In questa puntata di "Diplomacy Magazine", Claudio Brachino dialoga con l'ambasciatore Ettore Francesco Sequi per analizzare le complesse dinamiche geopolitiche attuali.
L'analisi si concentra sulla recente doppia visita di Netanyahu e Zelensky a Washington, interpretata come un indicatore della medesima crisi. Si esplora il legame sempre più stretto tra la Russia, l'Iran e la Cina, evidenziando come il sostegno iraniano alla Russia in Ucraina, attraverso la fornitura di droni, sia ricambiato da Mosca con tecnologie militari. Questa connessione sta creando un nuovo asse tra Ucraina e Israele, uniti contro la minaccia iraniana.
La discussione approfondisce la preoccupazione strategica degli Stati Uniti riguardo alla saturazione degli impegni internazionali e il rischio di un vantaggio per la Cina nell'Indo-Pacifico. Si sottolinea come ogni risorsa impiegata in altre crisi venga sottratta al fronte cruciale dell'Estremo Oriente, con implicazioni dirette per Taiwan. Viene inoltre evidenziata l'importanza dei colli di bottiglia geografici, come lo Stretto di Hormuz, e il parallelismo con lo Stretto di Taiwan per la libertà di navigazione.
#Geopolitica #DiplomacyMagazine #EttoreFrancescoSequi
L'analisi si concentra sulla recente doppia visita di Netanyahu e Zelensky a Washington, interpretata come un indicatore della medesima crisi. Si esplora il legame sempre più stretto tra la Russia, l'Iran e la Cina, evidenziando come il sostegno iraniano alla Russia in Ucraina, attraverso la fornitura di droni, sia ricambiato da Mosca con tecnologie militari. Questa connessione sta creando un nuovo asse tra Ucraina e Israele, uniti contro la minaccia iraniana.
La discussione approfondisce la preoccupazione strategica degli Stati Uniti riguardo alla saturazione degli impegni internazionali e il rischio di un vantaggio per la Cina nell'Indo-Pacifico. Si sottolinea come ogni risorsa impiegata in altre crisi venga sottratta al fronte cruciale dell'Estremo Oriente, con implicazioni dirette per Taiwan. Viene inoltre evidenziata l'importanza dei colli di bottiglia geografici, come lo Stretto di Hormuz, e il parallelismo con lo Stretto di Taiwan per la libertà di navigazione.
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00:10Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Diplomacy Magazine, il racconto
00:16della geopolitica e cominciamo come sempre, come nostra abitudine, siamo abitudinari con
00:22l'ambasciatore Ettore Francesco Sequi. Buongiorno ambasciatore.
00:26Buongiorno a voi, grazie.
00:27Sì, collegato dai nostri studi di Roma, noi siamo nei nostri studi di Milano, se vedo
00:32oramai gli studi del multimediale di tal press dialogano fra loro e quindi io comincio da
00:38un articolo della stampa che hai scritto poche ore fa, in cui tu sostanzialmente dici che
00:44la doppia visita di Netanyahu e di Zelensky in America da Trump, questa doppia visita è
00:52parte di una stessa medaglia, cioè della stessa crisi. Se mi vuoi spiegare questo titolo, poi
00:57c'è una serie di domande da farti.
00:59Intanto l'occasione, i funerali di questo senatore Lindsey Graham, morto da poco, sostenitore di
01:07Trump, ma nello stesso tempo sostenitore dell'Ucraina e sostenitore di Israele. Quindi questi due capi di
01:17Zelensky e Netanyahu hanno approfittato dei funerali per fare una visita a Washington cercando di
01:25incontrare Trump e quindi l'incontro c'è stato. In realtà che cosa ci dice questo incontro? È un
01:32incontro che è avvenuto prima, quindi Trump ha incontrato prima Zelensky e poi Netanyahu e noi
01:38siamo stati abituati a considerare, per certi versi giustamente, la crisi in Ucraina e la crisi in
01:44Medio Oriente come due crisi diverse, però effettivamente c'è qualcosa che li lega ultimamente, che lega
01:49queste crisi? Che cosa? Noi partiamo dall'osservazione che la Russia sostiene l'Iran così come l'Iran
01:58sostiene la Russia. L'Iran ha fornito dei droni utilizzati poi in Ucraina dai russi e i russi danno
02:06all'Iran delle tecnologie sensibili, tecnologie militari e si dice anche sostengono gli iraniani
02:15con il loro sistema di satelliti appunto in questa operazione. Tutte e due sono a loro volta sostenuti
02:21dalla Cina. Ora quello che in qualche modo ha legato queste visite è che Zelensky si è presentato a
02:31Trump cercando di convincerlo che combattere contro la Russia equivale a combattere contro l'Iran e effettivamente
02:44prima di arrivare a Washington Zelensky si è portato la dote di una azione contro una nave russa che a
02:55detta
02:55degli ucraini trasportava delle attrezzature militari russe in Iran. Da questo punto di vista direi che in
03:07qualche modo le crisi si saltano perché? Perché da una parte noi abbiamo diciamo quella lo che possiamo
03:16chiamare asse ma qualcosa un po' più pallido e cioè sono dei paesi che vogliono limitare la proiezione
03:27americana e questi paesi sono per l'appunto la Russia, la Cina e l'Iran e dall'altra parte si
03:32sta in qualche
03:34modo profilando un asse tra ucraini e israeliani che hanno un nemico che sta diventando comune e cioè
03:45l'Iran. Addirittura si parla di azioni iraniane contro l'Ucraina come conseguenza di questi attacchi
03:52ucraini alle navi iraniane che portano materiale bellico che proviene appunto dalla Russia. Quindi direi
04:02che questo è il primo punto che può permettere di sovrapporre queste crisi ma in breve c'è qualcosa
04:08di più. Posso interromperti un secondo se non lo faccio mai però siccome la domanda successiva
04:15volevo farti faccio un assist come si dice radiofonico durante il tuo ragionamento non una sovrapposizione
04:21maleducata che nel corpo del testo del tuo articolo sempre sulla stampa poi dici attenzione
04:27perché poi dopo la Cina sostiene l'Iran proprio in maniera diciamo aperta e poi protegge economicamente
04:37la Russia e quindi è partecipi di queste cose. Quindi vuol dire che la Cina quindi sullo sfondo
04:42l'Indo-Pacifico di cui tu ci ricordi sempre l'importanza per l'America e Taiwan entra in questo scenario.
