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Una produzione TCS S.r.l. 2025 www.telecostasmeralda.tv
Trascrizione
00:02Musica
00:32Buonasera, benvenuti su Telecosta Smeralda, questo è Ansicora, storia e storie della Sardegna.
00:38Io mi chiamo Flavio Soriga, scrivo romanzi, quindi invento storie, ma in questo programma, grazie soprattutto ai nostri ospiti,
00:46raccontiamo storie realmente accadute, pagine di storia della nostra isola.
00:51Oggi è tornato con noi Stefano Pira, bentornato professore, che insegna storia della Sardegna, oltre che storia moderna.
00:59Abbiamo parlato l'altra volta di Saline, delle Saline di Molentargius, nei secoli.
01:04Oggi raccontiamo un luogo del sud-ovest della Sardegna molto particolare, perché ospita una comunità che Sarda non è,
01:13a meno che poi oggi non si sentano un pochino sardi perché sono qua da molto tempo.
01:18Carlo Forte, se un turista ci sta guardando, un milarense che non ha studiato perfettamente la storia della Sardegna,
01:25e raccontiamo questa storia che è molto particolare.
01:28In un'isola che si chiama Isola di San Pietro, da metà del Settecento abita una comunità che è genovese,
01:37ma arriva all'isola di San Pietro dal nord dell'Africa, da un'isola vicino a Tunisi che si chiama
01:44Tabarca.
01:45Dobbiamo iniziare da lì. Sin dal Cinquecento a Tabarca, quest'isoletta vicino a Tunisi, abitava una comunità genovese.
01:54Perché, professore, abitavano lì?
01:56Beh, sono luoghi strategici, lo erano per il commercio del corallo, per la pesca, ma anche per i commerci in
02:06generale.
02:07Quindi sono oltretutto, nel Cinquecento c'erano state varie spedizioni anche dell'imperatore Carlo V, per esempio,
02:16per calmare, come dire, gli attacchi provenienti dal nord Africa.
02:21I pirati, i pirati...
02:23Sì, i corsari che avevano anche l'autorizzazione con una patente di corso per attaccare le coste cristiane
02:29e i corsari cristiani avevano l'autorizzazione di attaccare.
02:34Quindi era una situazione...
02:36Per secoli l'Europa, soprattutto il Mediterraneo...
02:38Cioè, fino al 1816.
02:40Quindi dobbiamo immaginare che i due architetti degli insediamenti della Sardegna
02:49erano, da una parte, questi attacchi dal mare, che sono iniziati nel Settecento d.C.,
02:55quando gli arabi musulmani hanno spezzato in due il Mediterraneo,
02:59che non è più un mare nostrum, per cui prima ci si poteva muovere,
03:03mettiamo da Algeri, da Tunisi, verso Cagliari, verso Roma, insomma, Sant'Agostino.
03:09Era nato in Nord Africa, avviene questo trauma.
03:12Nel Settecento l'espansione musulmana rende pericolosissimo per i cristiani.
03:18Fino ancora nel Settecento, infatti...
03:21Non 1700, è Settecento.
03:23Settecento d.C. viene spezzato il Mediterraneo in due.
03:26Quindi arrivano fino in Spagna.
03:28Anche le sorti della Sardegna potevano finire in mani musulmane,
03:33avere forse anche la civiltà musulmana, che la Sicilia ha avuto, per esempio.
03:37Invece la Sardegna ha sempre avuto questa sindrome dell'assedio dal mare.
03:42L'altro architetto era Malaria, l'indice malariogeno.
03:45Cioè, quando costruivano degli insediamenti, quando pensavano dei paesi in San Renia,
03:51bisognava pensare alla possibilità di un attacco pirata e alla Malaria.
03:55Quindi non costruire vicino al mare, dico bene?
03:57Esatto.
03:58Tant'è che erano pochissime, meno una decina gli insediamenti che si vedevano dal mare.
04:05Ecco perché Carloforte, fondata nel 1738, fa eccezione e pagherà un prezzo altissimo nel 1798.
04:14Torniamo alla fondazione di Carloforte, appunto.
