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Alzheimer: Quando le parole finiscono, la relazione non deve finire. Unisciti a noi in una conversazione illuminante sull'Alzheimer, una malattia che purtroppo tocca sempre più vite. Scopri l'importanza della comunicazione non verbale e come i caregiver possono creare un ambiente sicuro e rassicurante per i propri cari.

Approfondiamo le cause e le sfide della malattia, con un focus sulla qualità della vita dei pazienti. Ascolta le storie toccanti di chi vive questa realtà quotidianamente e scopri come l'aiuto e la comprensione possano fare la differenza.

Inoltre, esploreremo innovazioni e soluzioni, come un nuovo integratore progettato per supportare le persone affette da Alzheimer. Unisciti a noi per una discussione essenziale sull'Alzheimer, offrendo speranza e strumenti pratici per affrontare questa complessa condizione.

#Alzheimer #Demenza #Salute #Cura

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Trascrizione
00:05Amici di Canale Europa, oggi parliamo di un argomento davvero interessante e di grande
00:10attualità purtroppo perché parliamo di Alzheimer, oltretutto il 21 settembre è una data molto
00:16importante perché è la giornata mondiale dedicata proprio a questa malattia che purtroppo
00:23coinvolge sempre più persone in tutto il mondo. Abbiamo tre ospiti, tutti e tre a diversi
00:30modi coinvolti in questo genere di argomento, la dottoressa Salsiccia ben arrivata, psicologa
00:37e anche con lei che ha approfondito in modo particolare il tema dell'Alzheimer e del
00:45Parkinson, che in qualche modo sono due fratelli gemelli. Il dottor Ciavarella che ha finanziato
00:54e ha creato una società, ce lo spiegherà poi lui, che ha avuto modo di verificare prima,
01:02di studiare dopo, di testare dopo ancora e di portare sul mercato un integratore che aiuta
01:09le persone che hanno problemi di Alzheimer. Poi ci racconterà un po' anche la sua visione,
01:15la sua storia e come emotivamente da qualche anno sta vivendo questo problema. E poi il
01:21dottor Scirri che è un formatore nel campo medico, ma in realtà è qua anche con un'altra
01:26seconda veste perché lui per molti anni è stato coinvolto dal punto di vista personale
01:32quale parente nella problematica proprio dell'Alzheimer. Allora iniziamo proprio con la dottoressa.
01:41Allora è un mondo molto più grande probabilmente di quello che noi immaginiamo perché come spesso
01:47accade nella nostra vita, finché una persona non viene colpita oppure da vicino qualcuno
01:53viene colpito, in qualche modo non vive quella determinata tematica o la vive in modo molto
01:58superficiale. Ecco, cosa potremmo dire in due parole per introdurre questa nostra chiacchierata
02:04di oggi dedicata al grande pianeta del mondo dell'Alzheimer? Allora intanto partirei con
02:11una frase che secondo me racchiude un po' questo mondo. Anche quando le parole finiscono la
02:16relazione non finisce. Dobbiamo far capire ai pazienti affetti d'Alzheimer e ai loro caregiver
02:24che quando si va a deteriorare il canale verbale, quindi il linguaggio, esiste un canale
02:32e una risorsa importantissima. Si chiama comunicazione non verbale. Quindi impariamo a riconoscere
02:38e utilizziamo le espressioni facciali, il tono della voce, il tocco che deve essere un tocco
02:45delicato, la postura e impariamo, parlo soprattutto per i caregiver, a riconoscere e utilizzare il
02:56proprio stato emotivo per continuare a mantenere rassicurato il paziente affetto d'Alzheimer
03:05protetto e sicuro nel proprio ambiente.
03:08Che idea si è fatta lei nei suoi studi del perché arriva l'Alzheimer? Perché una persona
03:15improvvisamente rimane stravolta nella propria vita?
03:20Arriva all'improvviso e purtroppo non ci se ne rende conto né il paziente ma tantomeno
03:26i propri cari perché partiamo da un presupposto. Il caregiver inizialmente è sempre il parente,
03:36il proprio caro che si occupa H24 del paziente, del proprio caro che si è ammalato. In realtà
03:45i miei studi si fondano soprattutto su cercare di dare il più possibile al paziente affetto
03:53d'Alzheimer una buona qualità di vita fino ad arrivare poi a progredire della malattia in stadi
04:01più tardivi però anche arrivando tardi se riusciamo a portarlo, a fargli avere una buona qualità di vita
04:10allora riusciamo a costruire un ambiente molto più sereno. Mi viene da pensare a una famiglia dove la mamma,
04:23moglie e mamma si è ammalata di Alzheimer. Questa signora qui era abituata tutti i giorni a pranzo
04:30a preparare a mezzogiorno il pranzo per il marito e per il figlio perché loro due facevano i giardinieri
04:37quindi mangiavano presto e uscivano presto di casa. Una volta ammalata ad Alzheimer la figlia che è diventata
04:43il caregiver ha frequentato, ha fatto questi corsi educativi formativi e tutti i giorni aiutava la mamma
04:53a preparare il pranzo anche quando si è ammalata. Questo la gratificava perché poi ovviamente a casa
05:02grazie mamma, bacino, amore, che buono di qua di là e in quel momento lei si sentiva gratificata e quindi
05:09protette e si cura nel suo ambiente pensando di fare le cose che faceva prima. Il paziente affetto
05:15ad Alzheimer entra in uno stato di confusione, di agitazione, credo che faccia fatica a rendersene conto
05:22però percepisce l'esterno, quindi percepisce chi si occupa di lui o di lei, quindi del caregiver,
05:33percepisce il tono della voce, percepisce la postura, percepisce lo stato emotivo del caregiver
05:43e in qualche modo glielo riversa, glielo riversa come tensione, stato di agitazione, chiusura addirittura
05:51del paziente e rifiuto delle cure.
