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  • 4 minuti fa
“I nuovi pazienti con Alzheimer sono sempre più giovani e in fase iniziale di malattia; tuttavia, una corretta valutazione multidimensionale, che non si limiti soltanto ai problemi della memoria ma che ragioni in termini di lettura funzionale del disturbo cognitivo, è essenziale per evidenziare i bisogni reali dei malati”. Lo ha detto Piero Secreto, direttore Struttura complessa geriatria riabilitativa presidio ospedaliero Fatebenefratelli Torino, durante l'evento istituzionale ‘L'Alzheimer come sfida di Alzheimer pubblica’ che si è svolto a Roma nel corso del quale è stato presentato uno studio di Altems Advisory sulla governance, percorsi e readiness organizzativa in 9 Regioni.

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00:03Per te è importante l'interconnessione multidisciplinare anche in relazione alla sua specializzazione?
00:13È assolutamente importante, infatti all'interno della presa in carico del paziente con demenza
00:19il modello di cura di riferimento è il chronic care model, il modello di cura geriatrico,
00:24anche se i pazienti che arrivano sono sempre più giovani e sono sempre più in fase iniziale di malattia.
00:31Però una corretta valutazione multidimensionale che non si limiti soltanto a valutare i problemi della memoria
00:39ma a ragionare in termini di lettura funzionale del disturbo cognitivo,
00:44in senso che cosa ti permette la memoria che ti è rimasta di fare o la perdita di memoria che
00:49cosa non ti permette più di fare.
00:51è essenziale per evidenziare quelli che sono i bisogni reali dei nostri malati
00:57perché poi alla fine è questo che loro chiedono, quando vengono da te ti dicono
01:00io non riesco più a ricordarmi a fare determinate cose.
01:04Allora è chiaro che tutti i nostri interventi devono essere fatti e sviluppati
01:08in un'ottica di mantenere la funzionalità del nostro paziente e del nostro malato,
01:13anche nelle piccole cose perché è questo che fa qualità di vita per loro.

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