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Trascrizione
00:09Buongiorno a tutti e benvenuti alla quinta puntata del corso strategie operative per
00:13il trading di breve termine. Nella scorsa puntata abbiamo affrontato il tema delle compressioni di
00:18volatilità, abbiamo cioè in qualche modo evidenziato come ci sia sempre questa alternanza tra fasi di
00:23equilibrio e fasi di disequilibrio. Oggi parleremo in particolare appunto di queste situazioni di
00:28disequilibrio, cioè quando il mercato accelera con decisione a rialzo o a ribasso e quindi
00:34cercheremo di definire alcuni parametri, alcuni criteri per poter individuare quando il mercato
00:39dà un segnale impulsivo, cioè dice in qualche modo che il mercato adesso entrerà in una fase di
00:45tendenza e quindi capiremo poi come sfruttare questa tendenza. Lo faremo sicuramente con i setup che
00:50abbiamo descritto nella scorsa puntata, ma lo vedremo anche con altre tecniche operative. In
00:56particolare cosa stiamo facendo in questo percorso formativo? Stiamo seguendo quello che è lo sviluppo
01:02ciclico che abbiamo in qualche modo descritto nelle puntate precedenti con il mercato che viene da un
01:08trend di tipo ribassista, accumula diciamo sui minimi o comunque disegna una fase di accumulazione,
01:15strappa il rialzo, entra in una fase di trend rialzista, a un certo punto questo trend rialzista si
01:20esaurisce, c'è una fase di distribuzione e poi il mercato scende. Ecco, oggi ci concentreremo su quelle
01:26giornate, quelle candele che in qualche modo mi segnalano che la fase di accumulazione e di
01:31distribuzione è terminata e quindi un trend direzionale può iniziare. Vedremo appunto che
01:37il mercato cosa fa? Fa questi breakout, queste accelerazioni, queste candele sono le candele
01:44di tipo impulsivo dove in qualche modo a un certo punto il mercato prende una direzione ben chiara
01:49perché una delle due forze prende decisamente il sopravvento sull'altra. Parleremo di breakout rialzista,
01:55quando il mercato accelera con decisione al rialzo, breakout ribassista quando il mercato
02:00invece accelera con decisione al ribasso. Nel primo caso saranno stati i compratori a prendere
02:05il controllo del mercato, ovviamente nel secondo caso sono stati i venditori. Parliamo di breakout
02:10rialzista e per individuare un breakout rialzista abbiamo bisogno di quattro criteri ben definiti.
02:19Questi quattro criteri li vedete riassunti in questa slide. Allora, il primo criterio è che grazie
02:25a questa accelerazione i prezzi devono essere saliti sui massimi delle ultime dieci sedute,
02:30chiaramente se parliamo di candele giornaliere. Quindi significa che oggi i compratori hanno spinto
02:37al rialzo e hanno fatto salire i prezzi su un livello più alto rispetto ai massimi delle ultime
02:42nove candele precedenti. Quindi, come abbiamo visto già nelle puntate precedenti, il massimo è la massima
02:48dimostrazione di forza da parte dei compratori. Oggi, grazie a questa salita, quindi i compratori hanno
02:54dimostrato forza. Ma non è sufficiente questa caratteristica, ne servono delle altre. Il secondo è che questa
03:00accelerazione deve essere fatta con una candela ad ampio range, quindi devo avere un range di candela
03:06decisamente ampio, quindi la distanza tra prezzo massimo e prezzo minimo deve essere il più ampio
03:13della media dei range delle cinque candele precedenti. Quindi significa che oggi i prezzi si sono mossi con decisione
03:20tra minimo e massimo. Quindi, ampio range, massimi delle ultime due settimane, quindi delle ultime dieci sedute,
03:27più c'è una terza caratteristica, il prezzo di chiusura. Il prezzo di chiusura si deve collocare nella parte alta
03:33del range.
03:34In una delle prime puntate abbiamo parlato di closing score, dove abbiamo detto il prezzo di chiusura si deve
03:40collocare nel 25% superiore del range. Ecco, quel prezzo di chiusura là in alto, in prossimità dei massimi,
03:48mi dice che i compratori che hanno in qualche modo accumulato posizioni nel corso della giornata, la maggior parte
03:54di questi compratori è rimasta in posizione, proprio perché in qualche modo pensa che dopo questa accelerazione
03:59il mercato continui a salire. E quel posizionamento del prezzo di chiusura è il mio filtro, mi dice che
04:05sostanzialmente il prezzo di chiusura è quello più importante della giornata, il fatto che chiuda
04:10in prossimità dei massimi, che sono i massimi più alti delle ultime dieci candele, significa che il movimento
04:15è significativo. Poi devo avere la conferma da parte dei volumi. I volumi devono essere alti e in particolare
04:22i volumi devono essere superiori alla media dei volumi delle ultime cinque candele.
