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Trascrizione
00:09Buongiorno a tutti e benvenuti a questa prima puntata del corso di analisi tecnica dei mercati
00:14finanziari. Questo corso sarà un corso di livello intermedio che costituisce il naturale
00:20proseguimento al corso base di analisi tecnica che trovate sul sito di Milano Finanza in particolare
00:26nella sezione videocorsi. Io sono Gianluca Defendi e ho l'onere e l'onore di accompagnarvi in questo
00:33percorso formativo dove partiremo fondamentalmente dai principi che stanno dietro all'analisi tecnica,
00:40li vedremo velocemente visto che li abbiamo già affrontati nel corso precedente, per poi entrare
00:45nel dettaglio nella descrizione appunto di come vengono costruite delle strategie operative per
00:50il trading di breve termine. Prima di iniziare, visto che è la prima lezione, permettetemi una
00:55piccola presentazione. Io sono appunto Gianluca Defendi, lavoro da oltre 25 anni nell'ufficio studi
01:00di Milano Finanza, in particolare mi occupo della costruzione di strategie operative sui diversi
01:07mercati finanziari, quindi mi occupo sostanzialmente di trading. Nel corso del tempo ho pubblicato sei
01:14libri che sono nati da una collaborazione tra Milano Finanza e i plenitori che affrontano tutti
01:19gli argomenti che riguardano appunto il trading e l'analisi tecnica. Direi che dopo questa breve
01:25presentazione possiamo già iniziare per cercare di spiegare cos'è l'analisi tecnica che è appunto
01:32lo strumento che utilizzeremo per poi costruire le nostre strategie operative. L'analisi tecnica è una
01:38metodologia che studia il comportamento dei mercati finanziari e lo fa sotto tre diversi punti di vista.
01:45Il primo punto di vista è un punto di vista di tipo grafico, quindi l'analisi, lo studio del
01:50movimento compiuto dai prezzi, quella che in gergo tecnico viene chiamata price action ed è la parte
01:56che approfondiremo nel dettaglio nel corso di questo corso. Ma approfondiremo anche la seconda
02:01parte relativa all'analisi quantitativa, quindi all'utilizzo di indicatori oscillatori che possono
02:07fornire delle informazioni utili per poter in qualche modo decifrare questo comportamento da parte
02:12dei prezzi e vedremo che gli indicatori a volte confermeranno quello che è il segnale
02:17che arriva dai prezzi, altre volte invece non lo confermeranno e allora avremo delle indicazioni
02:22opposte. E poi il terzo aspetto è la parte relativa all'analisi volumetrica. Vedremo
02:28che con la metodologia che viene chiamata market profile volume profile andremo a individuare
02:34giorno dopo giorno quali sono i prezzi più importanti, più significativi che vengono registrati
02:39sui diversi mercati e che poi utilizzeremo appunto nella costruzione delle nostre strategie
02:44operative. Quello che faremo sostanzialmente è rispondere a questi due detti che sono
02:51celebri per chi utilizza appunto l'analisi tecnica, ossia the market is talking, are you listening?
02:58Ossia i mercati ti stanno parlando, tu sei in grado di ascoltarli, cioè sei in grado di in
03:03qualche modo decifrare le informazioni che ti stanno arrivando e questo sarà una cosa fondamentale
03:09perché vedremo che noi giorno dopo giorno analizzeremo appunto i tre aspetti, quindi
03:13analisi grafica, quantitativa e volumetrica e cercheremo di decifrare il tipo di informazioni
03:18che arriveranno dai mercati per poterli poi tradurre in un'operatività concreta. E la
03:23seconda cosa che vedremo è trade what you see, not what you think, ossia quello che dovremo
03:29imparare a fare è in qualche modo mettere da parte tutto il flusso di informazioni, di notizie
03:35che in qualche modo circondano l'ambiente dei mercati finanziari e concentrarci soltanto
03:40su quello che vediamo sui nostri grafici. Cioè dovremo imparare a essere il più oggettivi
03:45possibili senza farci in qualche modo condizionare appunto da tutto questo noise, da tutto questo
03:50rumore che circonda l'andamento dei mercati.