05:53Il dottor Cevarella, tra poco arriveremo a lui, è l'esempio, poi ce lo racconterà, di una bellissima frase
06:02di un filosofo americano che dice nulla è casuale, nella vita gli incontri, gli incroci, alle volte accadono,
06:09alle volte non accadono, ma se accadono hanno poi un loro effetto collaterale. Tra poco ci racconterà
06:15una bellissima storia, ha creato qualcosa che sta aiutando e aiuterà le persone di cui noi stiamo parlando.
06:21Dottor Cirri, la dottoressa ha toccato un tasto molto importante che è il parente, il parente che spesso
06:30è assolutamente spiazzato da un lato, impreparato, ma anche c'è un aspetto importante che non accade
06:39purtroppo soltanto per l'Alzheimer, ma accade anche per altri tipi di malattie, anche malattie che riguardano
06:45per esempio la parte psicologica delle persone, altri generi di problematiche, la stanchezza,
06:52quasi il rifiuto a un certo punto che il parente ha nei confronti di questa problematica. Adesso
06:58basta, è come se dicesse. Però abbiamo capito una cosa dalla dottoressa, che il malato forse
07:04non capisce la malattia, ma capisce e percepisce quelli che sono gli stati d'animo delle persone
07:11che in qualche modo gli stanno intorno. Allora, dottor Cirri, iniziamo a parlare della sua esperienza
07:16di parente. Come è stato coinvolto e come è stato in qualche modo buttato in una situazione
07:23che forse lei non immaginava nemmeno?
07:25Allora, dottor Salvini, anzitutto grazie per questo invito. È sempre un piacere ritornare
07:31in questi studi. L'esperienza di un parente che diventa caregiver ci si trova catapultati
07:39in una situazione di cui non si sa nulla e non si sa come maneggiare. La nostra esperienza
07:48è stata coadiuvata per più di dieci anni da delle badanti, due sorelle, una russa e una
07:54moldava che sono state con noi tutti questi anni e con noi sono cresciute nel capire come
08:01poter fronteggiare una situazione veramente impattante. È un problema per la famiglia
08:08quindi, ma per tutti i componenti della famiglia. Si parla molto spesso di lutto anticipato.
08:15Cosa vuol dire? Il lutto anticipato è quando i componenti della famiglia, figli, marito,
08:21moglie, comprendono che le capacità cognitive del proprio caro si stanno perdendo. I primi
08:30e i pugni più duri che si ricevono è quando un genitore, una mamma o un papà ti guardano
08:41con uno sguardo perso nell'aria e ti dicono ma tu chi sei? Questo spiazza completamente
08:49chiunque ti porta in un mondo dove il concetto di lutto anticipato è il mio genitore non c'è
08:56più perché non mi riconosce neanche. I problemi sono problemi quotidiani perché noi siamo stati
09:04caregiver, sapete che ci sono i caregiver formali ed informali, i parenti e i badanti che sono
09:11tanti in Italia che fanno da caregiver sono informali in quanto non sono formati professionalmente
09:19come quelli formali, formali che portano una conoscenza professionale, tecnica nel stare
09:27vicino ad un paziente così. Insomma è un argomento come ti capite molto ampio e molto delicato.
09:36introduciamo l'esperienza del dottor Ciavarella con un aspetto perché chiaramente si è parlato
09:45del fatto che spesso percepiscono i pazienti l'ambiente che hanno intorno. Parlavo recentemente
09:54con una persona che esattamente come il dottor Ciri per diversi anni ha avuto un parente in casa
09:59che aveva l'Alzheimer e mi diceva che lui percepiva ogni tanto, quindi come se fossero
10:06la luce che torna, percepiva il problema che stava vivendo, poi tornava in una sorta di quasi
10:14oasi del suo mondo diverso. Un giorno in questo momento di lucidità questa persona mi ha detto,
10:23io ricorderò sempre che con una serenità meravigliosa mi ha detto vedrai che un bel giorno
10:29me ne andrò. Ecco, un bel giorno. Questo un bel giorno ci fa capire che in qualche modo
10:35la persona si rende conto che è una liberazione per lui ma è una liberazione anche per coloro
10:39che sono intorno. È d'accordo?
10:42Sì, sì, assolutamente. Quindi bisogna prepararsi e prepararsi vuol dire fare quei percorsi educativi
10:52educativi che ti aiutano ad affrontare queste situazioni. Quindi imparare a gestire, e qui
11:01parliamo di stato d'animo perché quando il proprio caro ti dice vedrai che un bel giorno
11:06me ne andrò non ti tocca, non ti viene male un braccio, ti viene male una gamma, ma è un
11:10colpo al cuore. E lì bisogna imparare a gestire questa situazione cercando di non far pesare
11:21le parole che sono state dette al proprio caro.
11:25E questo è importante.
11:27Esatto, perché altrimenti poi andiamo a instaurare uno stato di ansia, uno stato di frustrazione
11:35anche nel paziente stesso perché lo chiamiamo contagio emotivo. Nel momento in cui il caregiver
11:42è frustrato, ansioso, depresso perché capisce che magari non c'è via d'uscita perché la
11:48malattia sta progredendo, riversa il suo stato d'animo sul paziente che a sua volta poi lo
11:54riversa sul caregiver.
11:56In Italia ci sono molte associazioni dedicate al mondo dell'Alzheimer. Ci sono anche associazioni
12:02che sono state create da persone che sono state toccate e che hanno poi preso coscienza
12:08e hanno cercato di aiutare anche gli altri. Quante volte, parliamoci anche qua amici con
12:13sincerità, nascono delle fondazioni da parte di chi nella vita è stato toccato per un proprio
12:20caro che magari non c'è più e che quindi in onore anche del proprio caro crea una fondazione
12:25per aiutare gli altri. Parlando con queste associazioni, dottor Ciri, ho evidenziato due
12:33aspetti. Il primo che a differenza di altre associazioni che magari sono dedicate a portare
12:39non solo la persona a fare la dialisi piuttosto che, queste sono tutte associazioni pensate
12:44che sono esclusivamente dedicate ad aiutare i parenti. Loro sono soltanto lì per cercare
12:50di aiutare e mi raccontano che per esempio una volta alla settimana fanno delle riunioni
12:54tutti insieme in cui si scambiano anche i pareri, le esperienze, eccetera. Però alla domanda
13:00ma qual è la vostra speranza? La risposta è stata una, netta e chiara, la ricerca. Non
13:08hanno altro a che aggrapparsi che alla ricerca, è d'accordo?
