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  • 2 giorni fa

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Novità
Trascrizione
00:17Benvenuti, buon venerdì, nuova edizione di Financial Lounge TG, facciamo subito il punto
00:23sui mercati e partiamo dalle borse europee che dopo una settimana all'insegna della
00:28volatilità provano a rimbalzare. Al centro dell'attenzione c'è la guerra in Iran che
00:35ormai è giunta al settimo giorno, Donald Trump fa un passo indietro sull'ipotesi di
00:40inviare truppe di terra e spiega che l'obiettivo americano al momento è quello di decidere il
00:45nuovo leader dell'Iran dopo Kamenei. L'Iran fa sapere di non voler aprire tavoli per negoziare
00:51e continua a colpire con i missili paesi vicini facendo temere un allargamento del conflitto.
00:56Intanto gli investitori sperano in un piano americano per calmirare il prezzo del greggio
01:01e apprezzano la decisione americana di concedere una deroga temporanea di 30 giorni per permettere
01:07alle raffinerie indiane di acquistare petrolio russo. In questo contesto il prezzo del greggio
01:12dopo essere tornato a salire seppur di poco in mattinata e superare le 80 dollari al barile
01:18sembra ora aver rallentato la sua corsa insieme al prezzo del gas. E tra gli effetti della guerra
01:25c'è il quasi azzeramento del traffico navale dello stretto di Ormuz, snodo chiave per il
01:30trasporto del petrolio. Secondo il Joint Marine Information Center il traffico si è ridotto
01:37a livelli di una cifra con solo due transiti commerciali confermati osservati nelle ultime
01:4224 ore. Il settore marittimo internazionale ha classificato lo stretto come zona di operazioni
01:48belliche con circa 1000 navi bloccate nell'area. La decisione risponde alla portata delle interruzioni
01:55e dei rischi a cui sono esposti gli equipaggi civili nella regione. Le tensioni sono alimentate
02:01anche dagli sviluppi militari. L'Iran rivendica il controllo totale dello stretto e afferma di aver
02:05colpito una petroliera statunitense nel Golfo. Andiamo avanti, parliamo ancora delle conseguenze
02:12dell'escalation del conflitto in Medio Oriente che portano gli investitori a cercare riparo
02:16nei beni rifugi tra cui oro, argento e dollaro americano. Con la volatilità e il rischio
02:23in aumento il dollaro si rafforza e il dollaro americano si rafforza mentre le altre valute
02:28sono spinte a ribasso. Intanto l'impegnata dei prezzi dell'energia per la guerra alimenta
02:33i timori di una ripresa dell'inflazione e riduce le aspettative di tagli dei tassi da parte
02:38della Fed nella riunione di marzo. Chiudiamo il nostro OTG andando in Cina che all'apertura
02:45della sessione annuale del Parlamento cinese ha fissato a ribasso gli obiettivi di crescita
02:50del PIL cinese che è il secondo al mondo dopo quello americano. Per il 2026 le previsioni
02:56governative parlano di una crescita che toccherà il 4,5-5% mentre nel 2025 la Cina aveva fissato
03:04un obiettivo di circa il 5%. Il rallentamento è soprattutto legato al calo dei consumi interni
03:12e alla crisi del mercato immobiliare. Pechino vuole spostare il modello economico dall'esportazione
03:19e dalla produzione manifatturiera verso una crescita trainata dai consumi. Il governo prevede
03:24anche un'inflazione intorno al 2% e un aumento dei redditi per i cittadini. Punta inoltre
03:30a rafforzare la supremazia tecnologica globale anche se restano le incertezze dovute a una
03:38domanda interna debole oltre che alle tensioni geopolitiche e alla guerra commerciale con gli
03:44Stati Uniti. Questa era la nostra ultima notizia per oggi ma continuate a seguirci sul nostro
03:50sito www.financiallounge.com dove trovate tutti gli aggiornamenti in tempo reale. Grazie per
03:55averci seguito, vi auguro un buon weekend e vi do appuntamento alla prossima edizione
04:00di lunedì di Financial Lounge TG.
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