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  • 6 hours ago
“Non intercettare una persona in tempo significa non poterle offrire informazioni sulla chirurgia di riduzione del rischio, che va cucita come un abito sartoriale addosso alla persona che sceglie se e quando intraprendere questo percorso”. Inoltre, “una persona portatrice di queste alterazione genetica, se la si riconosce, le si possono offrire dei trattamenti target in grado di cambiare la prognosi della malattia. E penso che ognuno di noi vorrebbe avere davanti delle opzioni terapeutiche efficaci quando si ha davanti una diagnosi di cancro”. Lo ha detto Ornella Campanella, presidente dell’Associazione Abrcadabra, intervenuta al convegno organizzato al ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale del tumore ovarico che si celebra l’8 maggio.  Nel corso dell'incontro è stata presentata la prima 'Agenda nazionale' di impegno per le donne con tumore ovarico, promossa dalla campagna Insieme di Insiemi.

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00:03Il quadro che abbiamo descritto oggi racconta di un'Italia a velocità diverse e non è una
00:09questione di latitudini. Lo stato dell'arte oggi fotografa soltanto 8 regioni su 20 ad
00:15avere approvato il PDTA per le persone portatrici delle alterazioni genetiche come BRCA1 e BRCA2,
00:22quindi vuol dire che in 8 regioni le persone sanno dove andare, nelle restanti 12 no. La
00:28stessa cosa è anche per le esenzioni di 99 o di 97 che consentono alle persone di eseguire
00:35le prestazioni previste dal protocollo di sorveglianza senza doverle pagare di tasca propria. Parliamo
00:40di una forbice tra i 500 e i 1000 euro all'anno a persona, pensate a chi se le deve
00:47pagare di
00:48tasca propria e chi magari in quelle famiglie dove c'è più di una persona portatrice, quindi
00:53queste velocità diverse diventa davvero sempre più intollerabile e basterebbe veramente poco per
01:00omogenizzare i contenuti e fare in modo che tutti questi provvedimenti dicano anche la stessa cosa
01:05perché un altro delle criticità è proprio che coprono prestazioni diverse. L'ultimo punto che ci sta
01:12particolarmente a cuore e finalmente grazie alle evidenze scientifiche solidissime di cui disponiamo
01:18oggi è che le due chirurgie di riduzione del rischio, l'annesectomia e la mastectomia che sappiamo
01:25non ridurre il rischio a zero perché il rischio a zero in medicina non esiste, oggi non sono
01:31contemplate all'interno dei LEA e invece è quella la direzione nella quale andare per mettere in sicurezza
01:37le persone e battere sul tempo il cancro. Prima e questa è un'opportunità straordinaria che
01:44nell'ambito dell'oncologia di fatto non esiste, quindi sprecarla è veramente molto pericoloso.
01:50Non intercettare una persona in tempo significa non poterle offrire due percorsi che sono
01:56estremamente importanti. Il primo è quello di informarla sulla chirurgia di riduzione del rischio
02:03che va cucita come un abito sartoriale addosso alla persona che sceglie se e quando intraprendere
02:10questo percorso che è sempre quello che dicevamo prima, di essere messa in sicurezza e di fare
02:15in modo che essere portatrice non diventi mai paziente, rimanere portatrice senza diventare
02:23paziente oncologica. L'altro ovviamente è fondamentale che una persona portatrice di queste
02:30alterazioni genetiche se la si riconosce le si possano offrire dei trattamenti target in grado
02:36di cambiare la promiosi della malattia e penso che ognuno di noi vorrebbe avere davanti delle
02:42opzioni terapeutiche efficaci quando si ha davanti una diagnosi di cancro.
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