13:12Assolutamente sì. Noi professionalmente siamo anche vicini ad esempio un centro diurno per
13:19malati di Alzheimer vicino a noi, che si trova a Casale Monferrato, di eccellenza con delle
13:26liste di attesa lunghissime dove le persone che sono affette da Alzheimer dai 50 anni in
13:34su, quindi stiamo sempre pensando che l'Alzheimer sia una cosa di pazienti molto anziani, invece
13:41non è così. Vengono portati in questa struttura al mattino alle 9 dove ci sono medici, psicologi,
13:48personale infermieristico formato e permangono lì tutto il giorno facendo terapia e attività
13:55fino alle 5 del pomeriggio. Quello che si scopre è che le famiglie che sono, diciamo, chiuse
14:03in questa bolla dal quale non si riesce a uscire, quando si appoggiano a questa struttura
14:11ci sono delle banalità che qualcuno dice posso andare un'ora a fare una passeggiata e
14:16snebbiarmi la mente. Quindi il bisogno di avere delle strutture che possono alleviare le famiglie
14:25è fondamentale. Come è fondamentale? Come diceva lei, poter formare chi dovrà interagire
14:33con una persona che molto spesso si pensa che andiamo di là. No, no, no, andiamo di là.
14:42Allora, la persona intanto non è, il caregiver non è allenato ad avere dei rifiuti così netti
14:51che diventano poi anche in certi momenti non cattivi ma molto forti. Che cosa succede?
15:00si pensa che la persona che è ammalata faccia un dispetto, si impunti ma bisogna arrivare alla
15:09percezione che quella persona se tiene quegli atteggiamenti non è per volontà ma è perché
15:15purtroppo la malattia la sta devastando. Quindi questa è la formazione di sapere, come diceva la
15:21dottoressa, di essere formati nel come poter comunicare con un ammalato di Alzheimer ma vado
15:30più in là da formatore di ambienti medici o di qualsiasi altro scibile umano bisogna imparare a
15:38comunicare anche con noi stessi. Quindi capire come comportarci in quelle situazioni sapendo
15:45maneggiare in primis anche noi stessi.
15:48Insomma, lo so che vi è venuta in mente l'immagine di uno scatolone con scritto
15:54fragile maneggiare con cura, è vero quando è questa l'immagine che ci è venuta in mente
15:59quando il dottor Ciri parlava di queste cose. Dottor Ciavarella, allora lei faceva e fa tutt'altro
16:06nella vita, fiscalista, tributarista, avvocato, ma a un certo punto ritrova un amico di infanzia
16:13che la racconta non solo quello che fa, ma le racconta anche un sogno. Che cosa le ha raccontato?
16:20Io il dottor Bevilacqua, che è l'inventore di questo prodotto, non lo conoscevo, pur avendo
16:27frequentato lo stesso liceo classico, il Giannone di San Marchinlamis, dove siamo nati entrambi,
16:35non lo avevo mai né visto né incontrato. E mi trovavo per caso in vacanza a San Marchinlamis,
16:43dove ogni anno mi reco per salutare ancora parenti in vita, mi è stato presentato e mi
16:51ha parlato di questo progetto che lui aveva in mente da 20 anni perché era un medico in
16:58pensione e anche lui faceva tutt'altro come professione medica perché era il responsabile
17:09del dipartimento di pneumatologia all'ospedale Università di Padua, quindi non si occupava
17:15di queste cose. Mi ha dato l'impressione di avere una profonda conoscenza di questa malattia
17:24e dei possibili rimedi che poteva mettere a punto. Aveva 81 anni quando mi ha fatto una
17:33proposta, io non avevo 80 per cui imbarcarsi in un'avventura che dura 5, 7, 10 anni e che
17:41ha anche dei costi era una sfida molto importante che non ho voluto lasciar perdere perché se
17:50c'era questo patrimonio culturale che poteva servire a mettere a punto un prodotto che potesse
17:58alleviare le sofferenze di tanta gente, ho ritenuto che fosse uno scopo sociale molto importante
18:06e quindi ho accettato di condividere questa esperienza con il Dottor Bevilacqua e abbiamo
18:12fondato questa società, la Farmaceutica San Marco che era una start up innovativa e di
18:20lì è partito il progetto con una sperimentazione di quasi 3 anni sugli animali con il team dell'Università
18:30di Foggia, il Dipartimento di Medicina Sperimentale e ricordo la professoressa Trabace, la professoressa
18:40Morgese, il professor Tucci che hanno dedicato grandi energie, al termine di questa esperienza
18:48si è potuto verificare che questo prodotto che poi abbiamo battezzato con il nome di Geneurofil
18:55una buona efficacia per un recupero mnemonico e quindi comportamentale su pazienti all'inizio
19:05un loro percorso di malattia ma anche su persone che avevano una malattia abbastanza pronunciata.
19:17Oggi il prodotto c'è, è sul mercato, bisogna farlo conoscere e quindi…
19:23E' stato anche pubblicato uno studio scientifico recentemente?
