La trasmissione, ideata e condotta dal noto psichiatra e criminologo Massimo Picozzi, analizzava la mente e le azioni dei più famigerati serial killer e assassini della storia attraverso ricostruzioni, documenti d'archivio e l'analisi del profilo psicologico dei criminali.
LUDWIG: La puntata si concentra su una delle coppie di serial killer più inquietanti e metodiche della storia europea, analizzando la transizione da un'ideologia delirante alla pura follia omicida. La trasmissione ricostruisce la scia di sangue e terrore che ha sconvolto il Nord-Est italiano e la Germania tra il 1977 e il 1984, culminata con 15 omicidi accertati (anche se la sigla ne rivendicò di più). Dietro la sigla "Ludwig" si nascondevano due insospettabili ragazzi della Verona "bene": Wolfgang Abel (figlio di un top manager assicurativo tedesco) e Marco Furlan (figlio del primario del centro grandi ustionati di Verona). L'obiettivo dichiarato era "ripulire la società" da quelli che consideravano elementi di degrado morale: senzatetto, tossicodipendenti, omosessuali, prostitute, sacerdoti ed estremisti politici. Gli attacchi erano brutali e diversificati. Iniziarono bruciando vivi i senzatetto nelle auto, per poi passare a omicidi con asce e martelli contro frati e sacerdoti, fino a roghi dolosi di cinema a luci rosse e discoteche (come il devastante incendio del cinema Eros di Milano nel 1983, che provocò 6 vittime). Ogni delitto veniva puntualmente rivendicato con volantini inviati alla stampa, scritti in caratteri runici, sormontati dall'aquila nazista e chiusi dal motto: "La nostra fede è il nazismo, la nostra giustizia è la morte, la nostra patria è il mondo". Furono catturati in flagrante il 4 marzo 1984 a Castiglione delle Stiviere, mentre tentavano di dare fuoco alla discoteca Melamara (piena di circa 400 ragazzi) travestiti da finti frati. La puntata de La linea d'ombra suscitò diverse critiche per la scelta editoriale di "de-politicizzare" la vicenda. Nel corso del programma, gli atti del gruppo vennero descritti riduttivamente come una "ribellione contro lo Stato", interpretando la matrice neonazista non come il motore ideologico principale, bensì come un mero pretesto di copertura per dare sfogo alla loro innata furia omicida.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_(serial_killer)
https://en.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_Abel_and_Marco_Furlan
https://de.wikipedia.org/wiki/Gruppe_Ludwig
#LaLineaDOmbra #MassimoPicozzi #Ludwig #WolfgangAbel #MarcoFurlan #Neonazismo #SerialKiller #TelevisioneItaliana #ProgrammiRai #SerialKillerItaliani #ProfilazioneCriminale #PsicologiaCriminale #Criminologia #CronacaNera #StorieCriminali #TrueCrime #StorieVere #Documentario
LUDWIG: La puntata si concentra su una delle coppie di serial killer più inquietanti e metodiche della storia europea, analizzando la transizione da un'ideologia delirante alla pura follia omicida. La trasmissione ricostruisce la scia di sangue e terrore che ha sconvolto il Nord-Est italiano e la Germania tra il 1977 e il 1984, culminata con 15 omicidi accertati (anche se la sigla ne rivendicò di più). Dietro la sigla "Ludwig" si nascondevano due insospettabili ragazzi della Verona "bene": Wolfgang Abel (figlio di un top manager assicurativo tedesco) e Marco Furlan (figlio del primario del centro grandi ustionati di Verona). L'obiettivo dichiarato era "ripulire la società" da quelli che consideravano elementi di degrado morale: senzatetto, tossicodipendenti, omosessuali, prostitute, sacerdoti ed estremisti politici. Gli attacchi erano brutali e diversificati. Iniziarono bruciando vivi i senzatetto nelle auto, per poi passare a omicidi con asce e martelli contro frati e sacerdoti, fino a roghi dolosi di cinema a luci rosse e discoteche (come il devastante incendio del cinema Eros di Milano nel 1983, che provocò 6 vittime). Ogni delitto veniva puntualmente rivendicato con volantini inviati alla stampa, scritti in caratteri runici, sormontati dall'aquila nazista e chiusi dal motto: "La nostra fede è il nazismo, la nostra giustizia è la morte, la nostra patria è il mondo". Furono catturati in flagrante il 4 marzo 1984 a Castiglione delle Stiviere, mentre tentavano di dare fuoco alla discoteca Melamara (piena di circa 400 ragazzi) travestiti da finti frati. La puntata de La linea d'ombra suscitò diverse critiche per la scelta editoriale di "de-politicizzare" la vicenda. Nel corso del programma, gli atti del gruppo vennero descritti riduttivamente come una "ribellione contro lo Stato", interpretando la matrice neonazista non come il motore ideologico principale, bensì come un mero pretesto di copertura per dare sfogo alla loro innata furia omicida.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_(serial_killer)
https://en.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_Abel_and_Marco_Furlan
https://de.wikipedia.org/wiki/Gruppe_Ludwig
#LaLineaDOmbra #MassimoPicozzi #Ludwig #WolfgangAbel #MarcoFurlan #Neonazismo #SerialKiller #TelevisioneItaliana #ProgrammiRai #SerialKillerItaliani #ProfilazioneCriminale #PsicologiaCriminale #Criminologia #CronacaNera #StorieCriminali #TrueCrime #StorieVere #Documentario
Categoria
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CortometraggiTrascrizione
00:00:06Banda armata, associazione per delinquere, finalità, commettere reati contro lo Stato,
00:00:15eversione, destabilizzazione, distruzione, estremismo, ribellione, rivolta.
00:00:25È Ludwig, un'entità senza volto, semina terrore e morte.
00:00:32Poi si scoprirà che Ludwig è qualcosa di completamente diverso, più inquietante e altrettanto pericoloso.
00:00:42Ha il volto di due giovani, due giovani di famiglia Bene, che hanno oltrepassato la linea d'ombra.
00:01:20Grazie a tutti.
00:01:50Grazie a tutti.
00:02:01In un mondo dove tutti belano come pecore, dovete essere dei leoni.
00:02:06Lo diceva Leon de Grel, uno dei capi dell'SS, il comandante prediletto da Adolf Hitler.
00:02:13Marco Furlan e Wolfgang Abel volevano diventare leoni, che sono invece diventati belve, due belve feroci, assetate di sangue.
00:02:22Ma il nazismo era soltanto una maschera dietro la quale nascondere il proprio impulso omicida, il desiderio di annichilire e
00:02:30distruggere.
00:02:38Giovani, statura media, tipo caucasico, magri, borghesi.
00:02:47A prima vista, due ragazzi modelli.
00:02:52Il primo è figlio del direttore di un'importante compagnia assicurativa.
00:02:57Il secondo è figlio del primario del centro grandi ustionati di Verona.
00:03:02Il primo, nome Wolfgang, cognome Abel, nato a Monaco di Baviera, il 25 marzo 1959.
00:03:16Il secondo, nome Marco, cognome Furlan, nato a Padova, il 16 gennaio 1960.
00:03:29Qualcuno li chiama i crimini dell'odio.
00:03:32Significa che il movente, che sta dietro le aggressioni, si basa sul pregiudizio, sulla discriminazione che spinge al disprezzo e
00:03:40alla rabbia.
