Blu notte – Misteri italiani (inizialmente Mistero in blu, poi Blu notte e dal 2010 Lucarelli racconta) è stato un programma televisivo ideato e condotto da Carlo Lucarelli.
È andato in onda in Italia dal 1998 al 2012, prima su Rai 2 e successivamente su Rai 3.
Il format del programma era basato sulla ricostruzione narrativo-documentaristica di:
delitti irrisolti, più o meno noti
casi giudiziari controversi
vicende storiche ritenute poco chiare
misteri italiani legati a terrorismo, mafia, servizi segreti e cronaca nera
Lo stile era caratterizzato dalla narrazione diretta di Lucarelli, spesso in ambientazioni suggestive e con un tono sospeso e investigativo, che contribuiva a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente.
La trasmissione è considerata uno dei programmi di approfondimento più riconoscibili della televisione italiana dedicati ai misteri e alla storia oscura del Paese.
#BluNotte #MisteriItaliani #CarloLucarelli #TrueCrime
#DelittiIrrisolti #CronacaNera #StoriaOscura
#Inchieste #DocuSerie #CrimeStories #misteri
#Investigazione #AnniDiPiombo #Mafia #Terrorismo
È andato in onda in Italia dal 1998 al 2012, prima su Rai 2 e successivamente su Rai 3.
Il format del programma era basato sulla ricostruzione narrativo-documentaristica di:
delitti irrisolti, più o meno noti
casi giudiziari controversi
vicende storiche ritenute poco chiare
misteri italiani legati a terrorismo, mafia, servizi segreti e cronaca nera
Lo stile era caratterizzato dalla narrazione diretta di Lucarelli, spesso in ambientazioni suggestive e con un tono sospeso e investigativo, che contribuiva a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente.
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Categoria
😹
DivertentiTrascrizione
00:27Musica
00:46Se fosse un romanzo giallo, il caso che raccontiamo questa sera sarebbe un romanzo di Patricia
00:51Highsmith o di Cornel Woolrich, un noir, una di quelle storie in cui una persona tranquilla
00:57viene improvvisamente travolta da un destino che sta nascosto in agguato e che balza fuori,
01:02pronto a sconvolgere un'intera esistenza. Il nostro protagonista è una persona tranquilla,
01:07è un impiegato, un impiegato modello, una persona pacifica come ce ne sono tante, colta,
01:12sensibile, che improvvisamente si trova ad essere protagonista di un giallo e protagonista
01:17nel modo peggiore. Perché? Come? Cos'è successo a Maxi Orio? Ecco, cominciamo proprio da quel
01:25giorno, mercoledì 19 marzo 1997 a Rimini e cominciamo da lui, Massimo Iorio, Max per
01:33gli amici. Max ha 38 anni e da 6 fa l'impiegato al comune di Rimini, ufficio informazioni proprio
01:40nel cuore della città. Non è un impiegato come gli altri, Max, è un impiegato modello,
01:45è la persona che tutti vorremmo vedere davanti allo sportello di un ufficio comunale. Ce ne
01:55non è un impiegato, è un impiegato, è un impiegato, è un impiegato, è un impiegato.
01:59Massimo ha dato un grosso apporto all'apertura di questo ufficio, un lavoro che ti devi costruire
02:05momento per momento, devi far fronte ai bisogni della gente e chi aveva bisogno veniva qui,
02:12se c'era Massimo comunque beccava lui di solito. Le persone più indigenti o i ragazzi
02:19persi o coloro che avevano bisogno o dell'ostello o di tornare a casa, comunque trovavano un
02:24buon referente in Massimo. Aveva una sensibilità eccezionale, lui sentiva la gente, vedeva se
02:37una persona aveva dei problemi, quindi bastava che un cittadino o una persona che lui vedeva
02:44per la prima volta venisse qui, avesse bisogno di aiuto un attimo anche particolare, lui non
02:49ha esitato una volta a tirar fuori dei soldi ad una cittadina mai vista, mai conosciuta
02:53qui di passaggio, perché aveva fame, aveva bisogno. Quello che si notava molto bene e ne
03:00abbiamo parlato tante volte insieme era questo suo male di vivere, cioè non accettava la società
03:13così com'era, questo porsi per arrivare, ecco lui queste cose non le accettava. Non solo un impiegato
03:23modello Max, è anche privatamente una persona splendida. Max è colto, ama moltissimo il cinema
03:29e il teatro e ama la musica. Nel suo stereo, che è sempre acceso quando è in casa, passa
03:35di tutto, dalla musica classica alla tecno di tendenza. Max legge molto e di tutto, libri
03:42di ogni genere, Jack Kerouac, Ernest Hemingway, Herman Ness, Nietzsche, qualunque cosa, anche
03:48i classici di avventura e di amore. Quel giorno, quel mercoledì 19 marzo, stava leggendo
03:52via col vento. Max ama gli animali, ha tre pesciolini che tiene in una boccia sopra il
03:59figurifero e che accudisce con una cura quasi maniacale. Max è sensibile, piacevole e simpatico.
04:05A casa sua, in vicolo Santa Chiara, proprio nel cuore della vecchia Rimini, gli amici vengono
04:10e vanno a tutte le ore del giorno e della notte. Max è omosessuale, ma vive la propria omosessualità
04:16con perfetto equilibrio, con tranquilla discrezione, tanto che le amiche e le colleghe di lavoro non
04:21lo sanno che Max è omosessuale, ma non perché glielo nasconda, semplicemente perché non
04:25ne parla. Il non sapere, noi colleghi, che abbiamo lavorato a fianco a fianco, gomito
04:32gomito con lui per sei anni, il non sapere che lui era un omosessuale, ma non tanto per
04:38il fatto che lui lo fosse, ma proprio perché ci è balenato il dubbio che lui non avesse
04:44avuto fiducia nella nostra comprensione. Ecco, questo ci ha fatto molto molto male
04:49e dall'altro lato lo ammiro ancora di più, ammiro ancora di più questa persona che è
04:58stata così brava a tenere nascosto, cioè a tenere divisa la sua vita privata dalla sua
05:05vita quotidiana, lavorativa.
05:09Max vive da solo in quel piccolo appartamento al 99 di Vicolo Santa Chiara, si mantiene da
05:14solo e vive da solo dopo una convivenza di sei anni che ha interrotto due anni prima. Max
05:19vive da solo, è un single, anzi è il ritratto del single modello e come ogni single, come
05:24parecchi single italiani, torna spesso dalla mamma, con la quale ha un ottimo rapporto,
05:29rinsaldato dal fatto che la mamma recentemente ha avuto un infarto e questo fatto, questa malattia
05:34li ha avvicinati ancora di più.