19:27E' stato pubblicato lo studio pilota che percorre tutte le tappe della sperimentazione che è il progetto
19:40NAD, Nutraceutics in Alzheimer Disease, uno studio complesso che è stato mandato a una rivista internazionale
19:56molto prestigiosa per la pubblicazione e questa rivista ha fatto un'istruttoria severissima
20:06che è durata dieci mesi perché ha chiesto le informazioni più estese sullo stato di questa ricerca
20:19la documentazione ha supporto e quindi soltanto dopo dieci mesi ha pubblicato questo studio
20:30e la rivista è la European Journal of Clinical Nutrition
20:36è un articolo open, tutti lo possono vedere e leggere per rendersi conto che quello che è scritto
20:46non è fantasia ma è una reale capacità di questo prodotto
20:55di dare una mano a pazienti affetti da queste malattie molto immaridanti per sé
21:03e gravemente dannose per tutti quelli che stanno attorno a questi malati
21:13e poi c'è da dire una cosa come ciliegina sulla torta è che lei nella sua filosofia di creatività
21:22di questo prodotto ha previsto anche un aspetto sociale di beneficenza, è anche vero?
21:28La farmaceutica San Marco è nata come impresa etica quindi non c'è lo scopo di portare a casa i
21:37soldi
21:37quindi non ne abbiamo bisogno perché alla nostra età i bisogni sono molto limitati
21:42e quindi tutti i proventi che arriveranno da questa iniziativa scientifica di ricerca e anche economica
21:52saranno devoluti a una fondazione che sarà creata da me e dal Dottor Bevilacqua
21:58che si occuperà di ricerca scientifica e di assistenza alle famiglie e ai malati
22:05che purtroppo dovesse essere colpiti da questa malattia
22:09Sicuramente è vero Dottor Ciri? È incommiabile vero?
22:12Assolutamente sì, quindi quello che sottolineerei è l'eccellenza di persone con una cultura
22:19un'esperienza personale che si vogliono dedicare veramente alla cura degli altri
22:27anche in un modo così importante dal punto di vista economico, di impegno personale
22:32proprio con una finalità di poter essere di utilità a chi soffre e chi soffre veramente
22:39quindi solo i complimenti al Dottore perché è un valore aggiunto immenso
22:47quando si pensa che da questo progetto possa venire una mano che si stende sia con l'integratore
22:55che possa aiutare nel riacquisire più autosufficienza, insomma un aiuto
23:03ma sia anche tramite la fondazione di poter poi finanziare ricerca
23:09e quindi quello che dicevamo, le nostre speranze sono sempre nella ricerca
23:16per sperare che si arrivi un giorno ad un farmaco che possa veramente curare queste patologie
23:22di demenze come l'Alzheimer o anche come il morbo di Parkinson
23:27L'abbiamo detto all'inizio della nostra trasmissione dedicata a questa giornata mondiale
23:32del mondo dell'Alzheimer è un mondo molto più grande di quello che noi immaginiamo
23:36è chiaro che coloro che la vivono direttamente hanno una loro esperienza
23:42stanno facendo, perché è questa la realtà dei fatti, è una sorta anche di terapia d'urto
23:47il fatto di essere in poco tempo catapultati in un mondo che magari fino a qualche mese fa
23:52non conoscevano nemmeno
23:53però naturalmente bisogna sempre prendere spunto dall'esperienza
23:59Noi adesso ci colleghiamo con la dottoressa Gaia Mainieri, chi è la dottoressa?
24:04La dottoressa Gaia Mainieri di cui ci freggiamo di un'amicizia profonda
24:12è un medico geriatra di Rapallo con un'esperienza molto significativa
24:20nel curare le persone anziane e soprattutto curare persone che sono affette da Alzheimer
24:27e da Parkinson, un medico che oggi ha un centro privato importante in Rapallo
24:33ma soprattutto non vi sto ad elencare tutti i traguardi accademici e le esperienze
24:41di direttore ospedaliero, di centri di pronto soccorso
24:45ma soprattutto ha una dote oltre che le competenze tecniche di un medico preparatissimo
24:53con tanta esperienza ma anche una capacità di diciamo un livello di empatia
24:59che riesce con i pazienti anche più difficili a coinvolgerli nell'accettare la terapia
25:06e molto spesso ci dice che è più difficile cercare di instradare
25:13quindi educare i parenti piuttosto che il paziente stesso
25:18quindi un grande piacere poter dare il contributo alla dottoressa
25:23un contributo autorevole a questa nostra discussione
25:26Dottoressa grazie per essere collegata con noi
25:30abbiamo capito molto bene la sua professione
25:34l'ha portata nel corso degli anni a capire tante cose
25:37probabilmente aiutare ma anche capire
25:40e allora volevo chiederle che cosa ne pensa della sua esperienza
25:44che cosa ci può dire per arricchire ulteriormente la nostra chiacchierata in studio
25:49e cosa pensa anche del Dottor Ciavarella
25:52che insomma si è sposato questa idea
25:56si è coinvolto in questa idea
25:58per aiutare gli altri
26:00e adesso ha la soddisfazione di vedere che il suo prodotto è in vendita in farmacie
26:04è in vendita online
26:05lo stanno già utilizzando
26:07glielo chiedo perché so che voi medici siete molto molto speranzosi
26:11e attenti alla ricerca
26:13Buongiorno
26:14parlare della patologia di Alzheimer
26:17vuol dire parlare sì di una patologia neurodegenerativa
