34Questi meravigliosi salotti romani della dolce vita
00:35:38Con tutti quegli intellettuali che si incontravano per davvero
00:35:41Scambiandosi opinioni, esperienze
00:35:45Raccontava le sue scene con Pasolini a casa di Laura Betti con Goffredo Parise
00:35:49Oppure il suo incontro con Aldo Palazzeschi
00:35:52Aldo Palazzeschi?
00:35:53Sì, Paolo Giovanissimo
00:35:54E poi una giornata a casa di Palazzeschi in Moravia
00:35:59Insomma potrei andare avanti
00:36:01E il cinema anche, tutto il cinema di quegli anni
00:36:03E lui non fece mai dei cinema?
00:36:04No, lui pochissimo cinema
00:36:06Ma lui stesso diceva
00:36:07Io non potevo fare quel cinema dove servivano i maschi
00:36:09Belli, Virili, Rossano Brazzi
00:36:11Amedeo Nazari
00:36:13Io troppo effemminato, mi facevano fare soltanto i preti, gli omosessuali
00:36:17Tu il cinema l'hai fatto?
00:36:18Poteva fare un elfo, il grillo parlante
00:36:20Io sì, così, neanche così, così, sempre così
00:36:22Il mago, un personaggio androgino, sempre personaggi del varietà
00:36:26Anche a me piacerebbe fare il cinema
00:36:28Però anche lì, come mi chiedono a volte di fare la televisione
00:36:31Noi ci sono in tournè, ci devo fare uno spettacolo
00:36:33A proposito di questo, cinema e tournè
00:36:35Mi viene in mente che Paolo adorava Federico Fellini
00:36:38Logicamente, lo considerava un genio
00:36:40E Fellini lo chiamò per offrirgli un ruolo in notte e mezzo
00:36:44E Paolo rifiutò perché? Perché era in tournè
00:36:47Mi ricordo che Fellini aveva la Villa Fregene
00:36:52E Giulietta mi aveva detto
00:36:55Magari vieni con Paolo, eccetera
00:36:59E così nella mia 500 siamo arrivati là
00:37:03Ed è stata naturalmente una serata memorabile
00:37:08Quella sera magari ha bevuto un po' di più
00:37:12E lui dice, però io francamente non me lo ricordo
00:37:17Forse anche io avevo bevuto un po' troppo
00:37:19Che sono stata io addirittura a metterlo a letto
00:37:24Perché non ce la facevo
00:37:26Comunque questo fa parte delle cose che lui esagerava sempre
00:37:30Comunque, sempre con questa dimensione infantile, fanciullesca
00:37:38Che era l'incanto nel quale Paolo ci portava sempre
00:37:46Io il teatro non lo fò per il piego
00:37:48Lo fò perché è quella che mi piace di più
00:37:52Finché uno è vivo, lavorare dal vivo
00:37:54La sua unicità era la sua solitudine
00:37:58Scelta con una grazia infinita
00:38:03Lui era padrone di tutto un meccanismo teatrale
00:38:09Che riempiva il palcoscenico e anche l'auditorio
00:38:16Lui era l'artista unico che aveva in pugno tutto e che ci riusciva
00:38:23E per questo era per me l'ultimo capocomico
00:38:42Il profumo che invita di una bocca setata che crevi baciata soltanto da te
00:38:52La prima cosa che mi viene in mente di Getto è la grazia dello scandalo
00:39:00La triade della mia vita è proprio Petrolini, Carmelo Bene e Paolo Poli
00:39:07A questa triade, proprio perché secondo me più siamo meglio è
00:39:12Con proprio cerchio ristrettissimo
00:39:16Però è vero che se si parla di grazia e di scandalo
00:39:20C'è anche il signor Dario Fo
00:39:23Quindi insomma i Magnifici Quattro
00:39:38Da solo centralizzava tutta l'attenzione del pubblico
00:39:46E per me era un'esperienza assolutamente nuova
00:40:02Ma la cosa divertente è stata che dopo appunto io andai a salutarlo
00:40:07Ed ero direttore del Maggio
00:40:08Quindi lui si rese conto di quale fosse la mia professione
00:40:12Ed allora mi chiamò sempre Maestrino
00:40:15Ogni volta diventati amici si rivolgeva a me
00:40:19Chiamandomi con l'appellativo di Maestrino
