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  • 12 ore fa
Trascrizione
00:00:00Da che parte cominciare la stanza?
00:00:05Io ho iniziato ad avere degli eventi di depressione, di depersonalizzazione all'età di 13 anni
00:00:10e il mio psicoterapeuta di allora mi fece ascoltare l'elastico
00:00:15e scoprì un mondo enorme, scoprì una figura che come me viveva una solitudine.
00:00:30Dentro di me, dentro di me, mi ricordo che correvo, il mio corpo mi seguiva,
00:00:40era un corpo primitivo e la mente lo tirava, la mia mente che trascinava il mio corpo nudo
00:00:49eravamo in due fra me e me, un elastico.
00:00:55Ecco, la ricerca della presenza, dell'essere in questo momento qui
00:01:00è una cosa che mi ha avvicinato molto alla figura di Giorgio Gaber attraverso la psicoterapia.
00:01:06Mi guardo dal di fuori come fossimo due persone
00:01:10In questa sua ricerca faticosissima ma di essere realmente in un momento
00:01:38Io ero lì a studiare al piccolo negli anni in cui c'era Giorgio Strelle, però facevo la maschera al
00:01:44teatro lirico
00:01:46perché dovevo mantenermi a Milano e quella sera toccava a me fare la mascherina alla prima di Giorgio.
00:02:02L'ho incontrato, gli ho detto che mia madre aveva detto che io era molto bravo
00:02:09e lui ridendo mi ha detto vienimi a dire poi e così è iniziata poi un'amicizia.
00:02:17E invece non so niente, sono a pezzi, non so più chi sono
00:02:21È complicato gestire se stessi naturalmente, no?
00:02:27E non si smette mai di guardarsi dal di fuori perché ci si giudica, si vede il giudizio degli altri
00:02:34e non si riesce mai a essere come si è, senza filtri.
00:02:46Sebbene si pensi a Gaber sempre come un uomo legato alla parola, alla potenza della parola,
00:02:52per me Gaber è soprattutto un corpo scenico e una voce.
00:03:05Gaber è uno dei più grandi cantanti italiani, una capacità di modulare la voce,
00:03:10di usarla nella sua potenza e nel suo sussurro.
00:03:24Nel suo modo di dire le ho, di pronunciare le vocali, per esempio, è solamente suo, no?
00:03:30Dalla logica alla scienza, da Marguse fino a Dante, c'è anche Strener com'è pesante.
00:03:40E poi il corpo, quel corpo lì, quel corpo un po' strano anche, no?
00:03:47Quel suo modo di ballare.
00:03:58E poi così, così generoso nell'usarlo, perché alla fine era tutto sudato, cioè perdeva peso a ogni spettacolo.
00:04:09Questo sudore, no?
00:04:11Questi asciugamani impregnati di sudore che lanciava dietro le quinte.
00:04:16Era tutto per la gente.
00:04:22Il pensiero sta tutto all'origine, no?
00:04:25È la costruzione dello spettacolo.
00:04:27E poi a un certo punto, per l'attore diventa una sfida fisica della memoria e del corpo.
00:04:33Perché c'era una passione nel senso delle cose, nel prendersi carico fisico di una parola.
00:04:41Cioè, la parola diventava visibile.
00:04:46Totale.
00:04:47L'uso del corpo totale.
00:04:49Perdo i pezzi, ma non è per colpa mia.
00:04:54E non c'era un muscolo di tutto il corpo che non fosse preso da questa esigenza di far arrivare.
00:05:00Era tutto il corpo.
00:05:03Passeggiavo senza stinchi col mio amore.
00:05:09Ho intravisto nei suoi occhi un po' d'angoscia.
00:05:16Io l'amavo tanto e ci ho lasciato il cuore.
00:05:23Ci ho lasciato, già che c'ero, anche una coscia.
00:05:29L'atteggiamento mentale si accompagna anche all'espressione del corpo intero.
00:05:36Quindi credo che appunto ci fosse la verità in quel corpo lì.
00:05:40Credo che poi uno, ma mai fatto lo studio dell'attore, trovi un po' dei modi che siano modi in
00:05:45cui sta comodo
00:05:46per raccontare le cose dei vestiti.
00:05:47E questo vestito sta molto bene.
00:06:10Quello di Stato comincia con Piazza Fontana, ma va avanti con Piazza della Loggia a Brescia
00:06:17fino alla strage di Bologna e d'altro, quello di sinistra, abbrigate rosse, primarine, eccetera,
00:06:24e quello di destra, che fu anch'esso assassino.
00:06:28E allora in quegli anni molto difficili capitava che ci si confrontasse sulle prospettive,
00:06:36sulle difficoltà, sui timori.
00:06:38L'escriminio è vero.
00:06:39Piazza Fontana è da lì che l'Italia del dopoguerra e del boom perde completamente,
00:06:45diciamo, la propria innocenza.
00:06:46Hanno moltissimi alleati, stanno occupando anche la RAI, le grandi industrie, gli operai,
00:06:53anche le scuole, i sindacali.
00:06:55Diventa ufficiale per questo disgraziato paese che cambiare in modo, diciamo, pacifico,
00:07:02in modo normale, non è lecito.
00:07:05Sono più, sono già seduti all'aventura.
00:07:08Siamo un paese stranissimo.
00:07:09Abbiamo questo cotè comico apparentemente prevalente che ci fa pensare che siamo nati
00:07:14per la commedia, ma siamo un paese molto segnato dalla tragedia.
00:07:29L'Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar.
00:07:43Mi ricordo che andai al teatro Altrianon di Roma e al momento di entrare trovo 4-5 ragazzi
00:07:52di quelli, un po' con l'eschimo.
00:07:54Mi fanno, tu, che cazzo fai qui?
00:07:56Cosa sei venuto a fare?
00:07:57Questa non è roba per te.
00:07:58Vai via, vai via, via!
00:08:05Poi a un certo momento vedo che arriva Gaber di corsa e chiamo questi ragazzi.
00:08:10Ma che cazzo?
00:08:11Cosa fate?
00:08:12Ma cos'è?
00:08:13Cosa siamo diventati?
00:08:15Tutti dei prepotenti, dei fascisti?
00:08:19E questi rimasero colpiti dal fatto che Gaber venisse fuori e poi mi accolse e mi fece
00:08:26entrare, è un ricordo come un episodio.
00:08:31Mi ricordo la mia meraviglia e forse l'allegria di guardare a quei pochi che rifiutavano tutto.
00:08:42Mi ricordo certi atteggiamenti e certe facce giuste che si univano come un'ondata che rifiuta
00:08:51e che resiste, ora il mondo è pieno di queste facce, è veramente troppo pieno di questo
00:09:01scambio di emozioni, di barbe, di baffi e di chimoni, non fa più male a nessuno.
00:09:15Quando è moda è moda, quando è moda è moda, quando è moda è moda, quando è moda è moda.
