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  • 22 ore fa

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Trascrizione
00:09buongiorno a tutti e benvenuti a questa quarta puntata del corso strategie operative per il
00:14trading di breve termine proseguiamo nel nostro percorso formativo affrontando un
00:19tema particolarmente importante visto che oggi parleremo di compressione e di volatilità nelle
00:25puntate precedenti abbiamo già in qualche modo evidenziato come i mercati alternino delle fasi
00:32direzionali dove cioè una delle due forze prende il sopravvento sull'altra a delle fasi in cui invece
00:37si crea un momentaneo equilibrio quello che in gergo tecnico viene chiamato balance cioè con
00:43venditori e compratori che sostanzialmente sono in pareggio lo vediamo in questa slide molto semplice
00:49che fotografa quello che succede ad esempio all'interno di due tendenze principali una
00:54al rialzo e una al ribasso a sinistra vedete un trend di tipo rialzista e vedete che sostanzialmente
00:59i prezzi cosa fanno accelerano al rialzo poi subiscono una fisiologica correzione riaccelerano
01:05al rialzo consolidano lateralmente e poi proseguono nel loro impulso al rialzo la stessa cosa succede
01:11nelle fasi ribassiste con il mercato che accelera al ribasso rimbalza riaccelera ancora al ribasso
01:19consolida lateralmente e poi prosegue nella sua discesa questo è la classico movimento che
01:24vede che in qualche modo conferma come ci sia proprio questa alternanza tra fasi di balance
01:28e imbalance oggi noi parleremo principalmente delle queste fasi di balance di equilibrio
01:34momentaneo perché perché le fasi di equilibrio sono quelle brevi pause che il mercato si prende
01:40prima poi di compiere un movimento direzionale qui vedete le classiche situazioni tecniche che
01:45abbiamo spiegato nel corso di analisi tecnica di base e che sono sostanzialmente le tipiche
01:50figure di continuazione vedete ad esempio il classico rettangolo con il mercato che oscilla
01:56in trading range quindi all'interno di una fascia laterale di oscillazione a un certo punto dopo
02:01questa fascia laterale di oscillazione il mercato vedete riaccelera al rialzo la stessa cosa succede
02:06qui dove il movimento cambia ma sostanzialmente si parla in questo caso di triangolo simmetrico
02:12con il mercato che dopo essere salito in maniera impulsiva cosa fa consolida per qualche seduta i
02:19prezzi convergono verso l'apice del triangolo e poi ristrappano al rialzo nella parte bassa invece
02:25vedete le flag con il mercato che dopo aver strappato al rialzo subisce una fisiologica
02:31correzione e poi riprende a salire con decisione nella parte bassa di destra invece vedete quella che in
02:37tecnico viene chiamato capenendo di continuazione rialzista il mercato che sale raggiunge un primo
02:43massimo corregge si riporta ridosso di questo massimo riconsolida lateralmente poi al terzo
02:49attacco a questa zona chiamiamola di resistenza il mercato riesce finalmente a oltrepassarla
02:54e allunga al rialzo queste sono le tipiche figure di continuazione di analisi tecnica di base e quindi
03:00non posso far altro che rimandarvi al corso appunto di base queste sono le continuazioni rialzista
03:06queste invece sono le figure di continuazione ribassista sono le stesse figure chiaramente
03:11ribaltate in termini negativi con il mercato che accelera a ribasso fa una pausa e poi prosegue
03:17nella sua caduta oggi siccome questo è il corso di analisi tecnica intermedia quindi faremo un passo
03:23in avanti parleremo di compressioni di volatilità in termini un po più precisi un po più specifici e
03:29vedremo che le compressioni di volatilità possono essere sostanzialmente suddivise in due grosse situazioni
03:35le compressioni di volatilità di tipo grafico che appunto si sviluppano quando il mercato è già in una fase di
03:41tendenza
03:42e poi ci sono le compressioni di tipo quantitativo che invece si sviluppano alla fine delle fasi di accumulazione e
03:48di distribuzione
03:49vedremo che appunto ci sono queste due differenze
