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  • 5 weeks ago
“In questi anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nel campo delle demenze e dell'Alzheimer in particolare qualcosa che ci rende meno rassegnati e decisamente più proattivi di fronte a questa condizione - Tra gli elementi chiave a oggi disposizione - abbiamo la disponibilità di nuovi biomarcatori che ci consentono di formulare una diagnosi di precisione della malattia. Questi strumenti ci permettono di diagnosticare la patologia in una fase estremamente precoce e, al tempo stesso, di valutare in modo oggettivo la risposta ai nuovi trattamenti”. Lo ha detto Vincenzo Di Lazzaro, direttore neurologia, Policlinico universitario Campus Bio-Medico, al convegno "Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva", ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer, che ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, delle associazioni dei pazienti e del mondo ecclesiale per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer.

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00:03In questi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione nel campo delle demenze e
00:09dell'Alzheimer in particolare, qualcosa che ci fa essere meno rassegnati di fronte a questa
00:14condizione e ci fa essere tutti più proattivi. Abbiamo diversi elementi, innanzitutto abbiamo
00:21la disponibilità di nuovi marcatori che ci permettono di fare una diagnosi di precisione
00:26di malattia, ci permettono di diagnosticare la malattia in fase molto precoce e questi
00:31stessi marcatori possono anche permetterci di valutare la risposta ai nuovi trattamenti.
00:36La seconda grande scoperta è la disponibilità di farmaci in grado di ridurre la progressione
00:43di malattia, certamente non di eradicare la malattia di Alzheimer ma sicuramente di ridurre
00:48in maniera consistente la progressione di questa malattia. Sono farmaci che devono essere utilizzati
00:55in una maniera molto attenta, oculata da parte dei centri esperti perché come tutti
01:00i farmaci efficaci possono avere degli effetti collaterali e sicuramente rimane centrale il
01:05tema della sostenibilità in quanto hanno dei costi significativi per cui dobbiamo selezionare
01:11con molta attenzione i pazienti che possono beneficiarsi di questo tipo di trattamento,
01:16certamente darlo a tutti quelli che possono beneficiarsi ma che sono sicuramente di più
01:21i pazienti in una fase iniziale di malattia. La terza e più importante scoperta è quella
01:26che possiamo prevenire o rallentare l'Alzheimer. Possiamo oggi prevenire un caso di Alzheimer
01:33su due. Questa è una scoperta straordinaria perché permette di intervenire proprio sulla
01:39malattia, sulla sua genesi e sappiamo che oggi che correggere quelli che sono i fattori di
01:45rischio delle mattie cardio cerebrovascolari è efficace anche per l'Alzheimer, quindi
01:49ipertensione, diabete, colesterolo. Ma esistono fattori nuovi che sono stati identificati come
01:55l'isolamento sociale è una causa di demenza, la depressione deve essere intercettata e trattata
02:01anche nella persona anziana, i difetti così comuni di vista ed udito nelle personalità avanzata,
02:06la cataratta, l'ipoacusia devono essere trattate perché sono fattori che possono isolare
02:11la persona e quindi accelerare il decadimento cognitivo. Quindi questo direi che insieme
02:16alla capacità di diagnosticare con precisione la malattia, ai nuovi farmaci, sicuramente
02:21ci fa essere più ottimisti nei confronti di questa grave patologia.
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