04:18Prima fondiamola.
04:19Questi tabarchini che stavano a nuova, questi genovesi che stavano a tabarca, vicino a Tunisi,
04:25in quest'isoletta, a un certo punto, siccome chi governava Tunisi, diciamo, cambia le condizioni,
04:33cioè rende più oneroso vivere lì, devono pagare troppe tasse, poi forse anche il corallo si stava esaurendo.
04:39Anche il corallo si stava esaurendo e quindi c'è la necessità di muoversi.
04:46Lo scenario è mediterraneo, quindi Agostino Tagliafico, che è il loro leader,
04:51fanno una specie di mappatura e scelgono.
04:54Oltretutto noi adesso misuriamo con le barriere nazionali, ma in poche ore si raggiungeva l'isola di San Pietro.
05:06Eh sì, giusto, da Tabarca a San Pietro.
05:08Dalla Galitta a San Pietro, cioè la località tunisina, ancora oggi credo che con un vento favorevole
05:16sia più veloce che raggiungere Cagliari da Carloforte.
05:20Dobbiamo tenere conto di queste...
05:21Però ci voleva il permesso del sovrano.
05:23Esatto.
05:24Il sovrano è piemontese, è Carlo Emanuele III, così ricordiamo perché si chiama Carloforte.
05:31Carlo Emanuele III, sovrano piemontese.
05:34La Sardegna è piemontesa da poco in questo momento.
05:37La Sardegna è sarda, per cui il re è duca di Savoia, ma il re di Sardegna.
05:42E tutte le leggi sarde rimangono tali perché quando è stato affidato il regno di Sardegna
05:49e Savoia hanno giurato di non modificare, giurato in due trattati internazionali, quindi
05:56per 127 anni, fino al 1847, non potranno in teoria toccare nessuna legge.
06:04Dunque, la Sardegna è... ha un sovrano Savoia, diciamo, da poco tempo, da una ventina
06:10d'anni, ha un vicerè anche molto duro nel governo, il Marchese di Rivaldo.
06:16Nel 1738, alla fondazione di Carloforte, questo è importante dirlo perché l'idea
06:22era quella dell'ingovernabilità dei sardi, la difficoltà di governare i sardi per i piemontesi
06:28è un trauma.
06:29arrivano, c'è un tasso di violenza formidabile, oltretutto c'era stato un passaggio Austria-Spagna
06:36e lo Stato era diventato debole e noi sappiamo che gli stati quando diventano deboli la violenza
06:42può esplodere.
06:43Cioè quando i piemontesi prendono la Sardegna pensano che quest'isola è animata da conflitti,
06:49non la conoscono ed è un trauma per loro conoscerla e quindi capiscono che occorrono, dal loro
06:56punto di vista, dei modelli esterni di governabilità è niente di meglio che mettere delle colonie
07:02di stranieri.
07:03Un progetto che fallirà immediatamente, l'unica comunità che invece si riesce a trapiantare
07:12è proprio quella dei tabarchini e dei genovesi perché ne arriveranno anche da Genova a fondare
07:20Carlo Forse.
07:21Quindi il sovrano Savoia, il re di Sardegna, dice a questa comunità genovese che sta al
07:31nord di Tunisi, venite all'isola di San Pietro, vi troverete bene, fate la vostra città fortificata
07:39contro i pirati, la fortificano subito?
07:42Sì, immediatamente, addirittura uno dei migliori ingegneri piemontesi, i Savoia avevano un ottimo
07:50esercito, forse tra i migliori di tutta Italia ed è per quello che riescono a unificare l'Italia
07:56e quindi mandano i loro ingegneri che sono dei militari e immediatamente progettano la fortificazione
08:02torre e mura, altrimenti come dire la comunità sarebbe stata spazzata via dal primo attacco
08:10di corsari, c'è un'espressione di vicere invece siciliani, la Sicilia era molto più
08:16forte anche come flotta e quando avevano troppi attacchi dal mare dicevano dobbiamo
08:21limpiare la Sislas, dobbiamo pulire le isole da queste presenze, vuol dire che prima del
08:281738 le vele tunisine, algerine o marocchine erano sempre presenti nell'isola di San Pietro,
08:35nell'isola di Tavolara, alla Sicilia, una minaccia costante, stavano lì, comandavano
08:41più loro, lo Stato aveva in Sardegna una sola nave in grado di pattugliare, pattugliare
08:49è cosa? 1800 km di costa per una sola nave è praticamente non poter resistere.
