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  • 1 giorno fa
Con Cristina Dell’Acqua, grecista-latinista e scrittrice, e Antonella Ferrara, presidente Taormina International Book Festival

In dialogo con Roberta Scorranese, responsabile Redazione Eventi culturali Corriere della Sera

Non è semplice furbizia e nemmeno banale senso strategico. Il talento è una qualità più complessa, a tratti inafferrabile, secondo gli antichi persino divina. Una studiosa di miti e una cultural manager riflettono sul senso di questa parola, tra ieri e oggi.

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Trascrizione
00:14Buon pomeriggio a tutte e a tutti e benvenuti naturalmente al Pavia Innovation Week, se non
00:20sbaglio il primo appuntamento in questo posto bellissimo che mi hanno detto viene aperto
00:24raramente quindi la prima cosa che si fa entrando qui è alzare gli occhi al cielo in questo posto
00:30meraviglioso dove parliamo di intelligenze al plurale come vuole il nostro curatore che è Massimo
00:36Sideri, mio collega al Corriere della Sera e intelligenze di talento che sarà appunto il
00:44tema di questo incontro di oggi, questo primo incontro in questa sala e parliamo anche di cose
00:51diverse spazieremo dalla storia al mito ai grandi scrittori alle grandi scrittrici tutto tenuto
00:59assieme dalla parola talento e allora io chiamo subito qui sul palco con me le ospiti di questa
01:06sera che sono Cristina Dell'Acqua e Antonella Ferrara, prego.
01:15Prendete posto vicino a me, i microfoni li abbiamo qua, se siete già microfonate tutte e due con
01:23l'archetto, bene, bene, bene, bene, allora ve le presento, alla mia sinistra abbiamo Cristina
01:30dell'acqua, grecista, latinista, scrittrice, autrice di libri molto belli che intrecciano il
01:36mito ma anche l'attualità, possiamo dire anche questo, cioè Cristina è una che parte da quello
01:43che è, da quella che è la storia del mito, dei personaggi del mito per arrivare a raccontare un
01:48pochino meglio i giorni nostri, lo fa attraverso i suoi libri, adesso tra un po' ne parliamo ma lo fa
01:53anche attraverso degli spettacoli teatrali e alla mia destra ho Antonella Ferrara che è la
01:59l'ideatrice, la fondatrice, presidente del Taubuk Festival di Taormina, una donna che è partita,
02:06l'ho seguita perché ci conosciamo ormai da tantissimo tempo quindi questa evoluzione ho potuto
02:10vederla, è partita da un festival che inizialmente era chiaramente in proporzioni più ridotte, oggi
02:16invece Antonella tu ospiti a Taormina ogni anno, 20 premi Nobel, una cosa del genere, tantissimi
02:23scrittrici, scrittori da tutto il mondo però con un diciamo con un filo conduttore che è quello
02:30dell'identità del Mediterraneo, di Taormina, il Mediterraneo che è proprio al centro di un mondo
02:36che purtroppo oggi vediamo sempre più diviso nelle diverse sue parti e che invece grazie anche a
02:42queste iniziative, grazie anche a Taubuk Festival si può pensare di far dialogare, io stessa ho un
02:49aneddoto, poi magari ne parliamo con Amo Soz quella volta che venne Amo Soz e parlammo proprio di questo
02:53e da lì poi nacquero altre idee. Allora io partirei con Cristina dell'Acqua perché intanto per un paio di
03:01giorni ci siamo persi l'Oscar Mondadori di un libro di Cristina dell'Acqua che è appunto il nodo magico
03:11che riguarda Ulisse, l'Odissea, tra poco c'è anche il film di Cristo e il Nolan, infatti vediamo adesso
03:18la copertina, ma il 19 uscirà l'altro tuo libro che è Il Dono del Mito. Allora ti chiedo subito,
03:25il talento è
03:26proprio il filo conduttore, le cose che legano queste due donne oggi qui sul palco, allora ti chiedo
03:34da Ulisse fino poi a questo libro che immagino ripercorra anche il mito anche nelle nostre vite, come
03:44possiamo identificare la parola talento se proprio dovessimo far riferimento alle cose che studi tu?
03:51Innanzitutto bentrovati a tutti, già dai titoli si capisce che sono malata di mito se vogliamo metterla così.
04:00Allora il talento, il talento è come dire un seme, partirei da qua, partirei dalla parola perché lo sappiamo
04:09che il talento in greco era un'unità di misura che poi è diventata una moneta ma per indicare un
04:16bottino
04:16molto prezioso e poi la storia di questa parola ci ha portato a identificare, a fare uno spostamento tra quello
04:26che è il valore economico e quello che è il valore interiore del talento, no? E quindi la cosa che
04:32trovo
04:32già interessante e affascinante da questo, diciamo riguardo a questa cosa, è l'idea che è un seme
04:41che ciascuno di noi ha ma che non è facile da identificare, da misurare, da quantificare, anche se poi noi
04:49in questo momento storico abbiamo il gusto esattamente di fare il contrario, di misurare, di sapere
04:55quanto talento, quale talento, come esplicitare il talento e diciamo che l'inafferrabilità del talento, a me
05:04questa cosa piace raccontarla anche ai miei ragazzi, ai miei studenti, soprattutto quando sono in crisi
05:11rispetto al proprio di talento, l'inafferrabilità del talento è già la caratteristica che i greci
05:18avevano cercato di indagare, no? Il mito greco ha questa caratteristica secondo me meravigliosa
05:24che da una parte descrive, dona l'idea di un concetto, in questo caso del talento e poi indaga
05:33sulle origini. Allora, parlavi di Ulisse, se parliamo di talento, Ulisse, facciamo così, l'Odissea
05:40o anche l'Iliade, insomma, Omero, ci rappresenta un modo che i greci avevano di, come dire, di mappare,
05:50di individuare questo qualcosa di così inafferrabile. Pensiamo alle muse, pensiamo all'inizio dei due poemi
05:56dove quello che viene messo subito in risalto è il tema dell'ispirazione. Questa è una cosa molto affascinante,
06:04molto interessante, cioè a parlare e a raccontare, e sì, un essere umano, Omero, chiunque sia stato,
06:12ma il talento, la capacità di raccontare storie, caratteristiche umane, di intuire gli elementi essenziali
06:23dell'essere umano, già i greci lo vedevano come qualcosa al di là delle nostre capacità e quindi
06:29le muse e i poeti erano ispirati, dove ispirati letteralmente in greco vuol dire che si è entusiasmo,
06:38la parola entusiasmo, no? Entusiasmos vuol dire avere dentro una divinità che ci fa dare il meglio di noi
06:44e già questo lo trovo una lettura, se ci ragioniamo, molto interessante. E poi se entriamo nel merito dei poemi
06:54e pensiamo a Ulisse, Ulisse è il rappresentante di una delle tante tipologie di talento, perché il talento è tante
07:03cose,
07:05è capacità di inventare, di vedere quello che gli altri non vedono, di innovare, ed è, secondo me, poi sentiremo
07:14anche
07:16l'altro punto di vista, la caratteristica del talento è quella di non essere prevedibile.
