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Paolo Adinolfi: Un magistrato svanito nel nulla | #Chilhavisto 2009.02.09
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TVTrascrizione
00:00C'è una telefonata partita dal cellulare di un uomo potente e arrivata al giudice Paola
00:05Di Nolfi, prima della sua scomparsa, che rappresenta un vero e proprio intrigo.
00:12Era arrivata nello studio del magistrato, che era situato nell'abitazione della madre.
00:17La persona che usava quel numero ha sempre negato di aver fatto questa chiamata rilevata
00:22dai tabulati, sostenendo che il suo telefono fosse stato clonato.
00:27Il numero era nella disponibilità di un alto funzionario dell'ENI, l'ente leader mondiale
00:32nei servizi petroliferi.
00:35Gli inquirenti arriveranno a saperlo solo quattro anni dopo la scomparsa di Paola Di Nolfi, ma
00:40si troveranno di fronte a un rebus e sul nodo inspiegato della clonazione l'indagine si bloccherà.
00:50Era accaduto che controllando i tabulati del numero di telefono dello studio del giudice romano,
00:55gli investigatori, tra le chiamate in entrate e in uscita, si erano imbattuti in questo
00:59recapito sconosciuto.
01:01Un recapito che non avevano notato altri loro colleghi nelle immediatezze della sparizione.
01:07Gli ispettori capirono subito che non riguardava la madre e risalirono a un numero che sembra
01:12sia appartenuto prima a una segretaria di Gabriele Cagliari.
01:16Il presidente dell'ENI, morto suicida in carcere, a San Vittore, travolto dal tempestoso
01:20scandalo di Tangentopoli.
01:23Era importante capire quale dirigente dell'ENI lo avesse usato nel 1994 e per quale motivo
01:29si fosse messo in contatto con Di Nolfi.
01:32Ma quando la procura di Perugia, l'11 luglio del 1998, chiese all'ente nazionale idrocarburi
01:38e delucidazioni sull'utenza radiomobile dalla quale era partita questa telefonata, ottenne
01:42come risposta che il numero era stato in uso in quella primavera del 1994 a un ingegnere,
01:48un direttore che dopo essere stato un importante funzionario dell'ENI era passato a dirigere
01:53la Saipem.
01:54Una società che fa capo al gruppo ENI specializzata nella ricerca di giacimenti di idrocarburi,
02:00nell'attivazione di pozzi petroliferi e nella costruzione di olodotti.
02:06Un uomo dalle molte cariche, sempre in ascesa.
02:09Qualche anno fa, l'autorevole Corriere della Sera l'aveva inserito nell'elenco dei 50 uomini
02:14d'oro italiani, le 50 persone che avevano dichiarato il più alto reddito annuale.
02:21Dopo aver indicato, come richiesto, il nome del dirigente che aveva a disposizione quel
02:25numero di cellulare, il responsabile della sicurezza dell'ENI però aggiungeva.
02:29In data 2 giugno 1994, l'utenza è stata cessata a seguito di clonazione segnalataci
02:36dalla Telecom in data 20 maggio 1994 e riscontrata dai tabulati di traffico telefonico del 6 e
02:447 maggio 1994, per i quali è stata presentata denuncia ai carabinieri di Roma Parioli in
02:50data 1 giugno 1994 con disconoscimento del traffico internazionale.
02:56Successivamente, su richiesta dei carabinieri di Roma Parioli, è stata presentata una ulteriore
03:01denuncia querela, in data 13 12 94, con la evidenziazione dei numeri presenti in detto
03:07tabulato e non riconosciuti.
03:10La telefonata sulla quale si era tentato di indagare era arrivata nello studio del giudice
03:15il 9 maggio del 1994, quasi due mesi prima della sua sparizione.
03:20Secondo il responsabile della sicurezza dell'ENI, la Telecom aveva segnalato la clonazione il
03:2520 maggio, poiché l'alto funzionario aveva disconosciuto le chiamate che dal suo numero
03:30erano state effettuate in Nord Africa il 6 e il 7 maggio.