04:49C'è come dire ci entra comunque. Scusa se ti interrompo perché secondo me volevi andare a questo
04:54e lo faccio attraverso la seconda domanda per evitare di fare come le interviste.
04:58Se presenti uno fa una domanda uno risponde 8 minuti poi si alza e va via e dice beh è
05:02finito.
05:03Questo è molto importante perché la vera preoccupazione americana che sta venendo fuori
05:09è quella che qualcuno definisce di saturazione strategica cioè oggi gli Stati Uniti non sono in
05:15grado di affrontare contemporaneamente varie crisi in Europa e infatti si stanno staccando
05:20in Medio Oriente dove sono assolutamente impelagati perché la vera crisi e la vera sfida è nell'Indo-Pacifico
05:30ed è nei confronti della Cina. Quindi da questo punto di vista più gli americani rimangono tra le sabbie mobili
05:37di altre crisi più evidentemente i cinesi possono trarre vantaggio perché ogni missile, ogni tomahawk,
05:45ogni patriot usato in Medio Oriente è un missile, un patriot, un tomahawk che praticamente viene
05:53sottratto al fronte dell'estremo Oriente. Quindi questa è una preoccupazione assolutamente di Trump
06:01e che ci spiega anche perché si parli ultimamente anche di difficoltà in termini di armamento americano
06:10che si è probabilmente depauperato. Quindi direi che il punto che tu poni è fondamentale.
06:18Oltretutto possiamo andare anche oltre perché Ormuz ci sta dicendo che sempre più stanno diventando importanti
06:29i colli di bottiglia geografici attraverso i quali passano i flussi energetici e quelli mercantili.
06:37Se gli Stati Uniti rinunciassero a questo principio a Ormuz, quindi consentissero un controllo pieno
06:45da parte iraniana di Ormuz, domani questo principio verrebbe fatto valere molto probabilmente
06:52dai cinesi anche nello stretto di Taiwan, cosa che evidentemente gli americani vogliono evitare.
06:58Ricordo per finire che periodicamente gli americani fanno delle esercitazioni, esercitano un passaggio
07:06attraverso questo stretto di Taiwan proprio per segnare il principio della libertà di navigazione
07:12che è lo stesso che stanno cercando di affermare a Ormuz.
07:15Senti, ambasciatore, tu ci dai spesso al di là delle singole notizie o delle singole problematiche
07:21che ci offre la corona, come in questo caso il doppio viaggio americano di Zelensky e Netanyahu,
07:27poi magari se facciamo in tempo parliamo specificamente delle strategie di Zelensky e di quelle di Netanyahu
07:33in questa visita, poi ci dà anche delle elezioni geopolitiche.
07:37No, noi stiamo, come si fa nei cattivi programmi televisivi, quando si parla di nuovo ordine mondiale
07:42la gente non capisce niente, non si capisce com'era, non si capisce com'è, non si capisce
07:47chi scrive questo ordine, non so quale pezzo di mondo viene coinvolto o non viene coinvolto.
07:53Questo non mi ricordo quando facevo il TG dei giovani, mi dissero una volta in una riunione
07:56questo non piace ai giovani, ma qua i giovani, da 0 a 18, da 0 a 14, da 18 a
08:0135, poi si scopre
08:03che quelli che guardavano Italia 1 avevano 45 anni e erano probabilmente regrediti da un punto di vista
08:08anagrafico intellettuale, però questo per dire come anche l'auditel è complesso come la geopolitica.
08:14Allora, in questo però ordine mondiale nuovo, diciamo così, tu stai dicendo che fondamentalmente
08:20siccome queste crisi si tengono l'una con l'altra, viene rimesso in discussione il ruolo degli Stati Uniti.
08:25Una volta era il guardiano del mondo, poi dopo la seconda guerra mondiale ha avuto un ruolo preciso
08:30anche con noi europei, abbiamo parlato, parleremo ancora più avanti, anche della Nato, anche oggi.
08:37Allora, in questo nuovo ordine mondiale che si sta creando con queste crisi tutte intrecciate fra di loro
08:42ci sono protagonisti che non hanno un altro peso, ma a me interessa dire quale sarà il peso degli Stati
08:49Uniti
08:49perché mi sembra di aver capito che nel Medio Oriente potrebbero non considerare più Israele
08:55un alleato strategico o meno strategico degli accordi economici che si fanno con i Paesi Arabi
09:01e i Sunniti e che in Europa, tutto sommato, potrebbero proteggere Zelensky che ha recuperato
09:07con Trump, mi sembra anche a livello personale, ma insomma in una funzione un po' diversa del
09:14modo in cui noi europei appoggiamo Zelensky con le nostre fisime sulla democrazia,
09:20l'ingresso dell'Ucraina all'Unione Europea eccetera eccetera, più una visione strategico militare bellica o no?