00:40:35In una di quelle occasioni cantando lui venne con una specie di arnese
00:40:44Che doveva servire teatralmente come per pescare
00:40:47Come una canna da pesca
00:40:48E lui venne quasi sotto al mio palco
00:40:52Cantando
00:40:55Vieni pesciolino mio diletto vieni
00:40:58Che era una delle canzoni così
00:41:01Che facevano tanto ridere il pubblico
00:41:05Vieni pesciolino mio diletto vieni
00:41:08Noi faremo un discorsetto insieme
00:41:10Vieni si vieni
00:41:12Vieni pesciolino mio diletto vieni
00:41:16Noi faremo un amoretto vieni
00:41:18Ma vieni al mio cuore
00:41:20Paolo era particolarmente legato a Genova
00:41:23A città che amava moltissimo
00:41:24Perché lì ha mosso i primi passi come attore
00:41:27Facendo Beckett, Ionesco
00:41:29E poi a Genova ha incontrato Emanuele Luzzati
00:41:33Cioè è stato lo scenografo storico
00:41:35Lo storico collaboratore
00:41:37Insieme facevano degli spettacoli
00:41:39E io quando facevamo i viaggi di Gulli
00:41:40Per me li ricordo intorno a un tavolo
00:41:42Come te io adesso
00:41:43Con Luzzati e lui
00:41:45Che pensavano e immaginavano le scene
00:41:48I fondalini
00:41:49Due bambini
00:41:50Sembravano due bambini
00:41:52Che giocavano con le figurine
00:41:53Con i colori, con i pastelli
00:41:55Quando mi ha chiesto di fare i primi spettacoli per lui
00:41:59Era su una scenografia preesistente
00:42:03Quindi io faccio delle illustrazioni per Paolo
00:42:06E delle illustrazioni anche sotto dettatura
00:42:10Perché lui sa esattamente quello che vuole
00:42:12Un uomo generosissimo
00:42:14Io regalava tutti i disegni
00:42:16Ho detto ma come sei genovese e ebreo
00:42:19Regali i disegni
00:42:20Fatti pagare
00:42:21E credo di essere stato uno dei pochi
00:42:24Che gli pagava le scenografie
00:42:26Regalava con una simpatia
00:42:30Una leggerezza
00:42:31Un uomo che
00:42:33Poi dice no Paolo
00:42:35Non me lo raccontare la storia
00:42:37Dico allora guarda
00:42:38Salotto del Settecento
00:42:40Si genere questo palazzo così
00:42:43Io questo qua
00:42:44Tutti e due
00:42:45Vabbè poi ti arrangi da te
00:42:46Era un uomo intelligente
00:42:48Non si perdeva tempo
00:42:50E in qualche modo
00:42:51Grazie alla pubblicità
00:42:52Si è nato il teatro di Paolo Poli
00:42:54Perché lui era in scena
00:42:55Con uno spettacolino
00:42:56Dove faceva un numero
00:42:57E una sera fra il pubblico
00:42:59C'era una signora
00:43:00Moglie di un industriale
00:43:01Di un aperitivo molto importante
00:43:03Che lo vide
00:43:04Rimanese folgorata da Paolo
00:43:06E gli propose un carosello
00:43:07Paolo fece quel carosello
00:43:09Guadagnò 10 milioni
00:43:11Grazie a quei 10 milioni
00:43:12È nato il teatro di Paolo Poli
00:43:14Furono i miei primi denari
00:43:17Che investi nella cosa del teatro
00:43:21Qui a Torino ho comprato
00:43:2313 proiettori per la luce
00:43:25A Milano delle scenografie
00:43:28Bauli a schiena d'assino
00:43:30Usati però li comprai
00:43:32Perché finirono subito
00:43:35Questi 10 milioni
00:43:36Da lì ho iniziato
00:43:37E poi pian piano
00:43:38Ho fatto dei biti
00:43:40Così ho derubato
00:43:42Dei fidanzati facoltosi
00:43:47Il vecchio Fausto esperto professore
00:43:51Un dirri chiede al diavolo maggiore
00:43:54Il segreto che può far
00:43:57Tornar giovane l'età
00:44:00Egli promette in cambio con un patto
00:44:04Che dopo morto gli darà
00:44:07La propria eternità
00:44:08Il diavolo maligno cavaliere
00:44:11Gli fa sparire senza esser barbiere
00:44:14La canizie ed il barbon
00:44:18I dolori e il tossicon