26:21ma veramente di una malattia cronica
26:24che altera profondamente la vita della persona affetta
26:29e dei suoi familiari, dei caregiver
26:33tante sono le criticità che si affrontano nel corso della patologia
26:40sia appunto dal soggetto, dai familiari
26:43e anche criticità cliniche
26:44le prime sono, nella prima fase direi sono sostanzialmente psicologiche
26:51la persona che ha consapevolezza dei deficit unesici
26:54e che viene a conoscenza di questa diagnosi
26:57sicuramente può reagire con aspetti depressivi
27:02di agitazione, di inquietudine
27:06e quindi ci sono da gestire queste criticità
27:10dando anche le migliori informazioni possibili
27:14sia alla persona che ai familiari
27:16alle volte non c'è questo insight, questa consapevolezza
27:20alle volte neanche da parte dei familiari
27:23che magari portano la persona in visita per altri disturbi
27:26più disturbi quasi dell'umore
27:28che in realtà alle volte per esempio
27:31un'apatia estrema può iniziare a nascondere
27:34questa incapacità a riuscire magari a ricordare
27:39quindi direi che le prime fasi racchiudono
27:42questa difficoltà di diagnosi corretta e tempestiva
27:45che è importante perché tanto più è tempestiva
27:49tanto più precoci possono essere le cure
27:52gli appoggi alla rete, alle socioassistenziali
27:56e quindi è davvero importante questa fase
28:00e la fase moderata di malattia
28:03direi che forse ahimè è la più difficile da gestire
28:07alle volte sia per il medico che per i care give
28:10è la fase molte volte dei disturbi psicocomportamentali
28:14tra loro molte volte l'apatia, la sonnolenza
28:18che sono magari disturbanti per i care giver
28:22ma sono più gestibili
28:24invece quando compaiono all one
28:26re-engager o vagare
28:28l'affaccendamento inoperoso
28:30o ancora di più i deliri
28:32le allucinazioni
28:34i disturbi del sonno
28:35sono disturbi ovviamente
28:38che impattano anche sulla qualità di vita
28:41di chi vive col paziente
28:43e molte volte necessitano di aggiustamenti
28:48terapeutici che sappiamo hanno i loro effetti collaterali
28:52quindi è una fase un po' più delicata
28:54ed insieme è la fase della perdita di autonomia
28:56quindi ci deve essere l'attenzione nel valutare
28:59cosa la persona è ancora in grado di fare
29:02e cosa no
29:02e andare a garantire un aiuto
29:06un'assistenza dove non è più autonomo
29:08anche in questo caso
29:09cosa più facile quando c'è la consapevolezza
29:13molto più difficile quando la persona non si rende conto
29:16e quindi tende a rifiutare qualsiasi aiuto
29:19che d'altra parte diventa necessario
29:22nella fase poi avanzata di patologia
29:25ci sono altre necessità
29:27si va incontro via via
29:30a un sindrome di allettamento
29:32quindi le problematiche legate
29:34magari all'incontinenza sfinteriale
29:38alla prevenzione o alla gestione dei decubiti
29:41alla disfagia
29:42cioè la difficoltà di una corretta deglutizione
29:45con il rischio di inalazione di cibo
29:47e di bronchiti e polmoniti
29:50a bingestis
29:51e quindi diversi elementi
29:54su cui i clinici cercano di aiutare
29:59in riferimento al nutraceutico che ci è stato presentato
30:02interessanti soprattutto i dati a supporto
30:06si tratta ovviamente di diversi prodotti
30:10che hanno storicamente mi viene in mente la mirra
30:13un'azione antinfiammatoria
30:16analgesica, neuroprotettiva
30:19e credo come i dati sembrano confermare
30:22possa avere un'azione
30:23soprattutto nelle fasi iniziali di malattia
30:27dove la neuroinfiammazione
30:30sembra davvero avere un ruolo importante
30:34nel creare quell'incipit
30:37che poi dà l'avvio
30:39a quella catena deleteria di eventi
30:42a livello dell'encefalo
30:44e quindi credo che possa entrare
30:48nell'armamentario terapeutico
30:52che oggi usiamo
30:54oltre ovviamente io raccomando sempre
30:56in fase di ultra prevenzione
30:58anche al lavoro sul nostro sistema nervoso
31:02alla stimolazione della nostra riserva cognitiva
31:05nel mantenere in età adulta
31:07relazioni sociali
31:09attività cognitiva
31:11attività mentali vivaci
31:12per sviluppare quanto più possibile
31:14le nostre reti neurali
31:19grazie a dottoressa
31:20di essere intervenuta con noi
31:21mi fa molto piacere
31:22di averla avuta ospite
31:24spero di avere la possibilità
31:26di in un futuro
31:27averla proprio qua in studio
31:29con i nostri amici
31:29in cui potremo magari
31:30fare una seconda puntata
31:32dedicata a questo argomento
31:34dottor Ciavarella
31:35una delle cose
31:36poi sentiremo dottor Sciri
31:39su questo argomento
31:40più delicate
31:40ma anche più
31:41in qualche modo
31:44bloccante
31:45in cui lei si è trovato
31:46ad avere a che fare
31:47la comunicazione
31:48anche dal punto di vista
31:49del pubblico
31:51perché ci sono cose
31:52che si vorrebbero dire
31:54si potrebbero dire
31:55per far capire
31:56ancora meglio
31:57a dei neofiti
31:58quello che voi avete fatto
31:59lo sforzo
32:00che avete profuso
32:01ma ci sono molte cose
32:03che invece
32:03non possono essere dette
32:05qual è l'esperienza
32:06che sta vivendo
32:07da questo punto di vista?