09:27Infatti, questo è molto giusto, intanto dobbiamo partire da un paio di presupposti
09:32il presupposto numero uno per Trump è quello che conta e soprattutto il business
09:38quindi lui vede anche in Ucraina la possibilità obiettivamente di fare business
09:42non gli può dare Patriot perché non vuole fare un affronto diretto alla Russia
09:46perché non è abbastanza per sé e a questo punto si discute di vendere le licenze per la costruzione di
09:52Patriot
09:53e la stessa cosa riguarda il Medio Oriente, ci sono questi controlli, l'idea di evitare che l'Iran
10:05controlli questi flussi energetici e mercantili significa che cosa tra l'altro è geopolitica
10:13ma significa anche cercare di tenere basso il prezzo del barile perché questo poi alla fine
10:17provoca problemi a livello globale e a livello naturalmente americano con l'aumento dei prezzi
10:24del carburante però c'è un fatto, il fatto è molto importante è che gli Stati Uniti stanno diventando
10:31loro stessi una potenza revisionista, cioè una potenza che tutto sommato vuole revisionare
10:38quell'ordine internazionale che loro stessi dopo la seconda guerra mondiale hanno contribuito a plasmare
10:43lo dimostra il fatto che credono molto poco nel multilateralismo, che vogliono in realtà affrontare
10:55in modo molto diretto l'idea, ritornare un po' all'idea delle aree di influenza e in tutto questo
11:05in retrospettiva quello che noi vediamo sullo sfondo è l'idea cinese di lungo periodo di essere
11:13per il momento il gestore insieme agli Stati Uniti di quest'ordine internazionale fino a quando
11:19in futuro pensano di diventare la prima potenza perché la verità è che i cinesi guardano molto
11:28attentamente quello che sta capitando e ritengono che gli Stati Uniti siano una potenza in declino
11:32mentre loro una potenza in ascesa. Tutto questo per finire è accompagnato da un'altra cosa fondamentale
11:39nuova e cioè sia l'Ucraina che il Medio Oriente ci stanno dimostrando che le grandi potenze,
11:47le grandi potenze militari a volte hanno problemi con potenze che sono più piccole perché non riescono
11:54a trasformare questa strapotenza militare in potenza o risultati geopolitici. C'è un
12:00processo di democratizzazione della difesa, democratizzazione della deterrenza in cui paesi come
12:06l'Ucraina o come l'Iran che sono produttori di droni che usano la tecnologia hanno la possibilità
12:14di resistere rispetto a queste grandi potenze armate con sistemi più tradizionali.
12:22Io però la domanda te la faccio sempre perché questa è l'ultima puntata prima dell'estate
12:28e quindi poi ci rivediamo la prima settimana di settembre, noi oggi abbiamo già messo in
12:35piedi la puntata economica, in economia parliamo anche dell'economia di guerra, quindi parliamo
12:39sempre di Ormuz, ora parliamo anche degli Uti, nello stretto anche di Bad al-Mandeb che sapevamo
12:46che questa, l'abbiamo detto mille volte qui, che questo format del bloccare gli stretti
12:52l'hai detto anche tu, per Taiwan può diventare un modello mondiale che fa quello che tu dici,
12:57cioè puoi essere meno potente, gli Uti sono ancora meno potenti dell'Iran, sono un gruppo
13:02di ribelli finanziati dall'Iran ma sono piccoli eppure sono capaci di creare danni all'economia
13:08mondiale su quello stretto lì che è vicino a Ormuz anche se non è distante, proprio nella
13:13questione geografica, allora io dico come va a finire questa storia, perché noi in
13:19economia diciamo che poi qui in Italia si discute del prezzo della benzina, del prezzo
13:23degli ortaggi, del prezzo dei mutui, chissà cosa farà la Banca Centrale Europea con l'inflazione
13:29a settembre, chissà come sarà la nostra legge di bilancio, parliamo di noi poveri italiani
13:36e dove troveremo i soldi, poi perché da non voglio entrare in questa materia si discute appunto
13:42di cosa fare con i soldi del fondo SAFE, cosa si fa per la difesa, questa vicenda, ma parliamo
13:49di cose di Ormuz, ci insegna sulle cose dell'Iran che veramente come dice Rampini le guerre del
13:55ventunesimo secolo sono guerre economiche, sono guerre energetiche e quindi non solo tecnico-militari
14:01e allora io ai cittadini che ci guardano diciamo che si devono aspettare quest'estate, pazienza,
14:09non chiedo che Ormuz si aprirà il 12 agosto o no?
14:12Non dobbiamo pensare che ci sarà una soluzione messiana, una soluzione ideale in così breve
14:19tempo, ci vorrà tempo per uscirne e in questo momento a Ormuz si stanno affrontando due visioni
14:26del tempo, abbiamo parlato spesso del tempo in questa trasmissione, la resilienza strategica
14:33iraniana che pur con tutti i problemi militari, economici e tessuto sociale cerca di riuscire
14:41a portare avanti la guerra o quantomeno la crisi senza cedere e l'impazienza strategica americana
14:47che ha il problema interno delle elezioni in medio termine, che ha il problema evidentemente
14:54dei propri alleati come noi che hanno prezzi del petrolio che salgono e della benzina che
15:01crescono e dei paesi del golfo che hanno bisogno naturalmente di stabilità.
15:07È una gara tra chi riesce a resistere di più ed è una gara tra chi riesce a infliggere
15:14più danni per così dire al nemico.
15:19Io credo che quindi non potremo pensare che ad agosto si risolve tutto, ma ci rivedremo
15:24a settembre ancora con questa crisi in corso.