03:35La denuncia era stata presentata il 1 giugno, quasi un mese dopo la chiamata giunta nello
03:40studio di Adinolfi.
03:42E solo il 13 dicembre, cioè 5 mesi dopo la scomparsa di Paola Adinolfi e dietro sollecitazione
03:48dei carabinieri, si era poi provveduto a disconoscere anche le altre telefonate, tra cui quella giunta
03:53il 9 maggio del 1994 nello studio del magistrato.
03:57Dalla ricezione di questa spiegazione dell'ENI, erano passati altri 4 mesi prima che l'alto
04:03funzionario venisse convocato dagli investigatori che volevano ascoltare direttamente la sua
04:07versione.
04:08Era il 20 novembre del 1998 e nel verbale oggi notiamo che non c'è nessun cenno alla clonazione.
04:14Leggiamo invece che il dirigente spiegò.
04:17In data 9 maggio 1994, l'apparato cellulare radiomobile era nella mia disponibilità, ma escludo
04:25di aver contattato il dottor Adinolfi, in quanto persona da me non conosciuta e con la
04:31quale non avevo motivo di comunicare, sia per motivi professionali che personali.
04:39In quei 4 anni, dalla scomparsa del giudice alla convocazione dell'alto funzionario, tutti
04:44i telegiornali e altre trasmissioni televisive, comprese la nostra, avevano dato spazio alla
04:49sconcertante sparizione.
05:12Ma l'ingegnere, come si legge ancora nel verbale, affermò di non aver mai conosciuto
05:18Paolo Adinolfi, di non aver mai sentito parlare della sua scomparsa.
05:21Mai.
05:23Non ho mai conosciuto il giudice Paolo Adinolfi, né l'ho mai sentito nominare.
05:27Nemmeno nei periodi in cui, apprendo ora, è stato oggetto di attenzione da parte degli
05:32organi di stampa.
05:34Se non è stato quello che nel 1994 era un alto dirigente dell'ENI a fare quella telefonata,
05:40chi l'ha fatta?
05:41È stato solo un caso?
05:42Oppure qualcuno ha scelto di clonare proprio il suo numero di telefono?
05:47Forse, solo un'organizzazione criminale o i servizi segreti, in quell'epoca, erano
05:51in grado di clonare i numeri di cellulare.
05:55Chiunque abbia fatto quella telefonata potrebbe essere coinvolto nella sparizione del giudice
05:59romano.
06:00Si sarebbe potuto scoprire molto di più chiedendo alla Telecom i tabulati telefonici relativi
06:04a quel numero dell'ENI.
06:07Capire se, attraverso quell'utenza, qualcuno avesse cercato di contattare ancora Adinolfi,
06:11magari su altri suoi recapiti telefonici.
06:14La DIA, la Direzione Investigativa Antimafia, sollecitò la procura in questo senso, come
06:19si legge in quest'altro documento, suggerendo di controllare le chiamate relative ai mesi
06:24di maggio, giugno e tutto luglio, ben oltre alla scomparsa di Paolo Adinolfi.
06:29Ma la richiesta alla Telecom, da parte del pubblico ministero di Perugia, non fu fatta e
06:35non vennero controllate neppure le telefonate ricevute nell'ufficio del magistrato, che del
06:39resto non possedeva un cellulare.
06:42E le chiamate disconosciute dal dirigente e partite dal numero che aveva in uso verso
06:46il Nord Africa?
06:47Sarebbe stato interessante capire a chi appartenessero quei numeri stranieri.
06:51Un italiano?
06:52Un magribino?
06:53Una società?
06:55E quale?
06:56Verificandolo, si sarebbe potuti anche risalire all'autore delle chiamate.
07:00Ricerche che dovevano essere fatte dai primi PM incaricati, non certo solo dall'ultimo che
07:05ha ereditato le indagini.