03:53partiremo dalle quelle di tipo grafico che sono quelle più semplici e che sono quelle che da un punto di
03:58vista operativo
03:59però sono anche le più immediate da utilizzare
04:02partiamo con la prima situazione quella che viene chiamata barra o candela di narrow range
04:09qui la tecnica che solitamente si utilizza è quella di andare a individuare una o più candele
04:16una o più barre il cui range di oscillazione è stato particolarmente piccolo
04:21e le situazioni tipiche sono due
04:22la prima è quella che viene chiamata NR7
04:25ossia narrow range 7
04:27dove l'ultima candela ha avuto il range che è stato il più piccolo delle sette candele precedenti
04:33quindi si fa un semplice confronto di questa misura
04:36si calcola la differenza tra il prezzo massimo e il prezzo minimo dell'ultima candela
04:41e si confronta questa differenza con le sette candele precedenti
04:45se l'ultima candela è stata appunto la più piccola delle sette precedenti
04:48significa che in quella candela c'è stata una compressione di volatilità
04:52cioè i prezzi hanno oscillato in un range particolarmente ridotto
04:56e come sappiamo per il principio dell'alternanza appunto tra fasi di consolidamento e fasi direzionali
05:02questo consolidamento laterale molto spesso poi dà il via a un movimento impulsivo
05:07la stessa cosa vale per l'altra situazione quella che viene chiamata NR7 infudi inside
05:13inside narrow range 4
05:15cioè il range dell'ultima candela è stato il più piccolo delle quattro precedenti
05:20quindi in maniera molto simile all'esempio che abbiamo fatto in precedenza
05:23in più l'ultima candela deve essere anche di inside
05:26ossia deve essere contenuta nel range della candela precedente
05:31lo vediamo in questa semplice slide
05:33dove vedete ad esempio che nella fascia di sinistra
05:36come la stessa cosa va anche in quella di destra
05:38come la seconda candela quindi l'ultima candela è contenuta nel range della candela precedente
05:44cioè il massimo dell'ultima candela è inferiore al massimo della candela precedente
05:49il minimo dell'ultima candela è superiore al minimo della candela precedente
05:53cioè i prezzi stanno convergendo
05:56stanno consolidando sempre in un range molto più stretto
05:59e come sappiamo appunto questa compressione di volatilità poi sfocia in un movimento impulsivo
06:05e quindi devo considerare questa situazione come una situazione interessante
06:09per poterci costruire sopra delle strategie operative
06:13da un punto di vista proprio pratico operativo
06:15una tecnica molto semplice e molto immediata è quella che vedete in questa slide
06:20dove si utilizza la candela di narrow range di inside
06:25quindi in particolare quella candela che vedete qua è disegnata a forma di barra
06:30ma il concetto non cambia
06:31e si utilizza una strategia di questo tipo
06:35se il mercato veniva da un trend di tipo rialzista
06:39quindi il trend primario appunto è orientato al rialzo
06:42si sfrutta questa candela per impostare una strategia long di tipo direzionale
06:48cioè volta a sfruttare una nuova salita da parte dei prezzi
06:51come si fa? Si entra al superamento del massimo della candela di inside
06:55e si mette lo stop loss sotto il minimo della candela di inside
07:00questa strategia ha un vantaggio che è un vantaggio immediato
07:04si capisce subito che il rischio che io prendo è un rischio contenuto
07:08perché abbiamo detto è il range più piccolo delle ultime candele
07:12quindi inevitabilmente la distanza tra il mio prezzo d'entrata e il mio stop loss iniziale
07:17non può essere elevata, deve essere quindi una distanza contenuta
07:20ma se è vero che dopo questa fase di consolidamento poi il mercato accelera
07:24io in questo modo riesco a costruire una strategia operativa
07:27in cui rischio relativamente poco
07:29ma poi avrò il vantaggio di sfruttare la successiva accelerazione
07:32e quindi avrò un target, un potenziale di profitto
07:35che sarà sicuramente più ampio rispetto al mio stop loss iniziale
07:39quindi costruisco una strategia che ha un basso profitto iniziale
07:42e un potenziale di rendimento che è invece interessante.