15:27Allora noi ci rivedremo sicuramente, ambasciatore Ettore Francesco Segui alla ripresa del nostro
15:33programma a settembre che va un pochino in vacanza, io ti ringrazio personalmente al nome anche
15:38del direttore responsabile di questa agenzia di stampa Italpress Borsellino e al nome di tutto
15:45lo staff di Italpress, anche di chi Lucia Rotteri si occupa di ester lì alla redazione
15:51romana e in tutte a Italpress, insomma di tutto lo staff, la regia e tutti perché è un contributo
15:58prezioso il tuo che ci dai ogni volta che registriamo queste puntate, non solo di professionalità
16:04ma anche di chiarezza e di comprensione di questi grandi fatti del mondo di cui i cittadini
16:10vogliono sapere, per il punto che l'ho appena detto, ci sono delle conseguenze nelle loro
16:14vite, per la loro sicurezza, per le loro tasche e quindi, ma anche per l'esatta comprensione
16:19dei media, perché poi se no ti trovi un titolo e non lo capisci, ti trovi una cosa geografica
16:24e non la capisci, quindi credo che questo sia un lavoro molto importante che facciamo,
16:29sono contento di questo format e sono contento di averti conosciuto e di averti fare le nostre
16:34firme. Grazie molte a Settembre, complimenti per il lavoro di traduzione di fenomeni complessi
16:41in modo semplice che stai facendo, perché questo è veramente meritorio. Io ti invito
16:46a vedere e a godere anche del contributo intellettuale, anche quelle importanti, non
16:51lo vedo qui perché lui regista quando io non ci sono, un altro è un tuo illustre collega
16:59all'ambasciatore Gian Piero Massolo, che ha una rubrica storica che tiene anche su
17:03quella, si chiama Realpolitik e con questo nome la fa anche per noi e credo che sia giusto
17:10ringraziare anche lui di questo suo contributo e affronta anche lui nella sua rubrica in un
17:16altro linguaggio, perché la fa in solitudine i grandi temi dell'attualità. Ce la vediamo
17:20insieme, se d'accordo? E insieme al pubblico. Grazie ancora Ettore Francesco Segui, a voi
17:26Realpolitik di Gian Piero Massolo.
17:32Netanyahu e Zelensky vanno a Washington, certo per le esecue di Lindsey Graham che in
17:40entrambe le guerre aveva svolto un ruolo particolarmente attivo nell'orientare la politica
17:49esteroamericana, il Presidente Trump in particolare. Ci sono elementi già visti e elementi nuovi.
17:56Per quanto riguarda Netanyahu, che poi ha incontrato evidentemente il Presidente degli Stati
18:02Uniti, l'idea è di vedere quali sono le lidie rosse, cioè fino ancora a dove ci si può
18:09spingere prima delle elezioni israeliane in modo che una sorta di armistizio troppo veloce
18:18fra Stati Uniti e Iran finisca per compromettere le chance elettorali del primo ministro Netanyahu nelle
18:29elezioni destinate a svolgersi ad ottobre in Israele. E dall'altra parte, per quanto riguarda
18:36Zelensky è cavalcare il momento vedendo che c'è manifestamente un cambiamento in favore di
18:45un'Ucraina percepita come vittoriosa e di un Putin percepito in difficoltà a Washington.
18:52Questi sono degli elementi abbastanza nuovi e le risposte che sono arrivate sono in linea
19:01con queste attese. Per quanto riguarda Netanyahu, è chiaro che il Presidente degli Stati Uniti
19:07in qualche modo ha subito Netanyahu, che lo ha messo in una condizione millantando per
19:15facile vittoria un impelagamento, quello che rischia essere un impelagamento americano di
19:21nuovo in una guerra in Medio Oriente. Dall'altra parte, lo stesso Trump si rende conto che non
19:28è del tutto immotivato quanto Netanyahu afferma sulla sicurezza di Israele e sul fatto che
19:35l'Iran esce finora dalla guerra in una condizione di avere una leva di ricatto in più nei confronti
19:43di America e Occidente. Trump si trova nel dilemma perché la forza e i negoziati entrambi finora
19:51hanno prodotto pochi risultati, d'altra parte forzare e andare verso un'escalation veramente
19:58maggiore non è negli obiettivi del Presidente degli Stati Uniti perché richiederebbe un impegno
20:05eccessivo, soprattutto in vista delle sue scadenze elettorali e dunque aspettiamoci una fase di
20:15ondeggiamento. Da un lato ci sarà un'escalation, dall'altra negoziati, poi di nuovo escalation e dall'altra
20:22negoziati. Quanto all'Ucraina? L'Ucraina ha ottenuto due cose importanti, cioè il fatto di poter
20:28costruire i missili Patriot in Ucraina e di poterli usare, il fatto di poter colpire la Russia in profondità,
20:36il fatto che non mancherà l'appoggio di intelligence americano, quindi in qualche misura uno viene contenuto,
20:44l'altro viene stimolato. Ma quello che viene stimolato, cioè Zelensky, cerca di collegare gli scenari,
20:52cerca di dimostrare al Presidente degli Stati Uniti che l'Iran che combatte gli Stati Uniti viene aiutato
21:01dalla Russia e dunque per fare, per diciamo avvantaggiarsi per la sua guerra, Zelensky tenta di portare
21:10il Presidente degli Stati Uniti su posizioni ancora un po' più estreme. Vediamo come reagirà Donald Trump.
21:18Intanto registriamo che ormai non esistono più scenari isolati, ma tutte le situazioni di conflitto
21:25tendono a collegarsi. Ne vedremo sviluppi e esiti. Per ora registriamolo.
21:35Ringraziamo Gian Piero Massolo per il suo contributo come sempre puntuale,
21:42insomma adesso andiamo all'ultima parte della nostra puntata, del nostro format,
21:47ci ho venuto a trovare di nuovo perché già è stato presente nel nostro programma
21:52che è Diplomacy Magazine nel racconto della geopolitica, il Professor Generale Giorgio Cuzzelli,
21:58Docente di Sicurezza e Studi Strategici per l'Università L'Umsa di Roma.
