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00:09Buongiorno a tutti e benvenuti a questa tredicesima puntata del corso strategie
00:13operative per il trading di breve termine. In questa puntata affronteremo delle tematiche
00:18particolarmente interessanti che riguardano il trend, il momentum e la volatilità, ossia tre
00:24concetti chiave che devono essere compresi e poi utilizzati per poter costruire delle valide
00:29strategie operative. Sono argomenti che abbiamo già visto nel corso delle 12 lezioni che hanno
00:35preceduto questa, adesso le vediamo tutte insieme per poter appunto capire cosa muove i mercati
00:41finanziari e quali sono gli aspetti che noi analisti tecnici analizziamo per poter decifrare
00:47quello che è successo nel recente passato e quello che potrebbe succedere nel prossimo
00:51futuro. La premessa di questa lezione è che sostanzialmente i mercati guardano sempre in
00:57avanti, cioè cercano in qualche modo di anticipare quello che potrebbe succedere chiaramente da
01:02un punto di vista statistico nel prossimo futuro. Quindi i grossi operatori di mercato che sono
01:07quelli che un po' determinano poi le tendenze principali presenti sulle diverse attività
01:13finanziarie, quindi cercano in qualche modo di scontare quello che è il futuro andamento
01:18macroeconomico e finanziario e sulla base delle loro ipotesi, congetture e valutazioni prendono
01:25delle posizioni, quindi cercano di anticipare. Il problema cos'è? Che il futuro è per sua
01:30definizione incerto e quindi nel caso in cui le loro attese vengano disattese, quindi in
01:36qualche modo il mercato si muova in maniera contraria rispetto a quello che avevano ipotizzato,
01:42questi operatori devono in qualche modo modificare le loro posizioni. C'è un effetto che viene
01:47chiamato effetto sorpresa. Le loro modifiche chiaramente impattano su quello che è l'andamento
01:53dei diversi mercati finanziari, quindi a volte accelerano delle tendenze che sono in atto,
01:59altre volte invece provocano delle inversioni di tendenza. Perché? Perché appunto c'è
02:04questo effetto sorpresa che modifica le aspettative dei grossi operatori di mercato. E se volessimo
02:10fare una similitudine tra come si muovono i prezzi sui mercati finanziari e un comportamento
02:18quotidiano che noi tutti compiamo, che è quello del respiro, possiamo in qualche modo
02:22evidenziare come il mercato alterna delle fasi di inspiro a delle frasi di espiro. Cioè
02:28in qualche modo prima noi inspiriamo, accumuliamo energia e poi con l'espiro questa energia la
02:34diffondiamo. I mercati finanziari si muovono proprio in questo modo, cioè alternano delle
02:39fasi di consolidamento, di lateralità o comunque di relativa stabilizzazione nel quale quindi
02:44il mercato in qualche modo inspira e poi dopo queste fasi c'è la fase impulsiva, la fase
02:50direzionale nella quale invece i prezzi inspirano, cioè i prezzi compiono delle rapidi accelerazioni
02:56o al rialzo o al ribasso. Questo principio, che sostanzialmente è il principio dell'alternanza,
03:02è quello che ci ha un po' guidati fin qua. In qualche modo abbiamo sempre evidenziato come
03:06ci sia questa alternanza tra fasi di consolidamento e fasi direzionali. Oggi vedremo questa applicazione
03:12in vari tre aspetti, a livello di trend, a livello di momentum e a livello di volatilità.
03:17Perché? Perché noi cerchiamo in qualche modo di cavalcare queste onde che si sviluppano
03:22sul mercato. A volte saranno onde impulsive, onde direzionali, a volte saranno invece onde
03:28correttive, di consolidamento, di assestamento. E uno dei principi base che in qualche modo abbiamo
03:35già illustrato è proprio il fatto di seguire quello che è il famoso momentum, cioè la velocità
03:40con la quale i prezzi si muovono. Questa slide, che abbiamo già visto in passato, evidenzia
03:46questa situazione, cioè il mercato cosa fa? Passa da una fase di negatività, quindi col
03:51fatto che i prezzi vengono da una discesa di una certa consistenza. A un certo punto questa
03:56discesa termina, c'è una fase, diciamo, di accumulazione o di relativa stabilizzazione.
