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  • 4 mesi fa
Mentre si continua a discutere su "educazione sessuale a scuola sì o no?", c'è un dato allarmante che arriva dall'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità: aumentano in maniera significativa le diagnosi di HIV e AIDS. A detenere il primato in Italia è Roma con numeri che superano di gran lunga la media delle altre città italiane.

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Trascrizione
00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30I temi più importanti di questo mercoledì 26 novembre 2025.
00:35Allora, mentre si continua a discutere all'impazzata su educazione sessuale a scuola, sì o no?
00:42Dobbiamo insegnare ai ragazzi come approcciarsi all'affettività, al sesso in casa?
00:47Dobbiamo lasciare che facciano da soli?
00:50Cosa dobbiamo fare?
00:51Insomma, si discute tantissimo sul famoso decreto Valditara.
00:56Chi ci ha seguito ieri forse ricorderà che ne abbiamo parlato in maniera approfondita durante la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
01:04Oggi invece parliamo di un altro tema che è però legato come sempre alla sfera sessuale, alla sfera affettiva.
01:11Qualche numero, in Italia e in particolar modo a Roma negli ultimi anni c'è stato un vero e proprio incremento di diagnosi di HIV e AIDS.
01:22Ancora ritorniamo un po' indietro di qualche settimana.
01:25Probabilmente ricorderete la puntata nella quale abbiamo parlato del boom di infezioni sessuali nella capitale in compagnia di un sessuologo.
01:34Oggi torniamo a parlare di un argomento che potrebbe sembrare uguale ma in realtà non lo è e che vorremmo guardare soprattutto dal punto di vista ancora una volta dei giovani.
01:44Sì perché questo vero e proprio boom di nuove diagnosi purtroppo coinvolge sempre più giovanissimi, sempre fasce d'età davvero molto giovani, quasi praticamente adolescenti.
01:57Come sempre voglio elencarvi qualche numero prima di presentarvi la nostra prima ospite.
02:01Nel 2024 nella nostra regione, nel Lazio, si sono contate 361 nuove diagnosi con un aumento del 4% rispetto all'anno precedente, il 2023.
02:13Sono 331 le diagnosi che riguardano i residenti del Lazio ma ancora più nel dettaglio emerge come Roma sia una delle città con l'incidenza più alta per HIV e AIDS.
02:24Rispettivamente con 6,3 casi ogni 100.000 abitanti e circa 1,5 casi per quanto riguarda l'AIDS ogni 100.000 abitanti.
02:35Un incremento significativo che sta a indicare come le nuove generazioni probabilmente non conoscano i pericoli che si incorrano,
02:45i pericoli nel quali potrebbero incappare avendo rapporti sessuali non protetti.
02:51Noi ne parliamo oggi con la dottoressa Marta Giuliani che ringrazio e saluto.
02:57Buongiorno dottoressa.
02:59Buongiorno, buongiorno a voi, bentrovati.
03:02Grazie per essere in nostra compagnia.
03:04Allora noi non vorremmo parlare più di tanto di numeri ma in realtà di un tema che riguarda ovviamente di più la sfera diciamo psicologica.
03:12Lei è una psicologa, psicoterapeuta e anche sessuologa e mi corregga se sbaglio lei ha redatto le linee guida delle materie che riguardano l'educazione sesso-affettiva nelle scuole medie e superiori.
03:27È così?
03:27Esattamente, presentate al Senato lo scorso anno e poi abbiamo da poco proprio in occasione del dibattito pubblico che c'è fatto un convegno sempre al Senato il 10 novembre su questo tema e su questi argomenti.
03:45Ecco, sul tema dell'educazione sesso-affettiva nelle scuole ci arriviamo tra pochissime, però prima io vorrei concentrarmi un po' sul fatto che a riguardare purtroppo, e lo diciamo con una certa preoccupazione, con una certa ansia, queste diagnosi ci sono soprattutto le nuove generazioni.
04:03Cioè sempre più giovani, anche giovanissimi, contraggono HIV o magari negli anni successivi anche AIDS.
04:10Io vado con una domanda molto diretta. Questi giovani di oggi non hanno percezione del pericolo? È come se, insomma, non dico si sentissero immortali, però è come se nella loro testa scattasse il pensiero del tipo, tanto a me non può succedere.
04:27Allora, tendenzialmente questa è un po' una caratteristica degli adolescenti, cioè la percezione del pericolo, parla da sé, fa un po' parte delle caratteristiche tipiche dello sviluppo evolutivo dei ragazzi.
04:40Proprio per questo motivo quello che si è visto è che dare semplicemente delle informazioni, quindi fornirgli di alcuni dati prettamente cognitivi, non è sufficiente.