05:35E lì è successo qualcosa di molto positivo per Massimo, Massimo con sua madre ha sempre
05:41avuto un rapporto diciamo conflittuale come hanno tanti ragazzi e invece durante la malattia
05:50della madre lui si è accorto di volere alla madre un bene immenso e mi disse che era molto
05:57felice, che nella disgrazia, cioè nel fatto che sua madre fosse stata male, in questa sua
06:02preoccupazione lui si era accorto che non solo lui voleva tanto bene alla madre, ma
06:06che anche la madre gliene voleva e gliel'aveva espresso, guarda Massimo in questo momento
06:12di malattia, in questo momento di bisogno mi accorgo che tu sei la persona che più mi
06:17sta vicino, che più mi aiuta, quindi lui era contentissimo in questi giorni.
06:23Quel giorno, quel mercoledì 19 marzo, Max pranza a casa della mamma, poi una telefonata verso
06:30le 15 e 30, a chi non lo sappiamo, è un appuntamento, un appuntamento per la sera, forse una cosa
06:35importante, con chi non lo sappiamo, però da quel momento la vita di Max cambia, è il
06:41destino come nei romanzi di Patricia Highsmith, il mistero che rompe all'improvviso nella vita
06:46di un uomo tranquillo, perché Max il giorno dopo, giovedì 20 marzo, fa una cosa che non
06:51ha mai fatto prima, non va al lavoro.
06:54Io la mattina avevo lavorato, dovevo poi fare anche dei verbali perché ero segretario di
07:01un concorso in quel momento e siccome ultimamente Massimo a volte tardava, pensavo che fosse in
07:10ritardo, insomma, quindi abbiamo aspettato, io e la mia collega, abbiamo aspettato fino
07:16alle 2, 2 e mezza, allora ho aspettato un altro po', fino verso le 3, 3 e mezza e poi
07:22ho telefonato a Massimo, insomma, e gli ho fatto una telefonata anche abbastanza arrabbiata,
07:26mi ha risposto alla segreteria telefonica e gli ho detto, Massimo, noi ti stavamo aspettando,
07:31insomma, se c'è qualcosa che non va, dovevi telefonare, dovevi dircelo, anche abbastanza
07:36arrabbiata, perché era successa questa cosa a sua mamma, quindi pensavamo che sua mamma
07:41avesse avuto una ricaduta ed eravamo preoccupatissime, perché lo era anche lui preoccupato per sua
07:46mamma, quindi abbiamo detto, va a finire che sua mamma sta poco bene, lui non ci ha pensato
07:51di avvisarci, però stavamo male.
07:54Il suo ex convivente, quello che è stato con lui 6 anni, fino a 2 anni prima, va a casa
07:58a cercarlo, l'ultima volta che l'ha vista è stata la sera prima, verso le 7 e mezzo, dovevano
08:04andare a teatro assieme, ma all'appuntamento Max si è presentato con un'altra persona,
08:08un ragazzo, Michele, o almeno così l'ex convivente ricorda di averlo sentito chiamare, e poi Max
08:14se ne è andato con Michele. Prima di andare a casa sua a cercarlo, l'ex convivente chiama
08:20una comune amica e gli chiede notizie di Max, ma no, neanche lei l'ha sentito, non l'ha
08:25sentito neanche il fratello di lei, che è andato a cercarlo quel pomeriggio in ufficio.
08:29Allora l'ex convivente va a casa di Max e nota subito che le finestre del soggiorno
08:35hanno la luce accesa, suona il campanello, ma non risponde nessuno. Allora chiama, perché
08:41a volte il campanello non funziona, ma non risponde nessuno. A questo punto l'ex convivente
08:45si preoccupa, va nel bar di fronte, il bar Vittoria, e telefona di nuovo alla comune amica
08:50e gli dice Max non risponde, sono preoccupato, adesso entro e vado a vedere. A quel punto prende
08:56una chiave che si trova nella finestra dentro il corridoio, dietro il cancello che è aperto
09:00ed entra. Fabio sale, apre la porta ed entra nell'appartamento di Max. Nel soggiorno non
09:12c'è niente di particolare, niente di allarmante. I resti della cena, una bottiglia d'acqua,
09:17dei bicchieri, posaceni ripieni, niente di strano insomma, è il solito disordine da single.
09:22Invece no, perché qualcosa di strano c'è. In soggiorno manca lo stereo. C'è solo il
09:29mobiletto con le ante di vetro, vuoto. Fabio pensa ad un furto, si preoccupa, va in camera
09:34da letto e anche lì vede qualcosa di strano. A terra, tra il letto e l'armadio, c'è un
09:38mucchio di vestiti sotto un tavolino capovolto e con una gamba rotta, un disordine pazzesco
09:42che dà alla stanza un aspetto allucinante. Sul letto c'è la boccia che conteneva i pesciolini
09:47rossi, rovesciata. Scosta la coperta allora, pensando che Max sia lì a letto, ma Max non
09:52c'è. È sparito. Dov'è Max? Dov'è finito? Fabio cerca di riflettere, solleva il tavolino,
09:59sposta i vestiti e tocca qualcosa, qualcosa di freddo, qualcosa di gelido. La mano di Max.
10:04Qui il nostro caso si complica, si ora l'assurdo, diventa ghiacciante come un film del terrore.
10:10Max è morto, qualcuno lo ha ucciso e lo ha colpito con sei pugnalate, sei coltellate violentissime
10:15che lo hanno passato da parte a parte sfondandogli lo sterno e affondando la lama anche per 15
10:20centimetri. Non solo, prima di ucciderlo qualcuno lo ha picchiato perché Max ha dei
10:26lividi sul volto, ha un lividi sul costato e neanche uno più esteso e più profondo dietro
10:31la nuca. E non è tutto, c'è dell'altro. Perché sotto quel mucchio di vestiti che lo
10:36ricopre, sotto quel mucchio di panni, Max è vestito da donna ed è vestito in un modo strano,
10:43un modo brutto. Ha le scarpe col tacco calzate soltanto per metà, ha una calzamaglia blu
10:50che gli arriva soltanto sotto ai fianchi, ha una maglietta e poi ha un giacchetto a fiori.
10:56Accanto a lui, per terra, vicino alla testa, c'è una parrucca castana e poi attorno alla
11:00vita ha una cintura di cuoio marrone che non serve a niente, che non tiene su niente.
