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ROMA (ITALPRESS) - Nella trentottesima puntata di "Diplomacy Magazine - Il racconto della geopolitica", il format tv dell'Italpress dedicato alla geopolitica, Claudio Brachino intervista Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione Med-Or, con cui fa il punto sulla situazione in Iran, anche alla luce del doppio appuntamento elettorale in autunno in Israele e negli Stati Uniti. L'ambasciatore Ettore Sequi fa il punto sulla situazione in Ucraina, ripercorrendo e commentando gli ultimi sviluppi.
lcr/azn
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NovitàTrascrizione
00:10Benvenuti da Claudio Brachino, la prima puntata dopo la pausa estiva di Diplomacy Magazine,
00:15il racconto della geopolitica, un racconto che diventa sempre più importante, tante
00:21le notizie in questi giorni che riguardano soprattutto le due grandi crisi, le stiamo
00:26raccontando da quando è nato questo nostro format fortunato che ho avuto fortemente io
00:31e il direttore responsabile di Italpress, Gaspar e Borsellino, quindi la crisi ucraina e quella
00:38medio orientale che già c'era prima con Gaza, ora è diventata ancora più esplosiva con
00:43la guerra fra Iran e gli Stati Uniti e quello che sta succedendo nello stretto di Ormuz.
00:48C'è vedo pronto in collegamento oggi il nostro ambasciatore Ettore Francesco Segui, buongiorno
00:53Abbasciatore, che durante l'estate mi ha mandato i suoi strepitosi articoli sulla stampa su
01:01tutti questi temi e io lo voglio interrogare su una questione che con lui abbiamo affrontato
01:06tanto perché le notizie dell'ultimo ora ci dicono che la crisi Russia-Ucraina rischia
01:11di precipitare, si parla di escalation, si parla di un'aggressione massiccia da parte
01:17di Putin, ma nello stesso tempo si parla ancora di diplomazia, ancora presente forse una volontà
01:24di Trump, si parla di un incontro Trump-Putin-Chi e quindi Xi Jinping, quindi alla fine non è
01:32del tutto morta anche la chiave diplomatica, però ambasciatore la notizia di queste ore
01:36è che c'è un'insicurezza che riguarda il Presidente dell'organizzazione di Zelensky
01:40che è diventato un po' il simbolo di questa guerra per quanto riguarda il suo popolo, Zelensky
01:45ha girato il mondo, ha girato le ambasciate, ha girato le istituzioni, ha fatto comunicazione,
01:51ha chiesto aiuto ingenti per il suo paese e ora teme anche per la sua vita, questo è
01:56un segno, un passaggio, un attentato aereo addirittura, un segno, un passaggio ulteriore,
02:01ora al di là poi della cronaca in sé dei fatti, comunque Zelensky è vivo e vegeto
02:07però denuncia un'insicurezza e dice attenzione ora vogliono arrivare anche a me, quindi a
02:12decapitare il simbolo della resistenza dell'Ucraina. Che sta succedendo ambasciatore?
02:18Sta succedendo che in realtà il fronte della guerra si sta allargando anche ai paesi che
02:27non sono direttamente coinvolti, questo perché noi sappiamo che Zelensky che si trovava in
02:34Moldavia ha avuto effettivamente un rischio sembra di attentato con un drone che quando
02:43l'aereo si accingeva a decollare si aggirava appunto sopra l'aereo di Zelensky. Questo ci
02:49dice varie cose, allora innanzitutto Zelensky è certamente considerato dai russi come una
02:55preda, non è la prima volta che si parla di possibili anche attentati alla sua vita.
03:03In secondo luogo, indipendentemente dal fatto che questo drone sia o meno riuscito in quello
03:10che si pensa potrebbe essere l'obiettivo e cioè colpire l'aereo di Zelensky, c'è comunque
03:17un messaggio. Il messaggio è che i russi, se diamo per scontato che il drone fosse russo,
03:25sono disponibili e sono capaci di colpire e comunque di colpire anche lo stesso presidente.
