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Passato e Presente, il programma di approfondimento storico condotto da Paolo Mieli. L'appuntamento quotidiano che racconta la Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi.



GIORGIO GABER. LIBERTÀ OBBLIGATORIA: L'8 ottobre 1976 Giorgio Gaber, con il teatro canzone, porta in scena "Libertà obbligatoria", una riflessione sulla parola Libertà. Cosa significa essere liberi? E, siamo davvero in grado di esserlo? Il Paese sta vivendo un'epoca di passione politica e profonde trasformazioni sociali, ma, speranze e certezze degli anni della contestazione cominciano a incrinarsi. Gaber ancora una volta mette sotto accusa parole, comportamenti e ideologie del suo tempo. Raccontando le contraddizioni di una generazione, la crisi delle utopie, trasforma lo spettacolo nel luogo di una originale critica politica e sociale dell'Italia degli anni '70.

Con: David Bidussa, Emanuela Lucchetti, Francesco Ferasin, Maria Sole Sanasi


LIBRI CONSIGLIATI SULL'ARGOMENTO:

- "Quando Parla Gaber. Pensieri E Provocazioni Per L'Italia Di Oggi" di Guido Harari (Chiarelettere, 2012).
- "Giorgio Gaber, Sandro Luporini 3 Vol." di Fabio Barbero (Arcana, 2022/2024).
- " Musica E Parole. Breve Storia Della Canzone D'Autore In Italia" di Paolo Talanca (Carocci, 2025).



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Trascrizione
00:19È il 1957. In piena guerra fredda, l'Unione Sovietica lancia in orbita lo Sputnik 1,
00:26il satellite che per la prima volta porta lo scontro tra le due superpotenze nello spazio.
00:33Intanto negli Stati Uniti viene emanato il Civil Rights Act per il diritto di voto degli afroamericani,
00:39primo segnale federale contro la segregazione razziale,
00:43mentre sei paesi firmano i Trattati di Roma che danno vita alla Comunità Economica Europea,
00:49primo grande passo verso l'Europa Unita.
00:51In Italia sono gli anni del boom e sul mercato arriva la nuova Fiat 500
00:56e Bruno Dossena, campione di Boogie Woogie, organizza al Palazzo del Ghiaccio di Milano
01:02il primo festival italiano del rock'n'roll.
01:05Insieme a Celentano, Mina ed Enzo Iannacci fa il suo debutto Giorgio Gabber.
01:11La musica italiana sta per voltare pagina.
01:18Oggi parliamo di Giorgio Gabber col professor David Bidussa,
01:24partendo da quel 1957, quel debutto a Palazzo del Ghiaccio,
01:29e poi forse anche del suo far coppia all'inizio con un artista che ha molte assonanze,
01:36con lui che è Iannacci, e ne parliamo con due competentissimi,
01:42Maria Solle Sanasi e Francesco Ferrasin.
01:45Professore, cos'è che accomuna, partono insieme, fanno un duo, Iannacci e Gabber,
01:51cos'è che li accomuna?
01:52Secondo me li accomuna il fatto che non sono nel costume del proprio tempo,
02:00sono dentro una voglia di scavare, sono dentro un linguaggio molto raffinato,
02:07perché questo li accomuna anche da un punto di vista culturale,
02:10non solamente politico o politico-culturale, culturale,
02:14ma soprattutto sono tormentati tutti e due.
02:16Senza mancare di rispetto agli altri cantautori, tutti bravissimi,
02:21però loro hanno qualcosa in più, hanno più letteratura nella loro...
02:27Hanno anche uno stile, cioè noi dobbiamo partire dal fatto che nel 57-58 in Italia
02:32la canzone d'autore è una canzone eseguita per esempio urlando,
02:36cioè la voce più nota è da una parte Tony Dallara,
02:40l'altro è un altro che urla con più melodia che è sicuramente Domenico Modugno,
02:45però in ogni caso loro non urlano, hanno un linguaggio anche abbastanza difforme per certi aspetti,
02:52ma soprattutto hanno una postura che uno avrebbe pensato essere quella di uno studioso
02:58da anni 40 di una sezione universitaria, cioè non campagna.
03:02Come vedremo nel primo capitolo, in cui l'abbiamo definito il corsaro,
03:09guidati da Emanuele Rocchetti, ha queste particolarità seguitelo sul filo conduttori
03:17che vi ha indicato il professor Bidussa.
03:22È il 18 maggio del 1957 e al Palaghiaccio di Milano si svolge il primo campionato italiano di rock'n
03:29'roll,
03:30la nuova musica che viene dall'America e sta dilagando anche in Italia.
03:34L'anno prima la RCA ha cominciato a distribuire i dischi di Elvis Presley
03:39e l'industria discografica italiana ha spiccato il volo.
03:42Se nel 51 si vendevano 3 milioni di dischi, nel 58 saranno 17 milioni.
03:49Più dell'80% sono destinati ai giovani, che però vogliono cantare in italiano
03:54e il festival milanese presenta giovani cantanti che si stanno confrontando proprio con questo genere.