04:03Questa fase di stabilizzazione è quella che crea le premesse per una prima accelerazione,
04:07quindi per una prima fase di espirazione. Dopo questa fase di accelerazione il mercato
04:12cosa fa? Ha bisogno in qualche modo di rifiatare un'altra volta, quindi di consolidare. Si muove
04:17in trading range o corregge velocemente. Questa pausa, questa correzione è quella che poi
04:23vediamo dà il via al successivo impulso direzionale. C'è questa alternanza che vedremo come analizzare
04:29da un punto di vista appunto di trend, di momentum e di volatilità, perché sono tre aspetti
04:34che vanno visti in maniera congiunta. Parliamo della parte più frequente e quella che viene
04:40un po' più analizzata, che è quella relativa ai trend. I trend cosa sono? Sono l'espressione
04:46di chi in qualche modo sta controllando un certo mercato. In un trend rialzista sono i compratori
04:51a avere quel controllo, in un trend ribassista sono invece i venditori ad avere il controllo
04:56del mercato. Quando c'è invece consolidamento laterale vuol dire che in quell'arco temporale
05:01c'è stato sostanzialmente una situazione di equilibrio, di balance. A livello di analisi
05:06tecnica di base abbiamo già visto più e più volte che un trend rialzista, ad esempio,
05:12è caratterizzato dalla sequenza, da una sequenza di minimi e di massimi crescenti. In un trend
05:18ribassista all'opposto abbiamo una sequenza di minimi e di massimi decrescenti. Cosa ci sta a
05:24indicare questa sequenza? Ci sta a indicare che ogni volta che ad esempio in un trend rialzista
05:29i prezzi salgono, i compratori riescono in qualche modo a spingere i prezzi su un valore
05:34più alto rispetto al picco precedentemente raggiunto. Questo vale ogni volta che il mercato
05:40sale, quindi ogni volta che il mercato sale il massimo è crescente e quindi è una dimostrazione
05:45di forza da parte dei compratori. Al contrario, quando si verificano delle correzioni, queste
05:51correzioni terminano su un livello più alto rispetto al minimo precedente. Quindi in qualche
05:56modo questa situazione mi determina che la pressione ribassista, la forza dei venditori,
06:02è una pressione ribassista contenuta. Quindi in un trend rialzista c'è tanta forza da parte
06:07dei compratori e poca forza da parte dei venditori. L'opposto ovviamente in un trend di tipo ribassista.
06:13Se noi analizziamo lo stesso trend rialzista in termini di ondate di impulso e di consolidamento,
06:19impulso-correzione, il comportamento è quello che vedete in questa slide con le fasi di accelerazione
06:25che spingono al rialzo con decisioni i prezzi. Dopo questa fase di accelerazione il mercato
06:29momentaneamente corregge o consolida lateralmente. Il mercato crea una zona, chiamiamola di supporto,
06:36quindi un minimo che fa da arresta alla correzione e da questo minimo poi parte il successivo impulso
06:42che porta il mercato su un picco più alto. Come vedete c'è questa alternanza tra fasi impulsive e fasi
06:48direzionali che sono a favore dei rialzisti in un trend a rialzo, dei ribassisti chiaramente
06:54in un trend negativo. Abbiamo quindi individuato questa sequenza di minimi e di massimi, ma questi
06:59minimi e massimi non devono essere dei massimi di minimi qualunque, sono dei massimi minimi di swing.
07:05Anche qui abbiamo dedicato una puntata ad hoc su questo concetto di swing low e swing high, quindi minimi di
07:12swing e massimi di swing, qui la richiamo velocemente, dove abbiamo visto che un minimo di swing, cioè
07:19uno swing low, è un minimo caratterizzato da tre candele con la candela centrale, quindi chiamiamola
07:25la candela numero due, che ha un minimo che è più basso sia del minimo della candela precedente sia del
07:30minimo della candela successiva. Questo è un minimo di swing. Il massimo di swing o swing high è invece
07:36quest'altro, con anche in questo caso tre candele, con la candela centrale che ha un massimo che è più
07:42alto,
07:42alto, sia del massimo della candela precedente, sia del massimo della candela successiva. Quindi
07:47ogni volta che noi analizziamo, individuiamo un trend, non dobbiamo altro che andare a ricercare
07:52su un grafico questi massimi, questi minimi e andare a vedere come si caratterizzano, quindi
07:57andiamo a vedere ad esempio in un trend rialzista che l'ultimo massimo di swing che è stato disegnato
08:02deve essere più alto, quindi crescente, rispetto al precedente massimo di swing disegnato dal mercato.
