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Passato e Presente, il programma di approfondimento storico condotto da Paolo Mieli. L'appuntamento quotidiano che racconta la Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi.


I MONDIALI DI CALCIO TRA SPORT E POLITICA: L'11 giugno hanno inizio i Mondiali di Calcio 2026. Si giocheranno al SoFi Stadium di Inglewood, di Los Angeles e non vedranno in campo l'Italia, reduce dalla fallita terza qualificazione consecutiva contro la Bosnia, in quello che è ormai definito il "disastro di Zenuca" e che ha portato alle dimissioni di Gabriele Gravina, presidente della FIGC.  "Passato e Presente", nella stessa giornata, dedica una puntata alla Storia dei Mondiali. Da sempre, la storia dei Mondiali non è solo quella di uno sport, ma quella di un linguaggio universale, uno specchio delle società e spesso uno strumento di potere. Da quei primi Mondiali che nel 1930 videro la FIFA scegliere la città di Montevideo in Uruguay, passando per l'Italia del 1934, trasformata in palcoscenico di propaganda, fino all'Argentina del dittatore Jorge Rafael Videla del 1978, il pallone racconta molto più di ciò che accade in campo. Attraverso le scelte della FIFA, le strategie dei governi e le imprese dei campioni, i Mondiali diventano una lente per leggere il Novecento e la globalizzazione: dalla Guerra Fredda alla nascita del calcio moderno, dominato dalla televisione e dai grandi interessi economici. Una storia fatta di vittorie epiche e polemiche, di propaganda e ribellioni, in cui ogni partita è anche un pezzo di storia del mondo.

Con: Nicola Sbetti, Pietro Sorace, Giulia Calderoni, Giovanni Landi.


LIBRI CONSIGLIATI SULL'ARGOMENTO:

- "La Diplomazia Del Pallone. Storia Politica Dei Mondiali Di Calcio 1930-2022" di Riccardo Brizzi e Nicola Sbetti (Le Monnier, 2022).
- "Storia Del Calcio" di Paul Dietschy (Paginauno, 2016).
- "Spagna'82. Storia E Mito Di Un Mondiale Di Calcio" di Alberto Guasco (Carocci, 2016)



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Trascrizione
00:18Oggi a passate presenze parliamo di mondiale di calcio, molto sport ovviamente, ma anche
00:24moltissima politica, però prima di parlarne vediamo i momenti salienti della storia.
00:3018 maggio 1929. Al congresso della FIFA a Barcellona, l'Uruguay viene scelto per acclamazione
00:38ad ospitare come sede la prima edizione della Coppa del Mondo di Calcio.
00:4411 giugno 1974. Il brasiliano Joao Avelangi viene eletto presidente della FIFA grazie ai
00:52voti dei paesi terzomondisti. Si apre così una nuova stagione per il campionato mondiale
00:58di calcio. 2 giugno 2015. Il successore di Avelangi, Josef Blatter, pochi giorni dopo
01:07la sua rielezione, annuncia di dimettersi da presidente della FIFA.
01:16Dei mondiali di calcio parliamo col professore Nicola Sbetti e con Giulia Calderoni e Giovanni
01:23Landi. Professore, una cosa che mi ha sempre colpito è che la FIFA nasce all'inizio del
01:291900-1904, se non vado errato. I primi mondiali di calcio sono molti anni dopo, 1930, che hanno
01:35fatto in tutti quegli anni prima di inventare una cosa così ovvia.
01:39È vero, i mondiali di calcio maschili sono un'invenzione tardiva. Arrivano dopo un processo
01:45lungo, anche perché la FIFA nasce come una sorta di alleanza franco-olandese per organizzare
01:52il calcio europeo, dato che gli inglesi si disinteressavano un po' della promozione
01:57di questa competizione. C'era chiaramente un problema che riguardava i trasporti o comunque
02:04il fatto che il calcio non era ancora professionalizzato. Nel momento in cui fra le due guerre il calcio
02:10si professionalizza in Sud America e soprattutto anche nell'Europa continentale, ecco che allora
02:16è tutto pronto per fare questo salto di qualità. Ma poi come vedremo altra bizzarria, i primi
02:21spani in Uruguay. Ma andiamo qui in ordine, entriamo nel primo capitolo e vediamo il calcio
02:27come strumento di potere guidati da Pietro Sorace.
