00:00Iran, dietro una guerra fatta di non sole bombe, balsano petrolio e gas. Ci stiamo abituando
00:07a un mondo dove i problemi si risolvono con le bombe e non più con la diplomazia. Ma
00:13tutto questo, invece di portare chiarezza e ordine in una terra già disordinata di suo,
00:19crea ulteriore incertezza. E lo abbiamo imparato a nostre spese. L'incertezza è la nemica
00:25peggiore dell'economia e dei mercati finanziari. Ma anche all'incertezza ci si può abituare.
00:31Dopo i bombardamenti sull'Iran e la reazione di Teheran, petrolio e gas, quest'ultimo un po'
00:38di più, sono balzati verso l'alto. Le borse hanno frenato, eppure non così tanto come ci
00:45si sarebbe potuto aspettare. Dobbiamo smettere quindi di preoccuparci? Tutt'altro. Si stanno
00:53creando nuovi equilibri mondiali e non solo a colpi di bombe. Gli Stati Uniti sono diventati
01:00i primi produttori mondiali di gas e petrolio. I rischi, quindi, che il petrolio balzi fino
01:07a 100 dollari dai minimi di poco più della metà delle scorse settimane ci sono certamente,
01:13ma rispetto alla grande crisi del 1973 c'è uno straordinario riequilibrio nella produzione
01:23delle fonti energetiche. Non solo, un tempo c'erano i grandi speculatori che da soli erano
01:30in grado di muovere i mercati, ma la tecnologia ha reso le borse tutte più interconnesse. Molte
01:38delle compravendite sono automatizzate, con meccanismi che si autocontrollano. Continuiamo
01:45a dirci che il mondo è cambiato? Ebbene, lo stiamo vedendo. L'unica cosa che non è cambiata
01:52sono le vittime delle guerre.
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