11:04Perché? Max era omosessuale ma non era un travestito, non c'entra niente questo. Max
11:10non si sarebbe vestito così. Max si vestiva da uomo e anche con un certo gusto. E allora
11:14perché? E non è tutto, c'è un altro mistero. Ci sono i pesciolini, quei tre pesci che tenevano
11:21una boccia sopra il frigorifero. Anche i pesci sono stati uccisi, strappati, sventrati, con
11:27una furia incomprensibile che ne ha gettati due sul pavimento della camera da letto e uno
11:33in cucina. Perché? Com'è possibile che un impiegato modello del comune, una persona tranquilla,
11:38sensibile e colta, sparisca all'improvviso e venga ritrovata uccisa da sei coltellate,
11:43travestita da donna e immersa in una pozza d'acqua con due pesciolini morti. Ma ci sono
11:49altri misteri. Dall'appartamento di Max, lo sappiamo, è sparito allo stereo, strappato
11:54a forza dal mobiletto che è rimasto vuoto con le ante di vetro. È sparita anche la macchina
11:59di Max, una vecchia polo bianca, un po' scassata, che viene vista la sera dopo, il 21, girare
12:05con i fari spenti e poi viene ritrovata quattro giorni dopo, vicino a un campo nomadi, fuori
12:10città. C'è un'altra cosa, c'è una sveglietta quadrata che Max teneva accanto a letto. La
12:17sveglia viene ritrovata lì sul luogo del delitto, è saltata via la pila e le lancette
12:21sono ferme e indicano le 3.40. Potrebbe essere importante, potrebbe essere l'ora del delitto,
12:27può essere che durante la collotazione la sveglia è caduta e si è fermata. E invece
12:31no, perché c'è un ragazzo nell'appartamento di fronte che quella sera è in casa a guardare
12:36la partita. Ora il ragazzo verso le 22.40 si affaccia alla finestra dell'appartamento
12:42e vede qualcuno che non è Max, perché è di corporatura diversa, uscire di corsa dall'appartamento
12:47di Max con qualcosa di voluminoso tra le braccia, forse lo stereo, caricarlo sulla polo e poi
12:53partire sgommando. A quell'ora probabilmente Max è già morto. Lo stesso ragazzo, quello
13:06della partita, si affaccia altre due volte verso l'appartamento di Max. La mattina dopo
13:11verso le 5, quando nota che il cancello è chiuso e poi il pomeriggio verso le 3, quando
13:17invece il cancello è aperto. Ora c'è qualcuno che entra e esce dall'appartamento di Max
13:22quando Max è già morto. Non quadra. Una macchina che continua a girare anche quando
13:27dovrebbe essere stata già abbandonata da un pezzo. Cancelli che si aprono e si chiudono
13:32da soli. Una sveglia che continua a segnare le ore anche dopo che ha perso la pila. Questa
13:37roba da fantasmi, roba da film dell'orrore. Allora cambiamo. Trasformiamo questo racconto
13:43gotico in un romanzo di Patricia Cornwell, quella scrittrice che affida i propri intrecci
13:48alle certezze del medico legale. Il medico legale nel nostro caso è il professor De Fazio
13:53che conduce l'autopsia assieme ad alcuni colleghi. Cosa dice il professor De Fazio? Il professore,
14:01il medico legale, dice che Max è morto nella notte tra il 19 e il 20 marzo. Ora aiutiamo
14:08il medico legale. Cerchiamo di fissare meglio l'ora della morte. L'ultima persona ad aver
14:14visto vivo Max è il barista del bar Vittoria che l'ha visto alle 22.30 quando Max è entrato
14:20per comprare alcuni dolci. Il ragazzo dell'appartamento di fronte invece ha visto l'auto scappare via
14:28sgommando verso le 22.40. Possiamo presumere con un certo margine di probabilità che Max
14:35sia stato ucciso proprio in quel lasso di tempo. Quei 10 minuti che vanno tra le 22.30
14:39e le 22.40. Ancora, il medico legale stabilisce che prima di essere stato ucciso Max è stato
14:46picchiato. Ci sono dei lividi sul volto, sulla fronte, vicino al naso. C'è una lunga escoriazione
14:52sul fianco sinistro e c'è un ematoma molto esteso dietro la nuca. Non ci sono altri segni
14:57di lotta. Non ci sono quelle ferite classiche, le ferite da difesa, per esempio sulle braccia.
15:02Soltanto quei lividi e quelle sei coltellate. Cos'è successo esattamente in vicolo Santa
15:07Chiara al numero 99? Andiamo sul luogo del delitto assieme a un commissario della scientifica,
15:13Assilio Bozzi, e cerchiamo di capirci qualcosa.
15:19Abbiamo cercato di ricostruire più fedelmente possibile l'appartamento di Maxi Olio. Qui ci
15:24troviamo in una stanza che è molto simile a quella che era la sua cucina. Ora tu sei entrato
15:3024 ore dopo la scoperta del cadavere, assieme alla scientifica, in questo appartamento per
15:34il sopralluogo tecnico. Secondo te cosa può essere successo?
15:38Guarda, le premesse dell'omicidio nascono in questa parte dell'appartamento, in questa
15:42zona dell'appartamento e in modo più specifico in questa zona della cucina. I due si fronteggiano,
15:48parlano, scoppia un diverbio, probabilmente anche si insultano. A questo punto l'aggressore
15:53vuole umiliare, vuole irritare e forse anche minacciare Maxi Olio. Lo fa in una maniera
15:58semplicissima. Infila il braccio dentro la boccia contenente i pesciolini ai quali Max
16:03era molto affezionato, cattura un pesciolino, lo scaglia sul pavimento, lo schiaccia e lo
16:10getta con disprezzo nella pattumiera. Cosa che Max non avrebbe mai fatto se fosse morto
16:18accidentemente a lui un pesciolino, di buttarlo via così brutalmente nell'appartamento?
16:22Ma a mio avviso no, avrebbe avvolto, avrebbe sicuramente serbato maggior cura. Un pesciolino,
16:26una cosa molto amata, era un regalo poi di un amico molto vicino. Quindi possiamo pensare
16:31che il pesciolino è stato buttato via e quindi forse ucciso prima dalla persona che stava
16:36con Max nell'appartamento? A mio avviso sì. E dopo cosa è successo? Maxi reagisce, reagisce
16:42e l'aggressore lo colpisce, comincia a colpirlo, certamente in questa zona, con dei pugni, questo
16:47ci viene dimostrato dalle vaste echimosi che troviamo nella parte destra del volto di
16:52Maxi Iorio, all'altezza del sopracciglio destro e sul naso. Ricorda di questo particolare,
16:58la parte destra del volto di Maxi. E dopo cosa succede? Succede che Maxi è dolorante,
17:03impaurito, terrorizzato e tenta una via di fuga, in che modo? Infilando la porta e dirigendosi
17:08verso la camera da letto. Quindi scappa da questa parte verso la camera da letto.
17:11Esatto, fa questo percorso. In seguito dall'aggressore. Qui cosa succede?