08:56Allora quando i tabarchini arrivano all'isola di San Pietro come si trovano?
09:01Beh insomma non è un paradiso terrestre, anche se per noi oggi chiunque vada a Carloforte
09:10se ne innamora da qualunque parte del mondo provenga, però l'arrivo è una vera e propria
09:16epopea, intanto devono fare la quarantena perché nessuno poteva partire da Nord Africa e inserirsi
09:23subito se non passavano i 40 giorni. E dove la fanno? A Cagliari? A Cagliari, a Lazzaretto?
09:31Vengono separati nel porto da una barriera, i cagliaritani e i sardi guardano questa popolazione
09:38e rimangono a bocca aperta per la bellezza. Ah la fanno nella nave stessa la quarantena?
09:42No no sono a terra, gli si danno subito delle tende come se fossero degli attendanti, sì vivono
09:50in queste settimane di quarantena e la popolazione li guarda in maniera anche ammirata perché
09:58sono alti, hanno una complessione fisica superiore a essa. Io dico poi che c'è un codice della
10:06vendetta della natura perché 30 anni dopo rischieranno tutti l'estinzione perché non
10:12hanno per esempio un'attrezzatura genetica in grado di resistere alla malaria che esploderà
10:17nell'isola. Questi genovesi che arrivano a San Pietro non trovano il paradiso terrestre,
10:23dopo aver fatto la quarantena devono fare i conti con la malaria quasi subito? Diciamo
10:29il periodo peggiore sì è 20 anni dopo, intanto sono finanziati da un fiodattario che è il
10:35San Pietro, quindi è l'imprenditore che bilancia una certa somma e poi spenderà quattro volte
10:42quella somma perché il dramma è costruire da zero, costruire da zero in muratura, costruire
10:48da zero l'economia, quindi serve un finanziatore. Anche lo Stato è generosissimo e quindi noi
10:54abbiamo una quantità di forse decine di migliaia di documenti perché lo Stato li finanzia, perché
11:00dovendo essere il modello di colonie che dovevano far vedere ai sardi come ci si doveva comportare
11:07come buoni sudditi e cittadini, il governo non risparmia mai i suddi loro, cerca di salvarli
11:15anche dell'esplosione della malaria e capisce che le lagune di acqua dolce, cioè tutte le volte che un
11:21ruscello, Carlofortino, straripala esplodeva l'intempeglie, non si chiamano la malaria, e capiscono
11:28anche che va imbrigliata il ruscello. Nascono per questo le saline a Carloforte, anche per questo?
11:35Diciamo che nascono però come prima di tutto per origine economica e Carlofortini ci sanno
11:44fare perché col mare sono formidabili, cioè tutto il loro destino fino ad oggi credo che qualunque
11:52diciottenne, diciannoenne, ventenne debba avere il patentino di navigazione, sono grandi navigatori
12:00come nella tradizione, nella tradizione ligure e quindi sono un valore aggiunto per l'intera Sardegna.
12:08Comunque è un'avventura quasi da far west, è un'epopea, questa comunità che si sposta
12:15dal nord Africa che già non doveva essere facile, in quest'isola deserta, con i sardi che
12:20li guardavano appunto, un po' di ammirazione magari anche, insomma chi lo sa quanta...
12:25La fortuna è che l'isola è disabitata, perché falliscono le altre colonie come Montresta
12:31tra Alghero e Bosa, come Santa Sofia vicino a Lacconi, come la Zinara, la stessa Santa Teresa
12:40di Gallura, il fondatore verrà ucciso dai pastori locali. Il grande equivoco è che per i piemontesi
12:47e per i governanti, quelle che erano intere regioni disabitate, in realtà non erano disabitate,
12:55erano i pastori che le gestivano a seconda della stagione climatica.
