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Casi di cronaca nera italiani: efferati omicidi che sconvolgono le nostre coscienze, raccontati con ricostruzioni realistiche, che seguono protagonisti, investigatori e vittime. Si va così alla scoperta del lato oscuro della nostra nazione.


LA BANDA CAVALLERO: La puntata ricostruisce la sanguinosa parabola di un gruppo di rapinatori che, unendo l'ideologia politica alla delinquenza comune, terrorizzò Milano e Torino alla fine degli anni Sessanta, culminando nella più celebre e violenta sparatoria della storia criminale milanese. La trasmissione analizza i dettagli investigativi, il contesto sociale e la spietata logica militare con cui la banda metteva a segno i propri colpi. La banda era guidata da Pietro Cavallero (una mente lucida e fortemente politicizzata a sinistra) e composta da Sante Notarnicola, Adriano Rovoletto e il giovanissimo Donato Lopez. Si consideravano "espropriatori proletari", ma agivano con la ferocia dei gangster professionali. La puntata si concentra quasi interamente sul colpo definitivo. La banda assalta l'agenzia 11 del Banco di Napoli in Largo Zandonai a Milano. Qualcosa va storto: la polizia interviene e inizia un inseguimento da film durato oltre 30 minuti tra le strade trafficate della città. Per farsi strada tra la folla e la polizia, i criminali sparano all'impazzata con mitra e pistole dalle finestre della loro Fiat 1100. Il bilancio finale è drammatico: 4 morti e oltre 20 feriti, tutti passanti innocenti. Dopo la fuga, la banda si disperde nelle campagne tra Milano e il Piemonte. La puntata ripercorre la gigantesca caccia all'uomo che portò all'arresto di Cavallero e Notarnicola pochi giorni dopo in un casello ferroviario abbandonato nel visone (Alessandria). Questo caso fu così dirompente da cambiare per sempre la percezione della sicurezza in Italia e ispirò immediatamente il celebre film poliziottesco di Carlo Lizzani, "Banditi A Milano" (1968).


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Trascrizione
00:01Musica
00:33Se io dovessi ripetermi nella condizione in cui mi trovavo all'epoca, allora io ti dico sì, l'avrei rifatto,
00:49però sapendo che nessuno andava di mezzo.
00:56Il 25 gennaio 1967 sui viali di Milano si svolge l'inseguimento più spettacolare e violento nella storia della malavita
01:04italiana.
01:07E' l'atto conclusivo di una guerra che la polizia e una banda di raffinatori si sono dichiarati da cinque
01:13anni.
01:16Questa è la storia di quella banda, la banda Cavallero e delle sue folle imprese.
01:26E' il 16 gennaio 1967. Sono le 10 e 30 del mattino. Un mattino freddo della periferia torinese, nel comune
01:38di Cirie.
01:44Il dottor Giuseppe Gaiottino è andato in banca per cambiare un assegno.
01:48Sta ritirando i soldi.
01:51Non sente bene il dottor Gaiottino.
01:54In famiglia gli dicono che vive nell'ovatta.
01:56E' una bella fortuna l'ovatta.
01:59Sembra tutto calmo nell'ovatta.
02:21Questo signore non sente, non avverte, non si accorge di quello che sta succedendo.
02:26Quando mette una mano in tasca, magari per prendere un foglio, gli viene immediatamente il cuore falciato.
02:36Uno sparo. Uno sparo in mezzo al petto, sul cuore.
02:40Una pallottola che trapassa il povero dottore da parte a parte.
02:44Che cosa è successo?
02:46Il dottor Gaiottino, perso nelle sue orecchie d'ovatta, non si è reso conto di quello che era appena accaduto.
02:53Nella banca di Ciriè, entrano tre banditi armati.
03:00Di tutto punto, uno era fuori sulla porta a fare il palo.
03:04Intimano a tutti quanti di stare fermi, eccetera.
03:09Cappelli calati sul volto e sciarpe alzate sul naso.
03:12Gli uomini avevano urlato qualcosa.
03:14Gaiottino non aveva capito.
03:16Istintivamente aveva portato la mano in tasca e tanto era abbastato.
03:22Gaiottino cade a terra, in un bagno di sangue, ma ancora semicosciente.
03:31Gaiottino sente gli ultimi rumori, le ultime ombre, poi perde conoscenza e non si sveglierà più.
03:39Questo è il primo morto che ci scappa in una rapina della banda che in quel periodo sta imperversando nel
03:46nord Italia.
03:46I quotidiani del giorno dopo ricostruiscono dettagliatamente la mattinata di follia che ha sconvolto Ciriè.
03:53Perché l'uccisione a sangue freddo del dottor Gaiottino è stato solo il punto più alto e crudele di un
04:00'escalation di violenza.
04:01Ma ancora più sconvolgente è il fatto che gli stessi tre rapinatori che hanno appena svaliggiato la banca e ucciso
04:10il povero dottor Gaiottino,
04:12corrono in un paese vicino ad Alpignano e compiano una nuova rapina.
04:18Dopo aver ucciso un uomo a Ciriè, i rapinatori hanno avuto il coraggio di raggiungere il vicino paese di Alpignano
04:24per rapinare un'altra banca, la cassa di risparmio svaliggiata già due mesi prima.
04:30È una tecnica che apparentemente può servire a scombinare anche le forze di polizia
04:39e potrebbe anche essere comunque il frutto di un senso di onnipotenza che la banda ha lentamente elaborato, maturato.
04:49Anche ad Alpignano, come a Ciriè, l'azione è rapidissima e precisa come la fuga.
05:03La ricostruzione che gli inquirenti fanno delle rapine è abbastanza frammentaria.
05:08Non riescono a capire molto di quello che è successo, salvo che la morte del dottor Gaiottino
05:14è dovuta semplicemente a un suo gesto sfortunato.
05:18Viene freddato poiché un suo gesto viene interpretato come un tentativo, forse, di tirar fuori di tasca un'arma.