02:34Uruguay, 1930. Nello estadio centenario a Montevideo si disputa la prima edizione dei mondiali
02:41di calcio. Quella dell'Uruguay è una scelta tutt'altro che casuale. La nazionale uruguayana
02:47ha già vinto due Oriolimpici e sei campionati sudamericani, scatenando in tutto il paese
02:52cene di festa mai viste prima. E poi l'Uruguay, per il riformismo democratico del governo, è
02:59diventato un modello per i paesi vicini. L'attuale presidente, Juan Campistegui, dopo la crisi del
03:0529, ha promosso una campagna di lavori pubblici per combattere la disoccupazione e ha fatto
03:11costruire uno stadio monumentale da 80.000 posti. Spese importanti che hanno persuaso
03:17il presidente FIFA, Jules Rimet, a convincere i delegati di tutte le federazioni internazionali
03:22per dare il via libera alla candidatura di Montevideo. I mondiali di calcio sono legati
03:29sin dagli esordi alla politica e la cinghia di trasmissione tra il campo e il potere è
03:34proprio la FIFA, Federación Internacional de Football Association. Il risultato sul campo
03:41darà ragione agli uruguayani, che vincono la Coppa battendo in finale l'Argentina.
03:47Terza classificata la squadra degli Stati Uniti, quarta la Jugoslavia. Le migliori compagini
03:52europee sono rimaste a casa, tra queste l'Italia, la cui assenza però provoca enorme dispiacere
03:58ai nostri tanti emigrati e la disapprovazione degli organizzatori. Ma per l'Italia calcistica
04:04la gloria arriverà ai prossimi mondiali.
04:12Il mondiale del 1930, giocato in Uruguay, è stato un successo di pubblico. La media di
04:19quasi 33.000 spettatori a partita garantisce alla FIFA introiti significativi da condividere
04:25con le federazioni partecipanti. Mentre l'Inghilterra, patria del calcio, rimane fuori dalla FIFA e dal
04:32torneo, molti governi iniziano ad investire nel calcio perché il mondiale è un indicatore
04:38del prestigio e della vitalità di una nazione. In questi anni il presidente Jules Rimet cerca
04:45di mantenere, almeno formalmente, una distanza tra sport e politica. Una distanza che si annulla
04:51completamente nell'Italia fascista. Benito Mussolini, in realtà, non ama lo sport inventato
04:58dagli inglesi e inizialmente tenta di sostituire il calcio con la volata, ispirata ai giochi
05:04di combattimento dell'antica Roma. Ma il progetto fallisce rapidamente per mancanza di pubblico
05:10e di praticanti. A far crescere davvero il calcio è Leandro Arpinati, sottosegretario agli interni e
05:19dirigente federale, che promuove la costruzione di nuovi stadi, come il Littoriale di Bologna.
05:26Favorisce l'ingresso di grandi imprenditori, tra cui la famiglia Agnelli, e accompagna il passaggio
05:32dal dilettantismo al professionismo. Il riconoscimento di questa crescita porta
05:40all'assegnazione del Mondiale del 1934 all'Italia. Partecipano 16 squadre europee e sudamericane,
05:48con la sola eccezione delle cenerentole USA ed Egitto. La nazionale, guidata da Vittorio Pozzo,
05:55forte del blocco della Juventus, affronta nei quarti la Spagna. Dopo il pareggio si gioca
06:02una ripetizione della partita. La misteriosa assenza del fortissimo portiere Riccardo Zamora
06:08favorisce la vittoria degli azzurri. La coda della partita è rovente. Gli spagnoli contestano
06:16la violenza degli italiani in campo. L'arbitro svizzero, definito dalla stampa francese dodicesimo
06:22uomo dell'Italia, viene squalificato dalla sua federazione. Le tensioni proseguono in semifinale
06:29contro l'Austria, battuta 1-0 con un gol contestato dell'Oriundo argentino Enrique Guaita.
06:38Il 10 giugno a Roma si gioca la finale. Di fronte a 50.000 spettatori e alla presenza di Benito
06:46Mussolini e di Jules Rimet, l'Italia affronta la Cecoslovacchia. Sotto di un gol, gli azzurri
06:53pareggiano nel finale con l'altro oriundo Raimundo Orsi. Nei tempi supplementari Angelo Schiavo segna
07:00il gol decisivo. Al fischio finale, il capitano Giampiero Combi riceve la coppa dalle mani di Benito
07:07Mussolini, il cui protagonismo viene esaltato dal Corriere della Sera che titola. Animati dalla presenza
07:14del luce, i calciatori italiani conquistano il campionato del mondo.
07:23Ho capito, caro professor Sbetti, che Mussolini non capiva niente, almeno all'inizio di calcio,
07:29però mi faccia prima fare una domanda a Giulia Calderoni, perché io mi devo spiegare, ma perché
07:34in Uruguay comincio in Uruguay?