13:01Questo è un equivoco che dura ancora oggi, che uno arriva in stradina e dice non c'è
13:05niente, no, c'è una comunità che civile...
13:07Se non ha studiato...
13:08O se ha degli interessi particolari per sfruttare questo apparente nulla, vabbè ma questo è un
13:15discorso complesso. Torniamo tra un secondo, andiamo in pubblicità, torniamo a parlare
13:19di Carloforte e della faticosa e avventurosa colonizzazione dell'isola di San Pietro. A tra poco.
13:37Professor Pira, vediamo un contributo delle interviste all'Università di Cagliari, vediamo
13:44prima cosa dicono le studentesse e gli studenti di Carloforte, cosa ne sanno e cosa si chiedono.
13:51Sappiamo che sono nel sud Sardegna, quello sì, giusto? Carloforte è molto bella e ci
13:57serve un traghetto.
13:59Quando sono state fondate Carloforte e Calasetta, secondo voi?
14:02Non ci sono le risposte.
14:04Quando Dio ha creato la terra e le ha fondate lui.
14:10Durante il periodo medievale, penso.
14:13Nel... non lo so, 1600.
14:16Chi è che le ha fondate?
14:17Torno al 1770.
14:20Perfetto, sono di lì, ci mancherebbe altro.
14:24Sicuramente l'età moderna, diciamo, 600-700 diciamo, più o meno.
14:30E sapete che si parla tabarchino?
14:32Sapete cos'è il tabarchino?
14:33Un dialetto.
14:35Sono praticamente dei microcosmi linguistici genovesi, quindi è molto interessante per
14:43quello.
14:43Non so nemmeno cosa sia il tabarchino.
14:46So che gli abitanti genovesi di Calasetta e Carloforte derivano dall'isola di Tabarca
14:51in Tunisia.
14:52Quindi poi il tabarchino deriva da quello perché appunto derivano da quell'isola lì.
14:57Sapete che si mangia una specie di couscous a Carloforte?
14:59No.
15:00Sì, ti ho sentito dire.
15:02La fregola?
15:03No, so che esiste una sagra e basta.
15:06Del couscous.
15:07È vero, cosa ridi?
15:09Perché si mangia questa specie di couscous?
15:12Non vedo.
15:14È la domanda.
15:18I don't know.
15:20Perché sono due ex colonie genovesi tabarchine, quindi si parla di Calasetano che è un tabarchino
15:27un ligure un po' diverso e ci sono anche tradizioni culinarie diverse appunto derivanti da quella
15:34colonia.
15:35Vorresti sapere qualcosa in più su Carloforte e Calasetta?
15:38Perché si parla di tabarchino adesso?
15:41Sì, perché è così caro andarci.
15:44Facciamo il ponte invece di farlo sullo stretto di Messina, come la Sardegna-Carloforte.
15:48Per Calasetta c'è il ponte.
15:50Davvero?
15:51Sì, sì.
15:52Calasetta non viene calcolato a quanto Carloforte, quindi vorrei sapere perché, se ci fosse
15:57un po' più di interesse in genere nella Sardegna.
16:01Allora, a molte di queste domande abbiamo già risposto, abbiamo già corretto alcune imprecisioni.
16:07Rimane questa curiosità anche per Calasetta, che fino adesso non abbiamo citato, che è un
16:12altro luogo di fondazione in un'altra isola, quella di Sant'Antioco, che in realtà è collegata
16:18da un ponte e che però viene fondata un po' dopo, dico bene?
16:21Sì, qualche anno dopo, insomma, e quindi però la purezza Carloforte è quella di non
16:30aver incontrato altre popolazioni, quindi non c'è un contrasto come avverrà nelle altre
16:36colonie che falliranno in Sardegna, tant'è che il governo rinuncerà completamente a insediare
16:46popolazioni esterne alla Sardegna. I sardi venivano chiamati i nazionali, d'ora in poi
16:51dice, popoleremo con i nazionali che tra l'altro resistono meglio alla malaria, e questo è vero,
16:57noi oggi sappiamo che i sardi hanno un'attrezzatura genetica che, sì, li faceva ammalare di malaria
17:05come gli altri, ma non aveva un tasso di mortalità, come per esempio nelle colonie fondate nel
17:11novecento come arbolera, che si chiamava Mussolinia o Fertilia, poi.