05:27Strano perché questo medico non sembrava proprio uno particolarmente attrezzato per fare un'operazione di questo genere.
05:36Sono giorni cupi. È davvero partito male questo 1967.
05:41Anche il Festival di Sanremo si tinge di tragedie.
05:48Una canzone è stata scartata. Il cantante si è ucciso.
05:51Ma a Sanremo il Festival continua a sorridere.
05:55La macchina della canzone deve proseguire la propria marcia.
05:58Più dischi, più cantanti, più consumo, più soldi.
06:01Una macchina che ha schiacciato chi non ha potuto sopportarne la violenza.
06:05Ciao, amore, ciao.
06:06La canzone di Luigi Tenco si vende adesso a migliaia di copie.
06:09È un affare anche e soprattutto adesso che lui non c'è più.
06:13Sconfitto dalla catena di montaggio della canzone, Luigi Tenco non ha voluto più saperne di tutto questo.
06:19Mentre lì dentro il Festival ha spietato, continua, la gente guarda perplessa.
06:25E per lui, per Luigi Tenco, non ci sono ormai che pochi fiori sotto i manifesti.
06:30Nell'aria si respira già la fine degli anni Sessanta.
06:35Sta davvero cambiando tutto.
06:40Anche la malavita non è più la stessa in quel 1967.
06:45Basterebbe pensare che nove anni prima, a Milano, in via Usoppo,
06:50la famosa rapina di via Usoppo, fu condotta praticamente a senza armi e senza un colpo di pistola.
07:00Adesso i rapinatori portano le armi e le usano.
07:03È successo così a Cirie, nel Torinese,
07:06dove il dottor Giuseppe Gaiottino ha perso la vita solo perché aveva deciso di cambiare un assegno.
07:11Ma adesso torniamo alle indagini.
07:14L'unico indizio che è sempre promettente è l'identichite che viene fatto di uno dei rapinatori.
07:20Eccolo quello che dovrebbe essere il capo della banda che ha colpito a Cirie e ad Alpignano.
07:24Trent'anni, magro, il naso pronunciato.
07:28A Torino, intanto, viene convocato un convegno di tutti i questori dell'Italia settentrionale.
07:34Ma alla fine della riunione, l'esito di quella spremuta di cervelli è desolante.
07:38Non abbiamo niente in mano.
07:40L'unica possibilità per beccarli è che la banda di Cirie torni a colpire.
07:45E infatti torna.
07:52Torino, 18 maggio 1967, sede della Banca Popolare di Novara in via Ventimiglia.
07:584 milioni di lira il bottino.
08:00Una ragazza presa in ostaggio e un impiegato ferito senza alcun motivo apparente.
08:0440 giorni dopo, il bis.
08:07Milano, 28 giugno 1967.
08:10Hanno solo cambiato zona, ma sono ancora loro.
08:135 milioni alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di Corso Lodi.
08:17Sempre più arroganti.
08:18Questa volta hanno voluto colpire ad un passo dalla stazione dei Carabinieri.
08:21E ancora una volta se ne sono andati indisturbati.
08:25Ricostruire il profilo criminale è apparentemente molto facile e nello stesso tempo difficilissimo.
08:31Nel senso che la banda non faceva niente per nascondersi
08:35e nello stesso tempo riusciva ad essere invisibile.
08:39Il commissario Maugeri che segue le evoluzioni dei bandetti da mesi
08:43è come se li conoscesse di persona.
08:46La banda era animata da una sorta di senso di onnipotenza
08:52che li portava ad essere in qualche modo poco attenti.
08:58Sa che probabilmente non sono entrati in scena con la rapina di Chiliè, ma molto prima.
09:05La prima rapina del 63 viene effettuata a Torino, vittima all'Istituto Bancario San Paolo.
09:15Il 64 vede 4 rapine, di cui 2 a Torino e 2 a Milano.
09:24Nel 65 le rapine saranno 3, tutte a Milano.
09:33Almeno 13 colpi a partire dall'8 aprile del 1963.
09:38Ma Maugeri sa che stanno diventando sempre più violenti.
09:41Spegne completamente l'immagine del rapinatore gentiluomo.
09:47Entra un po' nella mitologia, forse, della criminalità.
09:54Teniamo conto di un fatto anche importante.
09:57Stiamo parlando di anni in cui tutto funzionava con l'identikit.
10:00Non era così facile, soprattutto se le persone non facevano parte di un repertorio di criminali.
10:08Questa banda è incredibile a dirsi, composta da incensurati, forse di Milano, forse di Torino.
10:15Imprendibili come fantasmi.
10:17Maugeri ci prova in tutte le maniere a rompere il silenzio che li avvolge, ma rimbalza contro un muro di
10:23gomma.
10:24Ha sminzagliato tutti i suoi informatori del giro malavitoso di Milano.
10:29La malavita milanese dell'epoca ha i suoi punti di ritrovo in bar, ristoranti.
10:35E' una malavita che va nei night, che spende soldi con le donne, che sperpera denaro.
10:41E nessuno di questi personaggi, dopo le tante rapine che sono state commesse al nord,
10:47sembra invece mettere a frutto i soldi della rapina.
10:52Quindi chi ha commesso questa rapina, si dicono gli inquirenti, è sicuramente qualcuno fuori dal giro.
10:58Come fare a prenderli?
10:59Il commissario ricapitola.
11:01I fantasmi di Ciriè non spendono soldi, non frequentano i giri della mala,
11:06si tengono 90 milioni in tasca e magari li versano pure in banca.
11:11Ancora una volta si può solo aspettarli al barco.
11:14Prima o poi sbaglieranno una mossa.
11:17A questo punto la banda ha compiuto 17 rapine
11:20e la polizia le ha studiate attentamente per cercare di delineare un identichio della banda,
11:27dei suoi modi d'azione.
