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  • 2 giorni fa
A Malaga, la nuova Monster 2026 riscopre l’anima più autentica della naked Ducati: leggera, intuitiva e costruita attorno a un V2 elastico da 890 cc. Su strada conquista per facilità e precisione, unendo elettronica intelligente e ciclistica equilibrata in una moto pensata per far tornare centrale il puro piacere di guida. La Ducati Monster 2026 rappresenta un passaggio delicato per un nome che ha definito il concetto stesso di naked sportiva italiana. L’obiettivo non è rivoluzionare, ma ritrovare il senso originario del progetto: una moto leggera, concreta, pensata per la strada vera. Il nuovo V2 da 890 cc è il fulcro di questa evoluzione: 111 cavalli e 91,1 Nm gestiti con un’erogazione elastica e progressiva, grazie anche alla distribuzione a fasatura variabile Ivt. Più che stupire con numeri assoluti, il bicilindrico punta sulla fruibilità, con oltre l’80% della coppia disponibile tra 4.000 e 10.000 giri e intervalli di manutenzione allungati fino a 45.000 km per il controllo del gioco valvole. Su strada la Monster convince per immediatezza. La posizione di guida è naturale, con manubrio largo e rialzato, sella a 815 mm ben sagomata e una triangolazione che mette a proprio agio anche chi non ha grande esperienza. I 175 kg a secco si sentono nelle manovre e nei cambi di direzione, dove la moto risponde con agilità ma senza nervosismi. Nel misto è rapida nella discesa in piega e stabile in percorrenza, sostenuta da una ciclistica solida con telaio monoscocca in alluminio e componentistica Brembo efficace e modulabile. Le sospensioni Showa privilegiano la precisione, pur rinunciando alla regolazione idraulica della forcella: una scelta che semplifica l’utilizzo ma può far discutere i più esigenti. L’elettronica è completa ma finalmente intuitiva: quattro Power Mode (Sport, Road, Urban e Wet), Abs cornering, traction e wheelie control, engine brake control e quickshifter 2.0 lavorano in modo coerente, adattando davvero il carattere della moto ai diversi contesti. Il nuovo Tft da 5” con joystick rende la gestione immediata, evitando complicazioni inutili. Il design resta riconoscibile senza cadere nella nostalgia, con proporzioni compatte, il classico serbatoio a “dorso di bisonte” e dettagli che richiamano Borgo Panigale. Monster e Monster+ condividono la stessa base tecnica, differenziandosi per cupolino e cover sella. Il prezzo di 12.890 euro per la Monster e 13.290 euro per la Monster+ resta premium, in linea con il marchio. Ma la direzione è chiara: rendere la Monster più utilizzabile, più accessibile e meno intimidatoria, senza snaturarne l’identità.

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Sport
Trascrizione
00:00Ducati ha fatto una scelta che va controcorrente. La nuova Ducati Monster V2 è più moderna e più
00:06accessibile, ma resta fedele alla sua essenza. Sigla!
00:19Ducati Monster non è una moto che deve dimostrare qualcosa, è una moto che da oltre 30 anni esiste
00:25con un senso preciso. Con oltre 380.000 modelli venduti è uno dei rari casi che è riuscito
00:32a creare con un modello una comunità globale, i Monsteristi. Nel 2026 Ducati affronta una
00:39delle sfide più difficili, rimettere mano ad uno dei suoi modelli più iconici senza snaturarlo.
00:45E lo fa con una scelta molto chiara, riportare la Monster alla sua essenza modernizzandola.
00:50Niente estremismi, niente effetti speciali. Semplicemente una naked pensata per mettere
00:56tutti, ma proprio tutti, a proprio agio.
01:01Nel motociclismo moderno tutto tende all'estremo. Ducati fa consapevolmente la scelta opposta,
01:09restare normale. Questa Monster non nasce come una versione addomesticata di una sportiva,
01:15ma come un progetto autonomo. È la quinta generazione e Ducati decide di sintetizzare
01:2130 anni di storia, mantenere l'agilità della quarta generazione e riprendere l'identità
01:28delle prime serie di Monster.
01:35Esteticamente la Monster è immediatamente riconoscibile, ma non guarda il passato con
01:39nostalgia. Il serbatoio torna protagonista col classico dorso di Bisonte, ma che in questo
01:45caso è più scolpito per favorire anche le manovre.