00:44:24Per me Paolo è stata veramente
00:44:26Una porta sul trasformismo
00:44:28Perché io ho solamente letto
00:44:30Un libretto di Fregoli
00:44:31Da adolescente
00:44:33Ma non ho mai visto nessuno
00:44:34Che riusciva in scena
00:44:36Veramente a interpretare così tanti personaggi
00:44:38E lui nei primi spettacoli
00:44:41Che io ho visto
00:44:41Veramente ne cambiava parecchi
00:44:43Riuscendo a fare uomini
00:44:44Donne
00:44:45Ma non solo
00:44:46Non era infatti travestitismo
00:44:48Il suo era proprio trasformismo
00:44:50Paolo riusciva ad essere
00:44:51Quell'uomo
00:44:52Quella donna
00:44:53Ma anche quella giraffa
00:44:54Quel cavallo
00:44:55Che poi era un po' i pretesti
00:44:56Per raccontare una cosa
00:44:58O una poesia
00:44:59O una cosa divertente
00:45:01Su una drammaturgia precisa
00:45:03Mentre tu sei andato più sulla velocità
00:45:06Sulla velocità
00:45:07Sull'effetto magico
00:45:08Invece lui
00:45:08La sua grande abilità
00:45:09Era sulla parola
00:45:10E sul supporto culturale
00:45:28Lui era bravissimo
00:45:32A rappresentare delle donne
00:45:34Dal fisico molto bello
00:45:36Molto imponente
00:45:37Molto crudele
00:45:39Secondo il personaggio
00:45:41Senza mai apparire travestito
00:45:44Cioè senza mai
00:45:45Rendere queste figure di donna
00:45:48Ridicole
00:45:49Partiamo dal fatto
00:45:51Che lui era molto bello
00:45:52Quindi vestito da donna
00:45:55Con la parrucca
00:45:56Diventava una donna bellissima
00:46:06Espumi lo champagne
00:46:09Per un dolce sussurrar
00:46:11Viva chi
00:46:40Viva chi
00:46:41Adorata
00:46:42Adorata
00:46:43Adorata
00:46:43Adumore il mondo
00:46:43Adorata
00:46:44Di non parlare mai
00:46:45Di non parlarti mai
00:46:47Di ciò che tu chiami
00:46:48il difetto della tua nascita. Ed è per questa tua curiosità stupida, per questo tuo insulto
00:46:55atroce, che io manco ad una promessa fatta degli occhi che morivano, fatta con una mano
00:47:00tesa al crocifisso, non importa. Ti hanno detto una menzogna che mi insulti, cioè io
00:47:06ti dico una verità che mi redime. Ma non mi interrompere! La nemica è riempiteatri
00:47:11di tutta Italia e lì parte il... Però ebbe coraggio di fare per due ore un personaggio
00:47:17un travestì, mentre anche, non so, Tognazzi e Vianello avevano fatto, facevano la mamma
00:47:25e il bambino, tettito, taritinto il tetto, sai, quelle cose dei vari dialetti.
00:47:31Scusi signorina, ma possiamo rivolgere alcune domande per la nostra inchiesta, la donna
00:47:36che lavora? Sì, sì, ma faccia presto che deve arrivare il mio fidanzato. Sì, sì, facciamo
00:47:40presto. Lei lavora, signorina? Sì, lavoro. E che lavoro fa? La Mondariso. Ho capito,
00:47:46la Mondina. Sì, la Mondina. E il suo lavoro le piace? No, no, troppo sole, sa, troppo
00:47:50sole, troppo sole. E capisco, d'estate c'è il pericolo dell'insolazione. No, no, dicevo
00:47:54troppo sole nel senso che, insomma, siamo tutte donne e non c'è nessun giovanotto, ecco.
00:47:58E lei, signorina? Signorina, lei che mestiere fa? Come dice, scusi? Scusi, signorina, ma
00:48:11lei che mestiere fa? Ma faccio la Mondina anch'io. Anche lei la Mondina? E quando
00:48:16lavora? Tutta la settimana lavora. Riprendimi con te, son come tu mi vuoi, comprendo ormai
00:48:32cos'è? L'amore tuo per me, non sa mentire più, dinanzi agli occhi tuoi. Non vivo che per te,
00:48:47fedele sono a te, son come tu mi vuoi. Tutte e due travestite da uomo, tutte e due travestite
00:48:55da donna, le gemelle Kessler facevamo, da da umpa. Eravamo molto carini fra le gemelle
00:49:01Kessler, devo dire.