07:21Il talento innova, no? È quello che porta delle scoperte, ma è quasi in controtendenza paradossalmente
07:31con quello che intendiamo noi oggi per l'innovazione. E Ulisse era questo, aveva questa intelligenza strategica
07:38per inventare quello che qualcun altro non aveva ancora visto. Alcune volte si poteva anche declinare
07:46attraverso la furbizia. Il cavallo di Troia, diventato proverbiale, possiamo sicuramente eticamente
07:53criticarla come invenzione, ma è fuori di metafora l'esempio di quella capacità di trovare una soluzione
08:04plastica in una situazione che era in stallo da dieci anni. Per cui, tornando proprio a quello che dicevi,
08:14quello che io trovo affascinante è che dai greci a oggi il talento ha a che fare con qualcosa di
08:21prezioso,
08:22che sia qualcosa di quantificabile o che sia meno quantificabile ma altrettanto prezioso che è la nostra
08:31interiorità, il talento è una cosa preziosa. Noi, pensando al racconto evangelico, possiamo stare
08:37dalla parte e capire chi ha cinque talenti e due talenti e li sa far fruttare. Da insegnante, da madre,
08:45mi viene anche da dire, la sfida è anche tirar fuori il talento quando si ha paura a mostrarlo.
08:54Il talento è come un seme, sostanzialmente. Questo seme cresce anche nelle situazioni, è un seme che ha
09:01una dote naturale, si nasce con una dote naturale, ma senza una buona coltivazione, senza la cura,
09:07senza l'ambiente, senza qualcuno che scommette su di te, senza qualcuno che vede quello che tu ancora
09:13non vedi, il talento lo seppellisci.
09:17Beh, mi sembra un assist perfetto per passare ad Antonella Ferrara. Innanzitutto, Cristina giustamente
09:23faceva riferimento ad una parola precisa, e qui parliamo di parole, perché Taubuk è il festival
09:28delle lettere, ma anche di tante altre cose, adesso ne parliamo. C'è anche però un talento nei luoghi,
09:35parliamo di Taormina, parliamo del Mediterraneo, parliamo comunque di un posto che si rifà a quello
09:41che stava dicendo Cristina dell'Acqua, cioè si rifà al mito, si rifà alla storia, anzi, mito e storia
09:47si intrecciano poi in realtà, Taormina. Allora ti chiedo, Antonella, quanto a un certo punto poi dopo,
09:53soprattutto anche in questa edizione, che poi avrà per tema la fiducia, poi magari ne parliamo,
09:58abbiamo preparato anche un breve video, quanto poi sei stata anche tu una sorta di attrice
10:05della maieutica nel tirar fuori del talento e anche qualche volta anche a scoprire dei talenti,
10:10no? Tutte queste persone che poi sono venuti da te, insomma, al tuo festival.
10:15Grazie Roberta, buonasera a tutti innanzitutto, vorrei fare i complimenti a Massimo Sideri,
10:22il direttore scientifico di questo bellissimo festival, in quanto collega non poteva che avere
10:28l'applauso per questa prima edizione di un festival che è veramente molto eterogeneo,
10:33ha una grande qualità, ci vuole talento anche per fare degli ottimi festival.
10:38Poi ci troviamo in un luogo veramente molto evocativo e suggestivo.
10:43Allora io partirei dalla parola talento, mi riconosco pienamente nella definizione
10:50che ne ha dato Cristina Dell'Acqua, trovo molti punti di contatto con quella e con la visione
10:55che ho sviluppato rispetto a questa parola mentre pensavo al tema dell'incontro prima di venire qui.
11:05E io legherei nella mia percezione personale la parola talento anche al concetto di tempo,
11:10anche Cristina l'ha collocato nel tempo, perché non sempre nell'arco temporale questa parola
11:17ha avuto lo stesso significato per l'umanità.
11:19Allora se c'è un luogo in cui il tempo diventa eterno e quindi racchiude la sua capacità
11:27di convogliare l'antichità e il futuro, questo luogo è il gesto dell'artista.
11:33Quindi è il gesto dell'artista attraverso l'espressione del talento che rende immortale questa parola
11:39e supera quindi la dimensione del tempo.
11:42Ma questo presuppone un'altra parola, la fiducia.
11:45Cioè per avere fede nel proprio talento e permettere al proprio talento di esprimersi
11:52poiché sono d'accordo sul fatto che non è una questione di quantità, non si può misurare il talento.
