Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 3 mesi fa
I Libri di Alice (Seconda Stagione)

Dopo il successo dei 30 Episodi e delle 30 Recensioni pubblicate nel 2024, torna il Book Club di DG Network dedicato al mondo dei Libri.

Recensioni senza filtri né censure. Best Seller, Classici ma anche Novità e Autori Indipendenti, il meglio dell’Editoria Italiana ed Internazionale.

In questo Episodio: LA STANZA DELLE MELE di Matteo Righetto

Ascolta il Podcast de “I Libri di Alice” su www.dgnetwork.it o Leggi le Recensioni sul Magazine dg85.it
Trascrizione
00:00La stanza delle mele di Matteo Righetto. Matteo Righetto è uno scrittore e filosofo di montagna,
00:07vive tra Padova e Colle Santa Lucia, quindi nel cuore delle Dolomiti, esordisce nel 2012 con
00:13una serie di romanzi interamente dedicati alla montagna. La stanza delle mele è pubblicato nel
00:202022 con Feltrinelli. Allora ci troviamo a Daghe, nelle Dolomiti appunto, la zona bellunese delle
00:30Dolomiti nel 1954. Il protagonista della nostra storia è Giacomo Neff, un bambino di 11 anni che
00:38vive appunto in questa minuscola frazione, tre case, tre fenili come descrivono loro, con i nonni paterni
00:46e i suoi due fratelli maggiori. Giacomo è rimasto orfano, il padre è disperso in Russia, mentre la
00:52madre è mancata a caso di una malattia. I fratelli sono più grandi e lui appunto è il più piccolo
00:58della famiglia. Come in tutte le famiglie di montagna soprattutto, ma di quell'epoca in particolare,
01:07il nonno è il capofamiglia e quindi quando lui comanda tutta la famiglia esegue. Non per ultimo
01:15Giacomo che appunto non viene dispensato anche da lavori duri e faticosi che purtroppo la vita
01:22d'altra montagna richiede. Lavorare nei campi, guardare il bestiame, fare legna o andare nel bosco
01:28a cercare, in questo caso viene mandato nel bosco del nonno a cercare una roncola che il nonno aveva
01:36lasciato nel pomeriggio perché sta per arrivare un temporale quindi non ci si può permettere di perdere
01:43un attrezzo. Quindi Giacomo corre su pelipendio nel bosco, bosk negger chiedo scusa per la pronuncia,
01:51in cerca di questa di questo attrezzo. Quando finalmente sembra di scorgerlo, insieme a questa
02:01a questa roncola, Giacomo vede anche attaccato al ramo di un albero un uomo impiccato con il collo
02:10piegato da un lato e senza uno scarpone ovviamente il bambino si spaventa e corre giù dalla montagna
02:16cercando rifugio un po' dal temporale che nel frattempo lo sorprende e un po' dalla visione che
02:23ovviamente lo terrorizza. Giunto a casa senza la roncola e senza una spiegazione valida perché sa
02:29benissimo che se dicesse la verità al nonno il nonno non gli crederebbe, come spesso succede il
02:35nonno lo punisce picchiandolo con un bastone nodoso e rinchiudendolo nella stanza delle mele.
02:41La stanza delle mele è appunto un magazzino che il nonno usa per conservare le mele raccolte
02:48durante l'autunno e farle durare per tutto l'inverno. Quindi è una stanza che benché sia la
02:56punizione di Giacomo è anche una stanza molto accogliente perché ha questo odore di mela impregnato
03:02nei muri di legno che comunque Giacomo lo fanno sentire in qualche modo protetto al sicuro. In
03:09questa stanza Giacomo purtroppo passa molto tempo perché appunto essendo il più piccolo è molto
03:15diciamo è solitamente usato come capro espiratorio dal nonno. Nonostante tutto però appunto Giacomo
03:23usa il tempo che trascorre rinchiuso in questa stanza per finalmente essere libero di essere se
03:30stesso e dedicarsi a quello che veramente gli piace fare cioè intagliare il legno. Nasconde
03:35attrezzi e opere piccole opere che intaglia sotto l'asse del pavimento in modo che il nonno
03:42non possa scoprirlo perché quando lo scoprirebbe quando anche lo scoprisse verrebbe comunque sicuramente
03:50punito. Questa più o meno è la storia da cui parte il libro di Matteo Righetto. Ci sono due
03:59sezioni, due parti distinte. La prima parte appunto quella in cui Giacomo è bambino, la seconda parte
04:04è quella in cui Giacomo è adulto a 51 anni e si trova a Venezia ed è uno stimato artista scultore
04:11di legno. La sua vita però è tormentata in qualche modo dal mistero di quest'uomo impiccato nel bosco
04:20che lui scopre a 11 anni. Quindi per qualche motivo non è riuscito a togliersi da la mente e da la colpa
04:29di questo suo ritrovamento ha una serie di vicissitudini che gli sono successe nella vita e che lo hanno
04:34portato a 51 anni a vivere a Venezia in quella che è attualmente la sua vita. Sostanzialmente la stanza
04:43delle mele appunto all'infuori dell'uso della stanza in sé è sostanzialmente appunto la storia di
04:50montagna, di gente di montagna e di come la montagna forgi e crei gli animi e le persone che ci vivono.
05:03Lo stesso Giacomo che in gioventù, in infanzia comunque non ama il nonno perché è un uomo burbero,
05:12perché è un uomo che lo punisce, un uomo che lo picchia, un uomo che non gli fa mai un sorriso,
05:17benché appunto non comprenda fino in fondo da bambino i modi del nonno, a un certo punto della