11:30Si riesce a capire che la banda agisce preferibilmente di mattina
11:33e, però questo non è una sua particolarità,
11:36soltanto predilige le banche ad angolo,
11:40quelle cioè che hanno una doppia possibilità di fuga.
11:43Nelle questure di Milano e Torino la tensione è palpabile per tutta l'estate di quel 1967.
11:50Ogni giorno può essere quello buono per il rientro in scena della banda.
11:55Quando deciderà di tornare in azione?
11:58E come hanno fatto quei delinquenti a non commettere neppure un passo falso
12:02dopo l'omicidio del dottore di Ciriè?
12:05Andare a Unnight, lì ti puntano, c'è la polizia anche lì.
12:10No, era una vita sacrificata perché tutti quelli che hanno fatto una vita da desperados,
12:15come si dice da delinquente, sono stati tutti presi.
12:19Noi abbiamo fatto cinque anni di questo, abbiamo durato un sacco, una vita,
12:25proprio perché la nostra caratteristica, andavamo a dormire la sera.
12:35Torino, 1967.
12:37In una banca di periferia, durante una rapina, ci scappa il morto.
12:41È il punto più alto di violenza toccato da una banda che da quattro anni sta terrorizzando Piemonte e Lombardia.
12:48Nonostante approfondite indagini e un identikit del capobanda, la polizia non riesce a capire chi siano.
12:55Neppure nel giro della malavita milanese, la task force del commissario Maugeri riesce a raccogliere elementi utili.
13:01Alla polizia non resta che aspettare.
13:04È semplice dire, ma perché non hai smesso?
13:08Ma smetti quando c'hai un programma di vita, c'hai il pane dopo, non c'hai niente, non c
13:17'hai niente.
13:30Il modus operandi era più o meno il solito.
13:37In questura l'allerta è al massimo.
13:41Tutte le auto della polizia a disposizione erano sempre prontate.
13:50Stanno preparando qualcosa.
13:52Arrivare a Milano con un mezzo pubblico, treno o pullman.
13:59La polizia lo sa.
14:01Dobbiamo essere prontissimi sulla prossima scena della rapina, ovunque essa sia.
14:10L'operazione della banda è già cominciata.
14:13Rubare una macchina e dare spazio all'azione criminale.
14:22L'obiettivo è il banco di Napoli di Largo Zandonai.
14:27Loro seguendo le solite modalità entrano.
14:33Colpo in canna e mitra spianato.
14:36Il modus operandi della banda era certamente un po' alla far west.
14:47Tutto facile.
14:49Neppure un intoppo.
14:50Le banche non avevano la doppia porta, non avevano le telecamere.
15:04Pensano che tutto vada come al solito, se non che fu visto qualcosa di strano da un passante
15:11che telefonò alla polizia.
15:18E allo scattare dell'allarme, 40 macchine della polizia si mettono sulle loro tracce.
15:31Si dispongono alla gera.
15:34Ed è allora che sui viali del quartiere Fiera di Milano si scatena l'inferno.
15:40Attenzione centrale, qui volante Genova.
15:42Macchina segnalata in vista.
15:47Pista, pista, che questi fici hanno identificati.
15:49Svolta a destra e cerchiamo di seminarli, dai.
15:57Facciamo l'incidente.
15:58Il camion, lì, tira il camion.
16:16Venite sotto!
16:34Hanno fregato!
16:35Taggiù sotto e salta l'iraffico!
16:39Terrore puro.
16:41Sei poliziotti e 13 passanti restano feriti.
16:44Soprattutto ci sono tre morti, civili, uccisi dalle pallottole vaganti.
16:50Virginio Oddone, 53 anni, fattorino e colpito in viale Pisa
16:54mentre si trova sul sedile passeggero di un camion.
16:58Francesco De Rosa, artigiano 35enne, sta guidando la sua 600
17:03e muore tra le braccia del padre che gli viaggia accanto.
17:06Giorgio Grossi, 17 anni, uscito di casa per andare a giocare a tennis
17:11e colpito in pieno da un proiettile mentre sta attraversando la strada.
17:15La corsa della 1100 a termine in corso Sempione
17:19quando viene bloccata da un'auto civetta della polizia
17:21che tra l'altro non faceva parte delle 40 auto lanciate al suo inseguimento.
17:26I quattro scendono dall'auto e prendono direzioni diverse.
17:31Dalle parti di via Domodossola però a un passante non sfugge la strana figura
17:35di un uomo grande e grosso che corre con un'arma in mano e perde sangue.
17:40Cosa fece quel tale lì?
17:42Che vedendo il mio sacco, vedendo questo che si corre
17:46così si ispirò che noi fossimo stati e ci azzeccò.
17:52Mi mandò la polizia, io fece il coso, la via di Rimpetto, quella lì vicino alla mostra.
18:02La grande mostra lì dove fanno le grandi mostre.
18:08Alla fine del coso trovai questo qui con un bastone
18:14e tre poliziotti che mi puntarono la pistola.
18:27Il signor Aldo Piva, che il giorno dopo morirà di infarto,
18:31non saprà mai chi è il bandito che ha contribuito a catturare.
18:36Non saprà mai chi è Adriano Roboletto.
18:40Anche perché quel nome, Adriano Roboletto, non dice davvero niente a nessuno.
18:45Lui invece, Adriano Roboletto, torinese 32enne,
18:49di cose dovrà dirne, e molte.
18:53È convinto di essere l'ultimo della banda ad essere preso dalla polizia.
18:59È convinto che sia lo statice a tutti arrestati.
19:04E quindi qui compie l'azione fondamentale per gli inquirenti.
19:08Racconta.
19:12Sposato e separato, Roboletto viene da una famiglia semplice e onesta.
19:17Non è un delinquente nato, lui.
19:19Dice che ce l'hanno fatto diventare.
19:21Ce l'ha fatto diventare la Fiat,
19:23che gli ha tolto il lavoro dall'oggi al domani per un diverbio con un superiore.
19:31Parla di sistema, di capitalismo.