07:36Il primo mondiale di calcio nasce con una chiarissima finalità patriottica. Non è solamente un evento
07:43sportivo, ma è una vera e propria celebrazione politica, organizzata in modo tale da coincidere
07:49con il centenario dell'indipendenza dell'Uruguay. Infatti dietro l'organizzazione c'è lo Stato,
07:56che vuole approfittare di questo evento per mostrare al mondo intero i suoi meriti non solo in campo
08:02sportivo, ma anche politico, sociale ed economico. In questo contesto la politica e lo sport si
08:10sovrappongono. Infatti i dirigenti di calcio appartengono, sono dei rappresentanti dello
08:17Stato, senatori, deputati, talvolta anche ministri. Il legame è evidente anche dal punto di vista
08:26economico. È lo Stato che finanzia le spedizioni olimpiche del 24 e del 28 e soprattutto la creazione
08:34dell'estadio centenario, che è il vero e proprio simbolo, l'emblema del torneo. E non solo, perché
08:42va anche detto che i membri della squadra nazionale molto spesso venivano ricompensati con dei posti
08:49di lavoro nel settore pubblico. Quindi la squadra di calcio diventa un vero e proprio affare di Stato.
08:58Assolutamente. Questo ci dimostra come fin da subito, fin dalla prima edizione, i mondiali sono un fatto
09:04soprattutto politico. Perché l'Italia non ci va? L'Italia non ci va, ma come tante delegazioni europee, perché
09:10l'Uruguay è lontano, perché non si sa ancora quanto questa competizione potrà veramente essere di successo.
09:19Infatti, Jurrimé dovrà organizzare e convincere tutte le delegazioni europee, che saranno solo quattro,
09:27ad andare in Uruguay, perché senza nessuna squadra dall'Europa sarebbe stato un fallimento.
09:31Però poi, Giovanni Landi, i mondiali vengono assegnati all'Italia.
09:36Vengono assegnati all'Italia, però sono particolari perché c'è un'onda lunga in questi mondiali che è un'amichevole
09:43molto particolare tra Italia ed Inghilterra, che si disputò nel novembre di quell'anno, il 14 novembre del 34.
09:51Amichevole perché l'Inghilterra non aveva partecipato ai mondiali per una questione di principio, in sostanza.
09:57Il calcio era nato in Inghilterra, gli inglesi si ritenevano di fatto i più forti del mondo e quindi boicottavano
10:04i mondiali, però invitarono i campioni del mondo, appunto l'Italia, a Londra per disputare quella che loro chiamavano
10:11la vera finale, cioè i campioni in carica e i più forti in assoluto.
10:16Pozzo, l'allenatore azzurro, non era d'accordo, ma Mussolini, sempre per questioni propagandistiche,
10:22invece ordinò alla squadra di recarsi a Londra e di disputare questa amichevole.
10:26Alla fine vinsero gli inglesi 3 a 2, però la performance degli azzurri fu talmente rilevante
10:33con una doppietta storica di meazza che di fatto gli italiani tornarono a casa con una sorta di trionfo.
10:40Vennero quasi salutati come dei vincitori e tutto il pubblico dello stadio li applaudì.
10:46Questo per dire che l'enfasi intorno alla partita ebbe come causa anche il periodo storico
10:54e secondo alcuni proprio per quella partita nacque la celebre frase di Churchill, forse apocrifa, ma comunque famosissima,
11:02per cui gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e le guerre come se fossero partite
11:08di calcio.
11:08Allora, la partita dei cosiddetti leoni di Aiburi è interessante per due motivi.
11:14Da un lato ci dice che l'Inghilterra comunque ha un senso di superiorità,
11:21era fuori dalla FIFA dal 28, ma comunque partecipava agli scambi.
11:26Nel 28 esce perché la FIFA con Jules Rimet sta diventando troppo importante
11:32e vuole avere voce in capitolo rispetto alle decisioni delle singole federazioni sportive.
11:39Quindi vuole mantenere la sua autonomia, vuole mantenere il suo privilegio di poter decidere le regole e dominare.
11:45Chiarissimo. Senta, professore, avevamo ragione, come ho detto io all'inizio,
11:49poi abbiamo ripetuto nella fermata, a dire che Mussolini non capiva assolutamente nulla di calcio
11:53e se non fosse stato per Arpinati il fascismo non avrebbe trovato una sua via nel calcio.
12:00Allora, possiamo dire che sono molti gerarchi che spingono Mussolini a comprendere quanto il calcio può essere importante.
12:09Però sì, Mussolini capisce gradualmente proprio col mondiale del 34
12:14che il calcio può comunque essere uno strumento importante per il fascismo.
12:22E mica finisce qui, perché poi ci sarà la guerra, passeremo alla televisione,
12:27ma vediamo nel secondo capitolo guidati sempre da Pietro Soraci.
12:34Nel 1936 a Berlino si decide l'assegnazione dei mondiali che si disputeranno nel 1938.
12:42Le candidate sono due, Francia e Argentina.
12:45Sulla carta quest'ultima sembra favorita, garantisce stabilità politica,
12:49grandi investimenti e la costruzione di uno stadio monumentale a Buenos Aires.
12:54La Francia invece è attraversata da tensioni sociali legate all'ascesa del fronte popolare
12:59e da resistenze interne del governo socialista,
13:02poco incline a finanziare grandi eventi sportivi riservati a un'elite di professionisti.
13:08Eppure il presidente della FIFA, Jules Rimet, riesce a imporre la candidatura francese.