03:52L'obiettivo fondamentalmente di ogni studio che faremo è confrontare quella che in gergo
04:02tecnico viene chiamata pressione rialzista, quindi la forza dei compratori, e confrontarla
04:07con la pressione ribassista, ossia la forza dei venditori. In ogni istante sui mercati si
04:12combatte questa battaglia, compratori contro venditori per la legge della domanda e dell'offerta
04:18che richiama uno dei tre principi della teoria di Wyckoff. Ecco, dallo scontro tra compratori
04:24e venditori nascerà in qualche modo un'informazione utile per cercare di definire chi ha il controllo
04:30del mercato. Perché? Perché vedremo che ad esempio se c'è un trend di tipo rialzista,
04:35quel trend rialzista è l'espressione, l'informazione che il mercato mi dà che quel mercato è controllato
04:40dai compratori che sono in qualche modo più forti rispetto ai venditori e quindi quello ci porterà
04:46poi a costruire delle strategie che seguono quel flusso principale, quel trend, e quindi
04:51lì utilizzeremo queste informazioni appunto in un'ottica pratica operativa per poter entrare
04:58su quel mercato in acquisto. La cosa che faremo a livello di analisi tecnica è rispondere
05:06a queste tre domande. La prima è da dove viene il mercato, quindi la prima cosa che dovremo
05:11definire è, quando apriamo un grafico, che tipo di informazione mi dà quel grafico,
05:16se siamo in un trend rialzista, se siamo in un trend ribassista, se siamo in una fase di
05:20accumulazione o di distribuzione, tutti i concetti che abbiamo illustrato nel corso precedente e che
05:26poi rivedremo in maniera approfondita nel corso di questo corso. Però la prima cosa da definire è
05:31da dove viene il mercato e da lì in qualche modo avremo già delle informazioni utili.
05:35Cercheremo cioè di rispondere poi alla seconda domanda, dove è più probabile che possa andare
05:40quel mercato. Vedremo che non ci sono certezze assolute, ci sono soltanto delle probabilità
05:45statistiche che cercheremo però di portare a nostro vantaggio appunto nella costruzione
05:50della strategia operativa. Perché? Perché poi dovremo in qualche modo decidere se vale
05:55la pena di sfruttare, di seguire quel mercato, perché a volte magari il seguire quel mercato
06:00ci potrebbe esporre a dei rischi troppo alti rispetto a quello che è il nostro profilo
06:04di rischio medio e quindi nonostante sapremo da dove viene il mercato e da dove è probabile
06:10che vada, magari non riusciremo concretamente a sfruttarlo. Perché? Perché magari valuteremo
06:15che quel mercato è particolarmente rischioso e quindi andremo oltre.
06:20Quello che voglio sottolineare tuttavia è questo, il trading, l'analisi tecnica applicata
06:25sui mercati finanziari, è una metodologia di tipo probabilistico, statistico. Quindi tutti
06:30gli studi che faremo ci devono portare a in qualche modo individuare quello che in gergo
06:35tecnico viene chiamato un edge statistico positivo, cioè a costruire delle strategie operative
06:42che nel medio-lungo termine ci possono portare a ottenere dei rendimenti positivi. Chiaramente
06:48queste strategie andranno prima valutate, backtestate e vedremo come farlo per capire quale tipo di
06:54strategia è ottimale, quindi è in grado di produrre dei profitti di un certo tipo, ma
07:01soprattutto quei profitti li pondereremo sempre in base al profilo di rischio che sarà associato
07:07ad ogni strategia. Perché ogni strategia inevitabilmente ha sia un profilo di rischio
07:12e poi un profilo di rendimento potenziale.