17:16Ecco, qua Maxi entra correndo, terrorizzato, ferito. Si gira un'ultima volta per guardare
17:22in faccia l'aggressore. A questo punto o cade sullo slancio o viene colpito nuovamente,
17:27piomba pesantemente sul tavolino, abbatte una gamba dello stesso, cade e sbatte violentamente
17:33il capo contro la parete e rimane qui privo di sensi. Poi cosa succede?
17:39L'assassino non può permettere che Maxi rinvenga e lo denunci. Ritorna in cucina, sceglie
17:46il coltello, ritorna in camera da letto, si china su Maxi Iorio e infligge sei violentissime
17:53coltellate. Quindi Maxi è a terra, è inerme, è inerte, è svenuto e riceve le violente
17:57coltellate. Però ci sono tre cose che non quadrano ancora, che non funzionano. Una è tutta
18:02questa confusione, tutto questo mucchio di vestiti che è stato gettato in mezzo alla stanza
18:06a comprire completamente il corpo di Max. Un altro è come è vestito Max, non si vestiva
18:11così, non in quel modo. E un altro particolare è la boccia dei pesciolini trovata sul letto.
18:16Perché? Primo motivo, può aver avuto bisogno di cercare un abbigliamento per sé, è sporco
18:22di sangue, deve copirsi nella previsione di un'uscita dall'appartamento, quindi in strada.
18:27E poi ha voluto inscenare un omicidio a scopo di rapina.
18:31E i vestiti di Max?
18:33La vestizione di Max, Carlo ti dico subito, per me è una vestizione postizia. Questo
18:37mi viene confermato da diversi elementi. Le scarpe, la calzamaglia e la cintura. Le
18:42scarpe sono calzate in malo modo. La gamba destra di Max punta decisamente verso l'armario,
18:47esattamente. La calzamaglia è indossata in maniera assolutamente tozzinata, non è possibile.
18:52E la cintura, cosa ci fa? La cintura torna alla vita di Max. Questo mi fa pensare che l'assassino
18:56abbia usato la stessa, quindi a mo' di verricello, per sollevare il corpo del povero Max.
19:02E poi vestirlo.
19:03E calzare, ecco, e agevolare la vestizione, sempre postizia.
19:07E la boccia con i pesciolini rossi?
19:08Anche questo elemento fa parte della messa in scena. L'assassino prima pugnala, poi vuole
19:13dare la sensazione di un delitto passionale, probabilmente anche lo è, ritorna in cucina,
19:22prende la boccia e riversa il contenuto della stessa sul corpo di Max.
19:30Troveremo i pesciolini e nessuna impronta sulla boccia.
19:34Perché dici questo? Non potrebbe essere avvenuto in un modo diverso.
19:38Prima ha versato il contenuto dei pesci, magari litigando, e poi ha ucciso Max con le coltellate.
19:42Penso proprio di no. Perché qua abbiamo del, ecco, uno schizzo ematico che presenta
19:48dei chiari segni di diluizione.
19:50Ho capito.
19:51E' un acquamento, per dirla, in maniera più semplice.
19:54Questo mi fa pensare, mi dà la certezza, che Max sia stato prima pugnalato e dopo
19:59sul suo corpo sia stata riversata l'acqua.
20:01Ho capito. Quindi boccia dei pesci, i vestiti, l'acqua dei pesciolini rovesciata, Max
20:06stravestito e prima ancora Max svenuto che viene colpito da queste sei coltellate
20:11violentissime. A questo punto viene da chiedersi, dov'è finito il coltello che ha ucciso Max
20:15Iorio?
20:15E' in cucina. Andiamo, richiamoci in cucina. Andiamo.
20:23Noi ritrovammo il coltello, ecco, incastrato qua nella serpentina del frigorifero.
20:29E' un coltello simile a questo, con la lama ricurva verso sinistra.
20:35Perché era così piegato?
20:36Ma per una ragione molto semplice. Pensa, cioè l'assassino aveva la necessità di portare
20:41via il coltello dall'appartamento. Quindi in che modo? Doveva spezzarlo, farne due parti
20:47e probabilmente infilarselo in tasca. Però la lama offrì più resistenza al previsto.
20:52Si piegò ma non si ruppe, non si spezzò. Ecco. E quindi l'assassino si ritrova con questa
20:58con quest'arma falciforme. E che se ne fa? Dove la mette? Non può metterla in tasca,
21:03non sotto la giacca. E quindi deve ricorrere a questo espediente, nascondere la lama.
21:08Ecco, questo era forse il modo più intelligente.
21:10Certo, infilarlo dentro il frigorifero. Non può essere diversa la spiegazione?
21:14Non può essere che la lama sia piegata, perché lui ha colpito con tanta violenza
21:18da piegare la lama?
21:20Assolutamente no. E questo ci ha dimostrato dai tramiti, che sono poi il viaggio che la
21:24lama percorre all'interno dei tessuti, quando viene proprio conficcata nel corpo
21:30della vittima.
21:31Certo, quindi le ferite erano dritte in sostanza, in parte con una lama dritta.
21:35Ci sono state delle impronte sul coltello?
21:38Sul coltello no, sono state tutte accuratamente ripulite. Come sono state ripulite, sono state
21:42cancellate tutte le tracce all'interno dell'appartamento. Tutte le tracce tranne una.
21:46Guarda, è anche molto importante. Qua la fretta e propriamente anche l'agitazione tradisce
21:51l'assassino. Questo è l'ultimo atto che lui compie prima di andare via. Quindi strappa
21:56via con violenza un elemento, più elementi dello stereo. E si ferisce. Tanto che noi ritroviamo
22:02delle gocce di sangue, qua sul ripiano del rack.
22:05Certo, quindi almeno una traccia l'assassino la lascia, il sangue.
22:09La lascia, ma non è l'unica. Ti ricordi le chimosi sulla parte destra del corpo di Max Iorio?
22:14Ecco, questo è un particolare molto importante. Tu sei destro orso, no? Prova a colpirmi con
22:19la destra.
22:19Farei così.
22:20Così.
22:20Quindi offenderesti quale parte? La mia parte sinistra.
22:23Certo.
22:24Colpisci mi con la sinistra.
22:25E colpirei infatti la parte destra.
22:27Ecco, offenderesti la mia parte destra.
22:29Quindi possiamo pensare?
22:31Che molto probabilmente l'assassino era Mancino.
22:35Nei romanzi di Patricia Cornwell c'è una donna a fare le indagini. E anche in questo
22:39caso gli investigatori sono soprattutto donne. C'è una giovane donna emiliana, il sostituto
22:45procuratore che coordina le indagini, la dottoressa Elena Vezzosi. E poi c'è una giovane
22:50donna poliziotto, solare, molto simpatica, che si chiama Maya. Lavora alla squadra mobile
22:54e lavora assieme ai colleghi della squadra mobile e agli agenti della polizia giudiziaria.