13:13Il torneo però è segnato da tensioni.
13:16Molte nazionali sudamericane si ritirano per vendicare il mondiale del 1930,
13:21mettendo in crisi l'ambizione della FIFA di espandersi in tutto il mondo.
13:26Sul campo vince ancora l'Italia, che batte l'Ungheria in finale,
13:30ma il clima è ormai carico di venti di guerra,
13:34emblematico l'episodio della partita contro la Francia.
13:37Gli azzurri scendono in campo con una divisa tutta nera
13:40e al saluto romano la folla risponde con una pioggia di fischi,
13:44alimentata dalla presenza di molti esuri italiani antifascisti.
13:48L'Austria, appena annessa la Germania nazista dopo l'Angelus,
13:52perde la propria nazionale.
13:54I migliori giocatori confluiscono nella squadra tedesca,
13:57tranne il fenomeno Matthias Sindelar, oppositore del regime,
14:02che morirà poco dopo in circostanze mai del tutto chiarite.
14:05Per rivedere un mondiale bisognerà aspettare il 1950 in Brasile.
14:11I padroni di casa partono favoriti,
14:13ma nella partita decisiva vengono sconfitti dall'Uruguay.
14:17È una delle sorprese più clamorose della storia del calcio.
14:25Il primo mondiale del dopoguerra pone alla FIFA una scelta delicata.
14:30Nel 1946 entrano nella FIFA Inghilterra e Unione Sovietica.
14:37Le federazioni dei paesi dei vincitori e di quelli occupati dai regimi nazifascisti
14:41chiedono l'esclusione delle nazioni dell'asse.
14:44Il presidente Jules Rimet trova una soluzione diplomatica.
14:49Vengono escluse solo Germania e Giappone,
14:52le cui federazioni sono considerate decadute,
14:55essendo i due paesi militarmente occupati.
14:58L'ostracismo verso la Germania termina con la nascita della Repubblica Federale.
15:03E nel mondiale del 1954, in Svizzera,
15:07la Germania a ovest torna in campo.
15:09È un torneo spettacolare, di altissimo livello e una grande novità.
15:15La televisione.
15:16La favorita è l'Ungheria, straordinaria squadra simbolo dello sport socialista.
15:22In finale ritrova proprio la Germania a ovest,
15:25già battuta nel girone iniziale.
15:30In campo c'è il leggendario trio di attaccanti.
15:34Ferenc Puskas, Sandor Coxis e Nandor Idecuti.
15:39Ma accade l'imprevedibile.
15:41La Germania vince in rimonta per 3 a 2.
15:46Nel 1958, invece, il protagonista è un ragazzo di appena 17 anni.
15:52Si chiama Pelé e trascina il Brasile alla vittoria contro la Svezia padrona di casa.
15:59In Italia, che ha mancato la qualificazione, il dibattito si accende.
16:04Giulio Andreotti promuove una linea dura contro gli stranieri nei club,
16:08imponendo un blocco degli acquisti per tre anni.
16:11Si arriva così al mondiale del 1966 in Inghilterra,
16:16segnato da tensioni politiche.
16:17La Corea del Nord rischia di non partecipare per questioni diplomatiche
16:22legate al mancato riconoscimento dalla Gran Bretagna.
16:26Si trova un compromesso.
16:28Niente inni e niente bandiere ufficiali per tutte le nazionali.
16:33Sono tutti d'accordo, anche l'Italia, che verrà eliminata proprio dalla Corea.
16:40Sul campo, lo sport incrocia ancora la politica.
16:43La Germania Ovest elimina in semifinale l'Unione Sovietica del grande portiere Lev Yashin,
16:51penalizzata dall'arbitraggio.
16:53In finale, i tedeschi incontrano gli inglesi.
16:56I giornalisti non perdono l'occasione di ricordare il passato
17:00e il Daily Mail scrive un titolo capolavoro.
17:04Se la Germania ci batterà nel nostro gioco nazionale,
17:07potremo sempre ricordargli che li abbiamo recentemente battuti
17:11ben due volte al gioco loro.
17:13A Wembley, però, i padroni di casa vincono la partita
17:17grazie anche al gol fantasma di Jeff Hearst.
17:21Fuori dal campo vince anche la FIFA.
17:24Il presidente, l'inglese Stanley Rose, ottiene un risultato storico.
17:29Con la vendita dei diritti televisivi,
17:32incassa quasi un milione di sterline.
17:37Ho capito alla perfezione, io non me ne intendo di calcio,
17:41però ho capito che durante tutta la stagione della guerra fredda
17:45sostanzialmente noi in Europa lo viviamo come un confronto
17:49fra squadre dell'est e dell'ovest che cambiano,
17:53mentre non ce ne accorgiamo, o ce ne accorgiamo naturalmente,
17:56cresce calcisticamente l'America Latina,
17:59fino al fenomeno Pelé.