04:01Tra loro ci sono un orologiaio di origini pugliesi che si chiama Adriano Celentano,
04:06una ragazza cremonese che si fa chiamare Baby Gate e presto diventerà Mina,
04:11un futuro medico che suona più strumenti e un suo amico chitarrista che viene dal jazz.
04:16Si chiamano Enzo Iannacci e Giorgio Gabersic,
04:20un cognome di origine slovena che presto accorcerà in Gaber.
04:25I giornali non capiscono quello che sta succedendo,
04:28definiscono questi cantanti degli urlatori,
04:31perché non cantano ma appunto urlano nel microfono.
04:35Non immaginano che proprio loro stanno per cambiare la storia della canzone italiana.
04:47Il primo brano italiano di rock'n'roll lo canta Gaber,
04:52esce nel 1958, si chiama Ciao ti dirò.
05:01Se Celentano è il primo nella canzone italiana a usare il corpo,
05:06Gaber e Iannacci vi aggiungono una comicità stralunata,
05:10marchio di fabbrica del nascente cabaret milanese.
05:12Insieme formano un duo, si fanno chiamare i due corsari.
05:26All'inizio degli anni Sessanta,
05:29il panorama musicale italiano vive una grande trasformazione.
05:33A Roma, la RCA lancia i tormentoni da spiaggia
05:36e i ragazzi Ye Ye, Morandi e La Pavone.
05:42A Milano, la Ricordi sceglie la canzone d'autore
05:45e punta su dei giovani cantautori genovesi,
05:48Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzzi e Fabrizio De Andree.
05:55Ma lancia anche i nuovi interpreti milanesi,
05:58Ornella Vanoni, Gaber e Iannacci.
06:02Fanno parte di un ambiente culturale
06:05dove teatro e canzone convivono nei lavori di Dario Fo e Frank Arame,
06:10Giorgio Streller, I Gufi e Maria Monti,
06:13con cui Gaber scrive il suo primo vero successo.
06:23Il duo con Iannacci si scioglie,
06:25ma Gaber resta un corsaro che compie incursioni nei generi musicali.
06:30Dopo il jazz, il rock'n'roll e la canzone sentimentale,
06:34insieme allo scrittore Umberto Simonetta,
06:36si confronta con la canzone d'autore.
06:44Sono bozzetti in forma di ballata,
06:47che parlano di figure marginali,
06:49eroi da balera e osteria.
06:58Le incursioni di Gaber si estendono alla televisione,
07:02partecipa a molti programmi,
07:04a quattro festival di Sanremo
07:05e nel 66 anche al festival della canzone napoletana.
07:14Dopo essersi unito sentimentalmente con l'attrice e cantante Ombretta Colli,
07:19Gaber crea un suo dalizio artistico con il pittore Sergio Luporini.
07:23Il loro primo successo si chiama Barbera e Champagne.
07:34Ma con l'arrivo del nuovo decennio,
07:36mentre esplode la rivolta giovanile,
07:39Gaber si rimette in gioco,
07:41abbandona festival e studi televisivi
07:43per dedicarsi solo al teatro e alla canzone.
07:46Lavoravo in quel di Baggio, ad un nastro di montaggio.
07:49La mia testa si girava e il motore accompagnava.
07:53Per quel nastro fu perciò che il mio tic si complicò.
07:58Non si sta poi tanto male con un tic orizzontale,
08:03ma per colpa di un rialzo lo seguivo in un sobbalzo.
08:08Per quel nastro fu perciò che il mio tic si complicò.
08:15Curiosissima la storia di Gaber diventa famosissima
08:18per una canzone melodica, non arrossire,
08:22ma tutto il resto delle sue canzoni,
08:24davvero tutte, sono canzoni pazzottiche
08:29che hanno qualcosa di stravagante
08:33e che interpretano l'anima pazzottica degli anni Sessanta.
08:37Nel boom economico c'è una vena.
08:39Nella letteratura, nel cinema,
08:42così pazza e Gaber è un grande irregolare,
08:46come gli annaccio del resto.
08:48Lo è, secondo me, anche per le cose
08:52che mette nei suoi testi musicali.
08:54Per esempio, ci sono due aspetti molto interessanti
08:58della sua prima stagione d'autore.
09:04Il primo è dato dal fatto che improvvisamente la periferia di Milano
09:09sono le canzoni del Cerutti, sono le canzoni sulla periferia
09:14verso Via Lorenteggio, verso Vespri Siciliani,
09:18c'è tutta la zona che in quel momento era una zona industriale di Milano.
09:21Riccardo, tutti i personaggi.
09:22Esattamente, che oggi sono diventate delle zone residenziali.
09:24È la periferia dove ci sono le fabbriche che entrano dentro la città.
09:34La chitarra nasce da un'origine particolare e anche molto toccante
09:40perché Gaber la incontra in un certo senso grazie a suo padre
09:45che gliela regala, non per una vocazione artistica del bambino,
09:49ma Gaber a nove anni la impugna
09:51proprio per riprendere l'utilizzo di una mano
09:54che si era paralizzata da piccolo
09:56a causa della poliomelite di cui soffriva.