19:34All'inizio i poliziotti sembrano faticare a seguirlo.
19:37Che c'entra la politica col rapinare le banche?
19:42Che c'entra la Fiat con l'omicidio del dottor Gaiottino di Cilie?
19:46Che c'entra Torino col massacro di Largo Zandonai?
19:52Non è Roboletto la persona giusta per rispondere a queste domande?
19:57Qualcosa traspare di ideologico, qualcosa traspare di politico,
20:03ma soprattutto traspare una cosa fondamentale,
20:06che Roboletto è un membro della banda, come gli altri,
20:10ma non è la testa della banda.
20:13La testa della banda è il cavallero.
20:15Roboletto era solo un gregario, l'autista.
20:18A comandare erano altri.
20:20Nella banda c'erano un capo e il suo luogotenente.
20:23Si chiamano Pietro Cavallero e Sante Notarnicola,
20:27torinesi di un quartiere ultrapopolare,
20:29la Barriera di Milano,
20:30o come la chiamano loro, la Barriera dell'Emme.
20:34Come ormai da mesi sospettavano gli inquirenti,
20:38Cavallero e Notarnicola sono incensurati e insospettabili.
20:41E dopo la tragica rapina sono spariti nelle vie di Milano.
20:45Sono armati e pericolosi.
20:48Trovarli non sarà facile.
20:52Un gioco da ragazzi per le forze dell'ordine
20:55è invece acciuffare il quarto componente della banda.
20:58Si chiama Donato Lopez.
21:00È un ragazzino di 17 anni,
21:02che proprio a Largo Zandonai
21:03aveva avuto il suo battesimo malabitoso.
21:07I carabinieri lo arrestano poche ore dopo a casa sua, a Torino,
21:11nel cuore della Barriera dell'Emme,
21:13dove era rientrato in autobus ancora sporco del sangue di Largo Zandonai.
21:20Cavallero e Notarnicola, più furbi ed esperti,
21:23non hanno avuto la stessa ingenuità di Lopez
21:25e a casa non si sono più fatti vedere.
21:29Gli unici due che erano riusciti apparentemente a farla franca
21:33erano Cavallero e Notarnicola.
21:36Per parecchi giorni la polizia sulle loro tracce
21:40non riesce a capire con precisione
21:42se siano ancora a Milano
21:44o se abbiano cercato di espatriarli in Svizzera,
21:48cosa probabile,
21:49o se in qualche modo abbiano cercato di ritornare a casa.
21:54Alle prime luci dell'alba del 3 ottobre 1967
21:58ai carabinieri di Alessandria
22:00arriva una segnalazione.
22:02Una volta che sono andati a prendere
22:04prima da mangiare e poi da bere
22:07qualcuno ha avvisato che c'erano delle facce strane in giro
22:10è arrivata una camionetta
22:13con quattro carabinieri e un fotografo.
22:22Cavallero e Notarnicola sono armati.
22:25Potrebbero sparare, potrebbero farlo,
22:28ma non lo fanno.
22:30Potevamo ammazzarli,
22:31c'era un malasciallo dei carabinieri fermo lì
22:33e avrei potuto sparargli subito
22:36e quei quattro avremmo potuti farli fuori.
22:38Ma comunque ormai era finita
22:41perché ormai eravamo braccati,
22:44eravamo divisi come gruppo,
22:45la nostra squadra era finita,
22:49non aveva più senso continuare.
22:56La banda Cavallero,
22:58perché così la chiameranno da oggi e per sempre,
23:01ha perso.
23:04La reazione all'arresto della banda
23:07e nello specifico del leader Cavallero
23:12naturalmente fu da parte della gente della strada
23:16quello che ci si poteva aspettare.
23:18Cioè la gente invocava una pena
23:22precisa, dura.
23:25Siete soddisfatti, Manigoldi?
23:27Per vedere da vicino le vostre belle facce,
23:30la gente di Milano è rimasta ad aspettarvi in piedi
23:33per un intero pomeriggio.
23:35Nella folla in attesa ho sentito dire
23:38Bisognerebbe fare un referendum
23:39garantito che tutta Milano
23:41chiederebbe la pena di morte.
23:44E tutte in queste parole scritte
23:46da Dino Buzzati per il Corriere,
23:48l'atmosfera che Cavallero e Notarnicola
23:50trovano alla caserma dei Carabinieri
23:52di via Moscova a Milano,
23:54dove sono stati trasferiti dopo l'arresto.
23:57Dopo 18 rapine, morti, feriti
24:00e 100 milioni di bottino,
24:02la pazza cavalcata è finita.
24:04Ma le sorprese devono ancora venire,
24:06perché quei rapinatori
24:08stanno per raccontare la loro storia.
24:19La storia della banda
24:21non comincia in un bar malfamato,
24:23ma in una sezione del Partito Comunista Italiano.
24:27Noi, dateci che arrivavamo
24:30dalla Federazione Giovanile
24:33ed è un partito comunista,
24:35parlavamo sempre di rivoluzione,
24:37è qua e là.
24:38Ad unirli, più che un desiderio smodato di soldi,
24:42c'è una sensazione irresistibile
24:44di fame e rabbia.
24:46Pietro Cavallero, per tutti Piero,
24:48è un capo nato.
24:50Classe 1929,
24:52ha un diploma in tasca,
24:53un cervello raffinato,
24:54buone letture,
24:55una fede incrollabile nel capitale di Marx
24:57e il sogno della rivoluzione proletaria
25:00come primo pensiero della giornata.
25:02E' un ragazzo molto istruito,
25:04intelligente,
25:06i libri lui se li mangiava.
25:09A casa sua, mi ricordo,
25:10aveva un sacco di libri
25:13e delle volte io gli dicevo
25:14ma tu hai tutti quei libri,
25:16ma li leggi?
25:18E lui mi diceva,
25:19sa,
25:21prendendo uno a caso,
25:23io ti spiego,
25:23e di fatti era così.