22:59Gente in gamba che sa fare le indagini. Non dimentichiamo che da quegli uffici sono uscite
23:04le soluzioni di molti casi importanti, come quello della Uno Bianca. Ora, la dottoressa
23:09Vezzosi, Maya e gli altri poliziotti scartano da subito l'ipotesi di un furto. Certo, c'è
23:16un armadio aperto e rovistato. E c'è uno stereo scomparso. Però lo stereo non ha il
23:22valore sufficiente a giustificare un omicidio di quel genere. E poi il ladro, il presunto
23:27ladro, non si è certo comportato come un topo d'appartamento. Ruba lo stereo e poi lo
23:32carica nella macchina di Max. Macchina che è dovuta andare a prendere lontano e che
23:37ha dovuto lasciare con le frecce accese, con le luci di posizione, per un lungo periodo
23:42dentro il vicolo, che è un vicolo di passaggio, che quindi è ostruito con grave
23:47rischio. E poi cosa fa questo ladro? Ripulisce tutto, le impronte, ripulisce la macchina,
23:54ripulisce il coltello, ripulisce anche la boccia dei pesciolini che ha rovesciato sul
23:58letto di Max. Non quadra, non è possibile, non è un furto. L'assassino è una persona
24:03che conosceva Max e conosceva molto bene lui e anche casa sua.
24:07Massimo era una persona in grado di vedere chi entrava, di soppesarlo benissimo e andava
24:16molto al di là di un'intuizione comune, insomma. E quindi io a queste cose così dell'occasionale,
24:24del fatto che ci credo poco. Secondo me era una persona che lui conosceva o che comunque
24:29aveva conosciuto e che gli aveva dato fondati motivi di fiducia, altrimenti in casa non lo
24:34avrebbe fatto entrare. Per un momento, un momento solo, le indagini si orientano nel
24:40mondo della prostituzione, pensano a un delitto a sfondo sessuale, c'è quel travestimento
24:44che potrebbe far pensare ad un incontro occasionale, ma non funziona, non quadra. Max non era un
24:50travestito, non frequentava quel mondo, non batteva il marciapiede. E poi la polizia, durante
24:56le perquisizioni, non trova né trucchi né cosmetici in casa di Max. Gli unici abiti femminili
25:00che trova sono quelli che addosso, che appartengono ad una sua amica che ha vissuto in quella casa
25:05un po' di tempo fa. Non quadra, non funziona, quel vestito gliel'hanno messo. Ma come? Perché
25:12il cadavere di Max, lo dicono le tracce di sangue, non è stato spostato. Le indagini
25:19comunque si concentrano su due piste. Un omicidio passionale, una persona che Max non voleva e
25:25che aveva respinto. Oppure una persona che non poteva confessare la relazione con Max.
25:30Un rapporto, insomma, iniziato o finito malissimo. Max era una persona amabile, molto sensibile,
25:36ma anche dotata di una pungente ironia. Nasce una lite, nasce una collutazione, Max viene
25:42ucciso e poi questa persona si scatena su quello che Max ha di più caro, i pesciolini
25:46rossi. Può essere. E lo stereo? Lo stereo scomparso? Un tentativo di depistaggio. Un
25:55modo per far credere ad un furto. Sì, però con la macchina di Max, quella macchina parcheggiata
25:59lontano. Oppure Max frequentava brutta gente, un brutto giro. Max, lo dicono le amiche, ultimamente
26:08era un po' diverso. Da quando aveva interrotto la sua relazione, quella vecchia relazione di
26:13sei anni, era cambiato. Massimo ultimamente stava male, male psicologicamente, molto male
26:20e si vedeva anche fisicamente. Aveva una pelle, era pieno di bugni in faccia, degli sfoghi
26:30proprio cutanei e mi diceva Carla sto male psicologicamente. E gli dicevo Massimo vatti
26:38a far aiutare, vai da uno psicologo, hai tante amiche psicologhe, io so che tu non puoi
26:42andare da loro, ma fatti consigliare da loro, fatti in qualche modo aiutare. Sì, adesso
26:46ci vado, ci vado, però ancora non si sentiva pronto. Sentiva il bisogno di fare qualcosa
26:51per questa sua situazione, per questo suo male di vivere, tra virgoletto lo chiamo così.
26:58Però che io sappia non c'era riuscito. Qualche cosa deve essere successo nella sua vita,
27:05un cambiamento ci deve essere stato. Non so quale possa essere stato questo cambiamento,
27:13però ecco sicuramente qualche cosa deve aver conosciuto persone, sentito fuori dall'ambiente
27:21che frequentava normalmente, anche secondo me fuori dalle sue amicizie, oppure deve avere
27:28sentito, visto qualche cosa che non doveva vedere.
27:30Forse aveva visto qualcosa che non doveva, o forse aveva in casa qualcosa che non voleva
27:35più. C'è una sua amica che racconta alla polizia che qualche giorno prima, preoccupato,
27:42Max le aveva detto, ho fatto una cosa che se mi va male mi ammazzano. E se fosse questa
27:46la ragione? Se avesse avuto qualcosa in casa, nascosto magari nello stereo, ed ecco perché
27:51bisognava portarlo via con tutto quel rischio. E il travestimento? Un tentativo di depistaggio,
27:57un modo per far pensare ad un incontro occasionale, quando invece l'assassina è un criminale
28:02professionista e uccide Max con quell'arma improvvisata, come quel coltello da cucina
28:06piegato come una falce, e poi fugge con la macchina di Max e se la tiene per quattro
28:10giorni. Questo non è più un romanzo di Patricia Cornwell, questo è un romanzo di John Dixon
28:16Carr, un maestro della camera chiusa. Una di quelle storie in cui sembra di avere la
28:21soluzione che quadra tutto, poi arriva un particolare, la si guarda da una prospettiva
28:24diversa e cambia tutto. Lo stereo, la macchina, il travestimento. È un caso che cambia a seconda
28:32dell'angolazione da cui lo si guarda, come la città in cui si svolge, una città molto
28:36particolare, Rimini.