07:46Nella parte di destra di questa slide vedete la stessa precisa identica situazione
07:51chiaramente in una situazione di trend di tipo ribassista
07:54cioè il mercato viene da una discesa di una certa consistenza
07:58fa una pausa, la candela appunto di narrow range, di inside
08:02e per chi opera in maniera speculativa cosa si fa?
08:06Si entra short quindi al ribasso al cedimento del minimo della candela di inside
08:10e si posiziona lo stop loss sopra il massimo di questa candela
08:13anche in questo caso si rischia poco per andare poi a sfruttare il successivo movimento impulsivo
08:19che ne scaturirà. Questa situazione la si può tranquillamente individuare con grafici
08:26come quello che vedete qui adesso dove il mercato cosa fa appunto?
08:30Strappa al rialzo, poi si prende una pausa, questa pausa termina con una candela di inside
08:36quindi quella correzione che si sviluppa si sviluppa a forma di flag
08:41quindi una sequenza di quasi correttiva ma tutto sommato abbastanza controllata
08:46e vedete che nell'ultima candela appunto c'è una situazione di inside narrow range
08:51quindi questa candela è la mia candela di setup in un'ottica rialzista
08:54ma anche in un'ottica ribassista nel caso opposto nel cui cioè il mercato
08:58veniva da una discesa, prova un rimbalzo, disegna la mia candela di inside
09:03e poi riaccelera al ribasso.
09:06Cosa si fa a livello operativo?
09:07Si fa un lavoro di questo genere, i software di analisi tecnica ad esempio
09:10permettono di colorare le candele piuttosto che le barre con colori diversi
09:16in modo che quando poi si apre un grafico già a prima vista si in qualche modo
09:21identificano queste situazioni, ad esempio in questo grafico vi faccio vedere
09:24che le candele di inside narrow range 4 sono quelle colorate di rosso
09:30mentre invece colorate di blu sono le candele di narrow range 7
09:33Entrambe queste situazioni sono situazioni interessanti
09:36proprio per il discorso che abbiamo fatto prima
09:37individuiamo il trend, sfruttiamo questa pausa
09:41e ci costruiamo sopra una strategia operativa
09:43il cui rischio iniziale sostanzialmente è contenuto.
09:47Bene, abbiamo visto una prima situazione tecnica
09:50passiamo alla seconda sempre a livello di compressione di tipo grafico
09:53questa compressione prende il nome di boomer o triangolo dinamite
09:57è una situazione particolarmente interessante
10:00perché lo vedremo anche da un punto di vista grafico
10:03è una situazione che individua situazioni nelle quali i prezzi progressivamente stanno convergendo
10:08in maniera importante verso l'apice di un piccolo triangolo
10:12e questa convergenza molto spesso dà il via un movimento impulsivo.
10:16Lo vediamo qua in maniera molto semplice cos'è un boomer?
10:19è una situazione nella quale l'ultima candela, questa candela decolorata di rosso
10:24è di inside rispetto alla candela precedente
10:27che a sua volta è di inside rispetto alla candela ancora precedente
10:31cioè abbiamo sostanzialmente una sequenza di massimi decrescenti e di minimi crescenti
10:37come vedete i prezzi stanno convergendo verso l'apice di questo triangolo
10:41e molto spesso questa situazione poi dà il via a un movimento impulsivo
10:45quindi quando vedo questa situazione devo essere pronto a sfruttarla da un punto di vista proprio operativo
10:50perché vedete che in qualche modo sfruttando il range molto contenuto dell'ultima candela
10:56riesco a costruire una strategia operativa in cui il mio rischio iniziale è contenuto
11:01perché appunto il range dell'ultima candela non può essere assolutamente ampio
11:06abbiamo visto che progressivamente il range si restringe quindi il mio rischio è contenuto
11:11ma poi se effettivamente poi il mercato riesce a strappare a rialzo o a ribasso
11:16il profilo di rendimento, il potenziale rendimento che mi può consentire una strategia di questo tipo
11:23sarà sicuramente più ampio rispetto al mio rischio iniziale
11:26e questo è un po' il segreto delle varie strategie che si devono costruire
11:29dove cerchiamo di in qualche modo contenere il rischio
11:32e cercare di individuare quelle situazioni che potenzialmente mi offrono un rendimento superiore al mio rischio iniziale
11:39e questa è ad esempio la tipica strategia del boomer
11:43la terza situazione è una situazione un po' più particolare
11:47ed è stata ideata da un trader americano molto famoso che prende il nome di Larry Williams
11:52Larry Williams ha infatti costruito il suo blast off
11:55dove in sostanza cosa va a cercare questo blast off?