04:27Tutte queste quattro caratteristiche messe insieme mi dicono cosa? Mi dicono che oggi tanti compratori,
04:33i volumi me lo quantificano, hanno spinto con decisione al rialzo, quindi sono entrati in maniera
04:38aggressiva sul mercato, hanno spinto il mercato sui massimi più alti delle ultime due settimane e più
04:45quel prezzo di chiusura là in alto mi indica che è un movimento nel quale i compratori credono che possa
04:51avere ancora strada da fare il mercato e quindi rimangono in posizione. La combinazione di questi
04:55quattro elementi mi arriva in qualche modo a identificare una candela come quella che vedete in questa slide,
05:01una candela dove vedete i prezzi strappano con decisione al rialzo, i volumi aumentano,
05:06il prezzo di chiusura è nel 25% superiore e come vedete il massimo di questa candela è superiore
05:12al massimo delle dieci candele precedenti. Quando c'è questa situazione, in particolare quando è
05:17preceduta da una fase di accumulazione, significa che lì il mercato in qualche modo ha dato il via
05:23a un trend, da lì il mercato è come se dicesse sono uscito dalla stazione, la stazione è la fase
05:28di
05:28accumulazione, adesso il mercato è in trend e quindi da lì in avanti se non sono stato bravo
05:34ad anticipare quel breakout dovrò cercare una correzione, un pullback, una pausa di consolidamento
05:40per cercare di costruire una strategia long quindi in acquisto volta a sfruttare quel trend di tipo
05:46rialzista che grazie alla candela di breakout si è instaurata sul mercato. Ovviamente la stessa cosa vale
05:54nel caso di breakout di bassista, sono le stesse quattro caratteristiche ovviamente ribaltate in
06:01termini negativi, quindi devo avere una candela ad ampio range quindi con distanza tra prezzo massimo
06:06e prezzo minimo significativo, devo avere alti volumi, devo avere in questo caso che i minimi sono
06:12i minimi più bassi delle dieci candele precedenti e in questo caso invece il prezzo di chiusura anziché
06:17collocarsi nel 25% superiore dovrà collocarsi nel 25% di oscillazione del range. Sono le stesse
06:24caratteristiche chiaramente ribaltate in termini negativi perché mi devono dire che effettivamente
06:28oggi sul mercato la pressione ribassista è aumentata, è aumentata in maniera significativa
06:34e quindi soprattutto quando questo movimento è stato preceduto da una fase di distribuzione
06:39io so che in qualche modo da lì in avanti ahimè i prezzi sono destinati a scendere e quindi
06:44in un'ottica operativa cercherò di sfruttare un eventuale rimbalzo, un eventuale boomer,
06:49un eventuale candela di inside, di narrow range, gli stessi patter che abbiamo visto nella puntata
06:55numero 4, chiaramente in un'ottica ribassista perché in qualche modo grazie a questa candela
07:00di breakout so che adesso il mercato è in trend di tipo negativo. Qui vedete alcuni esempi puramente
07:08didattici quindi poi potete scaricare tranquillamente le slide quindi ve le vedete con calma e quindi
07:15analizzate le situazioni. La cosa importante che sottolineo sempre è che le candele di breakout
07:21sono importanti i quattro criteri che devono rispettare ma vanno sempre contestualizzate cioè
07:26vanno sempre messe in qualche modo con il movimento che le ha precedute. Wyckoff diceva che c'è sempre una
07:32causa e c'è un effetto. La causa è la pausa di consolidamento, la compressione di volatilità,
07:38l'accumulazione, il breakout è la conseguenza, è l'effetto e quindi in qualche modo devo sempre
07:43leggere, ma questo in realtà vale per tutte le situazioni, il singolo setup all'interno di un
07:48contesto generale. Quindi ok il breakout ma andiamo anche a guardare cosa ha generato, cosa ha preceduto
07:54quella candela perché quello è importante per cercare poi di capire quanta strada poi da lì i prezzi
07:59potrebbero fare al rialzo o eventualmente al ribasso. Quello che è giusto sottolineare che riguarda le candele