00:09:27Non so cosa è successo da queste facce a questa gente, se sia solo un fatto estetico o qualche
00:09:36cosa di più importante se sia mio ripensamento o la mia mancanza di entusiasmo ma mi sembrano
00:09:47già facce da rotocalchi da ente del turismo era il 1978 non la definirei uno scontro direi un
00:09:57intervento molto duro del resto gli spettacoli teatro canzone per gabrie luporini erano per
00:10:03definizione spettacoli di intervento noi eravamo come idee molto vicini a quei ragazzi a un certo
00:10:11punto abbiamo avuto la sensazione che non fosse più una passione vera ma un atteggiamento allora
00:10:17abbiamo scritto questa canzone un po feroce è una canzone che un po insunto del lavoro di giorgio
00:10:24e di sandro luporini e cioè cercare di prendere di mettere a fuoco la massificazione e cercano di
00:10:32proteggere l'individuo cioè diciamo l'autonomia di pensiero da dal conformismo e quindi dalla moda
00:10:38arriva come un calcio nei denti a un'intera generazione che secondo gabrie luporini aveva
00:10:45tradito il proprio desiderio che era il desiderio di autenticità di cambiamento di verità e tutto
00:10:52appunto a quel punto era ridotto a moda quando è moda e moda quando è moda e moda sono d
00:11:05'accordo
00:11:06anch'io quando è sostanza però no è quando è moda e moda metà di queste cose le condivido se
00:11:14tu fossi un
00:11:15politico ti direi ma guarda che se vuoi essere antagonista degli antagonisti c'è solo una chiave
00:11:21per non omologarsi è il silenzio perché come apri bocca e usi un linguaggio ti metti in relazione
00:11:31con gli altri nei limiti degli esseri umani cari cari polli di allevamento coi vostri stivaletti
00:11:42gialli e le vostre canzoni cari cari polli di allevamento nutriti a colpi di musica di rivoluzioni
00:11:54gaber si trova di fronte a una certa degenerazione dei movimenti che in qualche modo cadono vittima
00:12:03del consumismo ed era una frustata per cercare appunto di uscire dalle secche di una certa
00:12:12omologazione vedi pasolini e recuperare invece la capacità critica di spirito critico vero questa
00:12:21critica questa cosa sa del fondamento cioè i movimenti sono mica solo quelli che sono andati
00:12:26in india poi è perché se stiamo in quel in quel cerchio lì sono d'accordissimo che tutte incazzate
00:12:32ma movimento è stata una cosa che ha fatto andare avanti sto paese perché se non pensiamo questo non
00:12:39ne vedremo neanche il riflusso intanto è importante dire che lui dal signor g fino a polli di allevamento
00:12:56ha sempre immaginato di parlare con una con una razza con una con un pubblico coeso riconoscibile
00:13:04la razza già finita senza neanche cominciare razza disossata già in attesa di morire
00:13:17no non fa male credere fa molto male credere male
00:13:29quindi credo che il pubblico soprattutto quel pubblico quella razza lì andasse ascoltare
00:13:34gaber perché sapeva che poteva uscire un pochino più consapevole rispetto a quando era entrato in
00:13:40teatro dovendo riconoscere che aveva ragione a sottolineare alcune contraddizioni gaber tirava
00:13:46dei ceffoni in maniera strepitosa lì per lì ti sembravano pure carezze ma appena uscivi fuori sentire la
00:13:54volta che avevi preso e non ti ripigliavi subito perché era come se sovvertisse tutto quello che era
00:14:00convenzionale trovavi una canzone bella la orricchiabile la cantavi ne ricco e poi dicevi ma che cazzo sta parlando a
00:14:08me
00:14:08non credo più a niente non voglio più lavorare come un deficiente non ho più speranze mi sono
00:14:21fregato ma ormai me ne fotto avete visto come sono ridotto
00:14:34è stato lui per la mia generazione come il bambino della famosa favola di il re nudo solo
00:14:40che in questo caso i nudi eravamo noi i nudi erano tutte le persone che avevano delle ideologie
00:14:46molto intoccabili cioè la verità ferma è il misticismo cioè il movimento è la mia storia insomma
00:14:56nonostradicità voi che continuate a rimbalzare da un paese all'altro da una donna all'altra
00:15:03inseguendo una forza che sembra lo slancio di impazzire io credo che lui ce l'avesse molto
00:15:10anche con questa attitudine che nasceva forse in quegli anni di grande protagonismo e di ostentazione
00:15:16cari cari polli di allevamento che odiate ormai per frustrazione e non per scelta
00:15:24noi abbiamo conosciuto una deriva ben peggiore con i social lì c'erano proprio i primi semi
00:15:30di un ego smisurato che le persone iniziavano a nutrire dentro di sé
00:15:36ci sono stati conformisti da tutte le parti
00:15:38chi ti voleva ideologizzare chi ti voleva orghezizzare chi ti voleva mettere in una
00:15:43scatoletta no farti fare quello che pensava lui no lui era proprio libero libero libero
00:15:49libero ma senza retorica se guardiamo questo concetto senza la retorica che ci mette in
00:15:58sospetto allora sappiamo perfettamente quanto dovesse essere anche difficile per lui essere
00:16:07così libero io per me se avessi la forza e l'arroganza direi che non è più tempo di fare
00:16:16mischiamenti che è il momento di prendere le distanze che non voglio inventarmi più amori
00:16:25che non voglio più avermi come amici come interlocutori sono diverse certamente solo io
00:16:33mi sono sempre chiesto se si sentisse solo perché è chiaro che l'essere
00:16:39anticonformista il non far parte delle mode qualunque moda perché le
00:16:43mode sono tutte uguali e l'essere di moda qualunque sia la moda non è che una
00:16:48moda è migliore dell'altro è più tollerabile di un altro e mi sono sempre
00:16:52chiesto se questo sguardo così laterale così amaro fosse intanto faticoso e se
00:17:00certamente poi lo avesse fatto sentire anche solo è un momento di grosso dolore per un distacco a una
00:17:07cosa a cui vuoi bene insomma ecco quindi in effetti la voglia di esprimere questo
00:17:13dolore attraverso appunto l'incazzatura di tutto lo spettacolo perché tutto lo
00:17:17spettacolo ha un po questo senso anche se poi si esprime viene fuori forse più
00:17:21visibilmente nell'ultima canzone è una voglia proprio del scontro sono diverso
00:17:27perché non sopporto il buon senso comune ma neanche la retorica del pazzo non ho
00:17:34nessuna voglia di assurde compressioni ma nemmeno di liberarmi a cazzo ci sono dei
00:17:40momenti in questa canzone che ci ricordano gli scritti corsari di
00:17:43pasolini quella andare controcorrente forzatamente duramente coraggiosamente
00:17:48giorgio ti diceva noi eravamo dei grandi ladri di quel che pasolini corsaro andava
00:17:54scrivendo proprio rubavamo idee rubavamo temi rubavamo provocazioni insomma perché
00:18:01si sentivano in sintonia quando è moda è moda è una canzone pasoliniana perché è una
00:18:06canzone furente quindi c'è sicuramente un linguaggio comune che è un linguaggio non
00:18:12non pacificato non conciliante non era ecco sono incazzato e quindi siccome sono
00:18:17incazzato dico quello che mi pare no era sono incazzato mi chiedo perché lo sono
00:18:22chiedetevi anche voi se per caso non vale la pena essere pure voi di cattivo umore
00:18:26sono diverso sono polemiche violento non ho nessun rispetto per la democrazia e parlo
00:18:33molto male di prostitute detenuti da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti di quelli
00:18:39che diranno che sono qualunquista non me ne frega niente non sono più compagno del
00:18:46femministaiolo militante
00:18:49poco giuda cioè questa canzone qua è un cazzotto nello stomaco adesso penso perché
00:18:58non mi ricordo più che cosa doveva essere quasi 50 anni fa in un periodo in cui un
00:19:03concerto di francesco de gregori al palalido di milano interrotto dagli autonomi perché
00:19:10non si praticava l'autoriduzione hanno fatto piangere de gregori perché gli hanno detto
00:19:16sono schifoso miliardario capito perché guadagnava soldi grazie al suo lavoro in italia c'è stato
00:19:24un momento di follia generale per esempio io e battisti siamo diventati fascisti non perché
00:19:31eravamo fascisti no perché non facevamo le canzoni di protesta parlavamo della vita e
00:19:37questo era secondo loro secondo la questa mentalità rigorosa rigida da ss era un terribile peccato
00:19:50lì si sono anche aperte delle contestazioni violente con la sinistra in molti casi anche
00:19:58proprio abbandonando un appartenenza è un sentimento di stima nei suoi confronti e si