03:33L'altro messaggio è che sono disponibili e sono pronti a colpirlo anche in aree, in
03:39zone che non sono parte del conflitto. La Moldavia evidentemente, cheppure ha una zona
03:45si chiama Transistria al proprio interno, che è residiata da truppe russe, la Moldavia
03:52poteva essere l'area, il paese non direttamente coinvolto in cui questo attentato si poteva
03:59consumare. Non dobbiamo poi dimenticare un'altra cosa, che la Moldavia non fa parte della Nato,
04:06quindi non ci sarebbe neanche stata probabilmente una risposta a Nato. Ma infine il messaggio
04:13e anche di altro genere Zelensky stava andando ai funerali del re di Norvegia. Allora, la
04:20Norvegia è proprio uno dei paesi che sostengono più generosamente l'Ucraina sotto il profilo
04:26economico, ma anche sotto il profilo militare, perché si tratta e si parla della possibilità
04:33che la Norvegia possa aiutare gli ucraini alla produzione di un certo missile o di missili che
04:44possano consentire di intercettare quelli russi. Quindi direi che è una situazione in cui il
04:52teatro di guerra, se non strettamente militare ma quantomeno ibrido, è sempre più ampio.
04:59Sul piano militare, prima di venire alla democrazia, vi volevo chiedere questo. Durante l'estate
05:04abbiamo letto e osservato, analizzato attentamente le notizie. Il senso è un po' questo. Io ho
05:10descritto tante volte qui anche con un programma che precede l'impegno sugli esteri in termini
05:15di comunicazione da parte di Italpress, dopo aver fatto la lunga campagna presidenziale degli
05:21Stati Uniti, la diretta La notte del voto, ma abbiamo fatto Radio Dessa. Quindi un anno abbiamo
05:26dedicato l'attenzione che ora di Diplomasi Magazine specificamente all'Ucraina. Abbiamo
05:31raccontato tante volte quel lungo fronte nel suddestro del paese, lo chiamano fronte del
05:35Donbass, ma sono 1200 chilometri, poco oltre odessa fino quasi al confine con la Bielorussia.
05:43Allora abbiamo raccontato questa stagnazione militare, un po' avanti uno, un po' dietro
05:48all'altro, un po' dietro all'altro, queste lunghe trincee, questa linea di confronto che non
05:53è mai precipitata né da una parte né dall'altra. Poi si è evoluta questa guerra,
05:57adesso vado per sintesi. Gli ucraniani hanno dimostrato avere la capacità di colpire tecnologicamente,
06:04parlo di tecnologie militari, anche nel territorio russo, quello che vuol dire simbolicamente e
06:10recentemente usando armi di vario tipo, Putin sta dando fondo a una parte del suo armi, non
06:16a quello più minaccioso, bombardando massicciamente di nuovo, oramai un po' tutto all'Ucraina, perché
06:21di nuovo è stata coinvolta anche la capitale Kiev con tutto quello che vuol dire. Allora
06:25in questo contesto, questo è diventato appunto al di là del coinvolgimento che hai detto
06:30tutti i paesi come la Moldavia, una guerra un po' più complessa di quella che è stata
06:36detto che sembrava del primo novecento con le trincee, anche lì si combattevano i droni,
06:41c'erano l'informazione dell'intelligence, i satelliti, abbiamo tutti capito che le guerre
06:45del ventunesimo secolo non so più la baglionetta, però era ancora molto fisica, ancora molto
06:49militare, ancora sul territorio, ora si è molto allargato, sempre grazie all'utilizzazione
06:54dei droni e dei nuovi missili, allora da un punto di vista militare è sempre più in
06:59bilico questa situazione, è vero che Putin vuole schiantare questo parallelismo ovunque
07:05su un'escalation militare vera, che avrebbe un consenso interno per farlo, che la spinta
07:10del suo paese è stanchezza dell'opinione pubblica, per quello che è un'opinione pubblica
07:14di una democrazia strana, diciamo così per essere gentili come quella russa e anche
07:20per questioni economiche, siamo così, potrebbe esserci questa escalation?
