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  • 7 hours ago
“Con le Clinical trial unit aumenta la possibilità e la capacità di includere i pazienti” nella ricerca clinica, migliora “la qualità dei dati e cresce il rispetto dei requisiti regolatori richiesti. I Ctu sono team multidisciplinari che affiancano il clinico, assicurando tutte quelle attività non mediche necessarie per migliorare la qualità degli studi. Quando riusciremo a stabilizzare queste infrastrutture l'Italia potrà essere davvero competitiva”. Lo ha detto Celeste Cagnazzo, presidente di Gidm - Gruppo italiano data manager e coordinatori di ricerca clinica, in occasione della Giornata internazionale degli studi clinici, che si celebra oggi, 20 maggio, ed è promossa dalle società scientifiche Afi (Associazione farmaceutici industria), Fadoi (Federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri internisti), Simef (Società italiana medicina farmaceutica) e dalla stessa Gidm, con il supporto di Roche, nell'ambito della campagna Ricerca Circolare.

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00:04Il valore aggiunto delle clinical trial unit è un valore di aumento delle performance del centro,
00:10lo dice molto bene uno studio della Bocconi. Aumenta la possibilità e la capacità di includere i
00:16pazienti, aumenta la qualità dei dati, aumenta il rispetto dei requisiti regolatori che vengono
00:20richiesti. Partiamo dal presupposto che non esiste un modello ufficialmente riconosciuto. In linea
00:25generale si tratta di team multidisciplinari che affiancano il clinico assicurando tutte quelle
00:30attività che mediche non sono, giuridiche, amministrative, informatiche, di data entry,
00:35per migliorare la qualità degli studi. Non esiste forse un modello unico a cui ispirarsi, sicuramente
00:40quello che dobbiamo imparare dall'estero è che la ricerca non è un passatempo ma è un lavoro,
00:45quindi quando riusciremo a stabilizzare le infrastrutture tutto cambierà e l'Italia
00:48ritornerà ad essere davvero competitiva.
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