07:07Ma qui i tabulati non sono mai stati richiesti e ormai sono andati distrutti.
07:19Paola Adinolfi ha svolto per vari anni le funzioni di giudice delegato presso il Tribunale
07:24fallimentare di Roma. Ed è qui che si è occupato di pratiche scottanti, cercando di
07:29bloccare affari loschi che vedevano coinvolti faccendieri e politici. Il suo scrupolo e il
07:35suo rigore lo avevano portato a scontrarsi ripetutamente con chi benificava il suo operato.
07:42Esasperato, aveva chiesto di essere trasferito e nei primi mesi del 1994 era passato alla quarta
07:48sezione civile della Corte d'Appello della Capitale. Ma aveva continuato ostinatamente a
07:54cercare di far pulizia, senza dimenticare nomi, documenti, fatti, personaggi nei quali
07:58si era imbattuto. Proprio alla vigilia della scomparsa si era messo in contatto con Carlo
08:04Nocerino, un pubblico ministero che a Milano stava indagando su grandi scandali economici
08:08e politici. Gli aveva chiesto un appuntamento, doveva fargli importanti rivelazioni. Che non
08:16avrà il tempo di fare, perché il 2 luglio del 1994 il magistrato romano viene fatto sparire.
08:26Ricostruiamo i suoi movimenti di quella mattina. Paolo Adinolfi esce dalla sua casa in via della
08:30Farnesina verso le 8.30, sale a bordo della sua BMW e guida fino al Tribunale Civile di
08:36Roma, in Viale Giulio Cesare, dove aveva portato avanti le sue scomode inchieste alla fallimentare.
08:42Qui alle 10, nello sportello della Banca di Roma all'interno del Tribunale, effettua
08:46un'operazione bancaria. Un trasferimento di 10 milioni per chiudere il suo conto qui
08:51e aprirlo nella filiale situata nei nuovi uffici in cui era stato destinato. A distanza
08:57di anni, per la prima volta, parla un avvocato che dichiara di averlo effettivamente visto
09:01qui. Due e tre persone davanti a me, cioè il dottor Adinolfi, buongiorno, buongiorno,
09:05e tutto è finito lì. Mi è sembrato solo, mi è sembrato tranquillo, in fila, senza
09:09nessuna forma né di nervosismo né di agitazione. Adinolfi si reca poi nella biblioteca giudiziaria,
09:17sempre all'interno dello stesso Tribunale, dove ritira degli atti. L'impiegato lo nota,
09:22sostiene di averlo visto accompagnato da un uomo ben vestito. Un giovanotto da circa 30-35
09:28anni. Aveva i capelli corti, senza occhiavi, dal viso pulito, ben vestito, non elegante,
09:36però con una camicia carina, ben vestito. Sono sicuro perché io ho chiesto, dico lei,
09:44e il giudice mi ha detto che è con me.
09:48Chi era quest'uomo? Sono stati fatti ripetuti appelli perché si palesasse, ma non si è mai
09:53fatto riconoscere. Alle 11.30 Paolo Adinolfi viene poi notato nell'ufficio postale del complesso
09:59giudiziario di Piazzale Clodio. All'uscita viene visto da Paolo Celotti, un magistrato
10:05con cui ha condiviso lo stesso ufficio per tre o quattro anni.
10:08Mentre procedevo così incontro a lui, ho visto che camminava tenendo gli occhi verso terra
10:17e aveva un'espressione che manifestava un certo disagio, un certo disturbo.
10:26Entro le 11.50, orario di chiusura degli uffici postali in giorni prefestivi, Adinolfi
10:32si reca nell'ufficio postale di Via Nè Donadi e qui compie un atto strano. Invia un
10:36baglia di 500.000 lire a sua moglie. La grafia è la sua, la consorte lo confermerà.
10:43Una grafologa interpellata spiegherà che a scrivere è una persona agitata, preoccupata.