22:04Ho detto bene?
22:05Ha detto perfettamente, ringrazio lei per l'invito e la redazione per l'invito e saluto i nostri spettatori.
22:12Allora, senta, subito partiamo dal vertice nato che c'è stato ad Anca, ne abbiamo discusso tutto,
22:18ne hanno parlato anche di G, tutti i medi italiani, si è appena concluso, un vertice che serviva
22:23per fare il punto sulle crisi internazionali, se me lo concede anche un po' per fare la cartina
22:28al torno al sole della propria identità, di che cos'è oggi l'alleanza atlantica, quindi
22:34discutere anche un po' del suo futuro.
22:36È stato protagonista, come sempre, Donald Trump, con le serie di dichiarazione a tutto campo,
22:42un volo proprio one-man show, siamo abbastanza abituati.
22:44Io non sono di quelli che fa tutto giorno l'analisi del discorso pubblico di Trump,
22:50però io le chiedo subito come sta l'anato oggi, secondo lei?
22:56Benissimo, rispetto a come poteva stare un anno fa e ancora meglio rispetto alle previsioni
23:03catastrofiche di prefiche neutralisti filorussi e altri associati, tipici in particolare del
23:10panorama politico europeo, ma del nostro nello specifico. L'incontro è andato molto
23:16meglio di quanto si auspicasse. Sono emensi cinque aspetti fondamentali che dobbiamo tenere
23:24ben presenti per il futuro. Il primo aspetto, la Russia è l'avversario che va contenuto.
23:31È stato ribadito e Trump su questo non ha avuto nulla da ridire e ha sottoscritto la
23:35dichiarazione finale. In secondo luogo, per contenere la Russia è necessario aiutare
23:41l'Ucraina e anche questo è stato ribadito ed è stato ribadito in modo talmente significativo
23:47che il Presidente Trump ha addirittura deciso di concedere la licenza per la costruzione
23:51degli intercettori del sistema patriota agli ucraini. Cosa mai è avvenuta prima?
23:56In terzo luogo, è stato ribadito il concetto che gli Stati Uniti rimarranno nell'Alleanza
24:02Atlantica adonta di tutte le previsioni nefaste. Ovviamente però questo ha un corollario e
24:08questo corollario è che la coperta è corta e dunque da un lato gli Stati Uniti sicuramente
24:15dovranno trasferire delle capacità in direzione del Pacifico che vedono come minaccia principale
24:20in regione della Cina e dunque gli europei dovranno fare molte cose da soli al posto degli
24:27americani. Questo è il quarto aspetto fondamentale. Il quinto aspetto fondamentale è che proprio
24:35in ragione di questo, oltre a dover sostituire gli americani, gli europei dovranno cominciare
24:41a preoccuparsi in modo molto più significativo della propria difesa e quindi acquisire capacità
24:46aggiuntive che oggi non hanno. Questo è il quinto passaggio. Sono cinque passaggi fondamentali
24:52che vanno in direzione di quella Nato 3.0 di cui si fa un gran parlare ma su cui le
24:58idee
24:58fino ad oggi erano abbastanza confuse. Adesso le idee sono molto chiare, la strada è tracciata.
25:04Direi che rispetto alla confusione di un anno fa abbiamo fatto non uno ma cinque grossi passi
25:10adanti. Allora tutto molto chiaro. Prendo uno dei punti che lei ha toccato, la promessa di Trump
25:15fatta a Zaleski, di concedere alla Lucrania la licenza per costruire i Patriot. È una notizia
25:22militare, industriale e strategica. Quando potrà iniziare effettivamente questa produzione e cosa
25:30vuol dire questa promessa? Perché poi Trump dice una cosa e qualche volta non la mantiene.
25:34Beh, è da vedere esattamente di che cosa stiamo parlando. La promessa ha dei risvolti
25:41militari evidentemente, ha dei risvolti industriali e ha dei risvolti tecnologici. Ha dei risvolti
25:47militari perché consentirà l'Ucraina di andare in direzione dell'autosufficienza dalle
25:52forniture statunitensi. Ha dei risvolti industriali perché produrre gli intercettori del sistema
25:58Patriot significa sostanzialmente ingenializzare delle linee di produzione che in questo momento
26:04in Ucraina non ci sono e questo necessariamente richiederà del tempo. E da ultimo avviene un
26:10discorso di cessione di tecnologie e di proprietà intellettuali perché costruire su licenza significa
26:17in qualche modo venire a conoscenza di quelli che sono anche segreti industriali dietro a questi
26:22intercettori che, come sappiamo, sono particolarmente efficaci. Quindi dal punto di vista di Trump
26:27si tratta di un'apertura tecnologica, militare, industriale a tutto campo. Lei mi chiede quanto
26:34tempo ci vorrà? Io molto onestamente le rispondo non lo so perché dipende dalla natura delle
26:40capacità ucraine, che comunque sono significative, e dalla velocità del rilascio delle tecnologie
26:46da parte statunitense. E lì tutto è soggetto a un ciclo di approvazione che può essere molto
26:51breve come può essere molto lungo, dipende dalla volontà politica. Mi pare però che ci sia
26:56una volontà politica e questo è il primo fondamentale segnale. Sostanza abbiamo assistito
27:01a un'inversione di rotta di 180 gradi di Trump rispetto all'anno scorso. Perché? Verosimilmente
27:07perché si è reso conto che Putin non è un interlocutore affidabile quando si parla di
27:12pace della guerra in Iran. Allora andiamo su un altro grande teatro del mondo, c'è il
27:18Medio Oriente, parliamo della guerra Iran-Stati Uniti, annunci, smentite, tregue desiderate,
27:27tregue reali, tregue violate, attacchi contro attacchi. Poi abbiamo capito, insomma l'abbiamo
27:32spiegato un po' in tanti, chi ne sa più di noi giornalisti l'ha spiegato anche meglio,
27:37oltre alla guerra in senso militare, lei è un professore generale, c'è anche la guerra
27:41economica. Quindi Hormuz è ora di là, anche lo stretto che controllano gli utili vicino,
27:48quindi siamo di nuovo in agitazione. Quindi ci troviamo praticamente due strettoie, siamo
27:54tutte legate allo stesso contesto se non geopolitico, anche geografico, che stanno causando danni
28:00enormi a tutta l'economia mondiale, soprattutto a nostra occidentale, insomma, anche a noi
28:05italiani e europei. Che sta succedendo? Chi la sta vincendo questa guerra? E' vero quello
28:10che dice il mio esimio collega Rampini che le guerre del XXI secolo non si vincono con
28:16la superiorità militare, ma si possono anche vincere o controvincere con dei ricatti economici,
28:24con della capacità di controllare i territori piccoli che però incidono sulla globalizzazione
28:29che ancora esiste come relazione, se me lo concede, economica fra i paesi del mondo, no?