08:08Allo stesso modo l'ultimo minimo di swing disegnato dal mercato deve essere crescente
08:13rispetto al precedente minimo di swing. Finché questa, diciamo, corrispondenza tra massimi
08:18crescenti e minimi crescenti viene rispettata, il mercato si dice che è in un trend di tipo
08:23rialzista e quindi è un trend che va rispettato. Chiaramente in un trend rialzista poi cosa andiamo
08:29a guardare? Andiamo a guardare l'estensione dei movimenti, cioè andiamo a vedere, partendo
08:35da un minimo di swing fino a un massimo di swing, che tipo di movimento ha fatto il
08:39mercato. In particolare, se noi ad esempio partiamo da questo minimo di swing, da questo
08:44swing low e andiamo fino a questo massimo di swing, questo massimo al punto 2, i tre
08:50elementi che vanno sempre valutati sono la velocità della salita, quindi il cosiddetto
08:55momentum, la consistenza dei volumi, quindi quanti volumi hanno accompagnato quella salita,
09:00e l'estensione. Per quanto riguarda l'estensione è un semplice calcolo matematico, partendo
09:05da questo massimo fino a questo minimo si calcola che tipo di salita c'è stata, salita del
09:095, del 10 o del 15%, quello mi dà l'idea della forza di quel movimento, chiaramente associata
09:16ai volumi, più volumi ci saranno stati, meglio è, più pressione rialzista è entrata sul
09:21mercato. Il terzo elemento è il cosiddetto momentum, ossia quel movimento di salita ad esempio
09:27del 10% da quel minimo a quel massimo, è stato fatto in che modo? È stato fatto in
09:32maniera lineare o è stato fatto in maniera diciamo esponenziale, quindi con una fase di
09:37accelerazione? Vedremo nelle slide successive che questo già è un'ulteriore informazione
09:42che noi avremo per cercare di capire la forza di questo movimento, perché in qualche modo
09:47questa spinta a rialzo potrebbe essere una spinta che in qualche modo è in fase di accelerazione,
09:51ma potrebbe anche essere in una fase di decelerazione e quindi lì avremo due informazioni chiaramente
09:57opposte, siamo sempre in un trend rialzista ma con un momentum diverso e quindi a seconda
10:04del momentum che ci sarà sul mercato prenderemo decisioni diverse. La stessa cosa vale in un
10:10trend di tipo ribassista, in un trend ribassista abbiamo una sequenza di minimi e di massivi
10:16decrescenti, anche in questo caso devo sempre andare a prendere swing high e swing low finché
10:21ho massimi e minimi decrescenti di swing siamo in un trend negativo e anche in questo caso dovrò
10:26andare a confrontare i vari movimenti partendo da un massimo fino a un minimo andrò a guardare
10:32le ondate diciamo di impulsive che tipo di consistenza ando, valutando sempre la velocità
10:38della discesa, la consistenza dei volumi e l'estensione del movimento. Saranno sempre questi tre
10:44aspetti che devo in qualche modo andare ad analizzare per cercare di capire la forza
10:49e la consistenza dei movimenti compiuti dal mercato.
10:53Arriviamo a questo punto parliamo degli altri due aspetti, dopo aver parlato di trend abbiamo
10:57già accennato al concetto di momentum. Il momentum cos'è? È la velocità con la quale
11:03i prezzi si muovono e in qualche modo questa velocità mi dà già delle informazioni, mi dice
11:09anzitutto se il momentum è stato positivo o negativo. Momentum positivo indica chiaramente
11:14un mercato che sale, un momentum negativo invece un mercato che scende. Però abbiamo già detto
11:19in precedenza che bisogna capire che tipo di salita e discesa è stata, è stata una salita
11:23in accelerazione o in decelerazione, vedremo dopo queste differenze. Poi parleremo anche di
11:29volatilità. La volatilità cos'è? È la variabilità dei prezzi, è di quanto si sono mossi i prezzi
11:35negli anni nel corso di un certo arco temporale. Perché? Perché vedremo che ci sono dei movimenti
11:40in cui la volatilità tende a essere contenuta e invece dei movimenti in cui la volatilità
11:45aumenta in maniera significativa. Ed è chiaro che a seconda della volatilità registrata
11:50nel corso di un certo arco temporale io cerco di capire in qualche modo che tipo di movimento
11:55è stato. È stato un movimento ad esempio rialzista lineare associato a bassa volatilità
12:00e quindi tutto sommato vuol dire che è un mercato relativamente sotto controllo o invece è stato