07:17Il concetto da cui partiremo sempre è che tutto ruota appunto attorno ai prezzi. I prezzi
07:22sono la cosa più importante che noi vediamo sui vari grafici che poi vedremo tra qualche
07:27istante. Quindi il punto di partenza saranno sempre ed esclusivamente i prezzi, quindi lo
07:32studio della price action. Poi certo andremo in qualche modo a vedere indicatori e volumi,
07:38ma non bisogna mai dimenticare che il migliore indicatore che noi abbiamo a disposizione e
07:43che dobbiamo decifrare nel miglior modo possibile sono appunto i prezzi. Sono i prezzi quelli che
07:48comandano tutto il movimento da parte dei mercati. Quindi valuteremo sicuramente gli altri due
07:53aspetti, ma quelli che comandano sono sempre i prezzi. Sarà un aspetto chiave decisivo per
07:58tutto il corso. E quindi utilizzeremo cosa? Utilizzeremo le tipiche rappresentazioni dei
08:04prezzi che vengono utilizzate ai giorni nostri. C'è chi utilizza quelle che vengono chiamate
08:10bar chart, chi utilizza invece più comunemente le candele giapponesi. Questa slide vi fa vedere
08:16ad esempio come i famosi quattro prezzi più importanti che si formano nel corso di ogni
08:21giornata possono essere visualizzati o con le barre o con le candele. Non cambia nulla
08:27sostanzialmente, sono sempre i quattro prezzi. In generale la metodologia di visualizzazione
08:32più utilizzata è quella che vedete in questa slide, dove ci sono i famosi quattro prezzi
08:37più importanti, il prezzo di apertura, il prezzo minimo, il prezzo massimo, il prezzo di
08:42chiusura e quindi questi sono i quattro prezzi chiave che decifrono quello che è successo
08:47nel corso di nuova giornata sul mercato e che poi si traducono in queste candele. Candele
08:53di colore verde quando abbiamo un prezzo di chiusura superiore al prezzo di apertura, al
08:57contrario quando abbiamo un prezzo di chiusura inferiore all'apertura abbiamo delle candele
09:01di tipo rosso, cose già descritte nel corso base quindi non sto ulteriormente a soffermarmi.
09:10Quello che va però soffermato, va evidenziato, è che abbiamo la distanza tra il prezzo di
09:15apertura e di chiusura è quello che viene chiamato corpo della candela, in inglese il
09:20real body e poi abbiamo quelle due stanghettine che stanno nella parte alta o nella parte bassa
09:26della candela che prendono il nome di upper shadow e di lower shadow. Vedremo che da un
09:31punto di vista operativo queste shadow, queste ombre, sono molto importanti perché soprattutto
09:35quando sono molto estese al rialzo o al ribasso molto spesso ci segnalano la formazione di
09:41minimi o di massimi significativi. Quindi questo tipo di metodologia già ci dà delle informazioni
09:47chiave su quello che è successo sul mercato e di quello che probabilmente potrebbe succedere.
09:52Una cosa che voglio sottolineare è che noi come punto di partenza per tutte le nostre
09:57analisi prenderemo sempre soltanto delle candele giornaliere, cioè il nostro punto di riferimento
10:03per fare la nostra analisi sarà il grafico daily, il grafico giornaliero. Quello ci dirà
10:09quello che è successo oggi sul mercato, quello che è successo ieri, l'altro ieri e così
10:13via e quello che in qualche modo è più probabile che succeda domani, dopodomani e così via.