09:59Infatti lui lo dirà sempre, dirà
10:01tutta la mia carriera nasce dalla mia malattia.
10:05Ed è molto bello, appunto, interessante come
10:08questo sia un dato che accomuna molti grandi artisti, no?
10:12Che il corpo abbia saputo reagire ad una mancanza
10:16ed abbia saputo tramutare la sua voce, un nuovo linguaggio.
10:21Cioè utilizzare un nuovo linguaggio rispetto al limite che aveva.
10:26Infatti è bello, appunto, come questo...
10:27Io sono d'accordo.
10:28Forse è questo che gli dà quella marcia in più.
10:32Continui, scusate, l'ho interrotta?
10:33No, dicevo, è bello che questo corsaro, come si fa a chiamare,
10:37sia spavaldo, no?
10:39Infatti lui nasce il duo dei due corsari con Enzo Iannacci,
10:44appunto, come dicevamo, nel 57.
10:45E quello che poi li distinguerà sarà il fatto che gli annacci resterà sugli ultimi,
10:55sulla Vincenzina, sul Barbun, sull'emigrato del sud.
10:59Quindi scegliendo quell'incontro-scontro tra dialettica della città, no?
11:09Che resta uno sfondo, ma allo stesso tempo sempre protagonista con le sue periferie e i suoi esclusi.
11:16Mentre Gaber sceglierà di concentrarsi sulle nevrosi e sulla crescita dell'identità dell'uomo borghese.
11:24E allora, visto che c'è, chiedo a Francesco Ferrazini.
11:28Come conseguenza di questo discorso di Maria Suave Sanasi,
11:32c'è che Gaber in politica diventa un libro battitore,
11:36mentre tutti gli altri, non voglio dare dei conformisti,
11:39ma tutti gli altri cantautori, bene o male si sa dove pendono.
11:43Gaber, poi lo riprendiamo alla fine, non si preoccupi, è uno libero.
11:47Sì, perché appunto parlavamo di Corsari, lui è un grandissimo Corsaro,
11:51anche in politica dirà in una delle sue ultime interviste
11:54io non vado più a votare, poi più ironicamente Luporini dirà di lui
11:59beh, io ero comunista, lui un po' meno.
12:03Però se si vanno ad ascoltare i suoi testi si capisce proprio questo anticonformismo
12:07che insomma un po' pervadeva proprio anche la sua filosofia,
12:12proprio di vita, salviamo sto paese in cui lui sembra quasi un nostalgico
12:18del boom economico, ancora più tagliente è quando è moda e moda
12:23in cui bruciano tantissimo quei versi, non sono più né compagno
12:28né femministaiolo militante appunto.
12:31Badiamo bene che queste due canzoni fanno parte dell'album Polli di allevamento
12:35che crea un certo scompiglio anche all'interno del mondo della sinistra.
12:39Che tipo è il Gaber? Quindi è uno che è un libero battitore politico
12:47però viene accolto dal mondo della musica con rispetto, perché?
12:54Perché secondo me lui aveva intanto una grande lingua,
12:57una grande lingua intendo dire un grande livello di italiano,
13:00questo sembrerà assurdo, però lì c'è una, come dire, anche una raffinatezza
13:07delle parole che è molto importante, che secondo me lo rende simile
13:12anche se molto diverso nelle scelte a Enzo Yannacci.
13:15E con Yannacci ha anche un'altra caratteristica molto importante,
13:18è molto sarcastico, è ironico, non ha nessun elemento mitologico
13:25sugli individui che racconta. C'è una grande sofferenza umana
13:29anche sui caratteri che descrivono, dove non entra, come dire,
13:34il fatto mischiero con questi perché sono poveri, per esempio, no?
13:38Esatto.
13:38Ma io da questa condizione anche economica devo tirar fuori le proprie pazzie,
13:44le proprie fisse.
13:45Ma detto tutto, professore, entriamo nel secondo capitolo
13:48una grande sensibilità da questo punto di vista.
13:50Dove svilupperemo questo discorso in presenza del signor G,
13:54sempre guidati a Emeliano Lucchetti.
13:59Nel 1970 Gabber capisce che il suo mondo,
14:03quello dove può esprimere al massimo la sua arte, è il teatro.
14:07Ad aiutarlo in questo passaggio è Paolo Grassi,
14:11l'uomo che ha creato, insieme a Giorgio Streller,
14:13il Piccolo Teatro di Milano, e che ora lo dirige,
14:16che ha scoperto questo nuovo Gabber
14:18in un concerto diviso a metà commina al Teatro Lirico di Milano.
14:22Folgorato dal suo personaggio e dal suo recitar cantando,
14:26gli propone un recital.
14:28Gabber chiede all'amico Sandro Luporini
14:30di scrivere insieme a lui i testi delle canzoni e dei monologhi.