28:36Diciamo che la notazione del suo collega Rampini, di cui io apprezzo molto le partecipazioni,
28:47non è completamente corretta, nel senso che la guerra è sempre stata un insieme di attività
28:53cinetiche, quindi di attività di uso della violenza sui campi di battaglia, accompagnata
28:59da altre misure. Basti pensare al blocco continentale degli ingletti contro Napoleone
29:06ai primi dell'Ottocento che è stato uno dei fattori fondamentali della sconfitta di Napoleone
29:12medesimo. Un aspetto che tutti sottovalutano, il fatto che la Francia non potesse più commerciare
29:17col proprio impero e dunque fosse sostanzialmente divenuta un'economia tutta. Questo è stato sottovalutato
29:23da tutti i commentatori sin addosso, ma adesso è uno dei fatti fondamentali che hanno condotto
29:28alla fine di Napoleone. Ma è solo un aspetto. Pensiamo soltanto all'importanza che ha avuto
29:33l'offensiva sottomarina tedesca sia durante la prima sia durante la seconda guerra mondiale.
29:38Ha rischiato di strangolare completamente l'Inghilterra perché l'ha separata sia dagli Stati Uniti
29:43sia soprattutto dalle proprie colonie che erano essenziali per la sopravvivenza del popolo britannico
29:47e dell'industria britannica. Dunque quello che noi osserviamo adesso in realtà non è nulla di nuovo.
29:54Ciò che è particolarmente significativo è il fatto che vi è stata evidentemente da parte statunitense
30:01probabilmente su sollecitazione israeliana una grossolana sottovalutazione di quelle che erano
30:07le possibilità di manovra del regime iraniano da un lato e di quelle che erano le capacità
30:12o le possibilità di resistenza del regime iraniano. Vede, qui noi siamo in presenza di una
30:19cleptocrazia sanguinaria mascherata da dittatura leninista il cui unico scopo è il mantenimento
30:25del potere a qualunque posto, indipendentemente dai sacrifici che impone alla propria popolazione.
30:31Questa è la verità. Dunque un regime del genere è disposto ad arrivare a qualunque eccesso
30:36e a qualunque estremo pur di mantenere il proprio potere. E quindi era ragionevole immaginare
30:43che non sarebbe bastata un'offensiva aerea per quanto devastante affiaccarne la resistenza
30:49anche perché questa offensiva aerea avrebbe paradossalmente mobilitato la popolazione
30:54a favore di questo governo sanguinario perché la patria è patria e il paese è paese. Dunque quando ti bombardano
31:00tu comunque pensi right or wrong my country innanzitutto giusto o sbagliato innanzitutto il mio paese.
31:07La seconda considerazione è che questo regime è talmente radicato, talmente ben organizzato
31:13perché non è un regime di stupidi tutt'altro, è un regime particolarmente intelligente,
31:20particolarmente preparato, un regime che soprattutto ha studiato quelle che sono le modalità
31:24di intervento occidentali e statunitense in particolare nel recente passato e dunque che cosa ha fatto?
31:30si è organizzato per resistere proprio al tipo di offesa che è stata portata dagli americani
31:36e degli statunitensi e infatti ce lo dimostrano. Guardi in tutta franchezza io sono uno di quelli
31:41che sin dall'inizio si è sbagliato su questa vicenda perché ero convinto che dopo una quindicina di giorni
31:47sarebbero stati indotti a Teran a più miti consigli e avrebbero ritenuto che forse era meglio negoziare
31:53anziché continuare una guerra che comunque dal punto di vista militare li avrebbe visti perdenti
31:59e così non è stato. Ammetto candidamente di essermi sbagliato perché questo regime allo scontro si era preparato
32:05con grande attenzione e infatti ce lo stanno dimostrando. Aveva accumulato scorte, aveva disperso i propri nodi
32:12di comando e controllo, aveva preparato il proprio personale all'assenza di ordine, aveva addirittura
32:18immaginato un processo di decapitazione dei vertici, tant'è vero che aveva evidentemente dei vertici
32:24di ricambio già pronti. Dunque siamo in presenza di un qualcosa che è estremamente difficile sconfiggere.
32:31Qual è la soluzione dunque? Mantenere la pressione. A questo punto non vi ha altro da fare.
32:36Mantenere la pressione e sperare che a un certo punto prevalga una visione pragmatica
32:41che riconosce nella sospensione delle ostilità il modo migliore per questo regime di sopravvivere
32:48evolvendosi perché si è già evoluto. Dalla teocrazia pura siamo passati adesso alla dittatura militare
32:53dei guardiani della rivoluzione. È necessario probabilmente indurre un ulteriore cambiamento
32:59e questo richiederà tempo e ahimè io temo altre bombe, anche se è molto brutto dirlo.