29:09Questa città non è come le altre città. A pensarla così come la si pensa di solito,
29:16come la si ricorda dalle cartoline e dagli articoli sui giornali, questa è una città
29:20di mare, anzi, è la città più città di mare che ci sia. È una città di spiagge colorate,
29:25organizzate e larghissime, affollate di bambini, mamme, bagnini, studenti in vacanza, pensionati,
29:30impiegati e tedeschi, che arrostescono al sole, unti d'olio e di sabbi incandescenti. È
29:36una città di pedalò, di gelati, di prendisole e canottiere che sciamano impazziti e sudati
29:41sulle passerelle di cemento dei bagni, sui marciapiedi sabbiosi del lungomare, più indietro,
29:45sui viali interni, ad ingolfare alberghi e pensioni, negozi, ristoranti e discoteche,
29:50con una frenesia allucinata e luminosa che dura tutti i giorni e tutta la notte, come a Los
29:54Angeles, come a Las Vegas, come sulla costa della California e sembra che non debba smettere
29:59mai. Perché anche Rimini non è quello che sembra. Questa è una città che cambia a
30:10seconda del momento in cui la guardi e cambia in fretta, perché basta chiudere gli occhi
30:14per un attimo ed è già diversa, è già un'altra cosa. È una città che si gonfia, che
30:18si ingrandisce in un gioco magico di pieni e di vuoti, come dentro un caleidoscopio. L'estate
30:24è una metropoli di un milione e mezzo di abitanti. L'inverno è una cittadina di provincia
30:28di 150.000 anni. L'inverno è una città fantasma di spiagge deserte, di negozi chiusi,
30:35di pensioni serrate, di alberghi in letargo, di inverno, ma solo 5 giorni alla settimana
30:40e solo di giorno, perché le notti del fine settimana torna ad essere una metropoli,
30:45illuminata, rumorosa, intasata e frenetica.
31:01Rimini è una città con due cuori, uno in estate e uno in inverno, uno grande e uno
31:06piccolo, da paese di mare. A Rimini, vicino al porto, si attraversa un ponte costruito
31:11dai romani e si entra in un borghetto che ha un muro coperto dai soprannomi dei vecchi
31:15pescatori. A Rimini, chi è di marina centro dice mi sono trasferito a Bellaria, oppure ho
31:21sposato una di Bella Riva o di Miramare, come se fossero posti diversi, lontani, e invece sono
31:26solo cartelli lungo un viale tutto uguale di bagni, alberghi e negozi, che parlano la
31:31lingua dei turisti, lo svedese prima, poi il tedesco e adesso il russo. Ma per chi sta
31:36qui, Rimini è ancora la cittadina dei vitelloni e di Amarcord, quella di Fellini e della nebbia
31:42che fa perdere il portone di casa, quella dei vicoli stretti del centro e di quelli umidi
31:46del porto, dei moli che spariscono nel buio, dei vecchi bagnini che tirano la rete sulla
31:52spiaggia con il mare alle ginocchia e mettono il pesce sulla griglia la sera, dietro
31:56le cabine dei bagni, del faro che da 50 anni si vila sempre nello stesso modo.
32:09A Rimini, come in tutta la riviera romagnola, da Ravenna a Cattolica, basta una strada a
32:14dividere due mondi. Da una parte una campagna ancora arcaica e misteriosa e dall'altra la
32:20Las Vegas della costa est, la mecca allucinata e insonne del popolo migratore della notte, che
32:25arriva da tutta l'Italia e arriva per divertirsi qui, sulla riviera, a Rimini, in macchina,
32:30con treni e autobus speciali, affollati come tradotte, intasati sulle arterie del lungomare
32:35che pompano gente nelle bocche spalancate di più di 200 discoteche, balere, night e disco
32:40pub.
32:49Poi arriva il giorno, arriva l'inverno e tutto scompare, svanisce, assorbito dalla nebbia,
32:54come un fantasma.
32:57Ma qui non abbiamo un fantasma, abbiamo una persona in carne ed ossa capace di vibrare
33:02quelle sei violentissime coltellate e abbiamo una persona su cui sappiamo tante cose, perché
33:07da quella macchia di sangue, lasciata sul mobiletto dello stereo, possiamo ricavare
33:11il DNA, che è il codice genetico che c'è in ogni cellula e che ognuno di noi ha diverso
33:16da ogni altro individuo, come le impronte digitali.
33:19Ora il DNA di questa macchia di sangue, lasciata sull'anta del mobiletto, dice che a tagliarsi
33:24rubando lo stereo è stato una persona di sesso maschile, dell'età di circa 30 anni.
33:32Uniamo questa informazione a quell'altra segnalazione, quella dell'ex convivente di Max, che ricorda
33:38di averlo incontrato la sera del delito alle 7 e mezzo, assieme ad un ragazzo dall'età
33:43di 25-30 anni, dalla carnagione scura, dai capelli corti e ricci, l'accento meridionale
33:49e gli occhi di taglio orientale.
33:51Michele, lui ricorda di averlo sentito chiamare, ora forse Michele non è l'assassino, forse
33:57Michele se n'è andato prima che Max morisse, però allora in quel caso è molto importante
34:02perché è l'ultima persona ad aver visto Max vivo.
34:05Chi è Michele?
34:07Che faccia ha?
34:11Fabio, l'amico di Max Iorio, ricorda di aver visto Max la sera del delito, verso le 19-30
34:17in compagnia di una persona, è molto importante questo, perché questa persona che lui ricorda
34:22vagamente si chiamasse Michele, questo Michele quindi, potrebbe essere o l'ultima persona
34:27che ha visto Max vivo oppure anche l'assassino.
34:29Qualche tempo dopo Michele viene qui in questo studio davanti a questo computer con un poliziotto
34:33e fornisce i dati di quello che si ricorda della faccia di Michele.
34:38Cosa avete fatto con questi dati?
34:40Ricordo che i dati offerti dal testimone furono abbastanza precisi, tanto è vero che l'identificazione
34:47che noi costruimmo risultò abbastanza buono.
34:52Ricordo che il testimone parlò di occhi molto allungati, di tipo orientale, di una carnagione
35:00olivastra, di namenti tutto sommato regolari, un viso non molto lungo, abbastanza compresso
35:06e dei capelli molto molto corti, tanto che si pensò che si potesse trattare di un militare.
35:13Questo quindi potrebbe essere il volto di Michele, quanto è attendibile una ricostruzione
35:18di questo genere?
35:19L'attendibilità dipende sempre dalla quantità e qualità dei dati che vengono forniti dal
35:23testimone.
35:24Considero che il testimone è sempre una persona bene o male in stato di shock, quindi che ha
35:28assistito a un avvenimento traumatizzante.
35:30noi abbiamo avuto la sensazione che al testimone, a Fabio, fossero rimasti abbastanza impressi
35:37i lineamenti del fantomatico Michele, tanto che l'identikit è preciso e caratteristico.
35:45Quindi questo potrebbe essere Michele, potrebbe essere il suo volto.
35:48Col volto di Michele voi cosa avete fatto?
35:51Innanzitutto abbiamo mandato il computer a caccia delle foto segnaletiche contenute all'interno
35:55della memoria, quindi abbiamo tentato di confrontare l'identikit con i volti contenenti
36:02dei elementi fisiosomatici analoghi, di pregiudicati.
36:06Molto spesso, già a questo livello, la ricerca è fruttuosa.