12:05un movimento rialzista in cui i prezzi sono saliti tanto, poi sono scesi tanto, sono risaliti
12:09ancora tanto, quindi le escursioni che abbiamo registrato sono state significative. Perché è
12:14chiaro che in questo secondo caso mi espongo inevitabilmente anche ad un rischio superiore
12:19rispetto al fatto di espormi invece in un trend rialzista di tipo lineare dove grosse escursioni
12:24non ce ne sono e quindi in qualche modo sono due situazioni completamente diverse. Parlavo
12:30prima di accelerazione e di decelerazione del momentum. Ecco la prima cosa che facciamo noi
12:37analisti tecnici è misurare giorno dopo giorno qual è la forza in qualche modo del momentum positivo
12:43o negativo che registriamo sulle varie attività finanziarie. Lo vediamo in questa slide dove con
12:49un semplice esempio didattico andiamo semplicemente a calcolare qual è la distanza dei prezzi di chiusura
12:55delle ultime x sedute e calcoliamola appunto giorno dopo giorno per cercare di capire se
13:01questa distanza sta in qualche modo aumentando e quindi il momentum positivo o negativo sta
13:07accelerando o invece sta decelerando. Nella fase di accelerazione, come vedete, ci sono delle
13:13candele che molto spesso tendono ad aumentare di dimensione. Il corpo tende a estendersi, il range
13:19aumenta in modo significativo, molto spesso anche i volumi aumentano e quello sta a indicare
13:24una fase in cui la pressione rialzista sta entrando in maniera consistente, in maniera
13:30elevata sul mercato. Questo sicuramente è un aspetto positivo ma, lo vedremo in particolare
13:36nelle ultime due puntate del corso, bisogna sempre considerare che a rischio corrisponde, a rendimento
13:43potenziale, quindi sì, qui c'è tanto rendimento potenziale, ma inevitabilmente stiamo entrando
13:49in una situazione nella quale i prezzi stanno già in qualche modo muovendosi in maniera
13:53consistente, quindi devo stare attento ad individuare correttamente i livelli di entrata e di stop loss.
13:59Nella figura di destra vediamo invece la fase opposta di decelerazione. Vedete che dopo una
14:04spinta iniziale, quindi con una lunga candela di colore verde, il mercato cosa fa? Sì, continua a salire,
14:10ma vedete che è una fase in cui lentamente il mercato fa sempre più fatica a continuare a salire.
14:16Lo vedo dai volumi, che sono in diminuzione, ma lo vedo anche dal range delle candele.
14:21Vedete che il range delle candele, mentre nella fase di accelerazione tende ad allungarsi, qui
14:25invece tende a contrarsi e quindi sta a indicare che o la pressione rialzista sta diminuendo
14:31o la pressione ribassista sta aumentando. Fatto sta che nella situazione di decelerazione
14:36molto spesso il mercato poi raggiunge dei picchi significativi e, dopo aver disegnato
14:41ad esempio una candela di inversione, una shooting, una bearish engulfing, inizia una fase
14:47diciamo di correzione di discesa. Quindi nella fase di decelerazione devo stare attento
14:52perché è una fase che indica difficoltà da parte del mercato nel proseguire la sua salita.
14:57Chiaramente lo stesso discorso lo si può fare nel corso di un trend di tipo ribassista.
15:01Nel caso di trend ribassista in fase di accelerazione, lo vedete in questa slide, le candele tendono
15:07a aumentare di dimensioni, quindi in qualche modo il mercato, vedete, sta in qualche modo
15:12scendendo in maniera sempre più consistente e in maniera sempre più decisa associato
15:17dei volumi alti. Questo sta a indicare che la pressione ribassista sul mercato è molto forte
15:22e quindi finché non ci sarà un pattern di inversione, ad esempio un emmer, è chiaro che quello è un
15:27mercato
15:28estremamente debole, estremamente vulnerabile. Il discorso cambia quando siamo in una fase
15:33di decelerazione dove i prezzi scendono ma scendono sempre più lentamente, quindi con
15:38sempre maggiore difficoltà, molto spesso con dei volumi che sono in diminuzione. Lì sta a indicare
15:44che la pressione ribassista invece non è che sta aumentando come nel primo caso, sta diminuendo
15:48e quindi le probabilità che ci stiamo avvicinando in qualche modo a un minimo significativo
15:54inevitabilmente aumentano. Quindi quello che facciamo, candela dopo candela, è esaminare
15:59sempre quelli che sono i tre fattori chiave che abbiamo visto in una delle prime lezioni.