14:34Lo spettacolo Il Signor G
14:35debutta il 21 ottobre del 1970.
14:39Segue la trama di Un Signore Qualunque,
14:41Il Signor G dalla nascita alla morte.
14:44Gabber abbandona i bozzetti e l'ironia abbonaria dei lavori precedenti,
14:48si fa più aggressivo e mette in scena le nevrosi
14:51e le contraddizioni dell'uomo contemporaneo.
14:54Lo spettacolo alterna monologhi di prosa a canzoni.
14:58È nato il Teatro Canzone.
15:00Modelli per Gabber sono Dario Fo con i suoi preamboli
15:04e le chiacchierate all'inizio dei suoi spettacoli,
15:07e Jacques Brel con quel suo canto interpretato più da attore che da vocalist.
15:14L'altro giorno il mio papà mi ha portato sulla collina e mi ha detto
15:18guarda, tutto quello che vedi un giorno sarà tuo.
15:21Anche a me l'altro giorno il mio papà mi ha portato sulla collina e mi ha detto
15:26guarda...
15:26basta.
15:29Gabber arricchisce la sua formula nell'album del 1972
15:33dove crea due personaggi contrastanti,
15:36l'attivista militante, che non ha dubbi,
15:39e il non so, l'individuo comune,
15:41disorientato o disinteressato alla politica e al sociale,
15:45che cerca rifugio nella sua sfera privata.
15:59Nel dialogo si crea una nuova armonia tra prosa e canzone.
16:02Le idee sono come quei lignetti bucati
16:05che nelle spiagge si tirano i cagnolini per farsene riportare
16:10e tutti ci corrono dietro, le mordono, le sciupacchiano,
16:15le portano in giro scodinzolando
16:17e te le rimettono davanti tutte biascicate.
16:20Non c'è niente di più ridicolo
16:23delle idee tenute in bocca
16:26oppure appiccicate nella testa.
16:28Un'idea, un concetto, un'idea
16:33in che resta un'idea
16:36è soltanto un'astrazione.
16:38Alcuni brani diventano inni molto popolari
16:41tra il pubblico giovanile più politicizzato.
16:54La sinistra giovanile
16:56vede in Gaber
16:57una sorta di coscienza critica generazionale.
17:00Chiedo scusa
17:01se parlo di Maria.
17:03Ma il cantautore non concede sconti a nessuno,
17:07anzi, denuncia un conformismo generale
17:09che uniforma le menti sia a destra
17:11che a sinistra.
17:22Nell'album successivo del 1973
17:25Far finta di essere sani
17:27spariscono i personaggi e i ruoli
17:30restano solo i comportamenti.
17:32insieme a una donna normale
17:34che riesce anche ad essere fedele
17:39comprando sottane, collane e creme per mani
17:44far finta di essere sani
17:48Essere sani, essere normali
17:50vuol dire essere conformi ai codici
17:53imposti dalla società.
17:54per impianto
17:55per quel femore stupendo
17:59ero lì
18:01che lo cercavo
18:04un mogio, un mogio
18:05poi dal treno
18:09ho perso un braccio
18:11salutando
18:12mi dispiace
18:17che c'avevo
18:18l'oro l'oro
18:22Un genio che prende in giro
18:24tutto
18:25del mondo
18:27che lo circonda
18:29e che viene rispettato
18:31dal mondo
18:32che lo circonda
18:33tranne poi
18:34ne parleremo
18:34con Ferrazini
18:36forse la televisione
18:37c'è un rapporto strano
18:38ma insomma
18:39comunque c'è
18:40sempre stato
18:41grande rispetto
18:41per Gaber
18:43Soprattutto secondo me
18:45il fatto che lui abbia
18:48una dimensione
18:49in cui non attacca
18:50direttamente
18:51le cose
18:52ma attacca
18:53però si vede
18:54certamente che si vede
18:55ma attacca come dire
18:57il sottofondo culturale
18:59che sta dentro alle cose
19:00in questo
19:01è un grande critico
19:02del costume
19:03del costume
19:04che vuol dire
19:05un grande critico
19:06del perbenismo
19:08che vede
19:10spalmaso
19:10su un'asse
19:11destra-sinistra
19:12in maniera
19:12indifferente
19:14per cui
19:16vede per esempio
19:18un processo
19:19di industrializzazione
19:21che contemporaneamente
19:22tende a formare
19:23degli individui
19:24omogenei
19:25ma allo stesso tempo
19:26in questa omogeneità
19:27ne fa perdere
19:28tantissimi elementi
19:30di spontaneità
19:31ne fa perdere
19:33degli elementi
19:34di carattere
19:35in cui la rabbia
19:36non è mai
19:37un elemento
19:38puramente
19:39acido
19:40allora
19:41Ferrazini
19:42arriviamo al punto
19:42amore
19:43odio per la televisione
19:44perché?