25:26Andava ad aprire la pagina,
25:27qualsiasi cosa,
25:28aveva detto la verità,
25:30lui li mangiava i libri.
25:31Cavallero pensa che il 25 aprile 1945
25:35non ha chiuso i conti,
25:36che bisognerebbe disseppellire
25:38le armi nascoste in montagna
25:40dalla resistenza
25:41e sparare ancora.
25:42I membri della banda Cavallero,
25:45quantomeno i membri adulti,
25:49avevano come background
25:50un'area periferica di Torino,
25:54un'area periferica importante,
25:55operaia,
25:56a Borgodora.
25:58Quelle zone in cui si respirava
26:01allora forte il mondo
26:06della Torino operaia,
26:08della Torino che aveva nella Fiat
26:09un importante punto di riferimento,
26:12della Torino che aveva
26:15aperto le porte a tantissime persone
26:18che arrivavano da altre regioni,
26:20prevalentemente dal sud e dal Veneto,
26:22per lavorare in questa grande struttura
26:26che era allora la Fiat.
26:29Emigrati come Sante Notar Nicola,
26:31una delle tante valigie di cartone
26:33salite sul treno dei desideri.
26:35Uno che lo chiamano Napoli
26:37anche se arriva dalla Puglia,
26:38perché alla fine
26:39un terrone è sempre un terrone.
26:42Perché Notar Nicola
26:44guadagnava 40 mila lire al mese
26:46e faceva il posteggiatore a Laci,
26:51in mezzo alle piazze.
26:53Un giorno su questa piazza,
26:54un giorno su quella,
26:55senza libretti,
26:57sempre senza libretti.
27:03Cavallero, Notar Nicola e Rovoletto
27:05si conoscono nella sezione
27:06del PC della Barriera.
27:08Cavallero è un leader
27:10della gioventù comunista torinese.
27:12ma, in modo che nessuno
27:15è mai riuscito a spiegare,
27:16poi nel 1961-62 fu espulso.
27:20Da allora sono perse politicamente
27:24le tracce di Pietro Cavallero,
27:26non è più comparso
27:27fino appunto a quel 25 settembre,
27:29nel 67.
27:31All'inizio degli anni 60
27:33il PC ha accantonato
27:35ogni proposito rivoluzionario.
27:37Cavallero diventa improvvisamente
27:39una di quelle teste calde
27:40che il partito considera scomode,
27:42una testa calda da allontanare.
27:45Ma essere fuori dal partito
27:47per Cavallero
27:48non vuol dire essere fuori dalla politica.
27:50Bisogna fare qualcosa
27:51per spingere la rivoluzione.
27:53Bisogna fare come gli algerini,
27:55che si sono sollevati contro i francesi
27:57per conquistare l'indipendenza.
27:59Questa mattina per la prima volta
28:01sono comparse le loro bandiere,
28:03verdi e bianche,
28:04con la mezzaluna e l'asterio.
28:05Migliaia di bandiere
28:06le devono avere cucite durante la notte.
28:09Molte sono bandiere per modo di dire,
28:11strisce di lenzuola,
28:12camice,
28:12nastri,
28:13stracci,
28:14ma comunque sono bandiere.
28:24Quando facevamo,
28:26dicevamo di fare la rivoluzione,
28:29perché adesso tra di noi
28:31non possiamo fare,
28:32dato il bisogno economico
28:34che abbiamo impellente.
28:36E cosa fai?
28:37Non siamo gente
28:39che dava a rubare
28:40ai poveri vecchi
28:41o fare lo strappo,
28:43eccetera.
28:43sarebbe stata la verrogogna
28:45più grande, no?
28:48Sì, appunto,
28:49per cavallero,
28:51rivoluzionario,
28:52comunista.
28:54E cosa fai?
28:55Vai a rubare al vecchio?
28:57Ma che cosa può fare
28:58un gruppetto di amici
28:59della barriera di Milano
29:01per aiutare la rivoluzione?
29:04La banca.
29:05Può rapinare le banche,
29:07simbolo del mostro capitalista.
29:09Qui non abbiamo
29:11un'immagine standard
29:13della mala
29:14che vive di notte,
29:16champagne,
29:17locali notturni,
29:18pellicce per l'entraîneuse,
29:20eccetera.
29:21Abbiamo l'idea
29:22di una banda
29:23che sostanzialmente
29:24guadagna abbastanza poco
29:26dalle rapine che prende
29:28e comunque
29:29fa una vita
29:31forse più calata
29:32nella realtà quotidiana,
29:35più vicina al bar sotto casa
29:37che al locale alla moda.
29:39viene da pensare
29:41che quantomeno
29:42alcuni elementi
29:44della banda
29:45non facessero
29:47questo per il soldo.
29:48Il bottino
29:49delle rapine
29:49servirà quasi interamente
29:51a finanziare
29:51progetti rivoluzionari,
29:53primo dei quali
29:54sarà proprio
29:55la resistenza algerina.
29:56La prima banca
29:57era per mangiare,
29:59la seconda,
30:01la terza,
30:01la quarta
30:03era per la rivoluzione.
30:08Fu mandato anche
30:10dei soldi
30:10partigiani algerini
30:12nelle armi.
30:15Per loro
30:15i componenti
30:16della banda
30:17tratterranno
30:18solo un piccolo
30:19stipendio mensile
30:20per pagare l'affitto
30:21e far star meglio
30:22la famiglia.
30:24Eravamo
30:24dei strazioni
30:25prima,
30:26ci siamo un po'
30:27vestiti,
30:27ecco,
30:28tutto l'uso
30:28avevamo fatto
30:29e ci siamo
30:30comprati
30:31una macchina
30:33capito?
30:34Non bella
30:35ma una macchina
30:36diciamo,
30:37anche per
30:37non essere
30:38vistosi.