04:51Perché poi i ragazzi approcciano la sessualità, sanno bene che il punto non è semplicemente il comportamento lato da avere in quel momento, ma entrano in gioco talmente tante variabili di tipo emotivo, di tipo relazionale,
05:05che se non vengono accolte, intercettate o in qualche modo supportate per i ragazzi, anche se loro sanno che non usare il preservativo porta a dei rischi specifici,
05:18poi in realtà sul momento sono queste altre variabili che intervengono a bloccarne l'utilizzo quando sono nella situazione clou,
05:26che è emotivamente molto forte dal punto di vista emotivo. Questo lo vediamo tanto per il preservativo quanto anche per altri fenomeni.
05:36Si registrano sempre più fenomeni legati a un'ansia specifica dei primi rapporti sessuali, anche ad esempio l'abuso di alcol, l'abuso di farmaci, l'abuso di sostanze.
05:48Esatto, anche perché una buona percentuale di contrazione di HIV arriva anche dall'utilizzo di iniezioni di droga,
06:00e anche in questo caso sono i giovani che, per carità, lo sperimentare il pericolo, lo sperimentare qualcosa di proibito è un po' innato in tutte le generazioni.
06:13Penso che in minima parte l'abbiamo provato un po' tutti, però qui si rischia davvero tanto.
06:19Cioè è cambiato qualcosa oggi rispetto al passato?
06:22Quello che è cambiato è che il maggior accesso paradossalmente a tematiche legate alla sessualità in contesti non protetti
06:31ha aumentato il livello di ricerca di rischio.
06:35Quando nelle generazioni precedenti non si avevano tante informazioni, tanti dati,
06:42quando dovevamo approcciarci ai primi incontri sessuali, quindi si parlava tra amici,
06:48si cercava magari in alcuni giornali, in alcune riviste.
06:52Oggi i ragazzi hanno accesso in modo molto forte e costante a una serie di informazioni
06:59che gli arrivano ad esempio dal web.
07:01Abbiamo visto gli ultimi dati di Save the Children, dicono che l'accesso a materiale di tipo erotico,
07:09di tipo sessuale da parte dei giovani tra i 13 e i 18 anni è aumentato a dismisura.
07:14Ora, perché l'accesso è libero, fluente e gratuito?
07:17Il problema è che ovviamente questo genera nei ragazzi delle aspettative, ma anche delle ansie specifiche,
07:25perché ovviamente quello che trovano online spesso non è la realtà di ciò che accade.
07:31Se pensiamo alla pornografia, la pornografia è ad esempio un prodotto di mercato,
07:36poi non raffigura tutte quelle che sono le dinamiche relazionative,
07:41le paure che ci possono essere in quel momento.
07:43Quindi semplicemente quello che sta cambiando è che la maggior accesso alle informazioni,
07:48se non esistono degli spazi, anche di ciò, generano delle aspettative ulteriori dei ragazzi.
07:57E loro si approcciano ai primi rapporti sessuali con un'ansia maggiore,
08:01tanto che l'uso delle droghe o l'uso di sostanze che a qualche livello
08:06gli danno la percezione di abbassare il livello di ansia,
08:11è esattamente legato a una sensazione personale di non essere performanti.
08:17La sessualità è diventata oggi molto performante tra gli adolescenti,
08:23silenziando l'aspetto invece legato alla parte emotiva, individuale,
08:29alle difficoltà che sono tipiche di tutte le generazioni.
08:32Io questo ci tengo a sottolineare.
08:35I ragazzi di oggi non incontrano difficoltà diverse dalle nostre.
08:39Semplicemente forse a livello culturale e sociale hanno una pressione addosso,
08:44legata ad alcuni temi della sessualità, che è più ampia di quelle delle generazioni precedenti.
08:50E non prendercene cura di questa pressione, secondo me, aumenta tutti quei dati
08:56che giustamente abbiamo ascoltato prima.
08:59Cioè il fatto che oggi il 10% in più delle nuove diagnosi appartiene agli adolescenti
09:05di infezioni sessualmente trasmesse è un dato che ci deve far riflettere sul fatto
09:11è che stiamo parlando di una popolazione giovanile che ha delle richieste specifiche
09:16e dei bisogni specifici.
09:18E qui veniamo al nodo un po' della questione, no?
09:21Cioè educazione sessuale nelle scuole sì o no?
09:25Allora c'è una ampissima fetta di popolazione che dice sì.
09:29E questa fetta così ampia riguarda proprio i giovani,
09:33perché c'è stata una ricerca e indagini che ha evidenziato come 9 studenti su 10
09:37la richiedono proprio. Sono favorevoli anche i genitori, però dall'altra parte ci sono
09:42i detrattori che dicono no, queste cose vanno imparate, tra virgolette, a casa, no?
09:47Ma io mi domando, trovate un giovane che va da mamma e papà e chiede
09:50mi spieghi come funziona? Sono veramente pochi?
