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00:04Siamo con Pio Benetti, responsabile di investimenti per Biper, Banca Cesare Ponti.
00:09Buongiorno Benetti, grazie di essere con noi.
00:12Buongiorno, buongiorno a lei, buongiorno a tutti.
00:14E allora, siamo in un momento di alta volatilità dei listini, lo abbiamo appena raccontato,
00:20ieri un forte calo, oggi si rimbalza, si va avanti così ormai da settimane,
00:25Benetti e soprattutto i segnali non sono più nemmeno univoci.
00:30Prima petrolio scendeva insieme al rialzo dei listini, così facevano i rendimenti del decennale
00:36o comunque del reddito fisso americano.
00:38Adesso vediamo delle direzioni divergenti, io le chiedo come si interpreta tutto questo
00:44e soprattutto qual è la scelta per un investitore, rimanere un po' alla finestra oppure comprare
00:51il cosiddetto BIP, ovvero comprare quando i titoli scendono.
00:56Io credo, credo, è la storia che ce lo insegna, che il metodo e disciplina sono il sistema migliore
01:02per riuscire a catturare performance significative e per riuscire a far crescere il capitale anche
01:08in termini reali.
01:10In queste situazioni a me piace usare una frase che vuole cercare un po' di sdramatizzare,
01:16di tenere un po' le mani in tasca perché con la volatilità che c'è, che lei citava
01:21giustamente poco fa, qualunque mossa in qualunque direzione è sostanzialmente come andare alla
01:27roulette e quindi è un discorso diverso rispetto ad investire.
01:32Certo è una situazione complicata, abbiamo avuto nel 22 questo grande reset dei mercati
01:37in particolare di quelli obbligazionari, il quadro disinflazionistico quando non deflazionistico
01:43che ci ha accompagnato dal 1980 fino al Covid e forse anche l'anno successivo si è decisamente
01:50interrotto per cui i mercati sono più vulnerabili a situazioni come queste in cui una variabile
01:56esogena come può essere quella geopolitica, la guerra, il rialzo del petrolio, li rende
02:01appunto vulnerabili a un aumento delle prospettive di una crescita dell'inflazione che sappiamo
02:09essere il nemico numero uno degli investitori ma soprattutto il nemico numero uno delle banche
02:14centrali perché ne complica grandemente l'attività.
02:18Dicevo aumento di disciplina, in questo momento non è il caso di toccare portafogli e fare
02:23mosse avventate e resta sempre valido il suggerimento degli ingressi graduali soprattutto quando sono
02:29meccanici come nei piani di accumulo.
02:32Benetti il nemico numero uno dei mercati è l'inflazione ma lo è anche o almeno così
02:37lo stiamo vedendo in questo momento del mercato del reddito fisso che sta rispondendo ai rischi
02:45e ai timori che le banche centrali mantengano alti tassi a fronte di un'inflazione crescente.
02:51Abbiamo visto ieri i dati dell'Ox che la danno al 4,2 negli Stati Uniti.
02:56Quello del reddito fisso però è un mercato in questo momento particolarmente sia nervoso
03:01sia difficile da interpretare.
03:03Io le chiedo come vede le solite composizioni del portafoglio a questo punto, quei 40-60
03:08per esempio che appaiono come composizioni tradizionali e che cosa fare su duration e scadenze?
03:16Quel grande reset a cui accennavo poco fa del 2022 ha certamente cambiato il cosiddetto
03:22regime di investimento.
03:24Per quanto controintuitivo non è una brutta notizia il fatto che le obbligazioni siano
03:29tornate nel loro alveo naturale di produttrici di reddito e non più di mercato di caccia
03:37per il capital gain e viceversa le azioni sono tornate ad essere lo strumento con il quale
03:42si cerca di catturare la crescita economica e l'apprezzamento reale del capitale.
03:48Quello che stiamo facendo noi ormai da tanto tempo è tenere duration relativamente contenute
03:53con un approccio sul mondo del credito, gli spread corporate, decisamente cauto perché
04:01gli spread sono sostanzialmente ai minimi storici e quindi c'è molta poca remunerazione
04:08per il rischio.
04:08Un aspetto credo importante che va sottolineato è che dopo la grande crisi del 2007-2008 c'è
04:15stata una sostituzione di debito privato con debito pubblico, quindi situazioni debitorie
04:21molto grandi che era un appannaggio del privato si sono di fatto ribaltate sul mondo del debito
04:27pubblico.
04:28Un po' il canovaccio che stiamo vedendo adesso in marzo e in queste settimane è lo stesso
04:33che abbiamo visto ad aprile dell'anno scorso dopo il Liberation Day con i Dazi.
04:38Sostanzialmente la situazione si era adrezzata nel momento in cui i mercati hanno esercitato
04:43parecchia pressione sull'amministrazione americana, se ricordate erano scesi in contemporanea la borsa,
04:50le obbligazioni quindi erano salite in maniera violenta, i tassi di interesse e il dollaro.
