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  • 14 ore fa
Dopo l'immortale DJANGO Sergio Corbucci non riesce a replicare degnamente: questo Navajo Joe, cui dà il volto un allora giovanissimo e semisconosciuto Burt Reynolds, è un eroe molto meno convincente del suo predecessore. Indiano vendicativo ma con un perché, visto che i fuorilegge capitanati dal truce Duncan (Aldo Sambrell) gli hanno ucciso la tribù per guadagnarsi la miseria di un dollaro a scalpo, si mette al servizio di un villaggio oppresso dal suddetto: dapprima sventa una rapina al treno che deve consegnare una grossa somma alla banca locale, poi si mette in mezzo quando Duncan e i suoi giungono in loco per prelevare i soldi direttamente in banca. Pettinato che pare portare una parrucca, abbronzatissimo, di poche parole, Reynolds non ha troppo carisma e si ritrova in un western meno violento del previsto ma ugualmente "scorretto", con innocenti (donne in particolare) accoppati gratuitamente senza pietà. Morricone (che si firma Leo Nichols) provvede alla consueta soundtrack di classe ed enfatica, per quanto un po' sotto i suoi standard, Nicoletta Machiavelli è una conturbante mezzosangue dallo sguardo che ammalia, Fernando Rey è il pastore protestante (la cui utilità nell'economia della storia è dubbia). Scontri e sparatorie nella norma e poco fantasiose, personaggi stereotipati, un bel finale a sorpresa ma sceneggiatura (anche di Di Leo) davvero poco stimolante...
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