11:58Il talento è qualcosa che ci attraversa, è una qualità.
12:02E i greci infatti lo definivano il daimon, che non è qualcosa che ci appartiene,
12:07ma è qualcosa che ci attraversa e quindi la capacità di farlo emergere dipende dalla nostra abilità
12:14nell'intercettarlo, nel riconoscerlo e nell'abbandonarci adesso.
12:19Ecco Ulisse, Ulisse non era il più veloce, non era il più forte, ma aveva questa grande abilità,
12:25questa visione del mondo, ma anche della propria capacità di cavalcare l'instabilità.
12:31Cioè il talento ha più a che fare con le crepe del presente, dentro e fuori di noi.
12:37E ha più a che fare con, e questa è la cultura giapponese, ci potrebbe aiutare, no?
12:42Perché loro riconoscono nelle crepe l'eccellenza, no?
12:46Quelle piccole asperità, che non sono difetti, ma sono punte di diamante della personalità.
12:54Ecco, tornando invece al Mediterraneo, e quindi alla Sicilia, dove ho scelto di creare questo festival internazionale,
13:02che si chiama Tau Book, che è l'acronimo in Taurmina International Book Festival,
13:06nasce da una volontà, un desiderio.
13:11Quello di ricreare a Taurmina un luogo, una corà, in cui le persone che hanno un talento da esprimere
13:19potessero trovare un luogo in cui, come dire, convogliarsi attorno a un'idea.
13:26Intorno alla parola chiave.
13:30E aggiungo anche che questo mio sogno nasce da un desiderio.
13:35Ed è la terza parola, perché è come un tavolo che ha tre gambe, che io leggo alla parola talento.
13:41Perché il talento nasce dal desiderio.
13:44Cioè nasce dal desiderio di dare corpo e forma a una volontà, a un'idea.
13:49E non è scollegato, non ci può essere talento senza desiderio.
13:55E quindi da questo desiderio anche di creare un luogo in cui il talento potesse trovare casa
14:02nasce questa gorà del pensiero che attorno, attraverso la lente della letteratura
14:07e sfruttando anche la storia di Taurmina come capitale del pensiero e della letteratura
14:15non ha fatto altro che cercare di far emergere di nuovo questi sedimenti letterari,
14:21questa grande eredità immateriale che la città custodiva e che aveva un po' come Atlantide sommerso.
14:28Ed è stato un lavoro chirurgico per cercare di restaurare questa eredità
14:33di cui io non sono che un mero ambasciatore,
14:37però con questa passione per cercare di far emergere di nuovo questa storia gloriosa
14:42in tempi in cui a Taurmina non era difficile camminando per strada
14:47incrociare personalità come Truman Capote e Tennessee Williams insieme possibilmente.
14:52E quindi abbiamo voluto ricreare questo luogo in cui si può in un microcosmo
14:57e nell'assoluta normalità, perché il talento è anche ordinario,
15:02cioè è anche la capacità di vivere nell'ordinario, lo straordinario.
15:05E quindi abbiamo voluto ricreare un luogo in cui gli artisti, gli scrittori, i cineasti
15:14non dovessero soltanto essere ascoltati, ma potessero anche essere incontrati
15:20proprio nell'accezione del significato più profondo dell'incontro con l'altro.
15:26Mi ricordo infatti un'edizione bellissima con Ian McEwan,
15:31in cui facciamo una passeggiata, una semplice passeggiata prima dell'intervista sul palco
15:36e lui stesso disse proprio questo, cioè disse
15:38io sono venuto, fu un incontro meraviglioso per me, indimenticabile,
15:44come anche quello con Amos Oz, ce ne sono stati tantissimi.
15:47Devo dire che con McEwan mi disse proprio questo, disse
15:50è molto interessante venire qui perché lo scrittore non si sente soltanto quello che va sul palco,
15:55parla e quindi si mette in cattedra.
15:56In realtà è un rapporto ben diverso che poi si va a costruire anche con gli abitanti
16:02e con le persone che vivono a Tormina tutto l'anno.
16:07Il talento è anche quello ordinario, giustamente ha detto Antonella Ferrara, è vero, è verissimo,
16:12perché pensiamo abituati a pensare al talento sempre come un qualcosa di surreale.
16:17In realtà è molto difficile avere un talento ordinario, vero Cristina dell'acqua, tutti i giorni.
16:22Ci torniamo.
16:23Volevo farti però un'altra domanda. Qualche volta il talento però va a sconfinare con un rischio,
16:29che è quello della iubris, che è quello di una punizione.
16:33Sto pensando per esempio a Prometo, sto pensando a tantissimi miti.
16:37Quali sono i rischi poi del talento, dei quali secondo me spesso non ci accorgiamo
16:42e che ci colgono in una maniera inconsapevole?
16:45Coltiviamo, qualche volta ci diamo tutto noi stessi, cioè tutto quello che possiamo dare
16:53per coltivare, per far crescere quel tipo di talento e poi veniamo puniti.
16:59Non viene riconosciuto quanto fa male quello nel mito e quali sono gli altri rischi?
17:05Allora, sì, quanto fa male è molto effettivamente, però mentre mi facevi questa domanda
17:12e mentre sentivo Antonella parlare mi viene in mente questo.
17:15È vero che il talento può sconfinare e diventare tracotanza, può diventare iubris?
