00:04Quanto è arrabbiato Donald Trump, ma è probabile che lo sia abbastanza, non tanto per la sconfitta
00:12che forse aveva perfino lui messo in conto, anche se dice che se il suo nome fosse stato
00:18sulle schede, cosa tutta da dimostrare per la verità, le sorti di questa elezione sarebbero
00:24state diverse, quanto invece per le dimensioni, le dimensioni sono oggettivamente molto rilevanti
00:31e denotano quanto grande sia il distacco fra la realtà che percepisce il Presidente e la realtà
00:38degli Stati Uniti di oggi. Gli americani hanno votato come sempre con la loro tasca, ma hanno
00:46però in qualche modo imputato a Donald Trump il fatto che la benzina al gallone costi di più,
00:53il fatto che non abbattuto l'inflazione, il fatto che pur avendo spergiurato che non avrebbe
01:00più impegnato in conflitti interminabili gli Stati Uniti all'estero, si trova impelagato
01:06in una guerra in Iran che ha peraltro delle conseguenze gravi dal punto di vista inflazionistico,
01:11tutto questo con grande evidenza è stato fuori dalla percezione del Presidente. Adesso queste
01:20elezioni sanciscono in qualche modo un Trump anitra zoppa. L'anitra zoppa in questo caso
01:27può essere anche abbastanza arrabbiata e dunque sfogare il proprio istinto su quella parte
01:35di attività politica che meno dipende dal Congresso. Certo li possono tagliare i fondi,
01:42ma le iniziative in politica estera, in modo particolare le guerre, le crisi, questo prescinde
01:50in gran parte dal Congresso e il Presidente degli Stati Uniti potrà continuare in qualche
01:57modo estremizzandole in comportamenti ai quali ci ha abituato nel corso dei primi due anni.
02:05Sono due le dinamiche che bisognerà in qualche modo vedere. La prima dinamica è quella interna
02:14al Partito Repubblicano. L'idea che ovunque lui appoggiasse dei candidati o scegliesse
02:19dei candidati, questi candidati siano stati sconfitti, fa riflettere chi si deve presentare
02:26tra i pubblicani alle prossime elezioni fra due anni e dunque sono possibili delle prese
02:32di distanza, degli ammutinamenti in un partito che altrimenti Trump aveva completamente sotto
02:40il suo controllo. Quindi vediamo, perché questa dinamica potrà anche incidere su chi sarà
02:46poi il candidato repubblicano nel 1928, non è detto a questo punto che sia né Rubio
02:53né Vance. Poi l'altra dinamica interessante è quella del Partito Democratico, perché un conto
03:00è vincere elezioni importanti ma locali, presentando ovunque un candidato magari un po' più estremo
03:08e in altri collegi un candidato un po' più moderato e quindi azzeccando le candidature,
03:15altro è fare una sintesi fra le varie anime non poche del Partito Democratico e convergere
03:22alla fine su un unico nominato che abbia delle chance effettive di inserirsi su quella che sarà
03:29ancora una cresciuta disaffezione nei confronti del Presidente degli Stati Uniti e di quello
03:36che rappresenta. Una cosa è certa che per l'Europa cambia poco, ci troverà di fronte un Trump
03:44probabilmente ancora un pochino più estremo. Dovremmo essere a bordo, dovremmo fare in modo
03:52che non ci siano soluzioni senza la nostra partecipazione. È una sfida rilevante per l'Europa,
04:00il caso ucraino sarà da questo punto di vista per noi una cartina attorno a sole.
04:06proseguiremo.