00:49:03Se venisse fuori quella scimmiona in livrea che ogni tanto si affacciava alla porta.
00:49:08Dio mio, uh, com'è che non si affaccia a che uomo? A quest'ora sarà morta. E tutto
00:49:13questo chiasso, chi lo fa? Che popò di diavoleto, gente mia, che fracasso.
00:49:18Non sentite che fetore, chissà là dentro quanti ne muore di quegli animalacci accidenti
00:49:23a quel matto di comodo. Il teatro non lo considero gay, non c'è il sesso. Noi
00:49:29sulla scena siamo creature di cartone. Ho molto amato Milena Vukotic perché
00:49:34mentre io ero di legno, lei era di panno. Ma non eravamo di carne, nessuno dei due.
00:49:41Mi ha immaginato in questa possibilità che c'è una stoffa che si può tagliuzzare,
00:49:50trasformare. E mi fa molto piacere questo fatto che potevo essere fra le persone che
00:50:02lui considerava.
00:50:08Arturo, la prima volta che hai visto Paolo?
00:50:12La prima volta lui faceva femminilità. Mi ricordo, andai ad aspettarlo all'uscita e poi
00:50:20feci una cosa molto così sfacciata. Sapevo in che albergo lui stava, gli scrissi un biglietto,
00:50:29glielo misi nella casella dell'albergo e lui mi telefonò il giorno dopo. Io abitavo
00:50:34in campagna e venni a vedere lo spettacolo pomeridiano della domenica per la seconda
00:50:38volta. Due volte. Due volte. Femminilità che fu uno dei suoi spettacoli migliori, con
00:50:43un bel cast, con tante bellissime canzoni.
00:50:46Beh, era il 1975, lui era in scena con sua sorella, con sua sorella, con Lucia, avevano
00:50:52formato questa ditta. Quanto si somigliavano, mamma. Era incredibile. Il capo comico e la
00:50:58prima attrice avevano fatto Apocalisse, poi Femminilità appunto, poi Paradosso e Cane
00:51:03e Gatto. Paolo Poli, Lucia Poli. Qualcuno li definì due angeli, non terreni, sembravano
00:51:09scesi chissà da dove. Ma ora basta! Ti ordino di rientrare sotto il controllo della mia volontà
00:51:23cosciente. Troppo tardi. Ormai sono libero di fare quello che mi
00:51:27fare piace. No, non ti obbedirò. Paolo era già tanti anni che faceva teatro. Io arrivavo
00:51:33insomma con meno esperienza, però la somiglianza con Paolo mi favoriva e allora si è cominciato
00:51:42a giocare sulla somiglianza e sulla differenza.
00:51:53Cane e Gatto è stato addirittura il maturare della coppia nella famiglia, perché era nato
00:51:59nel frattempo mio figlio. Anche qui Paolo ha sempre avuto l'idea, dice ma dobbiamo fare
00:52:05uno spettacolo dove si parla del bambino, perché lui subito si è innamorato di questo
00:52:09bambino, quindi anche nella vita questo bambino veniva un po' conteso, come dire, no lo porto
00:52:18io fuori, ma no, sono libera, lo porto io al pacco, no lo porto io con me. Era tutto
00:52:24un volerselo spupazzare l'uno con l'altro. Allora giochiamo su questo.
00:52:48Il modo di cantare di Paolo era, prima di tutto, da musicista posso dire, estremamente
00:52:54intonato. Aveva una maniera di legare le parole e le frasi da vero musicista e questo rendeva
00:53:05sempre le sue manifestazioni altamente proprio operistiche, tra virgolette.
00:53:12Vieni, pesciolina mio di letto, vieni, noi faremo un discorsetto assieme, si vieni da Vieni,
00:53:20vieni, pesciolina mio di letto, vieni, noi faremo un amoretto, vieni, si vieni al mio cuore.
00:53:35Montana, montana, perché? Perché non fuggiamo lontano? Io voglio goder non in vano e in un'alcova
00:53:52d'amore con te. Il triste destino lo so, meravizio, crudel, pigentò, ma presto laggiù,
00:54:09amandomi tu, rediverti saprò.
00:54:17Le canzonette che cantava il babbo e la mamma, perché erano molto canterine, mio padre
00:54:23suonava il violino, cantava bene, le missionelle maggiori, una suonava il pianoforte e l'altra
00:54:28cantava da soprano leggera, quindi c'era tutto un mondo musicale in famiglia che Paolo ha
00:54:36poi portato a espresso e sublime.