11:59va a mettere in relazione la distanza tra il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura
12:04e lo rapporta alla distanza tra il prezzo massimo e il prezzo minimo
12:09e lui dice quando la distanza tra prezzo di apertura e di chiusura è il 20% inferiore rispetto al
12:16range
12:17significa che sostanzialmente c'è stata una giornata di equilibrio
12:20quella che in gergo tecnico viene chiamata una figura di doji
12:23con apertura e chiusura che più o meno sono sugli stessi livelli
12:27ecco Larry Williams dice quando ho due giornate consecutive in cui c'è questa situazione
12:32in cui c'è apertura e chiusura sono molto vicine l'una con l'altra
12:36vuol dire che alla fine di queste due giornate c'è stato equilibrio
12:39ma come abbiamo visto questo equilibrio è momentaneo
12:43è destinato a essere interrotto
12:45e la rottura di questo equilibrio poi genererà dei movimenti impulsivi
12:49quindi si costruisce un indicatore come questo
12:52che va in qualche modo a individuare quando c'è o non c'è un blast off
12:56quindi quando c'è un blast off in qualche modo c'è il numero
12:59c'è un valore di 1 per indicare appunto la presenza di questa situazione
13:04quando non c'è inevitabilmente l'indicatore scende
13:07quell'1 di indicatore mi dice che ok c'è stata una situazione di due candele consecutive
13:13con apertura e chiusura sempre più o meno sugli stessi livelli
13:16devo essere pronto, devo prepararmi perché da lì in qualche modo può scaturire
13:20un movimento importante, un movimento direzionale
13:24bene, con il blast off abbiamo visto le tre situazioni di compressione
13:29di tipo grafico più importanti
13:31non sono le uniche, ovviamente devo in qualche modo sintetizzare
13:34ma già comunque i narrow range, gli inside, il boomer e il blast off
13:39sono già un tool di indicatori che mi permettono in qualche modo
13:43di capire quando sul mercato c'è un equilibrio
13:45e da lì poi questo equilibrio potrebbe dare il via a un movimento impulsivo
13:49passiamo ora alle compressioni di tipo quantitativo
13:52e per farlo in qualche modo bisogna introdurre qualche elemento matematico
13:57perché? Perché gli indicatori che misurano le compressioni
14:01da un punto di vista quantitativo sfruttano alcune caratteristiche legate alla volatilità
14:06in particolare alla deviazione standard
14:09io qui oggi non entrerò molto nel dettaglio della parte matematica
14:14che sta dietro alla deviazione standard e alla gaussiana
14:17sono argomenti che abbiamo affrontato già nel corso di analisi tecnica di base
14:21e quindi non posso che far altro che rimandarvi a quel corso per ulteriori approfondimenti
14:27quello che posso fare qui però in qualche modo è spiegarvi questa cosa
14:31che l'obiettivo di queste compressioni di volatilità di tipo quantitativo
14:35è quello di individuare delle situazioni nelle quali il mercato
14:38per un certo periodo di tempo ha ridotto progressivamente la sua volatilità
14:43cioè nel corso di un certo arco temporale io devo registrare che c'è stata bassa volatilità
14:48e questa bassa volatilità da un punto di vista quantitativo
14:51crea le premesse per i movimenti impulsivi
14:54se vi ricordate nelle lezioni precedenti ho parlato di situazioni chiave
14:59nel nostro sviluppo ciclico ideale
15:02dove abbiamo visto che alla fine delle fasi di accumulazione e di distribuzione
15:06io devo avere compressioni di volatilità perché è da lì che poi scaturiscono i trend