32:10Insomma
32:11sono difficoltà
32:15da affrontare
32:16perché
32:17il composto
32:20nutraceutico
32:21che abbiamo
32:22battezzato
32:22con 9 di Genevrofil
32:24non è
32:25giuridicamente
32:26un farmaco
32:27e quindi
32:28è un composto
32:29di integratori alimentari
32:31che si fonda
32:32essenzialmente
32:33su quattro
32:34principi attivi
32:35uno è
32:37il DHA
32:37che è un olio
32:38che si ricava
32:40dalla fermentazione
32:41delle alghe
32:42coltivate in mare
32:43un altro
32:45è l'estratto
32:46liquido
32:47di mirra
32:47un altro
32:48ancora
32:49è la polvere
32:50di bosveglia
32:51serrata
32:52e infine
32:53il cariofillene
32:55che si ricava
32:56dai chiodi
32:57di garofano
32:57sono quattro
32:59principi attivi
33:00che singolarmente
33:03fanno delle cose
33:04messe insieme
33:05hanno questa
33:08efficacia particolare
33:10di aiutare
33:11a risolvere
33:12i problemi
33:13del decadimento
33:13cognitivo
33:14una
33:15importante
33:18riduzione
33:19dei livelli
33:20di betamiloide
33:21nel cervello
33:24un'importante
33:25riduzione
33:26dei livelli
33:27di fosso-proteina
33:28tau
33:29questi sono
33:29dei marcatori
33:30significativi
33:32che evidenziano
33:33lo stato
33:35della malattia
33:38evidentemente
33:41questo linguaggio
33:42lo si può usare
33:43quando si parla
33:44con il personale
33:45sanitario
33:45non lo si può usare
33:48quando si parla
33:48col pubblico
33:49e quindi
33:50col pubblico
33:50occorre poter dire
33:52che aiuta
33:53che supporta
33:54che sostiene
33:57ma insomma
33:57è un linguaggio
33:58comunicativo
33:59difficile
34:00quindi
34:01non potendo usare
34:02il linguaggio
34:03specifico
34:04di quello che fa
34:05questo prodotto
34:06al pubblico
34:08deve appoggiarsi
34:10a geriatri
34:12e neurologi
34:13perché sono loro
34:14che possono consigliare
34:16ai caregiver
34:17e ai pazienti
34:18se sono in grado
34:19di intendere
34:20e di volere
34:21le funzionalità
34:22di questo prodotto
34:23e quindi
34:24di provare
34:25tra l'altro
34:27il brevetto
34:28comprende
34:29una metodologia
34:31di somministrazione
34:32che è quella
34:33sublinguale
34:34che ha
34:35lo scopo
34:36di far sì
34:37che il prodotto
34:38venga assorbito
34:40dalla mucosa
34:40della bocca
34:41e che lo manti
34:42al cuore e al cervello
34:43con immediatezza
34:44e con grosso risparmio
34:46quantitativo
34:47perché se si dovesse
34:48somministrare
34:49attraverso
34:51un prodotto
34:53come uno sciroppo
34:54che va nello stomaco
34:55e passa dal fregato
34:56ne consuma il 90%
34:58quindi i costi
34:59sarebbero proibitivi
35:00quindi
35:00le difficoltà
35:02che noi oggi abbiamo
35:03sono la comunicazione
35:04cioè far conoscere
35:06ai parenti
35:09quindi ai caregiver
35:10che assistono
35:12ai familiari malati
35:13di Alzheimer
35:13che esiste
35:15questo prodotto
35:16che non sarà miracoloso
35:17ma aiuta
35:18sicuramente
35:19a migliorare
35:20la vita
35:21di queste persone
35:21pensate che
35:23il dottor Ciavarella
35:25e la sua società
35:26è così
35:28convinto
35:28ha già visto
35:29così tanti risultati
35:31ha visto così tante
35:32diciamo
35:33dimostrazioni
35:34dei vari studi
35:35dei vari test
35:36che addirittura
35:38dice alle associazioni
35:40che aiutano
35:40le persone
35:41dell'Alzheimer
35:42io ti do
35:43per 20 persone
35:45tre mesi
35:46di prodotti
35:46da provare
35:47in modo che tu
35:48possa verificare
35:49direttamente
35:50se alla fine
35:51dei tre mesi
35:52queste persone
35:53hanno avuto
35:53veramente
35:54un contributo
35:55positivo
35:56alla propria salute
35:57e allora deciderai
35:58in autonomia
35:59se andare avanti
36:00oppure no
36:01è chiaro che
36:02chi fa questo tipo
36:03di operazione
36:04non solo è tranquillo
36:05e sereno
36:06ma è convintissimo
36:07del fatto che
36:08come dice la famosa frase
36:10un conto è parlare
36:11e un conto è vedere
36:12dottor Scirri
36:13c'è questo grande problema
36:15l'abbiamo sentito
36:16della comunicazione
36:17che poi è il suo mondo
36:19assolutamente sì
36:20comunicazione
36:21che come ha spiegato bene
36:23il dottor Ciavarella
36:24ha due canali
36:26quindi due registri
36:27comunicazionali
36:28per parlare
36:29in termini professionali
36:30quello dedicato
36:32al personale medico
36:34e infermieristico
36:35quindi che si occupa
36:37di
36:38con competenza tecnica
36:40di poter aiutare
36:42queste persone
36:43quindi un linguaggio
36:44tecnico
36:45che parla di molecole
36:46il dottore
36:47ben ha spiegato
36:48io vi uso un termine
36:49più brutale
36:50che
36:51la somministrazione
36:53sublinguale
36:54salta
36:55quello che è
36:56il circolo
36:56interoepatico
36:57cioè
36:58tutto quello
36:58che viene assorbito
36:59dallo stomaco
37:00passa dal fegato
37:01il fegato
37:02lavora molto bene
37:03è la nostra industria chimica
37:04che smonta
37:05i prodotti
37:07quindi i farmaci
37:08che noi
37:08somministriamo
37:09per bocca
37:10rendendoli più inattivi
37:11con questo sistema
37:13di somministrazione
37:15sublinguale
37:15va subito
37:17in circola
37:18e quindi arriva