10:17Chiaramente poi scenderemo nell'intraday per poter in qualche modo ottimizzare la nostra
10:23operatività, ma il segnale operativo nascerà sempre sul grafico giornaliero. Sarà il grafico
10:29giornaliero che ci darà un setup operativo di riferimento che poi tradurremo in un'operatività
10:35che eseguiremo a livello intraday utilizzando grafici a un'ora, 15 minuti, 5 minuti, quello
10:41lo vedremo, ma il punto di partenza, ripeto, sarà sempre il grafico giornaliero. Quindi
10:47questo grafico giornaliero lo dobbiamo imparare a leggere molto bene, in particolare in questa
10:53slide vi faccio vedere come sicuramente è importante considerare il corpo della candela,
10:59quindi la distanza tra il prezzo di chiusura e il prezzo di apertura, ma è altrettanto
11:03importante definire la distanza che c'è tra il prezzo massimo e il prezzo minimo. Questa distanza
11:08viene chiamato range ed è in qualche modo una misura molto semplice di quella che è stata la
11:14volatilità registrata nel corso di una certa giornata sul mercato. Vedremo che appunto a seconda
11:20che questa distanza sia ampia o sia contenuta potremo in qualche modo capire se la giornata è stata
11:25particolarmente volatile o invece è stata una giornata sostanzialmente laterale di consolidamento.
11:31Per poter approcciare questo tipo di studi dobbiamo conoscere però questi famosi
11:37quattro prezzi che si formano sul mercato, perché questi quattro prezzi quindi partendo
11:42dal prezzo di apertura si formano in modo diverso l'uno dall'altro. Partiamo ad esempio
11:47dal prezzo di apertura. Il prezzo di apertura ad esempio del nostro mercato azionario delle
11:52nove del mattino, se parliamo di mercato azionario quindi del cash, è chiaramente influenzato da
11:58tutto quello che è successo dalla chiusura della giornata precedente alla riapertura appunto
12:03del mattino. Perché? Perché la nostra borsa chiude alle cinque e mezza e mentre
12:08invece Wall Street va avanti fino alle dieci della sera e quindi in qualche modo quel tipo
12:13di comportamento di Wall Street ha un impatto sulla nostra riapertura del giorno dopo sul
12:18mercato. Così come hanno un impatto le dichiarazioni che possono arrivare nella notte da banchieri
12:23centrali piuttosto da politici, così come hanno un impatto quello che è l'andamento del prezzo
12:28del petrolio, l'andamento dei vari cambi, quindi tutto questo ambiente intermarket si scarica
12:34sul prezzo dell'apertura della giornata successiva. E quindi il prezzo di apertura molto spesso
12:39è un prezzo di apertura volatile, nervoso, proprio perché c'è tanta emotività legata appunto
12:45a questo flusso di notizie che si scarica su questo prezzo di apertura. Con il mercato che
12:50ad esempio può aprire più 0,3, più 0,5, più 0,6 ma può anche aprire meno 0,3,
12:56meno 0,5, meno 0,6
12:57perché a seconda del flusso di notizie positive o negative che sono arrivate nel corso della
13:03notte. E la cosa importante da valutare, che poi lo tradurremo in una strategia operativa che
13:08prende il nome di Opening Range Breakout, vedremo che il prezzo di apertura è uno dei più importanti
13:14per poter poi costruire delle nostre strategie operative. Quindi per adesso ricordatevi soltanto
13:20che in fase di apertura c'è emotività, c'è parecchia volatilità legata a questo
13:25diciamo sentiment che recepisce il flusso di notizie che sono arrivate e quindi è un
13:31momento abbastanza importante per poter poi entrare sul mercato.
13:36Passiamo ora al secondo prezzo più importante che si forma nella giornata, il prezzo massimo.
13:41Il prezzo massimo dovete ricordarvi è la massima dimostrazione di forza che hanno dimostrato
13:48di avere i compratori. Cioè i compratori, se io guardo un grafico giornaliero ad esempio
13:54di ieri e vedo che il mercato è salito fino a questo prezzo massimo, significa che hanno
13:58comprato su un prezzo più basso, un prezzo più alto, ma arrivati a quel prezzo massimo,
14:03oltre a quel prezzo massimo i compratori non sono riusciti a far salire i prezzi.
