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  • 1 giorno fa
Trascrizione
00:03Di quello che Doom rappresenta per l'universo videoludico potremmo stare a parlarne all'infinito,
00:09questo è certo. Stiamo infatti parlando di un mostro sacro, di un marchio leggendario che oggi
00:15torna sulla cresta dell'onda con The Dark Ages, terzo capitolo questo della recente trilogia che
00:20ha cercato di rimettere in moto il franchise nell'ormai lontanissimo 2016. Ma avrà funzionato
00:26tutto come previsto in questa nuova iterazione a cura di id Software disponibile dal 15 maggio
00:31su PC, PS5, Xbox Series XS e su Game Pass? Beh, per scoprirlo non vi resta che armarvi fino
00:39ai denti e seguirci in questa recensione.
00:46Innanzitutto però un po' di contesto. Narrativamente The Dark Ages è a tutti gli effetti un prologo
00:51al Doom del 2016, con uno Slayer quindi che pur seguendo il tipico arco narrativo della
00:57serie offre comunque due importanti cambi di direzione rispetto al passato. Prima di tutto
01:03l'ambientazione è particolarmente cupa e ancorata sia a tratti medievali sia ad alcune
01:07derive infernali tipiche del franchise, ma con un'interessante e imprevedibile incursione
01:12verso il fantasy oscuro che si sposa qui molto bene con l'iconografia del gioco. In secondo
01:18luogo stavolta ci troveremo davanti ad una vera narrazione scandita dagli elementi che
01:23siamo abituati a vedere magari nei AAA moderni, e quindi con tanto di comprimari, di antagonisti,
01:28di scene di intermezzo che concludono un livello presentandone il successivo e anche qualche
01:33piccolo spezzone scriptato nel bel mezzo dell'azione.
01:36Certo, sia chiaro, non aspettatevi chissà quale intreccio sorprendente nei momenti carichi
01:42di pathos o magari vicende che coinvolgono personaggi sfaccettati. Ciò che avviene infatti è estremamente
01:47coerente con gli elementi basilari del franchise e con gli stilemi tipici di un antieroe di
01:52cui tutti hanno paura, e che agisce quindi per il puro fine di massacrare il male in
01:57ogni sua forma. Tuttavia il racconto è comunque infarcito
02:00di epicità e di momenti capaci di accendere un bel po' di godimento nel giocatore, complice
02:05anche una colonna sonora che sa caricare al momento giusto e diverse situazioni in cui
02:10lo Slayer diventa emblema di una brutalità a dir poco estrema.
02:15Purtroppo, però, è anche vero che in più di un'occasione si nota un certo sfilacciamento
02:19del racconto, specie poi quando tra una missione e la successiva le cutscene sembrano non colmare
02:24alcune parti di drama, o comunque giustificare alcuni repentini cambi di scenario. Ad ogni
02:30modo, per completare la storia sono necessarie circa quattordici ore, senza però portare
02:34al cento per cento più della metà dei ventidue livelli che compongono la campagna, ragion
02:39per cui crediamo che per i maniaci del completismo saranno necessarie almeno una ventina di ore.
02:46Il sistema di combattimento si configura invece come una ideale via di mezzo tra un gradito
02:51ritorno al passato e un intenso sguardo al futuro. Se è quindi verissimo che bastano
02:56giusto pochi minuti di gioco per rendersi conto che questo capitolo è a tutti gli effetti un
03:01sequel di Eternal e il Doom del 2016, si impiegano però ore a padroneggiare tutte le nuove dinamiche
03:07che definiscono il loop di gameplay. L'azione è infatti fortemente ancorata al terreno
03:12e la componente corpo a corpo, unita a una fortissima propensione allo strafe, modificano
03:16sensibilmente l'appeal del combattimento, stimolando dunque il giocatore a una corsa
03:20circolare costante. Questo porta dunque l'utente a continui avanzamenti in direzione dei nemici
03:26più massicci per gestire al meglio i loro attacchi, per infliggere i danni più cospicui
03:30e soprattutto per non rimanere mai a corto di energia o di armatura.
03:34E il famoso carosello, che definisce quindi la recente interpretazione di Doom in cui bisognava
03:39dosare le varie tipologie di attacco per recuperare munizioni, vita e corazza, ora è invece smorzato
03:45nella sua efficacia, perché adesso tutto è molto più amalgamato e naturale nella dinamica
03:50di combattimento. Accanto alle numerose bocche da fuoco, infatti il nucleo dell'esperienza
03:54qui è incarnato dall'arma corpo a corpo e dallo scudo Sega.