09:54Quasi nessuno.
09:56Ma come è naturale che sia in quelli che sono le dinamiche genitoriali?
10:01Ricordiamoci che uno dei compiti evolutivi tipici dell'adolescente è anche quello
10:06della separazione da mamma e papà e anche della scoperta di alcuni aspetti
10:11della propria intimità. Ora ci sono anche tanti genitori che hanno le competenze.
10:16Io quello che mi preme sottolineare è che in questo periodo il dibattito
10:21sembra che stia mettendo contro, in contrapposizione, il sistema educativo familiare,
10:27il sistema educativo scolastico e il sistema di intervento dei sanitari,
10:33di chi come noi entra nelle scuole. Io credo che, mettendoli su un livello
10:39di chi dovrebbe fare cosa, io credo che l'obiettivo principale in realtà
10:44sia mettere in sinergia questi tre livelli, perché siamo esattamente i tre punti
10:49di riferimento per aspetti diversi dei ragazzi. Quindi aumentare la contrapposizione,
10:55il rischio è che noi aumentiamo una contrapposizione interna all'adolescente
11:00che sente che quelli che sono i suoi contenitori adulti di riferimento
11:06un po' se la battono su chi deve fare cosa, piuttosto che invece lavorare
11:10in piena sinergia per raggiungere l'obiettivo comune, che è quello di dargli
11:15uno spazio di risposte che siano professionali adulti. Perché ricordiamoci
11:20che in questo dibattito chi ci sta perdendo sono i ragazzi, perché poi,
11:25tra una cosa e un'altra, quello che succede è che si bloccano i percorsi
11:28di intervento, a casa non se ne parla, ma i ragazzi le domande ce l'hanno,
11:34le curiosità, le paure ce l'hanno, quindi se non hanno degli spazi strutturati
11:39in cui farle queste domande, loro andranno a cercare semplicemente le risposte
11:44in altri contenitori che non sono controllati, tipo chat GPT, che per quanto sappiamo
11:51l'intelligenza artificiale oggi ha delle risposte, no, pronte, ma ha delle risposte
11:57tecniche, anche qui ti dico che devi usare il preservativo, ma non entro in quella
12:03che è la dinamica del se lo usi e non lo usi, perché lì devo ascoltarti nelle tue paure
12:08e nelle tue difficoltà, quindi che sia chat, che sia il porno, che siano il gruppo
12:15di amici, quello che manca è quello spazio, quando noi entriamo nelle scuole
12:20io vi posso assicurare che il 98% delle domande che ci arrivano dai ragazzi di tutte
12:26l'età sono di natura emotiva e relazionale, quasi nessuno è di natura tecnica, come si usa
12:33un preservativo piuttosto che cos'è una malattia, perché quelle sono informazioni che
12:38anche hanno molti di loro, loro dove trovano la difficoltà è dove gestirla, questo aspetto
12:45e come gestirlo in relazione all'altro e in relazione a se stessi, in un corpo che cambia,
12:51in emozioni che non riescono a controllare e in paure e anzi che giustamente hanno bisogno
12:58di emergere, che vanno ascoltate, ecco forse i ragazzi sono quelli che stiamo ascoltando
13:03meno ora nel dibattito pubblico che stiamo vivendo ora.
13:09Perché siamo sempre troppo di fretta dottoressa, io le faccio un'ultima domanda, lo capisco
13:13molto provocatoria, le chiedo di rispondermi se riesce in 10 secondi perché abbiamo esaurito
13:17il tempo, secondo lei questa resistenza che ha l'Italia nel accettare l'educazione,
13:23nell'inserire l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole, perché siamo un paese ancora
13:28profondamente cattolico, questo influenza secondo lei? Io credo che questo abbia influenzato
13:33negli anni passati una certa impostazione, noi siamo un paese che viene da quel retaggio
13:39ma credo che la grande forza di resistenza che stiamo vivendo ora è perché siamo in
13:44un momento di profondo cambiamento culturale e ogni volta che ci sono dei grandi cambiamenti
13:49sociali c'è anche una forte polarizzazione delle due posizioni, quindi io voglio vedere
13:55in positivo questo dibattito forte di questo periodo come proprio un preludio a un reale
14:02cambiamento della società e noi sappiamo che ogni cambiamento genera una contrapposizione
14:07forte. Anche perché ha detto benissimo, qui a rimetterci sono soprattutto i ragazzi che
14:11si trovano un po' con la bussola che non sa dove andare, quindi forse è qui che dovremmo
14:16un attimino fermarci a riflettere. Dottoressa, grazie di cuore, è stato un piacere, la ricontatteremo
14:21presto. A voi, buon lavoro. Grazie ancora, arrivederci.
14:28Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.

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