00:20:05sono incazzati molto infatti giorgio mi diceva sì tu picca picca poi però mi diceva ci vado io a
00:20:12prendere fischio mi fanno schifo le vostre animazioni le ricerche popolari e le altre
00:20:18cazzate e finalmente non sopporto le vostre donne liberate con cui voi discutete democraticamente
00:20:26sono diverso perché quando è merda è merda non ha importanza la specificazione
00:20:32beh questo qua è prima di tutto un gran pezzo di teatro a un certo punto la voce si rompe
00:20:38non si
00:20:38capiscono neanche più le parole no e io sento proprio una una mancanza di respiro quasi non
00:20:46un bisogno proprio poi di urlare di urlare cioè di ritornare all'urlo e l'urlo in gabber c'è
00:20:53sempre
00:20:53non non contava solo quello che diceva contava come lo diceva l'artista sul palcoscenico è una
00:21:01specie di piccolo sciamano cioè al diritto di dire cose con una rudezza con una forza con
00:21:07energia che la politica non può permettersi avevo dentro una rabbia maggiore come tipo di
00:21:12non che non che adesso non ce ne sia bisogno di rabbia proprio un fatto personale mio che
00:21:18quando a un certo punto gridi delle cose se in quel momento ti sembra che la cosa vada detta a
00:21:25quel
00:21:25punto lì sei più credibile
00:21:30io
00:21:32se fossi dio
00:21:35io potrei anche essere
00:21:37se no non vedo chi
00:21:42se fossi dio non mi pare
00:21:46se fosse altro modo per far passare la forza della sua ragione poi qualcuno ti capisce altri non ti capiscono
00:21:59altri ancora stanno pensando che tu esageri un artista di quel calibro di quella forza di quella potenza era costretto
00:22:08ad andare avanti e la rabbia la rabbia faceva sicuramente parte degli ingredienti necessari
00:22:17per farsi capire
00:22:18io se fossi dio direi che siamo complici oppure deficienti che questi delinquenti questi ignobili carogne
00:22:26con la scompleante le loro vergogne che sono tutti i giorni sui nostri intereschermi e mostrano solo i denti le
00:22:33maschere di cera e sembrano tutti contro la sporca macchia nera non c'è neanche uno che non ci sia
00:22:38immischiato perché la macchia nera
00:22:41la macchia nera e lo stato
00:22:50questo sguardo un po utopico
00:22:55è riversato più in rabbia l'ironia è diventata sarcasmo io se fossi dio tanti come me non hanno mai
00:23:05pensato che il problema politico potesse risolversi assieme al problema esistenziale
00:23:10e invece c'era chi ha pensato questo e lì c'è stato negli ultimi anni anni settanta un elemento
00:23:18di rancore che io non riuscivo condividere
00:23:20che il tema non personale esistenziale non te lo risolve lo corrigi
00:23:37ti ricordi quando ho fatto gli aga brothers che vedevano come i pazzi?
00:23:41è stato come prendere una boccata d'aria a quel periodo degli anni ottanta no?
00:23:45c'erano stati i polli d'allevamento
00:23:48io se fossi dio c'erano tosti dal punto di vista
00:23:52quindi uno si prende anche una pausa
00:23:53una fetta di limone
00:23:57una fetta di limone
00:23:59una fetta di limone
00:24:00una fetta di limone
00:24:03poi mi ricordo che mio papà faceva dei passi
00:24:06lanciando una gambetta che mio papà tentava di emulare
00:24:10il calcio che poi alla fine Giorgio tirava altissimo
00:24:13quasi più del papà
00:24:15la tipica posa che cazzo ci state fotografando a fare
00:24:24sono belli sì
00:24:27sono belli
00:24:28una tentezza tra uno e dieci zero
00:24:30tipo
00:24:31mi sa che questo qui sia il copione di Godot
00:24:34è per forza il copione stanno facendo le prove
00:24:37o stavano cambiando qualche battuta o prova a memoria
00:24:40Godot c'era un clima a Venezia
00:24:42sembrava una gita di classe
00:24:44eh ma erano sicuri
00:24:45soprattutto Giorgio
00:24:46ma anche il papà
00:24:47non voleva sfigurare
00:24:49si era in testa al dito
00:24:50e sapeva le parti di tutti
00:24:52io mi ricordo che
00:24:53non ce n'è per nessuno
00:24:54arrivava a casa non ce n'è per nessuno
00:24:55solo le parti di tutti e quattro
00:24:56tutti e quattro
00:25:04poi ho terminato il liceo
00:25:06ho cominciato subito a lavorare
00:25:08nell'organizzazione di spettacoli
00:25:10finché ho avuto l'occasione di farmi conoscere
00:25:13benvenuto il luogo dove
00:25:17dove è tutta ironia
00:25:21il luogo dove c'è la vita
00:25:25e i vari tipi di allegria
00:25:27che poi quando me l'hanno presentato
00:25:29una delle prime cose che ho detto
00:25:30lui aveva intervenuto a la brisa di Gianni Minà
00:25:33e aveva cantato
00:25:35benvenuto il luogo dove
00:25:37un momento di televisione straordinario
00:25:39una telecamera quasi fissa su di lui
00:25:41è emozionantissimo
00:25:43benvenuto il luogo dove
00:25:46il futuro è sempre più precario
00:25:52benvenuto all'incertezza
00:25:54di un luogo poco serio
00:25:59dove esiste ancora
00:26:01qualche antica forma di allergia
00:26:07benvenuta l'intolleranza
00:26:11benvenuta la pazzia
00:26:12e io quando lo incontrai
00:26:14per la prima volta
00:26:15gli dissi
00:26:15sai ho visto questa cosa
00:26:17che hai fatto in televisione
00:26:18e mi sono veramente commosso
00:26:20quasi un po' pianto
00:26:21e lui mi sorrise
00:26:24poi quando abbiamo cominciato a collaborare
00:26:26mi ha detto
00:26:26sai che anch'io quella volta lì
00:26:28mi sono commosso
00:26:28è stato un bel momento
00:26:30un po' per seria
00:26:34il luogo caso strano
00:26:37sembra proprio l'Italia
00:26:41nel gennaio del 1985
00:26:44mi ha proposto di lavorare con lui
00:26:46gli ho detto sei sicuro eh
00:26:48che possa essere la persona giusta
00:26:50ma io penso di sì
00:26:52da solo lungo l'autostrada
00:27:04alle prime luci del mattino
00:27:11a volte spegno anche la radio
00:27:18lascio il mio cuore incollato
00:27:21al finestrino
00:27:25lo so del mondo e anche del resto
00:27:32lo so che tutto va in rovina
00:27:38ma di mattina quando
00:27:42credo di essere venuto qui nel 92
00:27:44c'era già una certa consuetudine fra noi
00:27:46per quello che riguardava le sue fotografie
00:27:49ma mi interessava soprattutto
00:27:51quasi filmarlo ecco
00:27:53mi interessava proprio colliere
00:27:54ogni singola sfumatura
00:27:56del linguaggio del corpo
00:27:58quella che amo chiamare
00:27:59la sua melodia cinetica
00:28:11per esempio
00:28:12per esempio quell'urlo che lui cacciava
00:28:13alla fine dei suoi monologhi
00:28:15delle sue canzoni
00:28:16che era un urlo liberatorio
00:28:17per allentare la tensione
00:28:19e poi ripartire con altre provocazioni
00:28:21c'è un urlo finale
00:28:23alla fine dello spettacolo
00:28:25cioè ho fatto questo difficile percorso
00:28:29vi ho portati per mano
00:28:30a questo punto
00:28:33è finita
00:28:37io credo che nell'urlo post esibizione
00:28:40ci sia anche un aspetto di pudore
00:28:42cioè che durante l'applauso
00:28:43un po' per dissimulare c'è l'urlo
00:28:46ecco veramente sembra posseduto
00:28:47in alcuni momenti sul palcoscenico
00:28:49un uomo abbastanza esile
00:28:52non molto alto
00:28:53che diventa gigantesco sul palco
00:28:57è finita
00:28:58io mi ricordo appunto
00:28:59il gesto del
00:29:00cercare in quinta la chitarra
00:29:02e allora ripartiva il rocchettario
00:29:04di fine anni cinquanta
00:29:07questo è un pezzo di musica
00:29:10sperimentale
00:29:11che io definirei musica
00:29:13tecno
00:29:14o house music
00:29:17triste col suo bicchiere
00:29:19di barbara
00:29:23molto più consapevole
00:29:25molto più colto
00:29:27molto più teatrante
00:29:28ma
00:29:29la natura di quel finale
00:29:31di quella
00:29:32di quella coda
00:29:34dei suoi spettacoli
00:29:35era una natura profondamente
00:29:36rocchettara
00:29:38e lui ha detto
00:29:39è vero
00:29:40cioè gli stava bene
00:29:41guarderà
00:29:44si
00:29:49bravi bravi
00:29:50per colpa del mio amore
00:29:53per colpa del tuo amore
00:29:56ai nostri
00:29:59non
00:30:00insieme
00:30:11un coro di voci bianche
00:30:17la vita di gaber per trent'anni diventa d'estate insieme a sandro luporini veder nascere spettacoli l'estate serve
00:30:27solo a quello e da settembre si comincia a mettere in piedi il nuovo spettacolo poi lo si fa debattere
00:30:32in piedi il nuovo spettacolo poi lo si fa di
00:30:32buttare in provincia e poi si parte
00:30:35al bar casablanca seduti all'aperto una birra gelata guardiamo le donne
00:30:48Sandro questa stanza la conosci bene quanto tempo ci avete passato?