36:09E in ogni caso facciamo la diffusione a livello nazionale, presso questure, commissariati
36:14e altri gabinetti di regionale di polizia scientifica.
36:17E in questo caso?
36:18E purtroppo la ricerca non dette nessun esito positivo.
36:22Quindi Michele, forse l'ultima persona che ha visto Max, forse l'assassino, per adesso
36:26resta un volto su una fotografia?
36:29Resta solamente un volto, esatto.
36:32È come avere una carta di identità con la foto e anche le impronte genetiche sotto.
36:36Impronte genetiche non digitali, ma è lo stesso.
36:39Però è come avere una carta di identità completa a cui manca il nome e l'indirizzo.
36:44La dottoressa Vezzosi e Maia lo cercano questo Michele e lo cercano con tenacia.
36:49E lo cercano tra le ultime persone che Max aveva conosciuto.
36:53Ricordate quell'inquietudine, quel male di vivere, quell'ansia che può portare anche
36:57a perdersi un po', a cui accennavano le amiche di Max.
37:00Ecco, ultimamente Max aveva avuto molte relazioni molto brevi.
37:04Aveva un rapporto molto tormentato con un ragazzo più giovane di lui.
37:08Un rapporto strano che a volte sfociava in litigi molto violenti.
37:12Aveva ospitato in casa gente strana.
37:15Tepisti estivi, così li chiamava la gente del vicinato.
37:19Ragazzi che arrivavano e venivano, come tanti ne arrivano d'estate a Rimini.
37:23Aveva ricevuto telefonate strane, gente che chiama e poi riattacca.
37:27Minacce nella segreteria telefonica.
37:29C'era stata anche una telefonata ad un'amica della madre di Max
37:33che diceva che Max era morto, investito da un camion.
37:36E poi c'era stata anche una lettera anonima
37:38che dopo la morte di Max arriva alla polizia.
37:41E che dice di sapere con certezza una pista con cui trovare l'assassino di Max.
37:49Buchi nell'acqua
37:51Maya, la giovane poliziotta, va fino a Napoli
37:54per seguire la pista dei ragazzi di passaggio, ma è un vicolo cieco.
37:57I ragazzi si rivelano soltanto essere davvero dei tempistelli estivi
38:01con un piccolissimo giro di stupefacenti.
38:04Ammettono anche di averle fatte loro le telefonate a Max
38:06soltanto per tormentarlo e per quella sera comunque hanno un alibi.
38:10Anche la pista delle telefonate mute, la persona che chiama e poi riattacca,
38:15anche quella si rivela un buco nell'acqua.
38:17Viene rintracciata una persona che confessa.
38:20È una specie di wire dell'udito, una persona che chiama Max soltanto per sentirne la voce
38:24e non lo conosce neanche, ha avuto il suo numero di telefono da un'altra persona.
38:28Anche lui ha un alibi e il fatto che abbia telefonato a Max proprio nel periodo in cui
38:32in questo è stato ucciso è soltanto una coincidenza.
38:36A proposito di coincidenze, ce n'è un'altra che riguarda il telefono.
38:40L'unica telefonata importante, l'unica telefonata che serve, è quella delle 15.30.
38:46Ricordate, Max è a casa di sua madre il giorno in cui è stato ucciso
38:50e a pranzo da sua madre si alza e telefona alle 15.30.
38:54A chi telefona?
38:56Ecco, per saperlo basterebbe fare un controllo molto semplice.
38:59Con i vecchi telefoni questo non si può fare,
39:01ma con i nuovi basterebbe guardare la centralina
39:04e vedere quali sono gli ultimi 20 numeri che sono rimasti registrati
39:08chiamati da quell'utenza telefonica.
39:12Ora, la zona in cui abita la madre di Max è passata dal vecchio sistema telefonico al nuovo,
39:18molto recentemente.
39:20Sapete in che giorno?
39:21Il 20 marzo, esattamente il giorno dopo che Max ha fatto quella telefonata.
39:26Peccato, perché le frequentazioni di Max sono molto importanti.
39:30Era una persona socievole, capace di essere al centro di relazioni,
39:34di amicizie, di persone che non si conoscevano tra loro.
39:37Questa è un po' la caratteristica di Rimini.
39:39Rimini è un porto di mare e le discoteche sono le sue navi.
39:42Tra le tante che Max frequentava ce n'è una, i classic.
39:46Paola De Martis ha intervistato per noi il proprietario, Paolo Dettoni.
40:08Ma il classic dopo dieci anni è un po' il feudo gay.
40:15La più grossa è il più grosso circolo arci che c'è in Europa.
40:20Perciò dopo dieci anni penso che si sia consolidato come un feudo appunto dell'omosessualità italiana ed europea.
40:30La Rimini trasgressiva, la Rimini che fa tendenza, come vive l'omosessualità?
40:36Ma, bene, diciamo che ci sono dei locali etero che vivono con l'allegria dei gay e viceversa.
40:48L'omosessualità viene vissuta in una maniera forse diversa da altre città italiane.
40:54In una maniera molto più simpatica.
40:56Non dico al 100% accettata, ma un buon 80%.
41:01E allora come mai si può trovare anche qui a Rimini molta resistenza a parlare dell'omosessualità?
41:08La resistenza da parte del mondo etero, questa è una cosa possibile,
41:14perché tutti quanti cercano di non affrontare il problema.
41:19E reticenza per quanto riguarda il mondo gay, questo no, questa è una cosa non buona.
41:24Cioè tutti quanti dovrebbero cercare di poter non avere nessuna omertà, avere un po' più di coraggio.
41:30Ci sono dei delitti che vengono magari non resi trasparenti,
41:37proprio perché c'è gente che sa e non parla.
41:41C'è ancora una vergogna che ci sarà per tanto tempo ancora, questo è logico.
41:45In Italia siamo tutti quanti la tillover, no?
41:54Se fosse un giallo a questo punto ci sarebbe il momento delle ipotesi.
41:58Vediamole allora con le certezze che abbiamo.
42:00Quella sera di mercoledì 19 marzo, Max è in casa con una persona di cui si fida.
42:06È una persona di sesso maschile, di una trentina d'anni, forse mancino.
42:11Chiamiamolo anche noi Michele per comodità.
42:13Max e Michele sono arrivati in quell'appartamento in via Santa Chiara con l'auto di Max,
42:17perché poi è con quella che il nostro Michele dovrà andarsene dopo l'omicidio.
42:22Sono da soli in casa, parlano, bevono soprattutto,
42:26quel whisky delle grandi occasioni che Max tirava fuori soltanto per gli incontri importanti.
42:30Non hanno rapporti sessuali, è l'autopsia a dirlo.
42:34Verso le 22.30 Max esce e va a comprare dei dolci al bar Vittoria.