17:17Torniamo a Carlofortini, al di là del rischio della malaria devono affrontare anche, immagino,
17:25difficoltà di sostenersi, l'acqua e il cibo in un paese che devi fondare da zero.
17:30Infatti il sovrano a un certo punto o seppe, per esempio, che per un mese o due a metà
17:35settecento erano mancate, il fabbisogno alimentare, essere, come dire, inquietato molto, perché
17:44quello era anche il modello di colonizzazione.
17:47Cioè il re ci teneva che a Carlofortini non patissero la fama.
17:50investiva continuamente, perché altrimenti non sarebbe sopravvissuta.
17:55Quindi forse dal punto di vista economico certo non era un modello ripetibile.
18:01E c'è questo legame fortissimo della comunità con Carlo Emanuele III, tant'è che c'è la
18:09statua inaugurata negli anni Ottanta del 1700, quindi ormai Carlo Emanuele III non c'è più.
18:17Però la cosa, come dire, l'ironia della storia è che poi hanno un'apertura politica e culturale
18:23tale, i carolini si chiamavano allora, in onore del sovrano, che sarà l'unica comunità
18:31ad accogliere le truppe rivoluzionari francesi nel 1793, quando la Sardegna viene attaccata
18:40da una poderosa flotta francese che è sconfitta dappertutto, a Cagliari, all'isola di Santo
18:46Stefano e alla Maddalena, invece Carlo Fortini accolgono questa flotta e soprattutto accolgono
18:52Filippo Buonarrotti, che è un grandissimo rivoluzionario, uno dei primi comunisti scientifici
18:59dell'umanità, che sarà poi l'autore di una famosissima congiuga degli eguali a Parigi
19:05e lui racconta nella sua biografia, ho scritto una costituzione comunista per l'isola di
19:11Carlo Forte, che così ha gustato...
19:13Quindi nonostante Carlo Fortini avessero avuto tanti aiuti dai Savoia, avessero questo legame
19:18speciale con il sovrano, il sovrano avesse a cuore che non patissero la fame, però quando
19:23arrivano i rivoluzionari francesi...
19:24Forse perché hanno questa apertura culturale e politica dovuta al fatto che si muovono
19:31liberamente nel Mediterraneo, oltretutto i francesi, certo, ho visto i libri dei conti,
19:37fanno un'iniezione di denaro su Carlo Forte, formidabile in quei mesi, però c'è un dato
19:42culturale, cioè...
19:44Ma anche questo fatto della comunità può essere...
19:47È fortissimamente coesa, certamente...
19:49A Carlo Forte c'è un senso della comunità molto forte...
19:52Meno soggente alle guerre civili che piagavano molte comunità della Sardegna, che noi ci raccontiamo
19:58sempre...
19:58C'è vendette, omicidi...
20:00Ma anche lo scontro fra le classi dirigenti all'interno dei singoli paesi per il controllo
20:06delle risorse, e questo era un fatto che... era questo che indignava i piemontesi, che non
20:13capivano che due paesi vicini potevano considerarsi nemici per la pelle, perché
20:19dovevano sopravvivere dividendosi in risorse minime, mentre invece chi aveva uno sbocca
20:25al mare, come i Carolini, Carlo Fortini, Tabarchini, chiamiamoli come vogliamo, aveva, come dire,
20:31delle possibilità economiche negate ai 370 villaggi della Sardegna, a meno che uno non
20:37fosse a Castelsardo, a Bosa, ad Alghero o a Cagliari, che infatti era una comunità molto
20:43più ricca rispetto alle altre, e anche in grado di essere salvate in caso di carestia,
20:48perché Cagliari nel 1812, carestia terribile, viene salvata da navi di grano provenienti
20:55dal Mar Nero, cioè da quella che oggi è l'Ucraina, e quindi teniamo conto...