15:10dei movimenti importanti
15:12ecco appunto che queste compressioni di volatilità quantitativi si sviluppano proprio lì
15:16alla fine delle fasi di accumulazione e di distribuzione
15:19vediamo quali sono queste compressioni
15:21la prima sono quelle che vengono chiamate volatility ratio
15:24rapporti di volatilità
15:26questi indicatori non fanno altro che mettere in rapporto
15:30la volatilità di breve termine
15:32dell'ultima settimana delle ultime due settimane quindi degli ultimi 5 o 10 giorni
15:37e rapportarle a una volatilità media storica ad esempio la volatilità degli ultimi 100 giorni
15:43e si vede molto spesso che quando questo rapporto scende su dei valori particolarmente bassi
15:50in particolare scende sotto quota 0.50 si crea una situazione di compressione di volatilità
15:56cioè quando questo rapporto scende sotto 0.50 significa che la volatilità di breve termine
16:02è stata meno della metà della volatilità storica
16:05e solitamente questa situazione è molto spesso il preludio a movimenti impulsivi
16:10ripeto volatilità di breve termine rapportata alla volatilità storica
16:14quando quella di breve è troppo bassa rispetto alla volatilità storica
16:18la nostra molla si sta comprimendo e quindi si stanno gettando le basi
16:22per l'avvio di movimenti impulsivi di movimenti direzionali
16:25ma se vogliamo in qualche modo richiamare quello che è l'indicatore
16:30forse più utilizzato in termini di misura della volatilità
16:34non possiamo che ad esempio richiamare le bande di Bollinger
16:38anche qui la parte di base l'abbiamo già vista nel corso di analisi tecnica di base
16:42qui facciamo soltanto un piccolo addon, una piccola aggiunta
16:46dove in qualche modo abbiamo visto che nelle bande di Bollinger
16:49le bande di Bollinger sono costruite sostanzialmente con una media mobile centrale di riferimento
16:57quella che vedete qui più spessa di colore rosso
17:00e poi vedete che sopra e sotto questa media centrale
17:04c'è rispettivamente la banda superiore e la banda inferiore
17:07queste due bande sono legate alla volatilità
17:09quindi la misura e il comportamento di queste due bande
17:13risente della volatilità presente sul mercato
17:16e cosa succede?
17:17quando il mercato è in fase impulsiva direzionale
17:20queste due bande sono molto distanti l'una dall'altra
17:23e quindi le due bande sono ampie
17:26quando però il mercato consolida lateralmente
17:29la volatilità inevitabilmente si riduce
17:32e quindi le due bande convergono verso i prezzi
17:35si comprimono
17:36questa situazione è quella che interessa a noi
17:39perché quando le due bande convergono significa che la volatilità si sta comprimendo
17:42e da lì può scaturire un movimento impulsivo
17:45per misurare questa situazione si utilizza un sottoindicatore
17:52che deriva dalle bande di Bollinger
17:54questo sottoindicatore prende il nome di Bollinger Band Band Width
17:58dove Band Width sta per ampiezza delle bande
18:00e anche in questo caso si vede molto bene che questo indicatore
18:05quando scende su dei valori particolarmente bassi
18:09indica delle situazioni nelle quali le due bande si stanno in qualche modo avvicinando
18:13lo vedete ad esempio in questo esempio puramente didattico
18:17dove ad esempio in questa situazione
18:19vedete che c'è un movimento laterale da parte dei prezzi
18:22progressivamente il valore dell'indicatore scende
18:26scende ad esempio sul minimo degli ultimi 20 giorni
18:28perché?