42:39Poi però succede qualcosa.
42:42La persona che è con lui, il nostro Michele, potrebbe essere lì per una relazione sessuale.
42:48Però qualcosa va male.
42:49Max non vuole fare qualcosa.
42:51Oppure lui, Michele, a tirarsi indietro.
42:53Nasce una lite.
42:55Max risponde con quel suo tono tagliente.
42:57E lui, Michele, se la prende con i pesciolini rossi di Max.
43:00Ne prende uno.
43:01Lo uccide, lo butta per terra, lo calpesta e lo butta nella pattumiera.
43:05A quel punto Max reagisce.
43:07Scatta.
43:07L'uomo lo prende a pugni.
43:09Michele lo insegue fino alla camera da letto.
43:11Max cade, batte la testa e sviene.
43:14Ecco.
43:15A questo punto scatta, nella mente di Michele, la necessità, la certezza di dover fare qualche cosa.
43:23Si sente perduto.
43:24Probabilmente in una strana posizione per cui non può confessare quella strana relazione con Max.
43:29Magari è sposato.
43:30Magari è una persona di una certa posizione.
43:33Teme che Max, riprendendo i sensi, si arrabbi e lo denunci.
43:36E allora che cosa fa?
43:37Va in cucina.
43:39Prende quel coltello, torna in camera di Max e lo uccide.
43:43E poi fa alcune cose.
43:45Alcune cose da conoscitore di gialli, si potrebbe dire.
43:48Ripulisce tutte le impronte.
43:50Le impronte sul coltello.
43:52Le impronte sulla macchina, quando se ne va.
43:54Ripulisce tutto.
43:55Anche le impronte sulla boccia dei pesciolini rossi.
43:57E poi depista.
43:59Fruga nell'armadio alla ricerca di abiti femminili, con cui travestire Max.
44:03E per farlo si aiuta con quella cintura.
44:05Quella cintura che gli lega attorno al corpo,
44:07per poterlo sollevare più agevolmente.
44:09E riuscire a travestirlo senza cancellare le tracce di sangue.
44:12Poi fa un'altra cosa ancora.
44:14Prende il coltello, il coltello con cui lo ha ucciso,
44:17e cerca di piegarlo, per trasportarlo meglio, per portarlo via.
44:20Ma non ci riesce.
44:21E quindi lo abbandona.
44:23E poi fa un'altra cosa.
44:25Un'altra cosa ancora.
44:25Questa è davvero intenditore di gialli.
44:27Vi ricordate quella sveglietta?
44:29Quella sveglietta che segnava le 3.40?
44:32Ecco, forse, forse, lui prende quella sveglia,
44:35segna le 3.40, segna l'ora in cui lui ha un alibi perfetto,
44:39e ne sfila la pila, lasciando che lei segni per sempre quell'ora lì.
44:45Però qualcosa di stupido lo compie.
44:48Qualcosa di inutile.
44:49Ruba lo stereo, correndo tutto quel rischio.
44:52Certo, quello è l'unico modo per far pensare ad un incontro occasionale con un balordo,
44:56mentre invece lui, Max, lo conosce bene.
44:59A quel punto è costretto anche a portarsi via la macchina
45:03e la nasconde in un luogo sicuro per ripulirla.
45:06Ma il luogo non è sicuro.
45:07È costretto a spostarla, ecco perché la vedono.
45:08Poi finisce di ripulirla e la abbandona.
45:12Probabilmente fa anche qualcos'altro.
45:15Probabilmente ha la possibilità di entrare e uscire,
45:17grazie a quelle chiavi, dalla casa di Max.
45:19Per cui lo fa, entra ed esce,
45:21per cercare qualcosa, per cancellare qualche impronta,
45:23cercare qualcosa che ha dimenticato.
45:25E l'ultima volta che esce, dimentica il cancello aperto.
45:30Può essere.
45:32Ma facciamo anche un'altra ipotesi.
45:34Un'ipotesi diversa.
45:36Michele è un brutto tipo, un criminale, uno spacciatore.
45:39Max è rimasto coinvolto in qualcosa di sporco,
45:42magari involontariamente.
45:43Forse solo per fare un piacere a qualcuno.
45:45Comunque ha qualcosa nello stereo.
45:47E quella sera si sono incontrati proprio per discutere di questo.
45:51Qualcosa però va storto.
45:53Max fa marcia indietro, magari.
45:55Non vuole più tenersi quelle cose nello stereo.
45:58Magari minaccia di denunciare Michele.
45:59E allora Michele reagisce.
46:01Gli fa vedere quello che gli succederebbe.
46:03Prende un pesciolino, lo uccide, lo calpesta e lo butta dentro la patumiera.
46:07Max reagisce.
46:08E da lì continua tutto il resto, come da copione.
46:11La lite, i pugni, le coltellate.
46:14E poi tutto il depistaggio per far pensare a un'altra cosa.
46:17Il travestimento.
46:18La boccia con i pesciolini rossi, tirata addosso a Max per far pensare ad un'altra cosa.
46:23Un delitto passionale, per esempio.
46:25E poi tutti gli altri depistaggi.
46:27Il coltello, la sveglietta, le impronte.
46:30Ma soprattutto quello stereo da portare via.
46:33Quello stereo che non si può lasciare lì.
46:35Che non si può smontare lì per lì.
46:37E che non si può assolutamente lasciare in quella stanza.
46:39Perché poi i cani fiuterebbero quello che c'era nascosto dentro.
46:43Può essere.
46:45Può essere tutto.
46:46Sono ipotesi che reggono.
46:47Ma sono ipotesi a cui mancano ancora due cose, due elementi.
46:50Una seconda persona.
46:52Quella persona che sicuramente va a prendere il nostro Michele
46:55quando abbandona la macchina fuori città, vicino al campo nomadi.
46:58Dov'è quella persona? Chi è?
47:00E poi naturalmente manca il nostro Michele.
47:03Questa persona di sesso maschile, sui 30 anni, forse mancina,
47:07che ha lasciato un segno indelebile sul mobiletto dello stereo.
47:10Che ha lasciato la firma, il DNA.
47:13Ecco, se fosse un giallo a questo punto ci sarebbe il nome di qualcuno.
47:18Ci sarebbe una persona da inchiodare con quella prova del DNA.
47:21Però qui siamo nella realtà.
47:22Le indagini sono sempre molto più difficili nella realtà che nei gialli.
47:25E chi è Michele, per adesso, non lo sappiamo.
47:29Appuntamento a martedì prossimo, alla stessa ora, su Rai 2.
47:33Per un nuovo mistero.
47:42A presto.
47:43A presto.
47:43A presto.
47:57Grazie a tutti.
48:31Grazie a tutti.
48:44Grazie a tutti.
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