17:21A me però viene da dire, quello che diventa tracotanza e arroganza e iubris, è davvero talento
17:29o è, per usare una performance? Perché è talmente indefinibile, no Antonella, è talmente indefinibile
17:39e fine, proprio scusate il gioco di parole, il confine, che mi viene proprio da parlarne
17:47attraverso Prometeo, parlo per miti, però vediamola così, Prometeo è l'eroe, sappiamo,
17:53il titano che ha rubato, ha ingannato gli dèi e ha rubato il fuoco agli dèi per regalarlo
18:00a noi uomini e quindi per regalarci la tecnologia, il futuro, il progresso, tutto quello che noi
18:06abbiamo. A seconda dei miti, per esempio Ineschilo, che è uno dei tre grandi tragici della Grecia
18:15del quinto secolo avanti Cristo, Prometeo è anche l'uomo che ci ha dato forma, ci ha dato
18:21vita, no? E allora mi viene da dire, qual è il vero talento? Perché se noi ci pensiamo
18:30in seguito a questo gesto, Prometeo è stato punito in maniera esemplare da Zeus, perché
18:37Zeus l'ha voluto legato a una rupe con un'aquila che continuamente gli mangia il fegato con
18:44questo fegato che è destinato a ricostruirsi, quindi sostanzialmente un supplizio perenne.
18:51Però viene da dire, la grandezza di Prometeo, di quello che ci racconta, di quello che gli
18:56antichi forse avevano capito di noi, di quello che ci racconta questo mito è il fatto che
19:01Prometeo non ha avuto paura, questa è una forma di talento secondo me, non tanto essere
19:06tracotante, ma non ha avuto paura a rompere un ordine, perché quello che ci si aspetta da
19:13quest'uomo è Prometeo, diceva il suo nome, era l'uomo saggio per definizione, l'uomo che
19:19conosce in anticipo la conseguenza delle sue azioni, a differenza del fratello Epimeteo
19:26che invece le vedeva sempre dopo. E non a caso Eschilo nella sua tragedia a un certo punto
19:32fa interrogare Prometeo da un coro di oceanine che vanno da lui e gli chiedono, ma perché
19:40tu che sai in anticipo appunto la conseguenza di ciò a cui saresti andato incontro hai commesso
19:48un atto così folle? E lui la risposta ce l'ha, mitologicamente parlando poi Prometeo
19:54verrà portato via un giorno da questo supplizio, però il tema non è questo, lui la risposta
20:00ce l'ha, lui ha detto io l'ho fatto come gesto d'amore, la sua rottura nei confronti di
20:06quello
20:06che ci si aspettava da lui, arriviamo a dirla così, rispetto a quello che ci si aspettava
20:11da lui era il fatto che lui diceva io, voi eravate delle creature con le orecchie ma non
20:17sapevate sentire, con gli occhi non sapevate vedere, c'era il fuoco ma non era per voi,
20:23ho inventato per voi la tecnica, la matematica, l'astrologia, l'astronomia, l'astrologia scusatemi,
20:29e tutte le scienze perché dice Prometeo, uso una parola greca bellissima se me ne consenti,
20:36una che è la eunoia in greco, in greco le parole che cominciano per eu indicano qualcosa
20:42di buono, di bello, di positivo come l'eudaimonia che è la felicità greca, la eunoia è un
20:49modo di volere bene a una persona, non è traducibile nel nostro ti voglio bene che è una
20:56gran cosa ma a volte rischia di sembrare banale, invece la eunoia è il gesto di fiducia
21:04di cui sopra, lo scommettere su qualcuno sul quale si fa, si hanno progetti e questo qualcuno
21:13non era lui, eravamo noi, quindi l'idea noi nel senso di essere umani, quindi mi viene
21:20da dire, facciamo attenzione a pensare, esiste l'Ibris e la tracotanza, ma non è talento,
21:27è una eccessiva fiducia in qualche dote che possiamo avere, qualche volta è voler dimostrare
21:36qualcosa, voler dimostrare a tutti i costi qualcosa, verissimo, voler dimostrare qualcosa,
21:40ma rompendo la fiducia, rompendo la fiducia di chi ce la dà, di chi ce l'accorda e soprattutto
21:47secondo me andando anche contro quello che è un principio un'altra volta legato al talento
21:53che è la misura, la misura. Il vero talento secondo me al di là dei risultati anche intrinseca
22:01una forma di umiltà, se ci pensiamo, perché il talento è al servizio, è il piacere chiaramente
22:09di mettere, di sfidare, di sfidare la nostra testa, quello che sappiamo, quello che riusciamo
22:14a mettere in pratica, quello che Prometeo è riuscito a fare dandoci il fuoco, però è
22:19soprattutto il gusto, secondo me, di vedere quale effetto ha sugli altri, sulla vita, sulla
22:25quotidianità, a seconda di ciò di cui, che ognuno fa, il talento è fatto dalle mamme
22:32alle insegnanti, a un astrofisico, il talento è proprio la declinazione quotidiana di quello
22:39che noi sappiamo fare bene per gli altri.
22:43E' bello, poi ti propongo un'altra cosa che riguarda l'arte della guerra, abbiamo due miti
22:50contrapposti in questo e secondo me, purtroppo per il tempo che stiamo attraversando,
22:55penso sia pertinente. A proposito di questo, Antonella, nel teatro antico di Taormina, sul
23:02palco del teatro antico di Taormina, ma anche negli altri luoghi che poi dopo animano Taubuk
23:07Festival, sono passati scrittori, scrittrici che si sono impegnati in prima persona. Io ho
23:13citato prima Amos Oz, cito un aneddoto personale, ricordo benissimo quell'incontro, quell'incontro
23:19incredibile, quando poi lui, in tempi lontani da quelli che stiamo vivendo,
23:26disse, guardate che purtroppo ogni tregua nel Medio Oriente è molto fragile, ma non
23:32soltanto a Amos Oz, penso a Yoshua, penso a tanti personaggi che poi in realtà a Taormina
23:38hanno cercato di unire e di portare un messaggio che potesse andare oltre la letteratura.