14:07Questo può essere dovuto a due motivi. Il primo motivo è che raggiunto quel prezzo massimo
14:12i compratori sono diminuiti, hanno diminuito i loro acquisti, cioè l'intensità degli acquisti
14:17è venuta meno. Quindi si è ridotta la pressione rialzista e quindi fisiologicamente i prezzi
14:23non sono più riusciti a salire. E questo può essere una prima possibilità.
14:27In quel caso molto spesso si vedono dei massimi sui quali non ci sono molti volumi.
14:32Quello molto spesso è il segnale che in qualche modo la forza dei compratori si è ridotta.
14:37Ma una seconda soluzione, una seconda possibilità è che invece raggiunto quel massimo c'erano
14:42ancora tanti compratori disponibili a comprare, ma sono arrivati dei venditori consistenti
14:47che hanno assorbito gli acquisti, quindi la pressione rialzista, e hanno impedito al mercato
14:52di continuare a salire. In questo caso si forma una zona di resistenza, una zona di distribuzione,
14:58dove io vedo che c'è stato uno scontro importante tra compratori e venditori, con i venditori
15:02che hanno in qualche modo impedito al mercato di continuare a salire.
15:06Ecco, quella zona dove molto spesso si sviluppano dei volumi consistenti è una zona di resistenza
15:12significativa che io devo considerare. Quindi massimi associati a alti volumi,
15:16zona di resistenza, sia grafica che volumetrica.
15:20Passiamo ora al prezzo minimo, che non è altro che il prezzo massimo ribaltato in termini negativi.
15:26Cioè il prezzo minimo è la massima dimostrazione di forza che i venditori hanno dimostrato di avere.
15:32Cioè i venditori hanno venduto su questo livello, su un livello un po' più basso,
15:36ma raggiunto quel minimo, sotto quel minimo i prezzi non sono riusciti ad andare.
15:40Anche in questo caso può essere dovuto o al fatto che i venditori hanno diminuito le loro vendite,
15:46o, caso opposto, dove in qualche modo c'erano ancora tanti venditori che in qualche modo vendevano,
15:53quindi erano disposti a uscire dal mercato, ma lì i prezzi non hanno continuato a scendere
15:58perché dall'altra parte sono arrivati dei compratori, compratori di un certo tipo,
16:02che hanno assorbito le vendite.
16:04Si parla appunto, in questo caso, di bullish absorption,
16:08cioè una situazione nella quale qualcuno ha sfruttato la discesa dei prezzi per accumulare posizioni.
16:15In quel caso si forma un minimo, molto spesso associato ad alti volumi,
16:19che segnala la formazione sia di un minimo, ma anche di un supporto,
16:24che è un supporto sia di tipo grafico che volumetrico.
16:28Arriviamo adesso al prezzo di chiusura, che è il prezzo più importante che si forma nel corso di ogni giornata.
16:35Il prezzo di chiusura è la sintesi, il bilancio finale di questo scontro
16:41che si è combattuto nel corso della giornata tra compratori e venditori.
16:44Alla fine della giornata questo prezzo di chiusura mi dice chi ha vinto questo scontro tra queste due fazioni.
16:51E in maniera molto semplicistica e immediata possiamo dire che
16:54se il prezzo di chiusura si colloca in prossimità dei massimi,
16:58significa che quella giornata è stata vinta dai compratori.
17:01Al contrario, un prezzo di chiusura che si colloca in prossimità dei minimi
17:05mi dice che quella giornata è stata invece vinta dai venditori.
17:09Quello che va evidenziato è che il prezzo di chiusura
17:12è il prezzo più importante che si forma nel corso della giornata.
17:16Perché? Perché risente soprattutto dell'operatività dei grossi operatori,
17:19che verso la fine della giornata devono decidere cosa fare.
17:23Cioè hanno comprato o venduto una certa quantità di una certa attività finanziaria
17:27e devono decidere se mantenere quelle posizioni, liquidarne in una parte o liquidarle totalmente.