07:25Sì, in un certo senso è persino attesa, al punto tale che da parte americana si cerca,
07:32e non dico di trovare una soluzione a questa guerra in tempi piuttosto rapidi, ma quantomeno
07:40di evitare proprio questa escalation e questo viene fatto per due motivi, innanzitutto perché
07:47c'è la preoccupazione da parte americana dell'elezione di mid-term, certamente non è
07:52realistica una pace prima di quel periodo, però gli americani cercano di evitare l'escalation
08:00in attesa da parte del generale Inverno, perché? Perché, questo se lo aspetta anche
08:07Zelensky, ci sarà molto probabilmente uno sforzo bellico russo durante l'inverno contro
08:17l'Ucraina, che sarà sia strettamente militare, quindi continuerà a colpire impianti ucraini,
08:27industriali, ma soprattutto a colpire le installazioni di carattere elettrico ed energetico, perché
08:38da parte dei russi si vuole cercare di fiaccare per il quarto inverno di fila la capacità di
08:47resistenza della popolazione ucraina, il generale Inverno per l'appunto. E ci si aspetta anche che da parte
08:55russa si metteranno in campo sempre di più questi nuovi droni a reazione, che diventano
09:01sempre più difficili da intercettare anche per gli ucraini, soprattutto in assenza di questi
09:06missili Patriot e di altro tipo, che gli ucraini stanno facendo molta fatica a trovare, rendo
09:14conto che mentre questi droni costano poco, trovare questi missili è difficile ed è anche estremamente
09:20costoso. Quindi quello che stanno cercando di fare gli americani è di rilanciare in qualche modo un
09:28processo di pace per far sì che questo sforzo bellico che ci possiamo aspettare da parte russa sia limitato.
09:41non credo e non penso che ci riusciranno, però è chiaro una cosa che dopo l'inverno si avrà un
09:49'idea
09:49molto più chiara. Gli ucraini avranno manifestato resilienza, in questo caso avranno una migliore
09:55posizione al tavolo dei negoziati che certamente si apriranno, oppure i russi avranno creato delle
10:03crepe, sia sul fronte ma anche nella resilienza ucraina, tale che si potranno sedere al tavolo da una
10:12posizione di favore. Io credo che questa sia un po' in sintesi la situazione. Per concludere dico soltanto
10:19che ora siamo in una fase, in questo momento, di cosiddetto stallo dinamico. Ci sono certamente incrementi
10:27delle attività belliche, ma non ci sono sfondamenti del fronte o comunque dei significativi progressi.
10:33Mi piace questo linguaggio stallo dinamico, quello che cristalizziamo, perché poi il nostro
10:38ambasciatore ci dà spesso anche lezioni grammatiche nella diplomazia, usa spesso delle metafore,
10:42dei simboli, giochi, insomma, antropologici. Ambasciatori, questo volevo chiederti per concludere
10:49questo primo intervento post vacanze. Però il leader, Trump, non rinuncia a questo dialogo
10:57con Putin. Ora vuole coinvolgere addirittura la Cina, diventerebbe un summit importantissimo,
11:02insomma, dove si metteranno in gioco non solo, mi sembra, le questioni dell'Ucraina, ma forse
11:07anche tutte le altre che sono in gioco in questo momento, da quello che sta succedendo
11:11in Medio Oriente e anche quello che potrebbe succedere, come sempre, tutto a Taiwan o nel
11:16Pacifico. Ma proprio per dimostrare che oggi la diplomazia è interconnessa, magari c'è
11:21più una zona che esclude un'altra. E l'abbiamo anche questo detto tante volte. Io credo che
11:26averlo capito, spero di averlo fatto capire chi ci segue, insomma, e anche i giornalisti
11:30che ci vedono, che siamo ripetendo un'agenzia di stampa. Qui ci rivolgiamo solo ai singoli
11:34fruitori, ma anche ai fruitori giornalistici. Allora, questo incontro ci sarà realistico
11:42e se ci dovesse essere potrebbe essere decisivo?
11:48Quello che noi sappiamo intanto è che è previsto ancora un incontro tra Trump e Xi Jinping
11:55il 24 settembre a Washington. Tra l'altro Xi Jinping non andrà all'Assemblea Generale
12:05delle Nazioni Unite, che è prevista proprio in quei giorni, ma vuole fare un incontro di
12:09carattere strettamente bilaterale. Perché i temi aperti a livello bilaterale tra Stati
12:14Uniti e Cina sono molti, sono vari, sono importanti. Dai dazi, alle esportazioni terre rare, alla
12:21situazione in Medio Oriente e poi c'è questo aspetto fondamentale, direi l'elefante nella
12:29stanza di Taiwan. Se ci sarà questo vertice a tre, questo è possibile, ma anche lì non
12:38bisogna immaginare che ci siano delle clamorose novità dopo questo vertice. Perché? Che molto
12:46giustamente, appunto, ricordavi che noi ci troviamo di fronte a un unico ecosistema di crisi, in cui
12:55queste crisi, Ucraina, Golfo, persino Estremo Oriente, quindi Asia e Cina, si intersecano.