23:44Sì, grazie per questa domanda, perché mi dà l'opportunità di parlare di uno degli
23:49aspetti fondamentali del Festival Taubuk, che è quello di portare in scena, attraverso la
23:55letteratura, l'impegno civile. Quindi la maggior parte degli scrittori che invitiamo, ma
24:01generalmente dovremmo farci una domanda su che cos'è la letteratura, però la maggior parte
24:06degli scrittori che abbiamo invitato e premiato hanno sempre avuto questo ruolo di essere
24:11degli intellettuali a tutto tondo e quindi l'intellettuale cosa fa? Prende posizione
24:16sul contemporaneo, sulla contemporaneità, attraverso la sua arte, quindi attraverso il
24:22suo talento, fa un atto di fiducia, perché la fiducia è il collante che genera il senso
24:29delle comunità. Cioè le comunità si basano su questo patto fondativo di fiducia tra gli
24:36esseri umani, tra la nostra capacità di riconoscere in noi l'altro e di prenderlo
24:41insieme a noi. Ecco, questo è il patto che chiediamo anche a tutti gli intellettuali che
24:47arrivano a Taubuk, quindi di esprimersi attorno al tema, perché ogni anno c'è una parola
24:53chiave e quest'anno abbiamo detto la fiducia. Ecco, tu hai citato degli scrittori che hanno
24:58lasciato un'impronta indelebile nella storia del Festival, nella storia della letteratura tutta.
25:03Alcuni non ci sono più, Yoshua, Amos Oz, ricordo anche David Grossman, che proprio al teatro
25:09disse, non ricordo nella mia vita di aver mai vissuto un solo giorno di pace. Ecco, per esempio,
25:16sono delle frasi, delle posizioni che restano scolpite nel pensiero e che ci raccontano come
25:23di fatto cambiano i tempi, ma non cambiano le fratture della nostra società. Se posso anche
25:32raccontare un altro aneddoto, che Roberta, oltre ad essere una cara amica, è una persona
25:38che ha dato un grande contributo al mio Festival in termini di idee, di presenza e molti degli
25:44ospiti che cito le ha incontrate nel corso degli anni, a volte alcuni le ha anche intervistati.
25:49Ecco, ricorderai una grande scrittrice bielorussa, premio Nobel per la letteratura, Svetlana
25:55Alexievich. Ecco, lei dimostrò di avere molta fiducia in noi, perché era il 2020, l'anno
26:00del Covid, e noi non abbiamo mai saltato un anno, abbiamo tenacemente cercato di resistere,
26:07di fare comunque questo Festival in presenza, e quell'anno lo fecimo a ottobre piuttosto
26:12che a giugno, perché le condizioni non si potevano ottenere venti nel mese di giugno.
26:19Inoltre c'erano appena state le elezioni in Bielorussia, aveva vinto di nuovo Lukashenko,
26:24e sappiamo, insomma, non proprio in piena democrazia. Ecco. Lei, oltre ad essere una
26:29scrittrice molto, diciamo, nota, era anche un pezzo importante del comitato di opposizione
26:35a Lukashenko, e sosteneva la candidata a presidente, una donna, che naturalmente non ce l'ha fatta.
26:42Il risultato di queste elezioni è stato lo smantellamento di questo comitato, l'esilio
26:46per la candidata a presidente, l'arresto, l'uccisione di tutti i membri del comitato,
26:52eccetto lei che noi le avevamo conferito un premio da Taormina qualche mese prima delle elezioni,
26:58lei l'aveva accettato, quindi avevamo organizzato il viaggio, poi c'è stato il Covid, le elezioni,
27:03e lei non era più nelle condizioni di uscire. Ma la nostra fiducia nel fatto che lei dovesse
27:09comunque testimoniare con un atto, con un gesto civile, la sua vita attraverso la letteratura
27:16ha reso possibile un miracolo. In buona sostanza siamo riusciti a creare un corridoio diplomatico
27:21col ministro degli esteri e farla praticamente scappare dal paese. Quindi lei è venuta a Taormina
27:27e ha raccontato la sua storia, è stata la prima intervista pubblica che ha fatto dopo le elezioni.
27:33Ecco, episodi come questo ci danno tanta fiducia nel potere della letteratura e anche nel coraggio
27:45che, come dire, la testimonianza civile attraverso la propria arte, che in questo caso è la letteratura,
27:51ma l'anno scorso se penso a un ospite come Awe Wei, che forse è il più importante artista cinese,
27:57anche lui è stato sempre un esempio di impegno civile, ha raccontato la storia attraverso un'opera
28:03d'arte che abbiamo ospitato e che entrava per la prima volta nel nostro paese, che si chiama
28:08Water Lilies, è un'enorme opera fatta con i mattoncini Lego, che è una delle cifre stilistiche
28:14di Awe Wei, è un'enorme opera d'arte a 5 metri per 12 in cui lui ha dipinto la
28:20sua infanzia.
28:21La sua infanzia in Cina non è stata semplice perché il padre era un intellettuale dissidente
28:24e quindi attraverso quest'opera che è un po' astratta, lui ha rappresentato questa casa
28:30nelle campagne cinesi dove loro erano costretti a vivere isolati dal mondo.
28:34Ecco, anche qui la fiducia nella propria capacità di esprimere l'indicibile attraverso quella
28:41forma d'arte, in questo caso la pittura, in quel caso la letteratura, è il comune denominatore
28:45del festival, questo sì.