18:28perché fotografa che le due bande sono molto vicine l'una all'altra
18:33e quindi lì in qualche modo mi devo allertare
18:35perché è solo questione di tempo
18:37prima che il mercato poi compie un movimento impulsivo
18:40vedete che poi quando il mercato compie un movimento impulsivo
18:43le due bande si riallargano
18:45per poi in qualche modo ristringerci
18:47quando c'è un consolidamento laterale
18:49che scarica la volatilità
18:51quello scarico di volatilità fa riavvicinare ancora le bande
18:55ed è quella la nuova premessa
18:56per l'inizio di un ulteriore movimento impulsivo
18:59è sempre così
19:00situazioni di balance
19:01che precedono situazioni di imbalance
19:03fase di equilibrio
19:04equilibrio che si rompe
19:05ed al via un movimento impulsivo
19:07io devo capire quando
19:08quell'equilibrio
19:09in qualche modo sta giungendo al termine
19:11per poter in qualche modo
19:12costruirci sopra una strategia operativa
19:14il bandwidth lo fa in maniera molto interessante
19:18arriviamo adesso all'ultimo indicatore
19:21che misura un po' la volatilità
19:23che prende il nome di Average True Range
19:25questo indicatore è un indicatore
19:28ideato da Wells Wilder
19:30che sostanzialmente cosa ha fatto
19:33ha considerato che
19:34si, noi abbiamo sempre detto che
19:36il range giornaliero
19:38è definito dal prezzo massimo
19:40e il prezzo minimo
19:41quindi questa differenza
19:43mi definisce se oggi
19:44i prezzi si sono mossi tanto
19:46o si sono mossi poco
19:47ed è vero
19:48questo è il primo punto di riferimento
19:50ma devo anche considerare
19:51che ogni tanto sul mercato
19:53ci sono dei gap
19:54cioè il mercato
19:56strappa al rialzo
19:57o strappa al ribasso
19:58e crea dei vuoti di prezzo
20:00questi vuoti di prezzo
20:01io li devo considerare
20:02perché sono comunque
20:03dei movimenti
20:04fatti dal mercato
20:06sì, lo fa in overnight
20:07quindi quando il mercato è chiuso
20:09perché poi quando riapre il mercato
20:11apre bene al di sopra
20:12o al di sotto
20:13rispetto al massimo
20:15al minimo del giorno precedente
20:16ma questi vuoti
20:17sono comunque dei movimenti
20:19e quindi Wilder cosa fa?
20:21calcola il range
20:22ma calcola il true range
20:24per quello che prende il nome
20:25di average true range
20:27il true range sta perché
20:28considera anche il gap
20:29e poi c'è la parola average
20:31la parola average
20:32sta a indicare che
20:33lui Wilder
20:34calcola una media
20:36di questa volatilità
20:38quindi la media del range giornaliero
20:40calcola solitamente
20:41un average true range
20:43a 14 periodi
20:44piuttosto che a 10 periodi
20:46per fare in qualche modo
20:47una misura
20:49di quello che è
20:50l'oscillazione media giornaliera
20:52che una certa attività
20:53finanziaria
20:54registrato nel corso
20:55di un certo arco temporale
20:57noi vedremo che questo
20:58average true range
20:59sarà importante
21:00non tanto come indicatore
21:01a sé stante
21:02ma perché viene utilizzato
21:04in molti indicatori
21:05di train following
21:06in particolare
21:07negli indicatori
21:08di trailing stop
21:09ad esempio come il super trend
21:11vedremo questa misura
21:12quindi è significativa
21:13perché incide poi
21:14nel comportamento
21:16e nella misurazione
21:17fatta da altri indicatori
21:18ma di questo
21:19parleremo appunto
21:20in una prossima puntata
21:22io per adesso ho concluso
21:23questa puntata
21:24legata alle compressioni
21:26di volatilità
21:26vi do appuntamento
21:27alla puntata numero 5
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