08:09ad esempio di breakout rialzista è che io ho detto il prezzo di chiusura si colloca nel 25% superiore
08:16del range
08:17e così deve essere. Ma vedremo, e questo lo vedremo in una delle prossime puntate, che uno degli aspetti
08:23più importanti a livello poi operativo è anche il posizionamento del prezzo di apertura. Perché? Perché
08:29se è vero che in una candela di breakout rialzista il prezzo di chiusura si colloca nel 25% superiore,
08:35molto spesso il prezzo di apertura di queste candele si colloca nel 25% inferiore, cioè in
08:41prossimità dei minimi di giornata. Quindi vedremo che ci sono alcune tecniche operative, una ad esempio
08:47è quella che prende il nome di opening range breakout, che sfruttano il fatto che quando io mi attendo a
08:53una
08:53candela di accelerazione, perché ho in qualche modo il segnale che prima c'è stata una compressione di volatilità,
08:58io aspetto il prezzo di apertura, aspetto che ci sia una fase che viene chiamata di accumulation,
09:04quindi un piccolo consolidamento laterale, una falsa rottura al ribasso, quella che viene chiamata
09:09in gergo tecnico manipulation, quindi il mercato che dopo questa apertura scende sui minimi di giornata,
09:16ma come vedete da questa slide dopo essere sceso sui minimi di giornata il mercato cosa fa? Inverte
09:21la rotta, inizia a salire, rompe diciamo il range di accumulazione, strappa il rialzo e poi come vedete
09:29nell'arco della giornata prosegue nella sua salita e chiude sui massimi. Ecco, vedremo che la situazione
09:35ideale per poter sfruttare una situazione di questo genere è proprio la tecnica di sfruttare quello che è il range
09:41o il comportamento della prima fase di apertura, perché comprando in fase di apertura noi abbiamo un rischio
09:46tutto sommato ridotto, ma un potenziale poi di rendimento interessante, perché come vedete
09:52dall'apertura si scende poco, non in maniera significativa, e invece poi il vero movimento è quello
09:58al rialzo e quindi se riesco a sfruttarlo riesco in qualche modo ad entrare sul movimento impulsivo
10:02che sta nascendo, anzi è appena nato.
10:08È opportuno poi anche evidenziare che queste candele di accelerazione generano una situazione
10:16di inefficienza, cioè vengono create quelle che vengono in gergo tecnico chiamate dei
10:22fair value gap, cioè queste candele di accelerazione nel corso della salita sono talmente rapide
10:28che in qualche modo i volumi che si scambiano nel corso della fase di accelerazione non sono
10:33particolarmente elevati, perché c'è uno squilibrio tale sul mercato, tra compratori e venditori,
10:39che i prezzi in qualche modo accelerano senza che in qualche modo ci siano dei volumi elevati.
10:43I volumi elevati solitamente anticipano questo movimento. Quando il mercato accelera lo squilibrio
10:50fa sì che sì, i prezzi salgano talmente velocemente che rimangono in qualche modo dei buchi di prezzo,
10:55dei vuoti o comunque dei livelli di prezzo sui quali non si sono registrati dei volumi significativi.
11:01Vedremo che questi vuoti, questi livelli di prezzo sui quali ci sono stati pochi scambi,
11:08in gergo tecnico vengono chiamate low volume node, cioè dei nodi di volume in cui sono stati scambiati pochi scambi,
11:15questi saranno dei livelli interessanti perché il mercato tende in qualche modo poi a tornare su questi livelli
11:22prima poi di proseguire nella direzione principale, quindi utilizzeremo alcune tecniche che appunto sfruttano
11:30questi fair value gap proprio perché questi squilibri vengono in qualche modo assorbiti dal mercato,
11:39vengono sanati e il fatto di sapere dove si collocano può essere utilizzato appunto per costruire delle strategie di trend
11:45following.
11:46Parliamo di trend following e quindi quando abbiamo già parlato di trend abbiamo già introdotto un concetto importante
11:53che a livello grafico noi per poter capire se un mercato è in trend rialzista o in trend ribassista
12:00dobbiamo utilizzare quelli che vengono chiamati degli swing high e swing low.