00:54:40Va, bebe, scugnizzo del marciapieche, per te neppure un gingillo c'è, e domani non
00:54:56più stenderai la mano ai passanti dei bastion. Va, povero accatton, t'attende la prigion.
00:55:04E va, mio povero accatton, lontano dai bastion, t'attende la prigion.
00:55:13Lui prendeva delle canzoncine antiche, stranissime, perché casomai tutti noi deridevamo un po',
00:55:20noi ragazzi degli anni 50, e ne faceva un fatto culturale straordinario, ne captava tutta
00:55:28l'ironia, ma anche tutta la grandezza, perché queste canzoncine che sembravano banali, dietro
00:55:36avevano sempre un'idea, un'invenzione. Non erano fatte per piacere soltanto alla massa.
00:56:04La donna si mette i calzoni, dai tempi d'Adamo si sa, sono fatti così matrimoni,
00:56:15ma se in veloci pede va, sfoggiando la moda zuava, le dico sarai molto brava, ma l'abito
00:56:27no, non mi va.
00:56:30Paolo Poli era molto sofisticato per la televisione, la televisione soprattutto adesso, dopo quelle
00:56:37trasmissioni lì, ha inseguito sempre il pubblico, il grande pubblico, e ha quindi sempre abbassato
00:56:43il livello di cultura che è contenuto nei propri prodotti, mi dispiace dirlo, perché diffidato
00:56:51di prodotti troppo raffinati, troppo colti, troppo importanti, perché bisognava premiare
00:56:56con l'Auditel il pubblico più abbondante per ragioni economiche.
00:57:02Diceva Ennio Flaiano, si sperava che la televisione sviluppasse un suo linguaggio precipuo, invece
00:57:10poi rimase un brutto cinema alquanto migliorato dalla buona pubblicità.
00:57:15E' con noi il grandissimo Paolo Poli.
00:57:29Quando ho cominciato a lavorare in televisione qui alla RAI di Milano nel 1984, quindi non
00:57:35c'era nessuno, c'eravamo io e i dinosauri e basta, pochi altri, ecco insieme ai dinosauri
00:57:41c'era anche uno smoking che io non possedevo e che mi ha dato la RAI dal famoso trovarubato,
00:57:48cioè dove tengono tutti i costumi, e io guardo l'etichetta e dietro c'è scritto Paolo Poli,
00:57:52e quindi cerco di capire chi è, e mi dicono tutti ma è stato già allora, è stato un
00:57:58grandissimo, faceva anche televisione, perché la televisione poi è stata invece un rapporto
00:58:03interrotto, che abbiamo ripreso proprio noi con che tempo che fa, tre interviste ha fatto
00:58:08qui, e ogni volta che lo chiamavo, complicato perché lui non aveva il cellulare, quindi
00:58:12bisognava chiamare un suo assistente, una sua assistente, qualcuno che alla fine gli diceva
00:58:16che lui poi ti richiamava, ti diceva di chiamarlo in un albergo dove si trovava in quel momento,
00:58:20insomma non era facilissimo, ma io ci provai anche per Sanremo, molte volte perché è tempo
00:58:26che fa, una volta disse quella che secondo me è una definizione della televisione nella sua
00:58:33negazione, cioè disse venire in tv, ma come faccio? Io lavoro, è come dire che il lavoro
00:58:40era il teatro, era il suo rapporto col pubblico e forse anche con se stesso nella costruzione
00:58:46di se stesso, andare in televisione portava via tempo al lavoro. Quanto oggi si parla di
00:58:51cucina anche in televisione? Tantissimo! Che noia! Ecco, ero sicuro che ti piacesse?
00:58:56No, perché si sperava che fosse il secolo del sesso, invece no, è rimasto l'ottocento
00:59:02il secolo del sesso. Si parla ancora di cucina. Perché nell'ottocento c'era il noioso matrimonio
00:59:14e il birichino adulterio, era lo svago di allora. Lo svago di allora, si. Mentre il manzoni
00:59:23fa cominciare i due fidanzati e finisce che si sposano, con palle. Mentre Flaubert...
00:59:31Come una qualunque sopopera della televisione. Si. Flaubert invece comincia col matrimonio
00:59:38della signora Bovari. Lo dice così per me, perché prima non ho capito. Allora giustamente
00:59:42pronuncia come si scrive. E quello che ha inventato la pistola acqua. Ecco. Flaubert. Flaubert, certo.
