00:00L'ACCI di Domenico Starnone. Domenico Starnone nasce a Napoli nel 1943, autore di romanzi e
00:08racconti, pubblica L'ACCI nel 2014 con Einaudi. Ovviamente non è il suo unico romanzo, ne ha
00:17pubblicati molti altri con cui ha vinto anche il premio strega e altri premi come adesso ve lo
00:26dico, il Bridge Book Award, il premio Isola, insomma è un autore prolifico. L'ACCI è un
00:36romanzo breve, sono 133 pagine ma la storia che si racconta al suo interno è molto densa. Iniziamo
00:45col dire che è un libro appunto molto breve ma è diviso all'interno in tre libri, in tre macro
00:54capitoli. Il primo è raccontato da Avanda, una donna negli anni 60 che attraverso le lettere che
01:04scrive al marito ci spiega e ci racconta come ha affrontato e come affronta e come cerca di
01:11convincere il marito a ritornare a casa. Il marito infatti l'ha lasciata con due bambini perché si è
01:18innamorato di una giovane studentessa. Nel secondo libro siamo in un altro spazio temporale
01:27perché siamo avanti nel tempo, i figli di Avanda ormai sono adulti e Avanda e Aldo, il marito, sono
01:36tornati insieme quindi a questo punto è Aldo che racconta come negli anni della separazione lui si sia
01:47ritrovato, abbia ritrovato la felicità, abbia avuto successo nel mondo del lavoro, si è sentito
01:51soddisfatto, realizzato e al contempo però avesse sempre un senso di colpa nell'aver abbandonato la
01:59moglie e i figli. Il terzo libro è il più crudo forse, il più violento, il più cattivo, il più
02:09rancoroso
02:10perché a parlare Anna, la figlia di Avanda e Aldo, che insieme al fratello Sandro cerca di analizzare
02:19la sofferenza che i due ragazzi hanno patito non solo nella separazione dei genitori ma soprattutto
02:26nel momento in cui si sono riavvicinati e sono tornati insieme. Ora questa grandiline è la storia,
02:34non vi dico molto di più anche perché appunto essendo un libro breve c'è un banalissimo e blando,
02:40colpo di scena per una vicenda ma niente di trascendentale perché il fulcro di questo romanzo
02:47è un altro. Domenico Sternone non ci dà insegnamenti, non ci dà giudizi, non ci dà niente, è una cronaca,
02:57è una telecronaca, è un racconto di fatti senza più e senza meno. Tutto il resto deriva dalla nostra
03:06esperienza, dal nostro vissuto, da quello che è la sensibilità di ognuno di noi. Ho letto varie
03:14opinioni, c'è chi l'ha trovato noioso, c'è chi l'ha trovato emozionante, c'è chi l'ha
03:18trovato
03:19vuoto, c'è chi l'ha trovato invece liberatorio e in qualche modo descrittivo della propria esperienza.
03:27Io personalmente non ho esperienza diretta di separazione dei miei genitori, ho vissuto in maniera
03:34diciamo da spettatrice separazioni di amici e amiche che ci sono passati e diciamo che il comune
03:42denominatore è forse sempre lo stesso, cioè il dubbio che assali i genitori, soprattutto con dei figli di
03:50mezzo e cioè vale di più tra virgolette la felicità del singolo genitore o sacrificare la
03:59propria felicità, la propria realizzazione per restare insieme in famiglia per il bene dei figli
04:06e soprattutto la famiglia a tutti i costi? Crea poi davvero dei figli più contenti o l'insoddisfazione,
04:15nell'infelicità genitoriale i figli la percepiscono? Ripeto io non sono separata e non ho vissuto
04:25ringraziando separazioni di questo tipo, però quello che mi sembra di aver diciamo capito e vissuto
04:32di sponda è un po' che di fatto la serenità dei genitori, la felicità dei genitori i figli la
04:40percepiscono e quindi probabilmente la separazione se è necessaria, perché a volte magari è terapeutica
04:49fino a se stessa, nel senso che c'è insoddisfazione nei genitori, si separano ma poi separati magari
04:57riescono e si rendono conto che il problema della loro infelicità non è nella coppia e nella famiglia
05:02ma in loro stessi, quindi nel momento in cui si separano e riescono a trovare il modo di lavorare
05:08su loro stessi, magari possono anche tornare insieme e a quel punto lì avendo risolto i problemi
05:16diciamo singoli, riescono a trovare il modo di vivere serenamente insieme perché in realtà il
05:22problema non è la coppia, ma quando il problema è il fatto che due genitori non si vogliano più bene,
05:28siano insoddisfatti, non si sopportino più, mille possono essere le motivazioni, a quel punto lì forse
05:35al primo momento sicuramente i figli patiranno la variazione di quotidianità, però alla lunga
05:43l'avere due genitori sereni, magari soddisfatti con altre persone, magari realizzate, probabilmente
05:51porta beneficio anche ai figli perché di fatto i genitori insegnano ai loro figli che è giusto
