00:13Buongiorno dai Musei del Cibo. Oggi vorrei parlarvi di un oggetto che si conserva nel
00:17Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma a Langhirano. È lo stiletto per uccidere i maiali,
00:23in dialetto Alcorador. D'ambito parmense risale alla metà circa del XX secolo ed è realizzato
00:29in ferro forgiato. È l'attrezzo che si usava nell'attività stagionale che l'etnografo e
00:36raccoglitore Don Enrico Dall'Oglio ha descritto come l'antica festa crudele, ma necessaria,
00:42l'uccisione del maiale, che un tempo, cioè prima dell'avvento delle celle fricorifere,
00:48si svolgeva unicamente nella stagione fredda. L'oggetto è formato da un tondino di ferro
00:55appiattito ed appuntito ad una delle estremità , mentre nell'altra è curvato fino a formare
00:59un'impugnatura composta da un anello e da una breve asta, che può, in alcuni esemplari,
01:05terminare con una sferetta. Come si usava? Si impugnava con la mano, facendolo passare fra
01:11l'indice e il medio, e si colpiva il cuore dell'animale con molta decisione per corare. La punta
01:18può avere forme diverse, a fiamma, a cono, per provocare una ferita sicuramente mortale e una
01:25fine pressoché immediata, ma con la minor sofferenza possibile. Il ricorso allo stiletto
01:30per uccidere il maiale è praticamente scomparso da circa 30 anni, da quando cioè la macellazione
01:36avviene con un'apposita pistola. In alcuni paesi della bassa parmense questo strumento è
01:43chiamato anche lancetta, nel dialetto locale lansata, perché infatti assomiglia a una piccola
01:49lancia.
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