13:06Ora, la Cina ha un interesse che direi è strategico, quello di tenere il più possibile lontano gli
13:13Stati Uniti dallo scenario orientale. E gli Stati Uniti hanno un interesse opposto che quello di evitare
13:20questa dispersione strategica in cui si stanno trovando, essendo impegnati in Medio Oriente
13:27soprattutto, ma come vediamo anche politicamente in Ucraina, e questo fanno sì che loro si dimenticano,
13:34per forza di cose, dell'estremo Oriente. Quindi, se il vertice ci sarà, sarà importante, ma la verità è una,
13:42è che ancora ucraini e russi hanno un costo politico molto più forte a raggiungere una pace, considerate
13:55le reciproche richieste e le reciproche pretese, piuttosto che continuare a combattere. E finché
14:01questa situazione non cambierà, temo che pace non ne vedremo.
14:05La domanda è un po' stanca, perché la faccio tutte le volte, però secondo me va ribadita, perché poi
14:11c'è discussione anche nell'opinione pubblica, nella politica italiana, c'è discussione in Europa, in Europa c'è
14:17un vento che cambia, come hai visto, insomma, no? Vedo che è successo in Germania. Ecco, quello è successo
14:22in Germania, un diplomatico della tua esperienza, che effetto fa? C'è la vittoria di FD, che è sostanzialmente
14:30il cosiddetto gruppo estremista di destra, poi insomma considerato neonazista,
14:35l'ispirazione neonazista, ma insomma una vittoria non nelle elezioni nazionali, ma consistente,
14:42anche se su un territorio importante, no?
14:46Questo direi che chiaramente è come la febbre in un organismo che ha un problema, e questa è una febbre
14:54molto alta. D'altra parte quello che noi vediamo in Europa lo possiamo spiegare anche in questo modo, in
15:00generale, fino diciamo all'inizio delle grandi crisi, a partire dal Covid, poi guerra in Ucraina,
15:07guerra in Medio Oriente e così via, che hanno fortemente colpito le economie, fino a quel momento
15:13le campagne elettorali si basavano sulla promessa di crescita, sulla promessa di distribuzione del reddito
15:20e sulla promessa di, come dire, di ascensore sociale. Dopo le campagne elettorali si basano in realtà
15:32sulla promessa di gestire le crisi, sulla promessa della sicurezza e sulla promessa, qualche modo di mettere
15:40bene o male delle pezze a queste crisi economiche che accompagnano tutta l'Europa. Per cui direi che questo è
15:47il vero tema,
15:49anche perché, per chiudere, la crisi crea evidentemente paure e bisogno di sicurezza
16:01e di rassicurazione. Questo a sua volta crea spesso nazionalismi. I nazionalismi creano spesso
16:09un indebolimento, diciamo così, degli approcci multilaterali e in particolare europei. L'indebolimento
16:17degli approcci europei alle crisi crea evidentemente il fatto che queste crisi non sono affrontate
16:25in modo sistemico. Perché ricordiamoci, queste crisi non possono essere affrontate da un paese solo,
16:30ma devono essere affrontate come ad esempio la grande crisi, il fallimento di Lehman Brothers
16:38a livello generale. Quindi noi ci scontriamo con questo tipo di situazione.
16:44Grazie all'ambasciatore Ettore Francesco Segui e ci rivediamo alla prossima puntata tra due
16:52settimane. Insomma ti lasciamo al tuo lavoro che sappiamo essere sempre molto intenso.
16:58Grazie ancora ambasciatore. Grazie a voi.
17:04Ci ha raggiunto, lui negli studi di Roma e negli studi di Milano, un'altra delle nostre firme
17:10fondamentali nella storia di questo format, cioè Diplomacy Magazine, appunto, che è Daniele
17:16Ruvinetti, esperto di geopolitica, faccia tv, opinionista televisivo e seno advisor della
17:22fondazione MedOr. Benvenuto Daniele. Grazie a te Claudio e tutti gli ascoltatori. Grazie per l'invito.