00:31:23tanto
00:31:24continuo dialogo
00:31:26devo dire però che questo dialogo poi si estendeva alla cena della famiglia al dopo cena perché chiaramente da parte
00:31:33di Giorgio c'era il desiderio proprio inarrestabile di sottoporre a verifica un po' le loro chiacchiere del pomeriggio o
00:31:40un po' addirittura le prime prove di qualche pezzo di canzone
00:31:43il nostro canale
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00:32:12è
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00:32:29abbiamo giocato tanto abbiamo continuato a giocare anche da adulti quando io ho cominciato a fare un lavoro che comunque
00:32:36era anche un modo per stargli vicino quindi abbiamo giocato praticamente tutta la vita di spiaggia
00:32:43ma anche a casa, anche poi col lavoro, che era poi il gioco preferito di tutti e tre.
00:33:13La donna aveva perdonato, non senza dolore, il dilemma era quello di sempre, un dilemma elementare, se aveva o non
00:33:27aveva senso il loro amore.
00:33:31Sì, è una delle più belle canzoni d'amore di sempre perché c'entra il punto di crisi tra libertà
00:33:37e qualcosa di più profondo della libertà.
00:33:41Se valga la pena poi andare in giro a cercare qualcosa quando magari quel qualcosa ce l'avevi già.
00:33:50È una canzone sulla fedeltà, sull'infedeltà, molto post-68.
00:33:55Veniamo da tutti gli anni 70 che in qualche modo rappresentano un periodo di grande libertà sentimentale.
00:34:06Quindi c'è una specie di rifiuto della coppia o della famiglia che allora si chiamava Piccolo Borghese.
00:34:15A quel punto reazione, questa specie di trionfo dell'amore, questo continuare a innamorarsi, secondo noi sottointendeva anche forse una
00:34:23minor capacità d'amare.
00:34:25In un giorno di primavera, quando lei non lo guardava a lui, lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova.
00:34:46La trasgressione dell'infedeltà è in un certo senso vista con una certa comprensione dalla società in cui viviamo.
00:34:59In virtù dell'amore si può trasgredire.
00:35:01Si dice, beh, l'amore, sei innamorato.
00:35:04Allora, ecco, a quel punto, questo mi pare lo dicessero più adorno, la vera trasgressione è la fedeltà.
00:35:10Questa voglia di non lasciarsi è difficile da giudicare.
00:35:15Non si sa se è una cosa vecchia o se fa piacere.
00:35:21Ai momenti di abbandono alternavano le fatiche
00:35:26con la grande naggia che propria delle cose antiche.
00:35:31E questo è il sunto di questa storia
00:35:34Per un altro senza importanza
00:35:37Che si potrebbe chiamare appunto
00:35:41Resistenza
00:35:42Si parla di ipocrisia, ma sì, nell'ipocrisia c'è tutto.
00:35:45È anche difficile ridurre tutto a queste parole.
00:35:48L'amore, l'ipocrisia, no?
00:35:50Cioè, credo che ci sia dentro la nostra vita.
00:35:52È un problema di sopravvivenza.
00:35:53Non è un problema di piccole scelte, di, come si dice, di brividini, di emozioncine.
00:35:59È un problema grosso della nostra esistenza.
00:36:01Vorrei riuscire a penetrare
00:36:04Nel mistero di un uomo e una donna
00:36:07Nell'immenso labiritto di quel dilemma
00:36:12Alla fine proprio questa parola
00:36:14Bisogna avere il pudore di usarla.
00:36:16Bisognerebbe parlarne poco
00:36:20Non nominarla tanto, l'amore.
00:36:22Quelle cose importanti
00:36:24Credo che sono cose decisive
00:36:28Per la nostra esistenza.
00:36:36Io ho sempre ammirato il rapporto fra Giorgio e Ombretta
00:36:40La solidità del rapporto
00:36:42Al di là di quello che possono essere
00:36:44I normali screzi fra marito e moglie
00:36:47Una tenacia e una solidità di rapporto
00:36:50Veramente ammirevole
00:36:52La svolta molto casuale poi di Ombretta
00:36:56Verso la politica
00:36:57È chiaro che ha fatto nascere così
00:36:59A letture molto superficiali
00:37:01Delle perplessità o delle apparenti contraddizioni
00:37:05Ma voglio dire ciò a mia moglie
00:37:06Che è di forza Italia
00:37:07Mi fanno un culo ragazzi
00:37:09Mi fanno un culo
00:37:11È questo che Giorgio soffriva
00:37:14Ma è possibile che pensino davvero le persone
00:37:18Che essere di destra o di sinistra
00:37:20Col valore che possono avere oggi
00:37:22Questi concetti
00:37:24Possa davvero creare un conflitto reale fra le persone?
00:37:28Ma io devo dire
00:37:32Insomma fisicamente
00:37:34Se la faccio essere di destra
00:37:36No fisicamente sono sempre stato di sinistra
00:37:42Però vi assicuro
00:37:45Ecco una cosa la devo dire
00:37:47Quella destra
00:37:49La logica è il profitto
00:37:50Tutte queste cose le conosco
00:37:53E va bene
00:37:55Ma come mi fanno incazzare quelle di sinistra
00:37:59È lì il problema
00:38:00Il problema è quello lì
00:38:03Noi avevamo deciso di fare una rivista
00:38:08Cosme Moranda
00:38:09Che si chiamava Dire fare baciare
00:38:11In un numero
00:38:12In copertina
00:38:14C'erano i due personaggi di Albanese
00:38:16Che noi avevamo identificato come destra e sinistra
00:38:22Io e Gino avevamo fatto questo elenco
00:38:24Un po' giocoso
00:38:25Di che cosa è di destra e cosa è di sinistra
00:38:29Tutti noi ce la prendiamo con la storia
00:38:32Ma io dico che la colpa è nostra
00:38:33È evidente che la gente poco sedia
00:38:37Quando parla di sinistra o destra
00:38:39Ma cos'è la destra?
00:38:41Cos'è la sinistra?
00:38:43Luporini racconta che Gaber
00:38:46Un giorno arrivò a Lucca
00:38:48E gli disse
00:38:49Guarda che Gino e Michele
00:38:51Hanno fatto questa elencazione di cose
00:38:55Di destra e di sinistra
00:38:56Mi sembra una bella idea per una canzone
00:38:58E incominciarono a lavorarci sopra
00:39:01E nacque la canzone
00:39:04Destra e sinistra
00:39:05Siamo contenti di averle ispirata
00:39:08E siamo orgogliosi ovviamente
00:39:10Fare il bagno nella vasca è di destra
00:39:12Fare la doccia invece è di sinistra
00:39:14Un pacchetto di Malboro è di destra
00:39:18Di contrabando è di sinistra
00:39:19Ma cos'è la destra?