19:45perché Gaber
19:46in qualche modo
19:47ha sempre criticato
19:48la televisione
19:49ha detto più volte
19:50la televisione
19:51è troppo violenta
19:52e violenta
19:53per chi la fa
19:53ma è violenta
19:54per chi in qualche modo
19:55la riceve
19:56quindi per lo spettatore
19:58eppure secondo me
19:59nel suo periodo televisivo
20:01diciamo così
20:02Gaber
20:03sperimenta tantissimo
20:04pensiamo ad esempio
20:05a quel programma
20:05Diamoci del Tu
20:06che va in onda
20:08per appena sei puntate
20:11nel 67
20:12lui lo conduce
20:13assieme a Caterina Caselli
20:14ecco
20:15è un po' una novità
20:17per il panorama
20:17del servizio pubblico
20:19i due conduttori
20:20sono circondati
20:21da studenti
20:22sembra quasi
20:23un'assemblea studentesca
20:24a proposito di 68
20:25e nell'ultima puntata
20:28succede quasi
20:29un piccolo miracolo
20:30perché entrambi i presentatori
20:32decidono di portare in onda
20:34due cantautori
20:35praticamente sconosciuti
20:36si tratta di un certo
20:37Francesco Guccini
20:38e Francesco Battiato
20:40e al secondo
20:41per non confonderlo
20:42col primo
20:43Gaber dirà
20:44beh io ti presenterò
20:45come Franco
20:46ecco
20:46quello sarà il debutto
20:47televisivo
20:48di due grandissimi artisti
20:50e il merito
20:51quantomeno per aver fiutato
20:52il loro talento
20:53un po' Gaber ce l'ha
20:54secondo lei
20:56lui ha fatto
20:58troppo poca televisione?
21:01io penso che lui
21:02abbia fatto una televisione
21:03che non so quanto
21:04la televisione
21:05sopportasse lui
21:06questo è il tema
21:06cioè
21:08come Dario Fo
21:11Gaber è uno
21:12che canta
21:13ma anche parla
21:16vuole
21:16non solamente
21:17spiegare
21:18ciò che vuol dire
21:19musicalmente
21:19in questo è molto
21:21differente
21:21da Dario Fo
21:22che quando rappresenta
21:23teatralmente
21:24ha bisogno di fare
21:25la spiegazione
21:26quindi la comunicazione
21:27diciamo ideologica
21:28di quello che sta facendo
21:29chiarissimo
21:30ma invece
21:32Gaber
21:33che cosa
21:34ti stia dicendo
21:36nel senso
21:37ti sta prendendo in giro
21:38a te spettatore
21:39sì certo
21:40però
21:41non sai fino a che punto
21:44esatto
21:44con pazienza
21:47cioè
21:48ed è un
21:48forse quello
21:49c'è un linguaggio
21:50che la televisione
21:51a un certo punto
21:52a metà dell'anni 70
21:53non può più sopportare
21:54perché è più
21:55per un tipo di comunicazione
21:57veloce
21:57in cui conta tantissimo
22:00se te fai
22:01una metafora
22:02che immediatamente
22:02colpisce
22:03questo
22:04per certi aspetti
22:05Gaber ce l'avrebbe
22:05nel suo linguaggio
22:06ma poi la deve
22:09raccontare
22:09la deve costruire
22:10come scenografia
22:12in questo
22:13è un grande creatore
22:14di immagini
22:15e allora
22:17entriamo
22:18nell'ultimo capitolo
22:20dove c'è
22:21la frase
22:22più
22:24divertente
22:25autoironica
22:26provocatoria
22:27di Gaber
22:28la mia generazione
22:30ha perso
22:30e lo facevamo
22:31sempre guidati
22:31a Manuel Arrucchetti
22:35nell'estate del 1975
22:38insieme alla PFM
22:39a Franco Battiato
22:40Gaber ha chiuso
22:42il festival
22:42del Parco Lambro
22:43la festa
22:44del proletariato giovanile
22:45ma la sua sintonia
22:47con i ragazzi
22:47del movimento studentesco
22:49di cui era stato
22:50il cantore
22:50si sta incrinando
22:51aveva fatto suo
22:53il bisogno
22:53di cambiamento
22:54espresso da quei giovani
22:56che ora si sta risolvendo
22:57per lui
22:58in uno sterile atteggiamento
22:59una moda
23:00nel 1976
23:02arriva l'album
23:03Libertà Obbligatoria
23:05e nel 1978
23:06lo spettacolo
23:07Polli d'allevamento
23:08una feroce critica
23:10alla generazione
23:11post 68
23:12Gaber accusa
23:14questi giovani
23:15di essersi
23:16omologati
23:17al consumismo
23:18e alle mode del tempo
23:19come dei polli
23:20d'allevamento
23:21tutti uguali