28:48Senti, mi viene una domanda, proprio perché conosco quello che fai e anche le persone che
28:55vengono. Non sempre il talento di un autore, di un'autrice, sul libro o comunque in questo
29:02caso in un'opera d'arte, poi corrisponde al talento nel raccontarsi. Io l'ho toccato
29:07con mano, cioè ci sono, Antonella ha ospitato personaggi, facciamo qualche nome, Annie Arnault,
29:13Yasmina Reza, tra l'altro alcune tra le mie scrittrici preferite, quindi veramente nomi
29:19molto importanti, ma potremmo continuare, insomma, ma qualche volta è complicato per
29:25loro raccontarsi. Beh, pensiamo soltanto a Carrère, pensiamo, non a Carrère, scusami,
29:30Anne, a Wellbeck, Michelle Wellbeck, come dimenticare, quindi qualche volta il talento poi è complicato
29:38anche da raccontare. Infatti, appunto, come dicevamo prima con Cristina dell'Acqua, il talento
29:42poi si vive, alla fine, lo dicevi anche tu, cioè non è misurabile, non è neanche qua,
29:46è anche imprevedibile, questa qualità è imprevedibile, no? Raccontiamo qualche aneddoto
29:50anche di autori e di autrici che fanno fatica poi a parlare di se stessi e a raccontare quello
29:56che sanno fare, se non attraverso i libri, le opere d'arte. Volentieri, anche perché qui
30:01entra in gioco un altro tema, che è quanto gli scrittori debbano essere anche coloro che
30:07si raccontano in maniera orale. Cioè, il talento nella scrittura, il talento nell'arte,
30:14nell'arte non è che tutti sono come Marina Abramovic, no? Tra l'altro abbiamo avuto
30:19l'onore di ospitare due anni fa e a proposito di talento, lì invece parliamo di una grande
30:24capacità espressiva, non solo del talento e della performance, ma anche del racconto
30:29di sé. Però, ad esempio, se vogliamo proprio, diciamo, come dire, approfondire il tema del
30:37talento correlandolo a quest'ospite speciale, posso dire che non mi ha colpito l'espressione
30:42della performance, perché me l'aspettavo, mi ha colpito il talento che lei riusciva a esprimere
30:47attraverso la sua fragilità di donna, no? E anche la sua capacità empatica, questa quasi
30:53chiaroveggenza anche a lei nel leggere il mondo e gli altri. Ecco, invece, parliamo di scrittori
31:00che scrivono benissimo, ma che hanno dei tratti di timidezza o sono resti a presentarsi
31:06attraverso il dialogo con l'altro. E uno di questi è il premio Nobel Jon Fosse, che era
31:14veramente molto timido e in più non amava gli spazi aperti grandi. Immaginate che l'ho
31:19intervistata al Teatro Antico di Taormina, che è uno dei teatri più grandi del mondo
31:24antico, e tra l'altro sono davanti a 5.000 persone con una trasmissione televisiva, no?
31:29Quindi a volte vanno anche incontro incautamente al proprio destino questi scrittori che arrivano
31:36e magari sono un po' timidi. E un altro aneddoto che posso raccontare è quello relativo a Michelle
31:42Welbeck, no? Grandissimo, uno dei più grandi scrittori viventi, di carattere difficile con noi
31:48è stato amabile, però certamente è stata una delle intervisti più difficili della mia vita, cioè
31:53per fargli dire quattro parole ho sudato sette camicie, cioè una cosa che aggiungo a Taormina
31:59già, ma che sia difficile, però è stato complicato. E poi invece c'è un personaggio che poi mi direte
32:06ma com'è possibile? Invece sì, un personaggio che è stato un'altra intervista molto difficile
32:12a Ostica con W.P. Goldberg, ma non è possibile. W.P. Goldberg è un'attrice, la conoscete per Ghost
32:18ma anche per altri film, molto comunicativa e anche una produttrice del cinema, simpaticissima
32:25fuori dal palco, appena si mette, indossa l'abito della star si chiude e non parla più, cioè non parla.
32:34Quindi non me l'aspettavo, devo dire, mentre per W.P. lo preparata, quindi ha parlato più del dovuto
32:40perché io ho proprio messo tutta me stessa, cioè ho avuto una fiducia incredibile nelle mie capacità
32:45anche sovrastimando, le sono riuscite a portare a casa una buona intervista
32:49nel caso di W.P. Goldberg, devo dire che è stato veramente duro.
32:52Però con Welbeck io c'ero, ad una domanda ha risposto, Giuseppe, una domanda articolatissima
32:58sull'Europa, sei stata bravissima perché...
33:00No, no, no, ha risposto, peggio di così, ha risposto, era una domanda sull'Europa, io non credo nell'Europa.
33:07Ah sì, è vero, quindi figurati, è una domanda articolativa, lei è stata molto brava, è stata una poltrona
33:14che scottava quella sera.
33:17Allora, dicevamo l'arte della guerra, Marte il dio della guerra, Atena la dea della strategia bellica,
33:24quindi due miti contrapposti, due cose completamente diverse.
33:29Quanto, quanta visione etica negli antichi, quanta visione etica gli antichi riponevano nel concetto di talento?
33:39Allora, moltissima, diceva la chiaroveggenza, no?
33:43Il sapersi una caratteristica proprio della letteratura e dell'arte, di una forma d'arte,
33:50è quello di essere chiaroveggenti, cioè di avere una sensibilità e un'intelligenza nel senso etimologico tale
33:58da poter guardare così avanti.
34:00Ecco, io credo ne avessero moltissima di fiducia etica nel talento, è un po' la scia del discorso che facevamo
34:08prima.
34:10Una cosa che io amo a dismisura nel mito greco e comunque nella cultura greca in generale
34:16è questo gusto di porsi le domande, no?
34:19Per cui per ogni, diciamo, manifestazione, per ogni aspetto della vita, i greci hanno, rispondono molto spesso attraverso i miti,
34:29creando una divinità, un mito, una storia per ogni aspetto.
34:33Questo della guerra a cui tu facevi riferimento è proprio uno dei simboli più significativi.
