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  • 5 giorni fa
Il progetto Rapid nasce due anni fa mettendo insieme professionisti della salute, neurologi, geriatri, medici di medicina generale e direttori di strutture e organizzazioni sanitarie, con il fine di individuare qual è lo stato dell'arte alla luce dell’introduzione di farmaci innovativi per la malattia di Alzheimer

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Trascrizione
00:03Il progetto RAPID nasce due anni fa mettendo insieme professionisti della salute, neurologi, geriatri, medici, medicina generale e direttori di
00:16strutture e organizzazioni sanitarie.
00:19Con il fine di individuare qual è lo stato dell'arte alla luce dei farmaci innovativi per la malattia di
00:27Alzheimer, quali sono le carenze, le criticità e quali eventualmente le proposte.
00:31Il progetto ha permesso di individuare innanzitutto come vi sia una organizzazione diversa, differenziata nelle diverse regioni, come vi siano
00:43percorsi diagnostici terapeutici assistenziali difformi non solo tra il nord e sud ma anche tra le grandi metropoli e le
00:51province, soprattutto quelle più remote.
00:54Ha permesso di individuare come i cdcd siano molto eterogenei nell'offerta, non solo nella composizione e come molti di
01:02questi, forse più del 50% siano aperti pochi giorni, quasi a testimoniare come l'organizzazione dei centri per le
01:10demenze e per la malattia di Alzheimer non siano in grado di soddisfare i bisogni assistenziali non solo di cura
01:17ma anche diagnostici e terapeutici.
01:19Ha indicato alcune strade anche in coerenza con alcuni decreti ministeriali del DM77 per esempio con la territorializzazione delle cure,
01:33l'istituzione delle case della comunità, il ruolo dell'unità di valutazione multidimensionale.
01:37In qualche modo ha posto la domanda di dove devono essere i neurologi, i geriatri, come dobbiamo articolare il percorso
01:47per la maggior parte dei pazienti che si ammalano, non solo di demenza ma di malattie di Alzheimer,
01:52perché la maggior parte di queste persone si ammala durante patologie croniche di altro tipo e che spesso determinano complicazioni.
02:02Abbiamo individuato delle carenze sul piano della standardizzazione e armonizzazione dei percorsi di cura e di diagnosi, abbiamo identificato la
02:10necessità di articolare un processo sostenibile
02:14in grado di rispondere direttamente ai bisogni della persona malata anziché alle cosiddette idealità o dei percorsi su una malattia
02:27che in fondo non è così semplice nella sua espressione.
02:32La diagnosi precoce è importante ma è anche importante evitare di fare esami futili quando questi non cambiano il decorso
02:40della malattia.
02:41La diagnosi precoce è importante quando avremo i farmaci in grado di modificare sensibilmente il decorso clinico, ad oggi non
02:50possiamo dire di avere farmaci in grado di arrestare la malattia,
02:53abbiamo delle terapie in grado di modificare il decorso ma anche qui bisogna che chiariamo chi sono i pazienti che
03:00beneficerebbero di più rispetto a quelli che non beneficiano per nulla,
03:04abbiamo bisogno di identificare quelli che potrebbero avere eventi avversi, anche eventi fatali, quindi devo dire che c'è molto
03:11dal progetto rapida,
03:13ha permesso di identificare i ruoli della neurologia ma anche i ruoli della gerettina, la necessità della multidisciplinarità,
03:20ha permesso di capire che fragilità, complessità e cronicità sono degli elementi che necessitano di una adeguata presa in carico,
03:29ha anche permesso di dichiarare in qualche modo come dovrebbero essere strutturati i cdc di primo livello e di secondo
03:37livello,
03:38ecco io credo che ci sia molto lavoro da fare prima di aspettare o di decidere o di accogliere i
03:45farmaci innovativi, abbiamo tempo per farlo,
03:48non abbiamo molto tempo ma l'organizzazione dei servizi per le demenze necessiterò di un grosso investimento in questo momento.

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