00:39:22Cos'è la sinistra?
00:39:24Destra e sinistra nasce ancora prima
00:39:26Della discesa in campo di Berlusconi
00:39:30Quasi
00:39:30Risente ancora della caduta del muro
00:39:33Quando tutto il mondo festeggiava
00:39:35E Gaber diceva
00:39:37Si dice sono finite le ideologie
00:39:40No ce n'è una dominante
00:39:42Che è l'ideologia del mercato
00:39:43Cioè ha vinto l'ideologia del mercato
00:39:46Questo trionfo apparentemente
00:39:50Rimane in un contesto di grande
00:39:53Dialettica politica
00:39:55Che in realtà è una contrapposizione indotta
00:39:58Che invece fin quando c'erano
00:40:00Due potenze contrapposte
00:40:02Due visioni del mondo contrapposte
00:40:03Poteva ancora avere un senso
00:40:05L'ideologia
00:40:06L'ideologia
00:40:10Malgrado tutto
00:40:11Vedo ancora che ci sia
00:40:25La destra pensava che parlasse della sinistra
00:40:27La sinistra pensava che parlasse della destra
00:40:29In realtà parlava di tutti noi
00:40:30Però se ci pensi accidenti
00:40:32Ma quanta banalità mette in luce
00:40:35Quanto siamo colpevoli di aver seguito
00:40:37Quel tipo di banalità
00:40:38Io direi che il culatello è di destra
00:40:41La muta della è di sinistra
00:40:43Se la cioccolata sbizzerai di destra
00:40:46La nutella è sempre di sinistra
00:40:48Destra e sinistra
00:40:49Una presa per il culo
00:40:52Formidabile
00:40:53E ti veniva voglia di aggiungercene
00:40:55L'ideologia
00:40:57Rimpianto con un'ideologia
00:40:58Cioè dove sta la diversità
00:41:00Mi saluto vigoroso
00:41:02Pugno chiuso
00:41:03È un antico gesto di sinistra
00:41:05Quello un po' degli anni venti
00:41:07Un po' romano
00:41:08È da stronzi oltre che di destra
00:41:10Sembra che quella canzone
00:41:12Stabilisca una equivalenza negativa
00:41:16Tra destra e sinistra
00:41:18Cioè sono tutte e due
00:41:19Da buttare via
00:41:20Destra e sinistra
00:41:22Basta
00:41:23Della signora non se ne può più
00:41:24Di destra e sinistra
00:41:27Mi interessa soltanto il fatto
00:41:29Che la gente ne parla a cazzo
00:41:32Ma non mi interessa
00:41:33Il finale che sembra quasi che dica
00:41:35Sarebbe meglio non parlarne più
00:41:37Ecco questo invece io
00:41:39Ripeto che se viene fuori questo
00:41:41È una canzone negativa
00:41:43Anzi
00:41:43Se non si parla di quello
00:41:45Di che dobbiamo parlare
00:41:46Non so
00:41:47Dei reali inglesi
00:41:50Qualcuno era comunista
00:41:55Perché era nato in Emilia
00:41:59Qualcuno era comunista perché il nonno
00:42:01Lo zio, il papà
00:42:04La mamma no
00:42:07Qualcuno era comunista
00:42:09Perché aveva avuto un'educazione
00:42:11Troppo cattolica
00:42:15Qualcuno era comunista perché il cinema lo zio, il teatro lo zio, la pittura lo zio, la letteratura anche
00:42:20Lo zio, lo zio, non tutti
00:42:21Questa canzone dice delle cose molto importanti anche molto vere
00:42:26C'è molta gente di stato comunista per alcuni di quegli aspetti lì
00:42:30Però nella parte finale c'è la chiave
00:42:34Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice
00:42:40Solo se lo erano anche gli altri
00:42:43No, niente ripianti.
00:42:49Forse anche allora molti avevano aperto le ali
00:42:52senza essere capaci di volare,
00:42:56come dei gabbiani ipotetici.
00:43:00E ora?
00:43:04Anche ora ci si sente come in due.
00:43:09Da una parte l'uomo inserito
00:43:12che attraversa ossequiosamente lo squallore
00:43:16della propria sopravvivenza quotidiana
00:43:20e dall'altra il gabbiano
00:43:25senza più neanche l'intenzione del volo
00:43:30perché ormai il sogno si era trappito.
00:43:37Due miserie
00:43:39in un corpo solo.
00:43:41Bravo!
00:43:46Questa generazione che aveva dell'idealità,
00:43:48degli slanci, delle passioni, tutte queste cose
00:43:50si è trovata bene o male coinvolta,
00:43:52travolta, certo con delle responsabilità,
00:43:55ma travolta dal mercato
00:43:57e in qualche modo effettivamente ci troviamo di fronte
00:44:00a un momento in cui
00:44:02la classe intellettuale
00:44:05è assolutamente assente.
00:44:07Io trovo che sia completamente azzerata
00:44:10ed è difficile leggere, sentire, dire
00:44:14delle cose che in qualche modo ti stimolano.
00:44:18Tu sei lontano, ti senti isolato
00:44:20e quindi ti senti in qualche modo
00:44:26un personaggio di una razza
00:44:28che si sta estinguendo.
00:44:35Cioè lui aveva questa capacità qua
00:44:37di vedere prima le cose
00:44:39e soprattutto di non farsi mai condizionare
00:44:41dall'ideologia.
00:44:43Aveva delle antenne
00:44:44che gli consentivano di percepire
00:44:47quello che altri non sentivano
00:44:49o non potevano sentire.
00:44:51Uno della nostra generazione
00:44:52non poteva accettare di aver fallito
00:44:55e lui invece ti metteva in chiaro
00:44:57in tre minuti,
00:44:58non in un saggio, in un libro,
00:45:01ma in una canzonetta,
00:45:03i motivi per cui
00:45:04la nostra generazione,
00:45:06che sembrava nata con le ali,
00:45:09poi aveva finito per
00:45:10non alzarsi in volo,
00:45:12ma di fare come le galline, insomma.
00:45:14Cioè, alzarsi pochi centimetri e basta.
00:45:18Non mi piace la pinta allegria,
00:45:21non sopporto neanche le cene in compagnia,
00:45:24e quei giovani sono intransigenti,
00:45:27di certe mode, canzoni e trasgressioni,
00:45:30non me ne frega niente.
00:45:32Anche questo è stato molto contestato,
00:45:35però io mi sono difeso dicendolo,
00:45:40non è che abbia proprio perso,
00:45:42però con fronte a quello
00:45:45che si prometteva di fare
00:45:47ha realizzato poco, ecco.
00:45:49Io penso di no.
00:45:51Io penso che poteva vincere meglio.
00:45:54Il cambiamento c'è stato, sì o no?
00:45:55Sì, c'è stato.
00:45:57L'Italia di prima,
00:45:58ce la ricordiamo, sì o no?
00:46:00Ce la ricordiamo.
00:46:01E questo deve essere riconosciuto,
00:46:04perché se no viene fuori l'idea
00:46:06che allora non può mai succedere niente.
00:46:10E ripeto, l'origine è come dimensioni aspettative,
00:46:13cosa ti aspetti.
00:46:16Ma forse sono io che faccio parte
00:46:19di una razza in estinzione.
00:46:29La mia generazione ha visto
00:46:32le strade e le piazze gremite
00:46:35di gente appassionata,
00:46:39sicura di ridare un senso
00:46:41alla propria vita.
00:46:45Ma ormai sono tutte cose
00:46:47del secolo scorso
00:46:50la mia generazione
00:46:54ha perso.