01:48Ma il vero lavoro è stato effettuato sull'ergonomia. La sella adesso è più snella e più bassa,
01:54alta 815 mm da terra, con possibilità di inserire kit ribassato. Il manubrio è stato
02:01leggermente ruotato ed alzato e la posizione di guida è sportiva, ma accessibile. È una
02:08moto che mette proprio tutti a proprio agio ed è la motivazione per cui è stata tanto amata
02:14anche dalle motocicliste. Una piccola curiosità. Sulla protezione laterale del motore ci sono
02:20dei numeri che rappresentano le coordinate di Borgo Panigale, un piccolo dettaglio discreto
02:27che celebra le origini di Monster e il legame col cuore Ducati.
02:33Il cuore della nuova Ducati Monster è il nuovo V2 da 890 cm3. Non è un testa stretta e voluto,
02:43ma neanche un motore tagliato da qualcosa di più estremo. È un motore nato da zero e pensato
02:49per la strada. 111 cavalli e 91 Nm di coppia sono dati importanti, ma il dato chiave è che già
02:57l'80% della potenza è disponibile dai 4.000 giri. La fasatura variabile rende l'erogazione fluida,
03:05prevedibile e mai scorbutica. È un motore che non mette in difficoltà, ma che sa divertire quando
03:11si ha il vero ritmo. E poi c'è un dato che conta tantissimo nella vita reale, controllo
03:15gioco valvole ogni 45.000 km. Prova che questa Ducati non è impegnativa, ma è una Ducati
03:23da utilizzare tutti i giorni.
03:29La nuova Monster pesa 175 kg a secco e non è solo un numero sulla carta, ma una sensazione
03:36che si percepisce subito. Il telaio monoscop in alluminio utilizza il motore come elemento
03:41stressato, riducendo pesi e ingombri. Il forcellone di braccio, ispirato alla panicale V4, garantisce
03:48precisione e stabilità. Le sostensioni Showa non cercano l'estremo, assorbono bene le asperità
03:55e offrono sostegno quando è necessario. All'anteriore non c'è la regolazione idraulica di serie, ma
04:00il suo tatto è centrato e coerente con la filosofia del progetto. La frenata Brembo è potente,
04:07ma modulabile e mai aggressiva. È una moto che invita a guidare e non intimorisce. Fin
04:12qui la Monster su carta. Numeri e tecnica contano, ma per capire davvero come va la nuova Ducati
04:19Monster V2, dobbiamo guidarla. Andiamo!
04:29Nei primi metri la Monster mette subito a proprio agio. La confidenza è immediata e nasce da
04:34una posizione di guida riuscita. Il manubrio largo, rialzato e leggermente avanzato permette
04:40di caricare naturalmente l'avantreno, mentre la sella bassa e stretta nei fianchi facilita
04:45l'appoggio a terra e rende ogni manovra semplice, anche da fermo. Ci si sente subito
04:51dentro la moto, non sopra. In città si muove con naturalezza. Alle basse velocità è prevedibile,
04:59stabile e mai impacciata. Lo sterzo è fluido, l'equilibrio generale trasmette sicurezza
05:05e il peso contenuto aiuta nei cambi di direzione e nelle manovre strette. Anche nel traffico
05:10più caotico, la Monster resta gestibile, senza inerzia e senza reazioni inattese.
05:16Quando la strada si apre, emerge il suo lato più dinamico. L'inserimento in curva è spontaneo,
05:22la discesa impiega progressiva. La traiettoria si chiude con precisione e la moto resta composta
05:28in percorrenza, trasmettendo fiducia anche aumentando l'andatura. Non tende a cadere verso
05:35il punto di corda e sempre il pilota a decidere dove farla andare. Nel misto stretto l'agilità
05:41è uno dei suoi punti forti. I cambi di direzione sono rapidi, la risposta ai comandi immediata
05:46e il feeling sull'avantreno rimane costante. Le sospensioni Showa, sostenute ma ben controllate,
05:53mantengono l'assetto equilibrato. In frenata non affondano eccessivamente e quando il ritmo
06:01sale, tengono la moto composta e precisa. Sui dossi si percepiscono un po' rigide,
06:07segno di un setting che privilegia la precisione rispetto al comfort assoluto.
06:12Il nuovo V2 è il vero protagonista dell'esperienza di guida. La risposta al gas è sempre fluida
06:18e progressiva, senza strappi. La coppia è presente già ai medi regimi e accompagna l'accelerazione
06:24con continuità, prendendo la guida facile e intuitiva. È un motore che non mette in difficoltà,
06:30ma invita a spingere con naturalezza, tanto che il confine tra andatura allegra e ritmo
06:35sostenuto si sughera quasi senza accorgersene. I power mode cambiano davvero il carattere
06:41della moto. In sport la risposta è più pronta e diretta, con un'erogazione più vivace
06:46e meno filtrata. Road è il compromesso ideale per l'uso quotidiano, equilibrato e completo.