00:03:43Chi colpisce per odio, chi uccide, lo fa perché pensa di appartenere a una specie superiore.
00:03:49E le vittime sono solo parassiti, sfruttatori, feccia.
00:03:53Per loro, gay o prostitute, ebrei o stranieri, si meritano tutti una punizione, se non addirittura l'eliminazione totale dalla
00:04:01faccia della terra.
00:04:17La nostra fede è nazismo.
00:04:21La nostra giustizia è morte.
00:04:27La nostra democrazia è sterminio.
00:04:34Gottmit Bums
00:04:42Primavera 1983
00:04:46Ennesima rivendicazione di un gruppo fantomatico e inafferrabile.
00:04:52Un gruppo che si richiama agli ideali del nazismo.
00:04:56Hanno ucciso.
00:04:59Ucciso per sei anni.
00:05:01Ucciso quindici volte.
00:05:03In tutto il nord-est.
00:05:06Dapprima nel silenzio.
00:05:10Poi, il 25 novembre del 1980.
00:05:15Hanno deciso di rivendicare le proprie azioni.
00:05:19Volantini ai giornali.
00:05:22Sicuri della propria impunità.
00:05:27Certi di essere dalla parte dei giusti.
00:05:31Quel giorno hanno scritto.
00:05:36L'organizzazione Ludwig si assume la responsabilità delle seguenti uccisioni.
00:05:42Come prova dell'autenticità di questa rivendicazione riportiamo alcuni particolari che non sono di dominio pubblico.
00:05:56Sette omicidi.
00:05:58Omicidi che neanche la cronaca locale ha seguito con particolare interesse.
00:06:03Morti, che gli inquirenti non hanno mai pensato di collegare tra loro.
00:06:10Ludwig, uccide in quattro città.
00:06:15Usa, dispone della vita delle persone.
00:06:20Le vittime, emarginati, raietti, individui al margine della società.
00:06:26Uomini che nessuno vede e che nessuno cerca.
00:06:31Ma queste morti, dopo le rivendicazioni, diventano altre.
00:06:37Sono le tessere di un mosaico che lentamente si forma.
00:06:43Una scia di sangue che gli investigatori cominciano a seguire.
00:06:50Il significato di una rivendicazione è chiaro.
00:06:53Non si tratta solo di far conoscere che dietro a un attentato, a un omicidio, c'è una specifica organizzazione.
00:07:02Non si tratta solo di rendere pubblico un messaggio e magari sperare che il gesto clamoroso diffonde il panico e
00:07:08ottenga così la maggiore pubblicità possibile.
00:07:11C'è anche la volontà del confronto, l'eccitazione della sfida, l'onnipotenza di chi si sente invincibile e inarrestabile.
00:07:20Perché è convinto della superiorità propria e del messaggio che vuole diffondere.
00:07:26Difendi il tuo simile, distruggi tutto il resto.
00:07:29È quello che sta scritto sulle magliette che indossano i militanti dell'estrema destra in Veneto.
00:07:35Uno slogan così Ludwig avrebbe certo approvato anche 30 anni fa.
00:07:48Siamo gli ultimi eredi del nazismo.
00:07:51Il fine della nostra vita è la morte di coloro che tradiscono il vero Dio.
00:08:01L'eco del terrore nazista ha celebrato.
00:08:03Nazismo, morte, sterminio.
00:08:09Parole che rimandano ad un passato fatto d'orrore.
00:08:14Che proiettano su questi omicidi ombre inquietanti.
00:08:20Prima rivendicare.
00:08:22Poi dichiarare il proprio obiettivo.
00:08:26L'eliminazione sistematica di tutti quelli che imbastardiscono la razza.
00:08:33Lo sterminio di quelli che vengono considerati parassiti.
00:08:38Di quelli che vengono giudicati un peso per la società.
00:08:44Sono passati 35 anni da quando gli alleati hanno sconfitto il terzo Reich.
00:08:51Per tutti era stata la fine di un entido.
00:08:5535 anni.
00:08:57Eppure, ancora una volta, la stessa follia omicida.
00:09:03Lo stesso odio.
00:09:04La stessa cieca crudeltà.
00:09:07Sterminare.
00:09:09Eliminare.
00:09:11Annientare.
00:09:12Ebrei.
00:09:14Zingari.
00:09:15Omosessuali.
00:09:17Andicappati.
00:09:19Ancora una volta, odio e disprezzo.
00:09:24Ancora una volta, al centro di tutto, la superiorità ariana.
00:09:31Chi non è ariano è inferiore.
00:09:34Chi non è ariano deve morire.
00:09:38E su tutto, una perversa equazione.
00:09:42Eliminare chi è considerato inferiore in nome del bene comune.
00:09:48I giovani non hanno conosciuto il nazismo, ma hanno conosciuto solamente il racconto del nazismo.
00:09:53E siccome il racconto del nazismo è il racconto del massimamente malefico,
00:09:59va da sé che tutto ciò che esprime una dimensione al massimo,
00:10:03costituisce una forza di attrazione per i giovani,
00:10:06i quali sono affascinati dai miti, che siano positivi o negativi.
00:10:10È come se il giovane fosse più affascinato dalla grandezza di un mito che dalla qualità del mito.
00:10:16Per cui il nazismo può senz'altro costituire un elemento di attrazione notevole,
00:10:20anche perché porta con sé l'idea di forza, l'idea di soprafazione,
00:10:26l'idea di soppressione del debole,
00:10:28che sono elementi presenti anche in ciascuno di noi,
00:10:32per quanto buoni noi ci sentiamo,
00:10:35e poi ci dà fastidio lo straniero anche se non lo ammettiamo,
00:10:38perché le nostre idee non ce lo consentono,
00:10:40ma i nostri vissuti invece lo vivono.
00:10:42E allora diciamo che il nazismo costituisce una forte attrazione
00:10:46perché è fenomeno grandioso e tutto ciò che è grande attrae,
00:10:50sia positivo o sia negativo.
00:10:52Il fatto che sia negativo è perché coagula tutti gli elementi umbratili
00:10:57dei singoli individui che idolatrano il male nella sua rappresentazione assoluta.
00:11:04È il marchio dell'odio razziale stampato in calce su ogni volantino.
00:11:12L'aquila nazista
00:11:14è i proclami del fiume.
00:11:20La nostra democrazia è sterminio.
00:11:26Gott mit uns.
00:11:32Far rivivere la Germania italiana non gli interessava.
00:11:36Non combattevano per la superiorità della razza ariana,
00:11:39non avevano obiettivi politici.
00:11:40Però erano affascinati dai simboli del nazismo.
00:11:45Dalle svastiche, dalle aquile, dai caratteri runici,
00:11:49dalle vie di forza malvagia che emanano ancora oggi quei sirvi.
00:11:54Simboli che non smettono di esercitare un fascino su migliaia di persone nel mondo.
00:11:59Persone che non sopportano gli stranieri,
00:12:01gli ebrei, gli zingari, gli altri,
00:12:03o forse l'altro.
00:12:05O che semplicemente odiano gli altri esseri umani.
00:12:08Sono frustrati, si sentono soli e insignificanti.
00:12:12E allora ricorrono all'ideologia per farsi forza.
00:12:15Per riconoscersi in un gruppo.
00:12:17Per avere degli ideali con cui mascherare la propria follia.
00:12:22Ideali che diano loro uno scopo,
00:12:24ma soprattutto un nemico.