23:22privi di un vero
23:23pensiero critico
23:24la spinta
23:24rivoluzionaria
23:25si è ormai
23:26cristallizzata
23:27in ideologie
23:27rigide
23:28violente
23:29e autoreferenziali
23:30lo spettacolo
23:31riceve accese critiche
23:33e viene duramente
23:34contestato
23:34nei teatri
23:35con lancio
23:35di monetine
23:36da quello stesso
23:37pubblico giovanile
23:38che in quegli anni
23:40boicotta
23:40i grandi concerti rock
23:42e intenta
23:43processi sul palco
23:44ai cantautori
23:45più in vista
24:01con libertà obbligatoria
24:03Gaber ha portato in scena
24:05uno degli spettacoli
24:06più lucidi
24:07e inquieti
24:08del suo teatro canzone
24:09la libertà conquistata
24:11dopo le battaglie
24:12degli anni 60
24:13è diventata
24:14una domanda
24:15quanto siamo
24:16davvero liberi
24:17siamo in grado
24:18di esserlo
24:19sotto accusa
24:20sono il conformismo
24:21l'individualismo
24:22e le contraddizioni
24:23di un'intera generazione
24:25in scena
24:26è la crisi
24:27delle utopie
24:28io
24:28se fossi dio
24:30la terra
24:32la vedrei
24:32piuttosto
24:34da lontano
24:34nel 1980
24:36Gaber pubblica
24:37io se fossi dio
24:38una lunga
24:39invettiva
24:40di 14 minuti
24:41è l'urlo
24:42di un uomo
24:42che ripudia ormai
24:43la politica
24:44non c'è popolo
24:45più giusto
24:46degli americani
24:48anche se sono
24:49costretti a fare
24:50una guerra
24:50per causa
24:51di porta maggiore
24:52si intende
24:53non fanno mica
24:54perché gli conviene
24:55loro
24:55no
24:56è perché ci sono
24:57ancora dei posti
24:58dove non c'è
24:59né giustizia
24:59né libertà
25:00e loro
25:02eccola lì
25:03te la portano
25:05da questo momento
25:06Gaber abbandona
25:08il fervore politico
25:09per entrare
25:09in una fase
25:10di sofferta riflessione
25:11dove scrive anche
25:13copioni teatrali
25:14tradizionali
25:15il discorso
25:16non verte più
25:17sul potere
25:18ma sulla debolezza
25:19dell'individuo
25:20e la scomparsa
25:21della passione sociale
25:22sono arrivati qui
25:23e hanno portato
25:24jeep
25:25scatolette
25:27jeans
25:27cultura
25:29no non cultura
25:30movimenti
25:31dinocolati
25:32allegria
25:33progresso
25:34cultura
25:37tutto il vecchio
25:38moralismo
25:38di sinistra
25:40la mancanza
25:40di morale
25:41a destra
25:42il pensiero
25:42sulla politica
25:43ogni tanto
25:44riemerge
25:44in chiave ironica
25:46oppure
25:47in chiave
25:48nostalgica
25:48qualcuno è una comunista
25:49perché credeva
25:50di poter essere
25:51vivo e felice
25:52solo se lo erano
25:53anche gli altri
25:54il bilancio
25:55che traccia
25:56verso la fine
25:57del percorso
25:58sui sogni
25:59della sua generazione
26:00è sconsolato
26:07l'ultimo album
26:09Io non mi sento italiano
26:11viene pubblicato postumo
26:13Gaber muore
26:14a seguito di una malattia
26:16il primo gennaio 2003
26:1724 giorni prima
26:19di compiere 64 anni
26:21ognuno ha un suo piccolo mondo
26:23nel quale cerca salvezza
26:25e quindi si rifugia
26:26in questo suo ambito
26:28affettivo
26:31personale
26:32io credo che però
26:33bene o male
26:34la salvezza personale
26:35non basti a nessuno
26:36e che quindi
26:36la voglia di partecipare
26:38a un fatto più collettivo
26:40più sociale
26:40sia un'esigenza
26:41connaturata nell'uomo
26:44c'è solo la strada
26:47su cui puoi contare
26:49la strada
26:50è l'unica salvezza
26:53c'è solo la voglia
26:56e il bisogno
26:58di uscire
26:58di esporsi
27:00nella strada
27:01nella piazza
27:02perché il giudizio universale
27:06non passa per le case
27:08le case dove noi ci nascondiamo
27:12bisogna ritornare nella strada
27:17nella strada
27:19per conoscere chi siamo
27:25professore Bidusa
27:26vorrei parlare prima
27:29con Maria Sole Sanasi
27:30della genesi
27:31della canzone più importante
27:33quella della 14 minuti
27:35di invettiva
27:36Io se fossi Dio
27:37come viene fuori?