30:39Mentre i magistrati
30:40e i poliziotti
30:41ascoltano
30:42la voce di Cavallero
30:43che racconta
30:43le sue imprese
30:44e si autodefinisce
30:45un rivoluzionario
30:46sui giornali
30:48di tutto il mondo
30:48si parla
30:49di un altro
30:50rivoluzionario
30:51un vero
30:52rivoluzionario.
30:54Un cadavere
30:55senza nome
30:56i fascisti
30:56boliviani
30:57dicono che è
30:57quello di Guevara
30:58ma nessuno
30:59dei suoi seguaci
31:00nessuno
31:00dei suoi amici
31:01vuole crederlo
31:01Guevara è un mito
31:03per i contadini
31:03dei paesi sudamericani
31:05come per gli intellettuali
31:06Guevara rappresenta
31:07la volontà
31:07di affrancarsi
31:08dalla miseria
31:08e dalla paura
31:09il suo incontro
31:10con Fidel Castro
31:11è la tappa più importante
31:12di una breve vita eroica
31:13la liberazione di Cuba
31:15dalla dittatura di Battista
31:16la vittoria
31:17dei Barbudos
31:18di Castro
31:18non significano
31:19per Guevara
31:20la fine della sua
31:20attività di guerrigliero
31:21il dovere
31:22di ogni rivoluzionario
31:23dice
31:24è di fare la rivoluzione
31:25ma Cavallero
31:27non è Guevara
31:28lui non è il rivoluzionario
31:29argentino morto
31:30proprio nei giorni
31:31del suo arresto
31:32Cavallero è un bandito
31:34un rapinatore
31:35il nemico numero uno
31:36delle polizie
31:37del nord Italia
31:38quella era una
31:41una diciamo
31:42un'ispirazione
31:43di Cavallero
31:44l'ispirazione
31:46era questa
31:47che voleva sfidare
31:49la polizia
31:49perché diceva sempre
31:51la polizia
31:52li prenderemo
31:53stiate tranquilli
31:54li prenderemo
31:54li prenderemo
31:56allora lì
31:57cominciamo a fare
31:57due rapine alla volta
31:59due banche alla volta
32:00per mandarli là
32:02tutti là
32:04e invece
32:04noi andavamo là
32:06se lo scopo
32:07era sfidare
32:08la polizia
32:09che bisogno
32:10c'era stato
32:10di uccidere
32:11il dottor
32:11Gaiottino
32:12a Cirie
32:14Cavallero
32:14disse
32:15neanche lui
32:16si spiegava
32:16il perché
32:18è partito
32:18questo colpo
32:21perché a largo
32:22Zandonai
32:23è successo
32:24quel che è successo
32:27avremmo preferito
32:28però
32:29avere un contatto
32:30di fuoco
32:31tra noi
32:32e le forze
32:32dell'ordine
32:33non
32:35in mezzo
32:36ai poveri
32:36disgraziati
32:37della strada
32:38e solo loro
32:40potevano fare
32:41quello
32:42con tutto
32:43il torto
32:43nostro
32:44per carità
32:46ma solo
32:47loro
32:47potevano
32:49inseguirsi
32:50fino a che
32:50non avevamo
32:51consumato
32:52tutta la benzina
32:53erano
32:54in 48
32:56pattuglie
32:57erano
32:58tra macchine
32:59private
32:59e pattuglie
33:00erano in 48
33:02dove sono finiti
33:03i ragazzi
33:04della barriera
33:05che cercavano
33:06la rivoluzione
33:07e hanno trovato
33:0718 rapine
33:08e una lunga scia
33:09di sangue
33:10è a questa domanda
33:11che dovrà rispondere
33:12il processo
33:13alla banda
33:13l'appuntamento
33:15è a Milano
33:16per l'inizio di giugno
33:17dell'anno seguente
33:18un anno
33:19che si chiama
33:20il 68
33:35manifestazione
33:36per il Vietnam
33:36una delle tante
33:37che l'estrema sinistra
33:38organizza in nome
33:38della pace
33:39qui siamo a Milano
33:40ma gli striscioni
33:41le urla
33:41i discorsi
33:42gli slogan
33:42sono sempre quelli
33:43in fondo
33:44il Vietnam
33:44paese martoriato
33:45serve da pretesto
33:46come se la pace
33:47l'amore per la giustizia
33:48e l'orrore della guerra
33:49fossero monopolio
33:50di un partito
33:50o di una concezione
33:51politica
33:51pace e giustizia
33:53sono concetti universali
33:54cui aspirano
33:54tutti gli uomini
33:55di tutte le bandiere
33:56quindi pace e giustizia
33:57sì ma senza etichette
33:58e senza aggettivi interessati
34:03ma si protesta
34:05anche all'università
34:06e nelle scuole
34:07per avere più diritti
34:09la prima occupazione
34:11studentesca in Italia
34:12è dell'11 novembre 1967
34:15dell'occupazione
34:17dell'università cattolica
34:18a Milano
34:18è nel 1967
34:20che affondano
34:22le prime radici
34:23di quello che poi
34:25divenne il movimento
34:26studentesco
34:27all'università di Pisa
34:29all'università di Trento
34:30all'università di Torino
34:32Roma
34:33una scuola
34:34mille scuole
34:35a Roma
34:35come nelle cento città
34:36d'Italia
34:37l'inquietudine dei giovani
34:38l'incomprensione
34:39la polemica
34:40contro la scuola
34:41come istituzione
34:41contro i professori
34:43come potere accademico
34:44il tutto come proiezione
34:45sociale
34:46collettiva
34:47della incommunicabilità
34:48in famiglia
34:49lo stato è autoritario
34:51la contestazione
34:52l'occhio della polizia
34:53giovani oggi
34:54come massa
34:55sono più belli
34:56meglio nutriti
34:57più intelligenti
34:58meglio preparati
34:59dei giovani
35:00di 20-30 anni fa
35:01che cosa vogliono?