00:12:27E per Furlan e Abel il nemico era la razza umana intera.
00:12:3925 agosto 1977, Verona
00:12:46Sono le quattro di notte
00:12:48Una notte affosa
00:12:51Uno zingaro, un barbone, un emarginato
00:12:55Dorme in un'auto
00:12:57Una 126, parcheggiata in via Taormina
00:13:03Una strada di periferia
00:13:04Fa molto caldo
00:13:07I finestrini sono abbassati
00:13:09Non riesce a prendere sonno
00:13:15Qualcuno lancia due bombe Molotov dentro l'auto
00:13:28Il zingaro, il barbone, un emarginato
00:13:31Si sveglia come un nemico
00:13:35E' avvolto dalle fiamme
00:13:41Ma riesce ad uscire dalla mano
00:13:44Viene ricoverato in condizioni disperate
00:13:46All'ospedale di Borgo Trento
00:13:48Muore
00:13:50Una settimana più tardi
00:13:54Per gli inquirenti
00:13:56Si tratta di un delitto misterioso
00:13:58Inspiegabile
00:13:59La vittima si chiama Guerrino Spinelli
00:14:03Trent'anni
00:14:04Disoccupato
00:14:06Senza fissa di morte
00:14:17E' difficile da definire
00:14:19Questa oscura presenza nella persona umana
00:14:25E' la paura di tutto ciò che in qualche modo è diverso da te
00:14:30E questa paura si esprime con la necessità di cancellarlo
00:14:35Ti sembra che rovini l'orizzonte del tuo mondo
00:14:40Nel quale tu devi essere l'unico arbitro
00:14:43E questo è quindi una grande sconfitta direi
00:14:46Del messaggio cristiano
00:14:48Che invece afferma che l'altro è il tuo stesso volto
00:14:52Ama il prossimo tuo come te stesso
00:14:54Dall'altra parte però c'è probabilmente anche qualcosa di più miserabile
00:15:00Per certi versi
00:15:01C'è probabilmente quell'elemento che ti affiora alla gola
00:15:05Alle labbra
00:15:06Che è la nausea
00:15:07La noia del vivere
00:15:09Tant'è vero che alcuni di questi giovani per esempio
00:15:12Che compiono atti di violenza
00:15:14Nei confronti di questi miseri della storia
00:15:17Questi ultimi
00:15:17Lo dicono che lo fanno così
00:15:19Per poter impiegare il tempo
00:15:22Per potersi in qualche modo
00:15:23Persino paradossalmente divertire
00:15:26Il che vuol dire che siamo di fronte a coloro
00:15:29Che hanno perso qualsiasi identità profonda umana
00:15:34Hanno perso e hanno fatto morire la loro anima
00:15:37Hanno spento quella voce segreta
00:15:41Che è la voce della coscienza
00:15:4919 dicembre 1978
00:15:52Padova
00:15:53Un anno dopo
00:15:59È notte
00:16:00Un nuovo delitto a bordo di un'auto
00:16:05Un uomo è ucciso a bastonate
00:16:09Poi
00:16:10Pugnalato più volte
00:16:11Con furia viola
00:16:17Non ha potuto difendersi
00:16:19Non ha potuto fuggire
00:16:29È stato abbandonato
00:16:30Con le armi ancora conficcate nel corpo
00:16:33Due coltelli con il manico di plastica arancione
00:16:37Uno piantato nel collo
00:16:40L'altro nella schiena
00:16:43Viene ritrovato a bordo della sua auto
00:16:45Ancora al posto di guida
00:16:49Accasciato su un fianco
00:16:52Inerme
00:16:54Come se non avesse provato a difendersi
00:16:56Come se fosse stato aggredito da più parti
00:17:01Sembra opera di più persone
00:17:05Le due coltellate
00:17:07Vibrate per inclinazione e direzione
00:17:10Da mani diverse
00:17:13La vittima si chiama Luciano Stevanato
00:17:16Ha 44 anni
00:17:18È di padrone
00:17:20Fa il sommelier
00:17:22È un omosessuale
00:17:26Il principale indiziato
00:17:28È un amico del morto
00:17:31Qualcuno pensa che si siano appartati
00:17:34Poco prima della morte di Stevanato
00:17:38Poi però
00:17:38Le indagini si arenano
00:17:47I omosessuali spesso sono individuati come vittime
00:17:50Perché rappresentano il diverso
00:17:52E il diverso è sempre qualcosa che allarma
00:17:55Perché mette in gioco la diversità che c'è in ciascuno di noi
00:17:58Ormai sia la biologia sia la psicologia
00:18:01Ci hanno informato che ciascuno di noi è maschio e femmina
00:18:04Solo che la nostra cultura obbliga il maschio a fare solo il maschio
00:18:08E la femmina a fare solo la femmina
00:18:09Quando abbiamo un maschio che rappresenta il femminile
00:18:13O il femminile che rappresenta un maschile
00:18:15Questo inevitabilmente mette in gioco la nostra relazione
00:18:18Con la nostra controparte sessuale
00:18:21E noi per essere conformi a come la cultura ci vuole
00:18:25Incominciamo a deridere il diverso
00:18:28Per sentirci normali noi
00:18:30Il fenomeno dell'omosessuale
00:18:32Essendo fenomeni di diversità
00:18:35È la stessa metodologia che attiva azioni violente
00:18:40Nei confronti degli immigrati
00:18:41Lo straniero appare sempre strano a quelli del luogo
00:18:46La stessa patologia che assistiamo nella violenza contro i barboni
00:18:52È come si tratta di persone che cercano la loro identità
00:18:56Diversificando e manifestando di escludere da sé
00:18:59Lo straniero, il barbone, l'omosessuale
00:19:02Tutto ciò che potrebbe mettere in crisi le sue parti strane e straniere
00:19:07Le sue parti barbonesche, le sue parti controsessuali
00:19:14Passa un altro anno
00:19:1612 dicembre 1979
00:19:19Venezia
00:19:21Prime ore della notte
00:19:33Un tossicomane è stato colpito da 34 coltellate
00:19:38Il suo corpo viene ritrovato al civico 656 di Santa Croce
00:19:44Nel centro storico di Venezia
00:19:51L'aggressione comincia a campo dei peduli
00:19:54Un primo colpo
00:19:59La fuga
00:20:00Il suo campo Nazario Sauro
00:20:16Una scia di sangue
00:20:24Verso Rio Marino
00:20:30Una corsa disperata
00:20:37Poi
00:20:39A Costa Canale
00:20:40I colpi mortali
00:20:46Un testimone racconta di aver visto due giovani rincorrere la vittima
00:20:53Afferrarla
00:20:54Sbatterla al muro
00:20:57Accoltellarla
00:20:58E darsi alla fuga
00:21:05La vittima
00:21:07Si chiama Claudio Costa
00:21:09A 22A
00:21:11Conosciuto come Claudietto
00:21:12Negli ambienti dei tossicomani
00:21:15E degli omosessuali
00:21:18Del delitto
00:21:20Vengono accusati altri due tossicodipendenti
00:21:25Il processo dura tre anni
00:21:27Poi
00:21:29I due
00:21:30Vengono prosciolti dall'accusa
00:21:35Guerrino Spinelli
00:21:36Verona
00:21:36Agosto 77
00:21:39Si è fatto uso di quattro bottiglie Molotov
00:21:42Non due
00:21:42Come riportano i giornali
00:21:46Luciano Stefanato
00:21:48Padova
00:21:48Dicembre 78
00:21:51Sono stati usati coltelli col manico di plastica
00:21:53E di colore rosso arancione
00:22:01Claudio Costa
00:22:02Venezia
00:22:02Dicembre 79
00:22:04Due coltelli da cucina col manico di plastica bianca
00:22:07Che sono stati gettati sotto il ponticello vicino al quale è stata colpita la prima volta la vittima
00:22:15E sempre alla fine
00:22:17Gott mit uns
00:22:20Dio è con noi
00:22:23Per gli inquirenti
00:22:24È una svolta