18:01È un riassunto che può andare?
18:03Allora, è perfetto se consideriamo anche le Olimpiadi.
18:06Le Olimpiadi, dove ci sono ancora i dilettanti,
18:09è la vera sfida fra est e ovest.
18:11Ai mondiali, nel calcio, i paesi dell'est fanno un po' più fatica.
18:16Fanno un po' più fatica ed è ancora una grande sfida
18:19fra Sud America e Europa.
18:21In realtà noi abbiamo un paese che è l'Ungheria,
18:24che proprio grazie a quella tradizione degli anni 20 e gli anni 30
18:27e la struttura invece sportiva data dal socialismo reale
18:33diventa la squadra di riferimento, la squadra più forte,
18:36la prima squadra a battere gli inglesi a Wembley.
18:38Eppure perde quella clamorosa partita con la Germania Ovest in finale
18:44e lì è veramente un passaggio,
18:47perché per la Germania è la prima volta che i tedeschi celebrano
18:51la loro identità nazionale dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale
18:55mentre per l'Ungheria scricchiola qualcosa.
18:58Non siamo ancora al 1956 ma gli osservatori più attenti.
19:03Ricordo che ci furono un borbottio, un super borbottio.
19:08Giovanni Landi, a proposito di incidenti diplomatici,
19:11mi racconta come andò in Cile?
19:14Cile è un'altra edizione.
19:16Che anno siamo?
19:171962, un'altra edizione molto interessante dal punto di vista geopolitico.
19:23Fu una scelta sorprendente, prima di tutto,
19:25soprattutto perché la competitor principale era l'argentina,
19:28più ricca, più organizzata.
19:30E l'assegnazione al Cile si deve al promotore Carlos Ditborn
19:35che fece un'intensa attività di lobbying con il motto
19:38non abbiamo nulla, costruiremo tutto.
19:41Un motto che fece breccia nella FIFA
19:43che era interessato ad espandere la popolarità del calcio
19:47non solo nei paesi dove era già molto forte e apprezzato,
19:49ma anche nei paesi più poveri
19:51o dove era appunto meno giocato.
19:56Tuttavia, tutto venne rallentato con il terremoto in Cile del 1960,
20:01però il paese si rialzò e quindi nel 1962 ospito questo mondiale,
20:05preceduto però da un incidente diplomatico appunto molto serio con l'Italia,
20:09quando diversi giornali cominciarono a scrivere di un Cile arretrato, triste,
20:14dedito alla malavita, alla prostituzione, insomma a tutti i mali del mondo.
20:18Quindi il match del 2 giugno 1962 Italia-Cile
20:22fu caratterizzato da una tensione altissima,
20:25violenze, espulsioni, l'intervento delle guardie,
20:28proprio perché si arrivava con un orgoglio nazionale ferito del Cile.
20:32Alla fine vinsero i padroni di casa,
20:35ma quella partita rimase alla storia come la battaglia di Santiago.
20:39L'ennesima conferma di come intorno al calcio spesso
20:42convergano problemi molto più grandi.
20:45Assolutamente sì e anche di come il calcio degli anni 60
20:49era ancora un calcio estremamente violento,
20:53violento proprio dal punto di vista del gioco.
20:56Abbiamo parlato di battaglia di Ivory nel 1934,
21:00la battaglia di Santiago,
21:01cioè sono partite che da un lato fanno vedere proprio una rissa quasi sportiva,
21:09una violenza che porta a espulsione i giocatori,
21:11dall'altro invece la partita assume un significato più alto.
21:15E c'è da dire che così come qualche maligno ha parlato di favoritismi
21:21in favore dell'Italia nel 1934,
21:23lo stesso si può vedere poi anche in un certo arbitraggio casalingo
21:27per quello che riguarda il 1962.
21:29Questa è una tendenza che in tutti i mondiali della FIFA vediamo
21:35quantomeno fino all'avvento dei diritti televisivi, del satellite.
21:40Se lei dovesse dirmi quali sono i tre incidenti politici più importanti
21:47di questi anni fino a quando non arriva a essere un affare mondiale,
21:52quali si ricorda?
21:53Allora, citerei innanzitutto, almeno in ordine cronologico,
21:57comunque l'esclusione soft dei vinti Germani-Giappone,
22:01i paesi che non hanno la sorranità
22:03e che quindi non possono ricostruire subito una federazione.
22:07Cambia quindi il paradigma rispetto alla Prima Guerra Mondiale,
22:10dove c'è un'esclusione più violenta.
22:13Dopodiché, abbiamo già citato l'episodio del 1954
22:16con le proteste in Ungheria,
22:19ma anche quello è abbastanza significativo,
22:23dopodiché, forse direi Inghilterra 66,
22:26la presenza della Corea del Nord.
22:27Noi abbiamo il boicottaggio di tutti i paesi africani e molti asiatici.
22:32Perché? Perché volevano più posti per qualificarsi.