12:05Li abbiamo già descritti nella puntata numero 2 di questo corso ma è giusto richiamarli.
12:11Noi abbiamo uno swing low, un minimo di swing, come vedete nella parte sinistra di questo grafico
12:17quando abbiamo una candela centrale il cui minimo è inferiore sia il minimo della candela precedente
12:23sia il minimo della candela successiva.
12:25Abbiamo invece uno swing high, un massimo di swing, quando c'è una candela centrale il cui massimo è superiore
12:31sia il massimo della candela precedente sia il massimo della candela successiva.
12:36Questi massimi e questi minimi sono importanti perché?
12:39Perché in qualche modo sono delle zone dove si creano delle zone importanti, chiamiamole di supporto o di resistenza
12:45cioè dove in qualche modo si vede che nello swing low la pressione rialzista aumenta
12:50nello swing high invece la pressione ribassista aumenta.
12:54Ma la cosa importante è che siccome noi adesso stiamo parlando di trend, questi swing high e questi swing low
12:59mi consentono in qualche modo di individuare quello che è il trend principale seguito dal mercato.
13:04In particolare possiamo dire che un mercato è in un trend di tipo rialzista quando ha due massimi e due
13:11minimi crescenti
13:12quindi ha due massimi di swing e due minimi di swing crescenti.
13:16Al contrario quando c'è, come in questo caso, due massimi e due minimi decrescenti di swing
13:25siamo in un trend di tipo ribassista.
13:27ma per poterlo definire ho bisogno di un criterio oggettivo che non si basa ad esempio sulle trend line
13:32che sono eccessivamente discrezionali.
13:35Qui abbiamo invece un criterio oggettivo perché andiamo soltanto a individuare quei massimi e quei minimi che sono di swing
13:41quindi devono rispettare i criteri che abbiamo visto
13:44quindi massimo e minimo di swing con le candela centrale che fa da perno del setup operativo.
13:53Perché sono importanti questi massimi e minimi di swing?
13:57È perché mi consentono in qualche modo di capire da dove parte un movimento e da dove termina
14:02e quindi sarà un po' il mio livello di riferimento, il movimento che io devo valutare in termini di consistenza.
14:11Lo vedremo in particolare quando parleremo di volume profile
14:14dove andremo a individuare da un massimo, da un minimo a un massimo o da un massimo a un minimo
14:20i volumi come si sono distribuiti
14:23perché all'interno di quel movimento andremo a vedere dove ci sono create delle aree ad alto volume
14:28quindi dove c'è stata parecchia battaglia tra compratori e venditori
14:31e dove invece ci sono delle aree con poco volume e lì indicherà che c'è stato in qualche modo
14:36uno squilibrio
14:37tra compratori e venditori.
14:39Bene, arriviamo ora a degli indicatori che ci consentono di sfruttare adesso il trend che si è instaurato sul mercato.
14:47La candela di breakout, abbiamo detto, è la candela che dà il via a un trend.
14:51Adesso in qualche modo devo avere degli indicatori che mi confermano che quel trend è forte, è in atto e
14:57che può continuare.
14:58E per farlo possiamo utilizzare alcuni indicatori che prendono appunto indicatori di trend following, cioè che seguono il trend.
15:06L'obiettivo di questi indicatori è molto semplice e lo vediamo in queste tre slide che sono molto importanti da
15:12un punto di vista operativo.
15:13Se noi ipotizziamo che il nostro minimo di swing sia qua, sul livello al punto zero, e che il nostro
15:21massimo di swing sia al livello 100,
15:24quindi da 0 a 100 è la massima estensione del movimento, noi cosa faremo a livello operativo?
15:29Molto difficilmente riusciremo a comprare sul minimo finale della discesa, quindi sul bottom di mercato.
15:36Noi solitamente entreremo sempre con un certo ritardo, con un certo lag.
15:41E quindi diciamo che in un'ottica, diciamo, media, potremmo ipotizzare che non entreremo mai al punto zero,
15:46ma entreremo più in alto, quindi sul punto 15, un movimento che poi ci porterà a 100.
15:51Quindi entreremo al livello 15 e cosa faremo? Cercheremo di portare avanti il più possibile il nostro trade, la nostra
15:59posizione.
16:00Ma così come non riusciremo mai a comprare sul minimo, non riusciremo neanche mai a vendere sul massimo.
16:07Perché? Perché fisiologicamente è una cosa impossibile o comunque molto rara.