00:46:57Ma io non sono così convinto
00:46:59che la nostra generazione
00:47:01ha completamente perso.
00:47:03I costumi sono cambiati.
00:47:04Soprattutto la cosa rivoluzionaria
00:47:07di quell'epoca è stata
00:47:09la sensibilità
00:47:11che i giovani hanno incominciato a avere
00:47:13per i grandi temi sociali.
00:47:16E in questo non abbiamo fallito.
00:47:18Da allora lo sguardo sulle cose,
00:47:21su tutte le cose della Terra,
00:47:23non è più uguale a prima.
00:47:24E quindi io quella canzone
00:47:26la trovai un pochino
00:47:28troppo rassegnata.
00:47:29Ogni tanto aveva
00:47:30di queste cadute di pessimismo.
00:47:33Non è la prima volta
00:47:34che le utopie
00:47:36portano a sensazione
00:47:37di fallimento.
00:47:40Anzi, dopo le rivoluzioni
00:47:42è l'idea che doveva
00:47:44essere fuori
00:47:44il nuovo nuovo
00:47:45e la disillusione.
00:47:47Ma anche perché
00:47:48in quella canzone
00:47:49non va mai dimenticato
00:47:50esprime una grande nostalgia
00:47:52quando dice
00:47:53i ragazzi che riempivano
00:47:54le piazze,
00:47:55cioè che si muovevano,
00:47:56che erano vivi, vitali.
00:47:59La mia generazione ha visto
00:48:02migliaia di ragazzi
00:48:04pronti a tutto
00:48:05che stavano cercando
00:48:09magari con un po'
00:48:11di presunzione
00:48:12di cambiare il mondo.
00:48:15Possiamo raccontarla
00:48:17ai figli
00:48:18senza alcun rimorso
00:48:20ma la mia generazione
00:48:24ha perso.
00:48:26Immaginava evidentemente
00:48:28di vedere un cambiamento
00:48:31che non c'è stato,
00:48:32immaginava di vedere
00:48:33una conferma
00:48:35di quelli che erano
00:48:36i suoi valori,
00:48:37le sue speranze.
00:48:38Lui poteva dirlo,
00:48:40noi no,
00:48:40perché noi comunque
00:48:41abbiamo goduto
00:48:42del pensiero
00:48:43della sua generazione,
00:48:44abbiamo goduto
00:48:45del suo pensiero,
00:48:46abbiamo goduto
00:48:47di quello che ha detto,
00:48:48che ci ha detto,
00:48:49di quello che ha fatto.
00:48:50Sì, è vero,
00:48:51la sua generazione
00:48:52aveva perso,
00:48:52ma la nostra aveva vinto,
00:48:53perché aveva vinto
00:48:54aveva sentito Gabber,
00:48:56aveva sentito Celentano,
00:48:57Mina,
00:48:58aveva sentito
00:48:58Giannaci,
00:49:00Lario Fo,
00:49:00aveva sentito
00:49:01questa gente,
00:49:02ci fanno ancora
00:49:02vincere queste canzoni sue.
00:49:04Forse è un'illusione
00:49:05insomma,
00:49:06quella di pensare
00:49:07che nel corso
00:49:08di una vita così breve
00:49:10come quella di ciascuno di noi
00:49:11si realizzino
00:49:13ideali,
00:49:13pensieri e speranze.
00:49:15Possiamo contribuire
00:49:15un po'
00:49:16e affidarle
00:49:17a chi viene dopo.
00:49:18Tutte le generazioni
00:49:19perdono,
00:49:20tutte le generazioni
00:49:21vincono,
00:49:22forse perché
00:49:22non esistono
00:49:23le generazioni,
00:49:24esistono le persone,
00:49:26esiste Giorgio Gaber,
00:49:27esisti tu,
00:49:28esisto io,
00:49:30esiste Mario,
00:49:31esiste Maria,
00:49:32che è una protagonista
00:49:34di una sua canzone.
00:49:35Visto che parliamo
00:49:36di generazioni
00:49:37che hanno perso,
00:49:37io ho perso
00:49:39con un'altra generazione
00:49:41e quindi ho vinto
00:49:43con un'altra generazione.
00:49:44La sua generazione,
00:49:46la mia generazione poi,
00:49:47una generazione
00:49:48che poteva fare di più,
00:49:51forse ha sbagliato
00:49:51anche con i figli,
00:49:52con la generazione lì,
00:49:53perché quello che non avevamo
00:49:55abbiamo cercato
00:49:55di darlo ai nostri figli.
00:49:57Cosa vi abbiamo lasciato?
00:49:58Questo è,
00:50:00che indicazioni
00:50:02abbiamo dato
00:50:04effettivamente
00:50:05alle nuove generazioni.
00:50:07Mi piace il mercato globale
00:50:10che è il paradiso
00:50:11di ogni multinazionale
00:50:13e un domani
00:50:15state pur tranquilli
00:50:16ci saranno sempre
00:50:18tutti più poveri
00:50:19e più ricchi
00:50:20ma tutti più imbecilli.
00:50:22credo che invece
00:50:23quella mia generazione
00:50:25ha perso
00:50:25fosse una specie
00:50:26di segnale
00:50:27come se lui
00:50:28avesse voluto dire
00:50:29attenzione
00:50:30che la mia generazione
00:50:31ha perso
00:50:32ma c'è qualcosa
00:50:34che si può fare
00:50:35e forse
00:50:36ci ha rimproverati
00:50:39tutti
00:50:39di non aver reagito
00:50:40a tante cose.
00:50:42A un certo punto
00:50:45non si reagiva più
00:50:46e questo doveva
00:50:49dargli molto
00:50:49fastidio
00:50:51o addirittura
00:50:52molto dolore.
00:50:53Ma questa è un'astrazione
00:50:55è un'idea
00:50:58di chi appartiene
00:51:01a una razza
00:51:06in estinzione.
00:51:11che era d'accordo
00:51:12a Celentano?
00:51:13Celentano?
00:51:15No, Celentano
00:51:16vai, vai.
00:51:17Io sono d'accordo.
00:51:19L'ultima sua apparizione
00:51:20in tv
00:51:20quella da Celentano
00:51:21era molto dolce.
00:51:23Mi emozionò
00:51:24moltissimo.
00:51:25Avevo avuto
00:51:26la sensazione
00:51:26forse proiettavo
00:51:27qualcosa
00:51:28che in qualche modo
00:51:29fosse scollinato
00:51:31rispetto a tutte
00:51:32le parole
00:51:33che aveva inventato
00:51:34e messo insieme
00:51:36rimato
00:51:36cantato
00:51:37musicato
00:51:38e fosse arrivato
00:51:40alla magia della vita
00:51:42alla magia della vita
00:51:43proprio nel momento
00:51:44in cui la vita
00:51:44stava sfuggendo.
