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  • 2 giorni fa
Attrarre, formare, valorizzare e trattenere i giovani talenti è una delle sfide più urgenti per il futuro dell’Italia. Da questa consapevolezza ha preso il via, lo scorso 9 giugno, la Giornata Altagamma 2026, ultimo appuntamento della Fondazione sotto la Presidenza di Matteo Lunelli, dedicata al rapporto tra giovani e lavoro e al ruolo che le imprese dell’eccellenza possono svolgere per rafforzare la competitività del Paese.
I nuovi Ambassador Altagamma 2026
La cena di gala a Palazzo Colonna a Roma, ha aperto la Giornata Altagamma e Matteo Lunelli è stato contestualmente salutato dalla comunità di Altagamma per la chiusura del doppio mandato di Presidenza. Nella stessa occasione sono stati insigniti del Honorary Membership Altagamma cinque nuovi Ambasciatori dell’Eccellenza Italiana:

Valeria Golino, per i suoi innumerevoli traguardi nel mondo del Cinema. Nicoletta Manni, ètoile del Teatro alla Scala, per il suo straordinario percorso, iniziato da giovanissima e partito dalla Puglia fino ai massimi vertici della danza mondiale.

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Sempre nel campo della danza, anche Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala ed esempio di come il talento, la disciplina e la formazione italiana possano trasformarsi in eccellenza riconosciuta a livello mondiale.

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Mimmo Paladino, protagonista della Transavanguardia Italiana, ha sviluppato un linguaggio originale e riconoscibile che intreccia memoria, mito, tradizione e contemporaneità. Giovanni Malagò, alla guida del CONI dal 2013 al 2025 e membro del Comitato Olimpico Internazionale, ha contribuito in modo determinante a rafforzare il prestigio e la reputazione dell’Italia nel mondo, fino ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

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Altagamma 2026, giovani e lavoro: una priorità strategica per il Paese
Il tema è stato trattato nel panel “Giovani e Lavoro. Priorità per il futuro del Paese”, grazie agli interventi di Paolo Boccardelli, Rettore della LUISS, Maria Latella, giornalista e scrittrice e Francesco Tamagni, Partner di Key2People, moderati da Stefania Lazzaroni, Direttrice Generale di Altagamma.

L’Italia si trova di fronte a una sfida strutturale che riguarda insieme demografia, lavoro, competitività e crescita. Il declino demografico riduce progressivamente la presenza delle nuove generazioni nella società e nel mercato del lavoro: le nascite sono circa 355.000, circa un terzo rispetto al picco del baby boom nel 1964 mentre gli under 14 rappresentano oggi solo l’11,9% della popolazione (media UE 14,4%). Parallelamente, l’Italia registra la più alta incidenza di over 65 e un’età media pari a 49,1 anni (media UE 45 anni)
Occupazione giovanile, salari e precarietà
Nonostante il mercato del lavoro italiano abbia raggiunto livelli record di occupazione, la crescita ha riguardato soprattutto le fasce più adulte. Il tasso di disoccupazione giovanile resta al 20%, mentre il tasso di occupazione dei 15-34enni si ferma al 43%, contro il 58% della media UE. Anche tra i laureati emergono segnali di fragilità: l’occupazione dei 25-34enni con titolo universitario è pari al 68%, rispetto all’83% europeo, e quasi un laureato under 34 su quattro svolge professioni a media o bassa qualifica. A pesare sono anche salari bassi e precarietà.
Ricambio generazionale e ruoli decisionali
La difficoltà di accesso dei giovani riguarda anche le posizioni manageriali e decisionali. In Italia solo il 14% dei dirigenti ha meno di 40 anni. L’età media dei manager italiani è pari a 50,2 anni, superiore alla media europea di 45,2, mentre quella dei CEO delle società quotate si colloca intorno ai 60 anni. Per questo, il tema non è solo occupazionale ma strategico: valorizzare il talento giovane, favorire percorsi di crescita e rendere il lavoro più attrattivo, qualificato e sostenibile è una condizione essenziale per rafforzare la competitività del Paese e delle imprese.

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