03:58Ora, nel primo caso dobbiamo fare i conti con tre e diversi strumenti di offesa contundente
04:03che raccoglieremo nel corso del nostro viaggio, e che potremo cambiare alla bisogna e che aprono
04:08anche a tre approcci alternativi all'azione. Qui non è infatti più possibile, diciamo
04:12così, spammare il colpo ravvicinato. Questo è infatti soggetto a un numero limitato di
04:17cariche, con un cooldown da gestire attraverso il combattimento stesso o magari raccogliendo
04:21determinati oggetti sul terreno. E inoltre questi assalti ravvicinati sbloccano anche autentiche
04:27combo se effettuati in sequenza e si intersecano alla perfezione con le uccisioni epiche che
04:31adesso sono praticamente parte integrante del flusso naturale dell'azione.
04:36Lo scudo, invece, non servirà solo ad assorbire o a respingere i proiettili avversari o i colpi
04:41ravvicinati, ma rappresenterà di fatto lo strumento cardine con cui gestire sia lo stordimento
04:47dei nemici che l'esecuzione di colpi potenti attraverso la parata perfetta. Stiamo insomma
04:52parlando di un loop di parate e assalti ravvicinati, capace di dare un'incredibile sferzata di adrenalina
04:57e di soddisfazione quando gli scontri si fanno particolarmente caotici. E l'azione poi è
05:02sempre ben coreografata, e questo grazie anche a un rallenty che sottolinea brillantemente
05:07l'abilità del giocatore nel parare e colpire al momento più opportuno.
05:11Il risultato è dunque una naturale alternanza tra lo strafe circolare per bersagliare i nemici,
05:16le corse spasmodiche per intercettare i proiettili da respingere, gli avvicinamenti repentini per
05:21scaricare la mazza contundente e i lanci dello scudo per far saltare in aria le corazzi avversarie
05:26o magari stordire il nemico più massiccio. A conti fatti dunque è evidente come id Software
05:32abbia studiato davvero a fondo la sua creatura per offrire un combat system immediato e anche
05:36sorprendentemente profondo, e che soprattutto richiederà decine di ore per essere padroneggiato
05:42a dovere. Per quanto riguarda invece le note dolenti, beh, diciamo che sì, ci sono anche
05:49quelle, purtroppo. I principali problemi arrivano dalle introduzioni che id Software ha voluto
05:54effettuare a tutti i costi, probabilmente con l'idea di svecchiare il franchise, chissà.
05:59E la prima di queste introduzioni è rappresentata dall'Atlan, una sorta di mech che lo Slayer controllerà
06:04in determinati livelli per affrontare alcuni demoni infernali di dimensioni a dir poco colossali.
06:10Ebbene, qui il gameplay è ridotto all'osso, si ha praticamente solo la possibilità di
06:14schivare, infliggere cazzotti devastanti e utilizzare un paio di armi concesse però
06:19solo in momenti predeterminati. Non c'è quindi davvero nulla di interessante ed originale
06:25in queste sessioni. Ad ogni modo diciamo però che durano il giusto e rappresentano di fatto
06:29un piccolo momento di sollievo, dal ritmo al cardiopalma di gran parte del gioco.
06:34Certo, però poi troviamo il drago volante e qui si fa davvero fatica a comprendere le
06:39ragioni alla base della scelta di implementare un tale impiastro. Immaginate di avere una
06:44manciata di mappe aperte dove svolazzare in giro per sparacchiare ad alcuni nemici e talvolta
06:49atterrare per ritornare al Doom classico, ripulire un'aria e poi montare di nuovo in sella per
06:54andare altrove ripetendo il tutto. Ecco, detto così magari potrebbe quasi non sembrare così
07:00male, non è vero? Eh sì, però poi c'è la realtà dei fatti.
07:04Il sistema di volo è infatti sporco e poco piacevole, senza contare poi che i momenti
07:09in cui bisogna sparare col drago sono al limite del rhythm game, con assurde schivate da effettuare
07:13per sovraccaricare l'arma e consentirle di abbattere le difese avversarie altrimenti
07:17quasi invulnerabili. E il tutto tra l'altro da gestire con un sistema di lock semiautomatico
07:23che appiattisce praticamente qualsiasi velleità di azione e di controllo della mira. E come se
07:28questo non bastasse, le parti del livello classiche di queste aree e quelle da affrontare
07:33a piedi, per intenderci, sono ripetitive e davvero poco ispirate.
