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Le immagini di guerra ti lasciano indifferente? Scopri perché la nostra capacità di provare empatia di fronte alla sofferenza si sta affievolendo.

In un'epoca in cui le notizie di conflitti arrivano in tempo reale sui nostri smartphone, il nostro cervello si è adattato a una realtà difficile. L'esposizione continua a contenuti traumatici porta a un fenomeno chiamato "anestesia psichica": il nostro sistema emotivo si protegge riducendo l'intensità delle emozioni per gestire l'eccesso di stimoli.

Le ricerche confermano che, sebbene l'attenzione rimanga agganciata, il coinvolgimento emotivo si assottiglia. Scene che un tempo avrebbero avuto un impatto profondo, immerse in un flusso continuo di informazioni, perdono parte della loro forza, mescolate tra gattini e pubblicità.

Questa empatia intermittente, che si accende all'impatto immediato ma poi si ritira, non è una nostra colpa. È un meccanismo di difesa naturale che ci porta a vedere tutto senza riuscire a sentire tutto, creando una sorta di abitudine opaca.

#Guerra #Empatia #Psicologia #Società

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Trascrizione
00:03La cosa più inquietante delle immagini di guerra è che dopo un po' iniziano a sembrarti normali.
00:08Ci penso spesso perché una volta le immagini ti restavano addosso per giorni,
00:12adesso scorrono, le vedi e passi oltre, fai altro. Non è indifferenza,
00:17è quello che la psicologia chiama anestesia psichica. Da quando la guerra è entrata nei
00:22nostri telefoni in tempo reale il nostro cervello in qualche modo si è adattato e
00:26succede che quando la quantità di sofferenza supera la capacità di elaborarla il sistema emotivo si
00:31abbassa, si mette a riparo, non smette di funzionare, taglia semplicemente l'intensità. E le ricerche
00:36lo confermano, l'esposizione ripetuta a immagini fortemente traumatiche produce stress ma anche
00:42un progressivo distacco. L'attenzione resta agganciata ma si assottiglia. Una scena che da
00:48sola avrebbe la forza di fermare tutto messa all'interno di un flusso continuo entra nel
00:53movimento generale. Chiaramente il feed non aiuta, una scena di guerra che compare tra un
00:58video di un gattino che cade dal divano e una pubblicità di scarpe. Così nasce un'empatia
01:04intermittente, si accende all'impatto poi arretra fino a lasciare il posto ad altro. Oh non è colpa
01:10nostra eh, è che piano piano in noi si deposita un'abitudine opaca. Vedere tutto senza riuscire a
01:17sentire tutto.
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