05:57inseguire la felicità, è giusto inseguire la realizzazione, è giusto inseguire anche i propri
06:04interessi personali, non peraltro ma perché anche i genitori sono persone, notizia shock, anche mamma e
06:15papà sono persone, sono persone esattamente come ognuno di noi perché ognuno di noi che da bambino
06:22vede i propri genitori come entità astratte, crescendo si rende conto che sono persone come
06:29tutti e come tutti hanno sogni desideri e certo il più delle volte si sacrificano per fornire ai
06:36propri figli le migliori possibilità di realizzazione, però fino a che punto è giusto per un genitore
06:44per annullarsi per il figlio nel momento in cui poi al figlio trasmetti che tu in realtà non sei
06:53felice, non so ripeto è un argomento molto delicato, non mi va di esprimere giudizi e opinioni, queste
06:59sono tutta una serie di domande che trapelano da questo racconto perché alla fine la similitudine
07:07dei lacci è un po' questa, lacci in cui questa famiglia si ritrova a essere legata perché il
07:14matrimonio li lega, in cui si trovano costretti perché Aldo si ritrova a essere stretto in questo
07:21rapporto convenzionale, cerca di liberarsi ma questi lacci in qualche modo non si slegano e alla fine si
07:29ritrovano a essere costretti da questi lacci così uniti e così annodati che forse li fanno
07:39inciampare e li fanno inciampare a discapito dei propri figli perché alla fine quello che Anna dice
07:45nell'ultimo capitolo del libro è proprio un po' questo che sostanzialmente si è ritrovata a essere
07:52più traumatizzata dal ritorno del padre in casa piuttosto che dal suo allontanamento perché nel momento
07:59in cui Aldo ritorna Vanda non è proprio come prima perché giustamente è stata ferita, è stata
08:07abbandonata, si è sentita male e quando il marito ritorna, ma ritorna non per amore o perché come dicevo
08:16prima in qualche modo ha trovato il modo di risolvere quello che era il suo problema ma torna perché ha
08:23paura perché la famiglia Vanda e i figli è qualcosa che lui conosce e quindi in qualche modo è la
08:30sua
08:30comfort zone mentre il suo nuovo rapporto essendo la sua nuova compagna molto giovane prevede curve
08:38ostacoli e lui è spaventato dell'ipotesi di poter perdere questa sua ritrovata felicità e quindi
08:45preferisce tornare in ciò che conosce piuttosto che affrontare l'ignoto quindi questa non è forse
08:54la motivazione migliore io dico sempre forse perché non voglio offendere nessuno e insegnare niente a
09:00nessuno ci mancherebbe però è probabilmente il mio pensiero voi direte non ci sei mai passata non lo sai
09:06questo mio pensiero attuale quindi in qualche modo Vanda la fa un po' pagare ad Aldo e Aldo si
09:15sottomette perché si sente colpevole di aver ferito la moglie e i figli e quindi in qualche modo annulla
09:22se stesso in questo suo annullare i figli soprattutto Anna vedono un padre che niente non lotta per loro
09:31a seconda sempre la moglie quindi di fatto non è la figura paterna di cui probabilmente avevano
09:39bisogno forse avrebbero gradito di più un padre lontano magari più assente nella quotidianità ma
09:48magari più presente perché più forte dal punto di vista emotivo e meno sottomesso e succube della
09:56moglie per via del suo senso di colpa questo è grosso modo quello che trappela dal libro poi
10:04ripeto ogni famiglia ogni coppia è a sé e ogni coppia cerca di fare il meglio per se stesso se
10:12stessa e per i figli non sta a me dire come non sta a me dire qual è la cosa
10:17giusta ognuno dovrebbe
10:20cercare il modo migliore per se stesso quindi questo è un romanzo che lascia più domande che
10:26soluzioni ma perché no una lettura diversa una lettura un po appunto un po distaccata perché è
10:38veramente è come leggere un articolo di cronaca non ci sono grossi sbalzi emotivi se no appunto forse
10:47nella parte di anna dove probabilmente io ne ho viste di più perché mi sono figlia in questo
10:54momento non sono madre quindi mi ritrovo più nel ruolo di figlia che in quello di madre e quindi mi
10:59sono rivista in qualche modo mi sono riuscita a immedesimare un po di più pensando ma fossi io
11:06forse capirei questo tipo di sensazione diversamente è proprio un una cronostoria una cronostoria con
11:14ripeto un banalissimo evento con un banalissimo colpo di scena che non serve a niente in qualche
11:23modo ma da un po di pepe alla cronaca e quindi niente leggetelo magari troverete più risposte
11:33rispetto a quelle che ho trovato io e magari avreste troverete anche magari più domande rispetto a
11:39quelle che mi sono posta io perché no ognuno ha la sua esperienza