33:06Senta, sul teatro medio orientale ci sono anche altri attori protagonisti, lasciamo però da parte
33:11i grandi paesi arabi e i sunniti. Ricordiamo che l'Iran è un paese scita, ma così almeno
33:19il pubblico pian piano comincia un po' a capire queste differenze senza fare una lezione qui
33:23di civiltà religiosa o di geopolitica religiosa, se me lo concede. C'è Israele, guida Netanyahu,
33:33che è stato poche ore fa anche con mille polemiche, mille problematiche anche giuridiche
33:39internazionali negli Stati Uniti. Ma al di là della visita di Netanyahu,
33:44finchè Netanyahu, quindi Israele è un protagonista di questa vicenda. L'attacco iniziale all'inizio
33:49dell'anno fu Israele e Stati Uniti, poi gli Stati Uniti stanno perseguendo una loro logica
33:54e Israele una sua logica. Perché c'è Gaza che è un problema irrisolto, dovevamo aspettare
34:00le immagini di Monsignor Pizzaballa per capire che non era così. Poi c'è un discorso giornalistico
34:05su Gaza che adesso non ho voglia di fare sulle fonti, ma sicuramente un problema irrisolto.
34:10Continuano i combattimenti in Libano, Israele ha intenzione di chiudere la partita con Hezbollah,
34:15che è uno dei bracci armati dell'Iran. Poi c'è la questione della Sigiordania con
34:21gli scontri sul terreno e i coloni che vorrebbero altri insediamenti, gli Stati Uniti hanno detto
34:26no, signori, alto là. E qui c'è il tema anche di questa alleanza storica di Stati Uniti
34:30di Israele che poi si compatta e un po' vacilla. Che sta succedendo secondo lei da quest'ottica
34:37di questa vicenda?
34:39Dal punto di vista israeliano la questione si sostanzia nei termini di sette conflitti
34:47che contemporaneamente il Paese sta affrontando, di cui quello iraniano è se vogliamo il più
34:54lontano, ma non è necessariamente il meno importante, perché dal punto di vista israeliano
35:00l'aspetto fondamentale è quello dell'ipotetica capacità nucleare di Teheran. Quando si parla
35:08del primo conflitto dei sette che Israele sta affrontando contemporaneamente, evidentemente
35:14si parla di quello con l'Iran per il possesso eventuale dell'arma nucleare, che rappresenta
35:18per Israele una minaccia esistenziale. E questo è il caso che i nostri telespettatori ne siano
35:24coscienti, non perché Israele sia particolarmente irritato nei confronti di Teheran, ma perché
35:32Teheran ha pubblicamente affermato in più occasioni che il fine ultimo della repubblica
35:36teocratica è quello di procedere all'eliminazione fisica di quella che chiama l'entità sionista,
35:43non chiama neanche lo Stato di Israele. Dunque Israele ritiene di essere di fronte a una minaccia
35:48esistenziale, questo è il primo problema che affronta. Il secondo problema che Israele affronta
35:53è quello della minaccia immanente nel Libano meridionale che corrisponde a Israele settentrionale.
36:00Perché affronta una minaccia? Affronta una minaccia perché un proxy, cioè un succedaneo,
36:07cioè un braccio armato di Teheran che si chiama Ezbollah, che ha sostanzialmente colonizzato,
36:14militarizzato e fortificato il sud del Libano, ha in animo anche lui di procedere alla distruzione
36:22di Israele. E questo intento di Ezbollah è manifesto attraverso proclami della dirigenza,
36:29attraverso filmati e opere di propaganda che vengono normalmente diffuse da media in tutto il mondo,
36:36ed è normalmente attuato dai suoi miliziani che nella fascia meridionale al confine con Israele
36:42da oltre un ventennio perseguono sistematicamente un'azione di disturbo e di offesa nei confronti
36:48delle comunità israeliane. Azione di disturbo che, a cavallo degli attacchi del 7 ottobre,
36:54è diventata talmente intensa da costringere Israele eva quale oltre 60.000 abitanti.
36:59Questa è un'ulteriore minaccia esistenziale per Israele. Se, come si era immaginato,
37:06al 7 ottobre, oltre all'attacco di Hamas, si fosse verificato un contemporaneo attacco di Ezbollah,
37:12che tra l'altro era stato pianificato, ma che non è avvenuto per il semplice motivo
37:16che Hamas ha assunto iniziative di propria spontanea volontà, assolutamente improvida dal punto di vista iraniano,
37:24ma se l'offensiva concentrica di Ezbollah e di Hamas si fosse manifestata, noi oggi parleremo
37:30di oltre 200.000 ostaggi israeliani nelle mani di queste milizie e di un paese ormai distrutto,
37:37diviso in tre parti, tutte e tre in ostaggio di queste milizie. Questo è quello che sarebbe successo
37:43il 7 ottobre se Hamas avesse rispettato la pianificazione del cosiddetto fronte del rifiuto.
37:48Per fortuna questo non è venuto. Questa è un'ulteriore minaccia, uno degli altri fronti aperti con Israele.
