00:04Dalla giornata mondiale del tumore ovarico celebrata a Roma nell'auditorium del Ministero
00:09della Salute e anche con iniziative pubbliche in Piazza del Popolo, il messaggio che arriva
00:15è chiaro. Maggiore presa in carico nelle strutture specializzate, attivazione di percorsi di
00:20prevenzione, definizione di centri di riferimento regionali, disponibilità di standard minimi
00:26nazionali per l'accesso ai percorsi di cura, incremento dei finanziamenti alla ricerca e
00:31più attenzione alla qualità di vita. E la direzione di queste richieste è ben definita,
00:37rendere il tumore ovarico una priorità di salute pubblica, contraguardi misurabili, tempi certi
00:42e responsabilità verificabili. Ogni giorno in Italia 15 donne ricevono una diagnosi di tumore
00:48all'ovaio, per un totale di più di 5.400 diagnosi ogni anno. La struttura in cui scelgono di essere
00:55eseguite è fondamentale per poter usufruire dei migliori trattamenti.
01:00Noi vorremmo entro il 2030 che la quasi totalità delle pazienti non scegliesse il centro di cura
01:07per caso ma fosse affidato a centri esperti. Noi vogliamo insieme alle associazioni pazienti
01:13e ai clinici con un'unica voce chiedere alle istituzioni cosa va fatto e prendere degli impegni
01:22con le istituzioni affinché venga fatto tutto entro breve tempo, perché purtroppo
01:27questa malattia non può aspettare.
01:30La carta vincente contro il tumore ovarico è la prevenzione. Nel corso dell'incontro
01:35è stata presentata la prima agenda nazionale di impegno per le donne con tumore ovarico,
01:39promossa dalla campagna di sensibilizzazione insieme di insiemi.
01:44Una diagnosi precoce può cambiare la prognosi perché ci può consentire di fare
01:49degli interventi chirurgici completi e associare a questi interventi chirurgici
01:54una terapia efficace. È chiaro quindi che nella campagna di screening
01:58la comunicazione è fondamentale ed è questo che oggi noi proponiamo con questo evento
02:06insieme di insiemi.
02:07L'agenda promuove la centralità delle cure e richiama l'equità di accesso
02:11in un contesto quello italiano, in cui le differenze territoriali si fanno sentire
02:16anche quando si parla di rischio eredo familiare, il quadro nazionale è frammentato e iniquo.
02:23Il quadro che abbiamo descritto oggi racconta di un'Italia a velocità diverse
02:28e non è una questione di latitudini.
02:30Lo stato dell'arte oggi fotografa soltanto 8 regioni su 20 ad avere approvato il PDTA
02:37per le persone portatrici delle alterazioni genetiche come BRCA1 e BRCA2,
02:42quindi vuol dire che in 8 regioni le persone sanno dove andare, nelle restanti 12 no.
02:47Una persona portatrice di queste alterazioni genetiche, se la si riconosce,
02:53le si possono offrire dei trattamenti target in grado di cambiare la promiosi della malattia
02:59e penso che ognuno di noi vorrebbe avere davanti delle opzioni terapeutiche efficaci
03:04quando si ha davanti una diagnosi di cancro.
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