00:14Il padiglione svizzero quest'anno c'è una mostra collettiva a partire di archivi della
00:21televisione svizzera e abbiamo concepito questo padiglione come una specie di montaggio nello
00:26spazio dove l'architettura e lo spazio del video si incontrano. Noi abbiamo giocato un po'
00:33dell'architettura originale di Bruno Giacometti creando nuove mura e un nuovo modo di orientarsi.
00:38Questo spazio è stato concepito in modo storico per avere delle sculture in uno spazio semi aperto,
00:46lavori grafici nello spazio vetrato e poi dipinti nello spazio più grande. Cioè a passo naturale di
00:55riconfigurare gli spazi per poter creare degli spazi video adeguati. Abbiamo lavorato a partire di
01:02questo archivio svizzero un momento molto specifico del 1978 e del 1984 dove per la prima volta persone
01:14queer in svizzera sono state invitati in televisione in diretta a esprimersi sulla loro vita. Questo
01:21momento di visibilità è molto importante, è abbastanza sconosciuto e dunque nello spazio principale
01:29nella sala di pittura si vede un montaggio di un'ora fatto di archivi della televisione e i nuovi
01:37lavori degli artisti che abbiamo ritratto a lavorare su questo soggetto e su questo momento della storia
01:44svizzera e su questo archivio. Noi abbiamo voluto lavorare con il tempo come materiale
01:51artistico e la distanza che crea il tempo su come si possono capire certi eventi storici,
01:58anche romanticizzarli e questo è stato un po' il nostro approccio di usare la distanza come processo
02:04e materiale artistico e dunque la scelta del bianco e nero, il muro a colori, la coppia in bianco
02:10e nero, i mattoni e poi questi glitch tra il colore e il bianco nero riapparano in tutto il padiglione.
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