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  • 1 giorno fa
C’È UN SILENZIO SURREALE SULLA ROD LAVER ARENA quando Lorenzo Musetti si avvicina alla rete per stringere la mano a Novak Djokovic. Non è il gesto di chi ha appena perso una battaglia, ma quello di chi è stato tradito dal proprio corpo nel momento più alto della carriera. Il tabellone segna 6-4, 6-3, 1-3 in favore dell'azzurro, ma il terzo set è solo un triste prologo alla fine: Lorenzo si ritira, lasciando al serbo una semifinale che, per due ore, è stata saldamente nelle mani del carrarino.
Fino al fatidico problema fisico, quello visto a Melbourne è stato un Musetti celestiale. Dopo aver superato brillantemente ostacoli come Sonego, Macháč (in una maratona di cinque set) e schiantato Taylor Fritz agli ottavi, il toscano si è presentato sul centrale senza timori reverenziali. Contro un Djokovic falloso e apparso in difficoltà negli spostamenti, Musetti ha disegnato tennis: rovesci lungolinea da antologia, palle corte millimetriche e una profondità di colpi che ha costretto il 24 volte campione Slam sulla difensiva. Vinto il primo set 6-4, Lorenzo ha raddoppiato nel secondo (6-3), portandosi a un passo da un'impresa storica che lo avrebbe proiettato virtualmente al numero 3 del mondo.
Il dramma sportivo inizia a materializzarsi all'alba del terzo set. Musetti avverte una fitta alla coscia destra (zona adduttore/ileo-psoas) dopo un recupero su una smorzata. Prova a resistere, chiede il medical time-out, ma la luce nei suoi occhi si spegne. Al quinto game, sotto 15-40 e impossibilitato a spingere con le gambe, arriva la resa.
«Stavo giocando il miglior tennis della mia vita mettendo in difficoltà il giocatore più vincente di sempre: questo mi fa arrabbiare, non capisco il motivo di questi infortuni". È un Lorenzo Musetti pieno di rimpianti quello che si presenta in conferenza stampa a Melbourne dopo il ritiro.
Nonostante il finale amaro, il torneo di Musetti resta eccezionale. Il livello di gioco espresso lo conferma stabilmente nell'élite mondiale (sarà numero 5 ATP a fine torneo). Ora l'attenzione si sposta sugli esami strumentali: l'obiettivo è recuperare per la stagione sulla terra sudamericana, ma soprattutto per essere al 100% per Indian Wells.

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