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  • 5 ore fa
Onore e Morte – L'Assassinio di Qandeel Baloch

Il video ricostruisce la vicenda di Qandeel Baloch, una giovane attivista e social media star pakistana, uccisa il 15 luglio 2016 dal fratello minore in un cosiddetto "omicidio d'onore". Un caso che ha scosso il Pakistan e il mondo intero, diventando il simbolo della lotta contro le pratiche patriarcali e la violenza di genere in un paese dove ogni anno centinaia di donne vengono uccise dai familiari per presunte "offese all'onore".

La narrazione segue la breve e intensa carriera di Qandeel, pseudonimo di Fouzia Azeem, nata in una famiglia povera e conservatrice del Punjab. Cresciuta in un ambiente oppressivo, dove le donne erano relegate a ruoli domestici e sottomessi, Qandeel decise di ribellarsi. Iniziò a pubblicare video e foto provocanti sui social media, sfidando le convenzioni sociali del Pakistan. I suoi post, spesso audaci (selfie con scollature, balli sensuali, commenti ironici sul sesso e le relazioni), la resero una star del web, seguita da milioni di fan, ma anche bersaglio di continue minacce di morte da parte di integralisti religiosi e familiari indignati.

Il documentario esplora gli ultimi giorni di Qandeel. Il 15 luglio 2016, mentre era a casa dei genitori per le festività dell'Eid, il fratello minorenne, Muhammad Waseem (all'epoca 25 anni, secondo alcune fonti, o 21 secondo altre), la uccise strangolandola mentre dormiva. L'assassino confessò immediatamente, dichiarandosi orgoglioso di aver "ripulito l'onore della famiglia". La polizia lo arrestò, e il caso divenne un caso nazionale e internazionale.

Attraverso interviste ai familiari di Qandeel (sua madre, suo padre, alcuni fratelli che si dissociarono dall'omicidio), agli avvocati (il pubblico ministero che chiese la pena di morte per Waseem), a giornalisti pakistani che seguono i casi di violenza di genere, e a attiviste femministe, il video analizza le reazioni della società pakistana. L'omicidio di Qandeel ha scatenato un'ondata di orrore e di rabbia, con manifestazioni in tutto il paese che chiedevano giustizia e una riforma delle leggi sugli omicidi d'onore. La legge pakistana, all'epoca, permetteva ai familiari della vittima di "perdonare" l'assassino, rendendo di fatto impossibile la condanna nei casi di omicidio d'onore. Dopo il caso di Qandeel, il parlamento pakistano ha approvato una legge che chiude questa scappatoia, rendendo obbligatorio l'ergastolo per i colpevoli.

Muhammad Waseem è stato condannato all'ergastolo nel 2018, ma la sentenza è stata poi sospesa in appello, e il caso è ancora in corso. La famiglia di Qandeel è divisa: alcuni sostengono il fratello assassino, altri lo condannano. Ma il nome di Qandeel Baloch è diventato un simbolo: quello delle donne che osano infrangere le regole, che rivendicano il diritto al proprio corpo, alla propria voce, alla propria vita. E la sua morte è diventata la scintilla che ha acceso un movimento di cambiamento in un paese che, lentamente, inizia a dire "basta" agli o