07:37Quel che è peggio, però, è che l'effetto negativo di queste fasi coinvolge anche quella
07:41che forse è l'aggiunta più interessante del pacchetto, ossia alcuni livelli che si
07:45configurano come vere e proprie open map da esplorare a piacimento, perché basate su obiettivi
07:50che per larga parte possono essere completati senza un ordine prestabilito. Queste mappe fungono
07:55quindi da intermezzo tra i livelli più labirintici e lineari della campagna per offrire un ulteriore
08:00cambio di ritmo, ed è quindi un peccato che si portino dietro così tanti limiti difficili
08:05da ignorare.
08:06Innanzitutto denotano una certa carenza di level design. The Dark Age s'abbandona infatti
08:11la verticalità che contraddistingueva Eternal, e questo elemento unito alla suddivisione ad
08:16arene di queste mappe rende praticamente lo scenario piatto per quanto ispirato e vario a livello
08:21artistico. Per cui diciamo che una volta ripulito il tutto o si corre verso la prossima arena
08:26per terminare il prima possibile il livello, oppure si cerca ogni singolo collezionabile
08:31risolvendo i pochi enigmi ambientali che caratterizzano l'esplorazione e ingegnandosi
08:35per raggiungere una certa piattaforma o una zona all'apparenza troppo lontana.
08:40Ed è così che le fasi col drago volante non fanno altro che generare una sorta di eco
08:45sulle mappe aperte, che sembrano dunque quasi rappresentare un'estensione delle fasi di volo,
08:49appesantendo un titolo che invece brilla quando si combatte e soprattutto quando si
08:53affrontano i livelli più lineari. Ad ogni modo, comunque l'opera Did Software
08:58offre un sistema di potenziamento delle armi e dello scudo legato a doppio filo all'esplorazione
09:02dei livelli. È infatti necessario raccogliere oro, rubini e pietre speciali per poter accedere
09:07ai miglioramenti che coinvolgono sia le bocche da fuoco, le tre armi melee e sia lo scudo Sega,
09:12permettendo così un ampio grado di personalizzazione dello stile di combattimento.
09:16Tuttavia, specie nelle prime ore della campagna si è quasi costretti a navigare in lungo e
09:21largo i livelli se non si vuole rischiare di arrivare troppo deboli agli scontri più massicci.
09:26E per quanto riguarda invece le munizioni, la vita e l'armatura, l'aumento delle statistiche
09:31è direttamente collegato ai combattimenti con specifici mid-boss, sostanzialmente delle
09:35versioni potenziate dei nemici che incontreremo sul nostro cammino.
09:41Ad ogni modo, signori, diamo allo Slayer quel che è dello Slayer. Sul fronte della difficoltà
09:48infatti non smetteremo mai di lodare id Software per l'implementazione di un sistema granulare
09:53che si aggancia ai sei livelli di sfida preimpostati dallo sviluppatore. E questi ultimi prevedono
09:58in sostanza quattro selettori classici che aumentano semplicemente la cattiveria, per
10:02così dire, del titolo nei confronti del giocatore, più due livelli aggiuntivi che, pur mantenendo
10:07fissa la difficoltà sul valore massimo, rappresentano comunque delle vere e proprie super sfide, dove
10:12non è possibile ad esempio utilizzare i sigilli o che comportano magari il game over permanente
10:17non appena si muore. In aggiunta poi c'è un menu dedicato dove il giocatore può configurare
10:22ogni elemento che compone le asperità del gameplay, dalla velocità del gioco alla finestra
10:27della parata perfetta fino ad arrivare ovviamente ai danni inferti e subiti. E il risultato è
10:32che interagendo con tutti questi selettori si può cambiare sensibilmente l'intera
10:37esperienza, spostando ad esempio in secondo piano la componente melee per focalizzarsi
10:41invece più sulle sparatorie, oppure magari rendendo il titolo ancora più frenetico, quasi
10:46come se si trattasse di uno shooter basato sulle speedrun.
10:50Capirete quindi che questa implementazione permette di avere il DOOM dei propri desideri
10:55e senza contare poi che il tutto può essere cambiato in corsa in qualsiasi momento e soprattutto
10:59senza mai dover riavviare la partita o ricaricare un checkpoint. Ed è un fattore questo che stimola
11:05sicuramente un grado di rigiocabilità tendente all'infinito.
11:12Ora, noi abbiamo testato DOOM The Dark Ages su PC e sul fronte tecnico il giudizio non può
11:17che essere positivo. Innanzitutto il gioco arriva sul mercato in un autentico stato di
11:22grazia, pulito, ottimizzato, stabile e soprattutto praticamente privo di bug vistosi. Il titolo implementa
11:29poi già lancio il Ray Tracing per la gestione dei riflessi e dell'illuminazione globale,
11:34ma purtroppo non il Path Tracing, che dovrebbe invece arrivare nel giorno dell'uscita ufficiale
11:39stando alle parole del team.
