00:03Le società scientifiche, tra queste sicuramente la società italiana di neurologia giocano un ruolo rilevante,
00:11devono cercare di uniformare quelli che sono gli standard di cura, gli standard assistenziali,
00:19gli standard non solo per quanto riguarda la diagnosi, ma anche per quanto riguarda il monitoraggio dell'efficacia
00:28e della sicurezza delle terapie che si spera tra poco andremo a prescrivere.
00:33Mi riferisco alle terapie anti-amiloide per la malattia di Alzheimer o per le fasi ancora più precoci
00:41come il deterioramento cognitivo lieve che però abbia delle condizioni di malattia di Alzheimer biologicamente evidenti.
00:50Da questo punto di vista la società scientifica dovrà cercare di uniformare quelli che sono gli standard
00:57relativamente alla diagnosi biologica, relativamente alla diagnosi anche attraverso le neuroimmagini,
01:05mi riferisco agli esami PET per la detezione di beta-amiloide nel cervello,
01:11ma anche per quanto riguarda la diagnosi dei biomarcatori licorali e si spera quanto prima anche plasmatici.
01:20Al di là di questo noi dobbiamo cercare di uniformare tutto il sistema, quindi innanzitutto cercare di formare
01:30i medici di medicina generale che generalmente rappresentano il primo contatto per i pazienti o i loro familiari
01:39di cui rivolgersi, medico di medicina generale che deve correttamente inviare o al neurologo specialista
01:46o al neurologo generalista affinché poi il paziente possa essere inserito in un percorso codificato
01:53per la diagnosi e l'eventuale prescrizione di questi farmaci.
01:58Un altro tema che dovremo affrontare, che stiamo affrontando come società scientifica
02:02è un tema, se posso dire, nuovo per le malattie neurodegenerative e per la demenza, e cioè la prevenzione.
02:10Siamo sempre stati abituati a parlare di prevenzione per le malattie cardiovascolari,
02:15per le malattie oncologiche, dove si sono raggiunti risultati brillantissimi.
02:20Per quanto riguarda le malattie neurodegenerative, le demenze e l'Alzheimer in primo luogo,
02:27probabilmente considerando l'ineluttabilità di queste malattie,
02:30si è pensato poco a fare opera di prevenzione.
02:33Eppure oggi sappiamo che esistono fattori di rischio fino al 45% che sono modificabili.
02:39Il problema è riuscire a fare delle politiche, delle campagne di prevenzione
02:44lungo tutto il percorso di vita, perché sappiamo che il processo biologico
02:48di una malattia neurodegenerativa come l'Alzheimer
02:51comincia molti, molti anni prima che la malattia si manifesti clinicamente.
02:56Stiamo avviando un programma di prevenzione, una campagna insieme alla Croce Rossa italiana,
03:02insieme alla ETAIA, che è la fondazione della Col di Retti,
03:06per avere su tutto il territorio nazionale degli interventi mirati
03:11che possano raggiungere le persone e possibilmente fare cambiare loro stili di vita sbagliati.
03:17Grazie.
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