00:046 anni dopo Limbo, gli sviluppatori danesi di Playdead tornano con il loro nuovo progetto
00:10Inside. Sarà lo stesso livello di Limbo? Scopriamolo con la nostra video recensione.
00:26Esattamente come avveniva in Limbo, l'avventura di Inside è interamente vissuta attraverso
00:31gli occhi di un bambino. Abbandonata all'iconografia cristiana, questa volta gli sviluppatori hanno
00:36scelto di appoggiarsi alla tematica della sperimentazione scientifica. L'universo di gioco lascia presagire
00:42la presenza di un oppressivo regime orwelliano. In questo contesto il giovane protagonista non
00:48esita un attimo ad introdursi in una struttura di ricerca, dove vengono compiuti esperimenti
00:53su altri esseri umani. Lo scopo ultimo della sua missione rimane ignoto e viene lasciato
00:58alla libera interpretazione del giocatore, che deve limitarsi ad osservare ciò che accade
01:02lungo il percorso e a formulare ipotesi.
01:15Inside ha molto in comune con Limbo, ovvero una narrazione oscura e soprattutto meccaniche
01:20platform puzzle di grande livello.
01:33Il sistema di controllo è ancora una volta ridotto ai minimi termini. Con un pulsante
01:38si salta e ci si aggrappa gli oggetti, mentre con un secondo tasto è possibile interagire
01:42con alcuni materiali, utili a completare gli enigmi. L'interazione è limitata alle stesse
01:47dinamiche trial and error già viste in Limbo. La morte diventa così un fenomeno ricorrente
01:53e rappresenta una scelta consapevole sul piano del design. I pericoli sono in agguato e si
01:58susseguono senza soluzione di continuità. I molti checkpoint rendono tuttavia il viaggio
02:03più accessibile ed esaltano il momento della deduzione. La quantità di situazioni che si
02:08vengono a creare è elevata, nonostante una campagna che si porta a termine in meno di
02:135 ore. Molto importanti sono i dispositivi neurali, che servono al controllo in remoto
02:18degli individui sottoposti agli esperimenti. Questi soggetti, più simili a zombie che ad
02:23essere viventi, possono essere allora un prezioso supporto nella risoluzione dei puzzle.
02:28In altri momenti prevalgono invece le dinamiche di controllo dei fluidi, grazie alle quali
02:32è possibile muoversi anche in livelli quasi del tutto allagati. Ma non è tutto, e capita
02:37di doversi proteggere da pericolose onde d'urto, cercando di rimanere a riparo tra le strutture
02:42metalliche. La fluidità dell'esperienza è infine garantita da una curva di difficoltà
02:47che non arriva mai ad essere proibitiva.
03:07Da un punto di vista prettamente artistico, Inside è di grandissimo livello, soprattutto
03:12per quello che riguarda l'interazione audio e video.
03:25In Inside il monocromatismo è stato messo da parte, ma i toni si mantengono ugualmente
03:31molto cupi. Lo stesso contesto appare all'inizio solo asettico, ma ben presto si traduce in
03:36autentico degrado. Il clima ovattato e i lunghi silenzi, rotti da rumori sordi, sono funzionali
03:42ad accrescere la curiosità verso l'ignoto del giocatore. In altri momenti, dominati dagli
03:47inseguimenti o da situazioni nelle quali è necessario nascondersi, la sfera emotiva è
03:52accentuata dal respiro affannoso del protagonista. L'implementazione della musica assume così un'importanza
03:58centrale ed è stata affidata alle cure di Martin Stieg Anderson, già compositore di
04:03Limbo.
04:17Inside ha nel complesso replicato quanto di buono si era già visto in Limbo. L'esperienza
04:22ha così un alto profilo stilistico, misterioso e inquietante. Il ritmo di gioco è compassato,
04:28ma efficace nel trasmettere emozioni e nello stimolare tanto la curiosità quanto lo spirito
04:33di osservazione del giocatore.
04:43Inside è la conferma di Playdead, ovvero un titolo, bello sia da un punto di vista artistico
04:48che di meccaniche fini di gameplay. Rimane forse un pochino troppo corto, l'esperienza
04:52è breve, ma quanto abbiamo giocato ci è piaciuto davvero tanto.
05:22E tutto daaker, ovvero un titolo di
05:30Grazie a tutti.
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