21:00Poter navigare, poter commerciare era una risorsa importantissima in tutta la storia
21:04dell'umanità.
21:05Dire che chi ruba viene sempre dal mare, forse un proverbio da prendere, smontare di volta
21:10in volta e dire, questa volta hanno rubato, questa volta siamo stati salvati.
21:14Allora, dicevamo che Calasetta è fondata un po' dopo, ed è un altro esempio di colonizzazione
21:23riuscita, ci sono anche dei piemontesi, la Calasetta...
21:27Sì, con qualche contrasto, mentre Carloforte...
21:29Qualche contrasto con gli altri di Sant'Antio, però comunque funziona, resiste, è una comunità
21:33che arriva fino ad oggi, un paese che è ancora bellissimo da visitare, ma Carloforte
21:40conosce un momento difficilissimo, abbastanza in fretta, nel 1798, c'è un episodio terribile
21:50che acquista una fama mondiale, lo racconti lei, professore?
21:56Sì, è la notte fra il 2 e il 3 settembre e un migliaio di tunisini con a capo un
22:04raizze
22:04senza neanche pare il grande permesso del bello e del sovrano attacca Carloforte e compie
22:11un rapimento di quasi un migliaio di abitanti, 600 sono donne e bambini.
22:16Un migliaio di abitanti?
22:17Un migliaio che vengono prelevati e nel giro di un paio d'ore raggiungono Tunisi.
22:22Da Cagliari non si fa un tempo a mandare una nave per salvarli ed è un dramma che durerà
22:29cinque anni, cioè mille cristiani rapiti da musulmani tunisini creano uno scandalo che
22:39è in tutte le gazzette, non d'Europa, del mondo.
22:42Ne parlano i giornali di tutto il mondo.
22:43Hai detto bene, persino i giornali degli Stati Uniti li ho visti, raccontano di questo
22:48scandalo incredibile.
22:50Ora poi noi dopo 225 anni sorridiamo pensando che in quei mesi, in quegli anni successivi
22:58la scia di sangue che lascia Napoleone Bonaparte è immane.
23:02Però questi erano anche donne e bambini, erano a casa loro.
23:05Certo, avviene un massacro vero e proprio.
23:08Per fortuna il Bay non li vende e quindi tratta diciamo...
23:13Non li vende come schiavi?
23:14Non li vende a uno a uno, il che vuol dire poterli salvare dopo nel momento del riscatto.
23:19Chiedono un riscatto.
23:20Che avviene con una procedura lunghissima, cioè si tassano tutte le parrocchie sarde,
23:28quindi potremmo dire che c'è un piccolo debito, diciamo, degli abitanti nei confronti
23:34dell'intera comunità, ma partecipano anche grandi mercanti, il Conte Pollini, cioè si mette
23:40a mano, diciamo, un portafoglio che è terribile anche per il Savoia, perché anche il Savoia
23:47stanno per essere mandati via dal Piemonte, quindi è un periodo di crisi economica incredibile.
23:53Forse lo stesso Napoleone, pur essendo nemico del re di Sardegna, minaccia Tunisi e quindi
24:01contribuisce alla liberazione, persino viene coinvolto persino lo Tsar in Russia, che è
24:07alleato naturalmente a volte del re di Sardegna, quindi della Sardegna e in parte anche del
24:15sultano e quindi le trattative sono lunghissime.
24:17Di questi mille quanti torneranno a casa?
24:20Ne moriranno un centinaio, però nasceranno anche un altro centinaio di bambini.
24:25C'era il vaiolo, tra l'altro, in corso e quindi alcuni bambini, per esempio, muoiono
24:30già nel trasferimento da Carloforte a Tunisi.
24:35Si dice che, insomma, una delle bellissime avvenenti donne carlofortine rimarrà a Carloforte
24:43e sarà la madre di un famoso Bey, cioè del sovrano di Tunisi, tra gli anni 30 e 40.
24:50quindi, ed è un fatto storico, non è solo il mito, le donne valevano il triple e il
24:57quadruplo per il riscatto, cioè il riscatto veniva pagato con una differenziazione a seconda
25:04che eri comandante di nave, marinaio provetto, le donne costavano molto.