22:37Alla fine le qualificazioni le fanno solo l'Australia e la Corea del Nord.
22:41La Corea del Nord non è riconosciuta da Londra.
22:44E allora si pone il problema.
22:46Cosa facciamo con l'inno e con la bandiera?
22:48E gli inglesi cosa decidono?
22:50Decidono che l'inno nazionale sarà suonato solo alla Prima Partita,
22:54dove ci sarà l'Inghilterra e non la Corea del Nord,
22:56e in finale, sperando che i coreani non ci arrivi.
22:58E questa cosa porta alla famosa sfortuna,
23:02che poi quella Corea, così discussa,
23:05arriva e batte l'Italia.
23:07Ma entriamo nel terzo capitolo,
23:09dove parliamo di calcio, di politica,
23:13ma anche di soldi, di affari,
23:15e lo facciamo sotto la guida di Pietro Saraccio.
23:21Dopo cinque edizioni deludenti,
23:23l'Italia torna protagonista nel Mondiale del 1970,
23:27arrivando alla finale contro l'imbattibile Brasile di Pelé,
23:31che conquista definitivamente la Coppa di Me.
23:33La vera impresa degli azzurri
23:35resta la semifinale contro la Germania Ovest,
23:38la partita del secolo.
23:40In Italia, l'euforia dei festeggiamenti per le strade
23:43viene paragonata alla liberazione del 1945,
23:46Non mancano però le critiche.
23:49Indro Montanelli condanna gli episodi di vandalismo,
23:52paragonandoli agli eccessi degli squadristi degli anni venti.
23:57Ennio Flaiano, invece, rievoca un'altra celebrazione collettiva,
24:01quella del 1936, quando venne proclamato l'impero.
24:05Al ridosso dei mondiali del 1974,
24:09il brasiliano João Avelange viene eletto presidente della FIFA.
24:13Ha rincorso l'incarico per anni,
24:15viaggiando in tutto il mondo, senza badare a spese,
24:17per assicurarsi il voto delle federazioni africane ed asiatiche,
24:21fino ad allora marginali.
24:23Avelange promette più posti ai mondiali,
24:25aiuti economici e nuove competizioni giovanili.
24:29Ma la sua visione va oltre lo sport.
24:32Punta sulle televisioni e sui diritti di trasmissione,
24:35intuendo il potenziale economico globale del calcio
24:39e aprendo nuovi mercati.
24:40Una strategia innovativa, ma anche controversa.
24:44Negli anni non mancheranno accuse di corruzione e clientelismo.
24:47La prima grande sfida del nuovo presidente è però immediata.
24:51Portare il mondiale in Argentina.
24:58Nel 1976, la giunta militare argentina si ritrova tra le mani un bel regalo.
25:04Il mondiale del 1978, già assegnato dieci anni prima.
25:10Il regime guidato da Jorge Rafael Bidela
25:12è isolato a livello internazionale per la sanguinosa repressione interna.
25:17Ma proprio il calcio diventa lo strumento per rilanciare la propria immagine,
25:22mostrare al mondo un paese efficiente e unito.
25:26Il comitato organizzatore, diretto dai generali golpisti, non bada a spese.
25:31La FIFA teme un possibile boicottaggio che però non si concretizza,
25:35nonostante gli appelli di intellettuali e di sportivi,
25:38come i campioni mondiali in carica Sepp Maier e Paul Breitner.
25:43Sul campo, l'Italia è l'unica squadra a battere i padroni di casa nella prima fase.
25:49Ma alla fine sarà proprio l'Argentina a vincere il mondiale,
25:53superando l'Olanda, rimasta orfana di Johan Cruyff.
25:57Bidela assapora la vittoria, consegnando la Coppa al capitano Daniel Passarella.
26:04La promessa di Joao Avelangi, di un mondiale più rappresentativo,
26:09si concretizza nel 1982 in Spagna,
26:13con un'edizione a 24 squadre che aumenta la presenza di Africa, Asia e Oceania.
26:19La nostra nazionale, dopo un inizio contestatissimo,
26:23ritrova in Paolo Rossi il campione che ci porta al successo
26:26sotto gli occhi dell'incontenibile presidente Pertini.
26:33Negli anni 90 il calcio cambia volto per diventare sempre più televisivo.
26:38Arrivano nuove regole, come il divieto di irretropassaggio al portiere,
26:43il golden goal, i tre punti per vittoria, la terza sostituzione, il nome sulla maglietta
26:49e più avanti nuove tecnologie, come la goal line per eliminare i gol fantasma
26:55e il bar con cui l'arbitro può rivedere episodi decisivi della partita.
27:00Nel 1998 Avelangi lascia la FIFA.
27:04Il suo ultimo atto è stato l'ingresso della Palestina.
27:09A succedergli è il suo delfino Josef Blatter,
27:12che prosegue sulla strada della globalizzazione.
