Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
Attesa come un’epifania dopo lo straordinario spettacolo dell’andata, la semifinale di ritorno fra Paris St.Germain e Bayern ha un po’ deluso le aspettative. È finita 1-1 e il Psg torna in finale per il secondo anno di fila, ma non è il numero di gol per forza di cose ridotto rispetto alla scorsa settimana la chiave di uno show in tono minore. Semplicemente, stavolta c’è stata una differenza di valori netta fra le due squadre: agevolato verosimilmente dal gol all’alba della partita, che dilatava a due le lunghezze di vantaggio, Luis Enrique ha impostato una magistrale gara di pressing e contro-aggressione partendo da un baricentro basso e protetto. E il Bayern ci ha capito poco, perdendo una quantità di palloni sui frequenti raddoppi dei parigini, rischiando più volte di subire il 2-0 dallo scatenato Kvara - nettamente migliore in campo - e raggiungendo il pari fuori tempo massimo per sperare nel raddoppio che l’avrebbe portato ai supplementari. Kane ha segnato al 93’, e nei tre minuti di recupero che restavano la palla non si è più avvicinata alla porta di Safonov. Ha deluso Olise, si è visto poco Diaz, Musiala ha mancato nel finale del primo tempo la chance per accelerare la rimonta. E quell’errore è stato lo slinding doors della serata. Il Psg si candida quindi a diventare la seconda squadra nell’era della Champions League (che cominciò nel 1992) capace di un back to back, ovvero di confermarsi campione. Fin qui c’è riuscito soltanto il Real Madrid di Zidane, addirittura per tre volte, dal 2016 al 2018. Per riuscirci, Luis Enrique dovrà superare la resistenza dell’Arsenal, e vedere i londinesi sfavoriti è quasi un paradosso perché parliamo della squadra che ha chiuso in testa la fase a girone con 8 vittorie in 8 partite, e che potrebbe presentarsi in Ungheria fresco del titolo di Premier. Però il Psg ruba talmente l’occhio che il pronostico, come detto, pende dalla sua parte. E quindi l’Arsenal, per prevalere e vincere finalmente la sua prima coppa dei Campioni - bello chiamarla ancora così, quando si parla di debutti - dovrà estremizzare al massimo le caratteristiche di robustezza che Arteta gli ha dato, percorso esemplare di un ex-secondo di Guardiola che nelle sei stagioni e mezza di mandato a Londra si è evoluto in una direzione diversa. Sempre rispettosa del gioco propositivo, ma con una difesa più salda e trattenuta e uno sviluppo delle giocate su palla inattiva che ha portato decine di punti. L’Arsenal ha battuto tutti nella fase ascendente della stagione, compreso il Bayern che nella prima fase ha sporcato il suo record perdendo soltanto all’Emirates Stadium. Poi sono iniziati gli infortuni, peraltro toccati a tutti in stagione, e lì si è visto il vero salto di qualità dei Gunners: anni di campagne acquisti generose e comunque mirate hanno creato una rosa di 25 giocatori veramente intercambiabili, per valore ed esperienza. L’ultima aggiunta di Gyokeres al centro dell’attacco ha colmato un vuoto storico, ma Arteta non ha preso soltanto un goleador. Ha investito anche su un terminale capace di sbattersi da una parte all’altra del campo senza requie, rendendo impervia ogni ripartenza avversaria. Ha acquisito nella stessa estate, oltre al centravanti svedese, due fantasisti d’attacco come Eze e Madueke. In tre fanno 200 milioni tondi. Insomma, andando a spanne stiamo 60 a 40: le premesse per una bella finale

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:06Attesa come un'epifania dopo lo straordinario spettacolo dell'andata, la semifinale di ritorno
00:12fra Paris Saint Germain e Bayern ha un po' deluso le aspettative. E' finita 1 a 1. Il PSG torna
00:18in
00:18finale per il secondo anno di fila. Ma non è il numero di gol per forza di cose ridotto rispetto
00:24la scorsa settimana la chiave di uno show in tono minore. Semplicemente, stavolta c'è stata una
00:31differenza di valori netta fra le due squadre. Agevolato verosimilmente dal gol all'alba della
00:38partita, che dilatava a 2 le lunghezze di vantaggio, Luis Enrique ha impostato una magistrale gara di
00:44pressing e controaggressione partendo da un baricentro basso e protetto. E il Bayern ci ha capito poco,
00:52perdendo una quantità di palloni sui frequenti raddoppi dei parigini, rischiando più volte di
00:58subire il 2 a 0 dallo scatenato Kvara, nettamente il migliore in campo, e raggiungendo il pari
01:05fuori tempo massimo per sperare nel raddoppio che le avrebbe portato ai supplementari.
01:10Harry Kane ha segnato al 93esimo e nei tre minuti di recupero che restavano la palla non si è più
01:17avvicinata alla porta del bravo Safonov. Ha deluso Olise molto, si è visto poco Diaz. Musiala
01:25ha mancato nel finale del primo tempo la chance per accelerare la rimonta e quell'errore è stato
01:31lo sliding doors della serata. Il PSG si candida quindi a diventare la seconda squadra nell'era della
01:38Champions League, che cominciò nel 1992, la seconda squadra capace di un back to back,
01:45ovvero di confermarsi campione. Fin qui c'è riuscito soltanto il Real Madrid di Zidane addirittura per
01:51tre volte dal 2016 al 2018. Per riuscirci Luis Enrique dovrà superare la resistenza dell'Arsenal
01:58e vedere i nondinesi sfavoriti è quasi un paradosso, perché parliamo della squadra che ha chiuso in testa
02:03la fase a girone, otto vittori in otto partite e che potrebbe presentarsi in Ungheria fresco del
02:10titolo di Premier League. Però il PSG ruba talmente l'occhio che il pronostico, come detto, pende dalla
02:16sua parte. E quindi l'Arsenal, per prevalere e vincere, finalmente, la sua prima Coppa dei
02:23Campioni, bello chiamarla ancora così quando si parla dei debutti, dovrà estremizzare al massimo le
02:29caratteristiche di robustezza che Arteta gli ha dato. Percorso esemplare di un ex secondo di
02:36Guardiola che nelle sei stagioni e mezza di mandato a Londra si è evoluto in una direzione diversa,
02:43sempre rispettosa del gioco propositivo, ma con una difesa più salda e trattenuta e uno
02:50sviluppo delle giocate su palla inattiva che ha portato decine di punti. L'Arsenal ha battuto tutti
02:56nella fase ascendente della stagione, compreso il Bayern che nella prima fase ha sporcato il
03:02suo record perdendo soltanto l'Emirates. Poi ci sono iniziati gli infortuni, peraltro toccati
03:08a tutti in stagione. E lì si è visto il vero salto di qualità dei Gunners. Anni di campagne
03:15acquisti generose e comunque mirate hanno creato una rosa di 25 giocatori veramente intercambiabili,
03:23per valore e per esperienza. L'ultima giunta di Giocheres al centro dell'attacco ha colmato
03:30un vuoto storico, ma Arteta non ha preso soltanto un goleador. Ha investito anche su un terminale
03:36capace di sbattersi da una parte all'altra del campo senza requie, rendendo impervia ogni
03:43ripartenza avversaria. Ha acquisito nella stessa estate, oltre al centravanti svedese, due fantasisti
03:50d'attacco come Eze e Madueke. In tre fanno 200 milioni tondi. Insomma, andando a spanne
03:59stiamo 60-40. Le premesse per una bella finale.
Commenti

Consigliato