16:04L'ampiezza del range, la consistenza dei volumi e il posizionamento del prezzo di chiusura.
16:09Questi sono i tre aspetti che vanno in qualche modo fotografati candela dopo candela e che devono
16:14essere messi in relazione con la candela precedente, con le candele precedenti, in particolare le
16:20ultime tre candele abbiamo visto è un po' il ciclo naturale da parte del mercato, pensiamo
16:25soltanto agli swing high e swing low, ecco quel tipo di analisi mi consente di capire quello
16:31che è successo nel recente passato in funzione dell'ultima candela che si è sviluppata, rapportata
16:37al recente passato quindi alle candele precedenti per cercare di capire domani dopo domani cosa
16:43potrà fare il mercato, perché? Perché l'abbiamo visto ad esempio con il discorso degli upswing
16:49e i downswing mettendo già in relazione l'ultima candela con la candela precedente abbiamo già
16:54un'idea di che tipo di momentum c'è stato sul mercato, calcolando queste semplici differenze
17:00ad esempio tra il prezzo massimo di oggi rispetto al massimo di ieri, il minimo di oggi sul minimo
17:05di ieri, la chiusura di oggi sulla chiusura di ieri, i volumi di oggi sui volumi di ieri abbiamo
17:10già un semplice confronto di che tipo di momentum c'è sul mercato, è un momento in fase di accelerazione
17:16di decelerazione, è un momento positivo o negativo e quindi abbiamo ulteriori informazioni per cercare
17:22di capire chi sta controllando quel mercato. Per concludere questo discorso possiamo parlare
17:29di volatilità, abbiamo visto i trend, abbiamo visto il momentum, passiamo alla volatilità, la volatilità
17:34che avevo detto è la variazione dei prezzi di una certa attività finanziaria registrata nel corso
17:40di un certo arco temporale. Questo arco temporale può essere un giorno, una settimana, un mese, un anno.
17:46Mi serve per capire che tipo appunto di escursione solitamente quel titolo fa a livello medio.
17:53La volatilità ha diverse caratteristiche, in particolare noi ricordo parleremo sempre di volatilità storica
17:59a livello di analisi tecnica, perché in realtà esistono anche altri tipi di volatilità, la volatilità attesa
18:07ma soprattutto la volatilità implicita che è legata al mercato delle opzioni, ma noi utilizzeremo
18:12sempre una volatilità storica, cioè studieremo ancora una volta il passato per cercare di capire
18:17cosa può succedere nel futuro. In particolare la volatilità cosa è? È una volatilità ciclica,
18:22vedremo che il mercato a livello di volatilità assume un andamento ciclico ripetitivo e quello ci darà
18:30delle informazioni aggiuntive. La volatilità è persistente nel senso che tende in qualche modo
18:35a aumentare o a diminuire a seconda del movimento che sta facendo nel recente passato
18:41e poi soprattutto tende a ritracciare verso la media. Abbiamo in qualche modo sintetizzato il tutto
18:46in questa slide che abbiamo già visto a livello del corso di analisi tecnica di base quando abbiamo
18:51già descritto il comportamento delle bande di Bollinger che utilizzano appunto questo concetto
18:58di volatilità e possiamo vedere sostanzialmente che la volatilità assume questo andamento ciclico,
19:04ossia ipotizziamo che la volatilità nel breve termine si stia riducendo. Questa riduzione ci porterà
19:10a una situazione di compressione di volatilità, cioè una situazione nella quale nel breve termine la volatilità
19:16è stata significativamente bassa, molto bassa rispetto a cosa? Rispetto a una volatilità media storica.
19:23La volatilità media storica è quella rappresentata da questa linea orizzontale.
19:27Quindi io confronterò sempre un valore medio storico che prende ad esempio come punto di riferimento
19:33una volatilità annuale e la confronto con una volatilità ad esempio dell'ultima settimana
19:37o delle ultime due settimane. Questo confronto mi permette di capire ad esempio che nel breve termine
19:42la volatilità è stata meno della metà rispetto alla volatilità storica. Questo tipo di situazione
19:47viene definita appunto compressione di volatilità. I prezzi nel breve termine si sono mossi poco,
19:52hanno oscillato in range ristretti, quindi la volatilità si è ridotta e quindi questa compressione
19:58di volatilità mi indica che siamo su dei livelli molto bassi. Stiamo in una fase di balance, di equilibrio,
20:04ma per il principio dell'alternanza che abbiamo visto in precedenza questa fase di equilibrio è destinata
20:09in qualche modo a durare relativamente poco, ma soprattutto a dare il via a un aumento di volatilità.