00:51:54Giurami che tu
00:51:55ami solo me
00:51:57Pupa non scherza
00:51:59Il mio tuo amore
00:52:00è solo per me
00:52:00se non ciao
00:52:01ti dirò
00:52:02insomma
00:52:03lì erano
00:52:04veramente due ragazzini
00:52:05che si incontravano
00:52:06tanti anni dopo
00:52:07tra l'altro
00:52:08ho qualche problema
00:52:09alla gamba
00:52:10Adriano è stato affettuosissimo
00:52:11ma no
00:52:11sediamoci
00:52:12l'hanno fatta insieme
00:52:13ciao ti dirò
00:52:14poi
00:52:15molto molto affetto
00:52:16e molto
00:52:17molto legati
00:52:17anche tra di loro
00:52:24di queste ultime
00:52:27giornate insieme
00:52:28mi ricordo
00:52:28un grandissimo
00:52:30sentimento di affetto
00:52:31poi mio papà
00:52:31aveva detto
00:52:32aveva sentenziato
00:52:33io non torno
00:52:34in televisione
00:52:35io vado da Celentano
00:52:36perché lì
00:52:38c'era un rapporto
00:52:39che andava oltre
00:52:40la colleganza
00:52:41erano proprio
00:52:42due fratelli
00:52:44e il terzo fratello
00:52:46è Renzo Iannacci
00:52:47di questa compagnia
00:52:49Celentano vuole
00:52:50fare quel numero
00:52:51che rimanerà
00:52:51nella storia
00:52:52di Albanese
00:52:53Dario Fo
00:52:53Gabber
00:52:54Iannacci
00:52:55e Celentano
00:52:56che cantano
00:52:57ho visto un re
00:52:57abbe sibe
00:52:59abbe sibe
00:53:01abbe sibe
00:53:02abbe sibe
00:53:03quella storia
00:53:04della televisione
00:53:04è assoluta
00:53:05quando uno si sente
00:53:06un po' giù
00:53:07e ha delle giornate nere
00:53:09basta passarsi
00:53:10nella memoria
00:53:10quella canzone
00:53:11e tutto diventa
00:53:12più facile
00:53:13tutto diventa più
00:53:14vero
00:53:15più vivo
00:53:15più limpido
00:53:16ho visto un re
00:53:17ha visto un re
00:53:19abbe sibe
00:53:23abbe sibe
00:53:24un re che piangeva
00:53:26seduto sulla sella
00:53:29piangeva tante lacrime
00:53:31ma tante che
00:53:32mangiava anche il cavallo
00:53:34abbe sibe
00:53:35abbe sibe
00:53:37ho osservato una cosa
00:53:40che non avevo osservato
00:53:42perché non è che seguo
00:53:43molto la musica leggera
00:53:44però ho visto
00:53:44che in testa c'è Vasco
00:53:45che ha
00:53:47praticamente 50 anni
00:53:49poi c'è Battiato
00:53:50che ne ha 56
00:53:52poi ci deve essere
00:53:53anche Mina
00:53:54entrata questa settimana
00:53:55che ha un anno
00:53:56meno di me
00:53:57Adriano ha un anno
00:53:58più di me
00:54:00allora
00:54:00devo dire
00:54:04la mia generazione
00:54:05ha perso
00:54:06ma vende i dischi
00:54:07ecco
00:54:09uno dice
00:54:10forse l'ultima parola
00:54:12conclusiva
00:54:12di Gabriel Uperini
00:54:13è
00:54:13la mia generazione
00:54:14ha perso
00:54:15perché ha creduto
00:54:16che si potesse cambiare
00:54:17non è stato possibile
00:54:19ma invece
00:54:19nell'ultimo disco
00:54:21c'è una cosa sottovalutata
00:54:23che si chiama
00:54:24verso il terzo millennio
00:54:26voglio proprio citare
00:54:27i versi di quella canzone
00:54:28perché dicono
00:54:29qual è l'ultima parola
00:54:31che Gabriel Uperini
00:54:32dicono
00:54:33prima che Gabriel
00:54:34se ne andasse
00:54:37e tu mi vieni a dire
00:54:39quasi gridando
00:54:40che non c'è più salvezza
00:54:42che sta sprofondando il mondo
00:54:44che è per esempio
00:54:45quello che pensano oggi
00:54:46i ragazzi giovani
00:54:48che noi non capiamo
00:54:49fino in fondo
00:54:50ma io ti voglio dire
00:54:51che non è mai finita
00:54:53che tutto quel che accade
00:54:55fa parte della vita
00:54:56quando si arriva a questa conclusione
00:54:58non si può più dire
00:55:00che la mia generazione ha perso
00:55:02perché se la tua generazione
00:55:04la mia generazione
00:55:05la nostra generazione
00:55:06arriva a questa conclusione
00:55:08vuol dire che il cammino fatto
00:55:10ha avuto un senso
00:55:13Io
00:55:14quella volta lì
00:55:15avevo
00:55:1760 anni
00:55:19eravamo nel 2000
00:55:20o giù di lì
00:55:21praticamente ora
00:55:22e vedendo le nuove generazioni
00:55:25i 25 anni di ora
00:55:27così diversi
00:55:28mi domando
00:55:28che eredità abbiamo lasciato
00:55:31ai nostri figli
00:55:31forse
00:55:32in alcuni casi
00:55:34un normale benessere
00:55:35ma non è questo il punto
00:55:37voglio dire
00:55:38un'idea
00:55:39un sentimento
00:55:40una morale
00:55:41una visione del mondo
00:55:42no
00:55:43tutto questo
00:55:44non lo vedo
00:55:46allora
00:55:47ci saranno senz'altro
00:55:49delle colpe
00:55:50ma siamo forse
00:55:51stati noi
00:55:52padri insensibili
00:55:53autoritari
00:55:54legislatori
00:55:55di stupide istituzioni
00:55:57no
00:55:58allora
00:55:58dove sono
00:55:59le nostre colpe
00:56:00un momento
00:56:01era troppo facile
00:56:03per noi essere pacifisti
00:56:04anti-autoritari
00:56:06democratici
00:56:07i nostri padri
00:56:08avevano fatto
00:56:08la resistenza
00:56:09forse avremmo dovuto
00:56:11farla anche noi
00:56:12la resistenza
00:56:15è sempre tempo
00:56:17di resistenza
00:56:18perché invece di esibire
00:56:19il nostro atteggiamento
00:56:20libertario
00:56:21non abbiamo dato
00:56:22uno sguardo
00:56:22all'avanzata
00:56:23dello sviluppo
00:56:24insensato
00:56:25perché
00:56:26invece di parlare
00:56:27di buoni
00:56:28e di cattivi
00:56:29non abbiamo
00:56:30alzato un muro
00:56:31contro la mano
00:56:32invisibile
00:56:33spudorata
00:56:33del mercato
00:56:36perché avvertivamo
00:56:37l'appiattimento
00:56:38del consumo
00:56:39e compravamo
00:56:39motorini
00:56:40ai nostri figli
00:56:41perché non ci siamo
00:56:43mai ribellati
00:56:43alla violenza
00:56:44dell'oggetto
00:56:45il mercato
00:56:46ci ringrazia
00:56:48vi abbiamo dato
00:56:50il nostro
00:56:50prezioso contributo
00:56:52ma voi
00:56:53sì voi
00:56:54come figli
00:56:55non avete
00:56:57neanche una colpa
00:56:58dov'è il segno
00:56:59di una vita diversa
00:57:01forse sono io
00:57:02che non lo vedo
00:57:03rispondetemi
00:57:04dov'è la spinta
00:57:05verso qualcosa
00:57:06che sta per rinascere
00:57:07dov'è la vostra
00:57:08individuazione
00:57:09del nemico
00:57:10quale resistenza
00:57:11avete fatto
00:57:12contro il potere
00:57:13contro le ideologie
00:57:14dominanti
00:57:14contro l'agnentamento
00:57:16dell'individuo
00:57:16d'accordo
00:57:17non posso essere io
00:57:19a lanciare ingiurie
00:57:20contro la vostra
00:57:21impotenza
00:57:22ciò da pensare
00:57:23alla mia
00:57:24però spiegatevi
00:57:25perché vi abbandonate
00:57:27a un'inerzia
00:57:27così silenziosa
00:57:28e passiva
00:57:30perché vi rassegnate
00:57:31a questa vita
00:57:32mediocre
00:57:32senza l'ombra
00:57:34di un desiderio
00:57:35di uno slancio
00:57:36di una proposta
00:57:37qualsiasi
00:57:37forse
00:57:38il mio stomaco
00:57:40richiede qualcosa
00:57:41di più spettacolare
00:57:42di più rabbioso
00:57:43di più violento
00:57:43di più vitale
00:57:45di più rigoroso
00:57:45qualcosa che possa
00:57:46esprimere almeno
00:57:47un rifiuto
00:57:47un'indignazione
00:57:48un dolore
00:57:51ma quale dolore?