00:22:27Dietro questi omicidi
00:22:28C'è un solo nome
00:22:31Ludwig
00:22:32Ma non si sa
00:22:34Quanti assassini
00:22:36Facciano parte del gruppo
00:22:39Nel linguaggio della criminologia
00:22:41Si chiama case linkage
00:22:43Vuol dire collegamento tra casi che hanno caratteristiche simili
00:22:48Simili per il modo di agire
00:22:49Per l'arma utilizzata
00:22:51Oppure per la tipologia delle vittime
00:22:55Un assassino è in realtà un serial killer
00:22:58Quando ci sono almeno tre vittime
00:22:59Uccisi in tempi e luoghi diversi
00:23:02Chi ha classificato questo tipo di omicidi
00:23:04Ha visto che è possibile trovare almeno quattro moventi dietro i delitti seriali
00:23:09Si uccide per piacere
00:23:12Oppure per l'eccitazione del controllo totale
00:23:15E ancora per la follia che crea allucinazioni e deliri
00:23:19E poi si ammazza per missioni
00:23:24I serial killer missionari
00:23:26Sono quelli che sono convinti di avere un compito
00:23:28Ripulire la terra
00:23:30Da chi non merita di esistere
00:23:32Forse il nome Ludwig
00:23:34Nasconde un serial killer
00:23:36Oppure si tratta di qualcosa di ancora più temibile
00:23:39Una vera e propria organizzazione criminale
00:23:42Dedita all'omicidio
00:23:5720 dicembre 1980
00:24:00Vicenza
00:24:02È passato un mese dalla prima rivendicazione
00:24:07Ludwig torna a colpire
00:24:13Questa volta la vittima è una donna
00:24:16Un'anziana prostituta
00:24:20Sono le nove
00:24:21È una serata fredda e ventosa
00:24:23Non gira anima viva
00:24:25Ma questa donna
00:24:27Questa prostituta
00:24:28Per vivere il lavoro se lo deve cercare per strada
00:24:31Per lei è sempre più difficile trovare clienti e tirare avanti
00:24:36La donna cammina faticosamente lungo Campo Marzio
00:24:41E all'improvviso
00:24:43Un dolore lancinante alla schiena
00:24:49La donna cade
00:24:51Ferita
00:24:52E poi ammazzata barbaramente
00:24:55A colpi d'accetto
00:24:59Uno dei colpi raggiunge il cuore
00:25:01E la uccide
00:25:05I colpi più terribili
00:25:07Le sono stati inferti mentre era stesa in terra
00:25:10Indifesa
00:25:12E terrorizzata
00:25:18La vittima si chiama Alice Maria Barretta
00:25:22È una prostituta
00:25:24È una prostituta
00:25:25A 52 anni
00:25:3324 maggio 1981
00:25:36Porta San Giorgio
00:25:39Verona
00:25:40Sono passati pochi mesi
00:25:42Dalla morte di Alice Barretta
00:25:44Sono le 4 e 30 del mattino
00:25:47Una casamatta austriaca abbandonata
00:25:50Sulle sponde dell'Adige
00:25:53Frequentata da tossicomani e senza tetto
00:25:56Nella torretta
00:25:58Dormono diverse persone
00:25:59E insieme a senza tetto e diseredati
00:26:03Anche tre ragazzi
00:26:04In gita a Verona
00:26:06Dormono a terra
00:26:08Tra coperte
00:26:09Dormono forse storditi dalla droga
00:26:13O solo esausti
00:26:15Per l'avventura che li ha portati a passare una notte insolita
00:26:19Lontani da casa
00:26:21In un giaciglio di fortuna
00:26:25Nessuno si accorge
00:26:27Che qualcuno sta spargendo benzina
00:26:29All'interno della torretta
00:26:32Nessuno si accorge
00:26:34Che qualcuno stringe in mano delle torce
00:26:37E che dà fuoco alle coperte
00:26:40Imbevute di benzina
00:26:41In un attimo
00:26:43Il fuoco inghiotte tutto
00:26:45I ragazzi vengono circondati
00:26:49E avvolti dalle fiamme
00:26:50Nel rogo
00:26:52Muore il più giovane
00:26:54Un diciassettenne
00:26:56Luca Martinotti
00:26:59Ludwig
00:27:00Rivendica anche questo nuovo delitto
00:27:04È il rogo
00:27:06Della torretta di Porta San Giorgio
00:27:19Adolf Hitler diceva
00:27:20Una forza
00:27:21Senza un fondamento spirituale
00:27:23È destinata a fallire
00:27:25E su questa base ha fondato
00:27:27Una mistica perversa
00:27:29Capace di esaltare la forza
00:27:31E la potenza dei tedeschi
00:27:32Di creare i presupposti
00:27:34Per una razza di superuomini
00:27:38Il mito di un popolo superiore
00:27:40Fatto da semidei
00:27:41Gli ariani
00:27:42Diretti discendenti
00:27:44Delle divinità primitive
00:27:46Un impianto simbolico
00:27:48Cercato nel lontano passato
00:27:49Nelle popolazioni indoeuropee
00:27:51Vissute più di 2000 anni
00:27:53Prima di Cristo
00:27:53Con svastiche
00:27:55Ruote del sole
00:27:56Rune
00:27:57Ma anche i rituali
00:27:59Non sono una cosa originale
00:28:00Il martello che spezza
00:28:02La scura che recide netta
00:28:04Con un colpo solo
00:28:04Senza esitazione
00:28:07Poi c'è il fuoco
00:28:08Il fuoco che purifica
00:28:10E insieme cancella
00:28:11Lasciando il mondo più pulito
00:28:13Come se le fiamme
00:28:15Consumassero
00:28:15Non solo
00:28:16La carne della vittima
00:28:17Ma anche la sua essenza
00:28:19I suoi vizi
00:28:20La sua immoralità
00:28:23Ludwig
00:28:24Si è servito di tutti questi simboli
00:28:26Li ha utilizzati
00:28:27Per i suoi omicidi
00:28:3620 luglio 1982
00:28:39Vicenza
00:28:418 e 30 di sera
00:28:43Due frati
00:28:45Passeggiano lungo una strada
00:28:47Nei pressi del santuario
00:28:48Di Monteberico
00:28:49Fa fresco
00:28:51Dopo una giornata
00:28:52Carica d'affa
00:28:53I frati camminano
00:28:56Vengono assaliti
00:28:58E aggrediti
00:28:59Con una scure
00:29:00A lama larga
00:29:01E una mazza di ferro
00:29:04Non fanno in tempo
00:29:05Ad opporre resistenza
00:29:15Uno dei due
00:29:16Muore sul colpo
00:29:18L'altro
00:29:19Perde conoscenza
00:29:20E si spegne poche ore dopo
00:29:22Le vittime
00:29:25Si chiamano Mario Lovato
00:29:27E Giovanni Battista Pigato
00:29:29È un omicidio senza senso
00:29:38Poi la rivendicazione
00:29:41Ludwig annuncia una nuova crociata
00:29:46Siamo gli ultimi eredi del nazismo
00:29:48Il fine della nostra vita
00:29:50È la morte di coloro che tradiscono il vero Dio
00:29:55Gli autoadesivi che alleghiamo
00:29:57Combaciano esattamente con quelli applicati sui manici dei
00:30:05Grazie a tutti
00:30:07Grazie al canale
00:30:07Dio
00:30:07Grazie a tutti
00:30:23Grazie a tutti
00:31:02Grazie a tutti
00:31:39Grazie a tutti
00:32:09Grazie a tutti
00:32:26Grazie a tutti
00:33:10Grazie a tutti
00:33:35Grazie a tutti
00:34:02Grazie a tutti
00:34:37Grazie a tutti
00:34:54Grazie a tutti
00:35:18Grazie a tutti
00:35:50Grazie a tutti
00:36:23Grazie a tutti
00:36:42Grazie a tutti
00:37:10Grazie a tutti
00:37:40Grazie a tutti
00:38:12Grazie a tutti
00:38:36Grazie a tutti
00:39:06Grazie a tutti
00:39:36Grazie a tutti
00:40:23Grazie a tutti
00:40:26Grazie a tutti
00:40:27Ludwig
00:40:32Ludwig ora vuole distruggere
00:40:34non solo i peccatori
00:40:36ma demolire anche i luoghi
00:40:38dove si consuma il peccato
00:40:40Grazie a tutti
00:41:08senza spettatori per il film porno in programmazione quel giorno.