34:38La guerra, che è un tema terribilmente presente nelle nostre giornate,
34:44la guerra è quella di Marte, cioè il dio della guerra che combatte, che vuole solo il sangue e la
34:52vendetta,
34:54perché quella è proprio, la chiamavano polemos i greci, no?
34:58Sangue, vendetta, violenza e tutto quello che si può ricavare da questo gusto del combattimento,
35:08ma esiste anche una divinità come Atena che non a caso è una dea nata dalla testa di Zeus,
35:17quindi è una dea nata intera, perfetta, vestita, vestita da guerriera,
35:23perché lei nasce, diciamo, proprio già con tutte le sue caratteristiche,
35:28nasce in questa maniera spettacolare dalla testa di Zeus, così come dalla coscia era nato Dioniso,
35:35e questa donna rappresenta, una donna che non ha caratteristiche femminili come ce le immaginiamo,
35:43ma rappresenta l'altro aspetto della guerra, cioè quello strategico, quello lungimirante,
35:48quello che non vuole il sangue per il sangue, ma quello, quel tipo di combattimento che,
35:54o comunque quel tipo di arte della guerra che va verso la pace, va verso il dialogo,
36:01va verso il confronto, non verso lo sterminio, che sono quelle caratteristiche che noi vediamo sommate
36:09in quell'episodio immenso, secondo me, dell'Iliade, che quando si parla di chiaroveggenza,
36:16di Omero, chiunque sia stato, io questo episodio amo raccontarlo come posso
36:22e in questi giorni ancora di più, perché l'Iliade l'abbiamo studiata tutti
36:28e conosciamo uno degli episodi più significativi, quello famoso poi dell'uccisione di Patroclo
36:37da parte di Ettore. Ettore è l'eroe troiano per eccellenza, Patroclo l'amico, il compagno di vita,
36:45quasi legato da una filia, cioè da un amore, da tutti i punti di vista, ad Achille.
36:51E succede questa cosa immortalata in una cinquantina di versi nell'Iliade e succede questa cosa incredibile,
37:01cioè Achille che si era tirato fuori dalla guerra per una questione personale, per l'ira,
37:08per la sua famosa ira legata sempre a una questione di guerra, sino a quel momento era rimasto inerme
37:13e senza di lui i greci stavano perdendo. Questo dolore che è così forte provato per la morte di Patroclo
37:24è quello che lo fa, lo fa in qualche modo, è l'eros che gli ridà la passione per tirare
37:31fuori il guerriero
37:32che c'era in lui e fare quello che era deputato a fare, cioè combattere, combattere e passa delle pagine
37:41di combattimento di una crudeltà atroce, fa una strage, qua sembra davvero la personificazione di quello
37:49che dicevamo prima, fa una strage di nemici, uccide, distrugge, persino il fiume Scamandro nell'Iliade
37:58a un certo punto pieno, il fiume Scamandro era il fiume che circondava le mura di Troia, talmente pieno
38:05di cadaveri e armi che non riusciva più a scorrere verso il mare, prende vita e gli dice fermati, fermati
38:11perché è quasi la natura che si metteva davanti a lui, eppure Achille continua, continua in questa strage disastrosa
38:19fino a quando arriva questa scena incredibile secondo me, Achille ed Ettore chiaramente si affrontano
38:29perché questo Ettore l'uccisore di Patroclo doveva essere vendicato, Achille uccide Ettore
38:36e fa scempio anche del suo cadavere perché la cattiveria, diciamo quest'ira che si era convogliata
38:42contro il nemico era tale, per cui lui continuava, non solo non voleva restituire il cadavere,
38:47pensiamo alle pagine più brutte della guerra che leggiamo sui quotidiani in questi giorni,
38:53non solo non voleva restituire il cadavere perché avesse una degna sepoltura, ma voleva
38:57anche proprio disintegrarlo, lui l'aveva legato a un carro di notte, girava intorno all'accampamento
39:04troiano per farne vedere lo scempio e veniva poi il cadavere miracolosamente il giorno
39:10dopo ripristinato dalle divinità perché potesse essere ancora dato allo scempio. Avviene
39:16una cosa meravigliosa in queste pagine e cioè che il padre di Ettore I, anziano, immaginiamo
39:23tutti i padri del mondo, scivola in qualche modo nella tenda di Achille una notte per chiedergli
39:30pietà e la restituzione del cadavere del figlio. In questa scena, che vi ho raccontato
39:38nei dettagli perché credo meriti, abbiamo davanti un uomo a cui, che sta baciando la
39:45mano e chiedendo pietà a chi gli ha sterminato la famiglia e a chi sta distruggendo praticamente
39:52la città. Achille è l'artefice di tutti i dolori di quest'ultima fase della guerra.
40:00Ha corso un rischio perché è evidente che, come dire, il talento, il talento, poteva non
40:10essere al primo, io ogni tanto mi immagino, i primi ascoltatori dell'Iliade, no? Poteva
40:15non essere scontato immaginare quello che poi leggiamo, no? Dalle parole di Omero, perché
40:22noi ci aspetteremmo di vedere un Achille implacabile e invece ci troviamo davanti un guerriero,
40:27che è un guerriero di ogni momento della storia dell'umanità, che in qualche modo
40:35conforta le ferite di quest'uomo anziano che ha davanti, gli concede, guardate, viene
40:41la pelle d'occa poi a dirla in questi giorni, gli concede una tregua perché possa riprendere
40:50il cadavere del figlio, riportarlo all'accampamento, dargli tutto quello che è dovuto, no? Come
40:56onore, come affetto, come lacrime al cadavere del figlio e solo dopo riprenderanno i combattimenti.