35:08la contestazione
35:10è un fiume in piena
35:11che tutti seduce
35:12e tutti travolge
35:16si parla di diritti
35:18di rivendicazioni
35:19di masse da liberare
35:20tutto diventa politico
35:22anche il processo
35:23ha una banda di rapinatori
35:24che ha terrorizzato
35:25mezza Italia
35:34il 3 giugno 1968
35:36i 4 della banda cavallero
35:38entrano nell'aula
35:40del tribunale
35:40come banditi
35:41per uscirne
35:4212 udienze dopo
35:43sotto un'altra luce
35:44che cosa vuol dire?
35:47davvero la politica
35:48potrà condizionare
35:49il giudizio
35:50su una delle bande
35:50più violente
35:51del dopoguerra italiano?
35:57Milano 1968
35:59la banda
36:00che ha terrorizzato
36:01il nord Italia
36:02con 18 rapine
36:03in 4 anni
36:04è stata sgominata
36:05dopo un drammatico
36:07inseguimento
36:07che è costato la vita
36:08a 4 passanti
36:09Piero Cavallero
36:10e la sua banda
36:11sono stati arrestati
36:16i rapinatori torinesi
36:18incensurati
36:19e insospettabili
36:20hanno sconvolto
36:21l'opinione pubblica
36:22dichiarando
36:22che le rapine
36:23dovevano servire
36:24per finanziare
36:25la causa comunista
36:26e la rivoluzione
36:27quelle parole
36:29in un anno caldo
36:30come il 1968
36:32getteranno
36:33una luce
36:33assolutamente imprevista
36:34sul processo
36:35che si sta per aprire
36:36a Milano
36:42ricordo perfettamente
36:43che il processo
36:44a Cavallero
36:48e alla sua banda
36:48fu un processo
36:50che veniva vissuto
36:51come un processo
36:52di riguardo
36:52alla criminalità
36:53loro potevano dire
36:55quel che volevano
36:55come dissero
36:57soprattutto
36:58nell'appello
36:59perché il grosso
37:00delle motivazioni politiche
37:01avvenne dopo
37:02anni dopo
37:03fin dai primi giorni
37:05la sorte di Cavallero
37:06Notar Nicola
37:07Roboletto
37:07e Lopez
37:08appare segnata
37:09devono rispondere
37:11di 73 capi
37:12d'accusa
37:13la rapidità
37:14del processo
37:15nel 1968
37:16l'ha spiegata
37:17paradossalmente
37:19proprio Cavallero
37:20quando ha detto
37:21rispondendo
37:22a chi gli chiedeva
37:23chi nominerete
37:24come avvocati
37:25avvocati
37:25mediano difessore
37:26d'ufficio
37:27non abbiamo bisogno
37:27di avvocati
37:28tanto la verità
37:29è quella che è
37:31punto
37:31il giovane
37:32Donato Lopez
37:33chiede scusa
37:34a tutti
37:35davanti ai giudici
37:37invece
37:37Cavallero
37:38Notar Nicola
37:39e Roboletto
37:40ostentano
37:41un atteggiamento
37:42fiero
37:42manifestano
37:43le proprie idee
37:44politiche
37:45apertamente
37:47Piero Cavallero
37:48è come sempre
37:49un capo carismatico
37:51e spavaldo
37:52che dice
37:52di aver depredato
37:53le banche
37:54perché era
37:54l'unico sistema
37:55di attaccare
37:56il capitale
37:56agli studenti
37:58arrabbiati
37:59che osservano
37:59il processo
38:00alla banda
38:00dalle università
38:01occupate
38:02o dagli scontri
38:03di piazza
38:04Piero Cavallero
38:05non sembra
38:06un bandito
38:06Cavallero
38:07ha dato
38:08una impronta
38:10soprattutto
38:10nel processo
38:11d'appello
38:12cercando di
38:13nobilitare
38:15in qualche modo
38:18potremmo dire
38:19di redimere
38:20in qualche modo
38:22quella
38:23che era stata
38:23la sua vita
38:24gli altri
38:25i gregari
38:26in questo caso
38:27pienamente gregari
38:29poi hanno seguito
38:30questa linea
38:31ogni 2-3 km
38:32c'era una sede
38:33del partito comunista
38:34ci trovavamo lì
38:35parlavamo
38:36di lavoro
38:37di cose
38:39poi qualcuno
38:39usciva
38:40alla rivoluzione
38:41e qui
38:43con questa maniera
38:44qui non si può
38:44vivere
38:45una disoccupazione
38:46molti compagni
38:47erano disoccupati
38:48capito
38:49ma erano disoccupati
38:51proprio perché
38:52erano puntati a dito
38:54ad essere comunisti
38:57perché tutti gli altri
38:59cattolici
39:00e i cosiddetti
39:02figli di papà
39:02erano tutti occupati
39:08cavallero
39:08l'aula di tribunale
39:09diventa
39:10diventava
39:11quasi
39:11un luogo
39:13in cui
39:14enfatizzare
39:15qualche cosa
39:16di spaventoso
39:17sempre
39:20sventolando
39:21una bandiera ideologica
39:22molti di quei ragazzi
39:23che hanno scelto
39:24le barricate
39:25non hanno dubbi
39:26cavallero
39:27è un compagno
39:27che ha sbagliato
39:28ma pur sempre
39:30un compagno
39:38l'8 luglio 1968
39:41al tribunale di Milano
39:43si celebra
39:43l'ultimo atto
39:44del processo
39:45Piero Cavallero
39:47Sante Notar Nicola
39:48e Adriano Rovoletto
39:50sono condannati
39:51all'ergastolo
39:52per omicidio
39:53la sentenza
39:55il codice
39:56dice
39:56ergastolo
39:57e voi
39:58giudici
39:59avete fatto bene
40:00darci l'ergastolo
40:02perché tale
40:03meritavamo
40:04Donato Lopez
40:05il ragazzino
40:06sconterà
40:07con 12 anni
40:08di carcere
40:09il tentato omicidio
40:10sembra tutto finito
40:12ma nella storia