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Trascrizione
00:00Onore e morte. L'assassinio di Kandel Baloch Multan, notte tra il 15 e il 16 luglio 2016.
00:08La casa dei genitori è quieta, il caldo resta attaccato ai muri come polvere.
00:13Kandel Baloch, nata Fauzia a Zim, dorme in una stanza che odora di enne e di telefoni lasciati a caricare.
00:21Da mesi sulle sue pagine social alterna ironia e sfida, piccoli video, pose audaci, battute contro l'ipocrisia.
00:30Per alcuni è scandalo, per altri un'aria fresca in un paese dove la libertà femminile paga sempre pegno.
00:38Quella notte suo fratello entra nella stanza, la droga poi le mani.
00:43Kandel muore per asfissia, ha 26 anni.
00:47Al mattino sarà il padre a chiamare la polizia.
00:50La notizia corre come un cortocircuito, honor killing.
00:54Muhammad Wazem, il fratello, viene arrestato il 16 luglio e confessa di averla uccisa per l'onore della famiglia.
01:03La città intanto si divide.
01:06Chi esulta per una morale ristabilita.
01:09Chi piange una ragazza che aveva osato.
01:12Nelle redazioni, i giornalisti recuperano i tasselli, le denunce di minacce, la richiesta di protezione,
01:20le foto con il chierico Mufti Abdul Kavi,
01:23divenute virali a Ramadan e costate all,
01:27uomo lebelle in barazzo pubblico e un'esindagine per favoreggiamento.
01:32Per una volta, però, lo Stato decide che l'onore non può chiudere il caso a porte private.
01:39Le autorità si costituiscono parte offesa.
01:43Anche se i genitori perdonassero, il processo deve andare avanti.
01:47Sulle prime pagine si parla di riforme in arrivo contro i delitti d'onore,
01:52di chiusure delle scappatoie sul perdono familiare,
01:56dell'urgenza di fissare un principio, la vita non è negoziabile.
02:01Passano tre anni.
02:03Nel settembre 2019, un tribunale di Multan condanna Wazem all'ergastolo.
02:10È un verdetto che sembra dare un senso a migliaia di candele accese,
02:14a cortei, a discussioni infinite.
02:17In aula, la figura di Candel, i suoi selfie, la sua voce incollata ai video,
02:23diventa prova del contesto, non seduzione, ma autonomia.
02:28Per molte ragazze, una linea del tempo si sposta un poco più in là.
02:33Ma la storia non finisce lì.
02:35Il 14 febbraio 2022, la High Court annulla la condanna.
02:40I testimoni ritrattano, i genitori concedono il perdono, i cavilli riemergono.
02:46Wazem viene assolto e liberato.
02:49La sentenza brucia come un ritorno al punto di partenza
02:52e riapre ferite che il verdetto del 2019 aveva appena ricucito.
02:58Attiviste e avvocate denunciano la distanza tra la legge scritta e la prassi,
03:04tra la promessa di riforma e il corridoio dove i fascicoli cambiano colore.
03:09Intanto, l'onda lunga di Candel non si spegne.
03:13Il suo nome entra nelle aule universitarie,
03:17nei dibattiti televisivi, nei progetti di educazione civica.
03:20Una serie tv, Baghi, la ribelle, ne racconta l'ascesa e il rifiuto di piegarsi.
03:28Nei workshop di giornalismo si parla di protezione delle fonti,
03:32di rischi online, di cosa significhi diventare un bersaglio per una risata fuori posto.
03:38Candel diventa simbolo di un diritto elementare,
03:41esistere come si è, senza dover chiedere permesso.
03:46Sei anni dopo, a Multan, qualcuno indica ancora
03:49la casa in cui tutto è iniziato.
03:52Le finestre sono le stesse, ma attorno cambia il vocabolario.
03:56Disonore è parola che sempre più spesso
03:59viene messa tra virgolette come un reperto.
04:03Nelle scuole, insegnanti e studenti discutono di consenso e controllo.
04:08Nelle famiglie, madri e figlie parlano di lavoro,
04:12di città diverse, di confini che non coincidono più con quelli del cortile.
04:17Non è vittoria, è attrito, il freno tirato della storia contro l'acceleratore delle coscienze.
04:25Di Candel restano i video, le interviste, i lampi di autoironia.
04:31E resta una domanda che pesa, quante vite servono perché la legge smetta di inciampare.
04:39Ogni volta che una ragazza accende la fotocamera e si prende lo spazio di una storia,
04:43la risposta si scrive un millimetro più chiara.
04:47Forse è questa oggi la sua eredità.
04:50Aver trasformato un omicidio per onore in un processo alla parola stessa,
04:55finché onore non significherà più il diritto di spegnere una voce,
05:00ma l'obbligo di difenderla.
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