16:13Cosa succederà? Avremo bisogno di alcuni indicatori che mi accompagnino nel corso di questa fase di salita
16:19e mi faranno uscire dal mercato, purtroppo non quando il mercato raggiunge il picco al punto 100,
16:25ma ci faranno uscire un po' più in basso, diciamo a 85, quindi perderemo inevitabilmente una fetta di questo movimento.
16:33Quindi il nostro vero guadagno difficilmente sarà da 0 a 100, non ci arrivo mai a comprare sul minimo e
16:38vendere sui massimi.
16:39Dobbiamo cercare di sfruttare il pezzo intermedio, il pezzo centrale, quei 70 punti, il 70% del movimento.
16:47Perché? Perché entreremo un po' in ritardo ed usciremo allo stesso modo con un po' di ritardo.
16:52Quindi il massimo e il minimo purtroppo dobbiamo lasciarlo al mercato.
16:56E per farlo cosa faremo? Utilizzeremo degli indicatori appunto di trailing stop.
17:02Ne vedremo alcuni qui, utilizzeremo ad esempio il Supertrend o il Parabolic SAR,
17:08che in qualche modo mi daranno, mi informeranno quando un trend è iniziato, quando un trend è partito
17:15e quando allo stesso modo un trend è terminato e sta per invertire.
17:20Lo vediamo in questa slide, anche in questo caso molto semplice, e vedete come funzionano questi indicatori.
17:26Questi indicatori mi danno dei valori, che qui sono in qualche modo riprodotti da un semplice pallino,
17:34che in qualche modo mi identificano quando il mercato non è più in trend ribassista,
17:40quindi quando da sopra passano sotto l'andamento da parte dei prezzi.
17:44Poi cosa fanno questi indicatori? Accompagnano la salita del mercato,
17:49quindi progressivamente alzano il loro valore, finché a un certo punto cosa succederà?
17:53Che i prezzi finché rimangono al di sopra del valore di questo pallino,
17:57io devo considerare che il trend rimane rialzista, a un certo punto succederà
18:01che dopo aver raggiunto il massimo il mercato stornerà, scenderà sul valore di questo pallino,
18:07che abbiamo ipotizzato sia 85, e a quel punto il pallino non si troverà più sotto l'andamento dei prezzi,
18:14salirà sopra e mi dirà che appunto siamo tornati in una situazione come questa,
18:19con in qualche modo il mercato che ha invertito la sua direzione.
18:22Ma questo genere di indicatori, come vedete, mi fa prendere il movimento centrale,
18:26che è l'obiettivo degli indicatori di trend following,
18:29prendere la parte centrale di ogni movimento.
18:32Ne sono diversi, ovviamente, di indicatori di questo tipo, io ve ne presento alcuni,
18:38poi vedremo che da un punto di vista di Money Management e di Risk Management,
18:42in una puntata ad hoc alla fine di questo corso, entreremo poi un po' più nel dettaglio,
18:48nella gestione della posizione.
18:50Per adesso, tra virgolette, accontentatevi del fatto appunto che in qualche modo
18:54questi indicatori saranno da supporto nella gestione dei trade che apriremo.
18:59e il primo di questi indicatori è il Parabolic SAR.
19:02Anche qui è un indicatore che abbiamo già presentato nel corso di analisi tecnica di base,
19:09quindi anche qui rimando per gli approfondimenti legati alla modalità di costruzione,
19:15alla formula che ci sta dietro.
19:18Qui ragioniamo molto più a livello pratico operativo,
19:22cioè andiamo direttamente a come utilizzarlo per la nostra operatività.
19:29E il trend following con l'indicatore Parabolic SAR funziona in maniera molto semplice.
19:36Come vedete, qui avete un grafico dove c'è il grafico dei prezzi a livello di barre
19:41e poi vedete che ci sono questi pallini.
19:43Questi pallini sono in qualche modo il valore dell'indicatore Parabolic SAR
19:48e l'indicatore Parabolic SAR funziona in un modo molto semplice.
19:52Quando cioè i prezzi si trovano al di sotto, come in questo caso, dei pallini,
19:57significa che la posizione è short,
20:00cioè vuol dire che in quel momento non devo andare al rialzo su quel mercato,
20:04vuol dire che c'è una negatività di breve termine.
20:06Quando è che questa negatività termina?