25:09E a parte questa signora che appunto rimane lì, gli altri come vivono questa prigionia,
25:18a stare cinque anni...
25:19Vivono anche lavorando, naturalmente.
25:22Non in una cella, ecco, sono privati della libertà.
25:26Se posso dirlo, forse erano trattati peggio i tunisini presi prigionieri.
25:30Ad un certo punto capitava che venissero, si poteva arenare una nave, per esempio,
25:37lo capitò davanti a Rosei, nella seconda mele del Settecento, e il vicere dice, beh, vabbè,
25:42questi 19 tunisini, mandiamogli al Bey in omaggio, che magari in cambio lo mettiamo a disagio
25:49e ci restituisce...
25:51Carlo Fortini.
25:52E sicuramente era una condizione terribile, anche quella dei tunisini e degli algerini
25:57presi prigionieri, lavoravano nelle saline, se gli andava bene diventavano, come dire,
26:02nella servitù del vicere.
26:05E certamente è un periodo drammatico, insomma, io ricordo un documento che mi ha sempre impressionato,
26:12un rapimento in piena costa smeralda, che non si chiama così, ma si chiama Monti di Mola,
26:17negli anni Sessanta del Settecento, nove fra donne e bambini vengono prelevati perché
26:23i mariti sono pastori.
26:25Prelevati da chi?
26:26Prelevati dai tunisini e portati a Tunisi.
26:29Sì, poi magari sono corsari, quindi hanno tutto in rego il pazientino.
26:33Quindi arrivano qua di notte, trovano queste persone.
26:35Se li portano via per un paio d'anni, no, no, di giorno anche, perché ascolavano il bestiame,
26:40perché i gallunesi erano anche grandi pastori di armenti, e però i mariti erano,
26:47a qualche chilometro, vengono rapiti e portati a Tunisi, i documenti sono impressionanti,
26:53perché il governo dice, noi non abbiamo denaro per il riscatto.
26:56E quindi questa famiglia tempiese, che pascolava a decine di chilometri da Tempio, appunto,
27:01in costa smeralda, perché Monti di Mola è il nome che fino a Karim Aga Khan aveva la
27:06costa smeralda.
27:07E questi tornano?
27:08Sì, ma dopo anni e dopo che il marito andrà a Tunisi a contrattare, perché il problema
27:14era che l'ordine mercedario, che è l'ordine religioso, distanza soprattutto in Spagna e
27:21rimane anche sotto il re di Sardegna Savoia, doveva essere alimentato dal denaro per poter
27:30pagare la mercede, cioè il riscatto.
27:32Ed è impressionante vedere in questi documenti persone nate ad Arzena, a Villa Grande, che
27:39erano state prelevate dalle spiagge ogliastrine e portate a Tunisi e dicevano, ma voi dovete
27:46intervenire, perché se no noi siamo come quei popoli senza sovrano.
27:50Sicuramente saranno tornati ad Arzena, a Villa Grande, con tantissime storie da raccontare
27:54e le erano raccontate migliaia di volte.
27:57Chi è tornato?
27:59Siamo partiti da Carloforte, siamo arrivati anche nella costa smeralda di metà Settecento,
28:04che era molto diversa da oggi. La storia della colonizzazione dell'isola di San Pietro
28:09è interessantissima. Professore, lei l'ha raccontato in un Carloforte tra Settecento e
28:14Ottocento, AMD edizioni, oggi ho portato anche questo librino sempre di AMD edizioni.
28:22Carloforte, 1798, il grande rappimento, lo consigliamo molto. Grazie di essere stato
28:28con noi. Voi, se siete turisti, se siete appassionati di Sardegna, ma anche se siete
28:32sardi e non ci siete mai stati, andate subito a visitare Carloforte, che è un posto bellissimo
28:37e che ha una storia davvero unica, meravigliosa. Grazie, ci vediamo la settimana prossima su Telecosta
28:43Smeralda, questa è Ansicora, storia e storie della Sardegna. Grazie Professor Pira.
28:48Grazie a voi.
29:02Grazie a voi.
29:21Grazie a voi.

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