37:19dove deve arrivare
37:20in dosi minore
37:21pensate che il dottor
37:22Ciavarella
37:23mi ricordo molto bene
37:24una volta mi ha detto
37:26sa
37:26l'ho fatto anche
37:28per ringraziare
37:29la vita che mi ha dato
37:30tanto
37:30e questo è importante
37:31perché
37:32non tutti
37:34ricordatevi
37:35si rendono conto
37:36alle volte di essere
37:37stati
37:37aiutati dalla vita
37:39di essere stati
37:40messi in condizioni
37:41magari positive
37:43molte persone
37:45credono che tutto
37:46sia dovuto
37:47ma sappiamo molto bene
37:48che non è così
37:49allora dottoressa
37:51che cosa vorrebbe chiedere
37:52in chiusura
37:53al nostro
37:54dottor Ciavarella
37:57era il suo sogno
38:00continuo ad esserlo
38:02e
38:04devo dire che mi emoziono
38:05perché
38:06anche a me fa piacere
38:08avere una persona
38:09e da esempio
38:10e anche alla mia età
38:11quindi
38:12cosa le ha dato
38:13emotivamente
38:15insomma
38:17noi siamo stati fortunati
38:19ad avere buona salute
38:20e quindi essere un po'
38:22lontani
38:23da questi problemi
38:25però
38:26io ho avuto poi
38:26occasione
38:27di
38:28imbattermi
38:29in un parente
38:30che ha avuto
38:31l'Alzheimer
38:32e insomma
38:33mi sono reso conto
38:34di
38:35quanto fosse
38:36importante
38:37impegnarsi
38:38in un progetto
38:39che potesse
38:41aiutare
38:42questi tipi di malati
38:44noi non ci siamo
38:45fermati
38:46stiamo monitorando
38:51permanentemente
38:52i pazienti
38:54che hanno partecipato
38:55alla sperimentazione
38:56la sperimentazione
38:58ufficiale è finita
38:59nell'agosto
39:00del 2024
39:01siamo nel
39:032026
39:04e noi
39:05mensilmente
39:06a tutti i pazienti
39:08che hanno partecipato
39:09alla sperimentazione
39:10diamo
39:11gratis
39:12il prodotto
39:13alle associazioni
39:15diciamo
39:16non a un'associazione
39:18a più di associazioni
39:19vi diamo
39:21il fabbisogno
39:22di tre mesi
39:23fatelo provare
39:24a chi volete
39:25e se
39:26verificherete
39:27che quello
39:28che è scritto
39:29nel suo studio
39:30corrisponde
39:31a verità
39:32date la notizia
39:34affinché
39:34che i regiver
39:35e i pazienti
39:37ancora in grado
39:38di
39:38rendersene conto
39:40sappiano
39:41che esiste
39:42questo rimedio
39:43e che
39:43possano
39:44usufruirne
39:45purtroppo
39:46non lo passa
39:48la mutua
39:49perché
39:49non è un farmaco
39:51ma un integratore
39:53costa un caffè
39:54al giorno
39:55quindi non è
39:56proprio una cosa
39:56proibitiva
39:58più persone
39:59lo sanno
40:00più persone
40:01potranno
40:02trarre beneficio
40:03da questa attività
40:04insomma
40:05anche perché
40:05giustamente
40:06lui lo sta facendo
40:07a fini sociali
40:08e quindi
40:08l'abbiamo già capito
40:09molto bene
40:10non di lucro
40:11dottor Cini
40:12lei cosa vorrebbe
40:12chiedere
40:13così come
40:13ciliegina
40:14sulla torta
40:15allora
40:15la pillola
40:16che precede
40:17non la domanda
40:19ma la considerazione
40:20è questa
40:22dicevamo prima
40:25autocomunicarsi
40:26come comportarsi
40:27che cosa vuol dire
40:28la cosa più
40:30importante
40:31che ho dovuto
40:31imparare
40:32crescendo
40:33è quella
40:34che
40:34quando c'è una giornata
40:36buona
40:36con i nostri pazienti
40:37quindi
40:38la mamma
40:39al papà
40:39che ci riconosce
40:40che pensiamo
40:41alle cose
40:41che abbiamo fatto
40:42tanti anni
40:43prima
40:43bisogna
40:44fermarsi
40:45su quella giornata
40:46e non pensare
40:47al domani
40:48che non ci conoscerà più
40:49che non si alzerà più
40:51che non si muoverà più
40:52quindi
40:53imparare a godere
40:54del momento
40:56goderlo
40:57fino in fondo
40:58quel bacio
40:58quella carezza
40:59quando eri bambino
41:00quando sei caduto
41:01che bello
41:02perché poi magari
41:03non ce lo diranno
41:04mai più
41:04ma il dottor Giovarella
41:06voglio dire
41:07e a tutti
41:08se questo integratore
41:10che loro hanno fatto
41:11con tanto amore
41:12tanti investimenti
41:13tanta fatica fisica
41:15impegno
41:16può far sì
41:17che quella giornata
41:18di miglior benessere
41:21dove poter ancora
41:22far colazione insieme
41:23chiacchierare
41:24pensare ai tempi passati
41:26possa questo prodotto
41:28aiutare
41:29e allora
41:30comunichiamolo
41:31divulghiamolo
41:32e fin d'ora
41:33dico
41:33dottor Giovarella
41:34al nostro studio
41:35è a sua disposizione
41:37per aiutarla
41:38anche per essi centri
41:40nel divulgare
41:41l'importanza
41:42di questo integratore
41:44e a lui direi
41:47di questo progetto
41:49cos'è che ancora di più
41:51la
41:52diciamo
41:53la stimola
41:54e la fa alzare
41:55al mattino
41:56volendo fare qualcosa
41:57relativamente a questo
41:59andare oltre
42:00e quindi
42:02riuscire a creare
42:03questa fondazione
42:05perché
42:05è un progetto
42:06e insomma
42:08i progetti
42:09si realizzano
42:10anche con gli investimenti
42:11ne abbiamo investiti
42:12già abbastanza
42:13se riusciamo
42:14a fare di più
42:15grazie anche
42:16ai proventi
42:17di questa iniziativa
42:18noi saremo
42:20felicissimi
42:20di poterlo fare
42:21e di chiudere
42:22la nostra vita
42:23con questo ricordo