17:34Prima puntata dopo le vacanze. Allora, ho affrontato poco fa con l'ambasciatore Ettore
17:39Francesco Segui il tema Ucraina, affronto con te il tema Medio Oriente, chiamiamolo così
17:44con titolo giornalistico largo. Allora ti chiedo innanzitutto qual è la situazione tecnico-militare
17:50senza andare troppo oltre tra Stati Uniti e Iran, visto che si parla sempre di pace
17:55e si parla sempre di guerra. La gente mi chiede in taxi, dice ma tutto, ma che succede?
17:59Poi parliamo a parte di Ormuz, sia da un punto di vista territoriale che economico. Qual è
18:04lo stato dell'arte in questo momento Stati Uniti-Iran?
18:08Allora, guarda, stiamo in una fase di stallo, possiamo dire, nel senso che era partita, come
18:14sai, quella guerra inizialmente tra Israele e Stati Uniti. Pensavano in breve tempo di
18:20rovesciare il regime iraniano e invece hanno trovato una resistenza importante degli iraniani,
18:30ma che era abbastanza prevedibile, perché comunque sia, primo, non rovescio il regime
18:36solamente dall'alto, cioè solo con una guerra aerea. È praticamente impossibile se tu non hai
18:41poi sul campo qualcuno che innesca una rivolta o una milizia armata che marci, diciamo, per
18:50prendere il potere, supportata poi sicuramente dall'alto, ma deve avere qualcuno sul campo.
18:56E da questa resistenza, che appunto è durata a lungo, ricordiamo che l'Iran è un paese
19:03molto grande con 90 milioni di persone circa e 3 milioni di persone armate ed è una teocrazia,
19:10cioè di fatto una dittatura religiosa con una guida suprema che dopo la morte, diciamo,
19:18della vecchia guida suprema è ascesa come guida suprema il figlio che è però espressione
19:25dei Pasdaran, cioè dei militari iraniani che di fatto hanno preso il potere. Quindi oggi
19:31dobbiamo parlare di una dittatura sì religiosa, ma anche una dittatura militare. E quindi questo
19:35ha fatto sì che l'Iran ha resistito, ha evidentemente messo in difficoltà Israele e
19:44gli Stati Uniti che non riuscirono a raggiungere l'obiettivo, anche perché in particolare gli
19:48Stati Uniti sta conducendo di fatto una guerra a molta distanza da, diciamo, appunto
19:55dagli Stati Uniti stessi in termini proprio geografici e quindi tenere degli assetti militari,
20:00tenere tanti militari, circa 50 mila, intorno al Medio Oriente per supportare un'operazione
20:06genere ha dei costi molto, molto elevati. E non arrivando a una soluzione militare
20:12si è iniziato quindi con le trattative che abbiamo visto, molto spesso mediate dal
20:18Pakistan e non solo, che però poi non hanno portato sì alla firma di un memorandum, se
20:22ricordi, ma poi è durato pochissimo perché poi non si è arrivata una definizione importante
20:30uno sulla gestione dello stretto di Ormuz, due sul nucleare, che sono i due punti fondamentali
20:37su cui si gira. Quindi oggi stiamo in una situazione di stallo dove è come è successo
20:43un po' in Ucraina, quando una guerra non si sblocca subito, si va verso una fase di logoramento.
20:50Anche qui stiamo andando verso una fase di logoramento, nel senso che gli Stati Uniti
20:55hanno applicato una morsa, stanno cercando di applicare una morsa economica perché non
21:02sono riusciti militarmente a avere dei risultati importanti e ogni tanto ci sono degli attacchi
21:12degli Stati Uniti, specialmente su petroliere come abbiamo visto adesso e gli iraniani rispondono
21:18sulle basi americane nel Golfo e nel Medio Oriente. Quindi questa è un po' la situazione,
21:23cioè una guerra di logoramento con ogni tanto degli attacchi e il tentativo degli Stati Uniti
21:29di mettere in difficoltà l'Iran per via diciamo economica.
21:34Allora prima di arrivare ad Ormuz, volevo farti visto se l'hai toccato tu, mi hai anticipato,
21:40voglio andare ad Ormuz, il famoso regime change non c'è stato, non c'è stato nessun cambio
21:45di regime, adesso era difficile farlo solo con degli attacchi aerei in un paese così vasto
21:50e così complesso anche dal punto di vista di composizione della popolazione e per quanto riguarda
21:57gli accordi per l'atomica e mi sembra che sfuggono a qualsiasi memorandum, non si sono fatti passi
22:02avanti, che era l'altra grande motivazione di questa guerra, per stare con le esplicite.
