00:00Il virus che risveglia gli inferi. Nel 2037 il mondo non era più quello che conoscevamo.
00:07Le grandi metropoli brillavano ancora di luci al neon. I grattacieli toccavano le nuvole e le
00:13intelligenze artificiali governavano il traffico, la medicina, la sicurezza. Ma qualcosa nel cuore
00:20della Siberia stava per riportare l'umanità indietro. Molto indietro. Era una scoperta
00:27archeologica straordinaria. Una squadra di scienziati russi, guidata dalla virologa Elena
00:34Volkov, trovò un antico tempio sepolto sotto i ghiacci eterni del permafrost. Le incisioni
00:41sulle pareti raccontavano di un popolo preistorico che adorava entità sconosciute chiamate gli
00:47insonni. Al centro del tempio c'era un sarcofago d'ossidiana e al suo interno un frammento di
00:54tessuto biologico, ancora pulsante. È impossibile, disse Elena osservando il microscopio. Questo
01:01virus è vivo. Lo chiamarono X-23 Thanatos. Era una struttura genetica perfetta, senza
01:09mutazioni. Un virus primordiale, capace di entrare in simbiosi con le cellule umane e...
01:15controllarle. La notizia non rimase segreta a lungo. Il governo russo lo volle come arma
01:23biologica. Lo trasportarono in un laboratorio militare sotterraneo vicino a Mosca, senza
01:29sapere che l'esperimento avrebbe risvegliato qualcosa che dormiva da millenni. Il primo caso
01:35si verificò cinque giorni dopo. Un soldato esposto accidentalmente al virus cominciò a
01:41comportarsi in modo strano. Parlava in lingue morte, urlava di fuoco e ombre e infine... morì.
01:49Ma tornò in piedi ore dopo, con occhi completamente neri, il cuore fermo e la pelle grigia come cenere.
01:57Non era un morto vivente, nel senso classico. Era qualcosa di antico, qualcosa che ricordava.
02:04Il virus X-23 non uccideva soltanto, risvegliava. Portava alla luce le anime dannate, prigioniere
02:13nell'inconscio collettivo umano. Ogni infettato era un portale. Il corpo ospitava entità infernali
02:21che si nutrivano della paura e si moltiplicavano come parassiti. Nel giro di tre settimane il
02:28virus si diffuse in tutta l'Eurasia. Le metropoli divennero campi di battaglia. Le creature, simili
02:36a esseri umani, ma deformi, si muovevano in branchi, guidati da un'unica coscienza, l'abisso.
02:44Elena, in fuga attraverso le rovine di Berlino, scoprì una verità raccapricciante. Il tempio
02:50non era una prigione, ma un sigillo. Il virus era stato creato non dalla natura, ma da una
02:57civiltà preistorica che aveva cercato di contenere l'inferno stesso. E ora l'inferno
03:04era libero. Un messaggio radio gracchiava da una base di resistenza a Reykjavik. Abbiamo
03:10trovato un modo per rallentarli. Il freddo li indebolisce. Il virus odia il gelo assoluto.
03:17Elena decise di compiere l'ultima missione. Con un gruppo di superstiti, fece rotta verso
03:23il polo nord, portando con sé l'ultimo campione del virus. L'obiettivo? Disperderlo nell'oceano
03:30artico, dove nessuna creatura potesse sopravvivere. Ma l'abisso lo sapeva. Li attese sotto il ghiaccio.
03:38Quando il sommergibile arrivò, le acque si fecero nere. Tentacoli d'ombra si avvolsero
03:44attorno allo scafo. I membri dell'equipaggio cominciarono a impazzire, sentendo voci nei
03:50loro sogni, chiamandoli con nomi che non erano mai stati loro. «Elena, tu sei la chiave»,
03:58sussurrò una voce nella sua mente. «Tu ci hai liberato. Ora completaci». Ma lei resistette.
04:06Uscì all'esterno con la capsula criogenica contenente il virus e, in un atto di disperazione,
04:11si lanciò nelle acque gelide. Il sangue si congelò in pochi secondi, ma il virus fu distrutto.
04:18O almeno, così sembrava, il mondo entrò in una lunga notte. Le creature cessarono di
04:25moltiplicarsi, ma molte rimasero. Le città vennero abbandonate e gli umani sopravvissuti
04:31si nascosero nei luoghi più remoti, al riparo dal caldo, dalla follia e dal risveglio. Ma
04:38da qualche parte, nel fondo degli abissi, tra le rovine della civiltà sommersa, un cuore
04:44nero batte ancora e aspetta il disgelo.
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