10:49Ma quella mattina il magistrato era già stato in un ufficio postale. Se avesse voluto trasferire
10:54quel denaro avrebbe già potuto farlo. Ma allora perché entra anche qui? Forse qualcuno
11:01lo sta seguendo e lui preoccupato o cerca un luogo affollato? Forse si sente minacciato
11:06e vuole lasciare un segno ben visibile del suo passaggio da queste parti? Le tracce del
11:11giudice si perdono qui. I familiari, allarmati per il suo mancato ritorno, lo cercano per
11:19tutto il pomeriggio e tutta la sera. È talmente incredibile per loro la sua scomparsa che lo
11:24cercano anche in tutti gli ospedali. Continuano anche di notte e proprio in piena notte la figlia
11:31trova l'auto parcheggiata in Via Svezia, nei pressi del villaggio olimpico. Il giudice
11:37è solito parcheggiare l'auto in questa zona quando vuole recarsi nella vicina chiesa di
11:41San Valentino. Ma il parroco non lo vede quella mattina. È strano dunque chi abbia parcheggiato
11:47qui, considerato che essendo un sabato di luglio avrebbe trovato parcheggio ovunque con facilità
11:53se avesse voluto recarsi nel suo studio, a casa della madre. E certamente avrebbe portato
11:58con sé le ricevute delle bollette che le aveva pagato, per consegnargliele. Invece le bollette
12:02sono state ritrovate nella sua macchina. Qui va sottolineato subito che proprio all'indirizzo
12:08del suo studio verranno trovate tracce ambigue di un suo presunto passaggio. Adinolfi avrebbe
12:14percorso un chilometro a piedi da dove è stata trovata la sua macchina fino all'ufficio postale
12:18di Via Nadi. E poi, a bordo della linea 3 dell'Atac, da viale della diciassettesima
12:24Olimpiade avrebbe raggiunto Via Slataper, dove c'è la casa della madre col suo studio
12:29privato. Perché avrebbe dovuto scegliere un percorso così complicato? Nell'abitazione
12:34della madre non lo vede nessuno, anche se, qualche anno dopo, il figlio del portinaio
12:39dirà di aver intravisto per pochi secondi, di spalle, una figura che poteva sembrare
12:44il giudice. La mamma di Adinolfi resta a casa tutta la giornata, a parte dieci minuti, nei
12:49quali vadano avvicina. Possibile che il magistrato sia salito proprio in quei dieci minuti? E se
12:55così fosse, possibile che non si sia preoccupato per l'assenza della madre?
12:59Lui era abbastanza attensivo rispetto a possibili problemi di salute della madre. Una volta non
13:08gli aveva risposto al telefono ed era subito, si era precipitato da casa sua fino a casa della
13:15madre per vedere se si sentiva male. Quindi si può immaginare che se avesse suonato proprio
13:21in quei dieci minuti dell'assenza della madre non si sarebbe limitato ad andarsene, ma
13:27magari avrebbe chiesto al portiere come mai non c'era, come mai non rispondeva.
13:34Alle 21.30 del giorno dopo la scomparsa, dei poliziotti si recano nello studio di Adinolfi
13:39per controllare il suo computer e nel corso dell'intervento notano due mazzi di chiavi all'interno
13:43della cassetta delle lettere. Sono quelle della BMW e dell'appartamento dei coniugi Adinolfi.
13:49Potrebbe averle messe il magistrato la mattina prima, quella della scomparsa? Non sembra possibile
13:55perché prima del passaggio dei poliziotti sia la mamma del magistrato che il portinaio
14:00che avevano guardato più volte e non le avevano notate. L'episodio delle chiavi nella
14:05cassetta delle lettere appare da subito un tentativo di far credere volontaria la scomparsa
14:10del giudice. Lo stesso giorno della visita dei poliziotti nello studio di Adinolfi, cioè
14:15il giorno dopo la sparizione, arriva la segnalazione di un avvocato, ex compagno di università
14:20del giudice. L'uomo sostiene di aver visto il conoscente la mattina del 2 luglio, verso
14:25le 12.30, sull'autobus numero 4, direzione stazione Termini. L'avvocato racconta agli
14:31inquirenti di essere sceso alla fermata di via 20 Settembre, mentre Adinolfi avrebbe
14:35proseguito. Non furono mai trovati altri testimoni, nonostante l'autobus ospitasse diversi passeggeri
14:42e interrogati, neppure i conducenti potranno confermare questa dichiarazione.