00:59:49E la signora Bovari comincia col matrimonio e finisce con l'arsenico. E certo. Molto meglio.
01:00:23Io da piccolo per la prima volta
01:00:25quando ho visto Paolo Poli in una trasmissione vestito da donna a cantare qualcosa di un cabaret
01:00:33chantal, una cosa del genere. Mi ricordo proprio la bocca con la lingua, un gesto. Ragazzi,
01:00:42porno grafico.
01:00:43Brilla una stilla di pianto, ma basta un segnale. Stringe il fucile l'alpino e alerta
01:00:52sta nel cuore e nel pensiero. Non resta che il dovere. Non passerà mai il confine. Lo segnale.
01:01:06Oh, ragazzi. Cioè, Rai 1. Una cosa del genere. Pensa quanto eravamo avanti e quanto siamo
01:01:12adesso giù.
01:01:13Ehi, guarda!
01:01:17La televisione, i tre moschettieri. È stato un progetto molto interessante, fatto da dei
01:01:26nuovi funzionari che avevano voglia di sperimentare. Insomma, ogni attore, c'era Milena, c'era Paolo,
01:01:35Lucia e io, facevamo tutti i personaggi dei moschettieri. Ovviamente ci mancava di fare anche la parte
01:01:46e le spade, poi.
01:01:47No, davvero. Io non mi censuro. Perché devo fare... battermi il petto? No, davvero.
01:01:55Ripigliatevi le vostre macchine e tornate nella vostra felicità, che non vi invidio.
01:02:01Sono stato molto criticato durante la mia vita. Mi dicevano sempre, scherza coi fanti e lascia stare i
01:02:11santi. Non ho lasciato stare negli uni, negli altri. E così vi chiedo perdono.
01:02:22Quando penso a un uomo libero, assolutamente libero, penso a Paolo. Paolo ha subito la censura
01:02:29proprio per questo. Santa Rita, da cascia, spettacolo, che lui pensava di dedicare.
01:02:36Un omaggio al teatro dell'oratorio, così quando con tre personaggi si fa tutto un dramma
01:02:40di 16 personaggi. Quando non c'è il fiume, passa un pezzo di stoffa e del fiume. Quando
01:02:46Salomè si spogliava, nascondendosi dietro una quinta e tirando i veli in scena.
01:02:52E beh, lui diceva questo, prendo un lenzuolo e faccio il velo della Santa. Per cui mise in
01:02:56scena la vita di Santa Rita, interpellanza parlamentare, scandalo, bandito da tutti i teatri
01:03:03del regno. È anche in televisione la subì la censura.
01:03:07Sì, beh, certo. Lo spettacolo televisivo Babau, io lo vidi un'estate perché 5-6 anni dopo la
01:03:13sua uscita.
01:03:14E pensa che Paolo, anche davanti alla censura, libero, libero, libero. Sembrava proprio non
01:03:20gliene fregasse nulla.
01:03:23Non bisogna aver paura di sorella sporcizia. Essa serve a far crescere il fiorellino della
01:03:28santità. In fondo gli escrementi non sono altro che materia fuori posto. In un baso
01:03:34da fiori non li puoi più neanche chiamartali.
01:03:36Quando Paolo Pori mise in scena Santa Rita da Cascia e andò incontro a tutte quelle traversie,
01:03:43censure, denunce, critiche aspre da parte degli ambienti, che è inutile citare, secondo me
01:03:50non aveva tenuto sufficientemente presente quali erano le condizioni generali del Paese,
01:03:58che nei primi anni 60, primi anni 60 sottolineo, cioè prima del 68, tanto per capirsi ancora
01:04:06più chiaramente, erano arretrate come nel 45, come alla fine della guerra. Non era ancora
01:04:13successo nessuna di quelle grandi innovazioni del costume, dei rapporti tra le persone, i
01:04:20civili che poi verranno dopo il 68, insieme a tante conseguenze negative, negli anni 70.
01:04:27Pregavo in tenta come soglio fare, quando ecco che il demonio mi compare, e protervo mi
01:04:35sfida dichiarando che il mio orare è un peccato atro e nefando, e che di grazia in me non ha
01:04:40di segno se al buon Dio parlo da tal luogo indegno.
01:04:43Da prima mi sgomento a questa taccia, ma poscia satanasso grido in faccia,
01:04:49spirito dannato, falso, inverecondo, che nel tuo male invidi il ben del mondo.