22:07Allora insomma l'una non è entrata diciamo data a buon fine, perché come hai spiegato
22:13bene tu, comunque il regime, anzi forse è pure peggiorato per certi versi.
22:17Assolutamente sì. Controllo sulla popolazione sempre lo stesso, l'economia va male ma rispondono
22:24e hanno ancora evidentemente un nazionale militare per farlo.
22:28Sull'atomica, sulla bomba atomica, insomma sull'arsenale atomico che ha un fine militare,
22:33che spaventa tutta la regione, il partito di Israele, ma spaventa il mondo, non si sono
22:37fatti passi avanti. Allora su Ormuz qual è la situazione?
22:41Anche Ormuz non si è capito niente, passa la nave, non passa, passa tutto controllo americano,
22:46non bombardiamo quello, non bombardiamo quell'altro. Di fatto un pezzo di economia del mondo
22:51sta andando in tilt, cioè quello stretto non è in funzione normale. Qual è la situazione
22:58geopolitica militare di quello stretto? Poi ma ci mettiamo una cartina, buongiorno, facciamo
23:01una lezione della cartina con la penna come il maestro Manzi così almeno chiariamo bene
23:05tutti i meccanismi. Vai Daniele.
23:07Allora guarda, innanzitutto ricordiamo che è uno stretto, molto stretto, nel senso che
23:12sono circa 33 chilometri, ma in realtà quelli navigabili per motivi di fondali dalle petroliere
23:18sono circa 3 chilometri, 3 chilometri e mezzo, quindi è veramente uno stretto diciamo molto
23:24limitato. Allora qual è la situazione? È un po' complessa, nel senso che è vero che c'è
23:33una rotta che passa più vicino all'Oman navigabile, che gli Stati Uniti stanno cercando in qualche
23:41modo di tenere navigabile, gli Stati Uniti cercano di sminare, perché che succede?
23:46Da una parte gli iraniani mettono le mine e parallelamente gli americani cercano di toglierle
23:51diciamo specialmente di notte o con tecnologie diciamo avanzate. È in dubbio però che c'è ancora
24:00grande difficoltà nella navigabilità dello stretto. Qual è il motivo? Ci passano le
24:06petroliere, le petroliere sono ovviamente di proprietà di alcune compagnie e sopra ci
24:14sono delle assicurazioni ovviamente. Questo rende il rischio solo potenziale di prendere
24:21una mina o di essere attaccati dall'Iran con missili o droni chiaramente uno già crea
24:29un problema per passarci, due aumenta i prezzi delle assicurazioni e quindi automaticamente
24:35le compagnie sono molto più prudenti nel far passare le loro navi mercantili nello
24:40stretto. Quindi questo crea già solo questo pericolo, crea un freno molto forte proprio perché
24:47c'è il rischio di una mina o di un attacco iraniano. Gli americani cercano di liberarlo,
24:54cercano di rassicurare le compagnie per farli passare, cercano quando possono di scortarle
24:59però e anche creando questa via che ho detto alternativa sull'Oman però è in dubbio che
25:04c'è questo pericolo perché un drone ti può attaccare e crea un danno che sono milioni
25:09di Euro per una compagnia e quindi questo sta limitando ovviamente l'utilizzo e il passaggio
25:16su Ormuz che non è quello che era prima e quindi lo vediamo gli effetti poi economici
25:21con l'innalzamento del prezzo del petrolio e del gas. Quindi è una situazione anche lì
25:28direi di stallo dove non si è risolto il tema, non si è trovato un accordo perché i
25:37iraniani rivendicano a questo punto un controllo sullo stretto di Ormuz volendo anche il pagamento
25:45di alcuni pedaggi, si erano messi anche d'accordo con l'Oman per cercare di fare un controllo
25:52congiunto, gli Stati Uniti ovviamente giustamente sono contrari a questo tipo di controllo a questi
25:58pedaggi perché prima era libero e la navigazione è libera e quindi anche lì c'è una fase di
26:05di tensione, gli americani hanno bombardato delle petroliere proprio ieri, petroliere
26:12iraniane, l'Iran risponde attaccando le basi americane addirittura con bombe a grappolo
26:18oppure attaccando delle navi americane e quindi questo crea tensione, la tensione è un qualcosa
26:26che il mercato in generale, i mercati finanziari non vogliono ma anche le compagnie vogliono
26:32evitare di avere dei danni importanti e quindi tante navi sono ferme.