20:09Quando i prezzi smettono di scendere, rimbalzano, colpiscono il pallino superiore,
20:16a quel punto il pallino superiore viene colpito e da sopra passa sotto l'andamento dei prezzi.
20:23A quel punto significa che grazie a quel rialzo il Parabolic SAR
20:27mi identifica che la pressione rialzista è aumentata
20:30e quindi vuol dire che da lì in avanti mi devo aspettare che entriamo in un trend di tipo rialzista.
20:35Il valore del pallino, vedete, inizialmente si trova molto distante dai prezzi,
20:41poi progressivamente inizia a salire e si avvicina.
20:44Qui avete la classica candela di accelerazione del movimento,
20:48la classica candela che dà il via all'impulso rialzista.
20:51Vedete che il valore del pallino è sotto l'andamento dei prezzi,
20:54quindi quell'accelerazione viene confermata dal Parabolic SAR.
20:59A quel punto il pallino progressivamente sale, si avvicina ai prezzi e poi cosa succede?
21:05I prezzi raggiungono questo massimo, correggono, colpiscono il pallino,
21:11quindi colpiscono il pallino che sta nella parte bassa e a quel punto devo chiudere le mie posizioni long,
21:16perché il Parabolic SAR mi identifica che la pressione ribassista sta aumentando
21:22e mi identifica che adesso devo essere short su quel mercato, cioè non devo essere più al rialzo.
21:27Come vedete cosa succede? Che io entro un po' in ritardo sul mercato,
21:32perché ho bisogno di una prima reazione per avere un segnale di inversione,
21:36e poi chiudo anche la posizione con un po' di ritardo,
21:38ma il movimento centrale lo riesco a prendere grazie ai valori di quell'indicatore.
21:44Il valore del pallino è un semplice prezzo.
21:46Mi identifica il prezzo al di sotto del quale il mercato non deve andare
21:51per poter in qualche modo confermare quel trend rialzista.
21:54Quindi io ogni giorno so qual è quel livello di prezzo,
21:58e posso dire che rimarrò in posizione fino a quando quel livello non viene colpito,
22:03in maniera molto semplice.
22:05E un indicatore molto simile al Parabolic SAR è il Supertrend.
22:12Il Supertrend è un indicatore basato sulla volatilità,
22:16al suo interno ha il calcolo dell'Everance True Range,
22:19di cui abbiamo parlato nella lezione numero 4, quindi nella lezione precedente,
22:23che funziona in maniera simile al Parabolic SAR.
22:27Cambia ovviamente la formula di calcolo, i parametri sono diversi,
22:31ma la modalità di utilizzo è identica.
22:34Anziché i pallini, qui abbiamo una linea, ma la linea non fa altro che identificare un valore, un prezzo.
22:40E allo stesso modo del Parabolic SAR vediamo che quando i prezzi si trovano al di sotto del valore del
22:47Parabolic SAR,
22:48devo stare in posizione short, quindi significa che qui dentro il mercato è in un trend di tipo ribassista.
22:54A un certo punto il mercato cosa fa? Rimbalza, riaccumula su un valore più alto,
22:59quindi disegna un minimo 3 crescente rispetto al minimo 1.
23:02A un certo punto il mercato fa la mia accelerazione, il mio breakout, rompe il valore del Parabolic SAR e
23:09del Supertrend, scusate.
23:11Il mercato accelera al rialzo e vedete che il Supertrend da sopra l'andamento dei prezzi,
23:17si porta sotto l'andamento dei prezzi e quindi in qualche modo conferma che su questo mercato c'è un
23:23trend di tipo rialzista
23:24e quel valore sarà adesso il mio nuovo punto di riferimento.
23:28Finché i prezzi rimangono al di sopra di questo valore posso considerare che il Supertrend sia in qualche modo long
23:35e quindi mi identifichi che sul mercato c'è un trend di tipo rialzista.
23:39Funziona in maniera identica al Parabolic SAR.
23:43È chiaro che per quanto riguarda il Supertrend molto incidono i parametri che vengono utilizzati
23:50e quindi quando si setta il Supertrend bisogna trovare il giusto compromesso
23:56tra l'arco temporale che si utilizza per calcolarlo e la volatilità che in qualche modo gli si concede.