01:04:54Io do a ciascuno il suo, per il mio signore riservo i salmi, e a te sterco e fetore, salgo
01:05:00le preci a lui nel suo bel regno, scendo le feci a te che ne sei degno.
01:05:04L'accusa qual era?
01:05:07Vi dipende dalla religione?
01:05:08E poi non ho conosciuto la persona che ha fatto la denuncia, sai com'è, prima si brucia
01:05:14sul rogo la strega e poi si va a vedere se era strega davvero, in fondo mi è successo
01:05:18proprio come alle sante vere di cartello, come a Giovanna d'Arco.
01:05:21Quanta grazia è rimagata!
01:05:25Per suo amore la testa è bispiccata, or son beata!
01:05:30Agnese?
01:05:31Per suo amore negli occhi fui orbata, or son beata!
01:05:35Oh Lucia sei tu?
01:05:37Io per lui sulla ruota fui straziata, or son beata!
01:05:43Caterina?
01:05:44D'Artena?
01:05:44No, d'Alessandria!
01:05:46Io l'una e l'altra bomba e mi strappata, or son beata!
01:05:52Oh che male, povera Agata!
01:05:54Quanta grazia è rimagata!
01:05:57Io credo che la sua comicità avesse sempre qualcosa di, mai di blasfemo,
01:06:04ma di provocatorio in senso alla fine costruttivo.
01:06:10Lui dava attraverso questi spettacoli l'immagine di una società in fondo bigotta.
01:06:19Lui cercava di rompere queste barriere e questo non significava negazione dello spirito,
01:06:27ma anzi esaltazione dello spirito attraverso una libertà ottenuta anche attraverso un'azione
01:06:36non solamente teatrale ma anche di vita molto coraggiosa.
01:06:41La gloria è una rendita che paghiamo ai nostri spettri.
01:06:44Per il vero intellettuale anche la manutenzione dei castellinari è molto costosa.
01:06:48Sognare è dormire con le illustrazioni nel testo.
01:06:51Io mi ricordo che a un certo momento in televisione, lui per la televisione girò una serie di programmi
01:07:01sui difetti degli italiani.
01:07:03Il bammismo, l'arrivismo, certi difetti della politica che poi si sono rivelati indistruttibili.
01:07:12Questa trasmissione scritta da Ido Amboni, Vito Molinari e da me, con scene e costumi
01:07:19e arredamento di Eugenio Guglielminetti e con regia di Vito Molinari, tratta di alcuni familiari
01:07:23tabù, ovvero miti, ovvero mostri sacri, ovvero luoghi comuni della nostra vita.
01:07:28Chiamateli come volete.
01:07:30Comunque la trasmissione si chiama...
01:07:33Babau!
01:07:36E la televisione terrorizzata, questo spettacolo per sei anni lo tenne nel cassetto.
01:07:46Poi finalmente lo si vedette, ma ormai era passato il momento esatto in cui queste cose
01:07:53sarebbero state dette per la prima volta.
01:07:57Ci vuole un po' di sana cattiveria per conquistare il potere o comunque sia per governare, anche
01:08:02se occorrono molte sedute, si governa col cervello, non con il sedere, è chiaro, si
01:08:07sa, vero?
01:08:07C'è il potere brutto che è quello che ti dà una botta in testa e ti fa morire, poi
01:08:11c'è il potere economico come quello delle banche che ti fa morire a goccioline piano
01:08:15piano, è vero o no?
01:08:16Una volta c'era più soddisfazione, io trovo, perché dopo l'espoleazione di un tiranno
01:08:21c'era la gioia di maledirne il nome, oggi con le società anonime sono i vantaggi della
01:08:25democrazia, non una democrazia democratica, quella non si è mai vista, vero?
01:08:29La televisione italiana sta molto a paura di tutto ciò che secondo loro potrebbe turbare
01:08:39una minima parte della gente.
01:08:43Carina, io adoro i bimbi, arrostosi, anche fritti secondo, questa sarebbe benissimo per
01:08:49esempio col suo rosmarino lì dietro, un po' di salvia qui, una mela in bocca, è vero
01:08:53o no gioia? I bimbi adorano il cannibalismo perché sono più vicini di noi alla natura
01:08:57biologica, capisce? Non si deve scandalizzare signorata, l'ha detto anche Swift che era un
01:09:03uomo di governo, portava la parrucca, era una bravissima persona e uno fra gli autori
01:09:07più amati dall'infantia, si preoccupava di tanti bambini poveri che affollano le vie
01:09:12delle grandi città popolose, così industriali e che non fanno neanche un bel vedere anche
01:09:17per il turismo, è vero o no? Però quella di Poli fu veramente una mossa ridicola, diciamo
01:09:25pure, contro di lui, intendo dire da parte della televisione.