11:41Sta di fatto comunque che tutte le tecnologie Nvidia sono al loro posto, dal DLSS nei suoi
11:47vari preset, compreso il DLAA, fino alla Frame Generation, sia essa singola che multi, e lo
11:53stesso vale per l'FSR di AMD. Nello specifico abbiamo potuto provare il titolo sui due sistemi che
11:59vedete ora a schermo. Nel primo caso abbiamo giocato in 4K con MFG in 4x, rimanendo però
12:05sempre ancorati ben al di sopra dei 200 fps medi e con picchi di 250 o 270 frame al secondo.
12:12Mentre con la 4070T Super siamo invece scesi a 1440p con Frame Generation classica per mantenere
12:19gli stessi risultati in quanto a framerate. Tuttavia in entrambi i casi abbiamo utilizzato
12:24il preset massimo disponibile tra le impostazioni grafiche e abbiamo potuto ottenere un risultato
12:29visivo eccellente. Complice infatti un comparto artistico spesso anche molto ispirato, The Dark
12:35Ages è davvero un gran bel vedere, col suo orizzonte visivo sterminato, decine di nemici
12:40che si muovono sullo schermo e soprattutto centinaia di proiettili vaganti che irradiano
12:46il terreno.
12:47Certo, va detto comunque che non siamo davanti a un nuovo punto di riferimento tecnico per
12:52ciò che concerne i dettagli o la resa degli scenari, ma sicuramente invece lo siamo per quel
12:56che riguarda la fluidità e la risposta dei comandi. Dove però il gioco lascia davvero
13:02sbalorditi è nello streaming degli asset, ed è un elemento questo che denota un livello
13:06tecnico raggiunto da Lead Tech davvero straordinario, e che farebbe probabilmente impallidire anche
13:11la Real Engine se solo questo motore venisse offerto agli sviluppatori esterni.
13:16Ma non è finita qui perché il gioco non presenta alcun tipo di precaricamento degli shader e
13:21ciò nonostante offre un avvio dei salvataggi e quindi degli scenari praticamente istantaneo.
13:27Per capirci dunque stiamo parlando di interi livelli che partono in meno di un secondo e
13:31soprattutto senza mostrare alcun tipo di pop-up, pop-in o di applicazione del level of detail,
13:37nonostante la vastità degli ambienti. Infine una nota di apprezzamento va al buon doppiaggio
13:42interamente in italiano e alla colonna sonora che riprende qui gli stilemi classici dei nuovi
13:47capitoli in modo credibile, omogeneo e coerente, ma pur senza un vero e proprio tema che avrebbe
13:53magari dato più carattere a questo episodio.
14:03A conti fatti dunque, Doomed Dark Ages ha la straordinaria capacità di trovare quell'equilibrio
14:09che sulla carta è impossibile tra l'apprezzamento nostalgico del passato tipico dei boomer shooter
14:14e la necessità di innovare un gameplay che altrimenti rischierebbe di essere ripetitivo
14:18o poco appetibile per chi si avvicina raramente a questo genere. Ed è un'impresa questa portata
14:23a termine con delle idee solo all'apparenza banali, come ad esempio la gestione della
14:28difficoltà o il sapiente loop di gameplay fatto di colpi di arma da fuoco, parate e
14:32assalti all'arma bianca. Ed è quindi un peccato che il software abbia cercato di forzare
14:37la mano introducendo anche delle variazioni sul tema che diventano però ben presto dei
14:42meri riempitivi e che purtroppo diluiscono l'azione e soprattutto appiattiscono l'esperienza.
14:48Quel che rimane è comunque un prodotto che farà certamente impazzire chi ha divorato
14:53i precedenti Doom e che soprattutto adora passare del tempo di qualità con gli sparatutto
14:57in prima persona. E scusate se è poco eh? Voi comunque che cosa ci dite? The Dark Ages
15:04ha rispettato le vostre aspettative? Fatecelo sapere nei commenti e se siete fan di questa
15:09leggendaria saga o degli sparatutto in prima persona in generale, iscrivetevi al nostro canale
15:14per non perdervi nessun contenuto. Ora però prima di andare mi raccomando, lasciate un mi piace
15:19e suonate la campanellina così non perderete i nostri video in futuro. E sempre parlando
15:24di video, il nostro appuntamento è fissato appunto al prossimo video, sempre qui sul canale
15:29ufficiale di Multiplayer.it. Alla prossima!
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