37:56Poi vi è la questione di Gaza. La questione di Gaza è stata, come sappiamo, congelata da un armistizio
38:02fortemente voluto dalla presidenza Trump di fronte a una risposta israeliana all'attacco del 7 ottobre
38:09che aveva ecceduto, qui bisogna essere chiari, aveva ecceduto ogni limite di umana comprensibilità
38:17e di accettabilità giuridica, su questo non c'è il minimo dubbio, cioè sono stati commessi degli eccessi
38:23che non trovano giustificazione né dal punto di vista politico né dal punto di vista militare
38:27e a questi eccessi gli Stati Uniti hanno inteso porre rimedio dopo che qualunque altro appello internazionale
38:33era caduto nel vuoto. Ora siamo in presenza di una tregua estremamente fragile nella quale
38:38da un lato Hamas, che è questa milizia assassina di cui tutti siamo coscienti, pretende di mantenere
38:45il controllo politico della stretta di Gaza e dei suoi abitanti nonostante il paleggiamento
38:49non ne abbia più titolo, e dall'altra parte Israele che si ritiene autorizzato a colpire Hamas
38:55ogni volta che rialzi la testa e si manifetti nella stretta medesima. Questa è la situazione.
39:00Il famoso Board of Peace, la famosa commissione di pace voluta da Trump, per il momento non
39:06è approdata nulla, gli aiuti umanitari arrivano col contagocce e quella che doveva essere una
39:11forza di interposizione intera-alaba e internazionale, non si capisce come, che doveva in qualche
39:17modo garantire condizioni minime di sicurezza per l'avvio dei lavori di ricostruzione della
39:22striscia, non ha ancora visto la luce. Questa è la situazione. Quindi la situazione a Gaza
39:26la possiamo considerare come un conflitto latente congelato. La situazione dei territori
39:33occupati, cioè della Cisjordania. Beh, lì Israele evidentemente è in torto dal punto
39:38di vista del diritto internazionale perché ha tollerato le azioni sconsiderate e violente
39:43di una fascia estrema della propria popolazione, i cosiddetti coloni, che da un lato sono stati
39:51incitati da frange politiche che del governo medesimo fanno parte e dunque siamo in presenza
39:57di una situazione di progressiva spogliazione della minoranza palestinese dei propri terreni,
40:03che a loro volta danno luogo all'espansione di questi insediamenti israeliani che dal punto
40:08di vista del diritto internazionale non hanno luogo di essere. Perché non hanno luogo di
40:12essere? Perché anche volendo accettare il principio che Israele sia potenza occupante della
40:18Cisjordania in quanto vincitore ancora della guerra dei sei giorni del 1967, in base al diritto
40:26internazionale, al base al diritto dei conflitti, è obbligo della potenza occupante garantire
40:32l'incolumità e la sopravvivenza degli abitanti della potenza avversaria che vengono a cadere
40:38sotto il suo controllo. Israele questo non lo sta facendo. Ecco perché Israele in questo momento
40:44di Cisjordania sta violando il diritto internazionale. Non tanto perché ci siano degli
40:48insediamenti che comunque andavano discussi nel quadro di un accordo internazionale, ma
40:55anche e soprattutto perché non fa nulla per proteggere una popolazione di cui, in base al
40:59diritto internazionale, ha la responsabilità in quanto potenza occupante. Quindi anche questo
41:04è un ulteriore fronte aperto. Perché in questo momento assistiamo a una recrudescenza degli
41:10attacchi dei coloni contro i palestinenti. Questi sono attacchi opportunistici da parte
41:16di questi coloni che si rendono conto che con le elezioni che si approssimano in Israele
41:22dal prossimo ottobre vi è il forte rischio che non avranno più la spalla di governo e
41:27quindi cercano di guadagnare quello che possono guadagnare finché hanno una parte della maggioranza
41:32governativa e vi è da parte israeliana il tentativo in qualche modo di confermare uno
41:41status quo, di nuovo in attesa di assetti post bellici che probabilmente non andranno nella
41:47direzione voluta del colono.
41:49Io la ringrazio, abbiamo fatto 5 minuti in più di quello che dovevamo perché ahimè
41:58la televisione ha dei ritmi un po' più complicati dell'università, però l'ho lasciata parlare
42:04perché l'è stato molto chiaro, domande complesse richiedevano risposte complesse, soprattutto
42:10in questa chiarezza, al di là dei punti di vista, dei vari orientamenti, il pubblico può
42:15capire come stanno le situazioni e farsi un'idea migliore di quella che è una rissa
42:20in un talk show per cercare di capire argomenti complessi.
42:24Io la ringrazio ancora, il professor generale Giorgio Cuzzelli, docente di sicurezza e studi
42:30strategici presso l'Università all'Umsia di Roma, quando vorrà, noi a settembre torniamo,
42:36sarà il nostro ospite e ci aiuterà a decodificare le grandi questioni del mondo che mi sembra siano
42:43sempre più importanti anche nella nostra vita e chi pensava una volta che gli esteri
42:48fossero la terza o quarta scelta della scritta di un telegiornale, che io ho fatto per 18
42:53anni in vita mia, ora si sta sbagliando. Grazie ancora, buona giornata.
42:59Grazie a lei, grazie per l'invito e un saluto agli telespettatori.
43:02Grazie, con questa lunga e secondo noi importante intervista si chiude questa puntata di Diplomacy
43:10Magazine e racconto della geopolitica, anche noi un po' ci fermiamo ad agosto, ma insomma
43:16ritorniamo puntuali la prima settimana di settembre e vi ringraziamo per essere stati con noi
43:22e fino a questo momento dell'anno vi abbiamo offerto ogni due settimane, insomma, sempre un'analisi
43:29puntuale di questi argomenti importantissimi che poi trovate in televisione, in radio, sul
43:34web, sui giornali, magari con titoli, con elementi che magari possono essere comprensibili
43:39o non comprensibili. Noi nel multimediale di un'agenzia di stampa come Itarpress abbiamo
43:45voluto questo racconto per rendere più comprensibili anche ai colleghi che si riferiscono
43:50con un'agenzia, non solo ai cittadini, queste tematiche così importanti. Grazie ancora,
43:55buone vacanze e ci rivediamo a settembre. Arrivederci.
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