26:37Allora, le elezioni di midterm in America insomma quelle sono a metà mandato, traduciamo
26:44tutto per chi ci segue per essere chiari, Trump è molto preoccupato, avrebbe offerto un po'
26:51di soldi a ogni cittadino americano per il voto, 5 mila dollari, alla carta come siamo
26:58i voti dei pali, siamo qui, insomma la più grande democrazia del mondo era ma alla carta diciamo
27:06così, però al di là di questo siccome io non amo fare interpretazioni eccessive di tutte
27:11le singole cose di Trump, il segno politico è che c'è paura, non c'è ansia e probabilmente
27:17questa situazione può incidere sul voto e sulla composizione poi dopo delle Camere
27:22quindi per quanto riguarda poi la di là dei grandi poteri che ha un Presidente degli Stati
27:25Uniti, la gibita anche un po' di resta può diventare complicata e mi dicevi mentre preparavamo
27:31questa puntata ci siamo sentiti che forse l'Iran, insomma cerca di resistere bene perché
27:37aspetta pure l'Iran, pure i Pazdaran aspettano il suo stato del voto, non perché sono sondaggisti
27:44o analisti politici, ma perché sono interessati alle conseguenze che può avere questo voto
27:49è così?
27:50Sì, sì, assolutamente giusto perché io penso che loro aspettino due elezioni, una quelle
27:56israeliane di ottobre e l'altra è quella delle midterme a novembre perché se Netanyahu
28:02dovesse perdere c'è il rischio che perda le elezioni, per loro lo vedrebbero favorevolmente
28:07è vero che in Israele comunque chiunque dovesse vincere secondo me rimarrà proprio
28:14per il fatto che l'Iran è visto come il loro grande nemico una certa aggressività nei
28:21confronti dell'Iran, ma già non avere più Netanyahu, magari avere un personaggio diverso
28:26potrebbe in qualche modo un po' cambiare la situazione e dall'altra parte ovviamente
28:30le midterme americane perché se Trump dovesse uscire sconfitto alla Camera ma magari anche
28:36al Senato, potrebbe succedere, sarebbe ovviamente un Presidente azzoppato e questo ovviamente
28:44creerebbe molti problemi a Trump nel portare avanti una guerra che ormai dura da un po'
28:50spendendo molti soldi e evidentemente non avendo dei grandissimi risultati fino ad oggi
28:56e quindi è una strategia che secondo me loro stanno aspettando perché si troverebbero
29:04dall'altra parte un Presidente appunto azzoppato o comunque in grande difficoltà
29:10magari con le Camere che gli voterebbero conto o che comunque gli chiederebbero conto anche
29:16della guerra e dei costi della guerra, anche se anche in America l'Iran è visto comunque
29:21come un pericolo ovviamente giustamente, però dal lato paddaran aspettano con ansia, quindi è una
29:30chiave di lettura giustissima, cioè queste due elezioni comunque incideranno molto ovviamente
29:39tanto sull'Iran ma è chiaro anche sul lato russo-ucraino insomma perché poi Trump è
29:46diciamo autore e comunque attore ovviamente essendo Presidente degli Stati Uniti fondamentale
29:52e molto importante su tutti e due scenari quindi ci saranno ricadute molto importanti in base
29:59a come vanno le mid-term e quindi sarà molto interessante poi capire veramente se i sondaggi
30:05che danno i sondaggisti americani, cioè di un Trump in difficoltà o se invece magari
30:13fanno un risultato diverso.