24:02perché chiaramente in base a questi due parametri, ma questo vale per tutti gli indicatori,
24:08il Supertrend può diventare più o meno reattivo, quindi molto più rapido nel dare i segnali
24:13ma poi rendendolo troppo rapido si rischia che dia anche dei segnali tra virgolette falsi
24:19e quindi lì bisogna trovare in qualche modo un compromesso tra la velocità, la rapidità e la consistenza del segnale.
24:26Arriviamo adesso all'ultimo indicatore che prende il nome di Vortex Indicator
24:32che è il classico indicatore di trend following che in qualche modo misura la forza dei compratori
24:40e lo confronta con la forza dei venditori.
24:42Non sto a ripetermi ulteriormente perché oramai avete capito questo concetto di battaglia
24:48che si combatte appunto tra questi due schieramenti, vi faccio soltanto un piccolo esempio didattico
24:55per spiegarvi come funziona questo indicatore.
24:58Il Supertrend, il Vortex, cosa fa? Va a calcolare delle distanze che vengono compiuti da parte dei prezzi.
25:05In particolare va a calcolare la distanza tra il massimo dell'ultima candela con il minimo della candela precedente.
25:12Questa distanza viene considerata pressione rialzista, quindi va a guardare dal minimo della candela precedente
25:19quanto più in alto i compratori sono riusciti a spingere il mercato oggi.
25:24Quindi dal minimo di ieri al massimo di oggi per lui è pressione rialzista.
25:28Allo stesso modo cosa fa? Va a calcolare la distanza tra il massimo di ieri e il minimo di oggi
25:34e questa lui la considera pressione ribassista.
25:37Quindi ogni giorno va a calcolare questa distanza tra le ultime due barre, le ultime due candele.
25:45Si ottiene un indicatore che funziona in questo modo, dove ci sono due linee,
25:49la linea blu che identifica la pressione rialzista, la forza dei compratori,
25:54la linea rossa è invece la forza dei venditori.
25:57E si vede molto bene quando in qualche modo queste due linee si incrociano,
26:03l'incrocio di queste due linee solitamente segnala che c'è stato un disequilibrio.
26:07A un certo punto una delle due forze ha preso decisamente il sopravvento sull'altra
26:12e quindi da lì posso considerare che si è iniziato un trend.
26:15In questo caso vedete che la linea rossa sale, la linea blu scende
26:19e quindi identifica che la pressione ribassista è aumentata e identifica quindi che il mercato è in trend di tipo
26:25ribassista.
26:27Dopodiché a un certo punto succede il contrario, con la linea blu che incrocia dal basso verso l'alto la
26:32linea rossa
26:32e questo incrocio segnala al contrario che è iniziato un trend di tipo ribassista,
26:37con i compratori che hanno preso il controllo del mercato e quindi da lì in avanti deve impostare una strategia
26:42di tipo long.
26:43Ci sono varie modalità di utilizzo di questo indicatore che a mio modo di vedere è uno degli indicatori più
26:49interessanti
26:49per misurare appunto questa battaglia tra compratori e venditori.
26:54Perché? Perché in qualche modo si possono calcolare anche dei valori massimi di questo differenziale
26:59tra pressione rialzista e pressione ribassista perché questo differenziale quando raggiunge dei picchi estremi
27:07può segnalare la formazione anche di minimi o di massimi significativi.
27:11Quindi vedete anche sempre in questa slide che quando il valore della linea blu è molto alto
27:15e il valore della linea rossa è molto basso, come in questo caso, questo differenziale molto alto indica che
27:22probabilmente i rialzisti hanno sparato tutte le loro cartucce, i ribassisti peggio di così in qualche modo
27:28non possono comportarsi e quindi molto spesso questa è la situazione che porta alla formazione di un massimo sul mercato.
27:35Allo stesso modo questo indicatore può anche essere utilizzato per individuare le famose divergenze positive o negative sul mercato
27:43e quindi è un indicatore che a livello proprio pratico operativo può essere considerato un indicatore universale
27:50sia per in qualche modo individuare fasi di accumulazioni ma anche per individuare situazioni di trend following.
27:58Bene, direi che abbiamo messo un po' di carne al fuoco, abbiamo visto il breakout, abbiamo visto il trend following,
28:04abbiamo visto come in qualche modo questi indicatori ci aiutano a gestire la posizione
28:08quindi anche per questa puntata direi che ci sono diversi aspetti interessanti.
28:12Vi lascio e vi do appuntamento alla prossima lezione quindi alla lezione numero 6.
28:16Grazie.
28:18Grazie a tutti.
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