42:25beh
42:26complimenti
42:27abbiamo capito
42:28tante cose
42:29in questo incontro
42:30abbiamo capito
42:31quanto la vita
42:32alle volte
42:32non sia
42:35assolutamente
42:35lì ad avvisarci
42:37che può succedere qualcosa
42:38nel bene o nel male
42:39quanto sia importante
42:41essere pronti
42:42un po' come fa il marinaio
42:43a cambiare le vele
42:45la rotta
42:45in base al tempo
42:46al mare
42:47perché bisogna essere pronti
42:48a trovare sempre
42:50una sorta di
42:51contromisura
42:51a quello che può capitare
42:53abbiamo capito
42:54quanto la dolcezza
42:55quanto la calma
42:56quanto la formazione
42:57di coloro che stanno
42:59intorno ai malati
43:00di Alzheimer
43:01sia fondamentale
43:02ma abbiamo anche capito
43:03che la ricerca
43:04è l'appiglio
43:06è qualcosa
43:07che può far cambiare
43:09la vita
43:09e del malato
43:11e di coloro
43:11che sono vicini
43:12la bellezza
43:14della vita
43:14e questo è l'altro
43:15insegnamento
43:16di questo nostro programma
43:17è anche
43:17sapere che ci sono persone
43:19come il dottor Ciavarella
43:20che fanno delle cose
43:22lo fanno soltanto
43:23in funzione
43:23degli altri
43:24non per guadagnare
43:26ma per aiutare
43:27e che questo però
43:29in qualche modo
43:30ha aiutato anche loro
43:31perché due signori
43:33di 80 e pass'anni
43:34hanno avuto
43:35un regalo
43:36dalla vita
43:36che è quello
43:37di essere sempre
43:38pimpanti
43:39e avere sempre
43:39degli obiettivi
43:40di avere degli stimoli
43:42per cercare
43:43di aiutare gli altri
43:44questa è la cosa
43:46assolutamente fondamentale
43:47di tutto quello
43:47che abbiamo visto
43:49chiudo con una domanda
43:50che faccio ad entrambi
43:51le è mai capitato
43:52di avere mal di testa
43:54ma spesso e volentieri
43:55succede
43:56alle volte succede
43:57persone anche
43:58che non hanno
43:58l'alzheimer
44:00persone di tutti i giorni
44:01a lei capita
44:01alle volte
44:03assolutamente
44:03succede
44:04che cos'è
44:05che le balla in testa
44:06sul mal di testa
44:07e chiudiamo con questo
44:08prossimamente
44:09come si fa nel cinema
44:13ha introdotto
44:14un discorso
44:16interessantissimo
44:17perché questo prodotto
44:20ha uno straordinario
44:23effetto positivo
44:25su chi soffre
44:27di emicranie
44:30siccome però
44:32è costosa
44:34in questa formulazione
44:36col dottor
44:37Bevilacqua
44:38si sta mettendo
44:39a punto
44:39un prodotto
44:40più leggero
44:42che costi
44:43molto meno
44:44e che possa
44:45aiutare
44:46le persone
44:47che soffrono
44:47di questa patologia
44:49a risolvere
44:50anche questo problema
44:52perché
44:52abbiamo evidenza
44:54che
44:54tra i vari
44:55pazienti
44:56che hanno
44:57sperimentato
44:58il prodotto
44:58ce ne erano alcuni
45:00che soffrivano
45:00di emicranie
45:01da quando
45:02prendono questo prodotto
45:04non soffrono più
45:05come si chiamerà
45:06questo nuovo prodotto?
45:08Cefalaut
45:09beh
45:11mica male
45:12è vero?
45:13Bellissimo
45:14avete visto
45:15che abbiamo
45:16concluso in bellezza
45:17il caso di dire
45:18grazie
45:19alla dottoressa
45:21grazie
45:21al dottor
45:23Ciavarella
45:23grazie
45:24al dottor
45:24Cirri
45:25la dottoressa
45:26Salciccia
45:26ci ha raccontato
45:27tante cose
45:28avete visto
45:28ognuno di loro
45:30ha portato
45:31diciamo
45:32un componente
45:33un po' come
45:33quello
45:34dell'integratore
45:35per far sì
45:35che quello
45:36che abbiamo
45:37raccontato
45:37possa esservi
45:38utile
45:40ricordatevi
45:40di farvi
45:41aiutare
45:42questa è la cosa
45:43fondamentale
45:43il messaggio
45:44che i nostri amici
45:46hanno dato
45:46in modo forte
45:47è chiaro
45:48non abbiate vergogna
45:49non abbiate problema
45:50non sentitevi
45:52a disagio
45:53perché purtroppo
45:54è brutto doverlo dire
45:55ma quello che
45:56capita a voi
45:57è capitato
45:58e purtroppo
45:59capiterà
45:59anche ad altre persone
46:01complimenti
46:02per tutto quello
46:03che voi fate
46:04nei vostri vari ambiti
46:05chiudo con una bella
46:07frase
46:07di Don Carlo Gnocchi
46:09che in qualche modo
46:10rappresenta anche
46:11lo spirito
46:12del nostro incontro
46:13perché il dottor Ciavarella
46:14ci ha proprio raccontato
46:16anche lo spirito
46:17sociale
46:18di aiuto
46:19Don Carlo Gnocchi
46:21prima di morire
46:21aveva detto
46:23due cose
46:25rivolgendosi
46:25ad un proprio
46:27vicino assistente
46:29gli ha preso la mano
46:30e gli ha detto
46:32ricordatevi
46:32della mia baracca
46:33lui sapeva
46:35che quello
46:35che aveva costruito
46:36era qualcosa
46:37di molto
46:37diciamo
46:38aleatorio
46:39di molto debole
46:40eppure stava in piedi
46:41e permetteva
46:42di aiutare qualcun altro
46:44ma Don Carlo Gnocchi
46:46ha detto anche
46:46un'altra cosa
46:47che è perfettamente
46:48in linea
46:48con quello
46:49che è stato
46:49lo spirito
46:50del nostro incontro
46:51la carità
46:53e la solidarietà
46:54fanno meglio
46:55a chi la fa
46:56di chi la riceve
46:57ciao
46:58grazie a tutti
47:06grazie a tutti
47:08grazie a tutti

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