05:24sua vita da adulto arriverà a scoprire e a capire, non dico a giustificare, ma comunque a comprendere
05:31le ragioni del nonno e che in fondo i suoi modi non erano descrittivi della sua persona. La vita di
05:41montagna è dura, c'è poco da dire, la maggior parte di noi vive la montagna in inverno per sciare,
05:50per divertirsi o in estate per fare delle escursioni, camminare, cosa che tra l'altro nel 54 è impensabile
05:56perché lo stesso Giacomo che agogna di salire sopra la cima del monte viene sgridato dal nonno
06:02perché scarpinare fin lassù è una sostanziale perdita di tempo e di energie, mentre nello stesso
06:08momento c'è la conquista del K2, cosa che a Giacomo affascina tantissimo, ma anche questo è un aspetto
06:15della montagna che è moderno in qualche modo perché in quel tempo non c'era spazio per questo tipo di
06:23divertimenti, c'era da lavorare, c'era da seguire le stagioni, c'era da anticipare le stagioni per non
06:31farsi trovare impreparati perché se non si fa legna nel bosco e arriva l'inverno non ci si scalda
06:38e se non ci si scalda l'inverno in montagna è molto duro e non si sopravvive, quindi il temperamento
06:45di questi anziani era dettato dalla necessità di sopravvivere e questo cercano di insegnare ai
06:52loro nipoti. Quindi abbiamo detto che la stanza delle mele è storia di montagna, essendo Matteo
06:59Righetto, appunto un filosofo della montagna e lo descrive benissimo perché descrive benissimo i
07:06luoghi, i boschi, le usanze, i bambini, gli adulti, il modo in cui si scambiano informazioni, il modo in
07:17cui commerciano gli scambi tra funghi piuttosto che farine, tra castagne, tra legna, la caccia. Matteo
07:28Righetto ci fa veramente vivere le Dolomiti, ci fa credere di essere lì benché noi siamo sempre sul
07:36nostro divano con il suo libro in mano. È un libro breve ma vi assicuro molto molto intenso e l'ho letto
07:44in un pomeriggio estremamente scorrevole e soprattutto ripeto molto ben descritto, i personaggi
07:50sono descritti molto bene. Subito non si riesce bene a comprendere o meglio io vivo in montagna,
07:58non in alta montagna, ma ho a che fare sovente con uomini e donne di un'altra generazione che erano
08:07abituati a vivere in montagna e quindi quando c'è la descrizione del nonno a me è venuto subito in
08:13mente un nonno che non è il mio che conosco e che nei modi e nei toni e nei modi di ragionare
08:23sono sostanzialmente identici quindi la riprova che la vita ti forgia e fa di te quello che poi sei
08:30è esattamente questo. Quindi la descrizione l'ho trovata molto calzante, forse a chi non è avvezzo
08:37alla vita in montagna o a frequentare persone che vivono in montagna risulterà un modo un po'
08:43sbagliato soprattutto al giorno d'oggi, però vi assicuro che purtroppo era così e ad oggi ancora
08:53a tratti è così, non in questo modo ovviamente. Mi auguro che nessuno al giorno d'oggi punisca un
08:59bambino con un bastone e lo rinchiude in una stanza, però sicuramente negli anni 50 era usanza
09:05comportarsi in questo modo, ma ripeto era necessità perché bisognava fare quello che c'era da fare,
09:11non c'era tempo per sollazzarsi, per riposarsi o per sognare, perché poi alla fine il nostro
09:16Giacomo Neff di fatto è un bambino che sogna di poter fare quello che gli piace, intagliare il legno,
09:23ama il legno, conosce le varie sfumature dei vari alberi, dei vari tipi di legno, del loro odore,
09:28quindi in buona sostanza quello che poi diventerà da adulto è la realizzazione di quello che sognava di
09:34fare da bambino, benché il percorso per raggiungere i suoi sogni non sia probabilmente
09:39stato quello che lui immaginava. Soprattutto quello che ho notato e che per qualche verso
09:47riguarda un po' anche me è la necessità di chi vive in montagna o è abituato a vivere con la montagna,
09:56la necessità di tornare in montagna, perché lo stesso Giacomo che vive a Venezia sente il bisogno
10:01di rivedere le sue montagne, quando dopo alcune ore di viaggio finalmente torna ad Aghe,
10:10scusate, nel suo paese, respira finalmente, sembra che tutto vada a posto, sembra che lui si trovi nel
10:17posto giusto, mentre prima tra Padova, Venezia, le varie scuole, le varie città, si sentiva sempre molto
10:25fuori posto, perché di fatto Giacomo è cresciuto, è un artista famoso, in qualche modo scoprirà il
10:31mistero dell'uomo appeso all'albero che posso dire a me non ha dato niente in più e non ha tolto
10:37niente di più, nel senso che ci fosse stato o non ci fosse stato il libro, secondo me avrebbe avuto
10:42comunque il suo senso, comunque si scopre alla fine il mistero di quest'uomo, però appunto Giacomo
10:49rimane l'uomo di montagna, l'uomo che comunque preferisce scaldarsi due fette di polenta con un'acciuga
10:55piuttosto che andare nell'ultimo ristorante gourmet che hanno aperto in città, quindi
11:01leggetelo, è sicuramente un gran bel libro, veloce, economico, perché comunque è una versione
11:09abbastanza easy e vi darà una visione diversa della vita della montagna.

Consigliato