00:41:16Da pochi minuti è cominciato il secondo tempo.
00:41:47Un rumore strano, simile ad un forte soffio, attira l'attenzione dei presenti.
00:41:52Le poltrone delle ultime file sono infiamme.
00:41:55Il pavimento del cinema è stato cosparso di benzina.
00:41:58Le fiamme raggiungono in pochi istanti i piedi degli spettatori.
00:42:02Un uomo è rimasto imprigionato nella toilette.
00:42:04Le uscite di sicurezza sono bloccate dall'incendio.
00:42:07Un denso fumo nero rende l'aria irrespirabile.
00:42:10Bruciano poltrone, tende, rivestimenti delle pareti e del pavimento,
00:42:13fino al tetto del locale, che crolla sugli spettatori inerdi.
00:42:18Anche le costruzioni vicine sono raggiunte dalle fiamme.
00:42:26Il pomeriggio del 14 maggio 1983 si proiettava l'ila profumo di fiamme.
00:42:35Sentì un gran botto.
00:42:37E feci appena in tempo a scappare.
00:42:39Ma non trovavo la porta di sicurezza.
00:42:41E fu così che vidi chiaramente tre ragazzi fuggire,
00:42:45di cui uno robusto e tardato.
00:42:52Qualche spettatore era già trasformato in torcia umana.
00:42:56E loro gridavano, non è successo niente.
00:43:02Poi, il boato.
00:43:12Sei persone muoiono nel ruolo.
00:43:15Molte altre rimangono gravemente ferite.
00:43:27Sesso e morte.
00:43:28E questa è di solito la miscela che spinge al delitto efferato e seriale.
00:43:34Nella maggior parte dei casi è così.
00:43:36Ed è vero anche quando non c'è un contatto diretto tra l'assassino e la sua vittima.
00:43:40Quando l'aggressore non violenta, degrade e mutile il corpo della sua preda.
00:43:47Il desiderio di ripulire il mondo da prostitute omosessuali
00:43:51spesso nasconde gravi problemi personali.
00:43:55Incertezze sulla propria identità.
00:43:59E allora il gioco psicologico è semplice.
00:44:03Proiettare sulla vittima le parti di sé che non si accettano.
00:44:07Riacquistando contemporaneamente il controllo sulla propria vita.
00:44:1718 gennaio 1984
00:44:22Rendiamo noto che l'attentato di Amsterdam è stato rivendicato con un messaggio inviato all'Ansa.
00:44:30Questa rivendicazione coglie di sorpresa gli investigatori.
00:44:35Parla del rogo di un locale erotico ad Amsterdam.
00:44:39La Casa Rossa.
00:44:40Ma non ci sono elementi che leghino questo fatto a Ludwig.
00:44:47Ma il volantino parla anche dell'incendio di una discoteca a Monaco di Baviera.
00:44:54A Liverpool non si scopa più.
00:44:57Ferro e fuoco sono la punizione nazista.
00:45:01Ludwig ha varcato i confini italiani.
00:45:057 gennaio 1984
00:45:08Sabato sera
00:45:09La serata più affollata alla discoteca Liverpool di Monaco.
00:45:15Un locale alla moda.
00:45:17Musica, ragazze, ragazzi
00:45:20Che ballano e si divertono.
00:45:24Il Liverpool si trova in un seminterrato.
00:45:26Si entra passando da una scala.
00:45:30E da questa scala qualcuno lancia due borse da viaggio, pieni di liquido infiammabile.
00:45:37Prende subito fuoco.
00:45:39Le fiamme invadono il locale in pochi attimi.
00:45:42Ma uccidono solo una donna, una cameriera di origine italiana.
00:45:46Corinne Tattarotti.
00:45:48Nel locale viene trovata una sveglia da viaggio di fabbricazione tedesca.
00:45:54La marca e il numero di matricola corrispondono a quello indicato nella rivendicazione.
00:46:00Sul luogo è stata lasciata una sveglia di marca d'Ether e il numero di serie 520.
00:46:174 marzo 1984, Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantua.
00:46:23E' l'ultima domenica di carnevale.
00:46:26Alla discoteca Melamara è in programma una grande festa in maschera.
00:46:30E' una festa a tema.
00:46:33Noi stavamo ballando, ci stavamo divertendo.
00:46:37Fra l'altro era una bella festa di carnevale.
00:46:46In disperte, due uomini mascherati da Pierrot guardano gli altri ballare.
00:46:53Entrambi hanno con sé un borsone.
00:46:55Nei borsoni, due tanniche di benzina.
00:47:03Poi, uno va verso il bagno.
00:47:30In bagno, versa la benzina all'interno della sacca e ne taglia il fondo.
00:47:40Poi torna insieme.
00:47:50Passeggia tra la gente.
00:47:52E' imbratta la mochetta.
00:47:55Avevano già buttato parecchio benzina intorno alla pista del locale.
00:48:00Quindi cercavano di fare in modo che la gente che stava ballando nella pista, che era tutta illuminata, restasse come
00:48:07chiusa dentro un cerchio di fuoco.
00:48:14Passa davanti al bar, dove cerca di lasciare la borsa.
00:48:18L'altro rimane in disparte sulla poltroncina ad osservare.
00:48:22Intanto, nasconde la borsa dietro la poltrona.
00:48:27Nel locale si diffonde un forte odore di benzina.
00:48:32All'improvviso è arrivato un buttafuori dalla discoteca dicendo che bisognava avvertire il pubblico di uscire, perché c'era appunto
00:48:40odore di gas.
00:48:42Ho preso in mano subito il microfono, ho abbassato la musica e ho detto, ho invitato tutta la gente che
00:48:46c'era in sala.
