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La pasta di Gragnano IGP: pensavi fosse sempre italiana? Preparati a una rivelazione che cambierà il tuo modo di fare la spesa!

Molti credono che il prestigioso marchio IGP garantisca automaticamente l'uso di grano italiano. La verità, però, è diversa. Scopriamo cosa nascondono le etichette.



Per ottenere la certificazione IGP, la pasta di Gragnano deve rispettare regole precise: produzione esclusiva nel comune di Gragnano, utilizzo di acqua locale e trafilatura al bronzo. Questi passaggi conferiscono alla pasta la sua particolare ruvidità e tenuta in cottura.

Tuttavia, il disciplinare IGP non impone l'uso di grano italiano. La materia prima può provenire da qualsiasi parte del mondo, mantenendo comunque la denominazione di origine protetta.

Abbiamo analizzato diverse marche. Alcune dichiarano esplicitamente grano 100% italiano, mentre altre indicano provenienze miste o estere, come grano non UE o mix con USA.

È fondamentale sapere che la provenienza del grano non influisce sulla sicurezza o sulla qualità intrinseca della pasta, come dimostrano test che ne attestano l'assenza di glifosato e l'alto contenuto proteico.

Il vero punto è la consapevolezza. L'informazione sull'origine del grano è sempre disponibile in etichetta, ma spesso viene trascurata.

La prossima volta che scegli la tua pasta di Gragnano, prenditi 10 secondi per leggere l'etichetta. Il bollino IGP racconta come è fatta, il retro ti svela con cosa. La scelta consapevole è nelle tue mani.

#PastaDiGragnano #IGP #MadeInItaly

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Trascrizione
00:00La pasta di Gragnano è sempre italiana, giusto? No, sbagliato. Hai mai comprato la pasta di Gragnano
00:06IGP pensando di comprare grano italiano? Ecco cosa c'è scritto davvero sulle etichette e nessuno
00:11te lo dice mai. Partiamo dalle basi. Per chiamarsi pasta di Gragnano IGP devono essere soddisfatte
00:17tre condizioni. Uno, deve essere prodotta esclusivamente nel comune di Gragnano in provincia
00:23di Napoli. Due, deve usare solo l'acqua delle falde acquifere locali con una composizione minerale
00:29molto specifica. Tre, deve essere trafilata al bronzo ed è questo che crea quella superficie
00:34ruvida su cui il sugo si aggrappa. Poi viene essiccata lentamente a basse temperature per
00:39molte ore e tutto questo procedimento la rende soda, elastica e con quel colore giallo paglierino
00:44caratteristico. Hai grano? Il disciplinare IGP non obbliga a usare grano italiano. Il grano può
00:51venire da qualsiasi parte del mondo e la pasta resta comunque di Gragnano IGP. Ma quindi chi usa
00:56grano italiano? Siamo andati in alcuni supermercati discount e abbiamo selezionato 6 marche. Guardiamo
01:02le etichette insieme. Tre dichiarano grano 100% italiano. Italiamo di Lidl, Sapori ed intorni
01:08di Conad e S lunga Top. Tre riportano invece grano non UE, Garofalo che utilizza un mix di
01:14grano italiano e dell'Arizona negli USA, la pasta di Gragnano di Todis e amo essere di
01:19Eurospin. Stesso bollino IGP su tutti e 6 pacchi di pasta. Processo identico ma origine del grano
01:25completamente diversa. Attenzione però, grano estero non significa pasta di qualità inferiore.
01:31Un test dell'anno scorso ha mostrato che la Gragnano IGP è priva di glifosato e ricca
01:36di proteine, indipendentemente dalla provenienza del grano. Quindi il discorso non è la sicurezza
01:40o la qualità, ma la consapevolezza. L'informazione sull'origine è sempre in etichetta, obbligatoria
01:46per legge. Il punto è che in pochi la cercano, dando per scontato che, vista la certificazione,
01:50il grano sia italiano. La prossima volta che prendete un pacco di pasta di Gragnano IGP,
01:56giratelo. Ci vogliono 10 secondi. Cercate l'origine del grano. È qui, scritta in piccolo,
02:01ma c'è. Il bollino vi dice come è stata fatta, il retro vi dice con cosa. A quel punto
02:06la scelta è vostra.
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