27:16Sponsorizzazioni e diritti televisivi arricchiscono sempre più la FIFA,
27:20che nel 2006, anno della vittoria dell'Italia,
27:24vede i ricavi del mondiale raggiungere la cifra record di 1.370 milioni di dollari.
27:30Nel 2010 il mondiale arriva in Africa, nel Sud Africa di Nelson Mandela.
27:36Proprio in quell'anno la FIFA assegna i mondiali del 2018 alla Russia
27:41e quelli del 2022 al Qatar,
27:43superando le favorite Inghilterra e Stati Uniti.
27:47Un voto che penalizza la dimensione sportiva in favore di quella economica.
27:54Professore Sbetti, se lei dovesse dirci quali sono le tappe
27:58attraverso cui il mondo prende coscienza che il calcio è un grandissimo a fare,
28:02oltre che uno sport che appassiona.
28:04C'è una data, secondo me, che è estremamente significativa,
28:08anche se sottovalutata, che è il 1974.
28:11Joao Avelange viene eletto presidente della FIFA.
28:14Gli sponsor, le televisioni, premevano per entrare
28:17e per riuscire a creare un circuito virtuoso
28:21fra economia, calcio e sponsorizzazioni.
28:24Ecco, Avelange è colui che apre la porta della FIFA,
28:28apre la porta del calcio a queste trasformazioni.
28:32I paesi lo capiscono tutti contemporaneamente
28:35o ci sono quelli più lesti a intercettare la modernità del fenomeno,
28:40la televisione, la connessione e altri un po' più lenti?
28:44Chiaramente c'è chi è più veloce e chi è più lento,
28:47la Colombia, per esempio, che doveva organizzare il Mondiale dell'86,
28:51lo perde non solo per problemi interni,
28:54ma anche perché non ha una struttura televisiva adatta
28:57che invece il Messico ha.
28:58Però l'elemento chiave è proprio la capacità,
29:02in qualche modo clientelare,
29:04che ha la FIFA di Avelange prima e di Blatter poi,
29:08di redistribuire queste risorse che arrivano
29:10anche verso le periferie.
29:12Quindi il paradosso è che sì, con corruzioni, con ruberie,
29:15ma il calcio si globalizza e diventa quello sport davvero popolare
29:19e lo sport più giocato, più importante al mondo.
29:23E poi resta la questione sullo sfondo, la questione politica.
29:28Giulia Calderoni, lì il caso più clamoroso,
29:31ancora oggi se ne fanno film,
29:33ecco il Mondiale del 78 in Argentina,
29:36usato da Videla come strumento di propaganda
29:40e per nascondere un mondo di tortura, un mondo orribile.
29:44Il Mondiale del 78 rappresenta il culmine
29:49della strategia mediatica della dittatura argentina
29:52che voleva proprio mostrare al mondo
29:55un paese pacificato, in sicurezza e soprattutto ordinato.
30:00La vittoria poi in finale aiuta questa visione promossa dai militari.
30:06Tuttavia, tutta questa visibilità che era stata data all'Argentina
30:11ha un effetto boomerang, che non era stato previsto dai militari.
30:15Infatti, questa attenzione continua lascia spazio anche
30:18a tutte quelle forze che da anni si impegnavano
30:21per denunciare le sparizioni, le torture.
30:24Un esempio è quello di Amnesty International
30:26che crea una petizione che raggiungerà poi le 30.000 firme
30:31da consegnare anche ai calciatori e soprattutto ai capi di Stato,
30:37compresi Giulia Andreotti, che era Presidente del Consiglio,
30:40e lo stesso Papa Paolo VI.
30:43In Argentina, nonostante il tentativo dei militari
30:47di mostrare queste immagini rassicuranti del paese,
30:50alcuni giornalisti riescono a fare inchiesta.
30:54C'è il caso di Gianni Minà, che viene espulso dal paese
30:58proprio perché aveva fatto delle domande sui desaparecidos
31:01a Carlos Alberto Lacoste, che era uno dei militari
31:04che si occupava dell'organizzazione del Mondiale.
31:07Ci sono anche casi di televisioni straniere come quella olandese
31:11che riesce a intervistare le madri di Plaza de Mayo
31:14e porta così alla luce la lotta dei familiari
31:18che cercavano gli scomparsi, i desaparecidos.
31:23Io credo che Calderone ha segnalato una delle grandi novità
31:29di Argentina 78.
31:31Questo nuovo arrivo delle organizzazioni che si occupano
31:36dei diritti umani rappresenta la vera novità,
31:39perché i mondiali in dittature ce ne erano già state
31:43e ce ne saranno anche dopo.
31:47Sono invece proprio le organizzazioni per i diritti umani
31:49che colgono la palla al balzo, capiscono quanto lo sport sia ormai visibile,
31:54sia un momento estremamente popolare.
31:56Lo capiscono proprio per quel boom economico,
31:58quindi più avanza il boom televisivo,
32:02più queste organizzazioni capiscono.