20:15La volatilità aumenta quando? Quando i prezzi compiono un movimento impulsivo, cioè iniziano a salire
20:21o a scendere con decisione. A quel punto la volatilità inizia a salire, quindi da un valore basso
20:27inizia in qualche modo a aumentare, torna verso la media per il concetto appunto di ritorno
20:33verso il valore medio storico, poi cosa fa la volatilità? Va oltre la media storica.
20:38Quando il mercato compie dei movimenti impulsivi, in particolare quelli a ribasso,
20:43la volatilità tende a salire e a salire molto velocemente. A quel punto la volatilità sale,
20:48sale sopra la media storica e raggiunge cosa? Un picco di volatilità, cioè un valore particolarmente alto.
20:53A quel punto il raggiungimento di questo picco di volatilità molto alto mi segnala
20:57che il movimento impulsivo è stato fatto, cioè gran parte del movimento oramai il mercato l'ha fatto.
21:02Ha bisogno a questo punto di fare cosa? Di consolidare, correggere e quel consolidamento,
21:08quella correzione farà in qualche modo scaricare la volatilità. A quel punto la volatilità diminuirà,
21:14si contrarrà un'altra volta, eventualmente andrà ancora, un'altra volta ancora,
21:21una situazione di compressione di volatilità, questa bassa volatilità ancora una volta
21:25sarà il preludio a un movimento impulsivo. Quindi c'è sempre questa alternanza
21:29tra periodi di bassa volatilità e periodi di alta volatilità. Il segreto qual è?
21:34Costruire strategie operative in periodo di bassa volatilità. Quello è il momento chiave.
21:39Perché? Perché mi consente di costruire delle strategie operative in cui il mio livello di rischio è contenuto,
21:44ma se ho la bravura, la fortuna di in qualche modo, tra virgolette,
21:48indovinare la direzione in cui andranno i prezzi, chiaramente potrò prendere un movimento impulsivo
21:53la cui estensione sarà due, tre, quattro, cinque volte quello che è il mio rischio iniziale,
21:59che è un po' l'obiettivo di tutte le strategie che vengono costruite.
22:02Questo principio dell'alternanza di fasi di bassa e alta volatilità
22:07non è altro che il principio dell'alternanza tra balance e imbalance.
22:10Il mercato strappa rialzo, consolida, strappa rialzo, corregge, strappa rialzo,
22:16quel punto fa la fase di distribuzione, scende, rimbalza velocemente,
22:21riaccelera al ribasso nuova fase di alta volatilità, consolida lateralmente e riaccelera.
22:28Sia nelle fasi impulsive al rialzo che nelle fasi impulsive al ribasso c'è sempre questa alternanza.
22:33Questa alternanza dove la vediamo? La vediamo ancora una volta nella dimensione delle candele,
22:37vedete che quando le candele in qualche modo accelerano sono ampie, i corpi delle candele sono lunghi,
22:43quando invece il mercato consolida i corpi delle candele si riducono e i range di oscillazione diminuiscono.
22:49Nel corso abbiamo visto alcuni di questi setup che sfruttano questa situazione,
22:53ad esempio il boomer è il tipico setup che sfrutta la compressione di volatilità,
22:57un triangolo simmetrico costruito da tre candele, è una situazione di doppio inside,
23:03con la terza candela che è di inside sulla seconda, la seconda che è di inside sulla terza,
23:08vedete che i prezzi convergono verso l'apice di quel triangolo,
23:11significa che lì la volatilità si sta comprimendo e si stanno creando le premesse per la successiva accelerazione.
23:17Questo concetto è il concetto che è stato utilizzato anche da Bollinger nelle sue famose bande
23:23che abbiamo esaminato sia nel corso base che nel corso intermedio
23:26e quindi non posso fare altro che per approfondimenti su questa tecnica
23:31rimandarvi a quelle lezioni che sono state dedicate appunto a questo concetto di balance in balance.
23:40Bene, abbiamo concluso anche questa tredicesima puntata del corso,
23:43vi do appuntamento alla puntata successiva.
23:46Grazie a tutti.
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