30:16Allora io sono contento che tu abbia citato alla fine questa interconnessione della diplomazia
30:21e delle crisi geopolitiche nel mondo che ne ha parlato poco fa ma tu non lo potevi sapere
30:26con Ettore Francesco Sequi, sono io che ho evocato quest'idea perché poi c'è questo incontro
30:31forse a tre no? Trump, Xi Jinping e Putin per dire che non è che se davvero si incontrano
30:37parlando solo di una cosa, parlando di tutto, dell'Ucrania, del Medio Oriente e anche dell'Indo-Pacifico
30:42quindi insomma fondamentalmente oggi il mondo tutto si tiene quindi questo per dire che c'è
30:46una parte metalinguistica nelle nostre lunghe editoriali, non è solamente stare sulle cose
30:52e spiegarle bene e permettere anche a chi ci segue, Daniele se me lo concedi, sai con
30:58il mio pallino, di interpretare bene i giornali, la televisione, il web, lì dove questa notizia
31:02arriva, spesso con dei titoli, degli slogan che poi sono incompensibili per chi non si
31:07occupa di questo, tanto il senso generale che può essere paura o angoscia o fastidio
31:12per le ripercussioni economiche, quindi al di là di questa nostra divulgazione facciamo
31:15anche un po' di lezione della grammatica della diplomazia, abbiamo capito che, guarda poco
31:20fa, intervistato per settimana economico un manager di autostrade, la mobilità interconnessa
31:25al nostro mondo e anche la geopolitica interconnessa al nostro mondo, corretto?
31:30Sono d'accordissimo, ormai tutto il mondo è molto interconnesso perché poi tutte le
31:36crisi sono interconnesse perché poi gli attori sono gli stessi, ricordiamo che la Russia fornisce
31:41i droni all'Iran e le sovvenziona, la Cina aiuta l'Iran, i droni iraniani li utilizzano
31:53i russi in territorio ucraino e quindi è tutto fondamentalmente interconnesso tra loro
31:59perché poi Russia, Iran e Cina sono dei partner importanti, dall'altra parte ci sono gli Stati
32:05Uniti con Israele che sono un altro fronte, ma poi tutto è interconnesso anche al tema
32:11finanziario o economico o al tema che ci riguarda tutti i giorni quando andiamo alla pompa di benzina
32:16perché vediamo il prezzo del petrolio sopra i 2 euro, 2 euro e mezzo, deriva proprio da
32:21Ormuz, allora capire perché questo impatta su di noi, come è arrivato il 2 e mezzo, il
32:27petrolio, il gas, la bolletta che mi costa di più, deriva proprio dalla comprensione di
32:32quelle che sono le dinamiche ormai purtroppo tutte interconnesse a livello geopolitico con
32:38ormai attori che sono poi più o meno dicevamo sempre gli stessi, cioè gli Stati Uniti da
32:44una parte, la Cina dall'altra che sono i due grandi competitor con la Russia e l'Iran o
32:51l'Ucraina che sono territori dove oggi si scontrano proprio ormai queste due visioni o
32:59comunque questi due blocchi che poi tante volte sono più interconnessi di quello che pensiamo
33:04è perché ad esempio pensiamo al rapporto Trump-Putin che è molto idiliaco, quindi
33:09pensiamo che su alcuni tavoli giocano in modo avverso ma in realtà poi c'è anche un rapporto
33:18molto forte e un Trump che anche quando è andato in Cina l'abbiamo visto molto osseguoso
33:24nei confronti di Xi, quindi poi è tutto molto fluido perché poi ci sono gli affari e ci sono
33:31altre cose, però tutto è interconnesso e quindi va spiegato una situazione ovviamente
33:36complessa e quindi speriamo di essere stati, di aver reso un po' più chiaro un puzzle molto
33:43complesso, difficile da spiegare.
33:46Siamo stati, tu lo sei, sei bravo e ci aiuti con un linguaggio sempre molto semplice e molto
33:51però preciso e non fumoso a fare questo lavoro. Io ti ringrazio di essere...
33:55Grazie a te Claudio sempre.
33:57La puntata ci rivediamo tutti fra due settimane, andiamo avanti e arriveranno poi anche gli
34:02ambasciatori dei vari paesi che di volta in volta saranno protagonisti, ma ci tengo molto
34:06a questo racconto della geopolitica in questo momento storico che stiamo vivendo. Grazie
34:10a Daniele Rubinetti. Grazie a voi.
34:12Senior Advisor della Fondazione Med Orr, opinionista tv esperto di geopolitica. Grazie a voi che ci
34:19avete seguito, Diplomacy Magazine, il racconto della geopolitica torna fra due settimane.
34:24Arrivederci.
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