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  • 2 weeks ago
“Sappiamo che l'Alzheimer deve essere interpretato come una disfunzione di molteplici vie biologiche patogenetiche, strettamente interconnesse tra loro: parliamo, ovviamente, dell’amiloide come aspetto centrale della malattia, ma anche della proteina Tau. Dobbiamo inoltre prendere in considerazione molti altri fattori, come la disfunzione dei circuiti neuronali e sinaptici, così come le alterazioni di processi fisiologici fondamentali, quali il sonno e il metabolismo. Proprio per questa complessità la malattia dovrà essere affrontata nell'ottica della medicina di precisione. Oggi, la domanda che dobbiamo porci non è tanto se un particolare farmaco o una terapia innovativa funzionino, ma piuttosto perché funzionino proprio in quel determinato contesto biologico”. Lo ha detto Monica Diluca, presidente eletto della Società italiana farmacologia (Sif), nell’ambito dell’evento internazionale ‘MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer’s Care’. Un appuntamento che ha radunato a Roma esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi per accelerare la trasformazione della cura dell’Alzheimer.

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Transcript
00:02Io penso che negli ultimi decenni la ricerca abbia dimestrato molto chiaramente
00:07che la malattia di Alzheimer è un disordine del sistema nervoso centrale estremamente complesso
00:13e se noi cerchiamo di limitare l'analisi ad una singola via patogenetica
00:19cerchiamo di ridurre troppo in una maniera semplistica e semplicistica questo aspetto.
00:25In realtà noi sappiamo che la malattia di Alzheimer deve essere vista come una disfunzione
00:33di tantissime vie biologiche patogenetiche che sono fortemente imbricate l'una all'altra.
00:41Parliamo ovviamente di amiloide come aspetto centrale della malattia, parliamo di tau
00:47ma dobbiamo anche prendere in considerazione molti altri aspetti come una disfunzione dei circuiti neuronali
00:54dei circuiti sinaptici che avviene peraltro in modo molto precoce, quindi un segnale molto precoce di malattia
01:00così com'è presente alterazioni di processi fisiologici molto semplici come il sonno, come il metabolismo.
01:12Quindi quello che possiamo dire è che la malattia di Alzheimer è complessa
01:16non può essere definita come una singola malattia ma come un disordine
01:22e tutte queste vie patogenetiche che ho accennato possono essere rappresentate nei pazienti in modo molto diverso
01:29e questo mostra quindi una unicità anche dell'ambiente e del scenario biologico di ogni paziente.
01:37E' proprio sotto questo punto di vista che questa complessità suggerisce che la malattia
01:42dovrà essere trattata come uno sfondo di medicina di precisione.
01:48In realtà la domanda che ci dobbiamo porre in questo momento non è se funzioni una particolare farmaco
01:54o una particolare terapia innovativa ma è per chi funziona quella particolare farmaco e quella particolare terapia.
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