17:33E quindi inevitabilmente le loro decisioni impattano su quello che è soprattutto il movimento
17:40di giornata, quello che si verifica ad esempio sul nostro mercato azionario italiano
17:45tra le 4 e le 5 e mezza, dove si vedono dei volumi significativi
17:49perché molto spesso sono gli investitori istituzionali che devono decidere cosa fare delle loro posizioni.
17:54E quindi questo prezzo di chiusura è il prezzo più importante che si forma.
18:00Poi lo vedremo applicato agli indicatori, vedremo che ogni indicatore tecnico
18:04ha sempre al suo interno, nella sua formula, il prezzo di chiusura.
18:08Quindi anche tutti gli indicatori, vedremo, risentono di dove si colloca questo prezzo di chiusura,
18:13in alto o in basso.
18:16Alcuni trader americani hanno sviluppato, parlando di prezzo di chiusura, questa metodologia
18:21che prende il nome di Closing Score.
18:24In particolare cosa viene fatto?
18:25Viene suddiviso il range giornaliero in quattro fasce, quindi in quattro parti.
18:31E come vedete in questa slide, a seconda di dove si colloca il prezzo di chiusura,
18:36noi appunto possiamo attribuire alla giornata una connotazione positiva o una connotazione negativa.
18:42In particolare possiamo definire che quando il prezzo di chiusura si colloca nel 25% superiore del range,
18:48significa che quella giornata è stata rialzista.
18:51Al contrario, quando il prezzo di chiusura si colloca nel 25% inferiore del range,
18:56la giornata è stata ribassista e quindi hanno vinto i venditori.
19:00E poi ci sono due situazioni intermedie in cui la giornata è stata moderatamente rialzista,
19:05moderatamente ribassista, a seconda se il prezzo di chiusura si colloca poco sopra la metà
19:10o poco sotto la metà del range di oscillazione.
19:12Vedremo che però noi saremo interessati soprattutto alle due situazioni estreme,
19:16che sono le due situazioni più chiare, quindi con un prezzo di chiusura in prossimità dei massimi
19:21o un prezzo di chiusura in prossimità dei minimi.
19:23Per concludere questa prima puntata facciamo soltanto un ultimo approfondimento relativo al range.
19:34Io qualche minuto fa vi ho descritto il range come distanza tra prezzo massimo e prezzo minimo
19:39e vi ho detto che questa distanza è importante perché mi dice sostanzialmente che giornata è stata oggi sul mercato.
19:44Ecco, a seconda dell'ampiezza di questa distanza possiamo suddividere le giornate in due grosse categorie.
19:52Le giornate di range day o di narrow range day e le giornate invece di trend day o di wide
19:59range day.
20:00Parliamo dalle prime, quelle che vengono chiamate giornate di range day.
20:03Queste giornate sono le giornate in cui la distanza tra il prezzo minimo e il prezzo massimo è contenuto,
20:08cioè il mercato sale leggermente, scende leggermente ma tutto sommato sostanzialmente non si muove.
20:14Sono le tipiche giornate di consolidamento, quindi solitamente con dei volumi molto bassi,
20:19con i prezzi che solitamente non si muovono più di tanto, anche appunto i volumi sono bassi
20:25proprio perché c'è incertezza sul mercato e queste giornate che a prima vista sono insignificanti
20:31in realtà sono importanti perché in qualche modo comprimono la volatilità.
20:36Chi ha seguito il corso base si ricorderà che appunto una delle misure più semplici per misurare la volatilità
20:41è appunto calcolare questa distanza media tra il prezzo massimo e il prezzo minimo.
20:46Si parla di true range, average true range, che è uno degli indicatori più utilizzati per misurare la volatilità.
20:52Ecco, quando abbiamo una serie di giornate in cui i prezzi si muovono lateralmente,
20:58quindi con dei range molto stretti, vedremo che da un punto di vista operativo quello sarà un segnale importante
21:03perché quel consolidamento laterale che si sta sviluppando comprime la volatilità
21:09è come se fosse una molla che si comprime su se stessa
21:13ed è molto spesso la situazione che è il preludio all'altra tipologia di giornate.