41:04Allora, io dico, in questa pagina, in questi versi, c'è la preveggenza, che purtroppo
41:11non è preveggenza perché non lo vediamo succedere, ma c'è la saggezza, l'intelligenza
41:16del talento umano di chi sa vedere e selezionare quelli che sono i semi di una ipotetica convivenza
41:28umana, più che convivenza umana, i semi di quello che caratterizzano l'essere umano. Che
41:34cosa vuol dire essere un essere umano? Secondo me quella pagina dove Achille ha questo comportamento
41:40e Priamo a sua volta è forse una delle pagine più, tra le pagine di letteratura, più significative
41:49per darci l'idea di che cosa è l'essere umano. Raccontato con un talento, secondo me,
41:55quasi unico. Non dico unico, ma quasi unico.
42:00Un talento quasi unico, la preveggenza e anche la capacità di intuire che cosa è
42:07l'essere umano. Tante volte l'abbiamo ascoltato attraverso i tuoi autori e autrici che sono
42:15venuti a Taubook. Quest'anno il tema è la fiducia e ci avviamo verso la conclusione. Io vorrei
42:21farvi vedere un brevissimo video che poi annuncia questa nuova edizione e poi magari ci anticipi
42:26qualcosa. Regia.
42:35La Sicilia è una terra senza mezzi misure. O ti fissa dentro come un chiodo o ti scivola
42:44addosso come acqua. Un rapimento mistico e sensuale mi imprigiona a te.
42:57Ma non dimenticare il profumo. A seconda dell'ora, la notte cangia odore.
43:06Mi sento stranizza d'amore.
43:10Quella Sicilia dura e antica, fatta di silenzi e di sguardi, era una terra che non perdonava
43:17facilmente, ma che sapeva farsi amare fino al dolore.
43:27E ti vengo a cercare, anche solo per vederti o parlare.
43:36E lì l'uomo nasce isola nell'isola e rimane tale fino alla morte.
43:46La vita o si vive o si scrive.
43:50Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.
43:59Abbiamo visto, che meraviglia, ma anche la ricchezza di questa terra della Sicilia, Antonella.
44:10Fiducia? Ci anticipi qualcosa?
44:14Allora, noi ci separano due mesi e mezzo, circa dall'inizio del festival e avremo, tra qualche settimana
44:24daremo il programma completo.
44:26Sarà un programma molto ricco, con circa 250 ospiti provenienti da 30 paesi.
44:32perché il tema che abbiamo scelto, la fiducia, in un momento storico come quello che viviamo
44:37ci ha portato, me come direttore artistico, a voler, come dire, concentrare attorno alla parola
44:46gli sguardi dal mondo.
44:48Quindi non solo dalle discipline, ma anche dal mondo.
44:51Un ospite che posso annunciare, l'abbiamo fatto nelle scorse settimane, piace ricordarlo in questo contesto,
44:57avremo il privilegio di ospitare uno dei più grandi poeti arabi, del mondo arabico, che è Adonis.
45:04E che mai, come in questo momento, il suo sguardo, che spesso è stato di straordinaria lucidità,
45:10perché è un poeta, ma anche uno scrittore, ha 90 anni e quindi ha vissuto buona parte
45:17degli ultimi scontri e degli ultimi conflitti che hanno purtroppo attanagliato il nostro mondo,
45:25non solo il bacino mediterraneo, perché lui è ovviamente espressione di questo mondo mediterraneo,
45:31che è una delle chiavi di lettura principali del Festival, perché come diceva e come ha detto
45:36Abro Miusciua quando è venuto da noi, la Sicilia ha tre punte, ha una centralità che non è soltanto geografica,
45:44ma anche culturale nel Mediterraneo e queste tre punte guardano a tre continenti
45:48e questo sguardo è il riflesso della sua storia, del suo essere un'isola che ha, come dire,
45:55coltivato le sedimentazioni, le dominazioni, ma anche le influenze.
46:00E quindi metteremo in dialogo un grande poeta e scrittore arabo con una icona della letteratura italiana
46:07che anche lei che compie 90 anni quest'anno è del Dacia Maraini, perché vogliamo incrociare gli sguardi
46:15e anche i talenti, quindi un grande uomo, una grande donna, un grande poeta, una grande scrittrice,
46:22la Sicilia è il mondo arabo di cui la Sicilia è espressione anche.
46:26Ecco, poi è notizia di oggi, avremo un grande artista Anish Kapoor, che quindi verrà e faremo anche la mostra
46:35di Anish Kapoor
46:36e poi vorrei dare un accenno alla musica, avremo uno dei più grandi violoncellisti che è Stephen Hauser,
46:43ve lo ricorderete perché ha fondato i Tucellos e lui si esibirà con l'orchestra al Teatro Antico di Taormina
46:50e sarà una delle voci, perché la musica per noi è molto importante, sarà una delle voci attraverso la quale
46:56racconteremo
46:57cos'è per noi la fiducia.
46:59L'ultima domanda, che talento ci vuole per mettere assieme personalità così diverse, sensibilità così diverse,
47:07diciamolo pure qualche volta anche prime donne così diverse, diciamo, perché la verità è proprio questa.
47:13Qual è, in una parola?
47:15Una sana dose di follia.
47:19Grazie, grazie Antonella Ferrara.
47:27Grazie a Cristina Dell'Acqua, ricordiamo, il 14 esce la, dillo tu, guarda.
47:36Attenzione Oscar sulle donne di Omero e poi invece no, il 19 maggio esce il nuovo libro sul mito e
47:42questo...
47:42Il dono del mito.
47:43Il dono del mito, sì, perché è un dono, effettivamente è un dono.
47:47Grazie a voi.
47:47Grazie, grazie mille, grazie a Massimo Sideri, direttore scientifico, collega, curatore di questo festival
47:52e grazie naturalmente a tutte e tutti voi che siete intervenuti.
47:56Buona serata.
47:57Grazie mille.
47:58Grazie mille.
48:03Grazie a tutti
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