32:04Mi è tutto chiaro.
32:07Il caso più clamoroso di polemica politica
32:09è che si accompagna a una partita di calcio.
32:12Qual è?
32:12Allora, la partita fantasma fra Cile e Unione Sovietica,
32:16alle qualificazioni del Mondiale del 74,
32:21quando l'Unione Sovietica sarebbe dovuta andare in Cile
32:26nell'estadio nazionale, che fino a pochi giorni prima
32:29era una prigione a cielo aperto,
32:31e per la FIFA non fu un problema,
32:32per l'Unione Sovietica sì, che infatti boicottò.
32:34Ma facendo un grosso balzo in avanti,
32:37tenderei a dire verso l'oggi comunque questa duplice assegnazione
32:42dei mondiali a Russia e Qatar,
32:45perché è una assegnazione doppia,
32:47che serviva a garantire la rielezione di Blatter
32:50e perché soprattutto gli Stati Uniti,
32:52che saranno i veri sconfitti che avrebbero voluto organizzare
32:55il Mondiale nel 2022,
32:58daranno poi vita al cosiddetto FIFA Gate,
33:00che farà cadere Blatter.
33:02Ah, sul FIFA Gate, facciamo una puntata apposta,
33:04e quindi non voglio nessuna anticipazione,
33:08e io vi suggerisco,
33:10se siete appassionati di questo tema,
33:13di come la politica si è mescolata alla storia del pallone,
33:17un libro del professor Nicola Sbetti e di Riccardo Brizzi,
33:21che si chiama appunto La diplomazia del pallone,
33:23storia politica del Mondiale di Calcio dal 30 al 2022,
33:28e quindi lei dà il compito di segnalarmi solo due libri.
33:31Beh, allora, se devo scegliere due libri,
33:34io direi, per guardare al calcio nella sua interezza,
33:38compresi i mondiali,
33:39il libro più importante è quello di Paul Dixi,
33:42storia del calcio,
33:43e poi prenderei un esempio,
33:46che è il libro di Alberto Guasco,
33:47su Spagna 82,
33:49perché è un modo, secondo me, interessante
33:51per studiare una singola edizione,
33:53perché come abbiamo visto,
33:54ogni singola edizione meriterebbe di essere approfondita.
33:57Io ringrazio il professor Nicola Sbetti,
34:02ringrazio anche Pietro Soracio,
34:04bravissimi Giulia Calderoni e Giovanni Landi,
34:08che verranno riconvocati per quelle puntate apposta,
34:12e prendete nota dei libri,
34:14e io mi preparo per le conclusioni.
34:18La diplomazia del pallone,
34:21storia politica dei mondiali di calcio,
34:231930-2022,
34:25Riccardo Brizzi,
34:27Nicola Sbetti,
34:28Le Mognier,
34:292022,
34:31storia del calcio,
34:33Paul Dietzky,
34:34pagina 1,
34:352016,
34:37Spagna 82,
34:39storia e mito di un mondiale di calcio,
34:41Alberto Guasco,
34:43Carocci,
34:432016,
34:47Nicola Sbetti ce l'ha detto,
34:49il mondiale di calcio
34:50devono essere dovuto a Jean Rimet,
34:51che guidò l'organizzazione della federazione
34:53dal 21 al 54,
34:55per 33 anni,
34:58e quindi nel secondo dopoguerra,
35:01cioè dopo la seconda guerra mondiale,
35:03gli fu dedicata una coppa,
35:07la Coppa Rimet,
35:08che prese il suo nome,
35:10che veniva data,
35:11una coppa molto preziosa,
35:12come premio ai vincitori,
35:16se non che nel 1966,
35:18più volte fu rubata questa coppa,
35:20ma nel 1966,
35:22subiva un strano furto,
35:24in Inghilterra,
35:26e non si capiva dove,
35:27come l'avessero potuta rubare,
35:31chi fosse stato,
35:32fu uno dei gialli più grandi,
35:34in quel momento,
35:35finché un cagnolino,
35:38detto Piclis,
35:39che veniva portato a spasso,
35:40Piclis vuol dire sott'aceto,
35:43lo trovò sotto,
35:45avvolto in carta di giornale,
35:48sotto una siepe.
35:49Storia strana,
35:51storia molto strana,
35:52ci furono un sacco di sospetti,
35:54su questo e su quello,
35:55ed ebbero in comune,
35:58che tutti i sospettati,
36:00tutti i coinvolti,
36:01finirono male,
36:01fecero una brutta fine,
36:03compreso il cagnolino Piclis,
36:05a cui,
36:06quando fu trovata la coppa,
36:08venne regalato cibo a vita,
36:12tutto quello che voleva,
36:13però morì strozzato dal suo guinzaglio,
36:17mentre seguiva un gatto.
36:34Grazie a tutti.
37:01Grazie a tutti.

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