00:00Quello che vedete alle mie spalle non è un luogo come tutti gli altri, perché a Superga si fa memoria
00:04della tragedia, sì, ma soprattutto si continua a vivere.
00:07È un punto fermo, dove il dolore non è rimasto immobile, si è trasformato in identità, senso di orgoglio, appartenenza,
00:13e per questo motivo ogni volta che un tifoso del Torre alza lo sguardo verso il colle, sente sangue e
00:17granate a ribollirgli un po' di più nelle vene.
00:19Superga è lutto, ma è anche la capacità di prendere una ferita e farne radice, qualcosa che tiene insieme una
00:24comunità e la rende più forte del tempo.
00:26Allora, nel 76, quando il Torino vince lo scudetto all'ultimo respiro, la Torino Granata esplode.
00:31È una gioia troppo grande per rimanere chiusa in uno stadio. È una gioia che si riversa nelle strade e
00:35che si rampica fin quassù, alla collina di Superga.
00:37È un processo estremamente naturale. Torino si tinge di granata e la notte si illumina con le fiaccole.
00:43Centinaia di migliaia di tifosi salgono da Sassi fino a Superga.
00:46E da Sassi a Superga il cammino è lungo e tortuoso e in salita, ma nessuno di questi tifosi si
00:51ferma,
00:52perché per loro quello è un motivo d'orgoglio e un omaggio agli invincibili a quella squadra inarrestabile che oggi
00:57non c'è più
00:58e un modo con le fiaccole per ridare luce alla loro storia.
01:02E così, tra fatica ed emozione, quella notte rimane un ponte tra passato e futuro
01:06perché a certi momenti te li porti addosso sempre, soprattutto quelli che sono stati conquistati passo dopo passo
01:12in una strada che a Torino è sempre stata in salita.
01:14Grazie a tutti.
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