04:55E quindi in qualche maniera l'amministrazione americana ha dovuto fare una mezza retromarcia
04:59trovando una modalità per uscire in modo comunque decoroso da una culbe sacra in cui
05:05si era infilata.
05:06Oggi si sta replicando la stessa identica situazione, quindi di fatto i mercati stanno mettendo
05:11pressione.
05:12Peccato che non c'è un solo attore che può fare retromarcia, ma gli attori al tavolo
05:17sono molteplici e questo complica decisamente il quadro.
05:20Sono i cosiddetti bond vigilantes che ormai sembrano orientare la politica non solo americana
05:28ma da lì anche indirettamente quella geoglobale.
05:30Le chiedo però in termini di mercato ancora due cose benetti.
05:33La prima è questa.
05:35Nel frattempo però abbiamo visto ribaltarsi anche un po' il mondo, il mercato dei cosiddetti
05:41porti sicuri, l'oro che veniva considerato soprattutto in termini nei momenti di conflitto
05:47uno dei beni rifugio su cui andare non sta assolvendo più questa funzione.
05:51i bond americani fanno altrettanto, insomma il dollaro un po' lo fa o almeno così si
06:00dice, però appare davvero volatile, cambia direzione spesso nel corso di queste settimane.
06:07Come interpreta tutti questi movimenti?
06:11Innanzitutto un'osservazione sulla difficoltà e probabilmente anche la sterilità dell'esercizio
06:18di etichettare con delle considerazioni fondamentali dei movimenti che sono molto molto tecnici
06:24e di breve.
06:25In generale sui beni rifugio o come vi chiamano a Sintaleb, gli anti-fragile, non mi viene
06:30una traduzione in italiano ma comunque sostanzialmente quelli che sono opposti, gli asset che hanno
06:36un andamento opposto rispetto a quelli caratterizzati da una fragilità in situazioni di aumento
06:42del rischio, ecco gli asset anti-fragili non esistono.
06:45In un mondo dove la finanza è un multiplo dell'economia reale, si può stimare sette
06:51volte, dieci volte, ognuno dia il suo numero perché una certezza su questo non c'è ma
06:56certamente è un multiplo di diverse volte il PIL, la finanza conta più dell'economia
07:01reale e finisce con il condizionarla.
07:04Lei giustamente citava i bond vigilantes, oggi la cosa che certamente i governi in generale,
07:11lo stiamo vedendo con gli Stati Uniti, lo stiamo vedendo con l'Inghilterra, abbiamo
07:14visto, ahimè, senza una ragione fondamentale, un incremento recente dello spread di PIL, un'altra
07:20volta, quello che i governi non possono certamente permettersi è di perdere il controllo della
07:24curva, perdere il controllo dei rendimenti a fronte di debiti pubblici che sono ingenti,
07:29enormi e che hanno bisogno di essere rifinanziati.
07:32Benetti, infine uno spettro si aggira per l'Europa, per citare qualcuno che non si aspetterebbe
07:38mai di essere coinvolto in questo contesto, ma quello che le chiedo è, c'è sottotraccia
07:43questa minaccia di un private credit che vede richieste di in qualche modo uscita importanti,
07:50è costretto a tenerle compresse, in qualche modo si agita sotto i grandi movimenti di mercato,
07:58voi come lo vedete? Perché parte dall'America ma ormai anche l'Europa comincia a lanciare
08:03i primi allarmi. In America si stima, fonte Bloomberg, che un sesto degli attivi finanziari
08:11detenuti delle famiglie sia investito in veicoli illiquidi, sostanzialmente legati al mondo
08:17del private credit e del private equity. Chiaro che il riflesso pavloviano per chi ha l'esperienza
08:22della crisi del 2007-2008 di trattare questa vicenda come un rischio sistemico. In realtà
08:28a nostro avviso non lo è, e anzi per certi versi una ripulita da certi eccessi, il fatto
08:34che vengano fuori un po' di situazioni poco sostenibili che vengano fuori in maniera anche
08:42violenta, tutto sommato non è un male perché permette di ripartire su basi un pochino più
08:46solide. Chiaramente anche qui non c'è particolare fretta e non c'è particolare urgenza di metterci
08:52sotto la manina, come diciamo noi di questo mestiere, però non riesco a vederla come qualche
08:57cosa che ha delle dimensioni che travalicano l'asset class in sé. Piuttosto c'è un problema
09:05potenzialmente per il finanziamento di tutti gli investimenti in tecnologia, quello sì,
09:11perché nel momento in cui viene meno, se viene meno, dovesse ridursi questo canale di finanziamento
09:17certamente avremmo un problema nel sostenere, avrebbero le aziende un problema nel sostenere
09:21questi investimenti ingenti che spesso e volentieri appunto sono stati finanziati da strumenti
09:26di debito privato.
09:28Pio Benetti, responsabile di investimenti per Biper Banca Cesare Ponti, grazie di averci
09:33aiutato a decrittare questo difficile momento di mercato.
09:38Grazie a voi, grazie a lei.
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