00:00La scuola delle parole di Nunzia Sorrentino. Nunzia Sorrentino nasce a Napoli e dopo la laurea
00:08è un master, oggi lavora come CEO co-privator di contenuti digitali nel settore moda e lifestyle.
00:17Coltiva da sempre la passione per la scrittura e la scuola delle parole e il suo esordio letterario
00:23edito da Del Rai Edizioni per la collana Orion che mi è piaciuto un sacco perché non solo
00:30Orione rappresenta una costellazione ma è una raccolta di testi impegnativi diciamo così ma
00:37necessari per comunicare un messaggio all'animo umano e quindi possono andare dall'attualità
00:43alla storia antica. Nello specifico parliamo appunto di La scuola delle parole, un esordio letterario
00:50come stavo dicendo che Del Rai Edizioni mi ha gentilmente concesso l'onore di leggere e che
00:57ringraziamo ovviamente. È un libro breve, sono una cinquantina di pagine e al suo interno c'è una
01:03storia che può essere benissimo considerata una sorta di fiaba per bambini. Protagonisti sono appunto
01:13Marie e il suo figlio Adam, Adam ha sei anni e non ha mai detto una parola. Marie è una
01:22mamma single
01:23che si districa tra lavoro impegni e tutto quello che la quotidianità di una mamma single possa mai
01:31mettere in atto e incoraggiata da una delle insegnanti di Adam viene a conoscenza di questo
01:40luogo, la scuola delle parole appunto, dove probabilmente potrebbero aiutare il suo figlio
01:47nel risolvere questo suo problema. La scuola delle parole è un edificio ai confini di un bosco fondato
01:58dal signor Mott. Signor Mott anche lui è un insegnante devoto che ha deciso di abbandonare tra
02:06virgolette l'insegnamento classico per aiutare le persone di tutte le età a risolvere quelle che
02:13sono le problematiche di diciamo di dizione, persone balbuzienti, persone con dei difetti di
02:21pronuncia, insomma ha alle sue spalle una serie di successi per appunto aver aiutato da un vigile del
02:29fuoco a un ministro piuttosto che a dei ragazzini nel risolvere appunto questi annosi problemi di
02:37verbalizzazione quindi nell'uso delle parole, nel riuscire a pronunciare quelle parole che sembravano
02:42impronunciabili. Spero di non incartarmi io con le parole in questo momento. Comunque detto questo
02:48quindi Marie presa da la speranza di poter aiutare suo figlio si incammina, abbandona il suo lavoro in
02:56biblioteca, abbandona la sua quotidianità contro il parere di molti genitori, amici e conoscenti,
03:03prende Adam e affronta questo viaggio per cercare di risolvere questa annosa questione. Lì si rende
03:09conto che il signor Mott però non era preparato al problema di Adam perché un conto è aiutare chi
03:17pronuncia male qualcosa ma comunque emette dei suoni, un altro conto è far dire qualcosa a chi in realtà
03:24non ha mai emesso neanche una sillaba. Quindi questo è un grosso rompicapo per il signor Mott,
03:31rompicapo che ovviamente, spoiler, in qualche modo risolverà. Il fruco di questa storia quindi è
03:38l'impossibilità se vogliamo di Adam nel parlare ma non è neanche questo il punto di questa fiaba
03:47perché il rapporto tra Adam e Marie è simbiotico, i madre e figlia si capiscono, la madre riesce a
03:54sopperire tutti i bisogni del figlio, il figlio non ha nessun tipo di mancanza, è un bambino felice,
03:59è un bambino intelligente, è un bambino socievole, fa subito amicizia con gli insegnanti, è collaborativo,
04:07non ha nessun tipo di problema. Il problema in realtà è di Marie, Marie che in cuor suo brama di
04:13sentire la
04:13voce di suo figlio, sogna la voce di suo figlio. Quindi nel momento in cui lascia il bambino alle
04:21cure del signor Mott e dei suoi insegnanti, Marie non ha altro da fare se non che vagare per la
04:29tenuta
04:29e infilarsi tra virgolette nei sentieri del bosco fino quasi a perdersi e a un certo punto nel bosco
04:39tutto il suo rancore se vogliamo, tutta la sua tristezza, tutto il suo turbamento viene fuori con
04:49un urlo di parole, parole che però qualcuno gli fa notare. Di chi sono queste parole? Perché in realtà è
04:58questo il problema, la mancata verbalizzazione di Adam non è un problema, è un problema per Marie,
05:07perché Marie si dà la colpa di un sacco di cose, Marie è triste perché pensa che Adam non sia
05:16conforme in qualche modo, mentre in realtà Adam il suo linguaggio ce l'ha. I silenzi di Adam parlano,
05:24come Marie riesce a comprendere Adam nei suoi silenzi, ben presto scopre che anche gli altri
05:31possono comunicare con Adam e i suoi silenzi. Quindi di fatto è una fiaba, è una storia, è uno
05:41spaccato anche personale dell'autrice che c'è scritto nella biografia, è madre di due bambine con lo
05:50spettro autistico, quindi ha preso spunto per questa storia anche dalla sua esperienza personale e
05:56quindi è anche un messaggio perché alle volte sembrerebbe che i bambini non comunichino in maniera
06:06adeguata o meglio, forse non comunicano come noi vorremmo che comunicassero o non comunicano in modo
06:14che noi comprendiamo e probabilmente l'insegnamento che c'è in questo libro, in questa scuola delle
06:24parole è proprio questo, bisognerebbe ascoltare e cercare di comprendere il modo in cui viene
06:32comunicata una certa espressione e non utilizzando il nostro modo di comunicare ma cercando di prestare
06:40attenzione al modo di comunicare di che abbiamo davanti, forse in questo modo ci sarebbero meno
06:45barriere e si riuscirebbe a evitare di creare malintesi, dissapori o frustrazioni inutili perché
06:54alla fine Adam le sue parole le trova, il problema è Marie che deve mettere in ordine le proprie e
07:05rendersi conto che forse sono le parole che dice a se stessa la prima causa della sua infelicità, non il
07:15fatto
07:15che Adam non parli. Noi siamo i primi critici di noi stessi, i primi haters e quando, come dire, parliamo
07:27dovremmo imparare, cercare di capire quelle parole che diciamo agli altri da dove vengono, perché il più
07:35delle volte sono rivolti a noi stessi e forse da questo dovremmo cercare di ragionare un attimino e
07:44prendere un attimino spunto. Non so se sono riuscita a esprimere il concetto, fatto sta che appunto è un
07:54racconto breve, perché ripeto è un libro molto breve, ma è un libro molto carino, è un libro molto
07:58interessante, sicuramente degno della collana Orion, perché sicuramente il messaggio va dritto
08:05all'animo umano, bisogna solo avere un certo tipo di interesse nel cercare di capire oltre quella che
08:13è alla fine un racconto semplice, quasi una fiaba, come dicevo, da poter raccontare ai bambini e magari
08:19perché no, raccontarle ai bambini in modo da aiutare anche loro a comprendere meglio i propri
08:25coetanei e a non creare quelle brutte situazioni in cui magari tra bambini si isolano piuttosto che
08:33si prendono in giro per una cosa che in realtà non è rilevante, perché le persone possono dire molto
08:41anche senza dire niente.