00:48:47Si tratta di, c'erano già 500-600 persone, ad uscire immediatamente dalla sala.
00:48:58Un gruppo di ragazzi blocca e immobilizza uno dei due Pierrot, mentre l'altro lancia un fiammifero e si allontana.
00:49:06Una volta che si è visto scoperto, cominciò con la tannica di benzina a buttare la benzina addosso alle persone.
00:49:14I due si divincolano e tentano un'ultima fuga, ma vengono fermati e poi arrestati.
00:49:24C'è stato un tentativo di linciaggio dei due ragazzi da parte di molte persone che ormai sapevano che erano
00:49:31stati loro a gettare fuoco con le tanniche di benzina.
00:49:45Mela Mara, come il cinema Eros a Milano.
00:49:50Come la discoteca Liverpool a Monaco di Baviera.
00:49:54Sette anni di indagini.
00:49:55E ora, la caccia a Ludwig, sembra finita.
00:49:59Abel e Marco Furlano, due ragazzi di Verona.
00:50:07Basta una perquisizione nelle loro abitazioni per confermare i sospetti.
00:50:14Il giudice istruttore Mario Sannite non ha dubbi.
00:50:19Quei due ragazzi fanno parte di Ludwig.
00:50:22Al commissariato diranno...
00:50:25Volevamo vedere come ballavano con le fiamme.
00:50:31Abel e Furlan volevano essere uomini forti, virili.
00:50:35Un eroe non muore mai del tutto, diceva il nazista Leon de Grelle.
00:50:40Furlan e Abel volevano diventare due eroi immortali.
00:50:44E per conquistare l'immortalità, avevano bisogno di sacrificare un bel po' di vite umane.
00:50:58Abel e Furlan negano.
00:51:00Si difendono.
00:51:02Si dichiarano e...
00:51:03Ma sono stati colti in flagrante.
00:51:05Devono spiegare.
00:51:06Spiegare quello che è successo alla discoteca Melamara.
00:51:11Marco Furlan minimizza.
00:51:13Una ragazzata e null'altro.
00:51:15Volevamo fare solo un po' di fiammelle, divertirci a vedere le reazioni della gente.
00:51:19Scoprire quale emozioni si potevano provare.
00:51:24Abel invece...
00:51:26Sì, volevo bruciare la discoteca perché ho qualche cosa contro le discoteche.
00:51:30Soprattutto per il tipo di gente che frequenta le discoteche, per l'ambiente, per le persone che vanno nelle discoteche.
00:51:37Ma forse è la discoteca in se stessa, come luogo, che rende vittime le persone che la frequentano,
00:51:43inducendole a sbagli assurdi, che mi ripugnero.
00:51:46Si spargeva la voce in quel periodo che le persone che frequentavano il Melamara
00:51:51ed altre due discoteche molto famose del nord Italia, che facevano lo stesso tipo di musica
00:51:55e quindi di ambiente, fossero non solo frichettone, ma che ci fossero dei drogati.
00:52:03E sicuramente c'erano, perché erano gli anni in cui c'era molta droga nelle discoteche.
00:52:07Ma c'erano anche persone tranquillissime, c'era, io credo, 80-90% delle persone normalissime
00:52:15che venivano da tutta Italia, fra l'altro, da tutto il nord Italia, per ballare in questa discoteca.
00:52:24È assurdo che i giovani siano traviati e fuorviati da questi luoghi.
00:52:30Io stesso ho constatato che una ragazza perfettamente vitale, dopo aver frequentato l'ambiente delle discoteche,
00:52:35aveva completamente cambiato natura.
00:52:37Assumendo anche stupefacenti.
00:52:40Penso che la discoteca annulli la personalità dei giovani, per me è come una trappola.
00:52:45È come un circolo vizioso da cui un giovane non può più uscire.
00:52:50Sembra di leggere uno dei tanti volantini di rivendicazione, spediti da lui.
00:52:56Ma dopo aver scoperto quello che ha raccontato Furlan, anche Abel ritratta.
00:53:01Il 14 marzo 1984, Abel e Furlan, allora studenti universitari, vengono bloccati dai carabinieri,
00:53:09mentre stanno per dare alle fiamme una discoteca di Castiglione delle Stiviere.
00:53:15Dicono che si tratta di uno scherzo.
00:53:17Wolfgang Abel, intanto, si è laureato e ha tentato un paio di volte il suicidio.
00:53:23Questo colloquio è stato registrato nel manicomio giudiziario di Reggio Emilia.
00:53:29Non è che per caso stavate spargendo un benzino a parte del genere?
00:53:37Sì.
00:53:39E davate fuoco a questa benzina?
00:53:46Ma no.
00:53:47E allora perché?
00:53:50Ma ha bisogno di farlo.
00:53:52Che senso aveva?
00:53:54Volevamo dare fuoco.
00:53:56Non siete arrivati in tempo?
00:53:59No.
00:54:02E la discoteca è bruciata?
00:54:04No.
00:54:07E attorno ci sono state delle altre discoteche che hanno bruciate o altre case del genere?
00:54:13Non ricorda niente.
00:54:15No.
00:54:16E come avete deciso di andare a spargere quella benzina quella sera?
00:54:21Ma è la...
00:54:22E' abbastanza solito che i due ragazzi dicano prendiamo un po' di tani che andiamo a spargere in una discoteca.
00:54:30C'era qualcuno là dentro che non ha la radio?
00:54:39Cosa avevano fatto quei ragazzi che stavano ballando?
00:54:42Niente.
00:54:45Ma non era la nostra intenzione di fare del male alle persone.
00:55:03Ma quello che è successo al Melamara non è uno scherzo.
00:55:08Inizialmente si pensò che potesse essere uno scherzo.
00:55:11Però poi naturalmente quando si sono viste, adesso non ricordo esattamente, sono passati molti anni, però quando si sono viste
00:55:18alcune persone che si erano bruciate, anche se può sembrare uno scherzo, era sicuramente uno scherzo di cattivo gusto.
00:55:24Quindi c'era molta rabbia da parte di tutti i ragazzi che erano lì.
00:55:28L'incendio è stato organizzato per intrappolare tra le fiamme il maggior numero di persone possibili.
00:55:34Il fuoco è stato innescato proprio davanti alle uscite di sicurezza, per sbarrare ogni possibile via di fuga.
00:55:42Un omicidio.
00:55:44La curiosità.
00:55:46Vogliamo conoscere tutto quello che è successo.
00:55:48I particolari della scena.
00:55:50L'arma utilizzata.
00:55:51La storia della vittima.
00:55:53Su chi si appuntano i sospetti degli investigatori.
00:55:57Non siamo spaventati.
00:55:59A noi cose così non possono capitare.
00:56:02Dell'omicidio ci tranquillizzano.
00:56:04Ma se qualcuno ammazza, per un bisogno incomprensibile, e lo fa tante volte, senza una ragione apparente, allora nessuno si
00:56:12sente più al sicuro.
00:56:14E la curiosità si trasforma in paura.
00:56:17Una specie di cappa che avvolge strade e piazze.
00:56:21Che fa sparire la gente appena fa buio.
00:56:31Wolfgang Abel è il terzo genito di una famiglia tedesca protestante.
00:56:36Trascorre l'infanzia a Monaco di Baviera.
00:56:38Un'infanzia serena, tra agi e benessere.
00:56:42Poi si trasferisce a Verona.
