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  • 15 ore fa
Milano, 26 mag. (askanews) - L'Italia si conferma in ritardo nella partecipazione femminile al mercato del lavoro, tanto che nel 2025 il tasso di occupazione delle donne si è fermato al 58%, contro il 71,3% della media europea. È uno dei dati emersi durante la seconda edizione del Women's Empowerment Principles Forum, promosso da UN Women Italy, comitato italiano dell'agenzia delle Nazioni Unite dedicata all'uguaglianza di genere, organizzato insieme Deloitte Italia come knowledge partner e ospitato da Carter & Benson a Milano."I Wep - ha detto Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy - sono i sette principi, Women Emporement principles, che le Nazioni Unite da tempo hanno offerto alle aziende come un framework di riferimento per poter valutare in un modo quantitativo la situazione della gestione della parità di genere non solo nell'azienda, ma anche fuori dall'azienda. Questi sette principi sono diffusi poco in Italia quindi l'obiettivo nostro è far conoscere questo riconoscimento importante delle Nazioni Unite e soprattutto creare una community, un network tra le aziende che hanno già firmato o le aziende che magari sono certificate con altri certificazioni come ISO o UNI e creare un ecosistema sano fra le aziende virtuose".Nel corso dell'incontro è stato presentato il rapporto "Le aziende Wep in Italia", realizzato da Deloitte con Un Women Italy e Winning Women Institute, che evidenzia come nel mondo abbiano aderito ai Wep oltre 12 mila aziende in più di 190 Paesi, mentre in Italia le imprese firmatarie sono oggi 182."Il primo elemento sicuramente è garantire, e dal report questo emerge, un equo accesso al mondo del lavoro. Nel momento in cui lo garantiamo il secondo elemento sul quale è importante lavorare, e nel report emerge molto chiaramente, è un tema di progressione della carriera. L'Italia ha in questo caso un dato medio di board member in quota femminile di più del 44%, superiore alla media europea, grazie a interventi normativi che hanno portato a un'accelerazione del nostro Paese, ma se guardiamo all'interno della composizione solo il 2,9% di donne occupa posizioni in grado di essere driver decisionali" ha evidenziato Silvana Perfetti, Chair Deloitte Central Mediterranean.C'è poi il mondo delle istituzioni, che oltre a fornire servizi adeguati, deve dare il buon esempio favorendo l'uguaglianza di genere all'interno delle proprie mura."Investire sulle risorse umane, in particolare sulla leadership al femminile, è un po' un atout che abbiamo bisogno di coltivare e far sì che diventi strutturale e non solo episodico. Abbiamo lavorato sulla certificazione della parità sul bilancio di genere, ma in generale su tutte quelle esperienze che fanno crescere la consapevolezza di come sia importante oggi creare il contesto per cui uomini e donne insieme possono far crescere il loro percorso personale e la comunità nel suo insieme" ha concluso Anna Scavuzzo, vice sindaco di Milano.Segnali positivi arrivano infine dal fronte della certificazione di parità di genere: a febbraio 2026 le aziende italiane certificate secondo la UNI/PdR 125 hanno superato quota 12 mila, ben oltre il target fissato dal Pnrr. Un dato che, secondo i promotori, dimostra una crescente attenzione verso strumenti concreti e misurabili per ridurre il divario di genere.

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00:00L'Italia si conferma in ritardo nella partecipazione femminile al mercato del lavoro, tanto che nel 2025 il tasso di
00:06occupazione delle donne si è fermato al 58% contro il 71,3% della media europea.
00:13E' uno dei dati emersi durante la seconda edizione del Women's Empowerment Principles Forum, promosso da UN Women Italy, comitato
00:20italiano dell'Agenzia delle Nazioni Unite dedicata all'uguaglianza di genere, organizzato insieme a Deloitte Italia come knowledge partner e
00:27ospitato da Carter & Benson a Milano.
00:30I WEBS sono i sette principi Women's Empowerment Principles che le Nazioni Unite da tempo hanno offerto alle aziende come
00:39un framework di riferimento per poter valutare in un modo quantitativo la situazione della gestione della parità non solo nell
00:47'azienda ma anche fuori dall'azienda.
00:50Questi sette principi sono diffusi diciamo poco in Italia, quindi l'obiettivo nostro è far conoscere questo riconoscimento importante delle
01:00Nazioni Unite e soprattutto creare una community, un network tra le aziende che hanno già firmato o le aziende che
01:07magari sono certificate con altre certificazioni, la ISO piuttosto che la Uni e creare un ecosistema sano tra le aziende
01:15virtuose.
01:15Nel corso dell'incontro è stato presentato il rapporto le aziende WEB in Italia, realizzato da Deloitte con UN Women
01:22Italy e Winning Women Institute che evidenzia come nel mondo abbiano aderito ai WEB oltre 12.000 aziende in più
01:28di 190 paesi, mentre in Italia le imprese firmatarie sono oggi 182.
01:33Il primo elemento sicuramente è garantire e dal rapporto emerge un ecoaccesso al mondo del lavoro, nel momento in cui
01:39garantiamo un ecoaccesso al mondo del lavoro, il secondo elemento sull'importante lavorare nel rapporto emerge molto chiaramente un tema
01:46di progressione della carriera.
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01:55un dato che è superiore alla media europea grazie anche a interventi normativi che hanno portato ad un'accelerazione, ad
02:00una maturità del nostro paese, ma se guardiamo all'interno della composizione solo il 2,9% di donne occupa
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02:11C'è poi il mondo delle istituzioni che oltre a fornire servizi adeguati deve dare il buon esempio favorendo l
02:16'uguaglianza di genere all'interno delle proprie mura.
02:19Investire sulle risorse umane, in particolare sulla leadership al femminile, è un po' un natu che abbiamo bisogno di coltivare
02:26e di far sì che diventi strutturale non solo episodico.
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02:36la consapevolezza di come sia importante oggi creare il contesto per cui uomini ed uomini e uomini
02:41le donne insieme possono far crescere il loro percorso personale e la comunità nel suo insieme.
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02:50A febbraio 2026 le aziende italiane certificate secondo la Uni PDR 125 hanno superato quota 12.000, ben oltre il
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03:01Un dato che secondo i promotori dimostra una crescente attenzione verso strumenti concreti e misurabili per ridurre il divario di
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