Oltre un centinaio di attivisti di Anga (art not genocide alliance), inclusi artisti e curatori dei padiglioni, stanno manifestando contro la decisione della Biennale di accogliere Israele. «Siamo solidali con la giuria che ha dovuto dimettersi perché l’artista israeliano ha minacciato di ricorrere alla corte dei diritti umani - hanno detto al microfono - Siamo al paradosso, Israele che sta compiendo un genocidio è stato incluso perché l’artista ha minacciato di ricorrere alla corte dei diritti umani perché la sua esclusione è un atto antisemita». Urlando gli slogan Silent is complicity e No art washing e molti altri il corteo si è spostato dal padiglione Israele fino alle Galeazze (Vera Mantengoli)
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