27:38forse non tutti
27:40conoscono proprio
27:41la sua origine
27:42nel senso
27:42la sua genealogia letteraria
27:44Dio se fossi Dio
27:46perché Gabber
27:46si ispira
27:47a
27:48si fosse fuoco
27:49di Cecco Angiolieri
27:50quindi al sonetto
27:51del 200
27:52dove appunto
27:53il poeta senese
27:54immagina
27:55di incendiare il mondo
27:57se solo egli stesso
27:58si fosse trasformato
27:59in fuoco
28:00quindi lui innesta
28:01questo disincanto
28:03questa disillusione profonda
28:05su una tradizione
28:07antichissima
28:08quindi non la
28:09non la formula
28:11come un gesto
28:12punk contemporaneo
28:13ma lo innesta appunto
28:14su un'antichissima tradizione
28:16per cui
28:17c'è una radice
28:19molto profonda
28:21che non ha a che fare
28:22con gli anni di piombo
28:23piuttosto con una poesia
28:25giocosa
28:26e con un'invettiva civile
28:28ma
28:29andando qualche anno
28:30più indietro
28:31questo ha origine ancora
28:32nel 76
28:34con libertà obbligatoria
28:36il suo fulcro
28:36è proprio questo
28:37quando comincia
28:38a parlare
28:39di un rovesciamento
28:40di senso
28:41dice la libertà
28:42imposta
28:44diciamo
28:44predicata
28:45dal gruppo
28:46rischia di perdere
28:47il suo significato
28:48quello che la costituisce
28:50di critica sociale
28:51e di diventare
28:53quasi un nuovo dogma
28:54cui inchinarsi
28:55e lo intuisce
28:57con largo anticipo
28:58quindi io credo
28:59che il cortocircuito
29:00fondamentale
29:01abbia origine
29:02proprio qui
29:03quello della mia generazione
29:04ha perso piuttosto che
29:06dal 77
29:09io direi questo
29:11per sintetizzare
29:13quello che ci appena detto
29:14Maria Sole Sanasi
29:15che sicuramente
29:17Gaber
29:17ha una storia
29:19di sinistra
29:20però è l'uomo
29:22che ha più
29:23preso di mira
29:25i difetti
29:26della sinistra
29:26di ogni altro
29:28cantante
29:29artista
29:30cioè
29:30abbattuto
29:31per 40 anni
29:33e quelli
29:33se lo facevano dire
29:34queste cose
29:35da Gaber
29:35mi stupisco
29:37beh un po'
29:38se le facevano dire
29:38nel senso
29:39lo hanno messo in margine
29:40secondo lei
29:42diciamo così
29:43che l'hanno fatta pagare
29:44l'hanno sicuramente
29:47visto come
29:48uno scocciatore
29:51non come
29:52un critico interno
29:54un critico interno
29:56accogli
29:57l'osservazione
29:59e magari
30:00ti interroghi
30:01su
30:02i difetti
30:04o
30:04le cose
30:06su cui sta puntando
30:07l'attenzione
30:09non credo
30:10per quanto mi ricordi
30:11io all'epoca
30:13avevo più di 20 anni
30:13parla come storico
30:15non per la sua memoria storica
30:17c'è
30:18un tema
30:19come dire
30:19in un qualche modo
30:20di quello che rompe le scatole
30:22ma
30:22che in un qualche modo
30:24non si fa
30:24fatti suoi
30:25che non
30:26che non
30:27vive lo stesso tipo
30:29di
30:31rabbia
30:31che può
30:32permetterselo di dire
30:33però gli dà anche un inno
30:34la libertà e partecipazione
30:36delle cose che possono essere usate
30:38nei congressi
30:39questo
30:40forse noi ce lo ricordiamo
30:42come grande pregio
30:43in una
30:44cultura che
30:4515 anni dopo
30:46scopre la libertà individuale
30:48negli anni 70
30:49la libertà individuale
30:50non è una grande caratteristica
30:52sì
30:52vero
30:53per cui
30:53in un qualche modo
30:55quell'elemento risulta più
30:56quasi
30:57l'impoliticità
30:59o il rifiuto
31:00della politica
31:00non la critica
31:02della politica
31:03o di quel codice politico
31:04in quel momento dominante
31:05sia a destra
31:06sia a sinistra
31:07anche se il suo interlocutore
31:08in gran parte
31:09è la sinistra
31:10perché lui si sente parte
31:11di un mondo
31:11che può criticare moltissimo
31:13di cui è molto insoddisfatto
31:15e di cui mette
31:17in chiaro
31:18quali sono
31:18i grandi limiti
31:20potremmo dire
31:20mentali
31:21le faccio il controcanto
31:22Gaber ha l'unico torto
31:25come intellettuale
31:27di dire
31:2720 anni prima
31:28quello che poi
31:29la sinistra
31:30sarà costretta
31:31a dirsi da sé
31:32perché tutte queste cose qua
31:34alla fine
31:34oggi ci sembrano normali
31:36quando noi le sentiamo
31:37e le rivediamo
31:38il problema è che
31:39quando lo dice Gaber
31:40è vero
31:41quando lo dice Gaber
31:42negli anni 70
31:43lo dice con una
31:44voglia
31:46di
31:48rompere dei tabù