01:09:30Una volta era più facile essere conformisti o anticonformisti perché c'era una più netta
01:09:34distinzione fra buoni e cattivi, perfino a scuola ci facevano una riga sulla lavagna
01:09:39e segnavano i buoni e i cattivi. Cos'è il conformismo? Volevo definire in modo serio.
01:09:43È la cravatta che ti sei messo per venire qui in trasmissione.
01:09:45È del maglione che tu porti per dire che sei un attore e non sei un ospite esterno.
01:09:50Esattamente, è l'osservanza, è l'osservanza di alcuni modelli che la società ci dà.
01:09:54Non scriverò mai un libro, lo ha già fatto Flaubert, non faccio la televisione, non posso
01:10:00fare il cinema, il teatro. Questa è la casa di Paolo, questa è la vita di Paolo, il teatro
01:10:06è stato tutta la sua vita.
01:10:08Infatti ho fatto, mentre parlavamo, ho disegnato un teatro pieno e manca solo l'interprete
01:10:15principale, la grande star che deve arrivare.
01:10:18Sta per arrivare?
01:10:19Sta per arrivare, certo.
01:10:21Faccio un paio di centinaio di spettacoli l'anno, che sono tanti per un vecchietto come
01:10:28me. Sarebbe l'ora di sedersi nel portico a guardare le galline che razzolano, ma lo farò
01:10:34presto.
01:10:35Questa vocazione lui ha seguito da un certo momento in poi solo la vocazione dell'uomo
01:10:47che parla agli uomini e basta. A lui interessava ogni sera captare le attenzioni di quella sala
01:10:57piena. Lui viveva soltanto per quel momento di palcoscenico e organizzava tutta la sua vita
01:11:07diurna per quelle due ore serali.
01:11:11Era un uomo secondo me molto malinconico, malgrado come sono del resto molto spesso i comici.
01:11:20In vecchiaia ho imparato ad apprezzare la solitudine. Avendo fatto per più di 50 anni
01:11:28un lavoro sempre in mezzo a branche di gente, a volte il silenzio, la concentrazione della
01:11:39solitudine mi sono di aiuto. Lui aveva un grande legame con sua sorella,
01:11:45Lucia, quindi con la famiglia, ma che io non so, qualcuno mi abbia detto, mi abbia detto
01:11:54lui, abbia visto fotografie di lui con degli amici o delle amiche, mai. Io credo che lui
01:12:03abbia vissuto da solo, per scelta, con molta tristezza. Non era un uomo felice. Beh, chi è
01:12:13felice? Non lo so. Quello che mi spiace è che l'arte non produce più il pericolo. Davvero
01:12:23anticamente Platone vietava ai poeti di entrare nella sua città, onorandoli, amandoli, ma
01:12:34portandoli fuori, tienendogli scusa. Perché? Perché l'arte aveva un vero impatto. Paolo
01:12:40Poli ci aveva quell'impatto. Ero molto amato da giovane, uomini e donne, ma hanno sempre
01:12:46coccolato e non ho mai avuto paura di essere al mondo. Mi sono sempre buttato con fiducia.
01:12:54Guarda, il sole va e viene, come nella vita ci sono momenti di tristezza e di gioia, ma
01:13:00non è detto che la pioggia sia meno allegra del sole. C'è a chi gli piace.
01:13:05Quanto ti manca? Qual è la cosa che più ti manca di Paolo?
01:13:08Beh, sai, è difficile. Queste domande sono un po' assurde. Quanto? Quanto? Quanto mi
01:13:14ami? Quanto mi vuoi bene? Ma tanto, tanto, tanto così, così o così? Ecco. E quindi
01:13:20anche lì quanto mi manca? Beh, mi manca. Mi manca e comunque ce l'ho dentro di me.
01:13:28Cosa mi importa se il mondo mi rese glacia? Ed ogni cosa nel fondo non provoca il mal.
01:13:42Quando il mio primo amore mi sconvolse la vita, senza lusinghe pel mondo ramingo io vo.
01:13:59E me ne rido beffando il destino così.
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