00:57:53ormai non sappiamo
00:57:54neppure cos'è
00:57:55il dolore
00:57:56siamo caduti
00:57:57in una specie
00:57:58di noia
00:57:58di depressione
00:57:59certo
00:58:00è il marchio
00:58:01dell'epoca
00:58:02e quando la noia
00:58:03e la depressione
00:58:04si insinuano
00:58:05dentro di noi
00:58:06tutto sembra
00:58:07privo di significato
00:58:08si potrebbe dire
00:58:09la stessa cosa
00:58:10del dolore?
00:58:11no
00:58:12il dolore è visibile
00:58:14chiaro
00:58:15localizzato
00:58:16mentre la depressione
00:58:18evoca un male
00:58:19senza sede
00:58:19senza sostanza
00:58:21senza nulla
00:58:23salvo
00:58:24questo nulla
00:58:25non identificabile
00:58:27che ci corrone
00:58:30e tu mi vieni a dire
00:58:34quasi gridando
00:58:36che non c'è più salvezza
00:58:39sta sprofondando il mondo
00:58:44ma io ti voglio dire
00:58:49che non è mai finita
00:58:51che tutto quel che accade
00:58:56fa parte della vita
00:59:17ma io ti voglio dire
00:59:20che non è mai finita
00:59:24che tutto quel che accade
00:59:28fa parte della vita
00:59:49non è mai finita
00:59:51non è mai finita
00:59:53lo penso anch'io
00:59:54lo penso
00:59:56lo penso davvero
00:59:59Sandro
01:00:00ti manca
01:00:00lavorare con Gaber?
01:00:02molto
01:00:14è bello
01:00:15quando l'affetto
01:00:16coincide
01:00:17con la stima
01:00:19reciproca
01:00:20è molto bello
01:00:21non è sempre così
01:00:33non è sempre così
01:00:36non è sempre così
01:00:42non è sempre così
01:01:13Sì, Gaber manca, mancano le cose che dice
01:01:15e mi chiedo oggi cosa avrebbe potuto scrivere, dire, cantare.
01:01:20Non credo che canterebbe cose diverse da quelle che ha cantato
01:01:25e trovo che quelle stesse canzoni si potrebbero tranquillamente
01:01:28adoperare come sottofondo allo scorrere di immagini
01:01:31che raccontassero proprio quello che è accaduto stamattina.
01:01:34Se n'è andato giovane, quanto avrebbe potuto ancora dare e fare
01:01:39nel mondo dello spettacolo, dell'arte e della cultura in Italia?
01:01:44Sarebbe stato molto utile, soprattutto nelle contraddizioni di questi ultimi decenni.
01:01:51Andiamo ad ascoltare quello che ha detto,
01:01:53perché quello che ha detto in tanti anni di teatro, di teatro canzone,
01:01:57è ancora molto utile per leggere il presente.
01:02:01La sua creatività, la sua voce coraggiosa,
01:02:05la sua voce che ti aiutava a decodificare quello che non capivi.
01:02:10Non sono un grande cantante, ma anche un grande pensatore,
01:02:15un grande filosofo e soprattutto un uomo che era in grado
01:02:19in qualche modo di captare il futuro.
01:02:21Non scriveva per compiacere il pubblico.
01:02:26Il coraggio serve a scoprire la verità,
01:02:29per perseguire la verità ci vuole coraggio.
01:02:33Cioè non è che un artista ti dà la soluzione,
01:02:35però per Baco qual è il problema ce l'ha detto.
01:02:42E la cosa meravigliosa è che lui spesso poi si contraddice.
01:02:46Ha il coraggio di mettersi in dubbio in prima persona.
01:02:51Quanti grandi artisti ce ne sono andati.
01:02:54Anche Giorgio, che era diverso da tutti gli altri.
01:02:58Mi vengono in mente tante cose che mi commuovono.
01:03:02Era mio fratello maggiore.
01:03:04Manca, certo, manca Gaber.
01:03:06Non soltanto la mancanza del performer, dell'uomo,
01:03:09ma di quell'intelligenza.
01:03:11Ecco, oggi manca Gaber, ma manca anche molta intelligenza.
01:03:16Mi manca ogni giorno, però ce l'ho dentro l'anima
01:03:19e non me lo faccio scappare via.
01:03:22Come si sta sul palcoscenico, non solo da cantanti,
01:03:26ma anche da attori, da interpreti.
01:03:29Sicuramente a me Gaber mi ha insegnato a essere più interprete
01:03:32e quindi a cantare le parole.
01:03:34Mentre prima cantavo solo la melodia.
01:03:38Penso che Gaber cambi la vita a chiunque lo ascolti, no?
01:03:42Mi ha dato coraggio nel cercare la mia strada,
01:03:46nel modificarla anche la mia strada.
01:03:49La nitidezza, l'andare a fondo.
01:03:52Se c'è un senso di poesia, viene dalla sostanza delle cose che dice.
01:04:01Lui non c'è, uno mette su queste registrazioni sacre
01:04:05e si sta a teatro con lui.
01:04:08È stato un catalizzatore, un reagente fantastico l'artista
01:04:13quando riesce a dire quello che tutti più o meno hanno in mente
01:04:15ma lo dicono peggio.
01:04:17Trovo molto bello che ci siano generazioni nuove
01:04:20che ascoltano Mina, che ascoltano Gaber.
01:04:22Hanno fatto quello che volevano fare
01:04:24con grande semplicità, libertà, ma a serietà.
01:04:29I geni hanno un pregio, una qualità.
01:04:31Quello di farti vedere quello che hai sotto gli occhi e non vedi.
01:04:34Ogni dito che muoveva, ogni gesto che faceva,
01:04:36ogni parola che diceva.
01:04:38Uscivi sempre migliore di come eri entrato in un suo spettacolo.
01:04:41E questo è quello che ci ha aiutato a campare meglio.
01:04:55Grazie mille.
01:04:57Ciao.
01:04:58Ciao.
01:04:59Grazie.
01:04:59Ma grazie che si qua.
01:05:01Ciao.
01:05:04Ciao.
01:05:22Ciao.
01:05:24Ciao.
01:05:55Lidia, ti amo.
01:05:58Lidia, ho bisogno di te.
01:06:04Poi la stringo e la bacio, infagottato d'amore e di vestiti.
01:06:12E anche lei si muove, felice della sua apparenza e del nostro amore.
01:06:18E la cosa continua bellissima per giorni e giorni.
01:06:24Una nave con una rotta precisa che si porta dritti verso una casa.
01:06:30Una casa con noi due soli, una gran tenerezza e una porta che si chiude.
01:06:43Nelle case non c'è niente di buono, appena una porta si chiude dietro a un uomo.
01:06:55Quell'uomo è pesante e passa di moda sul posto.
01:07:00Non comincia a marcire, a puzzare molto presto.
01:07:07Nelle case non c'è niente di buono, c'è tutto che è frutta di chiuso e di cesso.
01:07:12Si fa il bagno e ci si lava i denti, ma puzziamo lo stesso.
01:07:25C'è solo la strada su cui puoi contare.
01:07:32La strada è l'unica salvezza, c'è solo la voglia e il bisogno di uscire.
01:07:41di esporsi nella strada, nella piazza, perché il giudizio universale non passa per le case,
01:07:51le case dove noi ci nascondiamo.
01:07:55Bisogna ritornare nella strada, nella strada per conoscere chi siamo.
01:08:04C'è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l'unica salvezza.
01:08:15C'è solo la voglia e il bisogno di uscire, di esporsi nella strada, nella piazza,
01:08:24perché il giudizio universale non passa per le case.
01:08:29In casa non si sentono le trombe, in casa ti allontani dalla vita,
01:08:38dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.
01:09:04In casa non si sentono le trombe, in casa non si sentono le trombe.
01:09:15in casa non si sentono le trombe, in casa non si sentono le trombe, in casa non si sentono le
01:09:44trombe.
01:10:11Grazie a tutti.
01:10:26Grazie a tutti.
01:11:00Grazie a tutti.
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