00:56:44Il padre è direttore di un importante gruppo assicurativo tedesco.
00:56:48Un uomo severo, rigido, autoritario.
00:56:52A Verona frequenta la scuola media e poi il liceo scientifico Fracastoro.
00:56:57A scuola, Wolfgang è un allievo modello.
00:57:00Sempre ottimi voti.
00:57:02A 24 anni è già laureato in matematica.
00:57:05110 e lode.
00:57:07La sua vera passione, però, è la filosofia.
00:57:11Soprattutto Kierkegaard.
00:57:13Suona la chitarra classica, ama la vela, la disciplina fisica, la natura.
00:57:21Marco Furlan è il terzo genito di cinque figli.
00:57:24La madre è una donna di casa, si dedica completamente ai figli,
00:57:28soprattutto ad uno affetto fin dalla nascita da una malattia.
00:57:32La famiglia trasloca spesso molte città per il lavoro del padre.
00:57:36Poi si trasferisce a Verona,
00:57:40quando il padre diventa primario del reparto ustionati di Borgo Trento.
00:57:44Nessun trauma, nessun evento violento turba la sua infanzia.
00:57:49La sua vita scorre normalmente.
00:57:52Ha risultati brillanti a scuola.
00:57:54Si laurea in fisica.
00:57:57I due si incontrano al liceo.
00:58:01Nasce un'amicizia profonda.
00:58:03Fanno lunghe passeggiate in campagna, viaggi avventurosi.
00:58:07Wolfgang e Marco si spostano in bicicletta.
00:58:11Hanno uno stile di vita austero.
00:58:13Rifiutano il lusso e l'ostentazione della ricchezza.
00:58:17Sono della Verona Bene e abitano a Borgo Trento,
00:58:20uno dei quartieri più belli di Verona.
00:58:23Sono diversi dai loro coetanei.
00:58:25Non desiderano auto di grosse cilindrate.
00:58:28Non corrono dietro alle ragazze.
00:58:31Amano stare da soli.
00:58:33Sono di destra, ma non appartengono a nessun gruppo politico.
00:58:38Hanno un rapporto esclusivo che esclude gli altri.
00:58:43Nessuno è ammesso ai loro discorsi, alla loro vita, ai loro pensieri.
00:58:48Si credono superiori a tutto e tutti.
00:58:54Amici, è difficile parlare per Abel e Furlan di qualcosa che comporta spontaneità,
00:59:00condivisione profonda di paure, di sogni, di ambizioni.
00:59:05Loro piuttosto sono stati due ragazzi che si sono trovati per le loro insicurezze
00:59:09e che hanno presto stabilito un tacito accordo.
00:59:12Mai valicare la sfera dell'intimo, del personale.
00:59:16Piuttosto viaggiare, discutere, ma sempre di argomenti lontani,
00:59:21spogliati dai colori del sentimento.
00:59:23Per difendersi da tutti e forse l'uno dall'altro.
00:59:36Primo dicembre 1986.
00:59:39Dopo due anni di indagini, si apre il processo di assise a Verona.
00:59:44Wolfgang Abel e Marco Furlan partecipano alla prima udienza.
00:59:48Poi rifiutano di partecipare al processo.
00:59:52Non sanno accettare la detenzione.
00:59:57Durante il processo le condizioni di Abel si fanno critiche.
01:00:04Soffre di continue crisi isteriche.
01:00:06Tenta cinque volte il suicidio.
01:00:10Abel viene rinchiuso nel carcere psichiatrico di Reggio Emilia.
01:00:15È vero che lei ha detto che preferirebbe una condanna morte
01:00:18piuttosto che una lunga detenzione.
01:00:22Che molti anni in prigione.
01:00:24Sì, è vero, ma penso che non sia l'unico a ragionare in questo mondo.
01:00:36Comunque sono quelle cose un po' personali di cui preferiscono non parlare.
01:00:45Per lei la vita è importante?
01:00:47Ma dipende da come uno non la vive.
01:00:51Cioè se stessa la vita penso che non sia né un fatto positivo né negativo.
01:00:59Penso che dipende proprio da come uno la vive.
01:01:02Se uno sempre vive bene è un fatto positivo.
01:01:06Se uno sta male e soffre è un peso insomma.
01:01:10Lei ha tirato il suicidio in carcere perché era disperato?
01:01:14Sì.
01:01:19Viene disposta a una perizia psichiatrica.
01:01:22Ad Abel viene riconosciuto un vizio parziale di mente.
01:01:27Furlan rifiuta di parlare con gli psichiatri.
01:01:31Ma gli viene attribuita un'infermità indotta.
01:01:35Secondo i periti lo stretto sodalizio sarebbe sfociato in una dipendenza.
01:01:39In lui vengono individuate manifestazioni psicopatiche proprie dell'amico.
01:01:46Abel è considerato l'elemento dominante.
01:01:50Si trattava di due soggetti che avevano costituito un gruppo chiuso
01:01:56impermeabile agli stimoli esterni
01:01:59animati da un senso critico assolutamente delirante
01:02:04e per cui era possibile immaginare che vi fosse un'idea ossessiva
01:02:10di pulizia e di rigore morale.
01:02:15Un soggetto schizoparanoide, una personalità abnorme,
01:02:19non è capace di relazioni sociali, è privo di sentimenti verso gli altri,
01:02:23è emotivamente incapace.
01:02:25Ma ha una personalità energica, ambiziosa e testardo.
01:02:30Si crede superiore agli altri.
01:02:31Due soggetti anaffettivi, gelidi,
01:02:36per i quali il processo,
01:02:39in cui in fondo loro si sono adeguati senza emotività apparente,
01:02:44era un gioco,
01:02:45anzi una partita di scacchi fra loro e gli inquirenti,
01:02:48fra loro e i giudici.
01:02:51A un certo punto,
01:02:53ricordo che non già nel momento dell'esecuzione,
01:02:57ma nel momento della determinazione della pena,
01:03:02i bravissimi difensori,
01:03:04ma perché non volete negare due incensurati,
01:03:07le attenuanti generiche?
01:03:10E io a loro,
01:03:12ho fatto chiedere al Presidente,
01:03:14a loro,
01:03:14ma quando è che avete avuto un minimo di considerazione per queste vittime?
01:03:19Perché in fondo c'erano anche le vittime del Melamara.
01:03:22E loro hanno risposto,
01:03:24considerazione,
01:03:24ma nessuno ce l'ha chiesto.
01:03:26Questo è indicativo,
01:03:28secondo me,
01:03:29della loro personalità,
01:03:30dell'assoluta mancanza di considerazione degli altri,
01:03:33non dico dei diversi,
01:03:35ma degli altri in genere.
01:03:38Secondo il procuratore Francesco Pavone,
01:03:40Abel e Furlan sono Ludwig.
01:03:45Quello tra Abel e Furlan è un sodalizio esclusivo.
01:03:48Hanno sempre agito insieme,
01:03:50solo loro due.
01:03:52Il loro è un delirio di superbia,
01:03:55di sopravvalutazione dei propri giudizi,
01:03:57dei propri valori,
01:03:58disprezzano il modo di vivere degli altri.
01:04:01Per il procuratore,
01:04:02il movente è la noia,
01:04:04la ricerca di emozioni forti.
01:04:06L'incentivo a commettere crimini sempre più efferati
01:04:09è stato il clamore suscitato da quelle morti.
01:04:13Una folle ricerca di affermazione.