21:18L'altra tipologia di giornate è quella che prende il nome di trend day,
21:21cioè sono le giornate in cui il mercato accelera con decisione al rialzo o al ribasso,
21:27sono le giornate in cui le candele aumentano in maniera significativa di dimensione,
21:31quindi la distanza tra prezzo massimo e prezzo minimo si allunga in maniera significativa,
21:36di solito il corpo della candela si allunga in maniera importante
21:40e tutto ciò è associato a un importante aumento dei volumi.
21:44Quindi nel primo caso nelle range day abbiamo consolidamento laterale,
21:49bassa volatilità e volumi scarsi.
21:51Nell'altro invece abbiamo range importanti, giornate direzionali,
21:55in cui una delle due forze prende decisamente il sopravvento.
21:59Si parla tipicamente ad esempio di giornate di breakout al rialzo,
22:03quando sono i compratori che spingono con decisione i prezzi in su,
22:06si parla di giornate invece di breakout al ribasso
22:09quando sono invece i venditori che spingono con decisione al ribasso.
22:13Qui vedete le quattro tipiche candele che possiamo avere,
22:16quelle direzionali al rialzo positive o negative
22:19o anche le tipiche candele di consolidamento laterale
22:23dove vedete che il range e il corpo della candela molto spesso è contenuto.
22:28Questa puntata si chiude con un ultimo aspetto che riguarda i volumi.
22:32Abbiamo detto ci sono i prezzi, ci sono gli indicatori,
22:35terminiamo con i volumi dove in particolare nelle lezioni più avanzate
22:39che vedremo, quelle che riguardano il volume profile,
22:42sono un po' in qualche modo il motore del mercato.
22:47Vedremo cioè che i volumi dovranno in qualche modo evidenziare
22:50dove ci sono stati degli scambi significativi sul mercato.
22:54Gli scambi significativi significa che sono stati fatti da grossi investitori istituzionali,
23:00quindi i prezzi sui quali vedremo dei volumi significativi
23:03saranno dei prezzi interessanti per poter costruire le nostre strategie operative.
23:07Qui, come prima puntata oggi, non faccio altro che richiamarvi quello che abbiamo già visto in realtà nel corso base,
23:13dove avevamo sostanzialmente evidenziato che in un trend rialzista
23:17io devo vedere dei volumi consistenti quando i prezzi strappano al rialzo
23:21e dei volumi deboli quando il mercato corregge o consolida lateralmente.
23:25Perché? Perché questa è una dimostrazione lampante di chi ha il controllo del mercato.
23:30Ci sono compratori aggressivi che riescono a spingere con decisione in sui prezzi
23:34e quindi questo è positivo e quando il mercato corregge invece lo fa con dei volumi deboli.
23:39Vuol dire che la pressione ribassista è ridotta e quindi posso in qualche modo evidenziare
23:43che il mercato anche da un punto di vista volumetrico mi dice che questo mercato è in un trend rialzista
23:49con i volumi che mi evidenziano che appunto i compratori sono forti e i venditori sono deboli.
23:54L'opposto chiaramente in un trend ribassista.
23:56In un trend ribassista devo vedere volumi alti quando il mercato scende
23:59e volumi deboli quando il mercato corregge o meglio rimbalza o consolida lateralmente
24:05e quindi questo sta a dimostrare che ci sono tanti venditori quando il mercato scende
24:11e pochi compratori quando il mercato prova a risalire.
24:13Quindi è un mercato trend ribassista controllato dai venditori.
24:18Ma questo già è un concetto che avevamo già approfondito nel corso base
24:21non faccio altro che rimandarvi.
24:23Bene, abbiamo concluso per quanto riguarda gli argomenti questa prima puntata un po' introduttiva.
24:30Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
24:32Vi do appuntamento alla prossima puntata di questo corso
24:37dove entreremo maggiormente nel dettaglio nella costruzione delle strategie operative.
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