31:49di rompere dei tabù
31:50negli anni 90
31:51tu non stai rompendo
31:52nessun tabù
31:53stai raccontandoti
31:54la condizione
31:55in cui ti trovi
31:56anche con
31:58una sorta di
32:00dolore
32:01ma non
32:02con la voglia
32:03di dire
32:04devo trovare
32:05una soluzione diversa
32:06e quindi
32:07se deve trarne
32:08un bilancio
32:09che dice lei
32:10di Gaber
32:10noi siamo
32:12in sede storica
32:13non di gusto
32:14personale
32:14Gaber secondo me
32:15se dovessi mettere
32:16una lunga catena
32:17della letteratura italiana
32:18perché secondo me
32:20sta in quella catena
32:21io trovo solamente
32:22altri due personaggi
32:23molto distanti
32:24tra di loro
32:25tutti i due
32:25sono dei poeti
32:27uno è Giacomo Leopardi
32:29ed è un signore
32:30che ha
32:31come dire
32:32il dolore
32:33della modalità
32:35con cui sta vivendo
32:36e ha voglia
32:37di qualche cos'altro
32:38e dà la curiosità
32:39anche di andare
32:39a vedere qualche cos'altro
32:40l'altro è un altro
32:41tipo di personaggio
32:42ed è Eugenio Montale
32:44cioè è un signore
32:45che ha il senso
32:47profondo
32:47dell'insoddisfazione
32:49della tristezza
32:50della malinconia
32:51e allo stesso tempo
32:52il fatto di dover
32:52dire esattamente
32:54e descrivere
32:54i sentimenti
32:55che sta provando
32:56non di caricarli
32:58di qualcosa
32:59che lo consolino
33:00di sapere
33:01che è solo
33:02per esempio
33:02e tutte e due
33:04sia Leopardi
33:05sia Montale
33:05partirono
33:06dalla condizione
33:07di solitudine
33:07ha profondamente ragione
33:08ma ha preso
33:09in contropiede
33:10non ci avevo mai pensato
33:11ma sono tre personaggi
33:14che stanno
33:15su quel punto lì
33:16ha ragione
33:16allora ci dia
33:17tre libri
33:19all'altezza
33:19di questi paragoni
33:21penso
33:22allora uno
33:24l'ha scritto Guido Harari
33:26si chiama
33:28Le parole di Gaber
33:30è uscito nel 2011
33:31per Chiare Lettere
33:32quando parla Gaber
33:35quando parla Gaber
33:36il secondo
33:37è una vera biografia
33:38culturale
33:39di Giorgio Gaber
33:40inserito a Giorgio Gaber
33:42l'ha scritto Fabio Barbero
33:43è uscito per Arcana Editore
33:44sono tre volumi
33:45molto potenti
33:47anche molto consistenti
33:48sul rapporto
33:49anche con Luporini
33:50quello di cui si parlava
33:51esattamente
33:51e la terza
33:52l'ha scritto Paolo Telcata
33:53si intitola
33:54Musica e parole
33:55è una storia
33:56della canzone
33:57d'autore in Italia
33:58uscita per Carocci
33:59nel 2024
34:01beh lei
34:02professore
34:02è sempre bravo
34:03oggi è stato
34:04particolarmente bravo
34:05complimenti
34:06a professore
34:07David Bidussa
34:08fuori dal comune
34:09sono state
34:10anche Maria Sole Sanasi
34:11e Francesco Ferrazini
34:13ringrazio
34:13Emanuele Lucchetti
34:14che ha portato
34:16il filo
34:16di questa trasmissione
34:18prendete nota
34:19di questi tre
34:19preziosi libri
34:20e mi preparo
34:21per le conclusioni
34:24quando parla Gaber
34:26pensieri e provocazioni
34:28per l'Italia di oggi
34:29a cura di Guido Arari
34:31Chiare lettere
34:322012
34:35Giorgio Gaber
34:36Sandro Luporini
34:37tre volumi
34:38Fabio Barbero
34:39Arcana
34:402022-2024
34:44Musica e parole
34:46breve storia
34:47della canzone
34:48d'autore in Italia
34:49Paolo Talanca
34:50Carocci
34:512025
34:54David Bidussa
34:56ci ha detto
34:57dell'importanza
34:58che Enzo
34:58Iannacci
34:59ebbe nella vita
35:01di Giorgio Gaber
35:02soprattutto
35:02nella fase iniziale
35:04quando
35:05loro
35:06fecero
35:07i due corsari
35:08i due corsari
35:09sembrava
35:10un'avventura
35:11brillante
35:12destinata
35:13a durare poco
35:1459-60
35:16due anni
35:17alla fine
35:18degli anni 50
35:19però
35:19lasciò in loro
35:21un rimpianto
35:22e uno stile
35:23innanzitutto
35:24tutte e due
35:24ebbero le caratteristiche
35:27di cui abbiamo parlato
35:28con Bidussa
35:29e poi
35:30ne furono
35:31talmente consapevoli
35:32che nel 1972
35:34ripresero
35:35tutti quei
35:3645 giri
35:37rimasti
35:38in parte
35:39sconosciuti
35:40e pubblicarono
35:41a loro spese
35:42un nuovo disco
35:44che si chiamava
35:45appunto
35:45i due corsari
35:46che conteneva
35:47le più celebri
35:48di quelle canzoni
35:49che si chiamava
36:19Grazie a tutti.

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