01:04:16Se Wolfgang Abel ha accettato di discutere
01:04:20con gli specialisti nominati dal giudice,
01:04:22non altrettanto ha fatto Marco Furlan.
01:04:25Gentile ma deciso,
01:04:27ha rifiutato ogni colloquio.
01:04:30I psichiatri sono stati così costretti
01:04:33a dedurre le loro diagnosi
01:04:35ascoltando i genitori di Marco
01:04:36anziché il loro figlio
01:04:38e concludendo
01:04:39per la presenza di un disturbo mentale
01:04:41abbastanza grave
01:04:42da limitare almeno parzialmente
01:04:45la capacità di intendere e di volere
01:04:47dei due assassini.
01:04:49Ma un secondo approfondimento peritale
01:04:51dice che Abel e Furlan sono persone capaci.
01:04:54Hanno certo disturbi di personalità,
01:04:57ma comunque sono da ritenersi
01:04:59responsabili delle loro azioni.
01:05:08Il processo è indiziario.
01:05:11Ci sono alcune testimonianze,
01:05:13alcuni oggetti trovati sui luoghi dei delitti,
01:05:15ma nulla di inoppugnabile.
01:05:20Durante le perquisizioni a casa di Abel e Furlan
01:05:23vengono sequestrati fogli bianchi e blocnotes.
01:05:28Con un procedimento chiamato ESDA
01:05:30si individuano le tracce di scrittura,
01:05:33i solchi latenti.
01:05:36Dopo due anni di inchiesta
01:05:38io dubito seriamente
01:05:42che l'inchiesta sia stata svolta in maniera corretta.
01:05:48Ho dei seri motivi di pensare
01:05:52che degli inquirenti
01:05:55abbiano commesso delle irregolarità.
01:06:01A casa l'intero tracciato cieco
01:06:03del messaggio di rivendicazione
01:06:05della strage del Liverpool di Monaco
01:06:07e dell'omicidio ai frati Vicentini.
01:06:10Il tracciato della rivendicazione
01:06:12del rogo del cinema Eros
01:06:14viene sequestrato a casa di Abel a Monaco.
01:06:18Per la perizia grafologica
01:06:20i due ragazzi sono gli autori
01:06:22di tutti i messaggi di rivendicazione.
01:06:29Le prove se le sono inventate,
01:06:31mai fatta una perizia valida.
01:06:34I giudici
01:06:35sospettano che abbiano cominciato
01:06:37quasi per gioco,
01:06:38ma che, con il passare del tempo,
01:06:41abbiano deciso di andare avanti
01:06:43in una spirale di furia omicidio
01:06:46e che si siano trasformati
01:06:49in spietati assassini
01:06:50mossi dal desiderio
01:06:52di cancellare il vizio e il peccato
01:06:55dalla faccia della terra.
01:06:59Il momento della sentenza
01:07:02per un giudice è il momento finale
01:07:05del proprio lavoro.
01:07:09E per gli altri,
01:07:10per i protagonisti del processo,
01:07:11gli altri soggetti del processo,
01:07:14è il momento della verità.
01:07:17È il momento duro.
01:07:1910 febbraio 1987.
01:07:22Marco Furlan e Wolfgang Abel
01:07:24vengono condannati
01:07:26a 30 anni di reclusione
01:07:27per gli omicidi di
01:07:28Gabriele Pigato e Giuseppe Lovato,
01:07:32Don Armando Bison,
01:07:34per le sei vittime della strage
01:07:35al Cinema Eros di Milano,
01:07:37per la morte di Corinne Tartarotti
01:07:39nella discoteca Liverpool di Monaco,
01:07:41per la tentata strage
01:07:43alla discoteca Melamara
01:07:44a Castiglione delle Stiviere.
01:07:47Per gli altri delitti,
01:07:49l'uccisione di Guerrino Spinelli,
01:07:51Luciano Stefanato,
01:07:52Claudio Costa,
01:07:53Alice Maria Barretta
01:07:54e per il rogo della torretta
01:07:56di Porta San Giorgio,
01:07:57non viene provata la colpevolezza.
01:08:00Sono giudicati socialmente pericolosi.
01:08:03Perciò, appena espiata,
01:08:06dovranno passare altri tre anni
01:08:08in un manicomio criminale.
01:08:13Perché continuare a negare?
01:08:16Nonostante le prove,
01:08:18nonostante la condanna.
01:08:20Potremmo immaginare
01:08:21una presa di distanza
01:08:22dagli orribili delitti commessi,
01:08:24negare piuttosto che confessare
01:08:26e pentirsi.
01:08:29Oppure la tenuta mentale
01:08:30di Abel e Furlan
01:08:31li ha obbligati a incarnare
01:08:33il ruolo delle vittime del sistema,
01:08:35dei martiri innocenti,
01:08:36e da questo sentirsi contro
01:08:38hanno attinto le energie per esistere.
01:08:42Ma la cosa non è stata
01:08:44per nulla facile,
01:08:45tanto che nei primi anni
01:08:46di carcerazione,
01:08:48sia Furlan
01:08:48che soprattutto Abel
01:08:50hanno manifestato
01:08:52gravi crisi di agitazione psicomotoria,
01:08:54culminati in tentativi di suicidio,
01:08:56a dire il vero,
01:08:57più dimostrativi
01:08:58che potenzialmente letali.
01:09:0615 gennaio 1988,
01:09:09Venezia.
01:09:11Si apre il processo d'appello.
01:09:14Stefano Dragone,
01:09:15il pubblico ministero,
01:09:16vuole provare la responsabilità
01:09:18di Abel e Furlan
01:09:19per tutti gli omicidi di Ludwig.
01:09:21Dragone è convinto
01:09:23che abbiano ucciso
01:09:24con la missione
01:09:25di purificare la società.
01:09:27Un progetto
01:09:28ispirato al nazismo.
01:09:31Si sentivano onnipotenti
01:09:33e ogni delitto
01:09:35serviva per fortificare
01:09:38questa convinzione.
01:09:39I due ragazzi
01:09:41erano mossi
01:09:42dal desiderio,
01:09:44da un duplice desiderio,
01:09:46quello di apparire,
01:09:47che è una manifestazione
01:09:49del loro narcisismo,
01:09:51e dal desiderio
01:09:52di fare cose eclatanti
01:09:54di pulizia.
01:09:56quindi, pian piano,
01:09:59passo dopo passo,
01:10:00sono pronti
01:10:01operazioni individuali
01:10:03dalla vittima singola
01:10:04a un risultato
01:10:06che, a loro avviso,
01:10:07poteva essere
01:10:07più eclatante
01:10:08e più, diciamo,
01:10:10comprensibile
01:10:11per la loro ottica,
01:10:13anzi,
01:10:14per l'ottica
01:10:15di chi assisteva
01:10:17a questi fatti
01:10:17sicuramente deplorevoli
01:10:20e gravi.
01:10:21operazioni individuali
01:10:23dalla vittima singola
01:10:24a un risultato
01:10:26che, a loro avviso,
01:10:27poteva essere
01:10:28più eclatante
01:10:29e più, diciamo,
01:10:31comprensibile
01:10:32per la loro ottica,
01:10:33anzi,
01:10:34per l'ottica
01:10:36di chi assisteva
01:10:37a questi fatti
01:10:38sicuramente deplorevoli
01:10:40e gravi.
01:10:40grazie a tutti
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