14:47Quando abbiamo cominciato a occuparci di questa intricatissima storia, ancora prima di recarci
14:52a Perugia per parlare con il pubblico ministero Alessandro Cannevale e farci autorizzare ad
14:57accedere a tutti gli atti, abbiamo cercato tutte le agenzie di stampa e i telegiornali
15:01che raccontassero la vicenda.
15:03Ebbene, abbiamo notato una cosa quanto meno singolare. La prima agenzia di stampa che parla
15:08della scomparsa del giudice è del 3 luglio, il giorno dopo la scomparsa. Il primo Tg invece
15:14va in onda alle 13.30 del 4 luglio, due giorni dopo la sparizione. Eppure, alle 19 del giorno
15:22prima, cioè del 3 luglio, arriva già la segnalazione dell'avvocato, che è l'ultima
15:26persona che avrebbe visto il magistrato vivo. Una testimonianza fondamentale la sua, poiché
15:31spinse i primi inquirenti ad avvalorare l'ipotesi di un allontanamento volontario nelle ore
15:36cruciali per la risoluzione del caso. Ipotesi inconsistente per gli investigatori e il magistrato
15:42Alessandro Cannevale, che poi approfondiranno le indagini.
15:46Quest'avvocato che per ultimo avrebbe visto vivo Paolo Adinolfi, telefona alle 19 al 113
15:52e dice di aver incontrato il conoscente la mattina precedente, cioè quella della scomparsa.
15:57Il giorno dopo viene ascoltato in quest'ora e porta con sé addirittura il biglietto obliterato
16:02dell'autobus. Come fa quest'uomo a sapere della scomparsa in modo tanto tempestivo? Il
16:08Tg è bene ricordarlo, beh non dal giorno dopo la sua telefonata al 113. Nel corso degli
16:14interrogatori nessuno gli pone questa domanda, eppure è lui l'ultima persona che avrebbe visto
16:19Adinolfi vivo, quindi la sua testimonianza è estremamente importante, per questo l'abbiamo
16:23cercato a lungo, per capire meglio, per fargli appunto questa domanda. Come è saputo della
16:28scomparsa di Adinolfi? Siamo andati prima all'università La Sapienza, dove l'avvocato
16:33lavora anche come ricercatore, ma in segreteria ci hanno risposto che qui nella facoltà non
16:38viene mai. Siamo andati poi nella casa dove l'uomo aveva il domicilio, ma oggi è vuota.
16:46Infine siamo andati là dove risulta avere la residenza, a casa di sua madre. Il custode
16:51ci dice che non c'è, ma poi sopraggiunge il fratello dell'avvocato, sale e scende diverse
16:56volte è per avvertire che siamo qui ad aspettare. Infine arriva anche l'avvocato
17:01che cerchiamo. Ci presentiamo gentilmente, vorremmo solo capire dove avrebbe effettivamente
17:06incontrato Adinolfi, che cosa si sarebbero detti e come ha saputo della sua scomparsa.
17:10Ma lui è irremovibile. Stranamente non vuole parlare di questo episodio.
17:15Lei è l'ultima persona che ha visto il dottor Adinolfi, si ricorda il magistrato che è
17:21scomparso, quindi volevo scomparmi a chiedere con lei se fosse così gentile, anche senza telecamera.
17:25Mi parlo con la sua. Anche senza telecamera? Grazie.
17:29Avvocato mi perdoni? Perché? Perché? Lei è stata così gentile, appunto, è l'ultima
17:35persona che l'ha visto, per me è fondamentale. Grazie. Perché?
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