06:54Urban e Wet addolciscono la risposta del gas e aumentano il supporto dei controlli elettronici,
07:00risultando rassicuranti su fondi difficili o con poco grip. In ogni modalità, il passaggio
07:07da gas chiuso a prima apertura resta sempre pulito, anche a moto inclinata.
07:12La ciclistica lavora in sintonia con l'impianto frenante di livello.
07:17All'anteriore troviamo le pinze Brembo abbinate a dischi da 320 mm, una combinazione che garantisce
07:24una frenata potente ma sempre modulabile. Il feeling alla leva è preciso, facile da
07:30gestire anche nella guida quotidiana. Il freno posteriore richiede solo un minimo di adattamento
07:35nella pressione, soprattutto nell'uso urbano.
07:38L'ABS Cornering interviene in modo discreto e puntuale, anche su asfalto sporco, senza risultare
07:45invasivo. Gli pneumatici di serie, i Pirelli Diablo Rosso 4, offrono un buon livello di grip
07:52e trasmettono fiducia fin dai primi chilometri. Hanno quella capacità tipica di invitare il
07:58polso a chiedere ancora un filo, senza mai mettere in crisi la stabilità generale della
08:03moto. Il cambio è fluido e preciso e il quickshifter rende le salite di marcia rapide e continue,
08:10senza interruzioni. Il sound del V2 accompagna l'andatura in modo costante, non è invadente,
08:16ma è sempre presente, ricordando che questa non è una Naked neutra, bensì una Ducati
08:21con una personalità ben definita. Alle velocità più elevate, l'aria si fa sentire sul busto,
08:27come è naturale su una Naked priva di protezione aerodinamica. L'impegno fisico aumenta leggermente,
08:33complice anche la larghezza del manubrio, ma la moto resta stabile e composta anche nei
08:38tratti più veloci. La sella ben imbottita e la postura rilassata permettono comunque di
08:43affrontare percorrenze medio-lunghe senza affaticarsi eccessivamente. Alla fine la sensazione
08:50resta costante chilometro dopo chilometro, controllo, equilibrio e facilità di utilizzo.
08:55Una Monster che si adatta al ritmo imposto dal pilota, mantenendo sempre coerenza e prevedibilità.
09:01Una guida fluida, continua, che invita a divertirsi e a giocare tra le curve con naturalezza.
09:08Il pacchetto elettronico è completo e soprattutto discreto.
09:13ABS cornering, traction control, wheelie control, engine brake control, quickshifter 2.0,
09:20tutto gestito da una Yemo a 6 assi e personalizzabile attraverso i riding mod.
09:25Il nuovo TFT da 5 pollici con joystick a petalo è intuitivo, leggibile, finalmente semplice da usare,
09:32anche se non proprio comodissimo per mani piccole. Per la prima volta sul Monster arrivano
09:37anche 4 power mode dedicate, una soluzione finora riservata alle V4 che permettono di
09:43modulare le erogazioni in modo ancora più preciso. Qui l'enettronica non è protagonista,
09:49lavora di sottofondo solo quando serve ed è esattamente così che dovrebbe essere su una naked stradale.
09:57Piace? Non piace. Piace. Motore V2 sempre leggero e sfruttabile, peso contenuto e grande facilità di guida.
10:07Ergonomia accessibile anche per piloti meno esperti e per le donne. Riesce a rinnovarsi
10:13restando fedele allo spirito originale della Monster. Non piace. Sospensione di serie non regolabile
10:21idraulicamente all'anteriore. Cupolino solo sulla versione Monster Plus. Prezzo inevitabilmente premium
10:28per una prima moto. 12.890 euro. La quinta generazione di Monster nasce da una consapevolezza
10:36rara nel motociclismo di oggi perché non tutto deve essere estremo per essere migliore. Ducati non
10:42rincorre numeri da record o vuole necessariamente impressionare. Per questo c'è altro nella sua gamma.
10:48Fa qualcosa di più difficile, ritrova l'equilibrio. Resta fedele all'idea che nel 1992 ha creato un
10:55segmento di storia, una naked essenziale ma rivista con un motore completamente nuovo e una
11:02ciclistica molto più alla portata di tutti. Che sia nella versione base Monster Plus o da 35
11:10kilowatt per patenti a due, il messaggio è chiaro. Questa è la porta d'ingresso per il mondo Ducati.
11:17Non perdete contenuti pubblicati su numerosi canali di gazzetta, web, social, carta stampata ed
11:23anche tv. Rubrica Guida con noi sulla 7 una volta al mese prima del TG delle 13.30. Noi ci
11:31vediamo al prossimo test.
11:36Grazie per la visione!
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