40:13della banda
40:14c'è il tempo
40:15di un'ultima azione
40:16mentre il presidente
40:17del tribunale
40:18sta finendo
40:18di leggere la sentenza
40:20Cavallero
40:21Notar Nicola
40:22e Rovoletto
40:23si alzano
40:23dalle loro voci
40:25si leva un canto
40:26figli dell'officina
40:27che suona
40:28come l'ennesima
40:29e definitiva
40:30rivendicazione politica
40:31delle loro azioni
40:33criminose
40:33perché vediamo
40:35dei figli dell'officina
40:36noi siamo figli
40:37dell'officina
40:38non siamo
40:39dei delinquenti
40:40e non mi sento
40:41di essere
40:42un delinquente
40:44perché
40:44perché lo dice
40:45la mia storia
40:46di operaio
40:47lo dice
40:48il mio
40:49comportamento
40:50in carcere
40:51non rapinatori
40:52ma terroristi
40:54pionieri
40:55della lotta armata
40:56che avrebbe incendiato
40:57gli anni di piombo
41:00la banda Cavallero
41:02aveva questa forza
41:04questa capacità
41:05di sventolare
41:07questa bandiera
41:08di cantare
41:09siamo ribelli
41:10eccetera
41:10per difesa
41:11o per convinzione
41:13io credo
41:14che
41:14questa azione
41:15forte
41:16di
41:16quasi ostentazione
41:19della vittoria
41:20sia stata
41:21fortemente
41:22motivata
41:23da un'ideologia
41:24che a quel punto
41:25si era impossessata
41:26come un demone
41:27di alcuni membri
41:30della banda
41:30se non tutti
41:31al punto tale
41:32di staccarli
41:33completamente
41:34dalla realtà
41:37simboli
41:38e totemi
41:38inconsapevoli
41:39quelli della banda
41:40di qualcosa
41:41che stava nascendo
41:42qualcosa di brutto
41:43che avrebbe portato
41:44l'Italia
41:45sull'orlo del baratro
41:55queste le tragiche immagini
41:57del rapimento
41:58di Aldo Moro
41:58il leader indiscusso
42:00della politica italiana
42:01immagini che gli italiani
42:02hanno già visto
42:03nelle fotografie
42:03dei giornali
42:04sugli schermi televisivi
42:05e alle quali
42:06il mezzo cinematografico
42:07aggiunge
42:08una ghiacciante
42:09forza di realtà
42:10sono immagini
42:11destinate
42:11a restare storiche
42:19come nelle grandi tragedie
42:21queste immagini
42:22contrappongono
42:23la pietosa vicenda umana
42:24di uomini
42:24fino a ieri sconosciuti
42:26le povere vittime
42:26della scorta
42:27al fatto ben più grande
42:28che simboleggiano
42:29l'attacco portato
42:30da un gruppo di criminali
42:31al cuore dello Stato italiano
42:33il tentativo folle
42:34di scavare divisioni
42:35e fossati
42:36nella società italiana
42:37di inchiodare
42:38su ridicole posizioni
42:39avanguardiste
42:40e pseudo-rivoluzionarie
42:41le masse
42:42dei lavoratori italiani
42:43quelle stesse masse
42:44che hanno immediatamente
42:45risposto
42:46con grandi manifestazioni
42:47popolari
42:48di protesta
42:48e di indignazione
42:49in tutta Italia
42:55nel 1992
42:57dopo 25 anni
42:59di carcere
43:00Cavallero
43:00Notar Nicola
43:01e Rovoletto
43:02sono uomini liberi
43:04Adriano Rovoletto
43:05è tornato a Torino
43:06dove vive tutt'oggi
43:08adesso sono in pensione
43:10vivo
43:10a casa
43:12dove sono nato
43:14che è la casa
43:15dei miei vecchi genitori
43:16che non ci sono più
43:17ne ho 68
43:20ho il diabete
43:23sono ammalato
43:24e devo
43:26accudire ad un zio
43:27che ce n'ha 85
43:57Sante Notar Nicola
43:58hanno dimostrato
43:59di uscire dal carcere
44:02persone completamente diverse
44:03dedicare la propria vita
44:05o al lavoro
44:07onesto
44:08o come nel caso
44:10Cavallero stesso
44:12aiutare gli altri
44:14alla fine del 1988
44:16quando si diffonde
44:17la notizia
44:18del regime
44:18di semilibertà
44:19che gli era stato
44:20concesso
44:21Piero Cavallero
44:22dichiara
44:23non chiedo perdono
44:25e non mi pento pubblicamente
44:27sono cose che riguardano
44:28soltanto me
44:29se mi trovassi di fronte
44:31a un parente
44:32delle mie vittime
44:32ci vorrebbe soltanto
44:34il silenzio
44:47erano sempre sotto
44:48i riflettori
44:49e casa di stampa
44:50erano invitati
44:51a grandi feste
44:53il circolo della caccia
44:54il circolo del bridge
44:55nella loro casa di caccia
44:57a volte restituivano inviti
45:00li invidiavano tutti
45:02c'erano questi nobili
45:04si vedevano i fotoromanzi
45:07Barboni, Conte
45:08bellissime ville
45:11ma tutti
45:12ignoravano
45:13il loro segreto
45:14è inizialmente
45:15un rebus
45:16quando poi
45:17si saprà
45:18ricostruire
45:19nei dettagli
45:20il menage
45:21molto strano
45:22della coppia
45:22casata in stampa
45:24si arriverà
45:25facilmente
45:26a ricostruire
45:27la meccanica
45:28nella prossima puntata
45:29di Delitti
45:30vi sveleremo
45:31lo scandalo
45:32che sconvolse
45:32la Roma bene
45:33degli anni 70
45:34una passione torbida
45:35è segnata dalla tragedia
45:37lo scandalo
45:38casati stampa
45:40grazie a tutti

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